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Tag: Impianti Di Risalita

Created: Lunedì, 14 Maggio 2018 08:04
Hits: 226
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita

«Confermiano il nostro impegno 
per le sfide di oggi e di domani»

Pubblichiamo il testo integrale della relazione con cui il presidente dell’associazione degli esercenti funiviari dell’Alto Adige ha aperto il congresso che si è svolto l’11 aprile a Bolzano. Nella sua analisi Sartori non ha nascosto i problemi che stanno di fronte alla categoria degli impiantisti ma ha anche rivendicato i risultati ottenuti quali motori di una economia trainata dalla pratica degli sport invernali che produce benessere e posti di lavoro per l’intera filiera del turismo. Con capacità imprenditoriale e onerosi investimenti si è riusciti a superare anche le stagioni più critiche e ad avere, come nell’inverno appena concluso, risultati positivi. Bisogna dunque continuare sulla strada di un costante miglioramento dell’offerta per  consolidare il proprio ruolo e garantire, nello stesso tempo, la salute e lo sviluppo delle imprese

di Helmut Sartori presidente
dell’associazione degli esercenti funiviari dell’Alto Adige 

Autorità del Tirolo e dell’Alto Adige, cari amici esercenti funiviari sui due lati del Brennero. Salutiamo per la prima volta quest’anno i nostri colleghi del Trentino a cui porgo il più cordiale benvenuto. Un particolare saluto è rivolto al vicepresidente del gruppo tecnico degli esercenti funiviari tirolesi, Hannes Parth e al presidente degli esercenti funiviari Trentini, Francesco Bosco.  Rivolgo un cordiale saluto anche alle relatrici di oggi, Martha Gärber e Tanja Frieden, nonché ai rappresentanti della stampa.  Siamo particolarmente lieti di organizzare oggi a Bolzano questo convegno comune, in occasione della fiera specialistica Prowinter, cosa di cui ringrazio l’amministrazione fieristica, il presidente Dr. Armin Hilpold e il direttore Dr. Thomas Mur. Sono ormai trascorsi oltre vent’anni da quando si è svolto il primo convegno comune degli esercenti funiviari, a quei tempi a Merano. Da allora ci incontriamo regolarmente per procedere ad uno scambio di esperienze, discutere gli sviluppi del turismo montano e, in relazione a ciò, dibattere i problemi comuni. Siamo profondamente convinti della necessità d’intensificare in futuro questa cooperazione e di ampliarla ulteriormente, nell’intendimento di affrontare insieme le sfide sempre più ambiziose che si profilano all’orizzonte, soprattutto a livello dell’Unione Europea, alla ricerca, ove possibile, di soluzioni.   «Il valore del nostro lavoro a sostegno dell’economia»  Il nostro settore è ripetutamente sotto i riflettori dei mass media e viene spesso duramente criticato. Troppo di frequente ci viene attribuito il marchio di devastatori dell’ambiente, anche se ciò non risponde a verità, perché sappiamo benissimo che l’ambiente costituisce, anche per noi, un capitale prezioso. La circostanza che le imprese funiviarie diano un apporto determinante al valore aggiunto del turismo invernale, e nel frattempo anche di quello estivo, assicurando alle nostre valli alpine occupazione e benessere, e rappresentando per l’indotto del turismo una risorsa irrinunciabile, sono aspetti che, purtroppo, passano spesso in secondo piano. I circa 12 milioni di pernottamenti invernali in Alto Adige corrispondono ad un valore aggiunto annuale in forma di potere di acquisto generato esternamente di circa 1,9 miliardi di euro, equivalenti al 9,5% del prodotto interno lordo dell’Alto Adige. Le aree sciistiche altoatesine danno lavoro a circa 2.000 addetti, di cui 750 con contratto di lavoro a tempo indeterminato e 1.250 con contratto di lavoro stagionale. Gran parte degli addetti stagionali sono agricoltori che possono disporre in tal modo di una fonte di reddito aggiuntiva sicura. Attualmente l’Alto Adige conta 370 impianti funiviari che trasportano annualmente durante la stagione invernale oltre 120 milioni di passeggeri. Il fatturato annuo ammonta a circa 300 milioni di euro. C’è una lezione che possiamo senz’altro trarre dall’esperienza dell’ultimo inverno: non si discute sul fatto che lo sci sia (e che sarà) la locomotiva del turismo e che rappresenti anche una garanzia del successo economico e dell’occupazione, rendendo l’arco alpino una delle regioni più attraenti anche in una prospettiva futura. Le statistiche dimostrano che per circa il 70% degli ospiti invernali la possibilità di sciare rappresenta il criterio determinante al momento di effettuare una prenotazione. Perché in futuro la situazione non cambi devono essere però poste in essere misure e iniziative appropriate. Una sfida importante sarà rappresentata dalla valorizzazione degli sport invernali, rendendoli ancora più interessanti e attraenti e dando loro nuovi impulsi. Moderni impianti di risalita, una preparazione eccellente delle piste e una ricca offerta gastronomica rappresentano un presupposto essenziale, ma spesso non sufficiente, per il successo di una destinazione turistica. Si riscontra in generale un chiaro aumento delle aspettative nei confronti degli sport invernali e quindi anche degli impianti funiviari. Divengono sempre più importanti un posizionamento univoco e un profilo ben definito. Ciò vale soprattutto per le aree sciistiche più piccole, ove questi requisiti rappresentano a lungo termine una condizione di sopravvivenza. Devono essere offerte prospettive avvincenti, che facciano dello sci, e con esso anche delle vacanze invernali, un’esperienza a trecentosessanta gradi. Per raggiungere quest’obiettivo e garantire agli sport invernali e alle vacanze sugli sci un posizionamento di lungo periodo, è necessaria una cooperazione ancora più stretta tra tutte le categorie operanti nel turismo invernale.  L’onere degli investimenti e il ruolo della Giunta Provinciale  Grazie alla nostra continua capacità innovativa si è potuta allestire un’ottima offerta di piste da sci ben preparate e di modernissimi impianti di risalita, che consentono agli ospiti di ammirare il nostro splendido paesaggio montano in assoluta sicurezza e con il massimo comfort. Sono però necessari allo scopo ogni anno notevoli investimenti per mantenere lo standard elevato della nostra offerta di servizi, nonché per aumentarlo ulteriormente e per soddisfare le esigenze in costante mutamento dei nostri ospiti, in sintonia con l’evoluzione delle attività ricreative.  Ci sono però anche aree meno sviluppate e imprese funiviarie con limitate capacità d‘investimento, che devono essere particolarmente sostenute e incentivate per poter rimanere competitive. È innegabile che gli sforzi economici che il nostro settore deve intraprendere comportano costi sempre più elevati. Basti pensare al continuo lievitare dei costi dell’energia e dei carburanti, che aumentano esponenzialmente da un anno all‘altro. La Giunta provinciale altoatesina ha recentemente rielaborato i criteri sugli incentivi all‘economia. Negli ultimi 10 anni si sono investiti solo nella costruzione e nell’ammodernamento degli impianti funiviari mediamente circa 50 milioni di euro ogni anno.  Cospicui investimenti saranno dedicati nei prossimi anni in particolare alla costruzione di bacini di accumulo e all’ampliamento e potenziamento degli impianti di innevamento. Attualmente in Alto Adige abbiamo un volume d’invaso complessivo di 1,55 milioni di metri cubi d’acqua per l’innevamento programmato, ulteriori bacini di accumulo con un volume d’invaso di circa 1,5 milioni di metri cubi sono attualmente in fase di progettazione. Al fine di garantire un utilizzo sostenibile delle risorse idriche e di soddisfare i criteri stabiliti dal Piano generale di utilizzazione delle acque pubbliche entro il 2020 sarà necessario un volume d’invaso aggiuntivo di circa 2,2 milioni di metri cubi d’acqua, per consentire l’innevamento delle piste da sci in un periodo relativamente breve.   Il tema importante del «ricambio generazionale»  Una delle sfide maggiori è senza dubbio rappresentata, anche in considerazione dello sviluppo demografico, dalla problematica del ricambio generazionale. Da alcuni anni non si può più ignorare nelle classiche regioni alpine, come la Svizzera, la Germania, l’Austria e l‘Italia e anche l’Alto Adige, la circostanza che sempre meno bambini e adolescenti imparino e pratichino effettivamente gli sport sulla neve – e in particolare lo sci e lo snowboard. Soprattutto sul mercato principale, quello tedesco, ove le settimane degli sport invernali rappresentavano fino a pochi anni fa una componente fissa nel programma didattico, constatiamo un atteggiamento sempre più critico nei confronti del turismo sugli sci. I motivi per cui ci sono meno bambini sulle piste sono svariati: vi rientrano, ad esempio, l’intenso calendario scolastico, che lascia sempre meno tempo agli sciatori in erba per la pratica delle attività ricreative, come anche la «burocratizzazione» delle manifestazioni scolastiche in generale e la questione della responsabilità del personale didattico. Si aggiunga a ciò anche il fattore, spesso sottovalutato, della competizione con altre attività per il tempo libero, e soprattutto con le offerte ricreative virtuali.  A livello locale è stato istituito alcuni anni fa un apposito gruppo di lavoro che ha approfondito la tematica. In cooperazione con il Collegio professionale dei maestri di sci, con l’Intendenza scolastica e la F.I.S.I. e con il sostegno di IDM, sono state lanciate varie attività e iniziative mirate, aventi l’obiettivo di entusiasmare per lo sci bambini e ragazzi e di rendere più agevole familiarizzarsi con questa disciplina sportiva. Contemporaneamente molti comprensori altoatesini offrono attività mirate di promozione degli sport invernali, che talora si spingono fino a dare ai bambini la possibilità di imparare a sciare gratuitamente.  L’ultima stagione è stata positiva e lo sci resta il traino principale  La stagione invernale che volge al termine ci ha nuovamente dimostrato che per l’attrattiva e la competitività della nostra offerta di servizi sono necessarie, oltre allo sci, anche infrastrutture adeguate, strutture alberghiere e un’offerta alternativa per il tempo libero. Sono stati recentemente pubblicati i primi dati sugli arrivi e i pernottamenti della stagione invernale appena conclusa, che includono anche gennaio. Essi si presentano assai lusinghieri con un incremento del 6,62% rispetto all’anno precedente. Riteniamo che a fine stagione si registrerà un sensibile aumento, sia degli arrivi, sia dei pernottamenti nelle strutture recettive dell’Alto Adige rispetto all’anno prima. A questo risultato hanno contribuito in misura determinante le generose nevicate di inizio stagione e durante tutto l’inverno, a cui si deve quest’anno, al confronto con gli ultimi tre anni, un incremento delle vendite di skipass stagionali e di abbonamenti giornalieri, oltre che la diffusione di una positiva atmosfera invernale. Il risultato stagionale di quest’anno sarà quindi nuovamente positivo per le aziende altoatesine del settore. Tutti i comprensori registrano incrementi di fatturato di vari ordini di grandezza, motivo per cui anche quest’anno le nostre aziende associate effettueranno nuovamente cospicui investimenti allo scopo di mantenere elevata l’attrattiva della location altoatesina. Questo aspetto positivo permette, a mio avviso, di trarre le seguenti due conclusioni: Primo: lo sci continua ad essere assai popolare e, a essere onesti, non esiste una vera alternativa a questa disciplina sportiva per la stagione invernale. Lo sci è e rimane il principale volano del turismo invernale. Questo dato di fatto è stato nuovamente confermato dalla corrente stagione invernale. 
Secondo: gli ultimi anni hanno dimostrato che noi esercenti funiviari siamo in grado di affermarci anche in circostanze difficili. Affrontiamo con successo ogni sfida, non da ultimo grazie allo zelo e alla professionalità dei nostri collaboratori. Concludo qui il mio intervento, rivolgendo a tutti i presenti un augurio di buon lavoro per il convegno odierno.

Molte grazie per la cortese attenzione.

Created: Lunedì, 14 Maggio 2018 07:31
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Category: Portfolio
Tags: Fiere Convegni, Impianti Di Risalita, Associazioni
 

La passione e l’orgoglio
a nord e a sud del Brennero

I rappresentanti degli esercenti funiviari dell’Alto Adige, del Tirolo e del Trentino si sono incontrati l’11 aprile a Bolzano, durante le giornate di Prowinter, per l’11° congresso, l’ultimo in ordine cronologico di una storia di relazioni e collaborazioni avviata una ventina d’anni fa. Dalla relazione del presidente degli impiantisti altoatesini Helmut Sartori e da quelle che sono seguite, sono emersi i propositi comuni di continuare sulla strada dell’impegno imprenditoriale della categoria per lo sviluppo del turismo invernale, sfidando le incognite climatiche e  le croniche avversioni alle imprese funiviarie nella consapevolezza che questa attività, al servizio degli sport e delle vacanze invernali, resta il motore principale per consentire la continuità e il benessere economico di interi territori montani

 

L’11° Convegno degli esercenti funiviari dell’Alto Adige e del Tirolo si è svolto l’11 aprile scorso  nella cornice di  Prowinter presso il Centro Congressi di Fiera Bolzano riflettendo per la prima volta, con la prima partecipazione di una rappresentanza dei funiviari trentini,  l’importante presenza della componente imprenditoriale degli impiantisti nella dimensione dell’Euregio, il territorio alpino comprendente Alto Adige, Tirolo austriaco e Trentino oggetto di un accordo sulla collaborazione transfontaliera avviato tra Italia e Austria nel 1993 e confermato nel 1998 con una convenzione firmata dai tre governi locali. Un territorio prevalentemente montano ricco di uno straordinario patrimonio ambientale e unito da una forte vocazione per il turismo invernale di cui gli imprenditori dell’impiantistica funiviaria costituiscono il fondamentale motore. Il ruolo protagonista della categoria nello sviluppo delle economie dei territori è stato sottolineato e rivendicato da Helmut Sartori, presidente dell’Associazione degli Esercenti Funiviari dell’Alto Adige, nell’intervento di apertura del convegno che pubblichiamo integralmente in queste pagine. Sartori ha dato i numeri importanti dell’attività impiantistica che in Alto Adige produce quasi il 10% del PIL regionale con un fatturato annuo che ammonta a circa 300 milioni di Euro. La pratica dello sci alpino continua ad essere la locomotiva del turismo invernale e l’alimento di tutta la filiera dell’accoglienza (alberghi, locali) e dei servizi (noleggi, scuole sci) nelle diverse località. Per servire al meglio il popolo della neve gli impiantisti sono costantemente impegnati nel garantire alti standard qualitativi di offerta con l’aggiornamento tecnologico dei loro impianti e con gli investimenti necessari per affrontare e superare con l’ausilio dell’innevamento programmato le situazioni di crisi sempre più ricorrenti a causa dei mutamenti climatici e degli inverni poveri di innevamento naturale. Quest’anno, per una volta, la neve non si è fatta desiderare e la stagione 2017/18 si può mandare in archivio come una delle migliori degli ultimi anni con aumenti significativi rispetto alle stagioni precedenti sia per quanto riguarda la vendita di pass giornalieri e stagionali sia per quanto riguarda i pernottamenti. Nel suo intervento Sartori ha tenuto a sottolineare come ci siano anche le piccole località oltre ai grandi comprensori ad offrire l’opportunità di praticare gli sport invernali e di vivere giornate di vancanze invernali nella montagna bianca. Un tema, quello delle piccole località e degli impianti di paese, su cui la giunta provinciale si è impegnata in una consistente attività di sostegno e a cui il convegno ha dedicato lo spazio di una relazione di cui parleremo più avanti. Il presidente degli impiantisti altoatesini ha concluso il suo intervento rilanciando la sfida della categoria che rappresenta per continuare con tenacia e determinazione in un lavoro che produce posti di lavoro, benessere e sviluppo per intere comunità.

L’intervento di un pioniere e la voce del Trentino
Hannes Parth, vicepresidente dell’Associazione Funiviari del Tirolo, ha sufficienti anni per ricordare quali fossero le condizioni socioeconomiche delle vallate tirolesi prima del boom dello sci come movimento di massa e quanto gli impiantisti hanno fatto con la loro imprenditorialità per produrre sviluppo e ricchezza. Con un intervento ricco di orgoglio e forte senso di appartenenza, Parth ha detto che «le nostre strutture impiantistiche al di qua e al di là del Brennero sono le prime a livello mondiale», risultato della coraggiosa lungimiranza dei pionieri e del lavoro continuo di miglioramento a cui concorrono i dipendenti delle società in uno sforzo comune per garantire la continuità delle imprese senza le quali non esisterebbe turismo invernale e le vallate si spopolerebbero. Il vicepresidente dei funiviari tirolesi ha richiamato anche l’attenzione sull’importanza di tutelare il patrimonio inestimabile dell’ambiente naturale e sulla necessità di non recedere mai da una politica di investimenti che migliori sempre l’offerta, riferendosi in particolare all’innevamento tecnico per assicurare la massima sciabilità delle skiarea anche nelle stagioni di carestia e ai collegamenti intervallivi che ancora mancano e che si possono realizzare.
Francesco Bosco, presidente di ANEF Trentino e direttore di Funivie Campiglio Spa, ha portato per la prima volta la voce della provincia trentina al convegno degli impiantisti altoatesini e tirolesi con un intervento che è partito dalla valutazione di quanto stiano cambiando i flussi turistici con una presenza straniera che sfiora il 50% per la partecipazione alle settimane bianche.  Una clientela importante e preziosa che è necessario fidelizzare sul mercato internazionale con la stessa qualità di offerta proposta al mercato italiano. Anche Bosco ha sottolineato il fatto che senza sci alpino e quindi senza impianti di risalita non si può fare turismo invernale e garantire il benessere delle comunità locali contro lo spopolamento ma ha aggiunto che anche senza ambiente curato e protetto non si può fare turismo di qualità. Su questo tema ci si deve confrontare con i pregiudizi che ancora avvolgono la categoria degli impiantisti quali nemici della natura.  È vero il contrario, ha detto Bosco, perché gli impianti servono per consentire la fruizione dell’ambiente alpino e di spettacolari panorami anche a persone che non sciano e sopratuttto perché con la cura dei pendii destinati in inverno alle piste battute si evitano dissesti idrogeologici e gli stessi percorsi per le piste diventano pascoli non solo per mandrie di ovini e bovini ma anche per gli ungulati selvatici in un rapporto di scambio che salvaguarda il principio di uno sviluppo sostenibile ed ecocompatibile.

La politica al servizio dello sviluppo contro pregiudizi e luoghi comuni
Johannes Tratter è un politico austriaco, assessore nella giunta regionale del Tirolo, e da politico ha dato il suo contributo al convegno non nascondendo che anche a nord del Brennero, nella patria dello sci alpino, esistono una corrente di pensiero e atteggiamenti scettici per non dire ostili nei confronti dell’attività impiantistica. Tocca proprio ai politici non solo affiancare convintamente gli impiantisti con iniziative legislative e investimenti di sostegno ma anche spiegare alla popolazione che l’economia delle vallate tirolesi dipende dal buon andamento del turismo invernale e che se non ci fosse turismo invernale sarebbe un disastro. Contro certi pregiudizi, Tratter ha citato alcune cifre sull’occupazione di suolo degli impianti di risalita che non va oltre il 2% dell’intero territorio tirolese. L’accenno all’importanza delle località più piccole e degli impianti di paese è stato l’ultimo spunto del suo

Francesco Bosco
Martha Gärber

intervento e giunge a questo punto opportuno per introdurre la relazione svolta su questo tema dalla dottoressa Gärber dell’Università di Bolzano.

Le piccole località e i «Dorflift» di paese: un mondo di opportunità da salvaguardare
Martha Gärber, nata a Obereggen, dottoranda presso l’Università di Bolzano, ha presentato i risultati di uno studio che ha condotto sulla realtà dei piccoli comnprensori sciistici e sulla funzione delle sciovie di paese con il supporto scientifico della professoressa Susanne Elsen e del professor Stefan Zerbe. È questa una realtà e un mondo che in Alto Adige non si vuole disperdere ma, anzi, valorizzare come risorsa per le comunità locali, e come alternativa ai grandi comprensori per una pratica «slow» dello sci e del turismo invernale. La provincia autonoma, non a caso, negli ultimi sei anni ha investito 20 milioni di Euro per sostenere le attività e  i «Dorflift» dei piccoli centri e la relazione della dottoressa Gärber è giunta a dare un sostegno sperimentale e teorico a questo impegno. La ricercatrice dell’Università di Bolzano ha preso contatto diretto con 39 piccoli comprensori sciistici della regione, vale a dire piccoli centri anche di quote medio basse, con uno o due impianti, con piste medio-brevi e senza collegamenti con altri compronsori ma comunque immersi in bellissime vallate alpine. Dalle risultanze dell’indagine svolta mediante interviste cul campo e valutazioni statistiche è emerso come e quanto le piccole realtà turistiche esprimano tre tipi di valori (sociale, economico, ecologico) fusi in una dimensione che propone un’alternativa possibile e godibile alle grandi località e ai megacomprensori.  Ma attenzione, dice la dottoressa Gärber, non deve esserci concorrenza tra le due realtà, ma complementarietà. Si tratta semplicemente di due proposte diverse, che possono interagire e comunicare tra loro. Il ragazzo che impara a sciare su un dorflift di paese seguito dai genitori o dai nonni, un giorno sarà tanto bravo da godersi giornate intere di discese sugli infiniti chilometri del Dolomiti Superski; il mangiachilometri del Dolomiti Superski avrà voglia un giorno di fermarsi un attimo per assaporare la quiete di un piccolo paese tranquillo, senza traffico e senza affollamento sulle piste, anzi con piste così brevi da scaldarci solo le gambe per poi fare relax nel silenzio della natura di un piccolo paese. È una diversità di proposte che aiuta, e «abbiamo bisogno di tutti, grandi e piccoli », ha detto la Gärber.  Il piccoli centri e le sciovie di paese sono un servizio e una risorsa per le popolazioni locali, integrano e consolidano i rapporti interpersonali e generazionali (valore sociale), propongono un turismo soft e «a misura di famiglia» che può attirare le persone sensibili a questo tipo di rapporto con la montagna bianca contando anche su prezzi più bassi (valore economico), consentono una gestione e uno sfruttamento minimo delle risorse naturali (valore ecologico) e dimostrano una notevole «resilienza» alle crisi: non a caso tutte le piccole località studiate da Martha Gräber si trovano in aree  «svantaggiate» rispetto ai grandi poli del turismo altoatesina eppure nessuna di loro ha chiuso l’attività sciistica nonostante le stagioni di carestia di neve naturale. Mantenere in vita e sostenere questo tessuto di base del turismo invernale altoatesino deve essere un impegno e un’opportunità. «Anche i grandi comprensori – ha concluso la dottoressa Gräber – hanno capito che siamo tutti sulla stessa barca e che si sta bene tutti se tutti stanno bene».

Cuore, talento e forza mentale per la crescita dei campioni
La seconda relazione prevista durante i lavori del Convegno è stata svolta da Tanja Frieden, campionessa olimpica di snowboardcross a Torino 2006 e imprenditrice. Nel suo lavoro opera come relatrice offrendo ispirazione e motivazione ai dirigenti del mondo economico, inoltre lavora come moderatrice e come docente presso l’istituto di istruzione superiore Nordwestchweiz.  È presidente ddella Schneesport Initiative, un progetto svizzero che mira a promuovere gli sport invernali in collaborazione con i rappresentanti dell’economia svizzera e della confederazione. È anche ambasciatrice dell’organizzazione di aiuto allo sviluppo Right to play. Tanja è partita dalla sua lunga esperienza agonistica ai massimi livelli (14 anni di carriera ai vertici delle gerarchie tecniche dello snowboard) per creare un significativo parallelo tra le caratteristiche che servono per primeggiare nello sport di competizione e le caratteristiche che servono per primeggiare nella concorrenza internazionale del turismo. L’ex campionessa ha analizzato le qualità che servono per eccellere nello sport e le ha individuate in tre fattori: il cuore (tenacia, perseveranza, coraggio), il talento (capacità tecniche), la testa (capacità mentali, concentrazione).  Servono insieme questi tre ingredienti per fare il campione capace di vincere, tutti e tre determinanti, in perfetta sinergia tra loro. Allo stesso modo servono passione (cuore), capacità imprenditoriale (talento), intelligenza strategica (testa).  Soprattutto in questi anni in cui l’offerta turistica invernale è  minacciata dagli effetti dei cambiamenti climatici e da proposte alternative (i mari esotici in inverno anziché la montagna) bisogna riattivare quella carica propulsiva che sostenuto i pionieri di questa attività nella creazione di un fenomeno dalle grandi dimensioni economiche come il turismo invernale, bisogna operare con intelligenza strategica prevenendo il futuro con investimenti mirati a rafforzare le infrastrutture dell’offerta, tenendo conto che molte cose stanno cambiando, che molti comportamenti da parte della clientela stanno evolvendo verso direzioni diverse rispetto al passato.

Created: Giovedì, 22 Marzo 2018 09:33
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Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita

 

La modernità della tecnologia trifune
conquista il cuore della Norvegia

Entro il 2019 sarà realizzata una nuova cabinovia a Voss, rinomata località turistica dove le due società «Voss Resort AS» e «Voss Gondol AS» stanno operando un rinnovamento radicale del comprensorio sciistico ed escursionistico con un investimento di oltre 30 milioni di Euro e in una logica di servizi intermodali che influirà positivamente sull’intera mobilità urbana. Il nuovo impianto, dotato di tredici cabine «Symphony», sostituirà una vecchia funivia «va e vieni» e sarà il primo in Scandinavia realizzato secondo il sistema trifune, quella tecnologia innovativa e particolarmente adatta alle condizioni orografiche più difficili di cui l’azienda di Vipiteno è grande protagonista

Dopo i due ultimi prestigiosi progetti firmati dall'azienda altoatesina sul fronte della tecnologia trifune (la funivia sul ghiacciaio austriaco dello Stubai e l’impianto record sul versante svizzero del Piccolo Cervino che entrerà in funzione nel prossimo settembre) ecco ora la prima cabinovia trifune della Scandinavia, che verrà realizzata in Norvegia a Voss,  rinomata località turistica nella contea di Hordaland che in passato ha anche ospitato numerose gare della Coppa del Mondo di sci alpino. Si tratta di un progetto che rientra nel piano di rinnovamento del famoso comprensorio escursionistico e sciistico di Monte Hanguren, promosso da Voss Resort AS e Voss Gondol AS con un investimento complessivo di 31 milioni di Euro. Voss è una cittadina di circa 15 mila abitanti situata in posizione strategica lungo la linea ferroviaria che collega Oslo e Bergen, ed è meta preferita di numerosi sportivi ed escursionisti sia in inverno che in estate. La scelta di un impianto di tipo trifune non segue solo l’attuale tendenza del momento, ma è dettata anche dalle particolarità morfologiche del luogo, che si contraddistinguono, nella parte iniziale del tracciato, per un notevole dislivello e per la necessità di sorvolare un’ampia zona residenziale. Il nuovo impianto entrerà in funzione nell’estate 2019, sostituendo la precedente funivia va e vieni «Hangursbanen», già dismessa da tempo, ma rimasta nel cuore di locali e turisti per le sue cabine gialle e rosse ribattezzate «Dinglo» e «Danglo». Al loro posto, il nuovo impianto sarà dotato di tredici cabine modello «Symphony» design Pininfarina, da 35 posti ciascuna, in grado di trasportare sino a 1.500 persone all’ora; un viaggio di solo sette minuti. 

In un unico edificio la stazione funiviaria, quella degli autobus e quella dei treni
Il nuovo impianto avrà una lunghezza di poco più di due chilometri e rientra in un progetto complessivo che rivoluzionerà tutta la mobilità di Voss. La stazione a valle sarà infatti integrata in una moderna struttura che ospiterà anche la stazione ferroviaria e quella degli autobus, in modo da creare, a ridosso del centro di Voss, un centro intermodale, snodo chiave per la mobilità urbana. L’intento è proprio quello di rendere la nuova cabinovia parte integrante del sistema di trasporto pubblico, ottimizzando l’uso di autobus, treni e impianto di risalita: la stazione della funivia, al terzo piano dell’edificio comune, sarà direttamente accessibile sia dalla fermata degli autobus che si trova al piano-terra, che dai binari dei treni, la cui stazione sorge al primo piano.  Anche presso la stazione a monte non mancheranno le novità con la costruzione di un ristorante panoramico per 450 persone, che darà vita ad un’unica e armoniosa unità strutturale insieme alla stazione funiviaria.  Voss è rinomata non solo come meta turistica invernale ma anche come destinazione estiva, soprattutto per gli escursionisti e gli appassionati di parapendio, e per questo il nuovo impianto sarà in funzione tutto l’anno, rendendo la località norvegese una destinazione ambita 365 giorni all’anno. «Abbiamo scelto Leitner ropeways per realizzare questo progetto non solo per la lunga e felice collaborazione che si protrae da ann , ma anche perché il sistema trifune da loro presentato è in assoluto il più avanzato e sicuro oggi disponibile sul mercato», dice Øyvind Wæhle, amministratore delegato di Voss Resort AS e Voss Gondol AS.

La scheda tecnica
3S VOSS:
Lunghezza: 2.020 m
Dislivello: 742 m
Velocità: 5 m/sec
Capacità max: 1.544 p/h
Numero massimo di cabine: 13
Nr di sostegni: 3


La leadership nei Paesi scandinavie nella produzione trifune
Con questo nuovo progetto Leitner ropeways conferma la propria posizione di leader di mercato nei Paesi Scandinavi e al contempo riafferma il ruolo da protagonista sul fronte degli impianti trifune. Le realizzazioni di successo dell’azienda altoatesina sul versante della tecnologia trifune sono oramai davvero numerose ed importanti, a partire dall’impianto che da Bolzano conduce fino a Soprabolzano, sull’altopiano del Renon, superando un dislivello di oltre 1.000 metri, alleggerendo significativamente il traffico cittadino. O ancora l’impianto trifune Les Prodains, che collega le località sciistiche francesi di Morzine e Avoriaz. Da ultimo non si possono non citare la funivia Eisgratbahn recentemente entrata in funzione sul ghiacciaio dello Stubai, in Tirolo, e la funivia trifune più alta del mondo, sul Piccolo Cervino, versante svizzero, che da fine settembre permetterà di raggiungere quota di 3.883 metri.
www.leitner-ropeways.com

Created: Mercoledì, 21 Marzo 2018 15:23
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Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita

BMF
Un debutto «strategico»sulle nevi francesi

La nuova cabinovia a otto posti entrata in funzione quest’inverno tra L’Enversin d’Oz e Vaujany è la prima realizzata in Francia dall’azienda svizzera di Flums. L’impianto, dotato delle eleganti cabine Porsche Design, si trova nella parte settentrionale del grande comprensorio sciistico dell’Alpe d’Huez e, con la sua capacità di trasporto, è stato determinante per sciogliere un «nodo» particolarmente critico nel traffico sciistico della località

Nell’area sciistica di Vaujany, in Francia, é in funzione da questa stagione una nuova telecabina 8 posti realizzata da Bartholet Maschinenbau, l’azienda elvetica di Flums protagonista nel mercato degli impianti a fune per il trasporto su neve e per il trasporto urbano fondata nel 1962 da Anton Bartholet. Il marchio svizzero debutta cosí in Francia con la sua prima telecabina che può esibire il fiore all’occhiello delle eleganti e confortevoli cabine «Design by Porsche Design Studio». Il nuovo impianto si trova fra L’Enversin d’Oz e Vaujany sul lato settentrionale dell’area sciistica dell’Alpe d`Huez. Viene cosí sostituito dopo trent’anni il vecchio impianto ad ammorsamento fisso che girava con una capacitá di sole 600 p/h e non rispettava piú le richieste dello sciatore e gli standard moderni. Con il collegamento diretto alla stazione a valle della funivia Grandes Rousses a Vaujany, la localitá L’Enversin d’Oz è con i suoi 1100 mslm il punto piú basso di accesso al comprensorio sciistico dell’Alpe d’Huez. La funivia lunga solo 600 mt. era ed è tuttora l’unico mezzo di ritorno per gli sciatori che scendono per la famosa pista nera «La Fare», che per gli sportivissimi è anche la pista finale della discesa lunga 2200 mt. dal Pic Blanc (3330 mslm). Oggi, con la sua capacitá di trasporto 1200 p/h, il nuovo impianto BMF evita agli sciatori piú abili di imbottogliarsi nelle code e aumenta l’attrattivitá turistica di Oz-Vaujany (1100 – 2800 m). A solo un’ora di macchina da Grenoble, questo «domaine skiable» é una meta amata dalle famiglie e offre 18 impianti di risalita al servizio di 53 km di piste. La societá impianti investe regolarmente non solo nel comfort della risalita ma anche nell’innevamento e nell’ampiamento delle piste. Nel prossimo futuro aprirá la nuova pista «Outres» lungo l’impianto BMF e perció é giá stato pianificato un‘incremento nella portata oraria a 2000 p/h aggiungendo ulteriori 10 cabine (ad oggi sono 15), quelle cabine che vengono immagazzinate automaticamente nelle stazioni, con gli azionamenti disposti nella stazione a valle.

La scheda tecnica
Tipologia di impianto:  Cabinovia 8 posti
Quota stazione a valle: 1126,00 m 
Quota stazione a monte: 1238,70 m
Dislivello: 112,70 m
Lunghezza inclinata: 573,80 m
Quantitá sostegni: 4
Potenza: 00 kW
Quantitá cabine: 15 (estendibile a 25)
Velocitá: 0 – 5 m/s
Capacitá: 1200 p/h (estendibile:2000 p/h)
Tempo di percorrenza: 2 min 1 s
Azionamento:  Seirel

www.bmf-ag.ch

Created: Mercoledì, 14 Marzo 2018 19:03
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Tags: Impianti Di Risalita

Come ottimizzare
la lubrificazione delle morse

Descrivendo un esempio pratico di successo monitorato su una seggiovia esaposto, l’autore dell’articolo parla delle qualità del Klübersynth EM 94-102, uno tra gli oltre 2000 lubrificanti speciali che la grande azienda tedesca di Monaco di Baviera produce per diversi settori industriali compresi (come in questo caso) quelli studiati appositamente per il mondo funiviario, per garantire la perfetta efficienza e la sicurezza delle diverse parti degli impianti. Klübersynth EM 94-102 in particolare è un lubrificante speciale adatto per difficili condizioni ambientali e condizioni d’esercizio impegnative

 
Andrea Dittadi
Sales Manager
Klüber Lubrication Italia
 
 
Boccola lubrificata in primo equipaggiamento con prodotto concorrente dopo 950 ore

Boccole lubrificate con Klübersynth EM 94-102
dopo 1600 ore e 75.000 cicli

Klüber Lubrication ha introdotto con successo una nuova soluzione per la lubrificazione preventiva in impianti di risalita: Klübersynth EM 94-102 è un lubrificante speciale adatto per difficili condizioni ambientali e condizioni d’esercizio impegnative. Grazie alle sue particolari caratteristiche riesce a soddisfare le più esigenti richieste del mondo funiviario: riduzione dell’usura dei componenti ed eliminazione di fenomeni critici come il percolamento, minimizzando le attività di lubrificazione.  Limitando l’attrito tra i componenti e proteggendo gli elementi critici dagli agenti atmosferici, si è offerto agli addetti ai lavori un prodotto unico, appositamente studiato per il contenimento degli sprechi e dei costi di manutenzione, aspetto importante anche per gli esercenti del comparto a fune. L’ampio range di temperature nel quale il prodotto può essere impiegato e lo spettro applicativo permettono di utilizzare un singolo prodotto per proteggere ed ottimizzare l’efficienza di più componenti caratterizzati da diverse specifiche criticità. Così facendo si è riusciti a semplificare l’attività principe della manutenzione: la lubrificazione. Klübersynth EM 94-102 è un grasso lubrificante sintetico che contiene uno speciale sapone complesso di calcio. L'addensante consente la formazione di una pellicola lubrificante resistente ai carichi meccanici dinamicie che pertanto assicura un'eccellente protezione dall'usura. Le caratteristiche sono state testate su banco prova LEITNER (morsa LPA) ed il prodotto è stato omologato ed utilizzato in primo equipaggiamento da Agudio (gruppo Leitner).

La sperimentazione
sulla seggiovia Arabba Fly
A comprova dei risultati studiati si è provveduto a condurre una sperimentazione sul campo presso la seggiovia a collegamento temporaneo Arabba Fly (impianto CD6 Leitner) nel giro del Sella Ronda, uno dei circuiti sciistici tra i più importanti al mondo. Su gentile concessione del cliente siamo in grado di presentare quanto è emerso dall’applicazione del grasso Klübersynth EM 94-102 nelle fasi di manutenzione ordinaria delle morse tipo LPA dell’impianto esaposto che collega i due versanti di Arabba (BL). L’impianto ha la caratteristica di avere una lunghezza molto contenuta. Di conseguenza, durante l’orario di servizio quotidiano, i componenti delle morse vengono sottoposti ad un elevato numero di cicli rispetto ad una seggiovia a collegamento temporaneo tradizionale. La sperimentazione ha avuto luogo nel corso del secondo anno di esercizio (da 950 a 2100 ore di funzionamento, corrispondenti dunque a 1150 ore) durante la stagione invernale 2016/2017. Nell’arco della stagione di prova, considerata una velocità media di 4 m/s, si sono stimati circa 55.000 cicli di apertura e chiusura della morsa. La morsa oggetto d’indagine è quella relativa al veicolo n. 5, che ha lavorato il primo anno con il grasso di primo equipaggiamento per 950 ore di esercizio senza alcun intervento manutentivo di rabbocco durante la stagione. In seguito al primo anno vi è stata la necessità di sostituire tutte le boccole in plastica dell’articolazione ganasce. La Società esercente ha deciso di effettuare il rimontaggio del primo lotto delle morse in fase di anticipazione di revisione quinquennale (dalla n. 1 alla n. 6) lubrificandole con il grasso Klübersynth EM 94-102. Durante la seconda stagione invernale le morse sono rimaste in esercizio senza essere soggette ad alcuna manutenzione. Si ricorda che le morse non sono mai state immagazzinate in quanto l’impianto in questione non è dotato di un locale separato per il ricovero di tutti i veicoli. Alla fine della stagione nella quale è stata condotta la sperimentazione, si è voluto osservare lo stato di conservazione delle boccole, confrontandole con quelle del secondo lotto di anticipazione quinquennale (dalla n. 7 alla n. 12). Mentre la morsa n. 5 non presentava alcun segno d’usura, i componenti delle morse del nuovo lotto d’ispezione presentavano un elevato numero di boccole usurate e conseguentemente la maggior parte di queste è stata sostituita. Un risultato sorprendente a dimostrazione delle caratteristiche altamente performanti del prodotto che si presenta sul mercato funiviario come vera e propria soluzione per la manutenzione preventiva: minore manutenzione ed ottimizzazione dei costi per una maggiore affidabilità e risparmio economico.
www.klueber.com

Created: Mercoledì, 28 Febbraio 2018 15:19
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Tags: Fiere Convegni, Impianti Di Risalita
 
Il Consiglio Direttivo dell'ANITIF del 24/02/2018 ha convocato l'Assemblea della propria Associazione a RIVA DEL GARDA (TN), presso l'HOTEL GRAND RESORT DU LAC ET DU PARK in viale ROVERETO 44
(tel.: 0464-566600 fax.:0464-566566 www.dulacetduparc.com Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) per il giorno venerdì 25 maggio 2018 ad ore 8.00 in prima convocazione ed ore 15.00 in seconda convocazione col seguente o.d.g.:

PRIMA PARTE
ASSEMBLEA STRAORDINARIA, alla presenza del Notaio dr. Piero Avella 1. Modifica dello statuto associativo

SECONDA PARTE
ASSEMBLEA ORDINARIA 2. Relazione del Presidente 3. Approvazione del bilancio ANITIF al 31/12/2017 4. Definizione delle quote associative per il 2019 5. Elezioni dei Consiglieri e dei Probiviri 6. Varie ed eventuali L’appuntamento di quest’anno è di particolare importanza, in quanto costituisce l’occasione per modificare il ns. Statuto adeguandolo ai tempi ed alle esigenze emerse negli ultimi anni di gestione dell’Associazione. Nel corso dell’Assemblea sarà presentato anche il nuovo “registro di manutenzione e controllo” digitalizzato, realizzato per gli impianti a fune su iniziativa di ANITIF, in ottemperanza ai disposti del Decreto Esercizio.
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Created: Martedì, 13 Febbraio 2018 07:00
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Tags: Impianti Di Risalita

Ai Giochi Olimpici Invernali di PyeongChang che si stanno svolgendo in Corea del Sud, sono moltissimi gli impianti Doppelmayr che sostengono un ruolo da protagonisti nell’ingranaggio organizzativo e logistico del grande appuntamento con i cinque cerchi. Il Gruppo austriaco di Wolfurt si era aggiudicato tutti e quattro i bandi di gara per gli impianti a fune per le sedi olimpiche di PyeongChang 2018 consolidando una partnership di lunga data che lega da molti anni Doppelmayr con la Repubblica di Corea. Dal primo ingresso in quel mercato nel 1985, il principale produttore mondiale di impianti a fune ha realizzato un totale di 64 impianti in Corea del Sud. Per supportare lo svolgimento delle gare olimpiche, sono in funzione in quattro sedi di gara 22 impianti Doppelmayr che trasportano gli atleti olimpici, le loro squadre ed i visitatori: sei al Yongpyong Resort, dove si svolgono le competizioni di slalom e slalom gigante, dieci nel Phoenix Snow Park per gli eventi di sci freestyle e snowboard, tre all'Alpensia Resort per salto con gli sci, biathlon, sci di fondo e slittino, tre al Jeongseon Alpine Center per discesa, super-G e supercombinata. Ma ecco, nel dettaglio, le tipologie di impianti Doppelmayr presenti a PyeongChang 2018 e le loro collocazioni nei diversi siti dove si svolgono le gare olimpiche

Jeongseon Alpine Centre
(discesa, super-G, supercombinata)
■ 1 cabinovia a 8 posti ad ammorsamento automatico (Downhill Gondola, 2016)
■ 2 seggiovie a 4 posti ad ammorsamento automatico (Tourist Chair and Slalom Chair, 2016)

Yongpyong Resort
(slalom, slalom gigante)
■ 1 seggiovia a 4 posti ad ammorsamento automatico
■ 2 seggiovie a 4 posti a morse fisse
■ 2 seggiovie a 3 posti a morse fisse
■ 1 seggiovia a 2 posti a morse fisse

Phoenix Snow Park
(freestyle, snowboard)
■ 1 cabinovia a 8 posti ad ammorsamento automatico
■ 1 seggio-cabinovia da 6/8 posti
■ 1 seggiovia a 6 posti ad ammorsamento automatico
■ 5 seggiovie a 4 posti ad ammorsamento automatico (Cross Lift, 2017)
■ 2 seggiovie a 4 posti a morse fisse

Alpensia Resort
(salto con gli sci, biathlon, sci di fondo, slittino, bob, skeleton)
■ 2 seggiovie a 6 posti ad ammorsamento automatico
■ 1 seggiovia a 4 posti ad ammorsamento automatico

 

Created: Mercoledì, 07 Febbraio 2018 13:48
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Tags: Trasporto urbano, Impianti Di Risalita
 

Il 4 febbraio scorso Doppelmayr -l’azienda austriaca di Wolfurt- ha aperto al pubblico la funivia più lunga del mondo su tronco unico. Con una lunghezza di 7.899,9 metri, la «3S Hòn Thơm» supera di quasi un chilometro e mezzo il precedente primato detenuto dalla 3S «Fansipan Legend», anch'essa costruita in Vietnam. La linea della nuova cabinovia trifune attraversa il mare e collega le due isole per vacanze di Phú Quốc und Hòn Thơm, nel sud del Vietnam.

La cerimonia di posa della prima pietra della «3S Hòn Thơm» si era svolta all’inizio di settembre del 2015. Nel giro di due anni e mezzo è stata costruita questa funivia spettacolare nel sud del Vietnam che supera di un chilometro e mezzo il record precedente della funivia più lunga del mondo. La nuova «3S Hòn Thơm», lunga 7.899,9 metri, è un comodo mezzo di trasporto e allo stesso tempo una fantastica attrazione: la linea conduce da Phú Quốc a Hòn Thơm, sorvolando il mare. I piloni, alti fino a 164 metri, sono stati eretti anche su due isole situate tra le isole principali dedicate alle vacanze. Questo offre ai passeggeri, durante il tragitto, una vista mozzafiato. Il tempo di viaggio di soli 15 minuti è reso possibile dalla velocità di 8,5 metri al secondo. Le confortevoli cabine CWA possono ospitare comodamente 30 persone ciascuna. L'innovativo generatore nei rulli alimenta di energia elettrica l’illuminazione ed il sistema citofonico delle cabine durante la marcia. Anche il concetto di recupero sviluppato da Doppelmayr è stato integrato, garantendo la sicurezza dei passeggeri in caso di soccorso.  Le funivie con caratteristiche spettacolari come la 3S Hòn Thơm sono eccezionali anche per i montatori della Doppelmayr/Garaventa. I lavori ad altezze vertiginose, in condizioni meteorologiche estreme, soprattutto nella stagione delle piogge, sono sfide speciali che questi uomini hanno imparato a padroneggiare in modo professionale e affidabile.

La intensa collaborazione con Sun Group Corporation
Con il nuovo impianto a fune la Sun Group Corporation, committente dell’opera, contribuisce ulteriormente allo sviluppo del turismo in Vietnam. Le isole nel sud del Paese sono già una destinazione turistica popolare. La cabinovia 3S è una parte importante dell’infrastruttura. La regione si svilupperà nel prossimo futuro come un hotspot per vacanze, con una vasta gamma di attività ricreative e alloggi moderni. Sun Group Corporation, in collaborazione con il gruppo Doppelmayr/Garaventa, ha già realizzato numerosi impianti a fune, molti dei quali sono stati inseriti nel Guinness dei primati. Tra queste, la cabinovia monofune ad ammorsamento automatico più lunga su tratto unico (Bana Big Ropeway) e la funivia Ha Long Queen Cable Car con le cabine più grandi (portata 230 persone) ed il pilone più alto (188,88 metri). La «Fansipan Legend» è stata la funivia più lunga del mondo ma è ora superata dalla «Hòn Thơm».

Il sistema «a tre funi», garanzia di affidabilità
Il collaudato sistema 3S del gruppo Doppelmayr/Garaventa unisce i vantaggi delle cabinovie e delle classiche funivie a va e vieni: il sistema a 3 funi è costituito da due funi portanti ancorate fisse che fungono da «binari», e da una fune traente chiusa ad anello a cui si ammorsano automaticamente i carrelli a 8 rulli.  Questo sistema a moto unidirezionale continuo è quindi estremamente potente ed affidabile: anche in condizioni estreme, fino a 35 persone per cabina godono di una esperienza di viaggio molto confortevole. Elevata stabilità al vento, basso consumo energetico e lunghe campate sono i punti di forza inconfondibili del sistema 3S. Una velocità di viaggio fino a 8,5 m/s ed una capacità di trasporto fino a 5.500 persone all'ora per direzione sono le caratteristiche prestazionali di questo moderno impianto a fune.

LA SCHEDA
Committente Sun Group Corporation
Costruttore Doppelmayr Seilbahnen
Luogo Phú Quốc, Vietnam
Tipo di impianto Cabinovia 3S
Lunghezza inclinata 7.899,9 m
Stazioni 2
Sostegni 6
Portata oraria 3500 persone per direzione
Modello cabine Taris 3200 CWA Constructions SA/Corp.
Capacità cabine 30 persone (24 sedute e 6 in piedi)
Velocità 8,5 m/s (30,6 km/h)
Tempo di viaggio 15,6 min
www.doppelmayr.com

Created: Venerdì, 19 Gennaio 2018 10:42
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Tags: Impianti Di Risalita
 

Il famoso comprensorio sciistico del Tirolo si è arricchito di una cabinovia dieci posti e di una seggiovia sei posti prodotte e installate dal gruppo di Vipiteno. Con questi due importanti interventi la località austriaca compie un grande salto di qualità sul piano delle potenzialità di risalita e perfeziona ulteriormente il progetto che i proprietari svedesi della società di gestione si sono posti: elevare il livello qualitativo della fruibilità delle piste per l’utenza e fare della loro stazione sciistica un modello di accoglienza a misura di famiglie

Se tutto andrà secondo i piani degli svedesi di SkiStar, proprietari di maggioranza della stazione sciistica, St. Johann in Tirol dovrà diventare in futuro un modello di accoglienza «family friendly». Da questa stagione, con i due nuovi impianti realizzati da Leitner ropeways, l’obiettivo è un po’ più vicino. Ammontano complessivamente a 20 milioni di Euro gli investimenti destinati alla costruzione di nuovi impianti e ad altri interventi per l’innalzamento del livello qualitativo del comprensorio. Sull’Eichenhof la modernizzazione arriva con una seggiovia 6 posti e una cabinovia 10 posti di Leitner ropeways. La particolarità del progetto risiede nel fatto che i due impianti servono zone molto diverse tra loro dal punto di vista topografico, rispondendo così contemporaneamente alle esigenze di più gruppi di utenza. Mentre la seggiovia è concepita per gli sportivi, poiché copre la parte alta della regione dell’Eichenhof con piste particolarmente impegnative, la nuova cabinovia assolve invece principalmente alla funzione di mezzo di trasporto per sciatori principianti e semplici escursionisti. «Per le nostre funivie - afferma Manfred Bader, amministratore delegato di SkiStar St. Johann -  cerchiamo sempre la soluzione in grado di soddisfare al 100% le esigenze specifiche, dalla scelta della tecnologia fino all’implementazione, che deve essere in perfetta sintonia con le nostre aspettative. E con Leitner ropeways abbiamo trovato il partner ideale». La cabinovia Eichenhof è un mezzo pratico e confortevole per accedere alla stazione sciistica soprattutto per i bambini, i principianti e le scuole di sci e inoltre, essendo situata nei pressi del parcheggio, è utile anche per coloro che intendono raggiungere facilmente a piedi il rifugio senza incontrare alcun tipo di barriera od ostacolo. Le 24 cabine, che sono in grado di trasportare fino a 1880 persone l’ora, percorrono una distanza di 904 metri con arrivo al «Granderschupf». Da lì l’accesso al cuore del comprensorio per gli sciatori esperti è reso possibile dalla nuova seggiovia 6 posti che dal «Granderschupf» sale fin sopra la vecchia stazione a monte «Eichenhof 2». L’impianto, dotato di cupole di protezione e sedili riscaldati, trasporta 2400 persone all’ora e si sviluppa per una lunghezza di 1630 metri. Grazie alla maggiore capacità di trasporto e con la fine dell’epoca in cui per salire bisognava togliersi gli sci, il gestore SkiStar prevede un aumento delle corse pro capite. Considerando anche gli altri investimenti, St. Johann si prepara quindi a vivere con grande slancio la nuova stagione invernale. SkiStar, azienda leader sul mercato scandinavo nella gestione di impianti sciistici, punta ad offrire nel centro sciistico austriaco non solo un’accoglienza il più possibile a misura di famiglia, ma soprattutto un’esperienza invernale a tutto tondo. E grazie alla più moderna tecnologia funiviaria di Leitner ropeways ci sono ora tutti i presupposti per riuscirci. Affidabilità e qualità sono stati criteri decisivi nella scelta, come spiega Per Granas, direttore tecnico di SkiStar: «Perché tutto fili liscio, è essenziale che gli impianti forniscano effettivamente nella pratica le prestazioni previste e che siano consegnati e completati nei tempi concordati. Da questo punto di vista la collaborazione con LEITNER ropeways funziona alla perfezione!»

LA SCHEDA
GD10 Eichenhof:
Lunghezza: 904 m
Dislivello: 140 m
Velocità: 5 m/sec
Capacità: 1880 p/h
Numero di cabine: 24
Numero di sostegni: 8

CD6C Eichenhof:
Lunghezza: 1.630 m
Dislivello: 445 m
Velocità: 6 m/sec
Capacità: 2.400 p/h
Numero di seggiole: 66
Numero di sostegni: 13

www.leitner-ropeways.com