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Aziende della montagna - 01 Impianti di risalita - 1.03 Telecabine ammorsamento fisso - CCM FINOTELLO Srl - MontagnaOnline.com
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CCM FINOTELLO Srl

Contact Person: Michele Finotello
Street: Via Vercelli 10
Postcode: 10044
City: Pianezza To
Country: Italy
Phone: 011 9673844
Fax: 011 9780000
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Un nuovo stabilimento
per una nuova avventura

L’azienda di Pianezza (Torino) ha acquisito la CMI di Bricherasio (Torino), una storica impresa operativa su una superificie di 20 mila mq specializzata nella produzione di componentistica industriale e dotata di un parco-macchine straordinario, capace di svolgere tutte le prestazioni necessarie nel ciclo completo di lavorazione del metallo, dal taglio al montaggio. Con questo importante passo, Michele e Stefano Finotello hanno diversificato la loro attività di costruttori nel settore degli impianti a fune ma si sono anche assicurati le potenzialità operative per  essere totalmente autonomi e indipendenti nella produzione di sciovie e seggiovie

 

Sorridendo sotto i suoi baffi ancora belli neri,  Michele Finotello, 63 anni, nato in Veneto a Porto Viro (Rovigo) ma ormai piemontese fino al midollo, ci aveva avvertiti subito («Ho una novità da farvi vedere»). Noi di pM, però,  non potevamo immaginare certo di che cosa si trattasse; al massimo, nel gioco delle ipotesi, si azzardava  l’idea di un nuovo tipo di impianto di risalita («No!»),  di una nuova seggiovia («No!»), di una nuova macchina («No!») attivata nello stabilimento di Pianezza (Torino) dove la CCM Finotello s.r.l. dal 2002 produce in proprio sciovie e seggiovie da quattro a due posti ad ammorsamento fisso «per un mercato che esiste ancora tra le piccole e le grandi località, per impianti più economici, dai minori costi di manutenzione e dalle capacità di portata che non hanno niente da invidiare all’agganciamento automatico, che invece non è alla portata di tutti».  Insomma,  nella bella palazzina riservata  agli uffici della storica struttura di Pianezza, con il fondatore della Costruzioni Carpenteria Metallica  si parlava dell’attività produttiva con cui l’azienda, avviata nel 1977 nel settore della carpenteria metallica da due fratelli di origine veneta trapiantati ancora piccoli in Piemonte,  si è posizionata nel mondo della montagna bianca come costruttrice di impianti di risalita, seguendo la vocazione della fune secondo la modalità dell’agganciamento fisso. Il fratello minore Giovanni se n’è andato troppo presto  nel 2012 lasciando nel mondo il ricordo della sua preziosa personalità riservata e schiva. Insieme avevano vissuto i diversi passaggi del rapporto di collaborazione e fornitura con  Marchisio, con Agudio/Doppelmayr,  della scelta di rilevare Marchisio nel 1995, di costruire l’attuale sede di Pianezza nel 1998, di dare una svolta all’azienda e di lanciarsi definitivamente, da soli con le proprie forze nell’avventura della montagna quando, nel 2002, era avvenuto il definitivo sganciamento dal legame con Doppelmayr.

L’ammorsamento fisso
in Italia, isole comprese…
Il fratello Giovanni purtroppo non c’è più ma intanto è cresciuto il figlio Stefano, 39 anni, laureato in ingegneria gestionale, sposato con Marina  e papà di Arianna, 2 anni.  Dal 2004 è al fianco del padre per gestire il presente e costruire il futuro. Una bella coppia («Ci parliamo, magari litighiamo ma ci parliamo sempre, discutiamo, approfondiamo i problemi, perché così bisogna fare»),  con molte passioni in comune, il calcio ( «La Juventus vince sempre») e altro, a cominciare da quella preminente  che è il lavoro, la voglia di lavorare, di intraprendere, di non mollare mai anche nei momenti difficili («Con la crisi micidiale di questi anni inutile nascondere che abbiamo avuto momenti di difficoltà da cui siamo usciti rimboccandoci le maniche. In quei momenti ci è tornata utile la nostra orginaria attività di carpenteria metallica per compensare la flessione di commesse nel settore impianti a funi»). E allora, mentre incombe sempre la sorpresa e la suspence aumenta («Dopo andiamo, ho una novità da farvi vedere che voi non immaginate nemmeno…»), si parla di quello che CCM ha fatto e di quello che sta per fare. Sono circa 120 gli impianti di risalita CCM che girano oggi in Italia e in Francia. La CCM ha lavorato e lavora per la Via Lattea, il mega comprensorio di Sestriere e dintorni, ma «abbiamo realizzato recentemente anche un impianto privato a Sori, in Liguria, una piccola telecabina che collega una villa in collina alla spiaggia». Impianti CCM sono in funzione in molte località del Piemonte («Recentemente abbiamo fatto la seggiovia biposto Colò a Sestrieres, due seggiovie a Chiomonte, due seggiovie e una sciovia a Prali») ma anche  dall’altra parte delle Alpi (Nevegal, Sappada, Misurina), in Toscana (Val di Luce), e in Francia. La CCM  è stata protagonista alle Olimpiadi di Torino 2006 quando costruì parecchi impianti per servire il  massimo evento degli sport invernali tra i quali «la seggiovia biposto  con pedana intermedia per i trampolini di Pragelato, gli impianti di risalita per il freestyle e per la discesa libera femminile». E, recuperando la sua capacità produttiva nel settore carpenteria, CCM è stata protagonista nella costruzione della nuova sede della Regione Piemonte a Torino. Quest’inverno, per restare alla sua produzione nel settore impiantistico, sono entrati in funzione nel Sud d’Italia («Dove ho avuto ottimi e correttissimi rapporti con le committenze», dice Michele) una seggiovia biposto da 850 persone/ora e una sciovia da 700 persone/ora  in Sicilia a Pian delle Battaglie, sulle Madonie, e due seggiovie biposto da 900 persone/ora a Gambarie d’Aspromonte, in Calabria. «Produciamo per l’Italia e isole comprese», scherza il padre che non vede l’ora di svelare il suo segreto. Vero: dopo la cestovia Marciana-Monte Capanne all’Isola d’Elba e questi nuovi impianti in Sicilia, tra le nuove produzioni per la prossima stagione si segnala  una seggiovia biposto a Fonni, in Sardegna. «Sì – conferma Stefano prima di scappare dagli uffici di Pianezza versouna…destinazione ignota dove lo raggiungeremo -  quello di Fonni è uno degli  impianti nuovi che abbiamo in cantiere insieme ad altri lavori: due sciovie parallele a Citta Reale in provincia di Rieti, una sciovia a Campo di Giove in provincia dell’Aquila oltre al rifacimento della cestovia del Monte Catria nelle Marche che avrà cabine chiuse in vetroresina, al riposizionamento di una seggiovia triposti a Salice d’Ulzio e ad una revisione a Scanno, in Abruzzo».  Questi impianti sarebbero comunque il segnale di un rilancio confortante in un clima di  cauto ottimismo ma dagli inizi dell’anno, c’è qualcosa, c’è molto di più.

La grande fabbrica
all’imbocco della Val Pellice
«Adesso andiamo», taglia corto Michele, che da ragazzo giocava a pallone alla grande e sa come dribblare le domande.  Una mezzoretta di macchina da Pianezza a Bricherasio, all’imbocco della Val Pellice, poco distante da Pinerolo. Qui c’è la CMI, Costruzioni Metalliche Italiane, fondata nel 1978 da Pierino Favole e Maurizio Fossati, un grande complesso industriale esteso su 20 mila metri quadrati e capannoni per una superficie coperta di 10 mila metri quadrati dove sono concentrare tutte le possibili macchine per la lavorazione dei metalli, dal taglio al montaggio. Alesatrici gigantesche (con dimensioni da 4x3 e  addirittura da 6x5 mt.), torni di tutti i tipi, verticali e a controllo numerico, tagliatrici laser e ad acqua,  robot per le saldature più sofisticate, magazzini con caricamento automatico. Una azienda sana e produttiva che non ha mai avuto bisogno di andarsi a cercare i clienti, con una trentina di dipendenti, operativa in tutti i settori della meccanica in generale, attrezzata per fare tutto, dalla carpenteria pesante alla meccanica leggera e di precisione, specializzata in particolare nella produzione  di componenti per le macchine utensili destinate ai processi di lavorazione della carta  e  all’imbottigliamento. CCM era uno dei suoi tanti clienti. Pesanti questioni private interne alla gestione hanno messo a rischio la sua sopravvivenza. Per salvarla, in accordo con  Sandro Favole, 55 anni, figlio di uno dei due fondatori che resta nel sito come responsabile dello stabilimento, si sono fatti avanti loro, Michele e Stefano Finotello. «L’abbiamo acquisita un mese fa»,  dice Finotello padre sciogliendo finalmente l’arcano, svelando «la sorpresa» e mischiando in un attimo nel suo sguardo  il coraggio dell’imprenditore di razza, l’inquietudine di una scelta comunque onerosa, l’orgoglio di averla compiuta insieme al figlio Stefano che incarna la continuità dell’azienda e un futuro, adesso, molto probabilmente più sicuro. In certe scelte è difficile dire in quali dosi si distribuiscano il coraggio e l’incoscienza ma d’altra parte la componente del rischio è connaturata al mestiere dell’imprenditore, soprattutto in un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo.

 


Salvati i posti di lavoro,
garantita la continuità produttiva
Ma in questo caso le condizioni perché l’operazione si riveli illuminata e felice ci sono tutte. «Io e Stefano ci abbiamo ragionato su e abbiamo deciso di fare questo passo – continua Finotello senior – per molte ragioni: è un completamento aziendale, diversifichiamo la  nostra produzione, mettendoci al riparo da crisi di mercato ancora più gravi nel settore  dell’impiantistica e diventando operativi in altre settori produttivi. Questo stabilimento ha potenzialità costruttive enormi e CCM,  con le macchine che potrà utilizzare qui, diventa totalmente autonoma e indipendente nella produzione degli impianti di risalita perché tutte le componenti meccaniche della struttura possono essere realizzate qui dentro». Con l’acquisizione della CMI salgono a 60 i dipendenti della CCM distribuiti tra Pianezza e Bricherasio. Sono pronti a fondersi e ad interagire anche gli uffici tecnici, gli ingegneri progettisti e  i disegnatori meccanici delle due strutture «che sono un’altra garanzia di questa operazione» – interviente Stefano Finotello destinato a diventare probabilmente il più «pendolare» tra Pianezza e Bricherasio ed è comunque rassegnato a non poter più pensare di ritagliarsi tempo residuo per raggiungere il mare e fare qualche uscita in barca a vela come gli piacerebbe «Possiamo contare su  un personale estremamente specializzato, con un know-how accumulato in decenni di lavoro.  Il mio sogno e il mio impegno è quello di essere competitivi sempre, di portare avanti insieme e bene i due tipi di produzione nei due diversi settori. L’attività storica di CMI andrà avanti con una clientela consolidata nel tempo da un rapporto di reciproca affidabilità. La produzione di CCM nel settore degli impianti a fune non potrà che trarre vantaggio, disponendo di possibilità che prima non aveva e potendo ipotizzare anche la costruzione di impianti di livello superiore rispetto a quelli che abbiamo realizzato fino ad oggi. A Bricherasio possiamo fare tutto, ma proprio tutto in casa per quanto riguarda le componenti meccaniche. Restano fuori soltanto le componenti in materie plastiche». La CCM ha avviato così un altro capitolo della sua storia, una specie di «terza vita» dopo  il periodo degli esordi nella carpenteria metallica e quello dell’ingresso nel settore produttivo degli impianti a fune. «Non parliamo di soldi», dice stavolta serio Michele Finotello entrando in tackle su domande indiscrete come avrebbe fatto da ragazzo su un campo di calcio fermando un avversario. È ovvio che l’impegno finanziario esista ma «Stefano ed io abbiamo fatto i nostri conti e abbiamo deciso che era il caso di tentare». Intanto padre e figlio hanno salvato una trentina di posti di lavoro che rischiavano di perdersi; intanto hanno posto le basi per porsi obiettivi più ambiziosi; intanto anche Michele si deve rassegnare («Vorrà dire che in pensione non ci vado proprio più») ma non fa fatica a ritrovarsi giovane  e pieno di nuovo entusiasmo quando in uno degli enormi piazzali  dell’azienda incontriamo un furgone su cui è già pronto per la spedizione un serbatoio destinato ad una macchina per l’imbottigliamento del vino, attività quantomai florida in una patria nobile del vino come il Piemonte. È stato prodotto con i macchinari della ex CMI ma sui nastri adesivi che chiudono l’imballo c’è scritto «CCM Finotello»: è il 29 gennaio 2016 e questo è il primo prodotto che esce dal grande stabilimento di Bricherasio con il nuovo marchio. Una data storica per una nuova avventura.
www.ccmfinotello.com