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Gallery 3 Columns - MontagnaOnline.com

Tag: Fiere Convegni

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Hits: 484
Category: Portfolio
Tags: Fiere Convegni
 

L'inverno è al cancelletto di partenza
e Prowinter è il traguardo

Si terrà dal 10 al 12 aprile Prowinter, la fiera di Bolzano dedicata agli operatori del settore neve come noleggiatori e gestori di impianti. Un appuntamento sempre più importante per tracciare il bilancio della stagione invernale che si appresta a partire con il gigante di Sölden e vedrà un forte impulso, anche grazie alle Olimpiadi in Corea. Prosegue da parte di Prowinter la volontà di allargare il proprio raggio d’azione anche alle tematiche della montagna estiva.

Proprio così: la stagione invernale è al cancelletto di partenza, e il countdown verso il primo appuntamento del calendario, il gigante di Sölden del 28 e 29 ottobre, è ormai avviato da tempo. Con la gara sulle nevi austriache si entra in pieno clima invernale e il mercato dello sci, dall’attrezzatura alle località sciistiche, è pronto per rispondere alle esigenze degli sciatori, in tutti i loro aspetti. E se la gara di Sölden apre idealmente la stagione dello sci, l’appuntamento che conclude il ciclo invernale è Prowinter, la fiera “trade” dedicata al business degli sport di montagna in programma a Fiera Bolzano dal 10 al 12 aprile 2018.
 
Prowinter è qualcosa di più di un semplice evento espositivo, perché gli organizzatori l’hanno configurata come piattaforma focalizzata nelle tematiche del noleggio per gli sport alpini e rivolta anche ai gestori di impianti che vogliono conoscere lo stato dell’arte delle infrastrutture per la montagna. 

Uno sguardo al presente e al futuro
Ma non solo, perché Prowinter viene sempre più considerata come luogo di incontro anche per associazioni e sci club, oltre ai negozi specializzati: un palcoscenico di attori che vogliono incontrare l’offerta del mercato a loro dedicata. E nel proprio spirito innovativo, Fiera Bolzano dal 2016 ha introdotto lo Startup Village, un’area riservata alla presentazione di giovani operatori pronti a lanciare nuove idee per il futuro delle discipline della montagna.
Infine Prowinter sarà anche l’occasione per tracciare un bilancio della stagione invernale sotto il profilo agonistico, accogliendo numerose premiazioni di atleti elite (la fiera si terrà due mesi dopo i Giochi Olimpici di PyeongChang in Corea) così come giovani promesse e, naturalmente, i nuovi maestri di sci.
«Siamo fortemente motivati nel voler creare un evento in grado di rispondere a specifiche esigenze del mercato del rental invernale e di tutto ciò che ruota intorno alla pratica degli sport invernali – ha commentato Geraldine Coccagna, Exhibition Manager di Prowinter – stando molto attenti ai segnali che il comparto presenta anche oltre la stagione della neve».
Infatti, da un paio di edizioni, Prowinter ha accolto anche operatori del settore ciclismo, poiché sta crescendo la sovrapposizione di noleggiatori di sci che nel periodo estivo si “convertono” al mondo delle due ruote: «Indubbiamente l’evoluzione delle e-bike ha dato un forte impulso al mercato del rental e, noi siamo sicuramente degli interlocutori in grado di cogliere le opportunità che il settore montagna è in grado di sviluppare» conclude Geraldine Coccagna.
 
Continua Prowinter LAB
Diversificazione e innovazione sono i temi chiave per soddisfare le aspettative dei clienti: i cambiamenti climatici, per esempio, impongono alle destinazioni turistiche di adeguarsi e sviluppare nuove attività da offrire alla clientela tutto l’anno, anche in assenza di neve. Con questo scenario in continuo cambiamento, le decisioni devono essere prese in tempi rapidi e con la maggiore conoscenza possibile di informazioni, ed è per questo che Fiera Bolzano riconferma la propria volontà di far crescere Prowinter LAB, l’Osservatorio sul Noleggio che vuole analizzare il pianeta del noleggio sportivo e consentire agli operatori di prendere decisioni in base a dati oggettivi di mercato.
 
Infine, nell’edizione 2018 torna Alpitec nel programma di Prowinter, il settore B2B per le tecnologie di montagna: una parte espositiva verrà dedicata ai temi delle infrastrutture alpine come gli impianti a fune e quelli per l’innevamento, ma anche agli strumenti per la realizzazione e manutenzione di piste e snowpark, fino alla accessoristica di base.
 
www.prowinter.it

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
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Category: Portfolio
Tags: Fiere Convegni
 
 

Si è chiusa la vetrina,
si apre il nuovo inverno

Dal 27 al 29 ottobre la grande fiera di Modena giunta alla 24a edizione ha svolto come sempre in maniera impeccabile il ruolo prestigioso di «mossiere» ufficiale della stagione invernale. In un clima di rinnovato ottimismo, nei padiglioni di Modena Fiera si è ritrovato tutto il mondo della montagna bianca, il mondo del turismo invernale e delle attrezzature tecniche per lo sci e gli altri sport invernali che guarda con fiducia ai prossimi mesi convinto che «presenze e fatturati cresceranno in tutte le località», come ha detto Paolo Fantuzzi, amministratore  delegato di ModenaFiere

In una stagione dove il freddo sembra farsi attendere, un primo assaggio d’inverno l’hanno avuto i tantissimi visitatori di Skipass, che il 29 ottobre ha chiuso i battenti della sua 24a edizione.  Un segnale molto positivo anche per la stagione invernale alle porte, confermato anche dai dati dell’Osservatorio Skipass Panorama Turismo: «In linea con l’anno scorso, per l’inverno 2017/2018 fatturato e presenze cresceranno in tutte le località - spiega Paolo Fantuzzi, amministratore delegato di ModenaFiere - gli italiani riscoprono il piacere di andare in montagna, soprattutto d’inverno, ricercando non solo piste e impianti dove sciare, ma anche relax e benessere per tutta la famiglia». Una tendenza, quella del «white landscape», che dominerà tutta la stagione invernale e che ha trovato riscontro nel successo della manifestazione modenese, vero punto di partenza dell’inverno italiano. «È da Modena che gli appassionati della neve decidono dove andare, quale attrezzatura utilizzare, quali attività provare per la prima volta: qui si decidono le tendenze della nuova stagione ed è per questo che Skipass rimane un appuntamento irrinunciabile nell’agenda di tutti gli amanti del segmento neve, siano questi sciatori o no».  
Località sciistiche, attrezzatura per gli sport invernali e atleti e professionisti della montagna: Skipass ha regalato ai suoi visitatori tre giorni in quota, senza mai spostarsi dai padiglioni di ModenaFiere, toccando le più importanti cime italiane e alcune tra le località straniere più rinomate. Il lavoro a stretto contatto con gli operatori turistici è stato uno degli obiettivi primari di questa edizione di Skipass, anche grazie alla «Carta della Montagna Bianca», un documento programmatico che delinea i punti sui quali lavorare per il futuro della montagna italiana, che è stato redatto e presentato proprio in occasione della manifestazione.
Durante la tre giorni, spazio anche alle tante attività su neve vera tutte da provare, dove a bambini e ragazzi, come di consueto, è stata riservata un’attenzione particolare. Piste innevate per i corsi di sci e di snowboard, pista di ghiaccio, parete di arrampicata e percorsi sintetici di bici e skate sono state visitati da migliaia di aspiranti sciatori e baby-alpinisti. «Favorire l’approccio alla montagna e agli sport invernali e outdoor è uno degli obiettivi del salone - commenta Fantuzzi - Grazie alla collaborazione con la Federazione Italiana Sport Invernali e con le aziende del settore, ogni anno Skipass garantisce la prima esperienza sulla neve a più di mille ragazzi».  Lo spettacolo poi non è mancato, con le folli corse delle moto sulla pista innevata e le discese acrobatiche di snowboarder e freeskier, che hanno animato il rail pro dell’area esterna. Anche la FISI ha animato la tre giorni di Modena, con tantissimi appuntamenti importanti, come il conferimento del diploma ad honorem da maestro di sci ai quattro finanzieri che per primi sono arrivati all’Hotel Rigopiano o i premi ai 51 Sci Club «Stellati», ovvero quelli più attivi su tutto il territorio a livello giovanile. All’apertura del Salone hanno partecipato Luca Lotti, Ministro dello Sport, Giovanni Malagò, Presidente del CONI, Flavio Roda, Presidente della FISI e Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia Romagna e i numeri sono quelli di un grande evento: 80 mila visitatori in tre giorni di fiera, oltre duemila metri cubi di neve prodotta, 92 appuntamenti tra presentazioni, premiazioni, convegni e conferenze stampa. Due gare nazionali, i campionati assoluti di slackline e di paraclimb, e tre contest internazionali di snowboard e freeski che hanno avuto luogo sul rail costruito nell’area esterna.
www.skipass.it

 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
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Category: Portfolio
Tags: Fiere Convegni, Osservatorio Turistico
 

I firmatari della «Carta della Montagna Bianca Italiana»

La proposta di un patto
per lo sviluppo del turismo invernale

DDalla grande fiera di Modena andata in scena dal 27 al 29 ottobre è partita una importante iniziativa che si chiama «Carta della Montagna Bianca Italiana». Patrocinato dalla Regione Emilia Romagna e promosso da Modena Fiere con il supporto dell’Osservatorio Italiano del Turismo Montano curato dall’agenzia JFC, il documento individua le linee guida sulle quali impostare nel futuro gli sforzi per valorizzare e far crescere un comparto economico che vale oltre dieci miliardi di Euro. Si parte dalle valutazioni statistiche e contabili sulla situazione attuale; ci si ispira e ci si  richiama ad altre iniziative nazionali e internazionali (come la Carta di Cortina) che vanno nella stessa direzione; si chiamano a raccolta le risorse imprenditoriali, politiche, finanziarie, umane per finalizzare gli impegni nei diversi ambiti ad un unico scopo:  garantire un prospero futuro alla Montagna Bianca nella modernità di una visione che abbia nel rispetto della natura e nella sostenibilità ambientale le sue stelle polari

La «Carta della Montagna Bianca Italiana» vuole essere uno strumento strategico contenente gli «items» primari sui quali concentrare tutte le azioni di governo per lo sviluppo turistico della Montagna Bianca Italiana. Le posizioni rilevate sono state condivise dagli stakeholders dell’intera filiera che incidono sul comparto, sia per quanto riguarda la visione e le best practices, sia per quanto attiene agli strumenti ed alle modalità attuative. Una vision che deve forzatamente considerare il contesto internazionale, le criticità del sistema, i valori sociali e culturali, le tematiche sensibili legate alla sostenibilità, la ricchezza del patrimonio materiale ed immateriale, la rete delle conoscenze rurali, etc. Si tratta di un contesto complesso che coinvolge e trova forza in elementi quali il paesaggio, l’ambiente, le tradizioni e che può limitare il calo demografico di gran parte delle aree montane ed appenniniche.
I documenti preparatori

La definizione della «Carta della Montagna Bianca Italiana» si sviluppa sulla base di documenti di verifica e valutazione degli ambiti di sviluppo e tutela del comparto, con particolare riferimento al settore turistico ed a quello della sostenibilità ed accessibilità:
• la comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo dal titolo «L’Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo» (COM(2010)0352);
• la relativa risoluzione del 27 settembre 2011 sull'Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo (GU C 56 E del 26.2.2013);
• la comunicazione della Commissione dal titolo «Legiferare meglio per ottenere risultati migliori – Agenda dell’UE» (COM(2015)0215);
• la relativa risoluzione del 25 ottobre 2011 sulla mobilità e l’inclusione delle persone con disabilità e la strategia europea in materia di disabilità 2010-2020 (GU C 131 E dell’8.5.2013);
• a risoluzione del Consiglio del 6 maggio 2003 relativa all’accessibilità alle infrastrutture e attività culturali per le persone con disabilità (GU C 134 del 7.6.2003);
• la proposta di risoluzione del Parlamento Europeo su «nuove sfide e strategie per promuovere il turismo in Europa» (2014/2241(INI));
• l’adozione della risoluzione, da parte del Parlamento Europeo, sulle «nuove sfide e strategie per la promozione del turismo in Europa» (T8-0391/2015);
• la Carta Europea del Turismo Sostenibile nelle Aree Protette della Federazione Europarc, edizione aggiornata 2010;
• la Carta di Cortina sulla Sostenibilità degli Sport Invernali del 2016;
• il PST 2017/2022 «Italia Paese per Viaggiatori», MIBACT.

La situazione congiunturale
La filiera turistica della Montagna Bianca Italiana ricopre un ruolo primario all’interno del «sistema turismo Italia»: infatti il fatturato del comparto in tutti i suoi aspetti – ricettività alberghiera ed extralberghiera, impianti di risalita, attività ricreative e di intrattenimento, ristorazione, noleggio attrezzature, corsi, etc. –rappresenta, a livello nazionale, l’11,2% del complessivo sistema del turismo italiano, generando un fatturato di 10 miliardi 515 milioni di Euro. Un comparto che occupa, in tutte le destinazioni nazionali e nelle varie attività (ricettività, impianti di risalita, scuole di sci, ristorazione, pizzerie, bar, discoteche, società di noleggio attrezzature, etc.) ben 390.675 addetti, segnando una continua crescita degli indici occupazionali. Gli alberghi/meublé italiani che offrono ospitalità sono 7.123, per un totale di disponibilità camere pari a 325.521 posti letto. A questi si aggiunge la disponibilità di 6.401 tra villaggi, b&b, rifugi, ostelli, malghe, baite, ed agriturismi e circa 12.018 alloggi – registrati – in affitto anche tramite sistemi/piattaforme on line per un totale complessivo di ulteriori 370.603 posti letto. Complessivamente, la Montagna Bianca Italiana mette a disposizione oltre 696mila posti letto, oltre a quelli presenti nelle seconde case i cui affitti non emergono dai sistemi ufficiali. Nelle località montane sono dislocati, a livello nazionale, 32.183 tra ristoranti, pizzerie, oltre a 30.216 tra bar, enoteche e pub. In Italia, a disposizione di tutti coloro che vogliono imparare a sciare, vi sono ben 407 scuole sci, la maggior parte delle quali è localizzata in Trentino Alto Adige (28,7%), in Lombardia (17,7%), in Piemonte (15,5%), in Veneto (11,3%), in Abruzzo (6,9%), in Valle d’Aosta (5,9%) ed in Emilia Romagna (4,2%). Complessivamente operano in Italia oltre 10mila maestri di sci. Il dato complessivo degli Italiani che praticano discipline sportive sulla neve ha raggiunto quota 4 Milioni: di questi, la maggior parte si dedica allo sci da discesa (2Milioni 260mila), mentre sono 515mila gli Italiani che praticano snowboard e 305mila i praticanti dello sci da fondo (SkipassPanorama Turismo - Osservatorio Italiano del Turismo Montano).

I principi fondamentali
Della Carta della Montagna Bianca
La «Carta della Montagna Bianca Italiana» intende fornire al sistema pubblico/privati gli strumenti utili per una corretta pianificazione dello sviluppo turistico della montagna invernale italiana, puntando quindi a:
• aumentare la consapevolezza e la conoscenza dei valori del territorio inteso come «patrimonio»,
• diffondere i concetti che stanno alla base di uno sviluppo turistico sostenibile;
• valorizzare i benefici riconducibili ad una corretta interrelazione tra comunità residente ed ospiti.
I «principi» rappresentano quindi un impegno strategico ben preciso, un quadro di riferimento per lo sviluppo del turismo della Montagna Bianca Italiana.

1    Garantire la tutela ed il corretto utilizzo delle risorse naturali. Considerando la crescente vulnerabilità dei territori, dovuta anche ai continui cambiamenti climatici, occorre adottare un approccio ecologico ai consumi attraverso l’utilizzo di misure e programmi di gestione dell’acqua, dell’energia, del suolo e dell’aria, finalizzate alla conservazione delle risorse naturali.

2    Assicurare landscape e stile alpino. Occorre potenziare gli elementi valoriali che rappresentano l’identità delle aree montane, attraverso una precisa pianificazione del territorio anche dal punto di vista urbanistico, nel rispetto delle tradizioni architettoniche locali e/o innovando con opere di design, dando priorità assoluta alle infrastrutture ad impatto zero.

3    Conservare e valorizzare il patrimonio esistente. Il patrimonio naturale e culturale, materiale ed immateriale, deve essere non solo tutelato ma evidenziato attraverso l’introduzione di specifiche misure in grado di sostenere la rete delle tradizioni rurali, le produzioni tipiche, la memoria storica ed i costumi del territorio, che rappresentano sempre di più fattori di interesse per gli Ospiti internazionali.

4    Favorire l’accoglienza dei residenti e la formazione per le professioni. Occorre avviare formule capaci di coinvolgere i residenti nel miglioramento del sistema di accoglienza agli Ospiti, unitamente all’attivazione di programmi di accrescimento della conoscenza e della formazione dei professionisti del comparto. E’ fondamentale il ruolo delle popolazioni locali e di una loro crescente consapevolezza.

5    Innalzare l’immagine della montagna nazionale. La Montagna Bianca Italiana necessita di essere meglio comunicata a livello nazionale ma anche di un posizionamento a livello mondiale, e ciò può avvenire all’interno di un sistema di valorizzazione complessivo, riscontrabile in un brand europeo di promozione – soprattutto sui mercati lontani – delle Alpi.

6    Valorizzare il prodotto «sport invernali». L’innalzamento dei valori economici e sociali dei territori si sviluppa di pari passo con l’incremento dei praticanti delle discipline sportive sulla neve; serve quindi implementare i concetti legati ad un sano stile di vita, riscontrabile in maniera ancora più palese con la pratica di attività sportive sulla neve, anche slow, in ambienti naturali.

7    Sponsorizzare una nuovo concetto di montagna bianca. Una nuova immagine più leisure della montagna invernale, dalla quale far emergere una fruizione legata alle tematiche del benessere, della lentezza, della bellezza e di un sano stile di vita, generando interesse nei confronti di target attualmente non presenti: attività da affiancare all’immagine di una Montagna Bianca Italiana leader per innovazione, sicurezza e competenza sulle discipline sportive, da rafforzare.

8    Supportare il sistema di conoscenza (esterno al territorio). L’avvio di nuovi programmi di educazione e sensibilizzazione al tema della Montagna Bianca Italiana come pure la definizione, in ambito nazionale, di settimane dello sport dedicate alla pratica sportiva invernale garantiscono non solo una maggiore conoscenza ed attenzione nei confronti dei territori montani ma rappresentano anche misure perl’incremento dei flussi.

9    Supportare il sistema di conoscenza (interno al territorio). Occorre ampliare la diffusione e la socializzazione delle informazioni e delle conoscenze che possono incidere positivamente sulle politiche turistiche invernali, perché l’integrazione tra informazioni, dati e tendenze deve diventare un bene comune per il comparto.

10    Favorire la correlazione inverno/estate. Le aree montane corrono il rischio dello spopolamento, e ciò porterebbe ad un effetto domino sulla socialità e sulla turisticità di questi territori; per evitare questo fenomeno si rende necessario sviluppare la doppia stagionalità, perché ciò consente ai professionisti della montagna bianca di ampliare – anche diversificando – la propria attività nel periodo estivo ed alle destinazioni di garantire benessere sociale alla comunità.

11    Identificare una montagna friendly. Si tratta di avviare politiche di accessibilità agli sport invernali ed al territorio nel suo complesso per i diversamente abili: una montagna che si fa garante della socializzazione e del soddisfacimento dei bisogni di tutti gli Ospiti con esigenze particolari. Una montagna friendly lo è anche dal punto di vista tecnologico, con una rete diffusa e funzionale di banda larga.

12    Gestire i sistemi di mobilità. Occorre favorire formule di raggiungibilità green e sistemi di collegamento intermodali, ma soprattutto si rende necessario promuovere una viabilità interna che si basi sul trasporto pubblico, favorendo pertanto il più possibile l’utilizzo di mezzi alternativi al trasporto privato.

13    Avviare programmazioni di sviluppo territoriale in maniera integrata tra pubblico e privato. Si ritiene fondamentale il coinvolgimento delle comunità locali nelle varie fasi di sviluppo e di definizione delle strategie che coinvolgono il territorio; si indica pertanto come essenziale l’avvio dei percorsi attraverso la partecipazione attiva della cittadinanza.

14    Sostenere network e governance sempre più ampi. Le limitazioni amministrative rappresentano dei limiti allo sviluppo turistico della Montagna Bianca Invernale: occorre sviluppare network e progettazione integrata non solo tra ambiti regionali diversi ma anche tra nazioni diverse, ampliando i demani sciabili dell’area alpina oltre confine.

15    Sostegno alle politiche di interesse territoriale. Lo sviluppo del comparto si attua solo se vengono definite apposite linee di finanziamento a livello governativo, che dovranno essere indirizzate alla qualificazione della filiera, all’ampliamento dei servizi ed all’innovazione dei prodotti, ai bacini di stoccaggio, perseguendo sempre obiettivi collettivi di sostenibilità.

 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
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Category: Portfolio
Tags: Fiere Convegni, Osservatorio Turistico

I firmatari della «Carta della Montagna Bianca Italiana»

La proposta di un patto
per lo sviluppo del turismo invernale

DDalla grande fiera di Modena andata in scena dal 27 al 29 ottobre è partita una importante iniziativa che si chiama «Carta della Montagna Bianca Italiana». Patrocinato dalla Regione Emilia Romagna e promosso da Modena Fiere con il supporto dell’Osservatorio Italiano del Turismo Montano curato dall’agenzia JFC, il documento individua le linee guida sulle quali impostare nel futuro gli sforzi per valorizzare e far crescere un comparto economico che vale oltre dieci miliardi di Euro. Si parte dalle valutazioni statistiche e contabili sulla situazione attuale; ci si ispira e ci si  richiama ad altre iniziative nazionali e internazionali (come la Carta di Cortina) che vanno nella stessa direzione; si chiamano a raccolta le risorse imprenditoriali, politiche, finanziarie, umane per finalizzare gli impegni nei diversi ambiti ad un unico scopo:  garantire un prospero futuro alla Montagna Bianca nella modernità di una visione che abbia nel rispetto della natura e nella sostenibilità ambientale le sue stelle polari

La «Carta della Montagna Bianca Italiana» vuole essere uno strumento strategico contenente gli «items» primari sui quali concentrare tutte le azioni di governo per lo sviluppo turistico della Montagna Bianca Italiana. Le posizioni rilevate sono state condivise dagli stakeholders dell’intera filiera che incidono sul comparto, sia per quanto riguarda la visione e le best practices, sia per quanto attiene agli strumenti ed alle modalità attuative. Una vision che deve forzatamente considerare il contesto internazionale, le criticità del sistema, i valori sociali e culturali, le tematiche sensibili legate alla sostenibilità, la ricchezza del patrimonio materiale ed immateriale, la rete delle conoscenze rurali, etc. Si tratta di un contesto complesso che coinvolge e trova forza in elementi quali il paesaggio, l’ambiente, le tradizioni e che può limitare il calo demografico di gran parte delle aree montane ed appenniniche.
I documenti preparatori

La definizione della «Carta della Montagna Bianca Italiana» si sviluppa sulla base di documenti di verifica e valutazione degli ambiti di sviluppo e tutela del comparto, con particolare riferimento al settore turistico ed a quello della sostenibilità ed accessibilità:
• la comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo dal titolo «L’Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo» (COM(2010)0352);
• la relativa risoluzione del 27 settembre 2011 sull'Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo (GU C 56 E del 26.2.2013);
• la comunicazione della Commissione dal titolo «Legiferare meglio per ottenere risultati migliori – Agenda dell’UE» (COM(2015)0215);
• la relativa risoluzione del 25 ottobre 2011 sulla mobilità e l’inclusione delle persone con disabilità e la strategia europea in materia di disabilità 2010-2020 (GU C 131 E dell’8.5.2013);
• a risoluzione del Consiglio del 6 maggio 2003 relativa all’accessibilità alle infrastrutture e attività culturali per le persone con disabilità (GU C 134 del 7.6.2003);
• la proposta di risoluzione del Parlamento Europeo su «nuove sfide e strategie per promuovere il turismo in Europa» (2014/2241(INI));
• l’adozione della risoluzione, da parte del Parlamento Europeo, sulle «nuove sfide e strategie per la promozione del turismo in Europa» (T8-0391/2015);
• la Carta Europea del Turismo Sostenibile nelle Aree Protette della Federazione Europarc, edizione aggiornata 2010;
• la Carta di Cortina sulla Sostenibilità degli Sport Invernali del 2016;
• il PST 2017/2022 «Italia Paese per Viaggiatori», MIBACT.

La situazione congiunturale
La filiera turistica della Montagna Bianca Italiana ricopre un ruolo primario all’interno del «sistema turismo Italia»: infatti il fatturato del comparto in tutti i suoi aspetti – ricettività alberghiera ed extralberghiera, impianti di risalita, attività ricreative e di intrattenimento, ristorazione, noleggio attrezzature, corsi, etc. –rappresenta, a livello nazionale, l’11,2% del complessivo sistema del turismo italiano, generando un fatturato di 10 miliardi 515 milioni di Euro. Un comparto che occupa, in tutte le destinazioni nazionali e nelle varie attività (ricettività, impianti di risalita, scuole di sci, ristorazione, pizzerie, bar, discoteche, società di noleggio attrezzature, etc.) ben 390.675 addetti, segnando una continua crescita degli indici occupazionali. Gli alberghi/meublé italiani che offrono ospitalità sono 7.123, per un totale di disponibilità camere pari a 325.521 posti letto. A questi si aggiunge la disponibilità di 6.401 tra villaggi, b&b, rifugi, ostelli, malghe, baite, ed agriturismi e circa 12.018 alloggi – registrati – in affitto anche tramite sistemi/piattaforme on line per un totale complessivo di ulteriori 370.603 posti letto. Complessivamente, la Montagna Bianca Italiana mette a disposizione oltre 696mila posti letto, oltre a quelli presenti nelle seconde case i cui affitti non emergono dai sistemi ufficiali. Nelle località montane sono dislocati, a livello nazionale, 32.183 tra ristoranti, pizzerie, oltre a 30.216 tra bar, enoteche e pub. In Italia, a disposizione di tutti coloro che vogliono imparare a sciare, vi sono ben 407 scuole sci, la maggior parte delle quali è localizzata in Trentino Alto Adige (28,7%), in Lombardia (17,7%), in Piemonte (15,5%), in Veneto (11,3%), in Abruzzo (6,9%), in Valle d’Aosta (5,9%) ed in Emilia Romagna (4,2%). Complessivamente operano in Italia oltre 10mila maestri di sci. Il dato complessivo degli Italiani che praticano discipline sportive sulla neve ha raggiunto quota 4 Milioni: di questi, la maggior parte si dedica allo sci da discesa (2Milioni 260mila), mentre sono 515mila gli Italiani che praticano snowboard e 305mila i praticanti dello sci da fondo (SkipassPanorama Turismo - Osservatorio Italiano del Turismo Montano).

I principi fondamentali
Della Carta della Montagna Bianca
La «Carta della Montagna Bianca Italiana» intende fornire al sistema pubblico/privati gli strumenti utili per una corretta pianificazione dello sviluppo turistico della montagna invernale italiana, puntando quindi a:
• aumentare la consapevolezza e la conoscenza dei valori del territorio inteso come «patrimonio»,
• diffondere i concetti che stanno alla base di uno sviluppo turistico sostenibile;
• valorizzare i benefici riconducibili ad una corretta interrelazione tra comunità residente ed ospiti.
I «principi» rappresentano quindi un impegno strategico ben preciso, un quadro di riferimento per lo sviluppo del turismo della Montagna Bianca Italiana.

1    Garantire la tutela ed il corretto utilizzo delle risorse naturali. Considerando la crescente vulnerabilità dei territori, dovuta anche ai continui cambiamenti climatici, occorre adottare un approccio ecologico ai consumi attraverso l’utilizzo di misure e programmi di gestione dell’acqua, dell’energia, del suolo e dell’aria, finalizzate alla conservazione delle risorse naturali.

2    Assicurare landscape e stile alpino. Occorre potenziare gli elementi valoriali che rappresentano l’identità delle aree montane, attraverso una precisa pianificazione del territorio anche dal punto di vista urbanistico, nel rispetto delle tradizioni architettoniche locali e/o innovando con opere di design, dando priorità assoluta alle infrastrutture ad impatto zero.

3    Conservare e valorizzare il patrimonio esistente. Il patrimonio naturale e culturale, materiale ed immateriale, deve essere non solo tutelato ma evidenziato attraverso l’introduzione di specifiche misure in grado di sostenere la rete delle tradizioni rurali, le produzioni tipiche, la memoria storica ed i costumi del territorio, che rappresentano sempre di più fattori di interesse per gli Ospiti internazionali.

4    Favorire l’accoglienza dei residenti e la formazione per le professioni. Occorre avviare formule capaci di coinvolgere i residenti nel miglioramento del sistema di accoglienza agli Ospiti, unitamente all’attivazione di programmi di accrescimento della conoscenza e della formazione dei professionisti del comparto. E’ fondamentale il ruolo delle popolazioni locali e di una loro crescente consapevolezza.

5    Innalzare l’immagine della montagna nazionale. La Montagna Bianca Italiana necessita di essere meglio comunicata a livello nazionale ma anche di un posizionamento a livello mondiale, e ciò può avvenire all’interno di un sistema di valorizzazione complessivo, riscontrabile in un brand europeo di promozione – soprattutto sui mercati lontani – delle Alpi.

6    Valorizzare il prodotto «sport invernali». L’innalzamento dei valori economici e sociali dei territori si sviluppa di pari passo con l’incremento dei praticanti delle discipline sportive sulla neve; serve quindi implementare i concetti legati ad un sano stile di vita, riscontrabile in maniera ancora più palese con la pratica di attività sportive sulla neve, anche slow, in ambienti naturali.

7    Sponsorizzare una nuovo concetto di montagna bianca. Una nuova immagine più leisure della montagna invernale, dalla quale far emergere una fruizione legata alle tematiche del benessere, della lentezza, della bellezza e di un sano stile di vita, generando interesse nei confronti di target attualmente non presenti: attività da affiancare all’immagine di una Montagna Bianca Italiana leader per innovazione, sicurezza e competenza sulle discipline sportive, da rafforzare.

8    Supportare il sistema di conoscenza (esterno al territorio). L’avvio di nuovi programmi di educazione e sensibilizzazione al tema della Montagna Bianca Italiana come pure la definizione, in ambito nazionale, di settimane dello sport dedicate alla pratica sportiva invernale garantiscono non solo una maggiore conoscenza ed attenzione nei confronti dei territori montani ma rappresentano anche misure perl’incremento dei flussi.

9    Supportare il sistema di conoscenza (interno al territorio). Occorre ampliare la diffusione e la socializzazione delle informazioni e delle conoscenze che possono incidere positivamente sulle politiche turistiche invernali, perché l’integrazione tra informazioni, dati e tendenze deve diventare un bene comune per il comparto.

10    Favorire la correlazione inverno/estate. Le aree montane corrono il rischio dello spopolamento, e ciò porterebbe ad un effetto domino sulla socialità e sulla turisticità di questi territori; per evitare questo fenomeno si rende necessario sviluppare la doppia stagionalità, perché ciò consente ai professionisti della montagna bianca di ampliare – anche diversificando – la propria attività nel periodo estivo ed alle destinazioni di garantire benessere sociale alla comunità.

11    Identificare una montagna friendly. Si tratta di avviare politiche di accessibilità agli sport invernali ed al territorio nel suo complesso per i diversamente abili: una montagna che si fa garante della socializzazione e del soddisfacimento dei bisogni di tutti gli Ospiti con esigenze particolari. Una montagna friendly lo è anche dal punto di vista tecnologico, con una rete diffusa e funzionale di banda larga.

12    Gestire i sistemi di mobilità. Occorre favorire formule di raggiungibilità green e sistemi di collegamento intermodali, ma soprattutto si rende necessario promuovere una viabilità interna che si basi sul trasporto pubblico, favorendo pertanto il più possibile l’utilizzo di mezzi alternativi al trasporto privato.

13    Avviare programmazioni di sviluppo territoriale in maniera integrata tra pubblico e privato. Si ritiene fondamentale il coinvolgimento delle comunità locali nelle varie fasi di sviluppo e di definizione delle strategie che coinvolgono il territorio; si indica pertanto come essenziale l’avvio dei percorsi attraverso la partecipazione attiva della cittadinanza.

14    Sostenere network e governance sempre più ampi. Le limitazioni amministrative rappresentano dei limiti allo sviluppo turistico della Montagna Bianca Invernale: occorre sviluppare network e progettazione integrata non solo tra ambiti regionali diversi ma anche tra nazioni diverse, ampliando i demani sciabili dell’area alpina oltre confine.

15    Sostegno alle politiche di interesse territoriale. Lo sviluppo del comparto si attua solo se vengono definite apposite linee di finanziamento a livello governativo, che dovranno essere indirizzate alla qualificazione della filiera, all’ampliamento dei servizi ed all’innovazione dei prodotti, ai bacini di stoccaggio, perseguendo sempre obiettivi collettivi di sostenibilità.

 

Created: Mercoledì, 09 Novembre 2016 12:13
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Category: Portfolio
Tags: Fiere Convegni, Impianti Di Risalita
 

Tecnologia e innovazione corrono sulla fune dello sviluppo

Nell’annuale seminario svoltosi a Rovereto il 22 settembre a cura di Trentino Sviluppo, imprese, professionisti e «addetti ai lavori» si sono incontrati per interrogarsi sul futuro degli impianti a fune. Per approfondire il tema scelto quest’anno («Le apparecchiature elettriche per gli impianti di risalita») sono intervenuti con le loro relazioni tecniche i rappresentanti di quattro gruppi industriali leader di settore: EEI, Nidec-Asi e Funitek/Leitner

Quanto l’innovazione tecnologica contribuisce a migliorare le prestazioni energetiche, la sicurezza e il comfort degli impianti a fune? Se lo sono chiesti ingegneri e tecnici provenienti da tutta Italia che, venerdì 22 settembre, si sono dati appuntamento al seminario sulle apparecchiature elettriche per gli impianti di risalita organizzato da Trentino Sviluppo. Dopo il successo del seminario sulle funi metalliche del 2016, il convegno annuale per gli esperti del settore funiviario è tornato a Rovereto. L’incontro (un momento formativo unico a livello nazionale nel suo genere) si è svolto presso la sede dell’agenzia provinciale a Rovereto e ha visto confrontarsi oltre 100 partecipanti. provenienti da molte regioni italiane, dalla Valle d’Aosta al Friuli, passando per la Toscana. Il Trentino, con i suoi 239 impianti di risalita in esercizio per oltre 200 chilometri di funivie a servizio dello sci e del turismo, è infatti, assieme alla Valle d’Aosta, territorio di riferimento nell’ambito della formazione continua di chi opera per garantire la sicurezza e il buon funzionamento degli impianti di risalita, interrogandosi ogni giorno sui metodi per ammodernare strutture costruite trenta o quarant’anni fa secondo i dettami della più moderna tecnologia. Il confronto di quest’anno si è concentrato in particolare sugli azionamenti elettrici per gli impianti di risalita, intesi come l’insieme composto dal motore e dagli apparati di alimentazione, comando e controllo che regolano la velocità e la posizione degli alberi di trasmissione a cui sono collegate le cabine. L’azionamento elettrico è quindi il sistema responsabile del monitoraggio e della sicurezza dell’intero impianto e dal suo ammodernamento dipendono il maggiore comfort durante i viaggi, così come la possibilità di fare ricorso a fonti rinnovabili ed individuare soluzioni all’avanguardia per l’efficientamento energetico delle installazioni. Sicurezza e sostenibilità dunque i temi chiave su cui i partecipanti si sono confrontati con quattro professionisti espressione di altrettanti gruppi industriali leader di settore: Davide Barban di Asi, Walter Sonnerer di Leitner, Franco Boscolo di Funitek e Andrea Fornasa di EEI. Accanto a loro il vicepresidente di Trentino Sviluppo Fulvio Rigotti, il direttore dell’Area Impianti Turistici di Trentino Sviluppo Gianni Baldessari, il dirigente del Servizio impianti a fune della Provincia autonoma di Trento Silvio Dalmaso, il presidente dell’Associazione nazionale italiana tecnici degli impianti funiviari (ANITIF) Sergio Tiezza e l’ingegner Matteo Valentini della Provincia per una panoramica sulla normativa provinciale per l’impiego di apparecchiature elettriche negli impianti, recentemente aggiornata.

LA RELAZIONE DI EEI (EQUIPAGGIAMENTI ELETTRONICI INDUSTRIALI SPA)
L’evoluzione dell’azionamento
e del controllo e «focus» sulla funicolare di Napoli

di Andrea Fornasa

 

Nella prima relazione presentata al seminario di Rovereto EEI ha presentato l'organizzazione generale delle apparecchiature elettriche EEI per l'azionamento ed il controllo delle funivie, nelle tre generazioni che vanno dal 1980 ad oggi. Uno degli argomenti principali, particolarmente utile per i Direttori di Esercizio, è stata la gestione delle esclusioni e dei parametri programmabili dei sistemi di controllo.
Nella seconda relazione EEI ha riferito sulle nuove apparecchiature elettriche della funicolare «Via Roma – Vomero» di Napoli, che hanno sostituito le apparecchiature EEI esistenti dopo 20 anni di buoni risultati. La funicolare svolge un ruolo importante nel trasporto urbano e trasporta più di 20 mila persone al giorno, impiegando due treni da 450 passeggeri con corse ogni dieci minuti. Un aspetto notevole è la ridondanza delle apparecchiature di potenza degli azionamenti di trazione e la loro ampia e rapida configurabilità per consentire la prosecuzione dell'esercizio in caso di guasti; la continuità dell'esercizio è infatti una esigenza fondamentale di questa funicolare. Allo stesso scopo la funicolare impiega una grande batteria di accumulatori (260 elementi da 2280 Ah); in caso di interruzione dell'alimentazione di rete, essa consente di evitare un arresto inopportuno e di proseguire l'esercizio per un'ora.  L'impiego della batteria di potenza consente inoltre di limitare le punte di potenza scambiate con la rete durante l'avviamento ed il rallentamento dei treni, e contribuisce un po' ad un risparmio energetico. La principale novità rispetto alle apparecchiature EEI precedenti è l'impiego di due azionamenti a velocità variabile, ciascuno con un inverter ed un motore asincrono da 630 kW, al posto dei precedenti due "chopper" e motori in c.c. da 350 kW. La stessa soluzione viene impiegata pr l'azionamento di recupero, con motore asincrono da 90 kW.

La EEI da tempo caldeggia l'impiego di azionamenti a velocità variabile con motore asincrono anche per la trazione delle funivie aeree bifuni e delle funicolari terrestri, sulla base dei favorevoli risultati ottenuti su diversi impianti. Ad esempio, la funivia aerea bifune del Gran Sasso impiega da anni due azionamenti di trazione con motore asincrono da 510 kW. La configurazione impiegata oggi è lo standard corrente per gli azionamenti di potenza elevata utilizzati in molti settori, dall'azionamento di macchine industriali agli impianti di generazione eolici ed idraulici.
Le funicolari e funivie aeree con una sola vettura presentano un andamento sfavorevole della potenza scambiata con la rete di distribuzione. Quando la vettura parte per la salita, l'impianto preleva dalla rete un elevato picco di potenza, per la forte inerzia delle masse da accelerare. Durante la discesa, l'impianto restituisce alla rete buona parte dell'energia potenziale accumulata durante la salita.
In questi casi, l'impiego di una batteria di potenza potrebbe consentire sia di limitare i picchi di potenza scambiati con la rete, sia di ottenere un apprezzabile risparmio energetico grazie al riutilizzo dell'energia che altrimenti verrebbe restituita "gratis" alla rete durante le corse in discesa.
Qualche anno fa la EEI ha verificato la fattibilità della soluzione sulla funicolare di S. Vigilio a Bergamo, installando una apparecchiatura sperimentale.
Sono sempre più diffusi sistemi di accumulo (Electric Storage Systems) di elevata capacità e potenza, impiegati ad esempio per il sostegno di reti di distribuzione «deboli» o associati ad impianti fotovoltaici, che generano energia solo durante il giorno.  La configurazione dei circuiti di potenza deriva da quella "standard" degli azionamenti in c.a., come mostra l'esempio seguente.
La funicolare di Napoli impiega il sistema EEI di teletrasmissione Treni – Stazione, già in servizio da anni su varie funivie aeree, funicolari ed ascensori inclinati. La trasmissione avviene per via induttiva, lungo l'anello di fune traente o un cavo installato lungo la linea.  Per questa via, la stazione motrice trasmette ai treni un numero elevato di comandi ed informazioni.  Ciascun treno trasmette alla stazione motrice fino a 32 segnali On/Off, molti dei quali dedicati a funzioni di sicurezza (comandi di arresto, stato di apertura delle porte ecc.) ed altri al comando della marcia dai treni.  Questa funzione è realizzata dal Sistema per la teletrasmissione dei comandi EEI 08, componente di sicurezza certificato in conformità alla direttiva europea 2000/9/CE.
In ciascun treno, i segnali On/Off emessi ad esempio da pulsanti o microinterruttori vengono raccolti da due schede addette all'acquisizione; alla stazione motrice il ricevitore riassume le informazioni di sicurezza per pilotare i relè finali di Consenso/Arresto e rende disponibili tutte le informazioni raccolte al sistema di controllo della stazione.
Al sistema di teletrasmissione dei dati è associato un pannello operatore con monitor a colori, che riporta in modo dettagliato gli stati e gli allarmi del sistema.
www.eei.it

LA RELAZIONE DI NIDEC-ASI
La lettura di schemi elettrici NIDEC
e TIPS operativi, innovazioni e novità dell’azienda

di Davide Barban e Massimo Bolla


La consultazione degli schemi elettrici non è ovviamente un’attività fine a se stessa ma è finalizzata alla identificazione e alla risoluzione dei guasti e quindi la loro comprensibilità ha un effetto immediato sull’efficienza dell’impianto.
Presupposto per consultare agevolmente gli schemi elettrici di un impianto è una chiara comprensione dell’architettura sottostante al sistema di automazione, perché grazie è solo attraverso tale comprensione che lo schema elettrico viene visto non più come una mera successione di componenti e cavi ma come un insieme di componenti fra loro coordinati. L’architettura Nidec ASI per impianti a fune conformi alla Direttiva 2000/9/CE e al Regolamento 2016/424/UE (Architettura ERW: EuropeWay) prevede un unico PLC (di sicurezza) posto alla stazione motrice dove sono implementate tutte le funzioni di sicurezza; nella stazione di rinvio sono installate delle unità remote collegate al PLC tramite fibra ottica. Le comunicazioni sono basate su rete Ethernet (Profisafe). L’avere tutti i sensori e gli attuatori collegati al PLC (direttamente o al più tramite relè) semplifica gli schemi e riduce l’estensione della catena di guasto L’architettura Nidec ASI per impianti conformi alle Norme PTS (Architettura SMART: Sistema Modulare ASI per Revisioni Tecniche) è invece basata su tre Unità di Controllo (UC) – due identiche realizzate tramite PLC (standard), e una realizzata (tramite un relè) a logica cablata – e su più Unità di Elaborazione (PLC) dove sono implementate le funzioni di sorveglianza (ogni UE elabora una funzione o al più una famiglia di funzioni). Ogni UC è poi in grado di arrestare l’impianto, sulla base degli esiti delle funzioni di sorveglianza ricevuti dalle UE. Gli schemi elettrici non sono l’unica documentazione di un impianto.
Nelle varie fasi della realizzazione di un sistema di automazione si raccolgono e si generano un gran numero di informazioni; parte di queste informazioni sono poi messe a disposizione del cliente sotto forma di schemi elettrici, protocolli di prova, manuali d’uso…E’ quindi fondamentale mantenere allineate e coerenti fra di loro le informazioni distribuite in questi documenti man mano che vengono generate o modificate.Grazie a ciò è possibile, riportare nei vari passi del protocollo di prova (documento che descrive passo passo le prove periodiche da eseguire sull’impianto) il preciso riferimento dei componenti coinvolti il che consente di rintracciarli direttamente nello schema e nel quadro elettrico. Tali informazioni possono poi essere inserite nel supervisore di impianto. Il primo passo nel processo di individuazione e identificazione di un guasto è infatti il supervisore, e questi oltre che fornire l’indicazione dell’eventuale allarme intervenuto deve fornire i precisi riferimenti dei componenti che possono causare l’intervento della allarme stesso. Sul supervisore quindi oltre, ad esempio, alla scritta “Arresto da piazzale lato arrivo”, sarà associata a stringa “schema 7062942.20.01 =U01.UC1 pag. 230.008 – K63 I3.2” consente di cercare sullo schema nr. 7062942.20.01 relativo al quadro U01, l’ingresso I3.2 del PLC UC1, che si trova alla pagina 230.008 ed è collegato alla scheda K63.
I nuovi sviluppi sono relativi a due filoni principali: Sistemi di Accumulo dell’Energia (Energy Storage) ed Industria 4.0 - Internet of Things (IoT).
L’Accumulo di Energia a bordo vettura è basato sull’utilizzazione dei super-condensatori, ossia di condensatori caratterizzati da una capacità molto alta (centinaia o migliaia di Farad). Questo li rende adatti per accumulare discrete quantità di energia con potenze di carica/scarica dell’ordine di alcuni kilowatt e tempi di carica/scarica dell’ordine delle centinaia di secondi. Sono quindi utilizzati per alimentare carichi a bordo vettura (PLC, Condizionatori, ecc) nei casi in cui la ricarica deve essere effettuata nei brevi tempi di sosta in stazione delle vetture.
L’Accumulo di Energia a terra è invece basato su batterie e qui le potenze in gioco sono ben più elevate.
In questo caso il Sistema di Accumulo consente di immagazzinare energia generata dall’impianto stesso o da fonti rinnovabili. Oltre a considerazioni di risparmio energetico (legate alle varie tipologie di impianti) è da tener presente il vantaggio nel limitare la potenza assorbita dalla rete ad esempio nella fase di accelerazione. In questo caso dalla rete si assorbe una quantità all’incirca costante di potenza mentre è compito delle batterie fornire la potenza in più necessaria per l’accelerazione (peak shaving).
Il concetto di Internet of Things viene declinato innanzitutto con la raccolta di dati tramite sensori disseminati nell’impianto che si collegano (in modalità wireless o cablata) alla rete di impianto già esistente. Collegando tale rete al “cloud”è così possibile immagazzinare tali dati per analizzarli successivamente. Ad esempio è possibile raccogliere i dati sulle vibrazioni dei motori; tali dati immagazzinati possono essere sottoposti un analisi matematica per gestire la manutenzione preventiva.
www.nidec-asi.com

LE RELAZIONI DI FUNITEK/LEITNER
Collaborazione, ricerca, innovazione
per raggiungere l’obiettivo sicurezza

di Francesco Boscolo,
Gianclaudio Cecchinato (Funitek)
e Walter Sonnerer (Leitner Ropeways)


L’intervento congiunto di Funitek/Leitner si è articolato in due parti articolate su una serie di argomenti sintetizzati in questo «abstract»:

Parte 1ª: Norma EN 13243: 2015 
Relazione congiunta Funitek - Leitner
• Nuovi criteri di valutazione per il raggiungimento delle classi di sicurezza AK, con l’aggiunta dell’affidabilità dei componenti utilizzati.
• Cos’è e come si determina l’affidabilità dei componenti.
• Esempi di applicazione della norma su funzioni di sicurezza.
• Soluzioni tecniche adottate da Funitek, mediante l’impiego di nuovi componenti di sicurezza.
• Esempi di configurazione impianto mediante l’impiego di PLC Fail-Safe.
• Architettura del sistema di sorveglianza e suddivisione dei componenti utilizzati.
• Impiego dei componenti ad elettronica complessa.
• Normativa applicabile per la certificazione dei componenti ad elettronica complessa.
• Esempi di certificazione dei circuiti ad elettronica complessa realizzati da Leitner.
• Nuovi requisiti per lo sviluppo del software utilizzato nelle funzioni di sicurezza.
• Impatto delle modifiche introdotte dalla nuova norma nei confronti dei costruttori e dei gestori degli impianti.

Parte 2ª - Novità Funitek
• Programma di help avanzato con schemi navigabili, richiamabili dalla pagina del 1° intervenuto o dalla pagina lista allarmi.
• Aggiunta al supervisore dei messaggi vocali, personalizzabili in 4 lingue, e trasmessi in linea attraverso l’impianto di fonodiffusione.
• Realizzazione di diverse tipologie di radiocomandi sia per il comando dell’impianto, in esercizio e durante la manutenzione, sia per il comando del magazzino. Possibilità di comando dell’impianto in manutenzione da postazioni remote, sia nelle stazioni che lungo la linea.
• Circuito delle sicurezze di linea di tipo selettivo con controllo della dispersione e del corto circuito di ogni singolo sostegno.
• Registrazione di grafici, indipendenti dal registratore di eventi, con acquisizione dati fino a 10 grandezze analogiche a scelta dell’utilizzatore.
• Statistiche sulle registrazioni del registratore di eventi con individuazione del numero di interventi per ciascuna protezione, nell’intervallo di tempo desiderato.
• Panoramica del nuovo supervisore.

Parte 2ª -  Novità Leitner
Progetti in corso:
• Affidabiltà sistema
•  Ridondanza server Visualizzazione
    - Ridondanza sensori
    - Circuito sicurezza CPS
• Multimedia nelle cabine
   - Entertainment
   - Videosorveglianza
   - Diagnosi
   -  WIFI
   - Power management
• Resort Management (raccolta ed eleaborazione dati dell’intero resort)
   - Liftmanagement
   - Snow mangement
   - Fleet management
www.funitek.com
www.leitner-ropeways.com


I «PRO» e i «CONTRO»
del nuovo Decreto Esercizio

A margine del seminario organizzato a Rovereto da Trentino Sviluppo sulle apparecchiature elettriche, il dirigente del  Servizio Impianti a Fune e  Piste da Sci della provincia autonoma ha analizzato il documento che dallo scorso maggio norma la gestione e la manutenzione di impianti a fune destinati al trasporto pubblico di persone. Si tratta di una  dettagliata radiografia che pubblichiamo qui di seguito con il consenso dell’autore, contenente valutazioni personali dettate dalla competenza e applicate ad analisi generali e specifiche per il Trentino con cui si rivelano le novità insieme ad aspetti positivi ed altri discutibili del testo legislativo

di Matteo Valentini


Il Decreto Esercizio è stato pubblicato l’11 maggio 2017 ed è entrato subito in vigore. Per impianti nuovi e riposizionamenti è da subito cogente, mentre per gli impianti esistenti è previsto un periodo transitorio fino all’11 maggio 2019. Questo testo prescrive una serie di adempimenti riguardanti l’esercizio e la manutenzione di impianti a fune destinati al trasporto pubblico di persone.
È un documento che presenta una serie di aspetti positivi:
>  fa sintesi delle posizioni condivise tra il ministero, i costruttori, gli esercenti e i tecnici responsabili relative ai vari aspetti dell’esercizio e della manutenzione degli impianti;
>  è un testo organico che raccoglie quanto disposto dal Ministero nel corso degli anni con circolari,  interpretazioni, e che riprende, parzialmente modificandole, le disposizioni delle PTS 1999 e delle PTS elettriche del 2002;
>  è un tentativo di essere un testo unico di riferimento;
>  è una norma che tratta alcuni aspetti, con un approccio di carattere prestazionale: anziché indicare in modo preciso i comportamenti e le misure necessarie per affrontare un determinato aspetto, indica un obiettivo da raggiungere, il risultato da conseguire. Questo è un cambio di registro rispetto alla normativa cui siamo abituati a far riferimento.

Accanto a questi aspetti positivi personalmente rilevo anche alcune criticità, di carattere generale:
> è una norma che cerca di disciplinare il singolo caso particolare, e nel «Capitolo 3 – Premessa», viene esplicitamente dichiarato questo scopo. Personalmente ritengo che voler dettagliare troppo non sia in generale un approccio vincente, si corre il rischio di non prevedere tutti i possibili scenari. Ad esempio, relativamente alle modalità di esercizio degli impianti, il decreto ne prevede 5 (servizio pubblico, controllo, servizio privato, pausa e manutenzione), l’ANITIF ha trovato 28 modalità di funzionamento, la maggior parte sono declinazioni di quelle che il decreto prevede, alcune però, come il «trasporto di personale per operazioni di collaudo o di prima messa in servizio dell’impianto», oppure come il «trasporto di persone gravemente ferite in periodi in cui l’impianto è normalmente chiuso», non risultano normate o codificate.
>  il decreto esercizio, che appunto dovrebbe trattare l’esercizio degli impianti, fornisce disposizioni circa la progettazione dell’infrastruttura. Ad esempio dove la norma tratta l’utilizzo delle sciovie con carrellini o da parte di utenti con pattini a cingoli, viene specificata la velocità di esercizio, l’intervallo tra i veicoli, la pendenza della pista di risalita, ecc.. Queste sono disposizioni che integrano aspetti non contemplati nel decreto infrastruttura, ma che probabilmente dovevano stare in quel documento. Stesso approccio nella sezione che tratta il trasporto disabili, ma in quel caso le disposizioni relative all’infrastruttura erano già presenti nel decreto infrastruttura e personalmente non capisco perché vengano in parte ripetute. Questo comporta un appesantimento del testo e una complicazione quando sarà necessario  revisionare la normativa tecnica.
> ultima nota critica, ma di grande attualità se facciamo riferimento agli aspetti su cui si focalizzano i dibattimenti giudiziari,  a seguito degli incidenti funiviari, riguarda il «registratore di eventi». A distanza di 37 anni dalla circolare del ministero che ne prevedeva l’introduzione sperimentale e le caratteristiche tecniche, a 15 anni dalle PTSie che ne prevedevano l’obbligo che fosse escludibile senza penalizzazione, ricompare nel decreto. Solo qui, solo nelle definizioni, senza poi essere richiamato nel seguito… È stata forse un’occasione persa per sancirne il reale scopo o le modalità di utilizzo, dato che in nessun documento vengono affrontati questi aspetti?

Difficoltà applicative specifiche
per la Provincia Autonoma di Trento
La Provincia Autonoma di Trento ha competenza primaria in materia di impianti a fune e dunque può legiferare in materia, senza attenersi necessariamente alle disposizioni statali. In passato questo è stato fatto e oggi esiste la legge provinciale in materia di impianti a fune (la L.P. 7/87), il relativo regolamento di esecuzione, una serie di delibere e di circolari che negli anni hanno disciplinato gli aspetti più disparati in materia di impianti a fune. Ciò che non è stato normato con specifica disciplina provinciale, è soggetto alla normativa nazionale. In provincia di Trento non è semplice capire su quali argomenti questo nuovo decreto dello Stato si applica, e su quali materie, pur prevedendo una nuova disciplina, risulta inefficace. In sostanza è un problema di priorità di validità delle fonti normative. Discutendo della questione in ufficio, riteniamo che leggi, regolamenti e delibere della Giunta provinciale trentina o del dirigente provinciale abbiano la priorità di validità, mentre le circolari emanate dal S.I.F. si possano ritenere superate. Su questa materia è obiettivo del S.I.F. fare chiarezza con una nuova delibera da emanare al più presto. Un altro elemento delicato, riguarda il termine «servizio» e il termine «esercizio». Il regolamento della legge provinciale trentina di settore 7/87 definisce «in esercizio» l’impianto che trasporta pubblico con offerta indifferenziata nell’ambito dei periodi e degli orari di apertura approvati. Prevede figure professionali, compiti precisi e operazioni ben definite quando l’impianto è in esercizio. Nulla dice per quanto riguarda il fuori esercizio, quando l’impianto è in servizio per altri scopi (trasporto personale, manutenzione ecc.). In tale fattispecie è ragionevole applicare la stessa normativa, più generale, che si applica a qualsiasi luogo di lavoro.
A livello nazionale, col decreto esercizio, il significato dato ai due termini è opposto rispetto al significato trentino. Col termine esercizio, a livello nazionale si intende, più in generale, il «funzionamento dell’impianto».  E il decreto disciplina appunto questo, non solo la fattispecie di quando viene trasportato pubblico negli orari prestabiliti.
È previsto che il tecnico responsabile sia sempre preposto al funzionamento dell’impianto e che tutti gli apparati della funivia siano sempre efficienti. È prescritto inoltre che tutti i dettagli di funzionamento anche al di fuori del trasporto pubblico, siano codificati nel Regolamento di esercizio dell’impianto.Questo approccio così diverso che si ha sulla medesima materia, fuori e dentro i confini trentini, rischia di spiazzare chi affronta per la prima volta la materia, e rischia di aprire scenari imprevedibili in caso di incidente e successivo dibattimento giudiziario. Con ogni probabilità anche questo aspetto sarà ripreso nella delibera di chiarimento che verrà emanata dal SIF.

Novità che il Decreto Esercizio
porta relativamente alle apparecchiature elettriche
Il decreto esercizio vuole essere innovativo? Sicuramente è una normativa che non nasce per far fronte a questioni particolari o risolvere criticità del sistema, ma fotografa uno stato dell’arte del settore e ne declina, fin al livello di dettaglio, i vari aspetti di esercizio e manutenzione. Se avesse voluto risolvere qualche carenza particolare sarebbe stato emanato più rapidamente, ricordiamo che risale a ben più di 10 anni fa il primo incontro del gruppo di lavoro.  Nella parte relativa all’«Oggetto delle norme», lo stesso legislatore dichiara che lo scopo è una rielaborazione organica della precedente normativa relativa a personale, esercizio, verifiche, prove funzionali, prove periodiche, manutenzione e modifiche tecniche. Le novità che il decreto esercizio apporta alle apparecchiature elettriche sono minime, al più possiamo sostenere che qualche aspetto del decreto influenzerà la progettazione delle apparecchiature. Sicuramente il decreto non preclude lo sviluppo e la miglioria delle apparecchiature elettriche.Prima della pubblicazione di questa norma, riflettendo su quali sarebbero stati i contenuti di una disciplina moderna circa l’esercizio degli impianti, avevo  pensato che sarebbero stati affrontati gli aspetti migliorabili del settore. Considerato che fortunatamente il trasporto a fune conta un numero limitato di incidenti, mi sarei aspettato venisse data rilevanza alla qualità del servizio offerto al passeggero trasportato. Mi immaginavo venissero trattati aspetti quali la continuità di esercizio, l’informazione agli utenti e la semplificazione delle operazioni ricorrenti del personale.

Relativamente alla continuità d’esercizio, mi sarei aspettato di trovare nel decreto qualche indicazione e prescrizione in merito a:
autodiagnostica dei componenti;
predisposizione sul supervisore  di un sistema informativo di aiuto al personale per comprendere e risolvere i problemi che provocano l’arresto dell’impianto. In passato i costruttori hanno lavorato bene e spontaneamente per sviluppare questo aspetto, ma secondo la propria sensibilità e con risultati disomogenei.
Partendo dal dato di fatto che gli impianti sono sempre in evoluzione, sempre simili tra loro, ma sicuramente sempre diversi, mi sarei aspettato di trovare indicazioni circa la formazione del personale addetto all’impianto, con addestramento da parte del costruttore e la previsione di corsi specifici periodici. Preso atto che l’utenza degli impianti è ormai in gran parte proveniente dall’estero, non sarebbe stato fuori luogo prescrivere un sistema automatico di avvisi in più lingue di cui l’impianto deve essere fornito. In considerazione che gran parte delle operazioni svolte sugli impianti sono ricorrenti, sarebbe stata forse una buona idea prevedere l’obbligo di rendere automatiche o semplificare certe operazioni, e forse si poteva pensare abbozzare un discorso relativo alle prove automatiche, e dunque introdurre la possibilità che il sistema possa autocontrollarsi.  Sarebbe stato interessante trovare indicazioni su scadenziari automatici che appaiono sul supervisore e che avvisano l’operatore della necessità di manutenzione sulla base delle ore di funzionamento. Questi aspetti non sono stati contemplati da Decreto Esercizio

Novità che il Decreto introduce e che fanno da stimolo a uno sviluppo diverso dall’ordinario  delle apparecchiature elettriche:

Capitolo 3 - Modalità di esercizio -
Servizio  in condizioni eccezionali
Il decreto, prevede in condizioni eccezionali, la possibilità di modificare temporaneamente la velocità penalizzata conseguente a esclusioni dei dispositivi di sorveglianza, quando ricorra l’esigenza di risolvere situazioni di emergenza, di ordine pubblico, di necessità di svuotamento di comprensori, di trasporti intervallivi o incendi nei pressi della linea. In questo caso le misure di compensazione da attuare è previsto siano individuate a cura del caposervizio in accordo col tecnico responsabile.
Capitolo 3 - Modalità di esercizio - Esercizio con parti di impianto
non presidiate
È prevista la possibilità di non presidiare con personale alcune parti dell’impianto.
È vero che in commissione FAT è da più di 20 anni che vengono autorizzati impianti bifune con una stazione non presidiata, ma oggi il decreto formalizza questa possibilità definendone anche i requisiti necessari:
> sorveglianza video delle zone significative dell’impianto (ad es. il passaggio dei veicoli sui sostegni, le zone dove sono ubicati organi in movimento, i contrappesi, le porte, le zone di afflusso e deflusso dei passeggeri);
> comunicazione bidirezionale con gli utenti;
> segnalazione e ripristino da remoto delle funzioni rilevanti dal punto di vista della sicurezza dell’esercizio;
> rapidità nel raggiungimento delle parti d’impianto non presidiate per accertare anomalie e inconvenienti.

Potenzialmente si apre uno spiraglio a monofuni e sciovie. Già oggi vari paesi europei prevedono che le stazioni di monte delle sciovie, a fronte di caratteristiche geometriche ben precise, possano essere non presidiate.

Capitolo 3 - Modalità di esercizio -
Presidio delle stazioni e dei veicoli
Il Decreto introduce la possibilità di non presidiare con l’agente i veicoli di bifune con capacità fino a 35 persone
Perché ciò sia ammesso, devono essere soddisfatte le condizioni per l’esercizio con parti di impianto non presidiate, dunque
> sorveglianza video;
> comunicazione bidirezionale con gli utenti;
> segnalazione e ripristino da remoto delle funzioni rilevanti;
> veicoli rapidamente raggiungibili e accessibili.
In aggiunta a questo sono previste grossomodo le stesse condizioni che prescrivevano le PTS del 1969 delle bifuni per omettere l’agente su veicoli fino a 15 persone: dazio doppio canale, rallentamento automatico in ingresso stazione, punto fisso e uomo morto, oppure apparecchiature certificate, comando del freno sulla portante inibito da cabina o non presente, velocità limitata nel passaggio sui sostegni, anemometri sui sostegni.

Capitolo 3 - Modalità di esercizio - Esercizio automatico
Il decreto prevede la possibilità di funzionamento dell’impianto senza la presenza sul posto del macchinista e degli agenti, e dunque una sorta di funzionamento automatico, delegando le funzioni di comando, regolazione e controllo a dispositivi elettronici.
È prevista comunque la vigilanza a personale situato altrove che immediatamente deve recepire segnali di anomalia. È ammissibile solo solo su impianti che effettuano fermate nelle stazioni. Anche in questo caso è prevista la comunicazione bidirezionale con gli utenti. Nel caso in cui il personale dovesse intervenire, deve essere reperibile entro 30 minuti, dunque rapidità nel raggiungere i luoghi significativi.
Da notare che l’esercizio automatico è previsto solo in condizioni di meteo stabili e favorevoli.
Come constatazione generale, dal decreto traspare una fiducia più decisa rispetto al passato nei confronti dell’elettronica di supervisione e controllo, e un certo grado di sicurezza circa l’affidabilità della macchina così come oggi progettata e controllata. Come conseguenza di ciò, il legislatore ha aperto spiragli per alleggerire la sorveglianza permanente e continua da parte dell’operatore, a favore di un controllo episodico, come nel caso del funzionamento automatico o da postazioni delocalizzate.

Capitolo 8 – Regolazioni, riparazioni e sostituzioni
che non costituiscono
variante costruttiva
Tele-assistenza
Viene formalizzato ciò che già avviene su alcuni impianti, ossia la tele-assistenza da parte del costruttore delle parti elettriche, che da remoto può accedere al sistema di supervisione dell’impianto. Vengono stabiliti dei vincoli: la tele-assistenza deve avvenire sotto la supervisione del caposervizio e del tecnico responsabile, che abilitano l’accesso esterno del costruttore con chiave hardware. La connessione da remoto è prevista solo per il tempo necessario per la modifica di parametri e la connessione deve essere sicura da influenze esterne, nel senso che deve garantire la protezione dei dati trasmessi e di quelli già presenti sulla macchina.
Oltre a quelle illustrate, non sono riuscito a trovare nel decreto altre novità che possano essere stimolo di modifica o miglioramento delle apparecchiature elettriche.
Credo che un nuovo e diverso sviluppo, rispetto allo stato dell’arte attuale, che certamente ha raggiunto un certo grado di maturità, possa avvenire non tanto per obbligo normativo, ma a seguito di richieste da parte dell’utenza (ad es. per ottimizzare la gestione delle risorse, ossia le ore/uomo da dedicare agli impianti per le operazioni fuori esercizio).
Un’altra importante spinta credo che potrà essere data dalle azioni di marketing dei costruttori, che in un contesto di sana concorrenza saranno stimolati a fornire al cliente sempre più nuove e accattivanti funzionalità.
Alcune rilevanti novità non prettamente elettriche introdotte dal decreto esercizio.

Capitolo 3 - Modalità di esercizio
– Trasporto dei bambini sulle seggiovie
Viene ribaltato l’approccio precedentemente adottato, ora basta l’altezza maggiore di 1,25 per viaggiare soli. Nel caso gli utenti siano più bassi, è necessario abbiano più di 8 anni.
Viene introdotta la figura del “responsabile” e degli “accompagnatori”.
I responsabili sono i genitori, i parenti, oppure le persone a cui i bambini sono affidati anche in via informale (maestri, amici). Questi hanno dei precisi compiti:
> valutare se i bambini sono in grado di utilizzare la seggiovia, informarli sulle regole di utilizzo e il comportamento da tenere anche in caso di arresto dell’impianto;
> in caso accudiscano un gruppo di bambini, devono affidarli a degli accompagnatori che accettino questo ruolo.
L’accompagnatore  deve aiutare il bambino a movimentare la barra di chiusura all’imbarco e allo sbarco.
Infine gli agenti devono verificare la presenza dell’accompagnatore e sorvegliare le operazioni di imbarco e sbarco, con riferimento alla chiusura e apertura della barra.

Capitolo 6 – Manutenzione, ispezioni
e controlli in esercizio –
Manutenzione degli impianti
Il costruttore deve fornire il MUM delle apparecchiature meccaniche ed elettriche, e deve consegnare il piano dei controlli per le revisioni speciali e generali, e fin qui nulla cambia rispetto al passato.
La novità che il decreto introduce ora, è che in futuro vi sarà una tabella di sintesi delle operazioni di manutenzione, con la periodicità che il costruttore prevede per le ispezioni  e i controlli in esercizio. Relativamente a quest’ultimo punto, è previsto che vengano fornite delle liste di controllo con valori nominali e tolleranze ammesse, nonché gli intervalli di sostituzione dei componenti.
Molti dei tecnici responsabili in passato lamentavano la difficoltà nella lettura dei MUM dei nuovi impianti CE, che risultavano molto articolati e dispersivi quando si cercava la manutenzione che doveva essere effettuata, dato che le indicazioni erano distribuite nei singoli capitoli riguardanti i vari componenti dell’impianto. Probabilmente ora questo problema viene superato.

Capitolo 4 – Documento per l’esercizio
- Registro di controllo e manutenzione

Il decreto esercizio formalizza l’esistenza di un registro di controllo e manutenzione e ne disciplina la redazione. Lo schema di registro è previsto sia redatto dal tecnico responsabile e si basa sulla documentazione fornita dal costruttore. Per ogni componente ed eventualmente per le sue singole parti, il registro riporta il tipo, la frequenza, il metodo di controllo e manutenzione, il rimando al MUM e lo spazio per la registrazione  della data di intervento e del nome del manutentore che la ha effettuata.  ANITIF e costruttori stanno lavorando congiuntamente per elaborare questo documento e stanno sviluppando una versione digitale del Registro. In questo modo si potrà formalizzare in maniera ordinata, quello che già oggi viene fatto normalmente nel corso delle manutenzioni, avendo però il valore aggiunto, non trascurabile, di poter disporre di dati in forma aggregata gestibile e comodamente analizzabile. Viene richiesto un grande impegno al costruttore e ai tecnici responsabili, ma era questo uno degli aspetti ancora non disciplinato e gestito in maniera autonoma e  disomogenea dalle varie società.  Ora viene messo ordine anche su questo aspetto.

Capitolo 8 – Regolazioni, riparazioni
e sostituzioni che non costituiscono variante costruttiva
Regolazione/interventi provvisori
Viene introdotta la possibilità di effettuare a cura del capo servizio, sentito il tecnico responsabile, degli interventi di regolazione e modifica provvisoria su tarature di organi di sorveglianza, allo scopo di concludere l’esercizio giornaliero. La procedura prevista è agile, nel senso che è sufficiente annotare le variazioni effettuate sul libro giornale e non è necessario interessare l’autorità di sorveglianza.  La necessità di poter effettuare modifiche temporanee era stato manifestato in passato dai tecnici responsabili trentini, ora il decreto raccoglie e risolve questa esigenza.

È auspicabile che ciascuno legga con spirito critico e costruttivo questo documento, dato che ne è prevista la riedizione nel 2020. Si apre l’opportunità di dare suggerimenti al futuro gruppo di lavoro per migliorare questa prima edizione della norma. Il S.I.F. di Trento reputa che per garantire un esercizio più sicuro e regolare degli impianti, è fondamentale che ogni nuova realizzazione sia dotata di circuito di sicurezza selettivo e che tutti gli impianti aerei siano dotati di telecamere che permettano di poter vedere completamente la linea dalla stazione motrice. In quest’ottica il Servizio Impianti a Fune di Trento cercherà di dare il proprio contributo alla futura stesura del 2020.

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Created: Mercoledì, 15 Giugno 2016 12:38
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Category: Portfolio
Tags: Fiere Convegni

LEITNER-PRINOTH-DEMACLENKO

Il tris d’assi che vince insieme sul tavolo della montagna bianca

La partecipazione al Mountain Planet di Grenoble è stata quest’anno particolarmente interessante per il Gruppo Leitner che ha presentato le sue novità produttive e i suoi progetti operativi ad un pubblico di molte nazionalità durante una fiera in controtendenza rispetto alle ultime edizioni, caratterizzata da una buona affluenza anche di clienti ed estimatore italiani. Nel grande stand del Salone di Alpexpo gli staff tecnici e commerciali di Leitner ropeways, Prinoth e Demaclenko hanno potuto contattare presenze provenienti non solo dalle classiche regioni italiane che confinano con la Francia, ma anche parecchie presenze dalle regioni orientali (Trentino Alto Adige, Friuli) e  anche da quelle del Centro e Sud Italia. Durante le giornate del Salone, il seminario dell’OITAF sul tema «Opportunitá e limiti delle tecnologie moderne nei controlli di funivie» svoltosi il 14 aprile ha sicuramente contribuito ad attrarre gli operatori del settore alla conclusione di una stagione invernale non priva di difficoltà. Nello stand Leitner particolare interesse e ammirazione ha destato la nuova cabina Symphony disegnata da Pininfarina e realizzata specificatamente per il grande impianto 3S che Leitner ropeways realizzerà entro la stagione invernale 2018/19 a Zermatt dotandolo naturalmente della tecnologia di azionamento DirectDrive che proprio quest’anno celebra i 15 anni del suo straordinario successo. Con 25 cabine Symphony in linea, il nuovo impianto 3S  avrà una capacità di traspoto di 2000 persone/ora e sarà «il più alto del mondo», in grado di trasportare in 9 minuti i passeggeri dal Trockener Steg fino al Matterhorn Glacier Paradise (Piccolo Cervino), a quasi 4.000 metri di altezza, collegando il versante svizzero con quello italiano. Per questo gioiello ingegneristico è già pronto quel gioiello di cabina che si chiama Symphony, concentrato di funzionalità e e bellezza firmato Pininfarina, leggendario designer di Ferrari e Maserati. Design e comfort delle cabine creano un legame ideale con il mondo dell'auto, dove l'alta tecnologia si fonde con l'estetica e la funzionalità.
Prinoth ha messo in vetrina la sua «flotta pulita» di battipista ispirata alla filosofia produttiva Clean Motion che punta ad abbattere emissioni, risparmiare energia, tutelare l’ambiente. La nuova generazione di «gatti» Prinoth è composta dai modelli New Husky, New Bison / New Bison X e Leitwolf, tutti conformi alla rigida normativa sui gas di scarico «Stage IV/Tier 4 final» che definisce nuovi standard nell’ambito della preparazione pulita delle piste. Tra le più apprezzate novità presentate a Mountain Planet la nuova cabina trasporto passeggeri del New Husky ha stabilito nuovi criteri in fatto di design e comfort. Nel consueto elegante design Pininfarina essa è in grado di trasportare fino ad un massimo di nove passeggeri, ovunque vogliano andare, in condizioni di sicurezza e comfort assoluti offrendo un panorama bellissimo. Spiana così la strada a nuove e svariate possibilità d'impiego del New Husky. Prinoth è famosa per il suo gradevole design. La lussuosa cabina trasporto passeggeri della nostra flotta di battipista, in linea con il dinamico design Pininfarina, offre ai passeggeri un'esperienza di viaggioineguagliabile all'insegna della comodità e del lusso. L'estetica della cabina nel suo complesso, in perfetta sintonia con il resto del veicolo, costituisce un insieme armonico.
Demaclenko per il 2016 presenta il nuovo Titan Silent che ha seguito il percorso di upgrade del Titan 2.0, riuscendo così a raggiungerlo nella capacità di produrre neve. Il fulcro dell’evoluzione del prodotto sta nella nuova soffiante, dotata di una ventola interamente progettata in casa: per implementarla è stata portata avanti un’analisi fluidodinamica che ha reso possibile lo sviluppo di un nuovo profilo alare in alluminio alloggiato su mosso in pressofusione sempre progettato in casa capace di garantire una notevole affidabilità anche nelle condizioni estreme. Questo significa in fatti concreti che la macchina è in grado di produrre una maggiore quantità di neve rispetto al modello precedente. Il generatore viene anche dotato di una corona con nuovi ugelli già sperimetati con successo nel Titan 2.0. Titan Silent era già conosciuto nel settore come un generatore a basso impatto acustico. Ora, con l’introduzione delle alette di estremità (le cosiddette «winglet», soluzione ampiamente utilizzata in campo aeronautico) la macchina è diventata ancora più silenziosa e dunque un valido alleato per chi progetta impianti in prossimità di zone abitate o ad alta frequentazione turistica, dove una dellepriorità è mantenere un amiente quieto e piacevole, immerso nella natura alpina
www.leitner-ropeways.com
www.prinoth.com
www.demaclenko.com


LISKI


Reti e pali per il Grande Sci, un drone per le valanghe

Chiuso l’inverno 2015/16 che è stato «orfano» dei grandi appuntamenti agonistici con le medaglie, ci si avvicina velocemente alle prossime stagioni che invece vedranno protagonisti in successione, oltre alla Coppa del Mondo, i Campionati Mondiali di St. Moritz del  2017 e le Olimpiadi invernali di Pyeongchang del 2018. A St. Moritz  le reti di protezione, delimitazione e transenne «Limit» saranno presenti grazie ai pacchetti forniti alla SwissSki. E non da meno mancherà l’impegno per le Olimpiadi invernali di Pyeongchang 2018. Anche per questi  Giochi, Liski ha già fornito svariati kilometri di rete di protezione A e B, dando seguito alla striscia di forniture olimpiche, dopo Torino 2006, Vancouver 2010 e Sochi 2014. Il Comitato coreano si è congratulato con Liski per la professionalità e il tempismo dimostrato nella fornitura dei suoi materiali; la stessa serietà con cui l’azienda bergamasca da decine di anni fornisce i propri Pacchetti Affitto per la messa in sicurezza delle gare di Coppa del Mondo ed Europa Cup del circuito FIS. Continua, infatti, anche la pluriennale partnership con la Federazione Internazionale dello Sci, che in questa stagione ha commissionato a Liski la fornitura di notevoli pacchetti; inoltre la cooperazione si è ulteriormente consolidata, grazie all’inserimento dell’azienda bergamasca nella lista dei Fornitori Preferenziali FIS, fortemente voluta dalla Federazione stessa per garantire partner di fiducia ai Comitati Organizzatori di grandi eventi a livello mondiale. L’ottima stagione appena conclusa ha visto aumentare in maniera esponenziale le vendite dei puntali da slalom Rapid. Ed anche le importanti forniture di Liski ai Giochi Olimpici Giovanili di Lillehammer, ai Campionati Mondiali Junores di sci alpino di Sochi e alla prestigiosa competizione MarciaGranParadiso hanno confermato il livello di affidabilità raggiunto nel rapporto di committenza con gli organizzatori dei grandi eventi agonistici. Anche la fiera di Grenoble si è rivelata di grande interesse per Liski, che ha riscosso successo e diverse richieste sia sul fronte del mercato «ski area» che su quello «sci club e scuole sci». Sul fronte sicurezza si è siglata una importante partnership tra Liski e la Società ATM. Dopo tre anni di studi, progettazione e un’intensa sperimentazione con la preziosa collaborazione di Cervino SpA, ATM Srl ha presentato nei mesi di aprile e maggio, il nuovo sistema brevettato «Sniper» per bonifica e disgaggio valanghe. Il sistema prevede l’utilizzo combinato di «Sniper», aeromobile a pilotaggio remoto (drone) e SNP, esplosivo di ultima generazione studiato per le esigenze di settore. I vantaggi, come riscontrato dai professionisti del comparto neve nelle giornate di presentazione, sono molteplici: intervento immediato, possibilità di detenzione esplosivo, precisione nel disgaggio grazie al GPS integrato ed estrema sicurezza per il personale addetto. Liski è il distributore ufficiale autorizzato; le prime macchine verranno consegnate da ottobre 2016.
www.dronesniper.it www.liski.it

GEOPLAST

Geoski, la plastica per sciare tutto l’anno

Anche quest'anno Geoplast S.p.A.,  gruppo industriale leader nella fornitura di soluzioni in plastica per il settore dell’edilizia e dell’acqua, con oltre 40 anni di esperienza nell'ambito delle materie plastiche,  ha partecipato con soddisfazione sia a Prowinter che a Mountain Planet, entrambe ottime occasioni d'incontro con clienti potenziali o già acquisiti, sia italiani che stranieri.  Oltre che un'interessante vetrina per far conoscere l'azienda ai principali operatori del settore, le due fiere si sono rivelate più che positive dal punto di vista dei contatti raccolti, sia in termini di quantità che di qualità. Durante Prowinter sono emerse varie occasioni di noleggio, principalmente per il mercato italiano, mentre a Mountain Planet si sono presentati clienti molto concreti, con diversi progetti in corso sia in territori europei che extraeuropei, ed interessati all'acquisto di metrature anche considerevoli. Per Geoplast si è trattato della prima esperienza a Grenoble, e della seconda presenza (dopo Interalpin 2015) ad una fiera internazionale del settore montagna, e i riscontri sono stati molto buoni.  Il prodotto di punta Geoplast per entrambe le Fiere è stato Geoski, superficie sintetica per sciare tutto l'anno, ma anche per divertirsi con Tubing e Jump. Ed ora, grazie alla partnership con un'importante azienda del settore leisure, Geoplast è in grado di offrire un «pacchetto completo» per il Tubing, affiancando alla fornitura della pavimentazione quella della struttura e dei ciambelloni. Geoski è dunque sempre più slegato dal concetto di stagionalità, e tale caratteristica rende necessario ragionare sull'andamento commerciale in termini di annata e non di stagione invernale, come per la maggior parte degli operatori del settore. Il 2015 è stato un anno molto interessante per Geoplast, che ha visto l'azienda proseguire nel percorso di sviluppo e consolidamento del proprio mercato - sia in Italia che all'estero - già iniziato nel 2014. Sono state implementate diverse strutture per il Tubing e piste d'allenamento per scuole sci o sci club. Sono poi andate consolidandosi alcune importanti collaborazioni, oltre che con il già citato partner legato al mondo del divertimento, anche con strutturati Enti regionali di promozione sportiva e con un noto Gruppo industriale del mondo neve leader a livello internazionale. Sodalizi che Geoplast conta di sviluppare ed intensificare ulteriormente nel 2016, che già si presenta positivo dal punto di vista delle aspettative di mercato: si prevede infatti la realizzazione di alcune piste nell'Est Europa e nel continente americano. Sempre dinamica e in costante evoluzione, l'azienda continuerà poi a curare con particolare attenzione tutte le attività di marketing e comunicazione, in modo da rafforzare ulteriormente la conoscenza del marchio a livello internazionale.
www.geoplastsport.it

KAESSBOHRER

Pisten Bully & SNOWsat «insegnati» da PROAcademy

Il leader mondiale nel settore dei battipista per sci alpino e di fondo ha presentato al salone Mountain Planet di Grenoble, dal 13 al 15 aprile 2016, una gamma di prodotti che soddisfa le più diverse esigenze: accanto al nuovissimo PistenBully 100 4F, a Grenoble è stato possibile ammirare anche il PistenBully 400 ParkPro 4F, il PistenBully 600 E+, il PistenBully 600 W Polar SCR e un PistenBully Select. Presso lo stand A1, corridoio A, erano naturalmente presenti anche la nuova PRO Academy e SNOWsat. Con PROAcademy PistenBully offre un nuovissimo concetto didattico, con corsi di addestramento e di formazione aperti a tutti. Il responsabile della PROAcademy è Florian Profanter che da tempo fornisce consulenza ai comprensori sciistici per un uso redditizio e sostenibile della neve e propone, con la novità PROAcademy, diversi moduli (tra l'altro multimarca) per una gestione intelligente delle risorse. Intanto SNOWsat, il sistema elettronico satellitare di gestione delle flotte battipista e di valutazione del manto nevoso, cavalca l'onda del successo in tutto il mondo. Questo risultato non è un miracolo, visto che SNOWsat garantisce fatturati più alti a fronte di costi più bassi ed è, per di più, amico dell'ambiente. Dall'Europa agli Stati Uniti, alla Nuova Zelanda, il sistema di gestione delle piste e della flotta di PistenBully registra un successo straordinario ovunque venga utilizzato. SNOWsat ha ormai conquistato la posizione di leader del mercato tra i sistemi di gestione delle piste e della flotta e può guardare indietro a una stagione di grande successo in tutto il mondo. Con installazioni, ad esempio in Nuova Zelanda, SNOWsat dimostrerà anche nell'emisfero meridionale, nella prossima stagione invernale, i suoi convincenti benefici per la natura ed il portafoglio. La versione SNOWsat più recente, la gestione della flotta, è destinata a tutti i tipi di veicoli in servizio nel comprensorio sciistico, dal battipista alla motoslitta o alla ruspa. In tal modo, qualsiasi applicazione può essere completamente progettata e documentata. Una eccellente accoglienza sul mercato si è riscontrata anche per  l’ultimo nato nella famiglia Pisten Bully, il modello di battipista «100 4F», strumento professionale quantomai eclettico. Il PistenBully 100 4F è un veicolo pionieristico per concezione e logica di comando, che si fa apprezzare per l'intuitività d'uso. Traendo spunto da numerosi workshop con clienti di tutto il mondo, sono state apportate numerose modifiche e sono state sviluppate soluzioni completamente nuove e brevettate. A fare di questo «multitalento» il battipista più potente della categoria non è soltanto il motore. Il fatto che sia già«ready for Tier 5» sottolinea una volta di più l'orientamento avveniristico di Kässbohrer Geländefahrzeug AG. Nel PistenBully 400 ParkPro 4F era a disposizione degli interessati una animazione 3D e un video a 360 ° sulla costruzione di uno snowpark, mentre allo stand Kässbohrer una donna serpente molto sinuosa sottolineava le prestazioni flessibili e speciali di questo particolare veicolo.  Con il salone Mountan Planet si chiude una stagione invernale non facile per il comparto. Tuttavia - le molte conversazioni interessati con i clienti circa i progetti futuri, lasciano guardare fiduciosi al prossimo inverno 2016/17.
www.pistenbully.it
 
BMF

Bartholet Ropeways in crescita tra le città e le montagne

L’edizione 2016 di Mountain Planet ha offerto a Bartholet Ropeways l’opportunità di presentare al pubblico una novità  assoluta a livello mondiale: proprio all’azienda svizzera si deve, infatti, la realizzazione della prima funivia integrata nella rete di trasporto pubblico in territorio francese. La cittadina francese di Brest, situata all’estremità occidentale della Bretagna, è tagliata in due dal fiume Penfeld; ora una speciale funivia di tipo «va e vieni» andrà a collegare le due sponde del fiume, colmando così il vuoto fino ad oggi esistente nella rete di trasporto urbano. Il principio di funzionamento sul quale si basa la tecnologia sviluppata e brevettata da Bartholet prevede che, anziché incrociarsi l’una accanto all’altra, le cabine della funivia (ciascuna della capienza di 60 passeggeri) passeranno l’una sopra l’altra potendo così realizzare un unico punto di accesso alle cabine per ciascuna stazione. Un accorgimento che garantirà notevoli risparmi tanto a livello di dimensionamento delle stazioni quanto di costi per la loro realizzazione. La funivia «va e vieni», il cui esercizio può avvenire anche in modalità completamente automatica, è integrata nella rete gestita dall’impresa di trasporto pubblico SEM du Tram. È stato proprio in occasione della fiera Mountain Planet di quest’anno che la nuova cabina della funivia di Brest è stata «svelata» e presentata per la prima volta al grande pubblico alla presenza del vice-presidente di Brest, Alain Masson, e di Eric Rhinn, presidente di Avant-Première Design. Una delle principali novità presentate nel corso della fiera, la cabina, non è stata, tuttavia, che una delle numerose ragioni per cui Bartholet Ropeways può guardare all’edizione del Mountain Planet di quest’anno con grande soddisfazione: lo stand è stato oggetto di grande interesse da parte del pubblico e il riscontro ottenuto da parte dei visitatori è stato oltremodo positivo. Ma ad attrarre e suscitare l’interesse dei visitatori sono stati anche l’ormai ben collaudata cabina panoramica e il sedile per seggiovia a 6 posti, connubio di stile e comfort, nato dalla collaborazione con il Porsche Design Studio. Secondo Franco Balada, responsabile vendite Italia, le fiere di primavera rappresentano un’eccellente occasione per «tastare il polso del mercato» e confrontarsi tanto con la clientela quanto con la concorrenza. Accanto alla funivia urbana di Brest, sono anche altri i progetti in ambito urbano con cui Bartholet Ropeways si potrà misurare nel prossimo futuro. Tra di essi spicca il progetto Téléporté Mixte 4/8 per la città di Mosca. La funivia urbana trasporterà i passeggeri dallo stadio olimpico alla Collina dei Passeri, il punto più alto della città, attraversando la Moscova. Inoltre, Bartholet Ropeways sta attualmente lavorando alla costruzione di una cabinovia sull’isola di Kish, una delle principali mete turistiche dell’Iran. L’impianto, che correrà lungo una spiaggia, avrà il proprio capolinea direttamente all’interno di un grande centro commerciale. Per Bartholet Ropeways, le prospettive di mercato rimangono estremamente positive, anche nel segmento del turismo invernale. «Alla crescita delle nostre quote di mercato si accompagna una crescita anche nel settore degli impianti a fune per sport invernali», dice Roland Bartholet, presidente del consiglio di amministrazione. Un bilancio positivo che Bartholet Ropeways è riuscita a conseguire senza dubbio grazie  alla stabilità della sua struttura dirigenziale e, naturalmente, alla costante espansione di singoli settori come quello dell’engineering, della progettazione e della gestione dei progetti. Inoltre, nel corso degli anni, Bartholet Ropeways ha considerevolmente ampliato  la superficie dedicata alle attività produttive e operato regolarmente investimenti nelle infrastrutture.
www.bmf-ag.ch
MND GROUP

Risposte d’avanguardia a 360° gradi per tutte le esigenze delle skiarea

Anche quest’anno il gruppo francese MND, ha preso parte al salone Mountain Planet svoltosi a Grenoble, lo scorso mese di aprile. La manifestazione, oramai riconosciuta a livello internazionale, ha catalizzato l’attenzione e la partecipazione degli addetti ai lavori, giunti da ogni parte del mondo. MND Group ha così accolto, presso i propri spazi, delegazioni provenienti dalla Russia, dal Kazakistan, dal Kirghizistan, dal Giappone, dalla Cina, dall’Iran, dall’India, mercati emergenti che trovano in MND Group un valido partner. Si è registrata però anche un ottima presenza di clienti francesi, italiani e spagnoli e da oltreoceano di canadesi, statunitensi e cileni, con i quali il gruppo può vantare un rapporto di fiducia di lunga data. La suddivisione tematica dello stand, in zone allestite con i prodotti di punta di ogni business unit (LST con gli impianti di risalita, Sufag con gli innevatori, Techfun con i materiali ludici, TAS con i sistemi di distacco e controllo preventivo delle valanghe, MBS con i prodotti per la sicurezza in pista) ha dato modo ai visitatori di percepire quella che è la filosofia di MND Group, ossia proporre soluzioni innovative che possano soddisfare a 360° gradi le svariate necessità degli operatori montani.
Come da pronostico, notevole interesse e curiosità sono state registrate dalla seggiovia ad ammorsamento automatico di nuova generazione, presentata da LST. Nello stand infatti era possibile provare la seggiola a sei posti dal design originale e visionare la nuova morsa che assieme ai nastri trasportatori al posto dei pneumatici, definiscono la particolarità di questo nuovo sistema. Un filmato ne illustrava inoltre la meccanica ed il funzionamento.  Nel corso dell’evento è stata annunciata la firma del contratto di vendita del primo esemplare di ammorsamento automatico: LST fornirà, alla celebre località sciistica di La Plagne (appartenente alla Compagnie des Alpes, gestore di 11 tra le più grandi stazioni francesi), una seggiovia a 6 posti di nuova generazione che andrà a sostituire una ormai obsoleta quadriposto Poma. LST installerà il nuovo impianto durante la prossima estate, in previsione di una messa in servizio prima dell’avvio della stagione invernale. L’accordo riguarda la fornitura di tutte le attrezzature, mentre la società degli impianti realizzerà direttamente le opere civili ed il montaggio, con l’assistenza dei tecnici di LST. In termini di presenze, grazie ai circa 2.500.000 sciatori l’anno, la Plagne risulta essere la prima località sciistica mondiale, dunque un’ottima vetrina per questa nuova generazione di impianti.
Con quasi 400 km di piste, la sfida tecnica per permettere ai tanti frequentatori di La Plagne di sciare nelle condizioni migliori era particolarmente impegnativa. Questa nuova seggiovia consente una migliore gestione del flusso degli sciatori e soddisfa le esigenze di sicurezza e di comfort espresse dal cliente. Una delle peculiarità più importanti di questi impianti ad ammorsamento automatico, riguarda la tecnologia innovativa applicata alla movimentazione delle morse nelle stazioni, il cui moto non viene preso dalla fune, ma da appositi motori controllati da inverter, migliorando in misura significativa le performance dell’impianto, riducendo del 15% i costi di gestione e dimezzando quelli di manutenzione. Il design delle stazioni di partenza e di arrivo e l’ergonomia delle seggiole, sono stati progettati in collaborazione con i gestori di alcune stazioni sciistiche, in modo da soddisfare le richieste di evoluzione, volte a minimizzare l’impatto degli impianti sull’ambiente e a migliorare la sicurezza ed il comfort dei passeggeri.

Sufag ha colto invece l’occasione della fiera per presentare la nuova versione V.7, del software GSSystem che integra un funzionamento multi-schermo, una vista complessiva della sala macchine, un funzionamento client-server, con invio giornaliero dei rapporti di gestione per mail.  In questa specifica versione è stato ulteriormente sviluppato il modulo legato agli obiettivi di produzione ottimale di neve, in modo da riuscire a concentrarla dove necessario, evitando sprechi di acqua o il più rischio di non terminare l’innevamento di una specifica pista, a causa del variare repentino delle temperature. Questo software è l’unico che riesca ad integrare e a gestire la maggior parte degli innevatori esistenti sul mercato. Un vero «direttore d’orchestra» tra generatori di neve, stazioni di pompaggio, compressori, sonde meteo ed anemometri, controllabile a distanza con i più moderni sistemi multimediali, così che in caso di necessità anche i tecnici specializzati possano intervenire rapidamente.
L’utilità e la semplicità d’utilizzo, sono le caratteristiche di punta racchiuse in questo aggiornamento.

Grande afflusso di visitatori anche all’interno dello spazio riservato ai prodotti Techfun, dove il nuovo Funcoaster, la slitta che viaggia su monorotaia e le zipline l’han fatta da padrona.Sempre più stazioni infatti, ma anche alberghi, centri turistici e sportivi, indirizzano la loro attenzione su questi prodotti che identificano una valida alternativa di divertimento da offrire alla clientela. La gestione di queste attività ricreative e sportive adrenaliniche rappresenta, una proposta innovativa ed un potenziamento dell’offerta locale, con un conseguente aumento del flusso turistico.
Della stagione appena conclusa invece, è l’installazione della piattaforma panoramica presso la stazione sciistica di Val Cenis (Francia). Per enfatizzare un punto panoramico di notevole rilievo, Techfun è in grado di realizzare strutture metalliche a sbalzo di varie dimensioni e forme, dando modo agli utenti di raggiungere con facilità ed in tutta sicurezza anche le posizioni più impervie.

Da parte loro, TAS e MBS hanno confermato l’impegno profuso in materia di sicurezza dei comprensori sciistici. La prima conosciuta in tutto il mondo per le tecnologie Gazex®, DaisyBell® e OBell’x®, legate alla bonifica dei pendii a rischio valanghe, esponeva la revisione del software Gazex Manager per la gestione degli impianti di distacco. Disponibile con l’inizio della prossima stagione, oltre a nuove funzioni, è dotato di una grafica molto più intuitiva ed immediata rispetto al precedente.Convinta che le previsioni siano un valido supporto nell’utilizzo puntuale dei propri sistemi, TAS ha dedicato una spazio anche alle stazioni meteo complete che permettono l’acquisizione di dati in maniera semplice, senza sorveglianza e a lungo termine. Altamente personalizzabili, compatte e realizzate con materiali robusti, gestiscono una vasta gamma di sensori, idonei all’utilizzo in condizioni climatiche proibitive.La palina da neve elettronica NivexcTM invece entra in funzione nel momento del distacco di una valanga, monitorandola elettronicamente in tempo reale. Valido supporto quindi nella previsione e gestione del rischio.
www.mnd-group.com
SKIDATA

Il divertimento comincia con la facilità degli accessi

Skidata, l’azienda austriaca specializzata nel settore della gestione controllo accessi presente in Italia da 25 anni, ha partecipato sia a Prowinter che a Mountain Planet per presentare le novità della sua vastissima gamma di prodotti. A Bolzano l’attività espositiva si è arricchita con un’iniziativa particolare, un sondaggio tra i visitatori per conoscere le abitudini e le tendenze dello sciatore italiano. I risultati hanno delineato tra le altre cose il profilo di persone che alla stazione invernale non chiedono soltanto di poter sciare ma di poter svolgere anche attività alternative allo sci e, soprattutto, di avere comodità e facilità agli accessi degli impianti. Guarda caso è «Il divertimento inizia con Skidata», lo slogan scelto dalla multinazionale austriaca di Grödig  fondata nel 1977 e sposato dalla filiale italiana che ha sede a Calderara di Reno (Bologna). E significa proprio questo: l’attenzione particolare agli amanti dello sci deve concretizzarsi con modalità di accesso agli impianti che siano una adeguata premessa, quasi un annuncio del piacere che lo sciatore ricaverà dalle successive discese. Vanno in questa direzione le due novità presentate al Mountain Planet di Grenoble da  James Toal in persona (nella foto), il cinquantunenne manager austriaco di padre americano che è il responsabile per l’Europa di tutte e tre le aree su cui si sviluppa la produzione Skidata (events, mountain, parking): il nuovo varco Flex Gate al top della tecnologia «easy» e la nuova cassa automatica «cross segment» Smart Cash che facilita l’acquisto degli skipass consentendo di pagarli senza passare più dalla cassa manuale con operatore dove le code sono sempre in agguato. Nel settore delle montagna bianca, uno dei tanti in cui l’azienda opera da quarant’anni con successo, Skidata ha da sempre contribuito a rendere unica l’esperienza dello sci a partire dal singolo impianto di risalita, da ogni tornello di ingresso con tecnologie smart, semplici e veloci. E non a caso la storia del Gruppo nato tra le montagne austriache del salisburghese è iniziata con l’invenzione del primo skipass a banda magnetica. Da oltre trent’anni Skidata è sinonimo di tecnologie d’avanguardia che mettono al primo posto intuitività, affidabilità e sicurezza negli accessi di sciatori, persone e sportivi di ogni disciplina. L’azienda fa parte di Kudelski Group, leader mondiale nel settore delle tecnologie per la trasmissione sicura dei dati. Nel 2014 ha fatturato 190 milioni di Euro ed ha raggiunto la soglia delle 10.000 installazioni in tutto il mondo in grado di gestire, in modo sicuro e veloce, accessi di veicoli e persone in comprensori sciistici, centri commerciali, grandi aeroporti, città, stadi, centri fieristici, parchi di divertimento e altro ancora. In tutto il mondo la multinazionale è famosa per i suoi sistemi di accesso intelligenti e innovativi.
www.skidata.it
CWA

Presente e futuro rosei per le cabine svizzere

L'esercizio finanziario 2015/2016 è stato assai positivo per CWA. L'azienda specializzata di Olten ha fatto registrare un ottimo successo di vendite a livello internazionale consegnando in tutto il mondo circa 1.500 unità tra cabine e veicoli, alcuni dei quali destinati a impianti in Italia. Anche per il 2016/2017 le prospettive sembrano promettenti. Nel 2015, per esempio, la funivia Molino - Le Buse a Falcade (61 Omega IV-8 SI) e la cabinovia Belvedere a Brunico (32 Conus 15) sono state attrezzate con cabine CWA. Quest'anno seguiranno le consegne a Canazei per l'impianto Pradel-Salei (80 Omega IV-8 SI) e a Klausberg Cadipietra (Omega IV-10 SI). Per questi due ordini le cabine sono state equipaggiate con il pratico Ski Rack Twistin, che permette un efficiente imbarco e sbarco e offre una comodità di seduta costante .  Le confortevoli e funzionali cabine CWA, con il loro design elegante, hanno impressionato i visitatori dell'enorme stand occupato dal gruppo Doppelmayr/Garaventa al Mountan Planet di Grenoble, dove il numero di visitatori e l'interesse suscitato sono stati in linea con le aspettative dell’azienda svizzera, specializzata nella costruzione di cabine per funivie, che nell’importante occasione ha presentato due diversi tipi di cabina: la Taris 3200, che offre un nuovo concetto di seduta, e l'Omega IV-10 SI D, con un nuovo facelift, destinata specificamente alla nuova generazione di funivie Doppelmayr, la D-Line. Il primo impianto dotato di questa tecnologia di avanguardia, la cabinovia Kirchenkar, è stato messo in funzione nel 2015 a Hochgurgl, in Austria. Tra gli aspetti più innovativi di questa cabina si segnalano l'elevato comfort dei passeggeri, la silenziosità e una manutenzione semplice che consente un notevole risparmio di tempo. Le prospettive di CWA per l'esercizio 2016/2017 sono molto promettenti. Il registro degli ordini conta commissioni da tutto il mondo, con progetti interessanti soprattutto per cabine e funicolari. Il prossimo appuntamento nel calendario delle fiere sarà l’Interalpin 2017 a Innsbruck, dove CWA presenterà ancora una volta il meglio della sua produzione.
www.cwa.ch
SPM

La sicurezza garantita sempre, dallo sci al motociclismo

Appena terminata la stagione invernale le aziende specializzate si «distendono» e si dedicano alle attività di reportistica, analisi e verifica  prima di «buttarsi» nuovamente verso la nuova intensa stagione. Ma in SPM non ci si ferma mai e, con la primavera, l'azienda varesina butta un occhio su un altro mercato «dell'alta velocità» dedicandosi alla protezione dei circuito moto. Dopo aver ottenuto la certificazione dalla FIM (Fédération International de Motocyclisme) sui materassi Air Pads e Energy Absorber Type A già nel 2006, SPM amplia la sua offerta con i materassi Type B e Type C: testati nel rigoroso centro CCR-FIM di Bureau hanno ora l'omologazione e l'approvazione da parte dalla Federazione. Approfonditi studi interni a SPM hanno dimostrato che gli impatti di motociclisti e sciatori sono molto simili e possono presentare le stesse problematiche: l'azienda varesina ha quindi deciso di portare l'esperienza acquisita sulla neve in un settore che può essere stagionalmente complementare. Ad oggi i risultati ottenuti sono stati più che soddisfacenti: i Centri Prove di Aprilia e Ducati e gli autodromi di Monza, Misano, Varano, Imola e Le Castellet si sono affidati ai materiali di protezione SPM. Sicurezza per gli atleti delle due ruote cosi come gli atleti sulle piste da sci: i materiali dell'azienda varesina saranno utilizzati per i Giochi Olimpici Invernali 2018 e i Mondiali 2017 (di cui SPM è fornitore ufficiale) eventi sempre più al centro dell'attenzione di appassionati e addetti ai lavori. A Pyeongchang, per le Olimpiadi, sono già stati consegnati 20 km di reti B, 8 km di reti C, 2 km di reti BC, oltre 1 km di airpads per l'area d'arrivo e la pista e, infine, 1200 pali per la tracciatura. Per St Moritz invece parliamo di ben 14,5 km di reti B, 15 km di reti C, una struttura A, 160 materassi air pads per la pista e l'area d'arrivo e tutti i pali per la tracciatura. Le recenti collaborazioni con più della metà dei comitati organizzatori delle gare di Coppa del Mondo di Sci Alpino 2015/16 hanno confermato l'eccellenza dei prodotti SPM e la solida esperienza maturata fianco a fianco dei clienti. «La nostra vicinanza con organizzazioni e clienti facilita l'incessante comunicazione riguardo novità, miglioramenti e ricerche sul campo - spiega Alessandro Galimberti, direttore commerciale di SPM - ecco perché quest'anno abbiamo deciso di concentrarci sul rapporto diretto con i nostri affezionati e nuovi clienti». SPM pensa poi già al prossimo inverno e alle due principali fiere di settore, ISPO e Interalpin: l'estero diventa sempre più importante per l'azienda che ad oggi conta 18 agenti sparsi in tutto il mondo «Dall'Italia si estende una rete che tocca quasi tutti i continenti – dice Galimberti - abbiamo una solida struttura di vendita in Europa, alla quale si aggiungono Asia, Oceania, e America. In particolare, gli Stati Uniti sono diventati fondamentali per la nostra realtà e abbiamo ancora delle buone prospettive di crescita e di ampliamento della rete per i prossimi anni».
www.spmspa.it
YAMAHA

Motoslitte per tutte le occasioni, per il lavoro e per il divertimento

Per un gigante come Yamaha il segmento motoslitte  rappresenta una piccola ma certamente non trascurata porzione produttiva che ha oltretutto a che fare con un mercato per sua natura difficile ed aleatorio, legato ad una stagione attiva brevissima e dipendente dalle variabili meteorologiche spesso (come è avvenuto nella stagione scorsa) fortemente condizionanti. Quella del 2015/2016 è stata una stagione drammatica dal punto di vista della «neve strumentale», ovvero della quantità minima di neve necessaria per poter utilizzare le Snowmobile tanto per attività «utility» quanto per attività «leisure». Come diretta conseguenza quella appena passata è stata per gli operatori del settore una stagione molto complessa dal punto di vista commerciale ed economico/finanziario. Ma a conforto dell’impegno di ricerca, avanzamento tecnologico e miglioramento produttivo che il marchio nipponico continua a investire in questo segmento, sono giunti i buoni riscontri di gradimento e interesse da parte di clienti ricavati dalla presenza sostenuta sia a Prowinter che a Mountain Planet con stands dove sono state esposti alcuni modelli della vasta gamma di motoslitte che copre tutte le esigenze di utilizzo, dal lavoro professionale all’attività sportiva. In primo piano il nuovo modello della «mitica» Viking II ad iniezione, una macchina pronta ad affrontare le condizioni di neve più estreme. La VK Professional II di ultima generazione offre standard elevati di prestazioni e ottimo comfort facendone  una tra le migliori motoslitte utility del mondo. Il motore da 1.049 cc a iniezione elettronica, con coppia e potenza in dosi massicce, si abbina a una trasmissione con setting specifici per garantire una guida fluida, e un'erogazione di potenza infinita. La configurazione unica di motore e airbox ha consentito di disegnare l'intera struttura, dallo scudo anteriore alla sella, fino al serbatoio e al parabrezza, ottimizzando ergonomia e comfort. Grande interesse, però, è stato manifestato anche per la nuova gamma delle sidewinder che è destinata a ridefinire le regole del gioco nel settore leisure. Ecco allora la Yamaha  Sidewinder B-TX LE 153, il modello top della nuova gamma per arrivare al top ovunque. Grazie alle numerose caratteristiche extra e al nuovo motore turbo, questa è una motoslitta capace di sorprendere, proprio quello che serve per conquistare i luoghi più inaccessibili con stile. Questa elegante versione di Sidewinder X-TX a cingolo lungo è spinta dal nuovo motore turbo a iniezione elettronica Genesis® 180 da 998 cc, che eroga coppia e potenza da vendere, a qualsiasi altitudine. Il cingolo Camoplast® Powerclaw con denti da 2,25"/57 mm, le sospensioni regolabili e le prestazioni elevate degli ammortizzatori Fox Float 3 e Evol R assicurano un comfort e un controllo impeccabili. Ma la versione LE regala altre chicche, come la sella riscaldata, la retro, l'avviamento elettrico, gli scaldamani e gli scaldapollici.

L’interesse ricevuto durante le fiere di settore, il nostro feeling commerciale, l’esperienza dei nostri concessionari, il sentimentoMotoslitte dei nostri clienti fedeli ed affezionati sono tutti ingredienti che ci fanno ben sperare per la prossima stagione 2016/2017.   La gamma della Casa giapponese è stata progettata e prodotta per rispondere a tutte le esigenze di chi pratica un’attività sulla neve, dalle più impegnative prestazioni di servizio alle missioni di soccorso, dal trasporto al piacere delle escursioni motorizzate in neve fresca. Questa duttilità è il vero valore aggiunto della gamma delle motoslitte Yamaha, studiata per rispondere a tutte le esigenze di chi pratica un’attività sulla neve: battere le piste, noleggiare motoslitte sicure e performanti, affrontare missioni di soccorso.
www.yamaha-motor.it
TEAM SERVICE

I fatturati decollano su tappeti mobili e nastri d’imbarco ad alta tecnologia

Per Team Service la presenza a Mountain Planet  di Grenoble in un vasto e prestigioso stand di 160 metri quadrati è stato nello stesso tempo il segnale della sua crescita come marchio sempre più protagonista a livello internazionale nel settore dei tappeti  mobili e un’occasione eccellente per festeggiare degnamente il ventesimo anno di vita dell’attività avviata nel 1996 da Franco Poletti. Dal 2012, quando  ha compiuto la scelta coraggiosa di sganciarsi dalla distribuzione dei prodotti similari per  tentare l’avventura da soli, sotto la guida del fondatore e di Michele Iorio Team Service ha compiuto un formidabile balzo in avanti nel settore dei tappeti mobili e dei nastri trasportatori, realizzando in proprio e commercializzando prodotti fortemente innovativi, impianti «intelligenti» costruiti all’insegna dell’alta tecnologia, gestibili in remoto, computerizzati e di facile utilizzo, collaudati e sicuri, capaci di risolvere molti problemi di trasferimento e mobilità nelle ski area delle stazioni invernali. L’attività è cresciuta progressivamente e ha condotto ad una aumento costante del fatturato che, a chiusura della stagione 2015/16, ha segnato un +40% rispetto alla stagione precedente. Sulle ali del crescente successo, l’azienda nel 2015 ha trasferito la propria sede operativa da Borgo a Castelletto Ticino (Novara), in un complesso più grande capace di sostenere meglio le aumentate richieste produttive e dove, per rinforzare il collaudato staff preesistente, sono stati assunti recentemente due nuovi dipendenti, uno destinato alla produzione ed uno per la gestione degli ordini e del magazzino. A Grenoble Team Service ha riscontrato un grande interesse per i suoi prodotti, per quei nastri trasportatori, già operativi nella passata stagione, così «avanti», così ricchi di soluzioni tecnologiche di assoluta avanguardia da non richiedere sostanziali aggiornamenti nel breve periodo. Gli impianti Team Service possono raggiungere lunghezze fino a 250m in unica tratta, larghezze di 550mm, 650mm, 750mm, 850mm, 1100mm e velocità regolabile da 0,2m/s a 0,7m/s oppure fino a 1,2m/s
. A Grenoble è stato esposto il tappeto con la cupola che protegge gli sciatori da qualsiasi condizione meteorologica avversa e dove si concentrano tutte quelle componenti fortemente innovative che hanno consentito a Team Service di imporsi nel settore e di moltiplicare i fatturati in pochi anni. Parliamo in particolare della colonna di comando, componente fondamentale che identifica e distingue il prodotto Team Service sul mercato.
Il touch screen di controllo consente di gestire in modo semplice e veloce le molteplici funzioni dell’impianto e di verificare in tempo reale eventuali cause di malfunzionamento o fermo-impianto.
Tramite il software di gestione, semplice ed intuitivo, è possibile visualizzare ed avere pieno controllo di ogni singolo circuito elettrico; visualizzare velocità d’esercizio, amperaggio, temperatura motore, data, orario e temperatura esterna; impostare la velocità dell’impianto; utilizzare la funzione sgombero neve per pulire rapidamente l’impianto dopo una nevicata; utilizzare la funzione deicing per eliminare la formazione di ghiaccio tra nastro in gomma e pedane laterali; attivare il sensore ad ultrasuoni per lo scioglimento automatico della neve; attivare la partenza / spegnimento automatico dell’impianto in presenza di sciatori; visualizzare numero di passaggi dell’impianto e numero di ore di esercizio. Consolidato lo stato di avanzamento tecnologico dei tappeti mobili, Team Service ha presentato al Mountain Planet la novità dei nastri d’imbarco alle seggiovie ad agganciamento fisso e automatico da 2 a 8 posti prodotti e commercializzati già nel corso di questa stagione 2015/16. I nastri di imbarco possono essere installati su qualunque tipo di seggiovia di nuova costruzione o su quelle già in esercizio, sia con fosse basse (minimo 80cm), che su fosse alte. In fiera è stato esposto un modello per seggiovia quadriposto ad agganciamento automatico dotato di nastro alzabile in presenza dei bambini per facilitare loro l’imbarco sulla seggiola.
www.teamservicesrl.info
CCM

La produzione aumenta insieme ai fatturati

La CCM Finotello da oltre 40 anni impiega la propria passione e tecnologia nella progettazione e costruzione di impianti a fune.  Negli ultimi anni l’azienda ha iniziato a diversificare ed ampliare le proprie competenze creando la divisione costruzioni in acciaio, spezializzata nel settore dell’edilizia e delle grandi opere.  L’ultima sfida della CCM si completa ad inizio 2016 con l’apertura della divisione CCM Costruzioni meccaniche, nella nuova sede di Bricherasio (Torino), un’azienda tecnologicamente avanzata specializzata nella carpenteria e nella costruzione di parti meccaniche di grandi dimensioni. Nel 2015, la CCM è stata impegnata nella realizzazione della seggiovia biposto «Mufara» e della sciovia «Mufaretta» per la Riqualificazione del comprensorio di Piano Battaglia sulle Madonie (Palermo); delle seggiovie «Nino Martino» e  «Ripetitore» per il rilancio dell’immagine turistica del comprensorio di Gambarie di S. Stefano in Aspromonte (Reggio Calabria) e per la sua affermazione nel panorama delle località sciistiche della regione calabra; ed ha collaborato al riposizionamento della sciovia «Olimpica» presso il comprensorio di Ala di Stura (Torino). La CCM ha inoltre realizzato una nuova tipologia di prodotti nel settore degli impianti privati. Nello specifico si tratta di una funivia va e vieni a due posti per il raggiungimento della spiaggia nel comune di Sori (Genova). Il 2015 si è quindi concluso molto positivamente con un incremento di fatturato importante.  La CCM ha partecipato al «Mountain Planet» di Grenoble. I tre giorni della fiera francese sono stati positivi con un deciso aumento di visitatori rispetto al 2014. Oltre al materiale normalmente portato alle fiere, la CCM ha presentato una stazione di sciovie compatta a tensionamento idraulico. La stazione presentata nella sua completezza ha incuriosito numerose persone e ha suscitato molto interesse.  In occasione di questo avvenimento, la CCM ha presentato la sua nuova sede localizzata a Bricherasio, ove è possibile realizzare la totalità degli impianti, grazie ad uno stabilimento all’avanguardia dotato di macchine molto importanti.  Per l'anno 2016, la CCM Finotello ha in programma la realizzazione di una seggiovia biposto a Fonni  in Sardegna, una grande revisione a  Scanno (L’Aquila), un riposizionamento a Sauze d’Oulx, il completamento delle opere a S. Stefano Aspromonte con la realizzazione della sciovia Mare-Neve e di un impianto per il bob. Inoltre sono in realizzazione due sciovie a Cittareale (Rieti). Si prevede quindi un’annata ancora migliore del 2015 con un ulteriore aumento di fatturato.
www.ccmfinotello.com
FUNITEK

Il successo corre sul filo di innovazione e affidabilità

L’azienda di Montecchio Maggiore (Vicenza) consolida, grazie alla partnership con DMI, la propria leadership di mercato nel settore dell’automazione funiviaria con una serie di nuove realizzazioni molto importanti nel panorama italiano e non solo italiano. Basta ricordare gli ultimi prestigiosi interventi realizzati per la Sky Way  del Monte Bianco,  per il Funifor di Alba Canazei, nonché la 15 posti Belvedere a Plan de Corones. Negli ultimi anni Funitek si è specializzata inoltre nelle revisioni elettriche di impianti esistenti, con particolare attenzione ai costi di intervento. Tutto ciò deriva da una attenta analisi delle apparecchiature elettriche da sostituire, valutando con consapevolezza le parti che ancora possono essere riutilizzate. Molte volte infatti è possibile recuperare parti di impianto ed effettuare una revisione, anche in loco, riducendo notevolmente l’entità degli investimenti da effettuare.  Funitek applica sulle nuove apparecchiature in produzione le nuove norme Europee EN 13243:2015, includendo nella up-grade l’installazione di componenti tutti certificati , facilmente  reperibili sul mercato e non di proprietà. Sui nuovi impianti l’azienda fondata nel 2005 da Dario Fornasa insieme ad altri «compagni d’avventura» propone la novità del circuito di sicurezza selettivo, con possibilità di escludere ogni singolo sostegno (con guasto) e proseguire il servizio. Il radiocomando in linea per il servizio di manutenzione è ormai una installazione di serie visti i notevoli vantaggi dal punto di vista della sicurezza e risparmio economico durante l’utilizzo. Anche i messaggi vocali multilingue in linea hanno riscosso il previsto successo, con applicazione su tutti gli impianti oltre all’up-grade su esistenti. L’andamento dell’anno in corso si presenta sicuramente positivo per l’azienda, con una lunga serie di ordini in essere e altri in attesa di definizione. E a confermare la fiducia da parte dei clienti c’è una serie di commesse già in ordine per il 2017. Il merito del successo e del credito riscossi sul mercato  è senz’altro da attribuire alla elevata affidabilità del prodotto e al servizio di assistenza clienti pronto, professionale ed affidabile, nonché alla grande disponibilità di ricambi anche di impianti esistenti. Il 15 giugno 2016 i tecnici Funitek saranno relatori al convegno presso regione Valle D’Aosta, organizzato dall’Ing. Zoppo, in merito ai cambiamenti elettrici indotti con la nuova norma 13243:2015.
www.funitek.com
TECHNOALPIN

L’inverno tradisce e il mercato cresce

Per TechnoAlpin la scorsa stagione di vendite è stata più che positiva e ha permesso di registrare il più alto livello di vendite nella storia del gruppo! L’azienda produttrice di impianti di innevamento tecnico ha venduto in ogni parte del mondo quasi 3000 lance e 2000 generatori a ventola, compresi più di 1000 esemplari del TF10. Il mercato italiano si è dimostrato estremamente dinamico, con alcuni importanti progetti, tra i quali Alto Sangro, Cervinia, Lorica, Alleghe, Bardonecchia e Plan de Corones. L’ultimo inverno non ha avuto un avvio dei più semplici: le condizioni meteorologiche avverse (mancanza di freddo e poche nevicate naturali) hanno sottolineato in maniera crescente la necessità di impianti di innevamento efficienti e potenti. I comprensori che meno hanno sofferto di questa situazione sono stati quelli che hanno potuto approfittare delle poche ore di freddo all'inizio della campagna di innevamento (vale a dire novembre), sfruttando a pieno le opportunità a disposizione.
Technoalpin è dunque soddisfatta dell’andamento commerciale e dei riscontri che ha ottenuto partecipando sia a Prowinter che a Mountain Planet. Per quanto concerne Prowinter, TechnoAlpin si è occupata soprattutto del Forum Alpitec, la nuova piattaforma di discussione che verte sulle sfide future che gli operatori del settore turistico invernale saranno chiamati ad affrontare. Nell'ambito del forum, TechnoAlpin ha ospitato nella propria sede 2 importanti eventi a cui hanno preso parte ben 250 persone. Il primo era incentrato sul futuro della produzione di neve nei resort alla luce dei cambiamenti meteorologici in atto: il dibattito, dal titolo «Innevamento con temperature sopra lo zero... Sarà questo il futuro?», ha visto tra i moderatori Franz Hörl, Presidente dell'Associazione degli impianti a fune della Camera di Commercio Austriaca, Geir Olson, CEO di Norwegian Ski Consulting, e Lukas Lehner, MeteoGroup . Il secondo evento, lo Stricker Vision, è il workshop dedicato al futuro durante il quale i partecipanti cercano di creare scenari auspicabili. Tema di quest'anno: «I have a dream. China Skipower», con la partecipazione dell'imprenditore cinese e pioniere dello sci Li Jianhong.
Mountain Planet ha riscosso un grande interesse e Grenoble è stata raggiunta da circa 19000 visitatori provenienti da 50 Paesi diversi, con un incremento del 35% rispetto al 2014! Un successo anche per TechnoAlpin: lo stand ha infatti visto un abbondante afflusso di visitatori nelle tre giornate della manifestazione e lo staff presente è stato felice di accogliere moltissimi ospiti provenienti sia dalla Francia che da altri Paesi (Russia, Europa dell'Est, Ucraina, Turchia, Cina…). Quest'anno anche i gestori dei comprensori italiani sono stati molto ben rappresentati, in particolare Valle d'Aosta, Piemonte e Abruzzo. Inutile dire che Snowfactory, presentato per la prima volta in Francia, ha davvero attirato tanta curiosità! Un’altra sorpresa per i visitatori è stata la nuovissima applicazione Weather Forecast per ATASSplus e Liberty, oggetto di dimostrazioni nello stand. Grande interesse anche per il generatore a ventola TF10 e per la lancia TL6.
Per quanto riguarda il prossimo futuro, alla luce dell'ultima stagione invernale, molti gestori di comprensori sciistici hanno deciso di rivedere il proprio piano di sviluppo e le priorità di investimento, concentrandosi su dispositivi di innevamento (talvolta anche a scapito degli impianti di risalita). Una tendenza dettata da una serie di fattori:
• incremento della capacità di innevamento per prestazioni immediate migliori (più produzione in meno ore),
• ottimizzazione di installazioni/apparecchiature (maggiore efficienza),
• garanzia di una coerenza generale dell'architettura dell'installazione nel suo complesso: innevamento della pista giusta, ad es. quella strategica, quella secondaria, oppure apertura/collegamento delle piste chiave per garantire condizioni minime di apertura e gestione (con progetti a medio termine);
TechnoAlpin con la sua competenza e il suo know-how è il partner giusto per i comprensori sciistici in quanto è in grado di proporre soluzioni innovative per far fronte a queste sfide. Al momento l’azienda registra un buon dinamismo in termini di richieste e progetti di innevamento per la prossima stagione. In Francia questo dinamismo è supportato anche dai governi locali, i quali hanno deciso di avviare programmi di investimento in infrastrutture «ad hoc». Una dimostrazione dei vantaggi economici che si creano fra comprensori sciistici ed economia locale!
www.technoalpin.com
NEVEPLAST

Mai fermarsi tra inverno ed estate, tra gioco, sport e…Carlo Janka

Il 2015 è stato per Neveplast un anno molto positivo in termini sia di fatturato che di sviluppo della rete commerciale, che ha visto aumentare rivenditori e dealers in tutto il mondo.  La stagione invernale appena trascorsa ha visto un aumento delle vendite, dovuto anche alle insufficienti nevicate, di prodotti di servizio come il manto per le aree di risalita degli ski-lift e le zone di imbarco e sbarco delle seggiovie. Ma non solo, il diversificarsi dell’offerta Neveplast con prodotti ludici e l’ampliarsi dei mercati dell’emisfero australe, hanno permesso alla ditta bergamasca di mantenere il livello di vendite stabile anche in un periodo dell’anno, che solitamente vedeva una leggera flessione.  I consueti appuntamenti fieristici di Bolzano e Grenoble hanno consolidato rapporti con clienti e rivenditori, ed hanno anche visto un leggero aumento di nuovi potenziali clienti rispetto agli anni precedenti. In particolare al Mountain Planet si sono registrati grandi numeri e l’azienda può considerarsi ampiamente soddisfatta per la quantità ma soprattutto per la qualità dei contatti acquisiti.  Per quanto riguarda le novità di organico sono stati ampliati sia il dipartimento marketing che quello di ricerca. L'obiettivo è quello di incrementare la gamma dei  prodotti, e di aumentare le attività di marketing e comunicazione, al fine di rafforzare la conoscenza del marchio a livello internazionale. Il 2016 è iniziato con i migliori propositi sulla scia delle commesse arrivate dagli Stati Uniti di piste summer tubing, come nelle stazioni sciistiche di Heavenly Ski Area e Sunrise Park Resort, o come nel resort di Rocking Horse Ranch che non ha aspettato l’ultimo momento ma ha voluto già aprire al pubblico le sue piste realizzate con colori accattivanti e personalizzati. Lo snow tubing è nato negli USA e il summer tubing, ossia le piste inventate da Neveplast è un’attività ormai consolidata per l’alto livello di adrenalina e i grandissimi numeri che garantisce, in termini sia di portata oraria che di guadagni. Stazioni sciistiche e turistiche di Francia, Italia, Ucraina, Ungheria, Russia hanno scelto Neveplast per ampliare la propria offerta estiva consentendo l’utilizzo dei nastri trasportatori anche in estate.  Vietato fermarsi sugli allori in un mercato competitivo come quello odierno, e sviluppare di anno in anno novità differenti e di grande acchito è la chiave di successo. Per la stagione estiva ecco l’affermarsi di un nuovo concept, ossia il Water Jump, strepitose discese mozzafiato per scendere e saltare in acqua con ciambelle oppure con sci freestyle e snowboard. 
Grandissime soddisfazioni per il settore Sport. Oltre alle varie piste da sci realizzate nel 2015 altrettanti importanti progetti si stanno concretizzando per il 2016, fiore all’occhiello è la realizzazione di una pista da sci che verrà utilizzata da Carlo Janka, campione svizzero medaglia d’oro nello slalom gigante ai XXI Giochi Olimpici invernali di Vancouver 2010, campione del mondo nella stessa specialità a Val d’Isère nel 2009 e vincitore della Coppa del Mondo nel 2010; l’impianto verrà utilizzato anche dalla squadra svizzera. Neveplast è stata scelta dopo che il team del campione ha testato diversi prodotti. Scopo di questa particolarissima pista è la realizzazione di due trampolini di partenza della lunghezza di 80 metri che permetteranno al campione Svizzero di migliorarsi nelle partenze, nell’uscita dal cancelletto e per il primissimo tratto di gara. Obbiettivo è recuperare nel primissimo tratto di competizione, qualche decimo che può fare la differenza per il podio e la vittoria. Particolarità del progetto è anche la realizzazione sulla pista da sci di un’ enorme bandiera svizzera. Un progetto simile è stato realizzato anche per la campionessa austriaca di ski cross, Katrin Ofner.
www.neveplast.it
GEA

Benvenuti nel nuovissimo sorprendente «Heidi Village»!

L’azienda di Langhirano (Parma) guidata da Giovanna Della Cagnoletta e Matteo Pulli ha siglato un importante accordo con la società Planeta Junior per l’utilizzo di immagine della piccola, celeberrima eroina della serie TV. E così  è nato e si svilupperà il progetto per creare un «villaggio», popolato da figure che rappresentano lei e i suoi famosi amici, nel quale  i bambini impareranno a sciare divertendosi, utilizzando le sagome e gli elementi più significativi della serie animata. GEA Fun e Planeta Junior (Gruppo DeAgostini), società che gestisce i diritti della sempreverde Serie TV, hanno stretto un accordo per un lavoro sinergico sulla licenza per i prodotti ricreativi in montagna e per la creazione del progetto Heidi Village. La serie TV di Heidi, amata dai bambini e genitori, è sempre in onda sui canali RAI e conta partners sulle più importanti categorie merceologiche come giocattoli, puzzles, publishing e la Pasqua. Le idee e le strategie di entrambe le società si sono incontrate e stanno portando avanti un’importante progetto per promuovere il turismo montano proponendo il progetto Heidi Village. Questo progetto consiste nella creazione di un Villaggio con i prodotti di GEA che aiuti i bambini ad imparare divertendosi utilizzando le sagome e gli elementi più significativi della serie animata. La baita del nonno, il cane Nebbia, la capretta, Heidi e Peter la faranno così da padroni per la prossima stagione invernale, coinvolgendo le località ed i bambini che potranno così divertirsi sciando con i propri maestri di sci all’interno del Mondo di Heidi. I piccoli sciatori potranno anche vincere prodotti ufficiali come giocattoli, fazzolettini, puzzles e album da colorare che i licenziatari e Planeta Junior metteranno a disposizione per offrire una maggior attenzione ai nuovi partners montani. GEA potrà quindi fornire a tutte le stazioni interessate i prodotti ufficiali ed il progetto completo Heidi Village. Ci sarà anche la possibilità di avere delle attività di «meet&greet» con la vera Heidi, attraverso degli eventi che le località potranno richiedere ed ospitare il Costume Character per supportare ancor di più il valido progetto. Inoltre le località potranno anche essere coinvolte in progetti di sempre maggior portata, come la presenza della comunicazione dell’Heidi Village e delle stazioni coinvolte all’interno dei più importanti negozi di giocattoli e centri commerciali. Non fatevi sfuggire l’opportunità di far diventare la vostra località la protagonista della prossima stagione. Contattate GEA per richiedere maggiori informazioni, per capire come fare per essere voi il punto di riferimento della montagna per i Bambini e le Famiglie e garantirvi una comunicazione attraverso i più importanti negozi nazionali di giocattoli.
www.geaitalia.com
RFMOTO

L’avanzata irresistibile dei «mezzi cingolati»

L’azienda fondata nel 2000 da Piero Toffolatti  offre di tutto e di più in materia di ATV (All Terrain Vehicle) e UTV (Utility Task Vehicle), quad, side bye side, macchine nuove di pacca o usate o da noleggiare, di tutte le migliori marche. Non c’è che l’imbarazzo della scelta anche per quanto riguarda gli accessori, sia per i veicoli da lavoro che per i modelli racing. Senza dimenticare, naturalmente, la qualità assoluta dei cingoli della ex Camoplast che oggi è diventata Camso, approdati in Italia dal Canada nei primi anni 2000 proprio grazie alla competenza, al fiuto e allo spirito di iniziativa di Toffolatti. Proprio grazie a questi cingoli destinati a mezzi ATV e UTV si sono ottenuti buoni risultati commerciali nella stagione che si è appena conclusa nonostante la poca neve naturale caduta dal cielo. I clienti e tutto il personale addetto ai lavori in comprensori montani  hanno potuto constatare meglio quanto sia importante e mirato questo accessorio anche in mancanza di neve. Infatti, quad o Side x Side dotati di cingoli Camso 4 stagioni hanno potuto muoversi bene e senza problemi anche in queste condizioni. Sappiamo bene che quad e SxS si possono utilizzare con le ruote nel periodo estivo e sono ancora più sfruttabili nel periodo invernale con i cingoli, in tutte le condizioni.. Come abbiamo già accennato, la Camoplast ha cambiato nome in Camso. La collaborazione di RF Moto con l’azienda canadese perdura nel tempo e si rafforza sempre più grazie ad un ottimo team da entrambe le parti e ad una stima reciproca costruita sulla  correttezza dei rapporto e sulla competenza maturata in tanti anni nel. Leader nel mondo dell’off road a 360°,  la Camso propone due novità esplosive per la nuova stagione. Mentre i cingoli T4S per quad rimarranno gli stessi, il principale punto saliente delle novità sarà un nuovo telaio per i cingoli UTV. Si chiameranno UTV 4S1. Saranno più robusti ancora e modificati in alcune parti. Altra esplosiva novità è la nascita di un nuovo sistema di conversione per neve dedicato alle moto «off road». In autunno saranno rese pubbliche tutte le informazioni inerenti. Per il momento RF Moto vuole  eccitare gli appassionati nel far sapere che Camso ha ideato e costruito un kit di cingolo posteriore e sci anteriore da montare su dirt bike dei migliori marchi sul mercato.
www.rfmoto.com
SUNKID

Il Tappeto Magico amico di grandi e piccoli

Negli ultimi 20 anni, ben 400 dei 3.000 Tappeti Magici della Sunkid venduti in tutto il mondo sono stati installati nel Bel Paese tramite la Sunkid Italia, rappresentata da Harald Kaneider. Uno degli ultimi impianti è stato installato all’inizio della scorsa stagione invernale a Bardonecchia, il comune più occidentale d’Italia che nel 2006 ha ospitato le gare di snowboard in occasione delle Olimpiadi di Torino. Anche a dieci anni di distanza gli sport invernali continuano a essere il biglietto da visita della cittadina, che adatta costantemente le proprie infrastrutture per soddisfare le esigenze degli sportivi. L’ultima novità è un moderno nastro trasportatore della Sunkid lungo 150 m e largo 750 mm, che porta gli amanti dello sci e dello snowboard direttamente dal centro alla collina antistante, che ha una pendenza ideale per esercitarsi. Dall’altra parte vi è un pendio dedicato agli slittini, dove si può giocare nella neve e lanciarsi in divertenti discese. Il Tappeto Magico si dimostra come sempre un ausilio di risalita ideale che soddisfa le esigenze più disparate degli sportivi, dagli sciatori principianti agli amanti dello slittino.

Ecco le caratteristiche salienti dell’impianto di Bardonecchia:
lunghezza: 150 mt.;
superficie: Blue Eye;
velocità: fino a 0,7 m/s;
pendenza: 17%;
propulsione: motore da 15 KW;
larghezza del nastro: 750 mm;
portata: 1.042 persone/h;
stazione motrice Jumbo con impianto di pulizia del nastro;
stazione di rinvio e stazione tenditrice Jumbo
Ma quello di Bardonecchia non è naturalmente che uno degli ultimi impianti installati da Sunkid. Eccone altri tre, tra le Alpi e in Svezia.

A Hochzeiger (Pitztal/Austria) una torre a forma di pigna è l’attrazione principale del parco a tema dedicato al pino cembro. Nella concezione del parco, realizzato in corrispondenza della stazione intermedia delle funivie dell’Hochzeiger, la sfida per la Sunkid consisteva nel dosare sapientemente gioco, divertimento e sapere: questi elementi sono stati fusi in un sentiero didattico di circa 1 km, dove sono elencate brevemente le qualità del «re delle Alpi» e dove i bambini potranno scatenarsi su due torri a forma di pigna.
A Engelberg  (Svizzera)  la pista da tubing sul Titlis, la montagna che sovrasta la celebre stazione sciistica del Cantone Obvaldo, è sempre stata una vera calamita per le famiglie e gli amanti del divertimento invernale. Durante i lavori di costruzione della nuova funivia la pista per il tubing è stata spostata a pochi passi dalla stazione intermedia presso il lago Trübsee; per permettere di raggiungerla in tutta comodità si è optato per un Tappeto Magico della Sunkid lungo 96 m e largo 750 mm con un motore da 15 KW. L’ausilio di risalita è interamente coperto da una galleria in legno Varios, comprese le aree d’ingresso e d’uscita.

A Tandådalen/Sälen (Svezia), nel cuore di uno dei più importanti comprensori sciistici della Scandinavia, sono stati installati due Tappeti Magici della Sunkid dotati di galleria Varios in legno, che fungono da ausilio di risalita nell’area dedicata ai bambini e permettono anche di raggiungere il ristorante della stazione a valle.
www.sunkid.it