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Partenza lanciatissima nella gran festa della neve - MontagnaOnline.com

Partenza lanciatissima nella gran festa della neve

Category: Portfolio Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27 Hits: 492
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Finalmente! Finalmente, dopo anni di tribolazioni per la carenza di «materia prima» naturale, la neve non si è fatta attendere ed ha propiziato la prospettiva di un inverno «normale» dalle Alpi agli Appennini. Pur nelle pieghe di situazioni climatiche particolari a livello locale, l’innevamento naturale ha contribuito non poco a produrre un rialzo generalizzato dei dati di afflusso e di fatturati confermando, soprattutto, che quando la montagna diventa bianca non solo lungo le strisce prodotte con l’innevamento programmato ma in tutto l’ambiente naturale circostante, il suo fascino diventa irresistibile e si conferma il motore di un sistema imprenditoriale ed economico forte e vitale. L’innevamento tecnico, con i suoi impegni logistici e i suoi costi, resta comunque un alleato fondamentale e ormai imprescindibile delle società di gestione degli impianti ma quest’anno, finalmente, ci si è potuti ricordare che però…quando nevica dal cielo è tutta un’altra cosa

Tanta neve, in alcuni casi (strade chiuse, rischio slavine) perfino troppa. Ma si sa che quella fascinosa, bizzarra e bizzosa primadonna bianca da cui dipende un intero comparto dell’economia nazionale non si fa comandare da nessuno, nei tempi e nei modi, per cadere dal cielo. Fà come le pare, alle prese con mutamenti di clima e di temperature indiscutibili e inquietanti ma evidentemente non ancora tali da riuscire a cancellarla dalla faccia del pianeta Terra. E come è capace di far disperare quando si sottrae, quando non arriva mai o poco, così è capace di far gioire e perfino di creare qualche inconveniente quando non si risparmia.  L’avvio della stagione invernale 2017/18 ha vissuto su tutte le montagne italiane situazioni che non si verificavano da diversi anni. Le precipitazioni naturali hanno imbiancato uniformemente le Alpi e gli Appennini  consentendo alle società impiantistiche di aprire i comprensori da loro gestiti per tempo, spesso in novembre, quasi tutte (salvo casi di sfortunate contingenze meteo come in Val d’Aosta) per il ponte dell’Immacolata di inizio dicembre che negli ultimi due anni era stato un miraggio per molte. Quest’anno, insomma, com’è andato quel cruciale periodo di apertura-stagione che comincia quando si può e si chiude convenzionalmente con la Befana del 6 gennaio?  Ecco una carrellata di voci, testimonianze e commernti raccolti qua e là tra le Alpie e gli Appennini a cominciare dal presidente dell'Associzione Nazionale Esercenti Funiviari.

Il  rilancio del desiderio per la montagna bianca

 

VALERIA GHEZZI
presidente ANEF,
Funivie Seggiovie San Martino SpA

«Dopo tre anni praticamente senza neve naturale su buona parte dell’arco alpino, l’avvio di questa stagione invernale è stata in linea di massima positiva non solo sulle Alpi ma anche sugli Appennini, dove sono molto soddisfatti dopo aver vissuto stagioni veramente difficili. Quasi dovunque le precipitazioni naturali hanno consentito l’apertura degli impianti in tempo utile per il ponte dell’Immacolata e per le feste di fine anno come non era stato per niente scontato nelle ultime stagioni. Le prime spolverate di novembre hanno riacceso  la voglia di  frequentare la montagna bianca e di sciare. Poi le nevicate più consistenti della seconda metà di dicembre hanno consolidato una situazione positiva un po’ dovunque pur con le consuete particolarità territoriali. Ad esempio se tra le Dolomiti, dove l’inverno scorso non aveva nevicato, quest’anno si sono potuti riscontrare dati record di affluenza agli impianti, in Val d’Aosta, che l’anno scorso era stata beneficiata  da una stagione privilegiata, particolari situazioni meteo avverse hanno prodotto quest’anno esiti non così brillanti come ci si sarebbe aspettati.  Il caso della chiusura  delle strade per Cervinia, Gressoney, Cogne che ha conquistato le cronache nazionali  e rischiava di veicolare un messaggio  di negatività ha, al contrario, fatto passare l’idea che la neve naturale quest’anno c’è,  è stata veramente tanta e si sa che per il turismo invernale è … sempre meglio abbondare che deficere. Nel complesso quasi tutte le  località hanno potuto lavorare bene con  tanta neve naturale e con temperature adeguate ma non bisogna dimenticare che l’innevamento tecnico è stato comunque utilizzato in abbondanza per  dare un fondo consistente alle piste e a mio parere, almeno per quanto riguarda la mia realtà particolare a San Martino di Castrozza dove siamo riusciti a ribaltare una situazione gestionale critica recuperando anche la funzionalità degli impianti di Passo Rolle,  il costo di questo capitolo nella gestione della società non è stato certo azzerato dalla presenza della neve naturale.  Ma comunque il dato più importante di questo inverno è il fatto che, in condizioni di  normalità e non di emergenza, con  precipitazioni naturali adeguate per la stagione,  il prodotto neve funziona ancora, crea entusiasmo, partecipazione e consumo. L’aumento di tutti gli indicatori rispetto alle ultime stagioni difficili, dai numeri su passaggi e primi ingressi ai fatturati delle società di gestione, è la risposta più concreta a quella sotterranea corrente di pensiero che esiste e  vorrebbe affermare che la montagna bianca e il turismo invernale possano fare a meno dello sci da discesa su piste battute e degli impianti di risalita. È un tema cruciale per il nostro sistema e per le molte economie territoriali tra le valli alpine e appenniniche che vogliamo affrontare a viso aperto e di cui parleremo certamente nell’annuale assemblea dell’ANEF che quest’anno terremo a Riva del Garda il 10/11 maggio».

VALLE D’AOSTA
L’ avvio difficile di un inverno che ora promette meraviglie

 

FERRUCCIO FOURNIER

FERRUCCIO FOURNIER
Associazione Valdostana Impinati a Fune

«La stagione invernale dello sci in Valle d’Aosta ha preso avvio a metà ottobre, con l’apertura della parte alta del comprensorio di Cervinia-Zermatt. A differenza della stagione precedente durante la quale, grazie alle abbondanti nevicate di fine novembre tutte le principali stazioni sciistiche valdostane avevano potuto aprire, con comprensori integralmente praticabili, quest’anno le società di gestione hanno potuto garantire l’apertura completa delle piste solamente dopo il ponte dell’immacolata.  Il periodo delle vacanze Natalizie è stato nuovamente influenzato da condizioni meteo non ottimali che hanno pregiudicato l’apertura completa dei comprensori e dei diversi collegamenti intervallivi con i comprensori di La Rosière in Francia e di Zermatt in Svizzera oltre che, nel Monterosa Ski, con la stazione piemontese di Alagna. Tali condizioni climatiche hanno pertanto fortemente condizionato l’afflusso degli sciatori sulle piste con un calo significativo delle giornate sci di circa il 20/25% rispetto allo stesso periodo della stagione precedente, che tuttavia era stata un’annata record . Agli inzi di gennaio la Valle d’Aosta è stata interessata da una nuova perturbazione, caratterizzata da intense nevicate, circa 1,70 m di neve fresca a 2.000 metri di quota che, nonostante un disagio momentaneo, garantirà per le successive settimane piste perfette e paesaggi incantevoli».

MONTEROSASKI
La stagione sciistica 2017/2018 per le stazioni del Gruppo Monterosa Ski è iniziata con qualche difficoltà legata principalmente alle avverse condizioni meteorologiche.
Il Ponte dell’Immacolata, che sancisce l’inizio della stagione sciistica, è stato caratterizzato da un’apertura parziale degli impianti causato dallo scarso innevamento e dalle temperature piuttosto miti che hanno reso difficoltoso l’innevamento artificiale.
Le settimane seguenti sono state dedicate alla preparazione quotidiana di nuovi tracciati per arrivare, il 23 dicembre, ad ampliare e completare l’offerta di impianti e piste in vista delle Festività natalizie e di fine Anno. Le due settimane di festività sono però state caratterizzate da avverse condizioni meteorologiche: forti raffiche di vento e giornate di neve hanno purtroppo fatto si che il carosello principale non fosse regolarmente aperto con i collegamenti intervallivi, causando una minor affluenza.  In generale il primo mese di attività della stagione 2017/2018 vede una flessione del 20% nei primi ingressi rispetto alla stagione 2016/2017 che era invece stata caratterizzata da condizioni meteo decisamente più favorevoli.

PIEMONTE/VIA LATTEA
Un’offerta straordinaria al prezzo giusto

GIOVANNI BRASSO
Presidente Sestrieres SpA
«La neve è sempre benvenuta e noi siamo stati felicissimi che ne sia caduta tanta anche quest’anno. Certo allarmismo diffuso attraverso i media per le precipitazioni veramente notevoli nei primi giorni di gennaio non ha fondamento: a Sestriere non c’è stato nessun problema grave, Sestriere non èmai  stata isolata. Certo sono state richieste operazioni di bonifica in certi punti del comprensorio ma si è  trattato di ordinaria amministrazione, doverosa per garantire la sicurezza dell’utenza. L’importante è che il paesaggio naturale, l’ambiente invernale sia meraviglioso e le piste tutte perfettamente agibili nel nostro comprensorio  che

 

GIOVANNI BRASSO

comprende Cesana Torinese, Claviere, Pragelato, Sauze di Cesana, Sauze d’Oulx e Sestriere. Contiamo con queste condizioni di  continuare bene in questo inverno che nel suo inizio non ha toccato i livelli record della scorsa stagione ma durante il quale speriamo di recuperare per  avvicinare se non eguagliare la cifra dei 14 milioni di passaggi fatta registrare nella stagione 2016/17.  Quest’anno ha cominicato a nevicare a fine novembre. Un’ ottima cosa anche se le precipitazioni sono state un po’ danneggiate dal vento che ha creato condizioni diverse al di sopra e al di sotto dei 2000 metri. La prima apertura degli impianti è avvenuta l’8 dicembre in tempo per garantire agli appassionati di sciare durante il ponte dell’Immacolata; i collegamenti tra le diverse zone del comprensorio sono stati attivati tra il 15 e 17 dicembre. Quest’anno purtroppo la fortuna non ci ha assistiti come l’anno scorso durante il lungo periodo delle feste di fine anno concedendoci soltanto tre giornate di sole. Ne ha risentito la vendita dei giornalieri che, durante il periodo di fine anno, hanno subito una flessione del 5%. La vendita degli stagionali è invece cresciuta del 12%. Siamo certi comunque che la nostra politica del prezzo giusto non mancherà anche quest’anno di confermare la bontà delle nostre scelte. Via Lattea offre l’utilizzo dei suoi 46 impianti di risalita e l’accesso ai suoi 300 km di piste battute al prezzo di 37 Euro per il giornaliero. È un rapporto domanda/offerta, qualità/prezzo che non ha riscontri in Italia ma che qualifica con serietà il nostro prodotto. Non facciamo il mercato delle arzigogolate formule scontistiche e non facciamo neanche il biglietto a ore perché riteniamo che sia penalizzante per le varie componenti del sistema economico indotto. Nel nostro comprensorio operano 60 ristoranti e bar che non possono vivere se lo sciatore  non ha il tempo per fermarsi, sedersi, consumare. Riteniamo che il nostro dovere di gestori sia anche quello di tutelare queste attività insieme alle quali creiamo la proposta attrattiva del comprensorio. Dunque dopo  questo inizio di stagione che è stato buono ma non parametrabile a quello della stagione scorsa, procediamo in questo inverno nevoso offrendo la nostra rigorosa politica dei prezzi e uno skirama sul quale abbiamo operato, per quanto riguarda l’innevamento tecnico, con la sostituzione di 167 aste per migliorare le performances di produzione neve. L’innevamento tecnico resta sempre indispensabile per garantire la “solidità” e la resistenza del manto che ricopre le piste. Benvenga la neve che cade dal cielo ma noi intanto continueremo a sparare».

PIEMONTE/CUNEESE
Neve ottima e abbondante per discesisti e fondisti

L’eccezionale nevicata di inizio novembre ha permesso ad alcune stazioni sciistiche del Cuneese di aprire anzitempo i battenti, proponendo agli amanti dello sci divertimento fin dal 18 novembre. Un’apertura di stagione con i fiocchi, dunque, per tutte le Alpi di Cuneo. E con il Natale tutte le 15 stazioni per la discesa ed i 20 centri fondo, per un totale di oltre 350 km per lo sci alpino e 280 km per lo sci nordico, hanno dato il via alla stagione sciistica. Ancora neve ad inizio dicembre e subito dopo il Natale: un regalo gradito che non ha fatto altro che migliorare le già splendide condizioni di innevamento delle piste e le basse temperature hanno giocato la loro parte. Proprio grazie alle condizioni climatiche favorevoli, le importanti presenze turistiche legate allo sci si sono dunque già registrate con il primo fine settimana di dicembre e con il ponte dell’Immacolata che hanno fatto registrare un’ottima occupazione. L’andamento di stagione rimane positivo anche per il Capodanno (con numeri da record, segnalano albergatori e gestori delle stazioni) e per i mesi di gennaio e febbraio, con molti gruppi (italiani e stranieri) già prenotati. Le attese vacanze di carnevale sono già dietro l’angolo e le prenotazioni, già confermate.
Sandro Rulfi, titolare del Residence Il Gildo di Frabosa Soprana esprime soddisfazione: «È stato un inizio di stagione come non lo si vedeva da anni: un inizio molto buono, con il 95% di occupazione delle camere fino al 7 gennaio. Molte sono anche le prenotazioni per il prossimo mese di febbraio. La provenienza dei turisti? In primis italiani con liguri, lombardi e toscani. Per la prima volta, molti ospiti romeni».
Sergio Ferrando, titolare dell’Hotel Marguareis di Artesina (Frabosa Sottana) asserisce: «Abbiamo vissuto un buon Natale, in termini di presenze turistiche, ed un ottimo periodo a cavallo del Capodanno. Siamo molto soddisfatti per l’inizio del 2018 perché, ad oggi (2 gennaio) abbiamo già tutto prenotato in albergo fino al 7 gennaio ed un’ottima occupazione di gruppi fino ad aprile prossimo, con ospiti provenienti sia dall’Italia che dall’estero».
L’avv. Costantino Catto, titolare del Limone Palace Aparthotel di Limone Piemonte dichiara: «Nella nostra struttura registriamo il tutto esaurito fino all’Epifania. Il livello di previsioni è buono, soprattutto per quanto riguarda i mercati esteri, in primis francesi (e monegaschi), svedesi e danesi. Anche le presenze di turisti italiani sono sensibilmente in crescita rispetto allo scorso anno»
Andrea Macario, titolare del Relais del Nazionale e dell’Albergo Nazionale a Vernante afferma: «Con l’8 dicembre abbiamo avuto un ponte interessante con il 100% di occupazione, confermata anche nei weekend successivi, fino al Natale. Poi, fino al 7 gennaio siamo arrivati al 95% di occupazione delle camere. La provenienza: per l’Albergo Nazionale (3 stelle): 70% di italiani e 30% di francesi; per il Relais del Nazionale (4 stelle): 70% francesi e 30% italiani.  Le prenotazioni del 4stelle confermano il quasi tutto esaurito anche per i weekend dei prossimi mesi con un 80’% di occupazione fino alle vacanze di carnevale e prenotazioni anche per il mese di marzo».

NICOLA DALMASSO
Vicepresidente Riserva Bianca e presidente Cuneo Neve

 

NICOLA DALMASSO

«Se il buon giorno si vede dal mattino possiamo sperare che questo inverno possa eguagliare in risultati di utenza e fatturati la stagione 2012/13, decisamente la migliore degli ultimi anni a cui fare riferimento. L’inizio di quest’anno, fino al 6 gennaio, è stato più che buono facendo riscontrare un aumento tra il 20 e il 25% rispetto all’anno precedente sia per quanto riguarda i primi ingressi che per il fatturato. Il discorso vale per Limone Piemonte e la sua Riserva bianca ma credo che valga anche per le località più piccole come Crissolo e le altre che hanno potuto aprire gli impianti per il ponte dell’Immacolata. La Riserva Bianca, che dispone di 18 impianti di risalita per 80 km di piste,  ha potuto aprire tutta la skiarea il 17 novembre. Prato Nevoso ha aperto il giorno dopo. Aveva nevicato un po’ già a partire dai primi di novembre imbiancando l’ambiente e creando quindi molte aspettative tra i turisti ma ovviamente abbiamo dovuto far ricorso all’innevamento programmato per  conferire sicurezza di preparazione ottimale alle piste. Dalla neve artificiale non possiamo più prescindere se vogliamo garantire ogni anno la sciabilità delle piste e le prenotazioni turistiche. La Regione Piemonte è venuta incontro quest’anno a Cuneo Neve  con un contributo di 24 milioni da spalmare su due stagioni, un intervento che ci  consente di avvicinarci sempre più agli standard di offerta  delle valli olimpiche torinesi. Perché per noi, a ridosso delle Alpi Marittime ed esposti alle correnti d’aria provenienti dal mare, le nevicate naturali non vanno comunque considerate una certezza di operatività visto che, come è successo spesso in passato,  possono arrivare ma la neve può sparire velocemente sotto l’effetto dello scirocco. Per questo anche quest’anno, pur con le nevicate che abbiamo visto, noi abbiamo continuato a sparare neve tecnica».

LOMBARDIA
Il grande vento in Valchiavenna e il Grande Sci in Alta Valtellina

MARCO GARBIN
Direttore Skiarea Valchiavenna
«Al 7 gennaio il bilancio gestionale della Skiarea Valchiavenna è senz’altro positivo con l’aumento del 30-32% di primi ingressi e un consistente rialzo del fatturato rispetto ai due anni precedenti. Ma per arrivare a

 

MARCO GARBIN

questo risultato offrendo ai turisti la piena disponibilità dei 13 impianti che  servono 39 piste battute per un kilometraggio di 40 km abbiamo dovuto lavorare molto nonostante alcune nevicate che non si vedevano da diversi anni, combattendoprima contro il vento fortissimo, soprattutto in alta quota, e poi con improvvisi rialzi di temperature come è avvenuto attorno a Natale quando da -10 si è passati a + 4-5 gradi. Per questo il ruolo di “assicurazione” dell’innevamento programmato è stato ancora importante nonostante le precipitazione naturali, con i relativi costi che se non sono stati pari a quelli delle ultime stagioni poco ci manca.  Abbiamo sparato neve tecnica dal 13 novembre al 22 dicembre. La neve naturale è stata presente dalla seconda metà di novembre. Anche se mangiata in quota da un vento fortissimo ha comunque imbiancato l’ambiente e creato il paesaggio, la cartolina indispensabile per stimolare il desiderio, la spinta per andare in montagna a sciare. Nel ponte dell’Immacolata siamo partiti bene; con una decina di piste aperte abbiamo privilegiato i collegamenti tra le diverse zone del comprensorio ottenendo un risultato buono anche se non eccezionale, comunque sicuramente migliore rispetto agli ultimi tre anni. Dal 23 dicembre al 6 gennaio tutto aperto con il risultato che ho detto all’inizio e che contiamo di consolidare sperando in una stabilizzazione termica e climatica nel prosieguo dell’inverno».


VALERIANO GIACOMELLI
consigliere Federfuni, Società Impianti Bormio
«Dal 2001, da quando sono a capo della società che gestisce gli impianti di Bormio non ero mai riuscito a far scendere gli sciatori fino al paese durante il ponte dell’Immacolata sulla pista Stelvio. Quest’anno ci siamo riusciti. Un altro dato: il 31 dicembre è stata una bella giornata, una di quelle che gli sciatori italiani, per la verità un po’ viziati, prediligono per  muoversi da casa e scendere in pista; in quel giorno abbiamo registrato il record di 10 mila primi ingressi sulla nostra skiarea. L’inizio di questa stagione invernale, insomma, è andata molto bene con un incremento di primi ingressi e anche di fatturati di circa il 12% rispetto all’anno scorso che pure non era stato disastroso. E le cose sarebbero potute andare ancora meglio se nel periodo di alta stagione le belle giornate fossero state più numerose, visto che il quel periodo l’utenza italiana è

 

VALERIANO GIACOMELLI

preponderante. Ma quest’anno l’impegno da parte nostra è stato particolarmente intenso anche per recuperare la disputa delle gare della Coppa del Mondo di sci alpino da cui mancavamo da tre anni in un rapporto di collaborazione “do ut des”  con la Regione, sulla base di un impegno a sostenere un investimento di 1 milione e 200 mila Euro per il potenziamento dell’impianto di innevamento tecnico. Per presentare Bormio al meglio delle sue potenzialità, le nevicate iniziate a novembre con qualche spolverata sono servite per creare l’ambiente invernale ma l’innevamento programmato ha svolto come sempre un ruolo fondamentale.  Tra novembre e dicembre  abbiamo sparato 780 mila metri cubi di neve tecnica di cui circa 300 mila solo sulla pista Stelvio per preparare al meglio l’evento di Coppa del Mondo»

FRANCO CONFORTOLA
Ufficio Centrale Skipass Livigno
«A metà novembre abbiamo avuto le prime nevicate e le temperature giuste per iniziare contemporaneamente a sparare neve artificiale per  creare il fondo ideale per i 115 km di piste servite dai 31 impianti delle 13 società impiantistiche che fanno parte del consorzio Skipass Livigno. I primi impianti sono stati aperti il 18 novembre, il 3 dicembre era disponibile il 50% delle potenzialità di risalita, l’8 dicembre il 90% e dal 14 dicembre tutti gli impianti e tutte le piste sono state a disposizione dei turisti. Abbiamo registrato una tendenza al rialzo dell’utenza dopo due anni di scarsa affluenza. Nonostante l’ambiente naturale imbiancato e le condizioni di ottima sciabilità non è escluso che la gente temesse di rivedere le strisce bianche nel panorama brullo dell’anno scorso, quando  la sciabilità del comprensorio era stata garantita per 80% dall’innevamento programmato, che quest’anno ha contribuito per il 40%. Un contributo, quello della neve tecnica, che  resta ormai indispensabile anche in presenza di precipitazioni naturali».

ADAMELLO SKI
Le festività di fine anno hanno premiato, in termini di presenze turistiche, il grande lavoro svolto in termini di preparazione delle piste e di organizzazione delle attività collaterali, sempre più a misura di famiglia. Il periodo compreso tra Natale e l’Epifania ha fatto registrare la presenza di 130.200 sciatori, per un totale di 1.414.949 passaggi sugli impianti di risalita, con la giornata clou del 31 dicembre che ha portato 17.000 persone a divertirsi sulle piste che vanno dal ghiacciaio Presena al Passo Tonale, a Ponte di Legno e Temù. Il tutto si traduce con un aumento del 6% rispetto allo stesso periodo dello scorso inverno. «Nonostante qualche giornata di maltempo abbiamo avuto numerose presenze e dati positivi per la ottima preparazione delle piste, più 6% rispetto all'anno scorso – spiega Michele Bertolini, vice presidente del Consorzio Pontedilegno-Tonale- Quest'anno abbiamo potuto contare su un avvio di stagione invernale con tante perturbazioni e, grazie alla quota che contraddistingue la nostra ski area, questo ha significato avere abbondanza di neve e tutte le piste aperte. La località si dimostra sempre più appetibile agli appassionati che stanno premiando con le presenze gli investimenti degli ultimi anni e le tante attività che organizziamo sulle piste. Siamo sicuri che la stagione continuerà per il meglio regalandoci delle grosse soddisfazioni».

VENETO
È tornato  il paradiso dopo anni di  purgatorio

RENZO MINELLA
ANEF Veneto, Ski Area San Pellegrino

 

RENZO MINELLA

«Personalmente ritengo che da almeno nove anni non si vedevano tra le Dolomiti venete precipitazioni naturali come quelle che abbiamo avuto in questo inizio di stagione 2017/18. Ricordo che solo quattro anni fa  la neve era arrivata solo dopo Natale.  Per non parlare delle ultime due stagioni durante la quali abbiamo subito una vera e propria carestia di neve naturale.  Quest’anno invece abbiamo avuto la prima neve già da novembre, poi l’ultima nevicata importante è stata quella del 27 dicembre.  Queste precipitazioni hanno consentito un contenimento dei costi per l’innevamento tecnico che pure è stato utilizzato all’inizio per preparare il fondo delle piste e operare come sempre in chiave di prevenzione per garantire comunque ai turisti l’agibilità dei percorsi già dagli inizi di dicembre. Alla vigilia di Natale abbiamo messo a riposo i cannoni creando le condizioni migliori per  consentire margini di profitto consistenti alle società di gestione. Da questo punto di vista sono significativi i dati percentuali relativi agli incassi delle aree sciistiche venete all’interno del Dolomiti Superski rispetto allo  stesso periodo, dall’apertura degli impianti al 6 gennaio, del 2016/17: + 16% per San Pellegrino, + 20% per Cortina, +11% per Arabba/Marmolada, +42% per Civetta. Grazie all’abbondanza della neve, la valutazione sulla positività dell’apertura di questa stagione si può estendere a tutto il Veneto, comprese le località minori e quelle del basso bellunese. Basti citare l’esempio del Nevegal che da anni non riusciva ad aprire i suoi impianti per Natale come ha potuto fare quest’anno».

TRENTINO
Dati in crescita dovunque e nuovi record a Campiglio

FRANCESCO BOSCO
ANEF Trentino, Direttore Funivie Campiglio SpA

 

FRANCESCO BOSCO

«Per  Skiarea Campiglio  il periodo di apertura di questa stagione invernale ha fatto segnare nuovi numeri record per Funivie Campiglio, che dal settembre 2017 a incorporato anche le società di gestione dei comprensori di Folgarida/Marilleva. Rispetto al 2016/17, dalla prima apertura degli impianti al 6 gennaio il fatturato è aumentato del 21, 33% grazie a 594.257 primi ingressi (+ 20%) e 4.498.915 passaggi (+ 17,94%). Sono dati estremamente positivi, resi possibili certamente da un innevamento naturale che non si vedeva almeno da tre anni. Da tre anni, in questo periodo, nel nostro comprensorio si sciava solo su neve programmata. Quest’anno la neve naturale si è presentata già a novembre creando l’ambiente naturale tipicamente invernale e consentendoci, con le temperature propizie di avviare, delle pre aperture il 18/19 e il 25/26 novembre.  Comunque, come ormai è prassi consolidata nell’impossibilità di prevedere quale sarà l’andamento delle precipitazioni naturali,  abbiamo attivato il sistema di innevamento programmato producendo un milione di metri cubi di neve tecnica in novembre e dicembre. Questo per dire che, nonostante le precipitazioni naturali, il risparmio alla voce innevamento tecnico è stato relativo e che l’utilizzo di questa tecnologia resta ormai imprescindibile nell’attività di una società di gestione di comprensori sciistici. Tra fine novembre e inizio dicembre tutta la skiarea è stata completamente aperta all’afflusso turistico con i 60 impianti funzionanti a servire 150 km di piste battute. Le contingenze positive hanno prodotto un  esito particolarmente brillante in occasione del ponte dell’Immacolata con numeri veramente importanti caratterizzati, diciamo dal 10  al 22 dicembre, da una prevalenza di utenza straniera rispetto a quella italiana.  Situazione che si è ribaltata nel periodo dal 23 dicembre al 6 gennaio durante il quale l’utenza italiana (70%) è stata nettamente superiore a quella straniera (30%). Dopo il 6 gennaio sappiamo che questo rapporto vedrà ancora la preponderanza della presenza straniera attorno al 60%. Ma, al di là delle differenziate quote di afflusso e sperando in un prosieguo dell’inverno favorevole quanto la sua apertura, quest’anno contiamo di superare la soglia dei 23 milioni di passaggi e di stabilire un ulteriore record per la Skiarea Campiglio».

DOLOMITI SUPERSKI
Passaggi e presenze in rialzo nel «regno delle dodici valli»

Al 22 dicembre era ormai tutto praticamente aperto nel Dolomiti Superski, che ha potuto accogliere i suoi ospiti con quasi tutti i 1.200 km di pista disponibili e oltre 410 dei 450 impianti funzionanti nelle 12 valli del comprensorio. Una situazione ottimale anche dal punto di vista paesaggistico con montagne e valli imbiancate per un Natale da cartolina. E infatti, l’entusiasmo per l’inverno si è rivelato percepibile dappertutto, già da metà novembre, quando si sono registrate le prime nevicate sulle Dolomiti. Chi ha sciato nel periodo promozionale di dicembre è rimasto estasiato dal paesaggio,  dalla qualità eccellente delle piste e dalla vasta scelta di piste e impianti aperti nelle 12 zone sciistiche di Dolomiti Superski. Il tutto si rispecchia anche nei risultati fatti registrare fino al 22 dicembre, che evidenziano un +8% di passaggi agli impianti da inizio stagione, così come un +12% nei primi ingressi. Le giornate sci vendute fino a quella data sono aumentate del 14% nei confronti dell’anno precedente. Specialmente durante il ponte dell’Immacolata, facendo un’analisi sulla settimana di riferimento per la festività, ovvero dal sabato precedente fino alla domenica seguente, quest’anno sono stati registrati 360.000 utenti unici dal 2 al 10 dicembre 2017, il che significa un +66% sulla media dei 6 anni precedenti. Segnali positivi e di grande soddisfazione per gli esercenti funiviari dunque, che li interpretano nel senso di grande voglia di sciare da parte degli appassionati e di motivazione a fare i primi passi per neofiti che hanno scoperto lo sci quale attività durante le vacanze e il tempo libero. Questo è confermato anche dai numeri in merito alle vendite della tessera stagionale di Dolomiti Superski e delle singole valli affiliate, che sono cresciute del 5% nel primo e addirittura del 20% nel secondo caso, sempre dall’inizio stagione a fine dicembre.
Passate le vacanze di fine anno, si è fatto un primo bilancio un po’ più approfondito sull’andamento dell’inizio stagione, che può essere definito molto positivo. Stando ai numeri elaborati dal data center del consorzio, si registrano per esempio 38.847.000 passaggi alla domenica 7 gennaio 2018. Ciò corrisponde a +3,5% nei confronti dello scorso anno ed è in termini assoluti il numero più alto registrato nelle ultime 7 stagioni. In linea con questo trend troviamo anche i primi ingressi, ovvero il numero di persone in pista al giorno. Con 2.945.000 unità registrate fino al 7 gennaio, si marca un +6,7% sull’anno scorso con il miglior dato sui 7 anni passati. Le giornate skipass vendute hanno raggiunto i 4 milioni (+10% sul 2016/17) e sulla base dei risultati degli scorsi anni, al 7 gennaio è  già venduto il 40% delle giornate sci totali della stagione. Merita uno sguardo anche l’andamento delle vendite di skipass, dove i giornalieri, sia Dolomiti Superski che di valle, palesano un forte incremento, così come anche gli skipass «short term» di 4 giorni. Questo è probabilmente da imputare al fattore meteo, che quest’anno ci ha, sì, confortato con tanta neve, ma ha anche reso incerto lo sviluppo durante le settimane di vacanza. Il cliente ha perciò spesso preferito acquistare il 4 giorni al posto del 6 giorni, riducendo di fatto il rischio-meteo a proprio favore. La voglia di sci e di #endlessfun è invece sottolineata dai numeri relativi alle vendite degli skipass stagionali, anche questi da record sui 7 anni scorsi, con +6% nella versione Superski e +18% nella versione di valle. L’augurio è naturalmente che le condizioni rimangano ottimali anche durante il periodo delle classiche settimane bianche, per poter portare l’onda positiva fino alla fine della stagione.

FRIULI VENEZIA GIULIA
Dati in forte recupero per le «sorelle» PromoTurismo

 

ALESSANDRO SPALIVIERO

ALESSANDRO SPALIVIERO
Direttore di Tarvisio/Sella Nevea
«Per quanto riguarda il polo di mia competenza devo dire che già l’anno scorso l’inizio di stagione non era andato male mentre avevano molto faticato ad aprire gli impianti Piancavallo e Zoncolan, che insieme a Tarvisio/Sella Nevea e Forni di sopra compongono l’offerta sciistica di PromoTurismo, l’agenzia regionale per lo sviluppo della montagna friulana. Quest’anno è andata bene per tutte le località, in particolare proprio per quelle che erano state penalizzate la stagione scorsa, con rialzi di circa il 100%  (il 70% per Tarvisio/Sella Nevea) sia per quanto riguarda primi ingressi e passaggi che per incassi. Al 7 gennaio sono passati sulle nostre piste circa due milioni i sciatori.  A Tarvisio/Sella Nevea le prime nevicate sono arrivate in novembre e con l’intervento del nostro impianto di innevamento programmato che copre l’intero skirama, abbiamo potuto aprire quasi tutto il comprensorio l’8 dicembre consentendo un ponte dell’Immacolata ottimo.  Le successive e più importanti precipitazioni di dicembre hanno consolidato la situazione  positiva dell’innevamento consentendo l’apertura totale di impianti e piste per Natale. Ricordo che Tarvisio dispone di 32 km di piste distribuite su 100 ettari di territorio e servite da 11 impianti di risalita; Sella Nevea di 12 km di piste su 30 ettari servite da 5 impianti (più il collegamento con la Slovenia). Su questo comprensorio, nonostante l’abbondanza delle precipitazioni naturali, dall’apertura ai primi giorni di gennaio abbiamo trattato 220 mila metri cubi d’acqua per produrre circa 400 mila metri cubi di neve tecnica. Questo per dire che il ricorso all’innevamento programmato è stato inferiore soltanto di 1/3 rispetto alle stagioni più critiche e comunque resta una risorsa fondamentale per garantire la tenuta del manto nevoso e prevenire gli esiti nefasti di quelle temperature altalenanti che sono le vere nemiche nella gestione delle piste. Infatti anche quest’anno le giornata di neve si sono alternate a quelle di pioggia alle quote inferiori in un valzer di escursioni termiche imprevedibili. E allora non appena le temperature lo consentono bisogna sparare».

EMILIA ROMAGNA
È ritornato il bianco naturale dopo tre anni di carestia

LUIGI QUATTRINI
Consorzio del Cimone, vice presidente Federfuni

 

LUIGI QUATTRINI

«Se confrontato con le ultime tre stagioni, questo inizio inverno 2017/18 non ha paragone, è anche superfluo citare i dati in aumento sia per gli ingressi che per gli incassi. Le ultime tre stagioni erano state di puro sostentamento, si erano aperte le piste in un panorama spoglio soltanto il 24 dicembre e gli esiti erano stati, appunto, di puro sostentamento delle spese. Quest’anno, al 6 gennaio, abbiamo fatto un incasso che si avvicina ai tre milioni di Euro, in linea con l’ultima stagione veramente buona che io faccio risalire addirittura al 2009. Il Cimone, con i suoi 14 impianti a fune e 30 km di piste battute e servite da innevamento tecnico, quest’anno ha potuto aprire addirittura il 18 novembre. Abbiamo iniziato veramente bene e speriamo che il resto dell’inverno non ci riservi dei brutti scherzi termici con innalzamenti anomali delle temperature. Anche da questo punto di vista quest’anno è andata bene, con una finestra di freddo di una settimana, a metà dicembre, che ha consentito di attivare il sistema di innevamento programmato e garantire una situazione perfetta delle piste per le feste di fine anno. Credo che la situazione del Cimone possa essere rappresentativa di tutte le località sciistiche emiliane. Mi risulta che anche Corno alle Scale e Cerreto Laghi hanno avuto un buon innevamento naturale e buoni risultati economici e anche le stazioni piùà piccole e più basse come Schia e Piane di Mocogno sono riuscite, seppure con maggiore fatica, a ottenere buoni risultati».

TOSCANA
Apertura anticipata addirittura a novembre

ROLANDO GALLI
ANEF Toscana, Abetone Funivie SAF

 

ROLANDO GALLI

«Grazie alle abbondanti  nevicate di novembre quest’anno nel comprensorio dell’Abetone siamo riusciti ad operare come non si ricordava da anni.  I 21 impianti che servono i 60 km di piste dell’Abetone sono stati aperti il 16 novembre. Basti pensare che  l’anno scorso al 24 dicembre avevamo potuto aprire soltanto due impianti per capire quale sia stata la differenza e come sia superfluo fare i confronti in termi di rialzi di  ingressi e fatturati. Lo facciamo lo stesso per dire che alla fine delle feste di Natale l’aumento del fatturato è stato per noi del 150%, più del doppio. È più appropriato riferirsi all’ultima stagione veramente buona per noi, vale a dire il 2012, rispetto alla quale quest’anno abbiamo avuto un aumento del 20%. In dicembre una settimana di scirocco è stata affrontata e superata positivamente anche grazie all’innevamento programmato che rimane una risorsa imprescindibile per la gestione delle aree sciabili.  Non a caso  un problema si è creato lungo una linea di produzione neve che arriva alla base delle piste e che non ha potuto essere attivata per  questioni burocratiche. Al contrario grazie all’innevamento programmato la nuova seggiovia Chierroni che costituisce  la prima porta di accesso allo skirama dell’Abetone dalla Toscana ha potuto riattivare un importante collegamento che ha contribuito a facilitare l’affluenza  sulle nostre piste».

ABRUZZO
Tantissima neve per tantissimi sciatori

Si è aperta all’insegna della positività e delle migliori prospettive la stagione sciistica abruzzese.   Nel mese di dicembre l’innevamento, naturale e/o programmato (grazie agli ottimi sistemi di cui sono dotati diversi comprensori), ha garantito le giuste quantità per permettere agli appassionati della montagna invernale di cominciare a sciare: dai 15 ai 40 cm di neve per gli impianti di Passo Lanciano – Majelletta, dai 20 ai 60 cm per quelli di Campo Felice – Rocca di Cambio, dai 30 ai 70 cm per quelli di Ovindoli – Monte Magnola, dai 40 agli 80 cm per gli impianti di Roccaraso – Rivisondoli e dai 100 ai 400 cm a Campo Imperatore, per fare qualche esempio. Tra il 7 dicembre e la fine dell’anno quindi hanno potuto aprire, via via, i comprensori sciistici di Campo di Giove (1 su 3), Campo Felice – Rocca di Cambio (10 su 15 per quasi 13 km di piste aperte), Ovindoli – Monte Magnola (9 su 11 per 16 km di piste), Pescasseroli (2 su 6), Pescocostanzo (2 su 4), Roccaraso – Rivisondoli (15 su 23 per 34 km di piste aperte), Scanno – Passo Godi (1 su 4), Passo Lanciano  – Majelletta (7 su 7 per 12 km di piste) e Prati di Tivo (1 su 4). Hanno aperto inoltre la Funivia del Gran Sasso d'Italia e la Seggiovia Scanno_Collerotondo per i pedoni. Complessivamente i principali comprensori sciistici abruzzesi, durante le prime due settimane dell’ultimo mese dell’anno (dati relativi al periodo tra il 4 e il 17 dicembre), hanno fatto registrare rispetto al 2016 un incremento del 22,8% per quanto riguarda gli arrivi e del 13,8% per quanto riguarda le presenze, con picchi del 40% per gli impianti di Roccaraso – Rivisondoli che, tra Natale e Capodanno, hanno contato ben 25.000 presenze. La permanenza media dei turisti amanti della neve e della nostra regione rimane ferma sui 2 giorni, come nello scorso anno, ma rispetto al 2016 gli arrivi sono aumentati di oltre 1.000 unità (da 4.427 a 5.436 persone) e le presenze sono cresciute di quasi 1.300 unità (da 9.165 a 10.426 persone), concentrate soprattutto nell’area aquilana.