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DANIELA RUFFINO - MontagnaOnline.com

DANIELA RUFFINO

Category: Portfolio Created: Martedì, 26 Aprile 2016 08:31 Hits: 782
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A colloquio con Daniela Ruffino, vicepresidente del Consiglio Regionale della Regione Piemonte: «I nostri territori montani con i loro 553 comuni sono una importante risorsa socioculturale ed economica.

Signora Ruffino, in questi tempi di crisi come si colloca la montagna e l’attività turistica indotta nel quadro dell’economia piemontese?
La montagna è tra i principali protagonisti della Regione Piemonte. I 553 comuni montani piemontesi hanno, infatti, dimostrato di essere una risorsa sociale, culturale, economica e turistica di grande importanza per la nostra regione. Con questa convinzione in questi anni ho lavorato all’interno del Consiglio Regionale per garantire alla montagna piemontese un’azione di sviluppo reale, in grado di migliorare il sistema di vita ad alta quota, generare occupazione, turismo ed attirare un numero sempre crescente di nuove imprese.

Quali atti concreti ha potuto mettere in atto per perseguire obiettivi di rilancio e di crescita?
Una recente vittoria è stato il voto da parte del Consiglio Regionale della mia proposta di superare l’emergenza siccità, che questo inverno ha colpito le nostre vette, con un’azione lungimirante che, modificando il calendario scolastico, permetta di incentivare gli sport della neve ed il turismo invernale. Negli ultimi mesi, infatti, le nostre montagne sono state colpite da una siccità nevosa senza precedenti che ha rischiato di mettere in ginocchio uno dei comparti turistici ed occupazionali più importanti per la nostra regione. Nella convinzione che l’ascolto sia lo strumento di partenza per dare risorse concrete al territorio, ho partecipato ad un incontro in Regione con sindaci, associazioni operatori del sistema neve piemontese. Dalle loro richieste è scaturito un ordine del giorno, approvato nelle scorse settimane dal Consiglio Regionale,  che impegna la giunta ad affrontare l’emergenza neve con un’azione duratura in grado di coniugare le esigenze didattiche con quelle del turismo montano. L’approvazione di questa mozione è un importante passo in avanti perché, dopo le varie richieste, riporta l’attenzione della Regione verso la montagna piemontese.

Si parla solo di neve e di inverno?
No, la modifica del calendario scolastico  è uno, ma non il solo, intervento che la Regione deve attuare per sostenere un comparto fondamentale per l’intero Piemonte. La montagna piemontese infatti non è solo piste da sci, ma è anche sentieri secolari, storia, tradizioni, risorse idriche e ambientali che devono essere valorizzati e sostenuti. Per questo motivo serve che la Regione vari al più presto un piano di sviluppo che riconosca la montagna come una risorsa da sviluppare, valorizzando tutte le risorse e le tipicità culturali, naturali, artigianali ed enogastronomiche che offre il nostro territorio.

In quali altre direzioni intende orientare il suo impegno?
Le nostre vette devono tornare ad attrarre investimenti, a creare sviluppo ed indotto per il territorio, puntando sul turismo, ma anche sull’agricoltura e sulle ricchezze storiche e culturali della nostra montagna. Servono strategie mirate, ammortizzatori sociali, agevolazioni per chi investe, sgravi tariffari per le strutture ricettive, investimenti dedicati e finalizzati a valorizzare al meglio e a mettere a sistema tutte le risorse della montagna piemontese. Fino ad oggi gli interventi locali sono stati sostenuti soprattutto dalle programmazioni europee che hanno permesso ai territori montani piemontesi di beneficiare di oltre 176 milioni di euro, che a loro volta hanno generato ricadute economiche per oltre 300 milioni di euro.  La prossima programmazione europea, 2014-2020, e la realizzazione della strategia della macroregionale europea delle Alpi rappresentano, quindi, due grandi opportunità per la nostra regione e per la montagna piemontese. Tuttavia, dobbiamo impegnarci per garantire una visione unitaria ed integrata, in grado di mettere a sistema tutte le risorse e sfruttare al meglio i fondi europei per ottimizzare i risultati e assicurare maggiori ricadute economiche ed occupazionali. Abbiamo appena intrapreso un lungo percorso, ma sono certa che con il nostro impegno, si potrà ridare alla montagna piemontese quella valorizzazione e promozione che attende, e che si merita.