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pM119/Nuova legge Trentino/Le considerazioni - MontagnaOnline.com

 Impianti e piste:
le modifiche della nuovissima legge trentina


La legge approvata il 31/10/2012 dalla giunta provinciale trentina, frutto di ben cinque disegni di legge, ha modificato tre leggi già in vigore: sull'ordinamento delle professioni, sui sentieri alpini e sulla disciplina dell'attività sciatoria. E Del Zotto parte esaminando proprio le modifiche alla legge n.7/87 relativa alle piste di sci. Come si vedrà, si tratta di un lavoro piuttosto lungo e complesso, che porta a proseguire la preziosa analisi delle modifiche alle altre due normative in altro numero. ”Nella stesura del contributo –scrive il nostro avvocato con l’invio- ho cercato una formula facilmente "leggibile", visto che la legge (ndr: che proponiamo peraltro in versione integrale) così come strutturata, è sostanzialmente incompresibile. I lettori sono invitati a trasmettere loro osservazioni in ordine alle positività o alle negatività che possono discendere da queste modifiche: l’importanza di questi pareri e di altri interventi di “vigilanza” emerge molto bene nelle considerazioni di Del Zotto.

Legge della Provincia Autonoma di Trento n.22 del 31/10/2012 “Riordino delle professioni e modifiche alla normativa che disciplina impianti e piste di sci”.
Questa importante legge, approvata in Trentino e quindi in una delle aree di riferimento per gli operatori del settore montagna, risulta di particolare interesse per conoscere l'orientamento che la Provincia si è voluta dare, non solo con riferimento al riordino della disciplina delle figure professionali che esercitano la loro attività in ambiente montano, ma anche alla regolamentazione dei comprensori sciistici. Non dimentichiamo -come necessario inquadramento di un'analisi del testo che si cercherà di effettuare il più possibile oggettiva- che la stretta economica ha colpito duramente anche il comparto montagna.  Ricordiamo anche, sempre per contestualizzare l'esame della nuova legge, che, per di più, le stazioni invernali escono da una stagione tra le più difficili degli ultimi anni, soprattutto nelle Alpi centro-orientali e in Appennino, perchè caratterizzata dalla quasi assenza di precipitazioni nevose.

I cambiamenti che toccano
l’esercente funiviario
Poiché la legge approvata il 31/10/2012 è il frutto di ben cinque disegni di legge presentati in Giunta, riteniamo utile soffermare l'attenzione sulle modifiche alla legge n.7 del 1987 e successive modifiche: cioè, sui cambiamenti che, alle porte del nuovo inverno, hanno interessato la disciplina delle linee funiviarie in servizio pubblico e delle piste da sci.
Nel prossimo numero, faremo invece alcune considerazioni sul riordino della disciplina delle professioni di montagna che, parimenti, ha subito significative novità all'esito dell'approvazione di questa legge.

Ci riferiamo all'ordinamento della professione di guida alpina, di accompagnatore di media montagna e di maestro di sci, da una parte, e all'ordinamento dei rifugi e dei sentieri alpini, dall'altra.

Il testo dei nuovi articoli

e le considerazioni
Sotto il profilo pratico, poiché le modificazioni apportate si risolvono necessariamente in un elenco di articoli che risultano anche di difficile intelleggibilità, se non esaminati nel contesto organico della normativa che è stata aggiornata, riteniamo che il metodo di analisi migliore sia la lettura del testo integrale del singolo articolo, con le modifiche evidenziate in rosso e con le successive prime considerazioni.

Tale contributo ha semplicemente l'obiettivo di sensibilizzare gli operatori del settore sulle novità introdotte stimolando, per quanto possibile, i lettori a loro osservazioni in ordine alle positività o alle negatività che possono discendere dalla nuova legge.
L'attenzione alle proposte di legge e al loro iter di approvazione, tramite le associazioni di categoria, deve essere sempre massima, per riuscire poi ad avere, nell'esercizio quotidiano della propria attività, riferimenti normativi chiari e facilmente applicabili.
 
TESTO VIGENTE
DAL 21 NOVEMBRE 2012
Legge provinciale di Trento 21 aprile 1987, n. 7
Disciplina delle linee funiviarie in servizio pubblico  
e delle piste da sci
(b.u. 26 aprile 1987, n. 19, suppl. ord. n. 2)

ART. 1 DISCIPLINA GENERALE
1. La realizzazione degli impianti di trasporto a fune e delle piste da sci e slittino e attrezzi assimilabili di seguito riassunte nella dizione “pista da sci”, in quanto strutture di norma interdipendenti ed idonee a influenzare in modo notevole l'assetto ambientale ed urbanistico del territorio, è disciplinata congiuntamente dalle disposizioni della presente legge.
2. Gli impianti di trasporto a fune e le piste da sci sono realizzati tenendo conto anche del dimensionamento ricettivo previsto dagli strumenti urbanistici e secondo modalità progettuali tali da assicurare caratteristiche congrue e reciprocamente compatibili.
2 bis. La progettazione, la realizzazione e la gestione degli impianti di trasporto a fune e delle piste da sci pongono in primo piano la sicurezza dei lavoratori, degli utenti e degli sciatori.
3. Il regolamento di esecuzione della presente legge determina i parametri di congruità e compatibilità tra le componenti impiantistiche e sciistiche, nonché i parametri e gli interventi necessari per assicurare il rispetto del comma 2 bis (2).

ART. 4 
ASSENSO PRELIMINARE PER LE PISTE DA SCI
1. Il rilascio dell'autorizzazione all'apprestamento di piste da sci non collegate alla costruzione di nuovi impianti funiviari o alla modifica di quelli esistenti, ad esclusione delle piste di cui al secondo comma del precedente articolo 2, è subordinato ad un previo provvedimento di assenso preliminare della Giunta provinciale.
2. A tal fine, la domanda intesa ad ottenere l'assenso preliminare, con l'indicazione delle interrelazioni con le altre piste da sci e con gli impianti funiviari già esistenti, deve essere presentata al servizio competente in materia di turismo.

Alla domanda deve essere allegato il progetto di massima della pista, con la specificazione dello sviluppo, della larghezza e delle pendenze, e una relazione sulla situazione ricettiva della zona e sui lavori da effettuare, che presta particolare attenzione agli interventi riguardanti la sicurezza dei lavoratori, degli utenti e degli sciatori.
Per le piste da fondo, oltre alle caratteristiche del tracciato, dovranno essere indicati i punti di appoggio e le relative strutture complementari (parcheggi, locali da sciolinatura, spogliatoi, servizi e simili) (4).
3. Per l'istruttoria sulla domanda e il rilascio o diniego dell'assenso preliminare, si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni relative alla concessione di linee funiviarie.

ART. 35 RILASCIO DELL'AUTORIZZAZIONE
1. A conclusione dell'istruttoria, la Giunta provinciale, su proposta dell'assessore competente in materia di turismo, delibera il rilascio dell'autorizzazione all'apprestamento della pista, qualora sussistano le seguenti condizioni:

a) il servizio competente in materia di turismo abbia espresso parere positivo in ordine alla rispondenza del progetto della pista alla presente legge e al regolamento di attuazione, facendo riferimento, in particolare, agli aspetti relativi alla sicurezza dei lavoratori, degli utenti e degli sciatori (16);
CONSIDERAZIONI
sulle modifiche agli articoli 1, 4 e 35

Le integrazioni ai due articoli che precedono denotano una sempre maggiore attenzione al concetto di "sicurezza" di lavoratori, utenti e sciatori dell'area sciabile attrezzata.
La "sicurezza” si pone in primo piano sin dalle fasi di progettazione e realizzazione di impianti e piste, per poi rivestire obiettivo primario anche durante la loro gestione.
E' significativo peraltro che la legge demandi al suo regolamento di attuazione -non ancora disponibile- la determinazione dei parametri e l'individuazione degli interventi per "assicurare" la sicurezza ai soggetti individuati.  Sarà quindi molto importante per i gestori seguire da vicino e con competenza la stesura del regolamento di attuazione, al fine di evitare l'imposizione di obblighi e doveri nella pratica impossibili da osservare. Il rischio d’incorrere in ulteriori profili di responsabilità è concreto se non si giungerà ad approvare un regolamento di attuazione che sia pratico e utile per individuare dove si trova il confine tra la responsabilità del gestore e quella dell'utente, sciatore, lavoratore.

ART. 48 BIS PISTE DA SLITTINO SU FONDO NATURALE
1. La realizzazione di piste da slittino su fondo naturale è effettuata preferibilmente utilizzando le strade forestali non aperte al transito di veicoli.
2. Il regolamento d’esecuzione individua le modalità per la realizzazione delle piste da slittino su fondo naturale (20).

CONSIDERAZIONI
sull'introduzione dell'art. 48 bis

Ottiene riconoscimento ufficiale una prassi già da molti anni in essere nelle località montane.
L'utilizzo delle strade, per lo più forestali, quale percorso di discesa con le slitte è infatti pratica già diffusa che, negli ultimi tempi, ha anche avuto strascichi giudiziali a seguito del verificarsi di incidenti, alcuni dei quali molto gravi.
Le questioni inerenti l'individuazione del soggetto responsabile è piuttosto complessa, atteso che deve essere compiuta caso per caso, tenendo in considerazione le dinamiche che hanno portato all'utilizzo della slitta.
Anche in questo caso, l'individuazione delle modalità per la realizzazione delle piste da slittino su fondo naturale -quindi non all'interno dell'area sciabile attrezzata- e, ragionevolmente, anche per la loro successiva gestione, viene demandata al regolamento di esecuzione.
Sarà quindi parimenti importante seguire, anche per questo aspetto, l'iter di approvazione delle regole attuative della legge provinciale n.22/2012.

ART. 48 TER

PRATICA DELLO SCI-ALPINISMO SULLE PISTE DA SCI
1. La risalita della pista con gli sci ai piedi è normalmente vietata.

Al fine di favorire la pratica sportiva, è consentita la risalita delle piste da sci a bordo pista con attrezzatura da sci-alpinismo, nei casi e alle condizioni stabilite dal regolamento di esecuzione, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore di questo articolo (21).
CONSIDERAZIONI

sull'introduzione dell'art. 48 ter
Viene espressamente richiamato il contenuto dell'art. 15 della legge nazionale sulla sicurezza n. 363/2003 che recita: 
"La risalita della pista con gli sci ai piedi è normalmente vietata. Essa è ammessa previa autorizzazione del gestore dell'area sciabile attrezzata o, in mancanza di tale autorizzazione, in casi di urgente necessità, e deve comunque avvenire ai bordi della pista, avendo cura di evitare rischi per la sicurezza degli sciatori e rispettando le prescrizioni di cui alla presente legge, nonché quelle adottate dal gestore dell'area sciabile attrezzata". L'articolo in commento supera peraltro l'autonomia che veniva data al gestore nella decisione di autorizzare o meno la risalita con gli sci ai piedi rimandando al regolamento di esecuzione le condizioni per poter risalire la pista.
Nel nuovo testo della legge trentina non c’è più traccia anche del diritto del gestore d’imporre particolari prescrizioni.

Tale potere non pare peraltro possa venire meno, rimanendo pur sempre il gestore "custode" dell'area sciabile attrezzata.
Certo è che, anche in questo caso, i gestori dovranno quantomeno riuscire a poter interagire attivamente con il legislatore affinché il testo del regolamento di esecuzione tenga conto dei molteplici problemi di "sicurezza" che la risalita delle piste con gli sci ai piedi potrebbe comportare se non regolamentata con la dovuta attenzione e ponderazione delle situazioni di rischio che potrebbero crearsi all'interno dell'area sciabile attrezzata.

ART. 52 BIS

COMPITI DI VIGILANZA ATTRIBUITI
ALLE GUIDE ALPINE E AI MAESTRI DI SCI
1. La Giunta provinciale, previo parere dei collegi provinciali delle guide alpine e dei maestri di sci, delle organizzazioni maggiormente rappresentative dei titolari delle autorizzazioni all'esercizio delle piste e della competente commissione permanente del Consiglio provinciale, può attribuire alle guide alpine e ai maestri di sci, opportunamente formati, compiti di controllo sull'osservanza delle disposizioni concernenti il comportamento degli utenti delle piste da sci e di soccorso degli infortunati (24).
CONSIDERAZIONI
sull'introduzione dell'art. 52 bis
Ad un'attenta lettura, l'articolo va oltre a quanto già aveva previsto la legge nazionale sulla sicurezza ove, all'art. 21, precisava che
"le contestazioni relative alla violazione delle disposizioni sulla velocità (art. 9 ndr) avvengono, di norma, su segnalazione dei maestri di sci".

In questo caso, la Provincia di Trento ha inteso attribuire a maestri di sci e guide alpine compiti di controllo sull'osservanza delle disposizioni concernenti il comportamento degli utenti delle piste da sci e di soccorso degli infortunati.
Non è chiaro se quei maestri e quelle guide, dopo l'obbligatoria formazione e specializzazione, assumeranno il ruolo di pubblici ufficiali, con poteri di sanzionare gli sciatori indisciplinati ovvero se avranno compiti di controllo, con finalità unicamente di natura preventiva. Ruolo che peraltro già tali figure professionali hanno quale dovere di natura deontologica.
Ricordiamo sul punto che la legge della Regione Veneto n.2/2005, all'art. 20, già prevedeva che
"al fine di concorrere a promuovere condizioni di sicurezza sulle piste da sci, la Giunta regionale istituisce, avvalendosi della collaborazione del Collegio regionale dei maestri di sci, corsi di preparazione e di aggiornamento dei maestri di sci iscritti all'albo, per lo svolgimento, in conformità alla legge 24 dicembre 2003, n. 363 recante "Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo" di funzioni di segnalazione delle violazioni delle disposizioni in materia di velocità e condotta degli sciatori, dettate dall'articolo 9 della legge n. 363/2003".

A quanto consta, peraltro, tali corsi di preparazione e aggiornamento non si sono mai tenuti. Appare peraltro imprescindibile che l'attività di controllo debba essere svolta non certo durante l'esercizio dell'attività d’insegnamento.

ART. 52 TER

BIKE PARK
1. Le aree sciabili previste dall'articolo 2 possono essere utilizzate per la discesa con la mountain bike su tracciati esclusivamente destinati a tale attività e denominati "bike park", previa autorizzazione della commissione di coordinamento prevista dall'articolo 6. I bike park utilizzano prioritariamente le piste da sci esistenti e possono essere realizzati e gestiti dai titolari dell'autorizzazione all'esercizio delle piste o da altri soggetti pubblici o privati.
2. I gestori dei bike park assicurano un'adeguata manutenzione del tracciato e, in particolare, una corretta regimazione delle acque superficiali che preservi i pendii da fenomeni di dissesto idrogeologico direttamente causati dall'erosione del suolo, provocata dal continuo passaggio dei mezzi.
3. I bike park sono adeguatamente segnalati in tutto il loro sviluppo e sono interdetti all'escursionismo a piedi.
4. Se il tracciato del bike park attraversa altre infrastrutture viabili, le intersezioni sono adeguatamente segnalate a cura dei gestori sugli stessi tracciati e sull'infrastruttura attraversata.
5. Resta fermo quanto previsto dalla legge provinciale sui rifugi e sui sentieri alpini in merito alla circolazione con l'ausilio di mezzi meccanici sui tracciati alpini e sugli altri sentieri di montagna.
6. I gestori dei bike park hanno l'obbligo di stipulare un’idonea copertura assicurativa per la responsabilità civile per i danni derivanti agli utenti e ai terzi per fatti imputabili a responsabilità del gestore (25).
CONSIDERAZIONI
sull'introduzione dell'art.52 ter
In molte località montane, i bike park sono già una realtà.
La Provincia di Trento ha sentito l'esigenza di regolamentare la gestione di tali strutture che usualmente si sviluppano all'interno delle aree sciabili attrezzate.
E' stato previsto l'obbligo di autorizzazione della commissione di coordinamento provinciale per l'utilizzo delle aree sciabili come bike park, è stato introdotto l'obbligo di adeguata manutenzione e di segnalazione dello sviluppo dell'area nonché il divieto di accesso per gli escursionisti a piedi.
Le regole di accesso e di utilizzo delle strutture e dei percorsi -viene espressamente richiamato l'obbligo di segnalazione adeguata degli attraversamenti con altre infrastrutture viabili- sono disciplinate dal gestore stesso nel rispetto delle cosiddette regole precauzionali.
Tale regolamentazione assume particolare rilevanza sotto il profilo delle responsabilità del gestore, che non potranno essere eliminate "in toto", ma saranno ragionevolmente limitate nel rispetto dei reciproci diritti e doveri di gestore  e utente del bike park.Resta valida ed applicabile tutta la normativa che disciplina l'accesso ai rifugi alpini e ai sentieri in merito alla circolazione con l'ausilio di mezzi meccanici sui tracciati alpini e sugli altri sentieri di montagna.
E' stato inoltre introdotto l'obbligo di stipulare idonea polizza assicurativa per la responsabilità civile per i danni derivanti agli utenti e ai terzi per fatti imputabili a responsabilità del gestore. La regolamentazione è piuttosto precisa già nel testo di legge.  Si dovrà peraltro attendere se il regolamento di esecuzione introdurrà ulteriori prescrizioni per la realizzazione e la messa in esercizio dei bike park.

ART. 54
IMPIANTI A FUNE SANZIONI
1. Ferma restando l'applicazione delle sanzioni penali, se il fatto costituisce reato ai sensi delle leggi vigenti e delle disposizioni contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 753 (Nuove norme in materia di polizia, sicurezza e regolarità dell'esercizio delle ferrovie e di altri servizi di trasporto), per quanto concerne la polizia, la sicurezza e la regolarità dell'esercizio degli impianti di trasporto a fune, sono stabilite le seguenti sanzioni amministrative:

* a) chiunque, nell'esercizio di un impianto di trasporto funiviario in servizio pubblico, viola le prescrizioni di legge o di regolamento in materia soggiace al pagamento di una somma da 300 a 900 euro;
* b) se applica tariffe non approvate o non espone al pubblico il quadro delle tariffe e degli orari in vigore, nonché le disposizioni regolamentari per l'esercizio dell'impianto, il concessionario soggiace al pagamento di una somma da 150 a 450 euro;
* c) il concessionario che, nell'adozione delle misure di difesa dal pericolo di valanghe sull'impianto a fune, non rispetta le prescrizioni del piano previsto dall'articolo 7, comma 2, e del regolamento previsto dall'articolo 7, comma 4, soggiace al pagamento di una somma da 500 a 2.500 euro; la sanzione è raddoppiata se l'inadempimento comporta pericolo attuale per l'incolumità delle persone.
2. L'accertamento delle violazioni di cui al comma 1 spetta ai dipendenti di cui all'articolo 28, comma 1 con riferimento alle lettere a) e b), ai dipendenti di cui all'articolo 7, comma 6 limitatamente alla lettera b bis), nonché, in ogni caso, agli organi di pubblica sicurezza su richiesta del Presidente della Giunta provinciale.
3. Per l'applicazione delle sanzioni di cui al presente articolo, si osservano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689.
4. L'emissione dell'ordinanza-ingiunzione o della ordinanza di archiviazione, di cui all'articolo 18 della predetta legge 24 novembre 1981, n. 689, spetta al dirigente del servizio competente in materia d’impianti a fune.
5. Le somme riscosse ai sensi del presente articolo saranno introitate nel bilancio della Provincia.
6. Il controllo sull'osservanza delle disposizioni concernente il comportamento degli utenti dei servizi spetta anche al personale addetto agli impianti a fune: la qualifica di "addetto alla sorveglianza" viene riconosciuta singolarmente agli addetti con decreto del Presidente della Giunta provinciale, che attribuisce agli addetti con decreto del Presidente della Giunta provinciale, che attribuisce agli addetti medesimi, nell'esercizio della funzione, la qualifica di incaricato di pubblico servizio (26).

ART. 55
PISTE DA SCI SANZIONI
1. Per la violazione delle disposizioni in materia di piste da sci si applicano le seguenti sanzioni amministrative:

* a) chiunque appresta anche parzialmente una pista da sci o esegue modifiche a quelle esistenti senza avere ottenuto preventivamente le autorizzazioni previste da questa legge soggiace al pagamento di una somma da 1.000 a 3.000 euro;
* b) chiunque apre alla circolazione degli sciatori una pista da sci senza avere ottenuto l'autorizzazione prevista dall'articolo 40 soggiace al pagamento di una somma da 800 a 2.400 euro; questa sanzione si applica anche a chi trasgredisce i provvedimenti previsti dall'articolo 52;
* c) chiunque, nel curare l'esercizio di una pista, viola le prescrizioni di legge o di regolamento in materia soggiace al pagamento di una somma da 300 a 900 euro;
* d) chiunque viola l'articolo 51 o le ordinanze ivi previste soggiace al pagamento di una somma da 30 a 90 euro;
* e) il gestore che, nell'adozione delle misure di difesa dal pericolo di valanghe sulla pista da sci, non rispetta le prescrizioni del piano previsto dall'articolo 7, comma 2, e del regolamento previsto dall'articolo 7, comma 4, soggiace al pagamento di una somma da 500 a 2.500 euro; la sanzione è raddoppiata se l'inadempimento comporta pericolo attuale per l'incolumità delle persone.
2. L'accertamento delle violazioni di cui al comma 1 spetta ai dipendenti di cui all'articolo 52, comma 1 con riferimento alle lettere a), b), c) e d), ai dipendenti di cui all'articolo 7, comma 6, limitatamente alla lettera d bis), nonché, in ogni caso, agli organi di pubblica sicurezza su richiesta del Presidente della Giunta provinciale.
3. La funzione del controllo sull'osservanza delle disposizioni concernenti il comportamento degli utenti delle piste da sci può essere attribuita anche al personale addetto ai servizi di cui all'articolo 50; la qualifica di "addetto alla sorveglianza" viene riconosciuta singolarmente con decreto del Presidente della Giunta provinciale, che attribuisce agli addetti medesimi, nell'esercizio della funzione, la qualifica di incaricato di pubblico servizio.
3 bis. I titolari dell'autorizzazione all'esercizio delle piste da sci, con esclusione delle piste da fondo, assicurano, in accordo con i soggetti cui spetta l'accertamento delle violazioni di questa legge, la presenza di addetti alla funzione di controllo ai sensi del comma 3 in un numero variabile a seconda della difficoltà e della lunghezza delle piste.

Il regolamento di esecuzione definisce le modalità di svolgimento del servizio nonché il numero di soggetti necessari per il controllo.
4. Per l'applicazione delle sanzioni di cui al presente articolo si osservano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689.
5. L'emissione dell'ordinanza-ingiunzione o dell’ordinanza di archiviazione di cui all'articolo 18 della predetta legge 24 novembre 1981, n. 689, spetta al dirigente del servizio competente in materia di turismo.
6. Le somme riscosse ai sensi del presente articolo saranno introitate nel bilancio della Provincia (27).
CONSIDERAZIONI

sulle modifiche apportate agli art. 54 e 55.
Si è trattato semplicemente di un adeguamento della quantificazione delle sanzioni da lire a euro.

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