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pM 121 Clausole dei contratti d'appalto - MontagnaOnline.com

CLAUSOLE DEI CONTRATTI D'APPALTO
La responsabilità “solidale” di committente,
appaltatore e subappaltatore verso i lavoratori:
attenzione alle recenti modifiche normative

Nell'accompagnatoria all'invio dell'articolo per questa uscita, l'avvocato Marco del Zotto scrive queste note, perfette per introdurre l'argomento della consueta rubrica legale di pM: “In considerazione dell'imminente inizio del periodo dei lavori di manutenzione all'area sciabile attrezzata, ho ritenuto utile dedicare il mio intervento alle recenti modifiche normative in tema di contratti di appalto”.

La stagione sciistica si sta per concludere e in alcune località gli impianti sono già chiusi.
La programmazione della prossima stagione invernale è già iniziata.
Ogni anno sono necessari lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’area sciabile attrezzata, che spesso hanno ad oggetto la realizzazione di opere di particolare importanza quali sbancamenti, realizzazione di nuovi impianti di risalita o di tracciati di discesa.

Vengono quindi interessate, dalle società di gestione, ditte specializzate del settore che, con la propria struttura o avvalendosi di società terze, i cosiddetti “subappaltatori”, realizzano le predette opere in regime d'appalto.

In questo momento congiunturale molto difficile per l’economia italiana, la materia degli appalti di natura privatistica è stata di recente rivista dal legislatore con lo scopo di assicurare un’effettiva tutela dei diritti dei lavoratori e di evitare omissioni degli obblighi di legge mediante l’impiego d'imprese appaltatrici o subappaltatrici irregolari. con lo scopo di tutelare i diritti dei lavoratori e di evitare omissioni degli obblighi di legge mediante l’impiego d'imprese appaltatrici o subappaltatrici irregolari.

Nello specifico, sono state previste particolari disposizioni che prevedono una responsabilità solidale nell’ambito della “filiera” degli appalti, sia sotto il profilo degli obblighi fiscali, sia nell’ambito proprio del diritto del lavoro (obblighi retributivi, contributivi e assicurativi contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali).

Le aree di intervento sono sostanzialmente due: quella inerente l’ambito fiscale da una parte e quella per i debiti contributivi e retributivi dall’altra.
Poiché la materia è piuttosto complessa, ma anche di particolare rilevanza, poiché ne derivano stringenti obblighi di responsabilità sia sotto il profilo civilistico sia sotto il profilo amministrativo, per tutti i soggetti che fanno parte della “filiera dell’appalto” - anche se non vi è rapporto diretto tra essi (ad esempio tra il committente principale di un appalto e la ditta subappaltatrice)- riteniamo di utilità evidenziare l’importanza di redigere contratti di appalto con clausole di salvaguardia che tutelino al meglio la società di gestione dal rischio della cosiddetta responsabilità “solidale”.

La “solidarietà” è un vincolo in forza del quale, nelle obbligazioni con più soggetti debitori, il creditore ha diritto di esigere l’intero credito verso tutti, con l’obbligo di ciascun debitore di pagare l’intero debito salvo, dopo il pagamento, il diritto di agire in regresso verso la società inadempiente.
Cercando di rendere più chiaro e semplice possibile il metodo di approccio, analizziamo le due aree che sono state, come detto, oggetto di revisione normativa.

LA NUOVA DISCIPLINA DELL’APPALTO INERENTE L’AMBITO FISCALE

La normativa di riferimento è il decreto legge n.223/2006, convertito nella legge n.248/2006 con le recenti modifiche normative apportate nell’estate 2012.

Per i contratti stipulati in data successiva al 12.08.2012, si applica un particolare regime di responsabilità solidale tra committente, appaltatore e subappaltatore in relazione al versamento all’erario (il soggetto creditore) delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dell’iva riguardanti le prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto di appalto o subappalto.

L’appaltatore, per tutelare la propria posizione -essendo esposto verso l’erario di quanto il subappaltatore non ha corrisposto- può e deve quindi tutelarsi.
In che modo?

L’appaltatore può inserire una clausola contrattuale che prevede la sospensione del pagamento del corrispettivo al subappaltatore, sia per quanto concerne gli stati di avanzamento lavori sia il saldo finale, fino all’esibizione della documentazione che attesti il regolare pagamento dei contributi di natura fiscale all’erario da parte del subappaltatore stesso.

Le stesse regole valgono nel rapporto fra committente ed appaltatore, con particolare riferimento al diritto del primo di sospendere i pagamenti fino all’esibizione da parte dell’appaltatore della documentazione attestante che i versamenti all’erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dell’iva, già scaduti, sono stati correttamente eseguiti dall’appaltatore stesso e dagli eventuali suoi subappaltatori.

Allo stesso modo, quindi, il committente si potrà tutelare inserendo una clausola sospensiva dei pagamenti sino ad avvenuta attestazione della regolarità dei versamenti da parte dell’appaltatore e suoi eventuali subappaltatori.

In forza della nuova normativa, nel caso si verifichino irregolarità, non è più prevista la responsabilità solidale del committente per i pagamenti verso l’erario non avvenuti, bensì ci saranno conseguenze di natura amministrativa che consistono nel pagamento di sanzioni pecuniarie da un minimo di € 5.000,00 ad un massimo di € 200.000,00.

Viene meno quindi la responsabilità solidale, ma l’ammontare delle sanzioni, nel caso il committente non abbia eseguito i necessari controlli, è particolarmente elevata.

Permane invece la responsabilità solidale degli obblighi di natura fiscale tra appaltatore e subappaltatore e non sono previste, per l’appaltatore, nel rapporto con i propri subappaltatori sanzioni di natura amministrativa, come visto invece per il committente.

RESPONSABILITÀ SOLIDALE TRA COMMITTENTE, APPALTATORE E SUBAPPALTATORE PER I DEBITI RETRIBUTIVI E CONTRIBUTIVI

Il presupposto normativo della solidarietà per i debiti di natura retributiva e contributiva si rinviene nell’art. 29 del D.lg. n. 276/2003 (c.d. Legge Biagi), con il limite temporale di due anni dal termine del contratto, senza limiti quantitativi e nell’art. 1676 del Codice Civile, solo fino alla concorrenza del debito del committente nei confronti dell’appaltatore al momento della proposizione della domanda.

L’esigenza di precostituire idonee garanzie per il soddisfacimento dei diritti dei lavoratori che prestano la loro opera a favore di imprese che svolgono la loro attività in regime di appalto e/o di subappalto -settori nei quali i cosiddetti processi di esternalizzazione e decentramento produttivo, potrebbero favorire “dispersioni di responsabilità”- è alla base della previsione di un regime di responsabilità solidale.

Con riferimento ai debiti di natura retributiva e contributiva, la solidarietà è estesa a tutti gli operatori della filiera (committente, appaltatore e subappaltatore), con lo scopo di responsabilizzare i vertici della stessa (il soggetto committente) nella scelta dei propri partner e nel controllo del corretto assolvimento degli obblighi da parte degli appaltatori e dei subappaltatori, scoraggiando l’impiego di imprese irregolari.

Tra committente, appaltatore e subappaltatore la responsabilità solidale per gli stipendi dei lavoratori, ivi compreso quanto dovuto a titolo di TFR (trattamento di fine rapporto) è piena.

La solidarietà si estende agli obblighi di natura previdenziale, ma anche ai premi assicurativi.

Correttamente ,la “riforma Biagi” precisa che la solidarietà riguarda le sole quote di stipendio e oneri connessi, maturati in relazione al periodo d'esecuzione del contratto di appalto e riferiti ai soli lavoratori direttamente impegnati nella realizzazione dell’opera.

Non entriamo nel merito delle ulteriori modifiche normative di dettaglio, che potranno essere approfondite caso per caso in relazione al singolo contratto d'appalto.
Precisiamo solamente che l’art.1676 del codice civile, dopo la riforma Biagi, assume una portata che viene definita di natura residuale, essendo diventata una cosiddetta “norma di chiusura”, in ogni caso applicabile a tutti i prestatori di lavoro che non possono invocare la tutela della legge Biagi.
Ci riferiamo ad esempio ai lavori appaltati da persone fisiche.

In conclusione, ciò che preme rilevare è l’importanza nella redazione dei contratti d'appalto di inserire clausole contrattuali di salvaguardia, che tutelino le società di gestione dal rischio di vedersi destinatarie di richieste di pagamento sottoforma di sanzioni amministrative, anche di particolare entità, piuttosto che riconducibili a responsabilità solidali verso dipendenti di ditte terze inadempienti agli obblighi di natura retributiva e/o contributiva.

Marco Del Zotto
avvocato maestro di sci
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