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CCM

Category: Portfolio Created: Mercoledì, 09 Novembre 2016 12:13 Hits: 59
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Quarant'anni di lavoro
in vista di un nuovo futuro

Michele Finotello ha fondato la Costruzioni Carpenterie Meccaniche nel 1977 ed è entrato nel mondo dell'imprenditoria funiviaria pochi anni dopo producendo sciovie e seggiovie ad ammorsamento fisso, impianti funzionali ed economici per un mercato persistente che continua ad esistere ancora tra le piccole e le grandi località. Nell'anno dell'importante anniversario, il regalo più importante è stato il definitivo accorpamento della CMI di Bricherasio, una struttura industriale che porta in dote all'azienda di Pianezza la possibilità di una diversificazione produttiva in molti settori applicativi della lavorazione dei metalli e un parco-macchine che rende totalmente autonoma la produzione degli impianti di risalita che continua a rappresentare il 50% del fatturato della società. Per compiere questo passo tanto coraggioso quanto oneroso è stato determinante l'impegno del figlio Stefano che, sulle orme del padre dal 2004, sarà il continuatore di una storia cominciata non a Torino ma nel Polesine quando...


Sopra a sinistra Stefano con il papà Michele;
nella foto sottoi titolari della CCM con la signora Carla (a fianco di Stefano) ed un gruppo ristretto di dipendenti
tra gli oltre 60 addetti dell'azienda
Nella foto sopra Michele Finotello mostra con orgoglio la foto della realizzazione della propria prima sciovia installata nel 1996 a Frabosa Sottana.
Sotto il fratello Giovanni Finotello, mancato nel 2012, compagno di vita e di lavoro di Michele,
fondatori con la moglie Carla della CCM

Quarant’anni dopo, Michele Finotello, origine veneta con metamorfosi piemontese, ha 65 anni, una splendida famiglia, quattro nipoti e un bel futuro ancora da scrivere nonostante «sarebbe ora che andassi in pensione». Nel 1977, con il fratello Giovanni  («Se n'è andato troppo presto nel 2012») e la moglie Carla («Mi ha sempre sostenuto e mi ha sempre assecondato») ha fondato  la CCM (Costruzioni Carpenterie Meccaniche), nata nel mondo della carpenteria metallica ed evoluta nel mondo della montagna bianca come produttrice di sciovie e seggiovie ad ammorsamento fisso a capo di una storia che racconteremo e che sta vivendo una importante svolta di sviluppo per seguire la quale è proprio da escludere che...si possa andare in pensione. Adesso, nella sede di Pianezza (Torino) costruita nel 1998, sta frugando tra foto e documenti antichi per rintracciare le prime tracce sui primi impianti della sua creatura. Per festeggiare quarant'anni di una bella vicenda imprenditoriale non è indispensabile organizzare grandi feste. Basta recuperare i ricordi, farsi stringere dall'affetto di chi lavora da una vita con te, incrociare orgoglioso lo sguardo di Stefano, il figlio maggiore, 40 anni, laureato in ingegneria gestionale a Torino nel 2002 che dal 2004 segue il padre in azienda. («Lavoravo in FIAT – ricorda Stefano – ma quando sono arrivate le Olimpiadi invernali mi era sembrato il momento giusto per cominciare con mio padre»). L'altro figlio, Massimo, 37 anni, ha preso in assoluta libertà e completa soddisfazione un'altra strada, ha seguito la sua vocazione umanistica, si è laureato in Lettere e insegna al Liceo San Giuseppe di Rivoli e vive felicemente con la moglie Luisa e i figli Francesco Giovanni e Marta. Stefano invece ha deciso di seguire le orme paterne, di continuare la storia dell'azienda e di incidere in scelte strategiche fondamentali. Da poche settimane si è concluso il processo di acquisizione definitiva della CMI di Bricherasio, una storica impresa all'imbocco della Val Pellice, operativa su una superficie di 20 mila mq, specializzata nella produzione di componentistica industriale e dotata di un parco macchine capace di svolgere tutte le prestazioni necessarie nel ciclo completo di lavorazione del metallo, dal taglio al montaggio.  L'operazione era iniziata nel gennaio 2016 quando, a seguito di pesanti questioni private interne alla gestione dell'azienda, la ditta Costruzioni Metalliche Italiane fondata nel 1978 da Pierino Favole e Maurizio Fossati rischiava di morire e di disperdere un patrimonio di lavoro e esperienza, una clientela consolidata in particolare nel settore delle macchine utensili per la lavorazione della carta e dell'imbottigliamento.  Michele Finotello, che con CMI aveva rapporti di fornitura e collaborazione da anni, era intervenuto, con l'istinto del grande imprenditore, assumendo l'onere del rischio, pensando alla possibilità di diversificare e quindi accrescere l'attività della sua azienda conferendole maggiore solidità. «Ma questa decisione – dice -  l'ho presa solo perché Stefano era d'accordo. È una scelta che abbiamo fatto insieme. Da solo non l'avrei fatto.». È così che il futuro si salda con il passato, con l'impegno e la stima che legano un figlio («Ho imparato molto da mio padre») a un padre («...è la prima volta che lo dice»). Oggi CMI non esiste più come ragione sociale. Esiste CCM che l'ha inglobata, che fonde uffici tecnici e progettazione, occupa 62 dipendenti e produce un fatturato diviso al 50% tra i due rami di attività.  Sull'asse Pianezza-Bricherasio si giocherà lo sviluppo di domani. Con questo importante passo CCM ha la possibilità di diversificare l'attività di costruttore nel settore degli impianti a fune e nello stesso tempo si dota delle potenzialità operative per essere totalmente autonomi e indipendenti in quella produzione di sciovie e seggiovie  che l'ha vista impegnata fino ad oggi sul fronte dell'ammorsamento fisso, «per un mercato che esiste ancora tra le piccole e le grandi località, per impianti più economici, dai minori costi di manutenzione e dalle capacità di portata che non hanno niente da invidiare all’agganciamento automatico, che invece non è alla portata di tutti e non sempre è necessario. Comunque – continua Michele -  non è che noi non siamo capaci di sviluppare questa tecnologia funiviaria. Ma sappiamo che per realizzarla servono forti investimenti che stiamo valutando anche alla luce delle nuove potenzialità di cui disponiamo dopo l'acquisizione di CMI».

Sciovie e seggiovie tra la Francia e l'Italia...
isole comprese
Comunque con le sue sciovie e le sue seggiovie a due o quattro posti CCM si è già ritagliata negli anni un bello spazio sul mercato difficile («Diciamo grigio») dell'impiantistica funiviaria dove la crisi ha lasciato il segno e «con la crisi micidiale di questi anni inutile nascondere che abbiamo avuto momenti di difficoltà da cui siamo usciti rimboccandoci le maniche. In quei momenti ci è tornata utile la nostra originaria attività di carpenteria metallica per compensare la flessione di commesse nel settore impianti a funi». Le ultimissime realizzazioni della CCM sono due seggiovie biposto, una in Francia a Salonette (Alpi Marittime, nei paraggi di Barcellonette) e una in Sardegna, a Fonni. Oggi sono circa 140 gli impianti di risalita CCM che girano in Italia e in Francia. La CCM ha lavorato e lavora per la Via Lattea, il mega comprensorio di Sestriere e dintorni. Impianti CCM sono in funzione in molte località del Piemonte ma anche dall’altra parte delle Alpi (Nevegal, Sappada, Misurina), in Toscana (Val di Luce), e in Francia. La CCM è stata protagonista alle Olimpiadi di Torino 2006 quando costruì parecchi impianti per servire il massimo evento degli sport invernali tra i quali «la seggiovia biposto con pedana intermedia per i trampolini di Pragelato, gli impianti di risalita per il freestyle e per la discesa libera femminile». E, recuperando la sua capacità produttiva nel settore carpenteria, CCM è stata protagonista nella costruzione della nuova sede della Regione Piemonte a Torino. Recentemente, per restare alla sua produzione nel settore impiantistico, sono entrati in funzione nel Sud d’Italia una seggiovia biposto da 850 persone/ora e una sciovia da 700 persone/ora in Sicilia a Pian delle Battaglie, sulle Madonie, e due seggiovie biposto da 900 persone/ora a Gambarie d’Aspromonte, in Calabria. «Produciamo per l’Italia e isole comprese», scherza il padre. Vero: dopo la cestovia Marciana-Monte Capanne all’Isola d’Elba e i nuovi impianti in Sicilia, ecco la seggiovia biposto a Fonni, in Sardegna. Ultimo capitolo di una storia di vita e di lavoro che adesso raccontiamo.

Dal Polesine al Piemonte
ricordando papà Aldo
Porto Viro è un comune in provincia di Rovigo, nel cuore di quel Polesine dove sfocia il Po e dove la devastante alluvione del 1951 lasciò desolazione e tragedie. «Mio padre Aldo era un piccolo impresario edile – racconta Michele Finotello – un gran lavoratore che non aveva voluto cedere al disastro, era rimasto a lottare, dormendo spesso all'addiaccio faticando tanto da procurarsi

quei malanni che l'avrebbero portato via a 53 anni». La famiglia lascia il Polesine nel 1961 quando il terzo dei quattro figli maschi di Aldo e Teti Finotello ha nove anni e già si mette in luce sui campetti di calcio per il suo talento di mezz'ala fantasiosa e creativa, un «10» fatto e finito. «Ci siamo trasferiti a Torino dove già si era sistemato lo zio Antonio, il fratello di mio padre. A Torino ho concluso le scuole dell'obbligo e frequentato l'istituto tecnico». Con il diploma di perito meccanico in tasca, una morosa ritrovata a 16 anni per non lasciarla più («Conoscevo Carla fin dai tempi delle elementari») e il talento del genio di centrocampo da coltivare a tempo perso, per il giovane Michele è ora di capire cosa farà da grande. «Ho lavorato come operaio per un anno in una officina meccanica. Poi sono partito per il militare a Gorizia. Dovevo diventare parà nella Folgore ma mi hanno visto giocare a pallone e mi hanno messo in una squadra di calcio». Al rientro nella vita civile, i sei mesi trascorsi a lavorare nell'officina di carpenteria del papà di Carla («che si chiamava Vilmo») sono decisivi: in Michele c'è il DNA di papà Aldo: intraprendenza, determinazione, tenacia; c'è il ricordo di quando aveva imparato da lui ad eseguire i primi lavoretti in edilizia e a guardare alla vita con coraggio.  Michele Finotello decide di mettersi in proprio.  Con il fratello Giovanni, minore di quattro anni e appena diplomato perito elettrotecnico, affitta un capannone «dove c'erano una saldatrice e poche altre macchinette di belle speranze». Nel 1975 il matrimonio con Carla è il naturale sigillo di una storia per la vita cominciata sui banchi di scuola. Nel 1977 la nuova impresa parte con due dipendenti e qualche cliente ereditati dal signor Vilmo.  All'inizio l'ambito di lavoro è quello della carpenteria tradizionale. L'ingresso nel mondo dell'impiantistica funiviaria avviene grazie all'incontro con Marchisio e i fratelli Maris.  «Un incontro importante che mi ha introdotto nel settore della montagna», dove CCM non ha tardato a far valere le proprie qualità di fornitore affidabile di componenti costruttive in acciaio. A quella con Marchisio si aggiunge la collaborazione con Agudio («Per la quale abbiamo costruito parecchio dal 1981 al 1985») e con Doppelmayr, per un rapporto che durerà fino al 2002. Ma intanto, nel 1995, la CCM ha compiuto un primo passo importante con l'acquisizione societaria di Marchisio e il primo intervento «in proprio» su un impianto di risalita: si tratta del rinnovo della sciovia Genzianella a Lurisia, comune di Roccaforte di Mondovì. L'anno dopo, 1996, il battesimo del primo impianto progettato, costruito, installato dalla CCM: la sciovia Chaz de la Balma-Alpette di Frabosa Sottana. Il dado è tratto: CCM entra nel mercato dell'impiantistica funiviaria tenendo però sempre un piede nell'altra scarpa della carpenteria metallica che le tornerà utile nei momenti di crisi sulla neve. Nel 1998 si inaugura la palazzina degli uffici e l'officina di Pianezza, dove la signora Carla si muove deliziosamente come una perfetta ma recalcitrante padrona di casa («Una foto? Non se ne parla neanche!») e dove scodinzola un attempato Golden Retriver di nome Whisky che fa le coccole a tutti. Non è escluso che Michele Finotello abbia in mente di spostare tutto a Bricherasio, un'oretta scarsa di macchina da Pianezza, come vorrebbe la logica delle dimensioni e delle opportunità. Ne parlerà ovviamente con Stefano («Ci parliamo, magari litighiamo ma ci parliamo sempre, discutiamo, approfondiamo i problemi, perché così bisogna fare»), il futuro della nuova e più forte CCM rilanciata con l'acquisizione di CMI, sposato con Marina («Bravissima logopedista», precisa il suocero) e papà di Arianna (4 anni) e di Lorenzo (1), una passione per la vela da mettere ormai da parte e una passione per la Juventus da non tradire ancora. Adesso sta raccogliendo operai e impiegati per una foto di gruppo nel cortile dell'officina: il fondatore, l'erede e i collaboratori di tanti anni di lavoro. Origini venete, estrazione piemontese bene acquisita, sobrietà e misura che si sposano con serietà e tenacia. Per festeggiare quarant'anni importanti bastano una foto, qualche vecchio documento e qualche vecchia immagine da strappare al passato; bastano un sorriso, uno sguardo tra gli occhi di un padre che invecchia e quelli di un figlio diventato uomo.
www.ccmfinotello.com