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«Quando si parla di noleggio Prowinter è prima in Europa» - MontagnaOnline.com

«Quando si parla di noleggio Prowinter è prima in Europa»

Category: Portfolio Created: Venerdì, 19 Gennaio 2018 10:42 Hits: 410
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Incontro e intervista con Geraldine Coccagna,
Exibition Manager della manifestazione fieristica di Bolzano

Al timone di Prowinter e di Alpitec nel ruolo di Exhibition Manager («Si deve dire così, in inglese») della fiera di aprile c’è una signora altoatesina dal nome stranamente francese («È stata mia madre a sceglierlo in omaggio all’attrice figlia Charlie Chaplin, dopo aver chiamato Natalie e Tobias mia sorella e mio fratello») e padrona di una vita quantomai intensa vissuta tra multiformi esperienze professionali e personali. Geraldine Coccagna, 48 anni, è nata a Bressanone dove ha condotto gli studi primari per poi conseguire la maturitá (IB) presso la scuola internazionale «Collegio del Mondo Unito» a Duino (TS) e poi laurearsi in relazioni pubbliche allo IULM di Milano.  Era il 1992 e da lì, con tanta voglia di fare e la conoscenza perfetta di italiano, tedesco e inglese, è partita per costruirsi una vita autonoma e una carriera. Lavora una stagione allo Stelvio quando direttore degli impianti era Aldo Del Bò. Contribuisce all’organizzazione dei Mondiali di Hockey su ghiaccio che nel 1994 si disputarono a Bolzano/Val di Fassa/Milano. Dal 1994 al 2000 le conseguenze dell’amore («Il mio compagno di vita era un medico veterinario» la portano in giro per i mari in barca a vela fino all’approdo sull’Isola di Guam (Oceano Pacifico occidentale!) dove l’apertura di un ospedale veterinario è anche il traguardo definitivo di una relazione ormai finita. Verso la fine del 2000 Geraldine torna in Alto Adige e trova lavoro in una agenzia di eventi.  Nel 2002 viene assunta in Fiera Bolzano in tempo per organizzare Interpoma (la fiera delle mele) e per vivere nel 2003 l’ultima edizione «autonoma» di Alpitec, la fiera italiana delle tecnologie alpine che era nata nel 1997  ma si era trovata quasi subito a confrontarsi con la  «concorrenza» dei colossi Interalpin austriaca e dell’attuale Mountain Planet francese. «Da parte dei grandi costruttori – ricorda Geraldine – era  emersa la difficoltà di  dover sostenere con lo stesso carico di impegno la partecipazione a troppe fiere. Per cui si era deciso in pratica di tagliarne due, Bolzano e Martigny». Da allora  Alpitec si è accompagnata in versione ridotta a Prowinter, già nata intanto dall’intraprendenza di Erwin Stricker, pioniere in Italia della diffusione del noleggio di qualità. Ma quel  2003 è da ricordare anche perché tra i cannoni dell’allora York Neve esposte per Alpitec, Cupido scocca una freccia che centra al cuore  Franco Balada, attuale direttore della filiale italiana dell’azienda svizzera Bartholet Maschinenbau di Flums.  Colpo di fulmine,  trasferimento in Lombardia, la terra di lui, tra Sarnico e Lovere, un periodo di collaborazione con l’alpinista Agostino Da Polenza e il suo comitato che cura la gestione della piramide di ricerca del CNR in Himalaya. La prima figlia, Emma, nasce nel 2006; la seconda, Ginevra, nel 2010 quando già la nuova famiglia era tornata in Alto Adige nel 2008. Per una donna dal carattere positivo e forte, il ruolo di madre non impedisce certo di proseguire nel lavoro. Nel 2009 parte l’avventura di Alpitec Cina a Pechino, un’iniziativa di successo, «che sta andando a gonfie vele, suscitando un interesse sempre maggiore da parte delle aziende in un clima di grande sviluppo del settore in quel Paese anche in vista delle Olimpiadi invernali del 2022». Ed ora eccoci qua, verso la metà di dicembre 2017, per parlare del prossimo appuntamento di aprile, non in Cina ma in Italia, presso Fiera Bolzano.

Come sta andando Prowinter?
L’edizione 2018 promette bene anche se bisogna dire che ogni anno l’esito di partecipazione degli espositori dipende molto dall’andamento della stagione. Da come è cominciata la stagione invernale non possiamo che essere ottimisti. Da parte sua Prowinter ha la consapevolezza di essere una fiera B2B che si offre come piattaforma utile per relazioni e contratti tra operatori del settore, l’unica in Europa ad avere come principale focus il noleggio. Infatti il grosso della partecipazione è dato  dai negozianti e dai noleggiatori. Ad oggi, metà dicembre,  è ancora difficile dire a quale quota si stabilirà la vendita degli spazi espositivi ma ritengo che si possa parlare di una fondamentale stabilità rispetto all’anno scorso. Bisognerà vedere anche quali saranno gli umori del mercato all’ISPO di Monaco che si terrà negli ultimi giorni di gennaio. I dubbi maggiori riguardano il settore dell’accessoristica

Sul tema del noleggio che cosa si propone Prowinter Lab?
L’iniziativa è in mano ad Alfredo Tradati che l’ha proposta e avviata l’anno scorso.  Quest’anno sarà in grado di fornire un dettagliato «censimento» della realtà del noleggio in Italia, un database aggiornato e circostanziato di una realtà che sta crescendo in maniera esponenziale nel nostro Paese, un fenomeno che sta modificando profondamente il trade tra aziende e utenti. Una apposita tavola rotonda tra addetti ai lavori metterà a fuoco la situazione  con le relative problematiche che si legano sempre allo sviluppo di un settore.  Si comincia a sentire, ad esempio, la necessità di una normativa di settore che omologhi i livelli di valore verso l’alto per quanto riguarda la qualità delle attrezzature fornite, le competenze, l’affidabilità e la sicurezza. Ma chi può svolgere questo compito? Certamente non noi come fiera. Noi mettiamo a disposizione la piattaforma  ma dovrebbe esistere un ente, una associazione che raccolga tutti i noleggiatori e sia capace di stendere un codice condiviso di standard operativi e qualità di offerta. Esistono già dei piccoli nuclei  associativi come quello che fa capo alla moglie di Erwin Stricker, la catena Rent a Sport, ma servirebbe un organismo di rappresentanza più ampio e inclusivo. È stato chiesto a noi di svolgere questa funzione ma non è il nostro compito.  Spero che Prowinter Lab possa servire per far compiere questo ulteriore salto di qualità al noleggio.

E Alpitec?
Dopo le scelte compiute dalle grandi aziende del settore delle tecnologie alpine di cui abbiamo già parlato, Alpitec in Italia non può essere ovviamente quello che è in Cina, dove tutto è immagine e tutto è gigantesco. Non può essere più nè Interalpin né Mountain Planet. Ma può e vuole continuare ad essere un punto di incontro e di relazioni fondamentale soprattutto per le aziende italiane del settore dalle quali, non a caso, ci sono giunte molte sollecitazioni a non interrompere assolutamente la storia di Alpitec.  Molte aziende, anche alcune tra quelle più grosse e importanti dell’impiantistica funiviaria, hanno già confermato lo stand. La maggioranza è però composta da  aziende medio-piccole che vogliono curare i rapporti con i loro clienti italiani. Per farlo non servono megastand da centinaia di metri quadrati anche perché alle fiere non si va più per vedere le novità ma per incontrare persone; per farlo bastano piccoli stand, basta un tavolo attorno al quale confrontare le esigenze della domanda e dell’offerta. Quello che serve soprattutto è un punto di incontro, quello che Alpitec vuole continuare ad essere.           

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