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Il turismo scolastico invernale come opportunità di crescita per la montagna bianca - MontagnaOnline.com

Il turismo scolastico invernale come opportunità di crescita per la montagna bianca

Category: Portfolio Created: Martedì, 26 Aprile 2016 08:21 Hits: 177
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Anche quest’anno, alla terza esperienza, la Federazione Italiana Sport Invernali, con il patrocinio del Ministero per lo Sport e del CONI, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, e grazie al supporto dell’ANEF con i suoi impiantisti associati e dei Gruppi sportivi militari, promuove il progetto «Quando la Neve fa Scuola» che si rivolge agli studenti della scuola secondaria di primo grado di tutto il territorio nazionale. Si conta di portare in montagna, durante l’inverno e quindi in coincidenza con l’anno scolastico, diecimila ragazzi provenienti da tutte le regioni italiane seguiti da alcuni dei loro insegnanti.  Verrebbe da dire «meglio tardi che mai» visto che in Francia, a esempio, le «sémaines ecolaires» sulla neve funzionano da decenni.  Comunque, finalmente, si sta cominciando ad abbattere quel muro di diffidenza e distacco che in Italia ha sempre tenuto distanti la scuola dell’obbligo dal rapporto con la montagna invernale. Ma attenzione: nell’accompagnare e seguire in una attività fisica all’aperto giovani minorenni insorgono problematiche giuridiche che occorre assolutamente tenere in considerazione. Vediamo…


di Marco Del Zotto

avvocato e maestro di sci

Siamo alle porte di una nuova stagione invernale che si presenta ricca di appuntamenti e progetti. Sarà l’anno delle Olimpiadi invernali organizzate in un paese asiatico che di questi tempi vive alta la tensione di una forte conflittualità, con un regime che osteggia il mondo occidentale. Sarà l’anno in cui speriamo la neve torni ad imbiancare tempestivamente e in modo omogeneo tutte le stazioni invernali del nostro territorio. Sarà l’anno in cui un progetto che vede capofila la Federazione Italiana Sport Invernali e che coinvolge tutti gli operatori della montagna tra cui impiantisti, maestri di sci, gruppi militari e noleggiatori, consentirà di avvicinare alla montagna e agli sport invernali tutti i ragazzi delle scuole italiane. Il patrocinio del Ministero dell’Istruzione e quello del Ministero dello Sport fanno ben sperare. Le parole del Ministro dell’Istruzione Fedeli, la quale ha espressamente affermato che nel percorso formativo scolastico l’attività sportiva sia imprescindibile e ne debba fare parte integrante, sono un caposaldo.   D’altra parte, con particolare riferimento agli sport invernali, le stesse ricerche scientifiche attestano che, per un opportuno sviluppo motorio e cognitivo nell'età giovanile, è importante che ogni ragazzo sperimenti lo scivolamento in un ambiente naturale, quale è quello montano. Ecco perché la Federazione, con il patrocinio del Ministero per lo Sport e del Coni, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, e grazie al supporto delle realtà operanti nel comparto montano e dei Gruppi sportivi militari, ha promosso il progetto «Quando la Neve fa Scuola» che si rivolge agli studenti della scuola secondaria di primo grado di tutto il territorio nazionale. L'obiettivo, per la stagione 2017/2018, è quello di portare in montagna circa 10.000 ragazzi, provenienti da tutte le regioni italiane, mediante un concorso fotografico da svolgere in classe. La FISI intende introdurre nel mondo della scuola il concetto di cultura della montagna e lo farà grazie ad una serie di incontri, tramite i quali gli esperti si recheranno presso le scuole per incontrare allievi, genitori, insegnanti, dirigenti. Saranno sessioni dedicate che precederanno le uscite in montagna, in modo che i ragazzi possano affrontare con una base cognitiva le esperienze che andranno a fare in un ambito ad alta sostenibilità ambientale e con un ecosistema da rispettare. Agli insegnanti di educazione fisica, sarà rivolta una terza parte del progetto, denominata «Ski-Stage». Gli insegnanti saranno condotti in montagna dai tecnici della Scuola Tecnici Federali che,  sempre con il supporto di impiantisti, scuole di sci, aziende del settore, e grazie alle basi logistiche dei Gruppi sportivi militari, potranno implementare la loro conoscenza degli sport invernali divenendo interlocutori privilegiati per le future, e auspicabili, uscite in montagna degli allievi.

Le problematiche giuridiche
connesse alla responsabilità su minori
Proprio sulla presenza dei ragazzi in età scolare nelle località montane vogliamo fare alcune riflessioni di carattere giuridico per mitigare, per quanto possibile, quella ritrosia che nella generalità dei casi caratterizza l’approccio degli insegnanti verso iniziative nuove o che, comunque, trovano la loro realizzazione al di fuori dell’edificio scolastico. Una recente sentenza della Corte di Cassazione del maggio 2016 consente di fare il punto della situazione sui criteri in base ai quali deve essere affrontato il giudizio di responsabilità dell’insegnante. In tema di responsabilità civile dei maestri e dei precettori, per superare la presunzione di responsabilità che, ex art. 2048 del codice civile, grava sull'insegnante per il danno cagionato a terzi dall'allievo, non è sufficiente la sola dimostrazione di non essere stato in grado di spiegare un intervento correttivo o repressivo dopo l'inizio della serie causale sfociante nella produzione del danno. È perciò necessario dimostrare anche di aver adottato, in via preventiva, tutte le misure disciplinari o organizzative idonee ad evitare il sorgere di una situazione di pericolo favorevole al determinarsi di detta serie causale, commisurate all'età ed al grado di maturazione raggiunto dagli allievi in relazione alle circostanze del caso concreto, dovendo la sorveglianza dei minori essere tanto più efficace e continuativa in quanto si tratti di bambini in tenera età.
La responsabilità extracontrattuale degli insegnanti che si rinviene in tutte le ipotesi in cui un alunno cagiona danno a terzi, trova il suo fondamento normativo nell'art. 2048 del codice civile, secondo il quale i precettori e coloro che insegnano un mestiere o un'arte, ai quali vanno equiparati gli insegnanti scolastici, rispondono del danno causato dal fatto illecito degli allievi per il tempo in cui si trovano sotto la loro vigilanza e sorveglianza. Il legislatore ha utilizzato una formula ampia, così non identificando il presupposto del «tempo in cui sono sottoposti a vigilanza» soltanto con lo svolgimento dell'attività didattica in senso stretto, estendendolo non solo alla ricreazione ma anche alle gite scolastiche. Secondo la giurisprudenza, tale norma sancirebbe una presunzione di colpa, derivante da un comportamento omissivo del soggetto chiamato a rispondere in concorso con l'allievo, cioè l'insegnante, nell'esercizio dell'obbligo di vigilanza e la responsabilità troverebbe, dunque, giustificazione in una sua carente attività. La giurisprudenza ha spesso affermato che la responsabilità sancita dall'art. 2048 del codice civile è di natura presuntiva, dispensando quindi il danneggiato da ogni e qualsivoglia onere probatorio in merito.
Essa ammetterebbe, in ogni caso, la prova liberatoria di non avere potuto impedire il fatto, ossia di aver tenuto un comportamento adeguato ad impedire l'evento, da intendersi come dimostrazione di avere adempiuto tutti i doveri ed esercitato tutti i poteri idonei ad impedire il compimento di fatti illeciti da parte dell'allievo — essendo necessaria l'imprevedibilità della condotta dell'allievo e non il semplice carattere improvviso — nonché di avere esercitato, come detto, un'attività di vigilanza commisurata all'età e al grado di maturazione del minore stesso e di aver preventivamente adottato misure organizzative e disciplinari idonee ad evitare il sorgere delle situazioni che hanno prodotto il danno. Poiché l'insegnante è ordinariamente inquadrato all'interno di un istituto scolastico, anche quest’ultimo potrà essere chiamato in giudizio a rispondere, con o senza l'insegnante medesimo.

Le sentenze della Cassazione
su casi di infortuni ad alunni
Con particolare riferimento agli infortuni che possono accadere agli alunni, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9346/2002, hanno statuito che la responsabilità dell'istituto scolastico e dell'insegnante non avrebbe, però, natura extracontrattuale, bensì contrattuale. Quanto all'istituto scolastico, l'accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell'allievo a scuola, determina l'instaurazione di un contatto sociale, dal quale sorge a carico dell'istituto l'obbligazione di vigilare sulla sicurezza e sull'incolumità dell'allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni.
Tra insegnante e allievo si instaura, per contatto sociale, un rapporto giuridico nell'ambito del quale l'insegnante assume, nel quadro del complessivo obbligo di istruire e di educare, anche uno specifico obbligo di protezione e vigilanza, onde evitare che l'allievo si procuri da solo un danno alla persona. Il danneggiato sarà quindi chiamato a provare di avere avuto un evento lesivo in occasione della prestazione scolastica e di aver subito il relativo danno, mentre l'istituto dovrà fornire la prova liberatoria della riconducibilità dell'evento lesivo ad una sequenza causale non evitabile e comunque non prevedibile, neppure mediante l'adozione di ogni misura idonea, in relazione alle circostanze, a scongiurare il pericolo di lesioni derivanti dall'uso delle strutture prescelte per lo svolgimento della gita scolastica e tenuto conto delle loro oggettive caratteristiche e salva la valutazione dell'apporto causale della condotta negligente o imprudente della vittima ai sensi dell’art.1227 del codice civile. Precisiamo altresì che, quando l'insegnante si collochi all'interno di una struttura pubblica, nel giudizio di risarcimento del danno, l'insegnante sarebbe privo di legittimazione passiva cioè non potrebbe subire alcuna richiesta risarcitoria diretta, ai sensi dell’art.61 della legge n.312/80. Tale articolo, dopo aver sancito il principio secondo il quale «La responsabilità patrimoniale del personale direttivo, docente, educativo e non docente della scuola materna, elementare, secondaria ed artistica dello Stato e delle istituzioni educative statali per danni arrecati direttamente all'Amministrazione in connessione a comportamenti degli alunni è limitata ai soli casi di dolo o colpa grave nell'esercizio della vigilanza sugli alunni stessi», aggiunge che «la limitazione di cui al comma precedente si applica anche alla responsabilità del predetto personale verso l'Amministrazione che risarcisca il terzo dei danni subiti per comportamenti degli alunni sottoposti alla vigilanza» e statuisce che «salvo rivalsa nei casi di dolo o colpa grave, l'Amministrazione si surroga al personale medesimo nelle responsabilità civili derivanti da azioni giudiziarie promosse da terzi». Tale principio è stato ribadito dalla Corte costituzionale con la sentenza del 24 febbraio 1992, n. 64 e dalla Corte di Cassazione con le sentenze n.12501/00 e, a Sezioni Unite n.  7454/97.

Indispensabile il supporto deglli operatori
per garantire la sicurezza di insegnanti e allievi
In questo contesto normativo giuridico, nonostante l’inevitabile alea che caratterizza oggi ogni tipo di attività, ai fini del contenimento del rischio di essere esposti a responsabilità, assumono rilevanza dirimente le modalità organizzative della gita scolastica. Tanto più l’offerta turistica sarà appetibile in quanto strutturata in modo professionale ed atta a garantire quella sicurezza a 360 gradi di cui gli insegnanti hanno bisogno per affrontare con serenità l’approccio alla montagna, tanto più facile sarà creare indotto. Certo è che gli operatori della montagna dovranno fare sistema fra loro affinchè l’offerta, come detto, sia omnicomprensiva, dalla qualità della struttura ricettiva, alla sicurezza del comprensorio sciistico, dalla professionalità dei maestri di sci, alla preparazione del materiale utilizzato per praticare gli sport invernali così come all’attrattività sotto il profilo formativo delle attività collaterali, fra tutte quelle di conoscenza dell’ambiente montano. Che il progetto «Quando la neve fa scuola» possa essere un’occasione per avvicinare i ragazzi alla montagna e trasmettere cultura? Staremo a vedere.

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