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Tecnologia e innovazione corrono sulla fune dello sviluppo - MontagnaOnline.com

Tecnologia e innovazione corrono sulla fune dello sviluppo

Category: Portfolio Created: Mercoledì, 09 Novembre 2016 12:13 Hits: 64
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Nell’annuale seminario svoltosi a Rovereto il 22 settembre a cura di Trentino Sviluppo, imprese, professionisti e «addetti ai lavori» si sono incontrati per interrogarsi sul futuro degli impianti a fune. Per approfondire il tema scelto quest’anno («Le apparecchiature elettriche per gli impianti di risalita») sono intervenuti con le loro relazioni tecniche i rappresentanti di quattro gruppi industriali leader di settore: EEI, Nidec-Asi e Funitek/Leitner

Quanto l’innovazione tecnologica contribuisce a migliorare le prestazioni energetiche, la sicurezza e il comfort degli impianti a fune? Se lo sono chiesti ingegneri e tecnici provenienti da tutta Italia che, venerdì 22 settembre, si sono dati appuntamento al seminario sulle apparecchiature elettriche per gli impianti di risalita organizzato da Trentino Sviluppo. Dopo il successo del seminario sulle funi metalliche del 2016, il convegno annuale per gli esperti del settore funiviario è tornato a Rovereto. L’incontro (un momento formativo unico a livello nazionale nel suo genere) si è svolto presso la sede dell’agenzia provinciale a Rovereto e ha visto confrontarsi oltre 100 partecipanti. provenienti da molte regioni italiane, dalla Valle d’Aosta al Friuli, passando per la Toscana. Il Trentino, con i suoi 239 impianti di risalita in esercizio per oltre 200 chilometri di funivie a servizio dello sci e del turismo, è infatti, assieme alla Valle d’Aosta, territorio di riferimento nell’ambito della formazione continua di chi opera per garantire la sicurezza e il buon funzionamento degli impianti di risalita, interrogandosi ogni giorno sui metodi per ammodernare strutture costruite trenta o quarant’anni fa secondo i dettami della più moderna tecnologia. Il confronto di quest’anno si è concentrato in particolare sugli azionamenti elettrici per gli impianti di risalita, intesi come l’insieme composto dal motore e dagli apparati di alimentazione, comando e controllo che regolano la velocità e la posizione degli alberi di trasmissione a cui sono collegate le cabine. L’azionamento elettrico è quindi il sistema responsabile del monitoraggio e della sicurezza dell’intero impianto e dal suo ammodernamento dipendono il maggiore comfort durante i viaggi, così come la possibilità di fare ricorso a fonti rinnovabili ed individuare soluzioni all’avanguardia per l’efficientamento energetico delle installazioni. Sicurezza e sostenibilità dunque i temi chiave su cui i partecipanti si sono confrontati con quattro professionisti espressione di altrettanti gruppi industriali leader di settore: Davide Barban di Asi, Walter Sonnerer di Leitner, Franco Boscolo di Funitek e Andrea Fornasa di EEI. Accanto a loro il vicepresidente di Trentino Sviluppo Fulvio Rigotti, il direttore dell’Area Impianti Turistici di Trentino Sviluppo Gianni Baldessari, il dirigente del Servizio impianti a fune della Provincia autonoma di Trento Silvio Dalmaso, il presidente dell’Associazione nazionale italiana tecnici degli impianti funiviari (ANITIF) Sergio Tiezza e l’ingegner Matteo Valentini della Provincia per una panoramica sulla normativa provinciale per l’impiego di apparecchiature elettriche negli impianti, recentemente aggiornata.

LA RELAZIONE DI EEI (EQUIPAGGIAMENTI ELETTRONICI INDUSTRIALI SPA)
L’evoluzione dell’azionamento
e del controllo e «focus» sulla funicolare di Napoli

di Andrea Fornasa

 

Nella prima relazione presentata al seminario di Rovereto EEI ha presentato l'organizzazione generale delle apparecchiature elettriche EEI per l'azionamento ed il controllo delle funivie, nelle tre generazioni che vanno dal 1980 ad oggi. Uno degli argomenti principali, particolarmente utile per i Direttori di Esercizio, è stata la gestione delle esclusioni e dei parametri programmabili dei sistemi di controllo.
Nella seconda relazione EEI ha riferito sulle nuove apparecchiature elettriche della funicolare «Via Roma – Vomero» di Napoli, che hanno sostituito le apparecchiature EEI esistenti dopo 20 anni di buoni risultati. La funicolare svolge un ruolo importante nel trasporto urbano e trasporta più di 20 mila persone al giorno, impiegando due treni da 450 passeggeri con corse ogni dieci minuti. Un aspetto notevole è la ridondanza delle apparecchiature di potenza degli azionamenti di trazione e la loro ampia e rapida configurabilità per consentire la prosecuzione dell'esercizio in caso di guasti; la continuità dell'esercizio è infatti una esigenza fondamentale di questa funicolare. Allo stesso scopo la funicolare impiega una grande batteria di accumulatori (260 elementi da 2280 Ah); in caso di interruzione dell'alimentazione di rete, essa consente di evitare un arresto inopportuno e di proseguire l'esercizio per un'ora.  L'impiego della batteria di potenza consente inoltre di limitare le punte di potenza scambiate con la rete durante l'avviamento ed il rallentamento dei treni, e contribuisce un po' ad un risparmio energetico. La principale novità rispetto alle apparecchiature EEI precedenti è l'impiego di due azionamenti a velocità variabile, ciascuno con un inverter ed un motore asincrono da 630 kW, al posto dei precedenti due "chopper" e motori in c.c. da 350 kW. La stessa soluzione viene impiegata pr l'azionamento di recupero, con motore asincrono da 90 kW.

La EEI da tempo caldeggia l'impiego di azionamenti a velocità variabile con motore asincrono anche per la trazione delle funivie aeree bifuni e delle funicolari terrestri, sulla base dei favorevoli risultati ottenuti su diversi impianti. Ad esempio, la funivia aerea bifune del Gran Sasso impiega da anni due azionamenti di trazione con motore asincrono da 510 kW. La configurazione impiegata oggi è lo standard corrente per gli azionamenti di potenza elevata utilizzati in molti settori, dall'azionamento di macchine industriali agli impianti di generazione eolici ed idraulici.
Le funicolari e funivie aeree con una sola vettura presentano un andamento sfavorevole della potenza scambiata con la rete di distribuzione. Quando la vettura parte per la salita, l'impianto preleva dalla rete un elevato picco di potenza, per la forte inerzia delle masse da accelerare. Durante la discesa, l'impianto restituisce alla rete buona parte dell'energia potenziale accumulata durante la salita.
In questi casi, l'impiego di una batteria di potenza potrebbe consentire sia di limitare i picchi di potenza scambiati con la rete, sia di ottenere un apprezzabile risparmio energetico grazie al riutilizzo dell'energia che altrimenti verrebbe restituita "gratis" alla rete durante le corse in discesa.
Qualche anno fa la EEI ha verificato la fattibilità della soluzione sulla funicolare di S. Vigilio a Bergamo, installando una apparecchiatura sperimentale.
Sono sempre più diffusi sistemi di accumulo (Electric Storage Systems) di elevata capacità e potenza, impiegati ad esempio per il sostegno di reti di distribuzione «deboli» o associati ad impianti fotovoltaici, che generano energia solo durante il giorno.  La configurazione dei circuiti di potenza deriva da quella "standard" degli azionamenti in c.a., come mostra l'esempio seguente.
La funicolare di Napoli impiega il sistema EEI di teletrasmissione Treni – Stazione, già in servizio da anni su varie funivie aeree, funicolari ed ascensori inclinati. La trasmissione avviene per via induttiva, lungo l'anello di fune traente o un cavo installato lungo la linea.  Per questa via, la stazione motrice trasmette ai treni un numero elevato di comandi ed informazioni.  Ciascun treno trasmette alla stazione motrice fino a 32 segnali On/Off, molti dei quali dedicati a funzioni di sicurezza (comandi di arresto, stato di apertura delle porte ecc.) ed altri al comando della marcia dai treni.  Questa funzione è realizzata dal Sistema per la teletrasmissione dei comandi EEI 08, componente di sicurezza certificato in conformità alla direttiva europea 2000/9/CE.
In ciascun treno, i segnali On/Off emessi ad esempio da pulsanti o microinterruttori vengono raccolti da due schede addette all'acquisizione; alla stazione motrice il ricevitore riassume le informazioni di sicurezza per pilotare i relè finali di Consenso/Arresto e rende disponibili tutte le informazioni raccolte al sistema di controllo della stazione.
Al sistema di teletrasmissione dei dati è associato un pannello operatore con monitor a colori, che riporta in modo dettagliato gli stati e gli allarmi del sistema.
www.eei.it

LA RELAZIONE DI NIDEC-ASI
La lettura di schemi elettrici NIDEC
e TIPS operativi, innovazioni e novità dell’azienda

di Davide Barban e Massimo Bolla


La consultazione degli schemi elettrici non è ovviamente un’attività fine a se stessa ma è finalizzata alla identificazione e alla risoluzione dei guasti e quindi la loro comprensibilità ha un effetto immediato sull’efficienza dell’impianto.
Presupposto per consultare agevolmente gli schemi elettrici di un impianto è una chiara comprensione dell’architettura sottostante al sistema di automazione, perché grazie è solo attraverso tale comprensione che lo schema elettrico viene visto non più come una mera successione di componenti e cavi ma come un insieme di componenti fra loro coordinati. L’architettura Nidec ASI per impianti a fune conformi alla Direttiva 2000/9/CE e al Regolamento 2016/424/UE (Architettura ERW: EuropeWay) prevede un unico PLC (di sicurezza) posto alla stazione motrice dove sono implementate tutte le funzioni di sicurezza; nella stazione di rinvio sono installate delle unità remote collegate al PLC tramite fibra ottica. Le comunicazioni sono basate su rete Ethernet (Profisafe). L’avere tutti i sensori e gli attuatori collegati al PLC (direttamente o al più tramite relè) semplifica gli schemi e riduce l’estensione della catena di guasto L’architettura Nidec ASI per impianti conformi alle Norme PTS (Architettura SMART: Sistema Modulare ASI per Revisioni Tecniche) è invece basata su tre Unità di Controllo (UC) – due identiche realizzate tramite PLC (standard), e una realizzata (tramite un relè) a logica cablata – e su più Unità di Elaborazione (PLC) dove sono implementate le funzioni di sorveglianza (ogni UE elabora una funzione o al più una famiglia di funzioni). Ogni UC è poi in grado di arrestare l’impianto, sulla base degli esiti delle funzioni di sorveglianza ricevuti dalle UE. Gli schemi elettrici non sono l’unica documentazione di un impianto.
Nelle varie fasi della realizzazione di un sistema di automazione si raccolgono e si generano un gran numero di informazioni; parte di queste informazioni sono poi messe a disposizione del cliente sotto forma di schemi elettrici, protocolli di prova, manuali d’uso…E’ quindi fondamentale mantenere allineate e coerenti fra di loro le informazioni distribuite in questi documenti man mano che vengono generate o modificate.Grazie a ciò è possibile, riportare nei vari passi del protocollo di prova (documento che descrive passo passo le prove periodiche da eseguire sull’impianto) il preciso riferimento dei componenti coinvolti il che consente di rintracciarli direttamente nello schema e nel quadro elettrico. Tali informazioni possono poi essere inserite nel supervisore di impianto. Il primo passo nel processo di individuazione e identificazione di un guasto è infatti il supervisore, e questi oltre che fornire l’indicazione dell’eventuale allarme intervenuto deve fornire i precisi riferimenti dei componenti che possono causare l’intervento della allarme stesso. Sul supervisore quindi oltre, ad esempio, alla scritta “Arresto da piazzale lato arrivo”, sarà associata a stringa “schema 7062942.20.01 =U01.UC1 pag. 230.008 – K63 I3.2” consente di cercare sullo schema nr. 7062942.20.01 relativo al quadro U01, l’ingresso I3.2 del PLC UC1, che si trova alla pagina 230.008 ed è collegato alla scheda K63.
I nuovi sviluppi sono relativi a due filoni principali: Sistemi di Accumulo dell’Energia (Energy Storage) ed Industria 4.0 - Internet of Things (IoT).
L’Accumulo di Energia a bordo vettura è basato sull’utilizzazione dei super-condensatori, ossia di condensatori caratterizzati da una capacità molto alta (centinaia o migliaia di Farad). Questo li rende adatti per accumulare discrete quantità di energia con potenze di carica/scarica dell’ordine di alcuni kilowatt e tempi di carica/scarica dell’ordine delle centinaia di secondi. Sono quindi utilizzati per alimentare carichi a bordo vettura (PLC, Condizionatori, ecc) nei casi in cui la ricarica deve essere effettuata nei brevi tempi di sosta in stazione delle vetture.
L’Accumulo di Energia a terra è invece basato su batterie e qui le potenze in gioco sono ben più elevate.
In questo caso il Sistema di Accumulo consente di immagazzinare energia generata dall’impianto stesso o da fonti rinnovabili. Oltre a considerazioni di risparmio energetico (legate alle varie tipologie di impianti) è da tener presente il vantaggio nel limitare la potenza assorbita dalla rete ad esempio nella fase di accelerazione. In questo caso dalla rete si assorbe una quantità all’incirca costante di potenza mentre è compito delle batterie fornire la potenza in più necessaria per l’accelerazione (peak shaving).
Il concetto di Internet of Things viene declinato innanzitutto con la raccolta di dati tramite sensori disseminati nell’impianto che si collegano (in modalità wireless o cablata) alla rete di impianto già esistente. Collegando tale rete al “cloud”è così possibile immagazzinare tali dati per analizzarli successivamente. Ad esempio è possibile raccogliere i dati sulle vibrazioni dei motori; tali dati immagazzinati possono essere sottoposti un analisi matematica per gestire la manutenzione preventiva.
www.nidec-asi.com

LE RELAZIONI DI FUNITEK/LEITNER
Collaborazione, ricerca, innovazione
per raggiungere l’obiettivo sicurezza

di Francesco Boscolo,
Gianclaudio Cecchinato (Funitek)
e Walter Sonnerer (Leitner Ropeways)


L’intervento congiunto di Funitek/Leitner si è articolato in due parti articolate su una serie di argomenti sintetizzati in questo «abstract»:

Parte 1ª: Norma EN 13243: 2015 
Relazione congiunta Funitek - Leitner
• Nuovi criteri di valutazione per il raggiungimento delle classi di sicurezza AK, con l’aggiunta dell’affidabilità dei componenti utilizzati.
• Cos’è e come si determina l’affidabilità dei componenti.
• Esempi di applicazione della norma su funzioni di sicurezza.
• Soluzioni tecniche adottate da Funitek, mediante l’impiego di nuovi componenti di sicurezza.
• Esempi di configurazione impianto mediante l’impiego di PLC Fail-Safe.
• Architettura del sistema di sorveglianza e suddivisione dei componenti utilizzati.
• Impiego dei componenti ad elettronica complessa.
• Normativa applicabile per la certificazione dei componenti ad elettronica complessa.
• Esempi di certificazione dei circuiti ad elettronica complessa realizzati da Leitner.
• Nuovi requisiti per lo sviluppo del software utilizzato nelle funzioni di sicurezza.
• Impatto delle modifiche introdotte dalla nuova norma nei confronti dei costruttori e dei gestori degli impianti.

Parte 2ª - Novità Funitek
• Programma di help avanzato con schemi navigabili, richiamabili dalla pagina del 1° intervenuto o dalla pagina lista allarmi.
• Aggiunta al supervisore dei messaggi vocali, personalizzabili in 4 lingue, e trasmessi in linea attraverso l’impianto di fonodiffusione.
• Realizzazione di diverse tipologie di radiocomandi sia per il comando dell’impianto, in esercizio e durante la manutenzione, sia per il comando del magazzino. Possibilità di comando dell’impianto in manutenzione da postazioni remote, sia nelle stazioni che lungo la linea.
• Circuito delle sicurezze di linea di tipo selettivo con controllo della dispersione e del corto circuito di ogni singolo sostegno.
• Registrazione di grafici, indipendenti dal registratore di eventi, con acquisizione dati fino a 10 grandezze analogiche a scelta dell’utilizzatore.
• Statistiche sulle registrazioni del registratore di eventi con individuazione del numero di interventi per ciascuna protezione, nell’intervallo di tempo desiderato.
• Panoramica del nuovo supervisore.

Parte 2ª -  Novità Leitner
Progetti in corso:
• Affidabiltà sistema
•  Ridondanza server Visualizzazione
    - Ridondanza sensori
    - Circuito sicurezza CPS
• Multimedia nelle cabine
   - Entertainment
   - Videosorveglianza
   - Diagnosi
   -  WIFI
   - Power management
• Resort Management (raccolta ed eleaborazione dati dell’intero resort)
   - Liftmanagement
   - Snow mangement
   - Fleet management
www.funitek.com
www.leitner-ropeways.com


I «PRO» e i «CONTRO»
del nuovo Decreto Esercizio

A margine del seminario organizzato a Rovereto da Trentino Sviluppo sulle apparecchiature elettriche, il dirigente del  Servizio Impianti a Fune e  Piste da Sci della provincia autonoma ha analizzato il documento che dallo scorso maggio norma la gestione e la manutenzione di impianti a fune destinati al trasporto pubblico di persone. Si tratta di una  dettagliata radiografia che pubblichiamo qui di seguito con il consenso dell’autore, contenente valutazioni personali dettate dalla competenza e applicate ad analisi generali e specifiche per il Trentino con cui si rivelano le novità insieme ad aspetti positivi ed altri discutibili del testo legislativo

di Matteo Valentini


Il Decreto Esercizio è stato pubblicato l’11 maggio 2017 ed è entrato subito in vigore. Per impianti nuovi e riposizionamenti è da subito cogente, mentre per gli impianti esistenti è previsto un periodo transitorio fino all’11 maggio 2019. Questo testo prescrive una serie di adempimenti riguardanti l’esercizio e la manutenzione di impianti a fune destinati al trasporto pubblico di persone.
È un documento che presenta una serie di aspetti positivi:
>  fa sintesi delle posizioni condivise tra il ministero, i costruttori, gli esercenti e i tecnici responsabili relative ai vari aspetti dell’esercizio e della manutenzione degli impianti;
>  è un testo organico che raccoglie quanto disposto dal Ministero nel corso degli anni con circolari,  interpretazioni, e che riprende, parzialmente modificandole, le disposizioni delle PTS 1999 e delle PTS elettriche del 2002;
>  è un tentativo di essere un testo unico di riferimento;
>  è una norma che tratta alcuni aspetti, con un approccio di carattere prestazionale: anziché indicare in modo preciso i comportamenti e le misure necessarie per affrontare un determinato aspetto, indica un obiettivo da raggiungere, il risultato da conseguire. Questo è un cambio di registro rispetto alla normativa cui siamo abituati a far riferimento.

Accanto a questi aspetti positivi personalmente rilevo anche alcune criticità, di carattere generale:
> è una norma che cerca di disciplinare il singolo caso particolare, e nel «Capitolo 3 – Premessa», viene esplicitamente dichiarato questo scopo. Personalmente ritengo che voler dettagliare troppo non sia in generale un approccio vincente, si corre il rischio di non prevedere tutti i possibili scenari. Ad esempio, relativamente alle modalità di esercizio degli impianti, il decreto ne prevede 5 (servizio pubblico, controllo, servizio privato, pausa e manutenzione), l’ANITIF ha trovato 28 modalità di funzionamento, la maggior parte sono declinazioni di quelle che il decreto prevede, alcune però, come il «trasporto di personale per operazioni di collaudo o di prima messa in servizio dell’impianto», oppure come il «trasporto di persone gravemente ferite in periodi in cui l’impianto è normalmente chiuso», non risultano normate o codificate.
>  il decreto esercizio, che appunto dovrebbe trattare l’esercizio degli impianti, fornisce disposizioni circa la progettazione dell’infrastruttura. Ad esempio dove la norma tratta l’utilizzo delle sciovie con carrellini o da parte di utenti con pattini a cingoli, viene specificata la velocità di esercizio, l’intervallo tra i veicoli, la pendenza della pista di risalita, ecc.. Queste sono disposizioni che integrano aspetti non contemplati nel decreto infrastruttura, ma che probabilmente dovevano stare in quel documento. Stesso approccio nella sezione che tratta il trasporto disabili, ma in quel caso le disposizioni relative all’infrastruttura erano già presenti nel decreto infrastruttura e personalmente non capisco perché vengano in parte ripetute. Questo comporta un appesantimento del testo e una complicazione quando sarà necessario  revisionare la normativa tecnica.
> ultima nota critica, ma di grande attualità se facciamo riferimento agli aspetti su cui si focalizzano i dibattimenti giudiziari,  a seguito degli incidenti funiviari, riguarda il «registratore di eventi». A distanza di 37 anni dalla circolare del ministero che ne prevedeva l’introduzione sperimentale e le caratteristiche tecniche, a 15 anni dalle PTSie che ne prevedevano l’obbligo che fosse escludibile senza penalizzazione, ricompare nel decreto. Solo qui, solo nelle definizioni, senza poi essere richiamato nel seguito… È stata forse un’occasione persa per sancirne il reale scopo o le modalità di utilizzo, dato che in nessun documento vengono affrontati questi aspetti?

Difficoltà applicative specifiche
per la Provincia Autonoma di Trento
La Provincia Autonoma di Trento ha competenza primaria in materia di impianti a fune e dunque può legiferare in materia, senza attenersi necessariamente alle disposizioni statali. In passato questo è stato fatto e oggi esiste la legge provinciale in materia di impianti a fune (la L.P. 7/87), il relativo regolamento di esecuzione, una serie di delibere e di circolari che negli anni hanno disciplinato gli aspetti più disparati in materia di impianti a fune. Ciò che non è stato normato con specifica disciplina provinciale, è soggetto alla normativa nazionale. In provincia di Trento non è semplice capire su quali argomenti questo nuovo decreto dello Stato si applica, e su quali materie, pur prevedendo una nuova disciplina, risulta inefficace. In sostanza è un problema di priorità di validità delle fonti normative. Discutendo della questione in ufficio, riteniamo che leggi, regolamenti e delibere della Giunta provinciale trentina o del dirigente provinciale abbiano la priorità di validità, mentre le circolari emanate dal S.I.F. si possano ritenere superate. Su questa materia è obiettivo del S.I.F. fare chiarezza con una nuova delibera da emanare al più presto. Un altro elemento delicato, riguarda il termine «servizio» e il termine «esercizio». Il regolamento della legge provinciale trentina di settore 7/87 definisce «in esercizio» l’impianto che trasporta pubblico con offerta indifferenziata nell’ambito dei periodi e degli orari di apertura approvati. Prevede figure professionali, compiti precisi e operazioni ben definite quando l’impianto è in esercizio. Nulla dice per quanto riguarda il fuori esercizio, quando l’impianto è in servizio per altri scopi (trasporto personale, manutenzione ecc.). In tale fattispecie è ragionevole applicare la stessa normativa, più generale, che si applica a qualsiasi luogo di lavoro.
A livello nazionale, col decreto esercizio, il significato dato ai due termini è opposto rispetto al significato trentino. Col termine esercizio, a livello nazionale si intende, più in generale, il «funzionamento dell’impianto».  E il decreto disciplina appunto questo, non solo la fattispecie di quando viene trasportato pubblico negli orari prestabiliti.
È previsto che il tecnico responsabile sia sempre preposto al funzionamento dell’impianto e che tutti gli apparati della funivia siano sempre efficienti. È prescritto inoltre che tutti i dettagli di funzionamento anche al di fuori del trasporto pubblico, siano codificati nel Regolamento di esercizio dell’impianto.Questo approccio così diverso che si ha sulla medesima materia, fuori e dentro i confini trentini, rischia di spiazzare chi affronta per la prima volta la materia, e rischia di aprire scenari imprevedibili in caso di incidente e successivo dibattimento giudiziario. Con ogni probabilità anche questo aspetto sarà ripreso nella delibera di chiarimento che verrà emanata dal SIF.

Novità che il Decreto Esercizio
porta relativamente alle apparecchiature elettriche
Il decreto esercizio vuole essere innovativo? Sicuramente è una normativa che non nasce per far fronte a questioni particolari o risolvere criticità del sistema, ma fotografa uno stato dell’arte del settore e ne declina, fin al livello di dettaglio, i vari aspetti di esercizio e manutenzione. Se avesse voluto risolvere qualche carenza particolare sarebbe stato emanato più rapidamente, ricordiamo che risale a ben più di 10 anni fa il primo incontro del gruppo di lavoro.  Nella parte relativa all’«Oggetto delle norme», lo stesso legislatore dichiara che lo scopo è una rielaborazione organica della precedente normativa relativa a personale, esercizio, verifiche, prove funzionali, prove periodiche, manutenzione e modifiche tecniche. Le novità che il decreto esercizio apporta alle apparecchiature elettriche sono minime, al più possiamo sostenere che qualche aspetto del decreto influenzerà la progettazione delle apparecchiature. Sicuramente il decreto non preclude lo sviluppo e la miglioria delle apparecchiature elettriche.Prima della pubblicazione di questa norma, riflettendo su quali sarebbero stati i contenuti di una disciplina moderna circa l’esercizio degli impianti, avevo  pensato che sarebbero stati affrontati gli aspetti migliorabili del settore. Considerato che fortunatamente il trasporto a fune conta un numero limitato di incidenti, mi sarei aspettato venisse data rilevanza alla qualità del servizio offerto al passeggero trasportato. Mi immaginavo venissero trattati aspetti quali la continuità di esercizio, l’informazione agli utenti e la semplificazione delle operazioni ricorrenti del personale.

Relativamente alla continuità d’esercizio, mi sarei aspettato di trovare nel decreto qualche indicazione e prescrizione in merito a:
autodiagnostica dei componenti;
predisposizione sul supervisore  di un sistema informativo di aiuto al personale per comprendere e risolvere i problemi che provocano l’arresto dell’impianto. In passato i costruttori hanno lavorato bene e spontaneamente per sviluppare questo aspetto, ma secondo la propria sensibilità e con risultati disomogenei.
Partendo dal dato di fatto che gli impianti sono sempre in evoluzione, sempre simili tra loro, ma sicuramente sempre diversi, mi sarei aspettato di trovare indicazioni circa la formazione del personale addetto all’impianto, con addestramento da parte del costruttore e la previsione di corsi specifici periodici. Preso atto che l’utenza degli impianti è ormai in gran parte proveniente dall’estero, non sarebbe stato fuori luogo prescrivere un sistema automatico di avvisi in più lingue di cui l’impianto deve essere fornito. In considerazione che gran parte delle operazioni svolte sugli impianti sono ricorrenti, sarebbe stata forse una buona idea prevedere l’obbligo di rendere automatiche o semplificare certe operazioni, e forse si poteva pensare abbozzare un discorso relativo alle prove automatiche, e dunque introdurre la possibilità che il sistema possa autocontrollarsi.  Sarebbe stato interessante trovare indicazioni su scadenziari automatici che appaiono sul supervisore e che avvisano l’operatore della necessità di manutenzione sulla base delle ore di funzionamento. Questi aspetti non sono stati contemplati da Decreto Esercizio

Novità che il Decreto introduce e che fanno da stimolo a uno sviluppo diverso dall’ordinario  delle apparecchiature elettriche:

Capitolo 3 - Modalità di esercizio -
Servizio  in condizioni eccezionali
Il decreto, prevede in condizioni eccezionali, la possibilità di modificare temporaneamente la velocità penalizzata conseguente a esclusioni dei dispositivi di sorveglianza, quando ricorra l’esigenza di risolvere situazioni di emergenza, di ordine pubblico, di necessità di svuotamento di comprensori, di trasporti intervallivi o incendi nei pressi della linea. In questo caso le misure di compensazione da attuare è previsto siano individuate a cura del caposervizio in accordo col tecnico responsabile.
Capitolo 3 - Modalità di esercizio - Esercizio con parti di impianto
non presidiate
È prevista la possibilità di non presidiare con personale alcune parti dell’impianto.
È vero che in commissione FAT è da più di 20 anni che vengono autorizzati impianti bifune con una stazione non presidiata, ma oggi il decreto formalizza questa possibilità definendone anche i requisiti necessari:
> sorveglianza video delle zone significative dell’impianto (ad es. il passaggio dei veicoli sui sostegni, le zone dove sono ubicati organi in movimento, i contrappesi, le porte, le zone di afflusso e deflusso dei passeggeri);
> comunicazione bidirezionale con gli utenti;
> segnalazione e ripristino da remoto delle funzioni rilevanti dal punto di vista della sicurezza dell’esercizio;
> rapidità nel raggiungimento delle parti d’impianto non presidiate per accertare anomalie e inconvenienti.

Potenzialmente si apre uno spiraglio a monofuni e sciovie. Già oggi vari paesi europei prevedono che le stazioni di monte delle sciovie, a fronte di caratteristiche geometriche ben precise, possano essere non presidiate.

Capitolo 3 - Modalità di esercizio -
Presidio delle stazioni e dei veicoli
Il Decreto introduce la possibilità di non presidiare con l’agente i veicoli di bifune con capacità fino a 35 persone
Perché ciò sia ammesso, devono essere soddisfatte le condizioni per l’esercizio con parti di impianto non presidiate, dunque
> sorveglianza video;
> comunicazione bidirezionale con gli utenti;
> segnalazione e ripristino da remoto delle funzioni rilevanti;
> veicoli rapidamente raggiungibili e accessibili.
In aggiunta a questo sono previste grossomodo le stesse condizioni che prescrivevano le PTS del 1969 delle bifuni per omettere l’agente su veicoli fino a 15 persone: dazio doppio canale, rallentamento automatico in ingresso stazione, punto fisso e uomo morto, oppure apparecchiature certificate, comando del freno sulla portante inibito da cabina o non presente, velocità limitata nel passaggio sui sostegni, anemometri sui sostegni.

Capitolo 3 - Modalità di esercizio - Esercizio automatico
Il decreto prevede la possibilità di funzionamento dell’impianto senza la presenza sul posto del macchinista e degli agenti, e dunque una sorta di funzionamento automatico, delegando le funzioni di comando, regolazione e controllo a dispositivi elettronici.
È prevista comunque la vigilanza a personale situato altrove che immediatamente deve recepire segnali di anomalia. È ammissibile solo solo su impianti che effettuano fermate nelle stazioni. Anche in questo caso è prevista la comunicazione bidirezionale con gli utenti. Nel caso in cui il personale dovesse intervenire, deve essere reperibile entro 30 minuti, dunque rapidità nel raggiungere i luoghi significativi.
Da notare che l’esercizio automatico è previsto solo in condizioni di meteo stabili e favorevoli.
Come constatazione generale, dal decreto traspare una fiducia più decisa rispetto al passato nei confronti dell’elettronica di supervisione e controllo, e un certo grado di sicurezza circa l’affidabilità della macchina così come oggi progettata e controllata. Come conseguenza di ciò, il legislatore ha aperto spiragli per alleggerire la sorveglianza permanente e continua da parte dell’operatore, a favore di un controllo episodico, come nel caso del funzionamento automatico o da postazioni delocalizzate.

Capitolo 8 – Regolazioni, riparazioni e sostituzioni
che non costituiscono
variante costruttiva
Tele-assistenza
Viene formalizzato ciò che già avviene su alcuni impianti, ossia la tele-assistenza da parte del costruttore delle parti elettriche, che da remoto può accedere al sistema di supervisione dell’impianto. Vengono stabiliti dei vincoli: la tele-assistenza deve avvenire sotto la supervisione del caposervizio e del tecnico responsabile, che abilitano l’accesso esterno del costruttore con chiave hardware. La connessione da remoto è prevista solo per il tempo necessario per la modifica di parametri e la connessione deve essere sicura da influenze esterne, nel senso che deve garantire la protezione dei dati trasmessi e di quelli già presenti sulla macchina.
Oltre a quelle illustrate, non sono riuscito a trovare nel decreto altre novità che possano essere stimolo di modifica o miglioramento delle apparecchiature elettriche.
Credo che un nuovo e diverso sviluppo, rispetto allo stato dell’arte attuale, che certamente ha raggiunto un certo grado di maturità, possa avvenire non tanto per obbligo normativo, ma a seguito di richieste da parte dell’utenza (ad es. per ottimizzare la gestione delle risorse, ossia le ore/uomo da dedicare agli impianti per le operazioni fuori esercizio).
Un’altra importante spinta credo che potrà essere data dalle azioni di marketing dei costruttori, che in un contesto di sana concorrenza saranno stimolati a fornire al cliente sempre più nuove e accattivanti funzionalità.
Alcune rilevanti novità non prettamente elettriche introdotte dal decreto esercizio.

Capitolo 3 - Modalità di esercizio
– Trasporto dei bambini sulle seggiovie
Viene ribaltato l’approccio precedentemente adottato, ora basta l’altezza maggiore di 1,25 per viaggiare soli. Nel caso gli utenti siano più bassi, è necessario abbiano più di 8 anni.
Viene introdotta la figura del “responsabile” e degli “accompagnatori”.
I responsabili sono i genitori, i parenti, oppure le persone a cui i bambini sono affidati anche in via informale (maestri, amici). Questi hanno dei precisi compiti:
> valutare se i bambini sono in grado di utilizzare la seggiovia, informarli sulle regole di utilizzo e il comportamento da tenere anche in caso di arresto dell’impianto;
> in caso accudiscano un gruppo di bambini, devono affidarli a degli accompagnatori che accettino questo ruolo.
L’accompagnatore  deve aiutare il bambino a movimentare la barra di chiusura all’imbarco e allo sbarco.
Infine gli agenti devono verificare la presenza dell’accompagnatore e sorvegliare le operazioni di imbarco e sbarco, con riferimento alla chiusura e apertura della barra.

Capitolo 6 – Manutenzione, ispezioni
e controlli in esercizio –
Manutenzione degli impianti
Il costruttore deve fornire il MUM delle apparecchiature meccaniche ed elettriche, e deve consegnare il piano dei controlli per le revisioni speciali e generali, e fin qui nulla cambia rispetto al passato.
La novità che il decreto introduce ora, è che in futuro vi sarà una tabella di sintesi delle operazioni di manutenzione, con la periodicità che il costruttore prevede per le ispezioni  e i controlli in esercizio. Relativamente a quest’ultimo punto, è previsto che vengano fornite delle liste di controllo con valori nominali e tolleranze ammesse, nonché gli intervalli di sostituzione dei componenti.
Molti dei tecnici responsabili in passato lamentavano la difficoltà nella lettura dei MUM dei nuovi impianti CE, che risultavano molto articolati e dispersivi quando si cercava la manutenzione che doveva essere effettuata, dato che le indicazioni erano distribuite nei singoli capitoli riguardanti i vari componenti dell’impianto. Probabilmente ora questo problema viene superato.

Capitolo 4 – Documento per l’esercizio
- Registro di controllo e manutenzione

Il decreto esercizio formalizza l’esistenza di un registro di controllo e manutenzione e ne disciplina la redazione. Lo schema di registro è previsto sia redatto dal tecnico responsabile e si basa sulla documentazione fornita dal costruttore. Per ogni componente ed eventualmente per le sue singole parti, il registro riporta il tipo, la frequenza, il metodo di controllo e manutenzione, il rimando al MUM e lo spazio per la registrazione  della data di intervento e del nome del manutentore che la ha effettuata.  ANITIF e costruttori stanno lavorando congiuntamente per elaborare questo documento e stanno sviluppando una versione digitale del Registro. In questo modo si potrà formalizzare in maniera ordinata, quello che già oggi viene fatto normalmente nel corso delle manutenzioni, avendo però il valore aggiunto, non trascurabile, di poter disporre di dati in forma aggregata gestibile e comodamente analizzabile. Viene richiesto un grande impegno al costruttore e ai tecnici responsabili, ma era questo uno degli aspetti ancora non disciplinato e gestito in maniera autonoma e  disomogenea dalle varie società.  Ora viene messo ordine anche su questo aspetto.

Capitolo 8 – Regolazioni, riparazioni
e sostituzioni che non costituiscono variante costruttiva
Regolazione/interventi provvisori
Viene introdotta la possibilità di effettuare a cura del capo servizio, sentito il tecnico responsabile, degli interventi di regolazione e modifica provvisoria su tarature di organi di sorveglianza, allo scopo di concludere l’esercizio giornaliero. La procedura prevista è agile, nel senso che è sufficiente annotare le variazioni effettuate sul libro giornale e non è necessario interessare l’autorità di sorveglianza.  La necessità di poter effettuare modifiche temporanee era stato manifestato in passato dai tecnici responsabili trentini, ora il decreto raccoglie e risolve questa esigenza.

È auspicabile che ciascuno legga con spirito critico e costruttivo questo documento, dato che ne è prevista la riedizione nel 2020. Si apre l’opportunità di dare suggerimenti al futuro gruppo di lavoro per migliorare questa prima edizione della norma. Il S.I.F. di Trento reputa che per garantire un esercizio più sicuro e regolare degli impianti, è fondamentale che ogni nuova realizzazione sia dotata di circuito di sicurezza selettivo e che tutti gli impianti aerei siano dotati di telecamere che permettano di poter vedere completamente la linea dalla stazione motrice. In quest’ottica il Servizio Impianti a Fune di Trento cercherà di dare il proprio contributo alla futura stesura del 2020.