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Gallery 3 Columns - MontagnaOnline.com

Tag: Gestione area sciabile

Created: Giovedì, 15 Marzo 2018 13:36
Hits: 167
Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile, Attrezzature ludiche
 
A destra Edo (mancato nel 2017), con papà Aldo e il fratello NIccolò allo stand di Interlapin 2017

Vent’anni di passione sulla «neve artificiale»

È un compleanno amaro per l’azienda bergamasca fondata nel 1998, pioniera nella produzione di tappeti sintetici capaci di riprodurre perfettamente la scorrevolezza del manto naturale e quindi protagonista a livello mondiale del sogno di sciare sempre e dovunque, anche quando la neve naturale non c’è. Edoardo Bertocchi, il fondatore, non c’è più, purtroppo. Ma sarà il fratello Niccolò a portare avanti quel sogno, con lo stesso impegno nel cercare sempre qualità e innovazione per sempre nuovi prodottiù avanzate per sostenere e vincere la sfida sempre più ardua contro i mutamenti climatici e il costante aumento delle temperature. Tutto comincia da una progettazione corretta…

Neveplast, azienda bergamasca leader mondiale nel settore piste da sci artificiali, spegne quest'anno la ventesima candelina. Nel 1998 Edoardo Bertocchi, partendo dall'intuizione del papà Aldo che aveva sviluppato un materiale plastico con la stessa scorrevolezza della neve, fonda la società Neveplast. Due anni dopo l'inizio dell'attività Niccolò, fratello minore di Edoardo, affianca Edo al timone dell' azienda. È l'inizio dell'avventura Neveplast dei fratelli Bertocchi che porteranno l'azienda bergamasca sul tetto del mondo, nel giro di vent' anni, partendo da uno scantinato. Vent’anni anni di sacrifici, di scommesse e sperimentazioni alla ricerca della qualità e dell'innovazione. Un percorso tortuoso, senza garanzie, affrontato con la grinta e la fame di chi parte dal nulla ma ha in mente una visione rivoluzionaria: sciare ovunque ci sia un pendio, anche in città, estate e inverno, con la sensazione di essere sopra un manto di neve vera.  Una scommessa che sa di sogno se si torna indietro nel tempo alla fine degli anni '90 quando in pochissimi in Italia conoscevano il mercato delle piste da sci artificiali e nessuno avrebbe investito tempo ed energie in un settore così di nicchia.  La passione per la montagna e  la profonda convinzione della valenza positiva della pratica sportiva come veicolo anche di valori sociali  hanno fatto di Neveplast un eccellenza nel mercato internazionale delle piste da sci artificiali. Un traguardo che riempie d'orgoglio, una festa che Neveplast non può che dedicare ad Edoardo Bertocchi, anima creativa e guida visionaria della società, prematuramente scomparso lo scorso agosto.  Caratteristiche peculiari di Neveplast sono il rivoluzionario materiale con il coefficiente di attrito pressoché pari a quello della neve e l’ottima tenuta laterale garantita dal particolare design del prodotto.  L' azienda bergamasca introduce fin dall’inizio nuovi standard tecnici per migliorare la performance sportiva sulla superficie sintetica. Il segreto è quello di esaltare le prestazioni pur utilizzando il tradizionale equipaggiamento. Il manto Neveplast è stato il primo a riprodurre le stesse sensazioni che si hanno sulla neve senza bisogno di utilizzare sistemi di irrigazione.  Lo sci alpino è il primo mercato nel quale Neveplast investe e si impone sulla scena internazionale, grazie anche alla passione e all' abilità sciististica dei fondatori. Subito dopo grande attenzione è dedicata anche allo sci nordico. E allora via allo sviluppo e alla ricerca di prodotti specificatamente studiati e per riprodurre i circuiti sia in tecnica classica che libera!   Nella prima metà degli anni duemila, grazie all’intuizione di Edoardo, Neveplast introduce l’idea di trasformare i prodotti Neveplast da prettamente sportivi in attività ludiche. In particolare nel 2002 è stato testato e poi introdotto nel mercato «Tubby», lo snowtubing estivo con cui sono state realizzate più di 1600 installazioni in tutto il mondo. Negli anni successivi, a seguito del successo di Tubby, Neveplast ha introdotto il concept del drifting sulle piste artificiali. Prima lo Skiddy, adrenalina pura per go kart sul Neveplast, garantendo il feeling e la sensazione di guidare come su neve, e poi lo S-kid,  minikart a gettoni che «driftano» sul Neveplast e che incontra una fascia di pubblico quali ragazzini e teenager.  Neveplast ha intuito in tempi non sospetti l'importanza di quello che oggi è comunemente definito «Urban skiing» (sciare in ambienti urbani). Non è stato facile all' inizio diffondere l’idea che praticare lo sport invernale per eccellenza può e deve essere una pratica accessibile, divertente e per tutti.  I tanti progetti realizzati in tutto il mondo, soprattutto quelli nei grandi centri urbani, che hanno permesso a migliaia di persone di avvicinarsi allo sci e allo snowboard, hanno confermano il successo del format. L’idea dello sci urbano è quello di portare lo sci in città, per poter far appassionare agli sport invernali nuovo pubblico con lo scopo finale di portarlo sulla neve ed in montagna durante il periodo invernale.   Per festeggiare i 20 anni di attività Neveplast è orgogliosa di annunciare la realizzazione di due importanti progetti.  Il primo riguarda la crescita dell’azienda: entro l’estate 2018 verrà completata la nuova sede che accorperà gli uffici commerciali e amministrativi con la produzione, l’assemblaggio e la logistica.
Il secondo è un progetto sviluppato a Copenaghen del quale si parlerà molto nel mondo per la portata avveniristica del format e per il messaggio di sostenibilità che lo caratterizza.
www.neveplast.it

Le piste NEVEPLAST sul tetto
del termovalorizzatore di Copenaghen
A Copenaghen, a pochi km dalla piazza principale della capitale danese, sarà inaugurato il prossimo autunno il termovalizzatore di Amager Bakke- Copenhill: una struttura da oltre 700 milioni di Euro che, bruciando i rifiuti, diventerà la fonte di energia e teleriscaldamento della capitale danese e delle città limitrofe.  Un progetto pazzesco, avveniristico e unico al mondo. Firmato dal prestigioso studio di architettura Bjarke Ingles Group il progetto incoronerà Copenaghen come la prima capitale al mondo a emissioni zero. Oltre al sofisticato e innovativo aspetto architettonico, questa complessa opera ingegneristica è destinata a diventare la meta privilegiata per tutti gli sportivi, in particolare per gli sciatori. Sul tetto dell’impianto, grazie alle sue enormi dimensioni, 200 metri di lunghezza, e 90 di altezza nascerà la pista da sci più grande del Paese, con oltre 400 metri di tracciato per sci e snowboard. Una vera e propria stazione sciistica, sviluppata tutta su neve artificiale che porta la firma di Neveplast. L’azienda bergamasca infatti si è aggiudicata la gara di appalto indetta dagli ideatori danesi del progetto superando innumerevoli test di garanzia e qualità del prodotto, dimostrando ancora una volta il suo valore internazionale nel settore piste da sci artificiali.  Tre le piste, quella nera che parte dall’alto, scende per 180 metri ed è servita da uno skilift, c’ è poi la pista blu da 75 metri che unisce il tracciato impegnativo con i 150 metri di pista verde per tutti i livelli. Queste ultime due saranno servite da dei nastri trasportatori.

Created: Giovedì, 15 Marzo 2018 07:39
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Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile
 

Sicurezza e innovazione
nella palestra del Grande Sci


 

Nelle più prestigiose tappe della Coppa del Mondo, alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi coreane l’azienda di Brissago Valtravaglia (Varese) guidata da Giovanni Berutti ha confermato con le sue forniture un livello di qualità che la pongono in un ruolo leader nel settore. Dalle reti ai pali, dai materassi a nuove soluzioni produttive anche nel mondo del motociclismo, il marchio varesino continua a crescere segnando affermazioni e fatturati sempre più consistenti

Un’ennesima stagione invernale sta volgendo al termine ed è ormai arrivato il momento di tirare le somme anche per l’azienda varesina di Brissago Valtravaglia. Negli ultimi anni SPM è cresciuta notevolmente: nuove figure professionali, nuovi progetti e solide collaborazioni hanno fatto si che l’azienda fosse pronta a sfide sempre più grandi. Le prove non hanno tardato ad arrivare: nuove strutture di «tipo A» sono state montate (grazie anche alla collaborazione del partner VS Vidori Silvano) in Italia, Kurdistan, Svizzera, Svezia e Norvegia. La neve, tanto attesa da tutti, ha fatto si che si consolidasse il trend di vendite positivo registrato in estate. E poi le Olimpiadi e le Paralimpiadi in Corea che, aggiuntesi agli altri importanti eventi, hanno contribuito a raggiungere un nuovo record di fatturato e a proclamare l’azienda varesina come fornitore preferito dai grandi eventi internazionali. Inoltre la maggior parte dei Comitati Organizzatori di Coppa del Mondo hanno scelto SPM: Killington, Beaver Creek, St Moritz, Val Gardena, Madonna di Campiglio, Kranjska Gora, Adelboden, Wengen, Cortina in collaborazione con VS di Vidori Silvano, Kitzbuhel, Schladming, Lenzerheide, Crans Montana, Kvitfjell, le nuove Stoccolma e Ofterschwang e le Finali di Are. La località Svedese ha già collaborato con SPM e VS per la messa in sicurezza delle piste che vedranno cimentarsi gli uomini e le donne nelle discipline veloci e tecniche in occasione dei prossimi Mondiali di Sci Alpino 2019. A queste si sommano le gare italiane di Coppa del Mondo Snowboard di Cortina e di Cervinia, oltre che numerosissimi altri appuntamenti. Tra le importanti novità dell’anno, SPM ha presentato un nuovo tunnel di partenza, utilizzato per la tappa di Coppa del Mondo di Madonna di Campiglio: completamente trasparente e con struttura «a S», rispondeva all’esigenza di portare i fotografi fino al cancellato di partenza, senza però recare disturbo ad atleti e allenatori. Il prodotto è piaciuto particolarmente anche da altri comitati organizzatori ed è stato richiesto da altri clienti (con personalizzazioni aggiuntive). Spostandoci in finish area, l’azienda varesina ha fornito a Swiss Ski un nuovo tipo di materasso pubblicitario approvato dalla FIS per coprire i materassi air pads dell’area d’arrivo, che è utilizzato per tutte le gare di Coppa del Mondo in Svizzera. Il sistema è stato apprezzato e richiesto da molti altri comitati organizzatori, tra cui quello svedese di Are, che l’ha utilizzato per le Finali 2018 e per il parallelo in notturna di Stoccolma. Durante la stagione, SPM si è distinta per la nuova plastica di altissima qualità dei tubi modello «Platinum»: già testata durante l’inverno 2016/17, si è rivelata resistente a condizioni estreme e dalle prestazioni elevate. I tubi Platinum sono oggi utilizzati in quasi tutte le gare di Coppa del Mondo, dalla maggior parte delle federazioni nazionali e numerosissimi sci club. SPM si muove anche sull’estivo e ha offerto una gamma completa di prodotti per i circuiti moto: materassi Energy Absorber e Air Pads rispondono alle norme della Federazione Internazionale di Motociclismo e sono omologati FIM come sistemi di protezione. I materassi di protezione SPM sono già utilizzati da molti dei maggiori circuiti moto d’Europa. SPM conferma così il trend crescente degli ultimi cinque anni e chiude un'altra stagione di soddisfazioni segnando un nuovo importante record di fatturato.
www.spm-sport.com

Created: Venerdì, 16 Febbraio 2018 07:39
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Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile
Guarda il video
https://youtu.be/zAXWiUJCglY

MND Group e la Federazione Internazionale Sci (FIS) hanno unito le loro forze per coinvolgere le nuove generazioni nella pratica degli sport sulla neve.


Quale leader nella progettazione e nella produzione di soluzioni adatte allo sviluppo delle aree montane e della mobilità nelle zone turistiche ed urbane, la collaborazione è appropriata per entrambe le organizzazioni. Il presidente della FIS Gian Franco Kasper ha commentato, “il futuro degli sport sulla neve, dipende dal fatto che i vari soggetti, interessati a questo settore, operino in sintonia. Questa collaborazione è il passo fondamentale per andare in questa direzione e siamo orgogliosi di lavorare insieme”.
L’amministratore delegato e fondatore Xavier Gallot-Lavallée ha aggiunto, “MND è soddisfatta di collaborare con la FIS nell’iniziativa “portiamo i bambini sulla neve” e di condividere i nostri sforzi per coinvolgere, a livello mondiale, sempre più bambini nella pratica dello sci. Il nostro impegno quotidiano è volto ad individuare le soluzioni migliori per tutte quelle persone che praticano sport invernali e stiamo lavorando, di pari passo con FIS, riguardo vari argomenti come: la qualità della neve, la sicurezza sulle piste, …”.
Il Gruppo francese MND è composto da cinque dei marchi più conosciuti a livello mondiale, nello sviluppo delle aree montane; LST – impianti di risalita, Sufag – sistemi d’innevamento, Techfun – impianti adrenalinici per il tempo libero, Tas – prevenzione dei rischi naturali e MBS – attrezzature per la sicurezza in montagna. Il Gruppo ha fornito, in tutto il mondo, più di 3000 clienti in 49 diversi paesi, diventando così un’organizzazione di fama internazionale.
Con un accordo triennale, FIS e MND Group tramite il programma “portiamo i bambini sulla neve”, focalizzeranno il loro impegno sulla “formazione” delle nuove generazioni. Questa collaborazione genererà una serie di azioni e di strumenti che consentiranno la facile organizzazione di eventi e di attività per portare i bambini sulla neve. Tra tutti, tema chiave sarà quello dedicato alla sicurezza in montagna. Per affrontare l’argomento, sarà realizzato un cartone animato sull’educazione alla sicurezza che uscirà a fine gennaio 2018.

www.mnd-group.com/en/

https://youtu.be/zAXWiUJCglY

Created: Martedì, 13 Febbraio 2018 07:00
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Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile
  • 62 km di reti di protezione B
  • 20 km di reti di tipo C
  • 3 km di reti di tipo BC
  • 2.200 m di materassi di protezione
  • 50 chiavi e 335 punte
  • 2.500 pali da slalom (preolimpiche)
  • 760 teli per le porte (per tutte le discipline olimpiche)
  • 20.000 pettorali (per tutte le discipline olimpiche)
  • 3.630 V board per il fondo
  • 3 km di transenne

 

 

 Auguriamo a tutti buona continuazione dei Giochi e tanti indimenticabili successi.

 

www.spm-sport.com

Created: Domenica, 21 Gennaio 2018 04:57
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Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile
 
                                                                                    

Si sa che i percorsi talvolta molto lunghi e spesso da superare su fondi ghiacciati costituiscono uno sgradevole «pass» da subire per lo sciatore che inizia la sua giornata di sci avviandosi, sci in spalla, verso l’impianto di risalita che lo porterà in quota. Il nastro trasportatore prodotto dall’azienda austriaca di Imst si propone come soluzione logistica ideale per questa situazione, consentendo all’utente di raggiungere l’impianto di arroccamento con gli sci ai piedi e in totale relax

Ormai le stazioni sciistiche  offrono quasi sempre agli ospiti un elevatissimo livello di comfort. Al giorno d'oggi non è più possibile fare a meno di collegamenti wireless, seggiovie riscaldate, fantastiche funivie,  comodissime cabinovie e piste perfettamente allestite e battute. Gli ospiti, insomma, possono beneficiare di ogni genere di comodità. Ma anche in presenza di tutti gli standard di elevato comfort, resta ancora in molti casi una situazione critica che può disturbare il feeling tra l’utente e la località sciistica. Infatti, proprio all'inizio della giornata sugli sci, si può incontrare il fastidioso problema di spostarsi dal parcheggio delle macchine al primo impianto portandosi gli sci in spalla e camminndo con gli scarponi ai piedi su un terreno spesso ghiacciato e per tratti spesso anche abbastanza lunghi. È dunque innanzitutto necessario gestire questi percorsi faticosi dai parcheggi ai primi ski-lift per cancellare questo fastidioso inconveniente. Infatti questi tragitti sono spesso ripidi e scivolosi e vengono percepiti come relativamente difficili con gli scarponi da sci ai piedi. Un esempio di come si possono «recuperare» i propri ospiti sin dal parcheggio è stato offerto in questa stagione invernale dalla tappa di Coppa Mondo a Cortina d'Ampezzo per le prove di velocità sulla mitica pista delle Tofane nell’incantevole panorama delle Dolomiti. Con il nuovo tappeto magico installato dalla Sunkid, percorrendo solo pochi scalini, da quest’inverno gli ospiti della «regina delle Dolomiti» dall'estremità inferiore del parcheggio raggiungono il nastro trasportatore e procedono comodamente verso la stazione a valle . Dopo la discesa, gli ospiti attendono solo per pochi altri metri, senza ulteriori sforzi e stress, fino a quando non raggiungono la cassa e il primo skilift. Se desiderano procedere fino allo skilift successivo dopo aver strappato il biglietto, a disposizione degli amanti degli sport invernati si trova di nuovo un tappeto magico con cui possono superare un'altra gradinata.  E così una meravigliosa giornata sugli sci ha inizio senza fatica e senza stress q eusto è il modo migliore per cominciare bene. Questo esempio rappresenta solo una delle numerose possibilità d'applicazione del tappeto magico come mezzo di trasporto anche intorno al complesso sciistico. E lo stesso vale per il percorso che si snoda dal centro della località fino alla funivia o anche per il rientro in hotel.
Il tappeto magico, che si può utilizzare a prescindere dalle condizioni climatiche, non deve obbligatoriamente trovarsi su prati, ma può anche essere integrato nell'asfalto sotto forma di installazione permanente per consentirne l'impiego tutto l'anno.

Esempi dei progetti realizzati nell'area
a margine del complesso sciistico:

● parcheggio per autovetture in direzione alla stazione a valle
● sottopassi
● attraversamento con ponte
● raccordi alla zona della gastronomia
● percorsi di ritorno alla stazione degli ski-lift
● collegamento tra complessi sciistici
● ghiacciaio in direzione della stazione di montagna
www.sunkidworld.com

Created: Venerdì, 19 Gennaio 2018 10:12
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Tags: Gestione area sciabile

I poliziotti sciatori in pista
per la sicurezza e il soccorso

Il servizio coordinato dal Centro Addestramento Alpino di Moena opera da sessant’anni fedele come sempre all’impegno di tutelare gli sciatori di tutte le età sulle piste da sci. Quest’anno sono 194 gli operatori che compongono le pattuglie presenti in 53 località sciistiche italiane. Sono grandi appassionati della montagna altamente qualificati, usciti da specifici corsi di formazione, che hanno il compito di sorvegliare sul traffico sciistico e di intervenire in caso di incidenti e infortuni, svolgendo anche funzioni di prevenzione controllo sempre più sollecitate dall’alta frequentazione delle stazioni invernali e da tendenze sportive talvolta pericolose

Dice il dottor Vittorio Zamparelli, funzionario della Polizia di Stato e direttore del Centro Addestramento Alpino di Moena: «Quest’anno il nostro Servizio Sicurezza e Soccorso in montagna vede impegnati 194 operatori da noi formati e altamente qualificati distribuiti in 53 località sciistiche. Le pattuglie attive sui territori, composte da un minimo di tre elementi, dipendono da 13 Questure ma durante la loro attività continuano a fare riferimento a noi per quanto riguarda il coordinamento tecnico.  I nostri poliziotti sciatori rappresentano un presidio dello Stato in montagna, svolgono una funzione di tutela della sicurezza e compiti di assistenza che sono molto apprezzati dalle società di gestione delle località che dagli stessi sciatori, dai quali abbiamo avuto molti attestati di riconoscimento e di stima». Si sta parlando del servizio che la Polizia di Stato svolge da sessant’anni, vale a dire da quando il suo embrione nacque con la costituzione di un nucleo di 100 agenti destinati a garantire ordine pubblico e sicurezza in occasione delle Olimpiadi bianche di Cortina d’Ampezzo del 1956. Da allora, salvo un brevissimo periodo a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta quando tutte le risorse delle forze dell’ordine vennero impegnate nella lotta al terrorismo, questo servizio gestito all’interno dell’ufficio Affari Generali dal Centro Addestramento Alpino di Moena ha costituito un presidio di legalità e sicurezza sulle nevi dei comprensori sciistici. Nel corso degli anni ha assunto avanzatissime caratteristiche professionali, e non è un caso che le polizie europee più volte facciano riferimento all’esperienza italiana per ricevere corsi di formazione e di aggiornamento. Alla meticolosa preparazione giuridica gli operatori del servizio devono aggiungere un’elevata abilità sciistica ed approfondite conoscenze dell’ambiente montano. I «poliziotti sciatori» («Ricordo un articolo di giornale degli anni Sessanta – dice Zamparelli -  che li aveva già definiti allora “angeli della neve”») presidiano le  skiarea, intervengono in caso di comportamenti irregolari da parte degli sciatori e sono in grado anche di assistere gli infortunati nella sterminata casistica di incidenti più o meno gravi che si registrano ogni inverno. Vengono addestrati in corsi di formazione e di costante aggiornamento e costituiscono una presenza spesso fondamentale e risolutrice per le vite umane in pericolo o in difficoltà. Soprattutto in questi ultimi anni, l’esplosione del fenomeno del freeride, la pratica dello sci fuori pista e in neve fresca, ha visto impegnati giornalmente gli operatori della Polizia di Stato in recuperi di sciatori infortunati o addirittura, purtroppo, deceduti a causa di traumi o poiché travolti da valanghe. «Sono naturalmente ottimi sciatori, la maggior parte dei quali ha anche frequentato corsi di specializzazione sci /alpinistica tenuti presso il CAA, animati soprattutto da una grande passione per la montagna e per questa attività di servizio gratificante ma anche molto impegnativa». Il dottor Zamparelli («Mi ritengo un discreto sciatore»), romano, 58 anni, laureato in Giurisprudenza nel 1987 e sposato con due figli («La mia

 
 
 

famiglia sta a Roma ma è sempre felice di venirmi a trovare in una località splendida come la Val di Fassa») dirige il Centro Addestramento Alpino di Moena da tre anni: «Operiamo la prima selezione tra i poliziotti che si candidano a questo incarico, organizziamo e gestiamo i corsi di formazione e di addestramento tenuti da istruttori della struttura, molti dei quali sono anche Guide Alpine e molti provengono dal  Gruppo Sportivo FFOO Moena che ha sede presso il Centro. A questi, ogni anno, segue un corso di aggiornamento. Provvediamo all’equipaggiamento delle pattuglie coordinandoci con le Questure presso le quali verranno inviati a presidio delle aree sciistiche». Gli uomini della Polizia di stato in servizio sulle piste sono in grado di assicurare un’efficace controllo del territorio, prevenendo e reprimendo i comportamenti illeciti o scorretti, e nel caso di incidenti di operare i necessari rilievi per accertare le reali responsabilità. «I nostri poliziotti sciatori – dice  Zamparelli – sono ufficiali di pubblica sicurezza e agenti e ufficiali di polizia giudiziaria.  Possono operare in ambiti di polizia giudiziaria, comminare sanzioni in caso di comportamenti scorretti nel rispetto del codice di comportamento sulle piste da sci. Con la loro presenza danno sicurezza, fanno sentire ai cittadini-sciatori la presenza delle forze dell’ordine e hanno le capacità e le competenze per intervenire in missioni di soccorso, sono forniti di un’efficace preparazione per il primo intervento su traumi ed una consolidata e documentata abilitazione all’utilizzo del defibrillatore». Importante è il rapporto di collaborazione che si instaura con le società di gestione dei comprensori sciistici che forniscono alle pattuglie loro assegnate la sistemazione logistica. «È importante per le località poter disporre di un servizio che garantisce legalità e sicurezza sulle piste, capacità di intervento in diversi ambiti, professionalità e dedizione. Ma un altro non trascurabile contributo a cui i gestori tengono molto è la professionalità che i nostri uomini possono fornire nelle rilevazioni necessarie a seguito di incidenti  in pista, una casistica che spesso produce lunghi strascichi giudiziari e vede pesantemente coinvolti i gestori degli impianti. Le valutazioni oggettive e fattuali sul luogo dell’incidente svolte dai nostri uomini hanno valore probatorio e assumono rilevanza determinante».
Il Servizio Sicurezza e Soccorso in montagna, di recente regolamentato da un Decreto del Capo della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, viene svolto alle dirette dipendenze delle Questure di riferimento ed in particolare degli Uffici Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, sotto il coordinamento tecnico del Centro Addestramento Alpino. L’attività, che impiega uomini e mezzi secondo un piano di anno in anno licenziato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, inizia, di norma, l’8 dicembre con l’apertura dei primi impianti e cessa soltanto alla chiusura dell’ultimo comprensorio servito. Viene svolto 7 giorni su 7 dall’orario di apertura delle piste alla chiusura giornaliera degli impianti. Le pattuglie operanti sono tenute a garantire l’efficacia del servizio gestendo, d’intesa con la Questura, la fruizione di ferie o recuperi. Qualora se ne verificasse la necessità viene sostituito con altro personale in modo da non pregiudicare la funzionalità del dispositivo. Tutto ciò comporta evidentemente uno sforzo logistico non indifferente ed un continuo coordinamento tra Questure, competenti Direzioni Centrali della Polizia di Stato e Centro Addestramento Alpino . «I nostri ragazzi – dice Zamparelli – sono tosti perché amano la montagna e quello che fanno. Cominciano alla mattina presto e staccano solo alla fine della giornata facendo “la scopa”, vale a dire verificando che, a impianti chiusi, non ci siano più sciatori sulle piste e quindi che nessuno sia in difficoltà. È un impegno continuo che si può sostenere solo se si è animati da una grande passione».




Created: Venerdì, 19 Gennaio 2018 10:12
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Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile


La stagione invernale 2016-2017 è stata sulle Alpi  italiane divisa in 2 periodi come quella  precedente. La prima parte dell’inverno è stata scarsa di precipitazione e mite a dicembre e novembre, la seconda da febbraio in poi nevosa ma non con importanti quantità. Questo andamento si è ripercosso molto sulla disponibilità della risorsa idrica nivale, specie nelle Alpi orientali.
I dati utilizzati in questo lavoro provengono dai data base dei Servizi Valanghe AINEVA, dalle stazioni di rilevamento presso le dighe delle diverse Compagnie di gestione delle acque superficiali dell’arco alpino (CVA Valle D’Aosta, Enel) , dalla Società Meteorologica Italiana,  dalla consultazione  delle banche dati on-line di alcune regioni, (www.meteotrentino.it, www.provincia.bz.it, http://www.arpa.veneto.it), da comunicazioni personali (http://marcopifferetti.altervista.org/) e dalla consultazione di  alcuni bollettini valanghe del Meteomont (www.meteomont.org).
Per quanto riguarda i dati degli incidenti da valanga sull’arco alpino sono stati consultati i siti www.aineva.it, www.avalanches.org, www.slf.ch e www.anena.org.

La precipitazione nevosa e la neve al suolo
Per analizzare il cumulo stagionale di neve fresca (HN), che viene utilizzato come riferimento per descrivere l’andamento della stagione invernale con riferimenti storici, espresso come SAI Index e calcolato per tutto l’Arco Alpino Italiano, sono state utilizzate 80 stazioni nivometeorologiche ubicate fra i 400 e 2740 m di quota.  Il SAI Index della stagione 2017, per le Alpi, è stato pari a -0.93 (l’indice è adimensionale, 1= inverno medio), sotto la soglia dello 0.10 percentile (-0,80) ad indicare un inverno eccezionalmente (raro) scarso di neve
La spazializzazione del valore del SAI Index evidenzia l’andamento nelle diverse geografiche, con i valori maggiori nelle Alpi Marittime e in Valle d’Aosta, frutto delle nevicate autunnali, in Alto Adige lungo la cresta di confine con l’Austria e nel gruppo dell’Adamello. In tutte le altre aree i valori sono stati fortemente al di sotto della media. I valori dei SAI Index per le Alpi occidentali è stato di -0.53 , per quelle centrali di -0,96 e per quelle orientali di -1,27.
Lo scarto percentuale della precipitazione nevosa rispetto alla media 2010-2016 per novembre-gennaio e febbraio-aprile, evidenzia oltremodo la scarsità di neve della prima parte dell’inverno e la maggior nevosità della seconda parte. In particolare, da febbraio in poi, la precipitazione è stata maggiore nelle Alpi occidentali e lungo la cresta di confine con l’Austria. Anche le Dolomiti meridionali e le Orobie hanno avuto un discreto innevamento.
A fine novembre, nelle Alpi occidentali, in particolare dalle Alpi Liguri alle Alpi Graie, l’inverno era partito bene con oltre 100-120 cm di neve fresca in pochi giorni (21-25 novembre) e oltre i 200 cm in alta quota, andando a formare un normale manto nevoso. Sul resto delle Alpi, in quel periodo le nevicate sono state ridotte man mano che si procedeva verso oriente fino ad essere quasi assenti come neve dalla sinistra del fiume Adige alla Slovenia.
Il  19-21 dicembre nevica ancora nella parte occidentale delle Alpi mentre per vedere la neve anche sulle Alpi orientali occorre aspettare il 12-14 gennaio 2017 con 15-20 cm in quota. Il 13 gennaio nevica anche in pianura.
La prima nevicata importante del 2017 arriva solo tra il 2 e il 6 febbraio quando grazie a diversi impulsi perturbati cadono circa 40-60 cm ovunque oltre i 1500 m con limite neve a 700 m nelle Alpi e più elevata nella fascia prealpina.
Fra il 6 e l’9 febbraio un nuovo impulso determina la comparsa della neve ancora a bassa quota. Dall’11 di febbraio in poi le temperature dell’aria aumentano di nuovo e rimangono sopra la media fino a fine mese.
Poi occorre aspettare la fine del mese di febbraio (28-1 marzo) per avere ancora nuove precipitazioni che proseguiranno anche nei primi giorni di marzo (4-6 marzo)  con abbondanti nevicate un po’ su tutto l’arco alpino.
L’ultima decade del mese marzo è stata caratterizzata invece da una maggiore variabilità che ha interessato maggiormente la parte occidentale delle Alpi con neve (23-26 marzo)  a fine episodio anche a bassa quota..
Il 2-3 aprile un nuovo episodio porta 50-70 cm di neve fresca in quota nelle Alpi occidentali e solo 15-20 nelle Alpi orientali. Seguono poi temperature molto miti fino a fine mese.
Infine, fra il 25 di aprile e il 4-5 di maggio, avviene l’ultimo periodo nevoso importane sull’Arco alpino meridionale. La neve e poi le basse temperature del mese di maggio, hanno contribuito a far rimanere la neve in montagna a lungo.
Questo andamento della stagione invernale ha portato ad un importante deficit di risorsa idrica nivale specie nelle alpi orientali.

Durata ed estensione del manto nevoso nelle Alpi
La stagione invernale da dicembre ad aprile (DJFMA) è durata -25 giorni oltre i 1600 m di quota, la più breve dal 1950 preceduta solo dall’inverno 1988-89 e di - 76 giorni fra gli 800 e i 1600 m di quota, valore più basso in assoluto degli ultimi 67 anni. Nei mesi di marzo e aprile (MA), la neve al suolo è durata rispettivamente -9 giorni ad alta quote (> 1600 m)  e -26 giorni bassa quota (< 1600 m). In quota la neve è poi durata a lungo nel mese di maggio e a seguito delle nevicate del periodo 25 aprile- 5 di maggio.
Nell’immagine da satellite MODIS del 21 dicembre 2016 è ben visibile la neve (color rosso) sulle montagne del Piemonte e della Valle d’Aosta, nel gruppo dell’Adamello Ortles Cevedale e la mancanza di neve naturale nelle Dolomiti e su tutto il Friuli Venezia Giulia. Il 27 di dicembre il settore centro occidentale delle Alpi è innevato mentre il settore orientale è ancora senza neve. La situazione non è molto differente anche il 21 gennaio 2017. Nell’immagine del 14 febbraio, finalmente si osserva la neve sulle Alpi orientali e la copertura nevosa è estesa. Il 21 di Aprile la neve ormai e scarsa su tutte le Alpi italiane. Le precipitazioni di fine Aprile determineranno una ripresa temporanea della copertura nevosa sulle Alpi.  

Le diverse temperature dell’aria in montagna
La stagione invernale (DJFMA) è stato mite (+1,1°C) e con importanti differenze nei vari mesi. Il mese di dicembre è stato particolarmente mite con una temperatura media positiva (come anche novembre) e uno scarto di 3-4°C rispetto alla media. Questa situazione ha condizionato molto la produzione di neve programmata. A titolo di esempio si riporta un grafico delle giornate utili per la produzione di neve per le Dolomiti in cui si evidenzia questa “difficoltà” climatica per la neve artificiale. Il mese di dicembre è stato in quota  il più mite degli ultimi 30 anni e particolarmente calda è stata la 3^ decade del mese. Tuttavia la neve si è mantenuta fredda per la combinazione delle giornate corte e del forte raffreddamento notturno per irraggiamento.
Il mese di gennaio è stato caratterizzato da un lungo periodo freddo (3-21 gennaio) in cui la prima decade del mese di gennaio è una delle più fredde degli ultimi 30 anni e questo ha favorito la formazione di strati basali fragili di brina di profondità Anche i mesi successivi sono risultati miti, ed in particolare marzo con +2,8°C.
Anche il mese di febbraio è stato mite, specie dal 11 in poi. La prima decade di marzo è stata fredda mentre miti sono state le altre 2 decadi. Complessivamente il periodo MA è stato mite con +1,8°C come nel recente 2014 e nel 2007 .  

Attività valanghiva spontanea e provocata sulle Alpi
L’attività valanghiva spontanea è stata più marcata e incisiva dove gli apporti nevosi sono stati maggiori in una stagione con poca neve.
Al di là di singoli periodi con una attività valanghiva significativa (molte valanghe di medie dimensioni, singole grandi valanghe), i periodi con la maggior attività valanghiva spontanea sulle Alpi sono stati la seconda e la terza decade del mese di marzo, in un periodo caratterizzato da elevate temperature dell’aria e, nella terza decade, da una serie di precipitazioni nevose nelle Alpi occidentali.
Per quanto riguarda gli incidenti da valanga,  ci sono stati 3 periodi importanti e critici.
Il primo in occasione della prima nevicata significativa di febbraio quando dal 4 al 7 di febbraio si registrano ben 5 incidenti da valanga (anche in Svizzera e in Austria si registrano 4 incidenti nello stesso periodo), poi dal 9 al 12 di febbraio con 5 incidenti da valanga in Italia e ben 8 in Francia con 1 sola vittima in provincia di Cuneo e infine dal 1 al 5 marzo con ben 14 incidenti da valanga e 6 vittime.  Nel primo periodo la causa principale degli incidenti è stata la presenza diffusa di strati basali di brina di profondità e di cristalli sfaccettati fragili sui quali si sono adagiate le precipitazioni nevose senza consolidarsi. Nella prima decade di marzo, oltre alla neve fresca, il vento ha giocato un ruolo importante nella maggior parte degli incidenti da valanga. Nella stagione invernale 2016 2017 sono stati classificati 46 incidenti da valanga sulle Alpi italiane con 19 vittime da valanga  (25 in Austria, 22 in Francia, 9 in Svizzera)  e in particolare  6 sci alpinisti, 6 sciatori fuori pista e 7 alpinisti).
A queste vittime occorre sommare 1 vittima su strada ad Ortolano (TE) e le 29 vittime a Rigopiano di Farindola (PE).
L’ultima vittima in abitazione registrata in Italia, risaliva al 23 febbraio 1999 al  Villaggio Dailey  di  Morgex (AO)

Nevosità e incidenti da valanga
Indice di pericolosità
Anche per questa stagione è stato calcolato il valore dell’indice di pericolosità della stagione invernale che mette in relazione il numero di morti da valanga e l’innevamento (Valt e Cianfarra, 2015) .
Globalmente la stagione invernale (da novembre ad aprile) è stata inferiore alla norma per la quantità di precipitazione nevosa  (SAI Index oltre lo 0.10 percentile) ma nella media  come numero di morti in valanga.  La combinazione porta ad un indice pari a 1, ovvero “Più morti e meno neve”. In questo conteggio non sono state considerate le vittime di Farindola (Fig. 15).

Conclusione
La stagione invernale 2016-2017 è stata caratterizzata da due importanti periodi: il primo da novembre a fine gennaio  con poca neve e temperature miti a dicembre, con poche valanghe scarso innevamento eccetto per alcune aree delle Alpi occidentali  e pochi incidenti da valanga. Il secondo periodo, da febbraio ad aprile, con l’inverno caratterizzato da  precipitazioni nevose e periodi di forte instabilità del manto nevoso con  incidenti da valanga concentrati in brevi periodi.

Ringraziamenti
Si ringraziano per il contributo nella raccolta dei dati in campo e per aver messo a disposizione gli archivi: Uffici Valanghe afferenti all’AINEVA, il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), l’Alpin Verein Sudtirol (AVS), il Servizio Valanghe Italiano (SVI/CAI), il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF), il Corpo Forestale dello Stato ed in particolare Stefano Pivot  rappresentate di AINEVA in CISA IKAR nella sessione valanghe.               n

Created: Venerdì, 19 Gennaio 2018 08:27
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Un nuovo palo brevettato che non richiede l’uso di chiavi per l’estrazione; un nuovo sistema di installazione per le reti B; una nuova linea di prodotti destinata ai circuiti motoristici frutto di test rigorosi realizzati in collaborazione con l’università di Saragozza: l’azienda bergamasca non si ferma mai e procede con risultati sempre innovativi sulla strada di una politica produttiva che risponde al comandamento fondamentale di garantire con i suoi prodotti funzionalità, efficienza e, soprattutto, sicurezza ad una clientela che spazia dai comitati organizzatori delle gare di Coppa del Mondo agli sci club e alle scuole di sci

Liski, l’azienda bergamasca che recita un ruolo di leader mondiale negli allestimenti e nelle forniture di attrezzature sportive, nell’ultimo anno ha sottoposto i propri dipendenti a una «full immersion» nella ricerca e nello sviluppo di nuovi materiali. Con l’avvio della stagione sciistica 2017/2018 ha realizzato un nuovo puntale che non prevede l’utilizzo di alcun tipo di chiave o strumento di estrazione. Il puntale «Arrow» (brevettato) è infatti un dispositivo innovativo che gode della proprietà dell’antirotazione grazie alle sue alette che tagliano la neve rendendo più semplice e meno faticosa l’estrazione del palo, nonché consentendo un risparmio di tempo non trascurabile. Inoltre, con i test estivi prestagionali, Liski ha avuto la possibilità di provare 14 tipi di pali con plastiche differenti fino ad arrivare a un palo completamente rinnovato, conferendo alla prestazione dell’attrezzo un notevole salto di qualità rispetto ai loro predecessori. Quest’ultima versione del palo C6 ha debuttato nelle gare di apertura di Coppa del Mondo a Sölden e  a Levi, Alta Badia e Coppa Europa (Obereggen, San Vigilio e Pozza di Fassa), affiancandosi a tutti gli altri modelli della gamma (Top 27, Soft ecc.)  e riscontrando ottimi risultati prestazionali. I Comitati Organizzatori delle gare, i teams delle diverse nazionali di tutto il mondo e la FIS nella figura di Markus Valdner si sono dimostrati estremamente entusiasti, complimentandosi con l’azienda bergamasca affermando: «Questo è il supporto tecnico di cui veramente abbiamo bisogno». Sul fronte delle installazioni per la messa in sicurezza delle piste sono state fatte delle migliorie su tutti i sistemi a cominciare dalle reti B che sono da sempre sinonimo di sicurezza nel mondo delle gare di sci. Infatti i pali non sono più agganciati in mezzo ai «tendirete» bensì infilati tra le maglie della rete in modo da migliorare notevolmente i tempi di installazione e soprattutto riducendo i costi per gli addetti ai lavori in pista non dovendo più prestare attenzione a quale lato della pista debbano essere destinate. Parlando sempre di sicurezza, Liski ha ampliato le sue linee: partendo da quella della manutenzione sci/snowboard, nata insieme all’azienda, a quella per gli altri sport invernali si è arrivati nell’orbita del  calcio, e ora si è data vita alla linea Motorsport. Con i test effettuati ad Aragon all’ Impact Laboratory (in collaborazione con l’Università di Saragozza e il Comitato Bioetico Internazionale) insieme all’ ingegnere biomeccanico e robotico Mario Maza (uno dei due biomeccanici migliori al mondo), Liski ha ricevuto l’omologazione di tutti i suoi prodotti di sicurezza dalla FIM (Federazione Motociclistica Internazionale). L’azienda è naturalmente molto orgogliosa e fiera per questo riconoscimento in quanto questo laboratorio è uno dei cinque al mondo in grado di poter effettuare test con l’ausilio di cadaveri, facile quindi comprendere quante informazioni preziosissime si possono ottenere rispetto all’utilizzo dei classici manichini e a che severità è sottoposto il prodotto. Questi tipi di protezioni hanno riscosso successo ad Aragon, Barcellona, test importanti al Mugello (la Kitzbühel dei circuiti motoristici), Sepang e Philip Island. Nonostante Liski avesse già certificazioni ottenute presso il CSI di Bollate (MI), sull’intera gamma dei propri prodotti, sulla base di tutto questo ancora una volta l’azienda bergamasca si pone come pioniera nello studio e nella ricerca di soluzioni a garantire sempre di più la sicurezza degli atleti e degli utenti della montagna. La soddisfazione per aver sottoposto all’attenzione della FIS (Federazione Internazionale Sci) questo tipo di procedure onde aumentare il livello di sicurezza negli sport invernali e il fatto che la Federazione stessa l’abbia recepito è naturalmente motivo di orgoglio. A seguito di questo rapporto di collaborazione la FIS ha costituito un workshop fra le aziende in modo da costituire un piano di lavoro sulla base di criteri comuni di sicurezza per rendere meglio gestibile il controllo di reti e installazioni sulle piste. Questi sistemi di sicurezza sono stati inoltre impiegati nelle recenti competizioni di Coppa del Mondo di Snowboard e Freestyle in occasione del BIG AIR di Milano nell’area Experience. Non solo gare ma soprattutto sicurezza. Oltre i materassi, gli impianti A e le reti di sicurezza LISKI si è spinta oltre diventando distributore ufficiale del drone SNIPER della azienda ATM Srl, un drone creato per il disgaggio valanghe, con oltre 30 disgaggi, previene eventuali valanghe indesiderate. A Livigno vi è stato da poco un convegno il quale ha riscosso interesse e successo. L’azienda in questi mesi subirà un ampliamento dei capannoni di 1700mq per un totale 12000mq di azienda. Inoltre entrerà a farvene parte Carlo Fernandez membro del Comitato Organizzatore dei XX Giochi Olimpici e Paralimpici di TORINO 2006 con ben altre esperienze internazionali in differenti settori sportivi in qualità di Cooperator Manager oltre che a Riccardo Suardi che nella sempre più richiesta di prodotti personalizzati si dedica completamente alla grafica dedicata. A proposito di Olimpiadi e Paralimpiadi vi ricordiamo che quest’anno saremo presenti con i materiali di sicurezza e quant’altro a Pyeongchang 2018 in Corea.
www.liski.it

 

Created: Lunedì, 05 Giugno 2017 04:57
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Una fiera è un evento sempre molto importante e MND Group, anche quest’anno, ha presenziato a quella in territorio austriaco: Interalpin. La manifestazione che, oramai da qualche anno, ha assunto un carattere spiccatamente internazionale per la variegata presenza di operatori provenienti da qualsiasi parte del globo, si è confermata per il gruppo francese un momento d’incontro molto efficace e proficuo. Lo spazio fieristico, identificando ancora una volta le dinamiche del gruppo, era suddiviso in aree tematiche che mettevano in risalto le cinque business unit: impianti di risalita-LST, innevamento-SUFAG, sicurezza-TAS e MBS, outdoor e tempo libero-Tecfun.
Nel corso della tre giorni di Innsbruck, i visitatori (austriaci, italiani, spagnoli, svizzeri, americani, russi ma anche turchi, svedesi, rumeni) che hanno affollato lo stand venivano accolti in un contesto piacevole e rilassante ed avevano l’opportunità di visionare la gamma completa dei prodotti proposti dalla multinazionale francese: dai generatori di neve, agli impianti di risalita, dai materiali di protezione per le piste, alle Zipline e Bob Kart, ai famigerati Gazex® ed O’Bellx®.
Dato l’inverno passato, caratterizzato da scarse precipitazioni nevose, un apprezzabile interesse è stato riscosso dal il sistema per produrre neve alle alte temperature o meglio a temperature positive, B4 snow maker e B4-7 snow maker/multiplier.
Anche l’innovativa tecnologia per l’ammorsamento automatico, introdotta sul mercato da LST circa un anno fa, è stata oggetto di particolare attenzione e curiosità, scatenando l’interesse degli addetti ai lavori sorpresi da questa soluzione alternativa e nello stesso tempo molto efficace. Oltre che dai sistemi di distacco valanghe TAS, in questa occasione, l’attenzione dei clienti è stata catalizzata dal plastico che riproduceva un’installazione in sito del «sistema Modulo». È da un paio d’anni, infatti, che TAS propone questa soluzione per l’allargamento di piste strette e di passaggi dedicati a mezzi battipista e a quelli per la manutenzione. Con questo nuovo prodotto, la società ha brevettato un sistema che associa sostegno ed ampliamento mediante una soluzione a gabbia provvista di una piattaforma a sbalzo di 260 cm, la cui installazione non richiede realizzazione di ancoraggi, perforazioni o gettate di cemento e garantisce una riduzione della movimentazione di terreno rispetto alle soluzioni tradizionali. Per la sua semplicità di posizionamento può essere montato direttamente dal cliente, ottenendo così una riduzione dei tempi di realizzazione dell’intervento e dando vita di conseguenza ad una diminuzione significativa della spesa complessiva rispetto alle soluzioni abituali (vedi per esempio le terre armate). È particolarmente adatto su pendenze di 40°, per scarpate già provviste di scogliera o di qualsiasi altro sistema di consolidamento del terreno ed in zone dove sono presenti linee elettriche o dell’innevamento interrate che limitano la possibilità di terrazzamento. La piattaforma a sbalzo, viene realizzata tramite la posa di gabbie, sormontate da una base in legno ad ampia sezione, trattata in autoclave classe IV che integra e garantisce di serie, un sistema di reti di protezione per gli sciatori. La larghezza di 260 cm del Modulo permette di guadagnare in spazio, fino a 4 ml. Le gabbie di sostegno e le finiture sono tutte in acciaio zincato.
A dimostrazione del fatto che il sistema riscuote notevole interesse ed apprezzamento da parte dei clienti, dopo una prima installazione effettuata nell’autunno dello scorso anno a San Martino di Castrozza per la società Partecipazioni Territoriali, nei prossimi mesi la stessa soluzione sarà adottata dalla società piemontese San Domenico Ski. È di qualche giorno prima della fiera la firma di un contratto che prevede la fornitura di 46 elementi per 180 ml che verranno utilizzati nell’allargamento della pista di rientro.
A conclusione stagione, vista la complicata situazione valanghe che ha interessato la zona appenninica nei primi mesi di quest’anno, TAS e MND Italia, forti della collaborazione tra business unit e filiale, hanno deciso di organizzare una giornata di studio avente come tema «Valanghe, gestione del rischio tramite il monitoraggio ed il distacco preventivo». La filosofia che TAS persegue da un po’ di anni infatti, è quella che una buona gestione del rischio valanghe e dei sistemi per il distacco programmato, si ottengono in prima battuta con un rilevamento ed un’analisi preventiva costante di tutti i dati nivo-meteo relativi alla zona d’intervento. I relatori presenti all’incontro erano esperti di livello internazionale quali: Jürg Schweizer direttore dell’istituto Neve e Valanghe di Davos che ha esposto i risultati dei test comparativi nella neve, esplosivi solidi Vs gas ed Igor Chiambretti dell’AINEVA che ha presentato un’analisi della situazione valanghe negli Appennini (inverno 2017) ed i modelli di gestione dell’emergenza, coadiuvati da Federico Ceccarelli di Techcom, Massimiliano Barbolini di FlowIng, Lorez Meier di Geopraevent e David Poulet di TAS. La platea vasta e variegata, composta da più di 90 operatori del settore montagna tra uffici valanghe, militari, studi professionali, stazioni sciistiche, ha dimostrato un grado d’interesse e di partecipazione elevati, esprimendo grande soddisfazione per gli argomenti trattati e l’organizzazione generale.
www.mnd-group.com