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Gallery 3 Columns - MontagnaOnline.com

Tag: Motori Sulla Neve

Created: Lunedì, 05 Giugno 2017 04:57
Hits: 679
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
 

Si è ulteriormente allargata la gamma di cingoli per ATV della Camso, l’azienda canadese i cui prodotti sono importati in esclusiva per l’Italia dall’azienda di San Vendemiano (Treviso) fondata da Piero Toffolatti. Ai già collaudatissimi modelli protagonisti da anni sul mercato, si aggiungono il «piccolo» R4S dedicato agli ATV/quad con cilindrata fino ai 500 cc. e neve non molto alta, e il DTS 129, rinnovato con migliorie che lo rendono ancora più performante nel trasformare le moto off road in moto da neve


RF Moto, Via Venezia 24, San Vendemiano (Treviso): se cercate ATV (All Terrain Vehicle) e UTV (Utility Task Vehicle), quad, side bye side, macchine nuove di pacca o usate o da noleggiare, di tutte le migliori marche; se siete amanti della libidine di scatenare cavalli nel fango o sulla neve; se avete bisogno di mezzi adeguati per lavorare nel bianco e nel gelo dell’inverno, questo è l’indirizzo giusto dove trovare tutto il meglio del meglio di quello che cercate. Il padrone di casa si chiama Piero Toffolatti, uno che va in estasi non appena sente il rombo di un motore. Ha fondato l’azienda nel 2000 e da allora non ha smesso di ampliare e perfezionare la propria offerta commerciale in cui spicca l’importazione dei cingoli prodotti dalla Camso (ex Camoplast), l’azienda canadese leader mondiale in questo particolare segmento produttivo che Toffolatti ha conquistato con la sua passione e la sua competenza riuscendo a conquistare l’esclusiva di commercializzazione per l’Italia. Tra i cingoli Camso ricordiamo i già ben noti, ATV T4S (cingoli 4 stagioni per quad 4x4 di tutti i marchi più comuni nel mercato) che rimangono sempre il miglior prodotto sul mercato con prestazioni eccellenti in tutte le condizioni di neve, fango, disgelo e terreni difficili  e gli UTV 4S1 (cingoli per side by side) rinnovati completamente la scorsa stagione in struttura e componentistica ancora più robusta,. L’UTV 4S1 porta il vostro Side by Side dove non si sarebbe mai pensato di arrivare. Per lavoro, trasporti, traini ed hobby con questi cingoli  i veicoli si possono utilizzare in inverno come in estate. Ma le novità non mancano. Sono stati introdotti di recente due nuovi prodotti mirati. Il primo, riguardante sempre i mezzi ATV, è il cingolo più piccolino R4S destinato agli ATV /quad di piccola cilindrata fino ai 500cc. Inoltre la Camso, analizzando il mercato e valutando che il 60% dei quad è compreso nella fascia dai 300 ai 570cc (comprendendo anche un vasto parco usato) ha ideato ed introdotto un nuovo sistema di cingoli 4 stagioni: R4S è stato progettato per loro, per piccoli spostamenti  e neve non troppo alta. R4S (non utilizzabile per alta velocità, neve alta fuori pista o lavori di traini pesanti) ha un livello di prezzo e prestazioni più basse che si adeguano al veicolo. E, «last but not least», è stato lanciato da poco un innovativo prodotto dedicato alle due ruote. Presentato a settembre 2016 a livello Internazionale ed accolto dal pubblico con interesse, curiosità ed eccitazione, il nuovo Camso DTS 129 per la stagione 2017/18 sarà ancora più performante solo con piccole migliorie apportate. Attiva nell’ ingaggiare piloti per sviluppare soluzioni innovative che superino le aspettative, RF Moto ha soddisfatto a pieno le attese di appassionati e dei professionisti che hanno ottenuto risposte estremamente positive nel testare il cingolo sulla loro moto, riscontrando veramente le qualità di un ottimo prodotto. Divertente e performante, facile nelle sterzate e da guidare con la stessa agilità della moto anche per i meno esperti, il DTS 129 trasforma la moto off road in moto da neve «Dirt to snow-bike». Il Camso DTS 129 è molto di più di un sistema di conversione: un misto di tecnologia ed alta ingegneria. Una conversione per tutti quegli amanti dell’off road che sognano di portare la loro moto anche d’inverno sulla neve. Ma, come abbiamo detto all’inizio, alla RF Moto non trovate solo i cingoli Camso ma un’azienda esperta che opera nel mondo dei quad da più di 20 anni, concessionaria Can Am e Polaris con prodotti nuovi ed un vasto parco usato, in un panorama d’offerta dove si può  sicuramente trovare il quad o il side by side ideale. Senza dimenticare il vasto assortimento di tutti i tipi di accessori (da agricoli a racing) e la possibilità di noleggiare sia quad che cingoli.
www.rfmoto.com

Created: Lunedì, 05 Giugno 2017 04:57
Hits: 1548
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
 
 
 


Il 21 febbraio scorso, a cura della filiale italiana diretta da Valter Tura, è stata organizzata a La Villa in Val Badia la presentazione per l’Italia dell’ultimo gioiello dell’azienda tedesca di Laupheim, il mezzo battipista più avanzato dell’ultima generazione caratterizzato da ben 16 nuovi brevetti. Alla presenza di numerosi dirigenti della montagna bianca italiana e con la partecipazione di 500 operatori professionali provenienti da oltre 100 stazioni invernali di Alpi e Appennini, l’ultimo «gatto rosso» prodotto dallo storico marchio avviato a festeggiare i cinquant’anni di attività ha svelato tutti i suoi segreti e dimostrato le sue enormi potenzialità. Caratteristiche costruttive intonate alla ecosostenibilità, capacità operative di eccellenza, livelli d’avanguardia di guidabilità, design, sicurezza e comfort ne fanno un mezzo che segna una svolta evolutiva importante nel settore



Un grande palcoscenico per un grandissimo interprete. Se la Gran Risa è la Scala dello slalom gigante e un tempio consacrato dello sci alpino, il nuovo Pisten Bully 600 di Kässbohrer è «il tenore» ideale, il Luciano Pavarotti, il fuoriclasse dei mezzi battipista. L’ultimo gioiello prodotto dalla storica azienda tedesca di Laupheim che l’anno prossimo compirà i 50 anni di attività nel settore dei battipista, è stato presentato in Italia in una bella giornata di sole ai piedi della pista-mito inaugurata nel 1985 con l’80a vittoria di Ingemar Stenmark, da allora sempre presente nel calendario di Coppa del Mondo e da allora sempre preparata dalla scuderia di casa Badia dei «gatti rossi» di Kässbohrer.  Nello scenario incantevole incorniciato dalla cima Santa Croce, dalle montagne di Fanes, dal Sassongher e dalla Gardenaccia, lo spettacolo (un vero spettacolo di emozioni e partecipazione!) è andato in scesa a La Villa in Alta Badia il 21 febbraio scorso, organizzato dalla filiale italiana di Kässboher guidata dal direttore Valter Tura con la collaborazione di Andy Varallo, presidente della società degli impianti della Val Badia  e vicepresidente del Dolomiti Superski, e con la sapiente regia di Barbara Pucci, braccio destro e sinistro di Tura. Un ristretto Gotha di invitati che rappresentava una nobile fetta del mondo dei gestori delle skiarea italiane si era ritrovato la sera precedente l’evento attorno ai tavoli di legno antico del Runch Hof a Pedraces, un maso contadino costruito nel 1898 che la famiglia Nagler ha saputo conservare intatto e valorizzare trasformandolo in un ristorante che da 25 anni propone lo stesso (inimitabile) menù fisso, con prodotti tipici fatti in casa e per gustare il quale bisogna prenotare con settimane di anticipo. Valeria Ghezzi (presidente ANEF), Andrea Formento (presidente Federfuni), Francesco Bosco (direttore Funivie Campiglio), Luciano e Marco Rocca (Mottolino di Livigno), Massimo Fossati (Impianti Valsassina e ANEF Lombardia) e tantissimi altri protagonisti della montagna bianca tra Alpi e Appennini hanno gustato zuppa allo speck, frittelle con verdure e patate, ravioli di magro, stinco e costine di maiale (da bis e da tris), gulash, strudel e lamponi caldi con gelato. 

Il popolo dei «gattisti»
in prima fila per la presentazione

Tutti hanno tirato un po’ tardi leccandosi i baffi ma tutti erano presenti il mattino dopo per l’inizio della festa  nel parterre della Gran Risa insieme ad un autentico popolo di operatori specializzati nella preparazione delle piste, oltre 500 professionisti in rappresentanza di oltre 100 stazioni invernali che non hanno voluto mancare all’appuntamento nonostante la stagione invernale fosse nel pieno del suo

svolgimento. Nella struttura di accoglienza dell'Alpine Ski Wordl Cup Alta Badia antistante il parterre della Gran Risa, l’ottima speaker Silvia Fontanive (perfetta padrona di italiano, tedesco e ladino) ha avviato la presentazione delle caratteristiche costruttive e operative del nuovo Pisten Bully 600 Polar, l’ultima e più avanzata ammiraglia della scuderia Kässbohrer, un potente e avanzatissimo gioiello tecnologico che porta con sé ben 16 nuovi brevetti industriali. Valter Tura ha ringraziato tutti i presenti per la partecipazione e la Val Badia per una solida collaborazione che dura da anni.  Il direttore di Kässbohrer Italia non a caso ha ricordato che eventi simili erano già stati organizzati nel 2006 per la prima versione del Pisten

 

Bully 600, nel 2008 per il 400 e nel 2013 per l’«ibrido» E+.  Dopo aver visto il video d'immagine di Casa Kässbohrer, pluripremitao a Cannes per il «Corporate Media al TV Awards 2017», con le Palme d' oro e d'argento, non restava che uscire sulla neve per conoscere il protagonista della giornata dal vivo, potremmo dire «in carne ed ossa», nella bellezza del suo nuovo design, nelle risorse segrete del suo nuovo motore, nelle comodità superaccessoriate del suo posto di guida, nelle geniali funzionalità dei suoi strumenti di controllo e di pilotaggio con il joystick a doppio snodo con cui si può fare tutto (avanzamento, fresa, verricello), compresa l’attivazione di Snowsat, il sistema satellitare di gestione della flotta dei gatti e di misurazione del manto nevoso. Eccoli! Due esemplari del nuovo Pisten Bully 600 spuntano da una pista laterale della Gran Risa e scendono dietro un «antenato» Kässbohrer lungo le due «gobbe del gatto» realizzate negli ultimi anni per arricchire di pendenze l’ultimo tratto del tracciato. Uno dei due monta anche il verricello a regolazione automatica. Sono bellissimi, esprimono forza, potenza e souplesse solo a guardarli; si fermano e presto vengono circondati, toccati, esaminati, visitati e commentati da occhi e mani che se ne intendono, che sanno tutto su come si batte una pista da sci a regola d’arte e su che cosa serve per avere insieme potenza e agilità, forza di spinta e arrampicabilità, sicurezza e comfort. A ognuno di quegli uomini, a ognuno di quei gattisti è stato assegnato un numero perché il bello, vale a dire la possibilità di provare il nuovo mezzo risalendo le pendenze vertiginose della Gran Risa, doveva ancora venire. L’ambaradan logistico delle prove è stato gestito da Martin Gasser, responsabile tecnico per l’Italia di Kassböhrer, rappresentata per l’occasione anche da Harald Häge, responsabile vendite della casa madre per l'Italia. Break di mezzogiorno a base di prelibatezze provenienti da Sestola, qualche birra, un goccio di vino e infiniti scambi di esperienze e commenti tra colleghi dello stesso difficile lavoro e poi via alle danze nel pomeriggio. Il nuovo Pisten Bully 600 Polar non ha tradito nessuno ed ora è pronto a dare il meglio di sé sulle nevi italiane dopo essersi già presentato nel roadshow all’insegna dello slogan «Red Level» avviato in Germania in diverse località ed ora, dopo l’Italia, in vista delle presentazioni che avverranno in Svizzera (Andermatt), Austria (Haus im Ennstal, Kitzbühel, Warth e Sölden), Francia (Les Saisies, Alpe d’Huez).

Dalla Germania
al resto del mondo
Già alla sua primissima presentazione, a Nebelhorn (Germania), il nuovo Pisten Bully 600 ha impressionato il pubblico. Dal cliente dell'Algovia al rappresentante PistenBully della Nuova Zelanda, professionisti da tutto il mondo si sono presentati all’anteprima assoluta per scoprire le straordinarie novità del battipista di nuova generazione. Tra queste, brevetti consolidati, sviluppi tecnologici sorprendenti e, come d'abitudine, massimi requisiti qualitativi. A guardarlo da fuori non si direbbe, ma il nuovo PistenBully 600 sta già scrivendo la storia della tecnologia. Chi ha avuto l'opportunità di provarlo, ne è rimasto entusiasta, perché non esiste in questa categoria un altro battipista capace di sprigionare dall'interno prestazioni superiori.

 

16 brevetti!

Nell'ultima generazione di battipista c'è tutta l'esperienza e l'entusiasmo degli ingegneri PistenBully, come sottolinea con forza la grande quantità di brevetti. Tecnologia innovativa e funzioni intelligenti sono state sviluppate in stretta collaborazione con i clienti, nel segno tipico di Kässbohrer.


Logica di comando innovativa
e intuitiva con il massimo del comfort
Quando la preparazione delle piste punta a risultati ambiziosi, bisogna lavorare con la massima concentrazione, anche di notte o in condizioni di scarsa visibilità. In questi casi, un battipista facile e comodo da guidare e, per di più, incredibilmente silenzioso è proprio il mezzo che ci vuole perché offre…
●    iTerminal chiaro e intuitivo con touch control
●    ergonomico joystick a doppio snodo per quattro movimenti contemporanei della lama
●    sedile comfort di serie con armrest integrato
●    più spazio, più comfort e più libertà di movimento
●    comodo comando manuale per tutti gli attrezzi
●    più silenzioso grazie all'isolamento ottimizzato della cabina
●    abitacolo di pregio e di facile manutenzione
●    concezione ottimizzata della cabina per la massima sicurezza (ROPS 14,5 t)
●    disposizione unificata degli elementi di comando per una rapida familiarizzazione al cambio di veicolo
●    SNOWsat ready

Migliore arrampicabilità
e superiore capacità di spinta
Robusto e leggero al tempo stesso, il PistenBully 600 è un battipista che convince. Lo dimostrano, senza ombra di dubbio, tutte le sue principali caratteristiche.
●    il battipista più leggero della categoria con la migliore arrampicabilità e capacità di spinta
●    il migliore rapporto peso/potenza della categoria: meno peso a fronte di una maggiore potenza ● maggiore coppia
●    cabina rinforzata collaudata ROPS 14,5 t
●    maggiore stabilità del carro
●    massima portata utile
●    impiego molto versatile

Il primo battipista al mondo
con motore EU V pulito e silenzioso
Salvaguardia delle risorse ed eccellenza delle prestazioni non devono escludersi a vicenda. Il PistenBully 600 dispone di un propulsore molto particolare: il primo motore sul mercato a soddisfare la fase Euro V:
●    motore potente con filtro anti-particolato
●    motore di facile manutenzione e semplice nella sua struttura, per ridurre i tempi fermi e aumentare la disponibilità
●    meno rumore grazie alla silenziosità del motore
●    maggiore autonomia grazie al serbatoio di maggiori dimensioni ed ai consumi ridotti

Preparazione intuitiva delle piste,
ergonomica ed efficiente
I sistemi di assistenza elettronica alleggeriscono il lavoro dell'operatore in molte situazioni. Per il nuovo PistenBully 600 Kässbohrer non si è limitata a ottimizzarli, li ha anche ampliati con intelligenza. Per dare ancora più sicurezza, efficienza e comfort di marcia.
●    regolazione automatica del tiro del verricello: il verricello più affidabile in circolazione, con la funzione unica di rotazione libera a 360° senza torsioni della fune. 
●    autoTracer: assistenza attiva in curva, assistenza allo sterzo, compensazione automatica sui pendii laterali
●    SNOWtronic: comando intelligente degli attrezzi; supporto-attrezzi posteriore utilizzabile in combinato o in parallelo, raggi di movimento molto ampi, uso semplificato.
www.pistenbully.it

Created: Lunedì, 05 Giugno 2017 04:57
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Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve

 

Con un nuovo modello celebrativo, il marchio finlandese di motoslitte festeggia i cinquant’anni di una produzione che gli ha consentito di raggiungere vertici di qualità ed efficienza tali da porlo in una posizione da leader sul mercato italiano ed europeo. Al suo fianco, nella scuderia dell’importatore altoatesino, anche il marchio Ski-doo, leader  indiscusso per la neve fresca, mette in vetrina numerose novità per l’inverno 2017/18

Lynx festeggia quest’anno i 50 anni di presenza nel mondo delle motoslitte e lo fa nel migliore dei modi, dedicando per l’occasione un modello celebrativo che si chiama «5900 th Anniversary», un mezzo dal cingolo lavorativo da 50 cm., motore Rotax 900 ace, box posteriore con annesse barre «portatutto»... e tanto altro ancora. Il marchio finlandese, pur introducendo per la prossima stagione un rivoluzionario e prestante modello da neve fresca («Boondocker»), si è sempre contraddistinto nell’ambito lavorativo. Anche per la prossima stagione, forte dei suoi 14 modelli specifici del settore utility l’utente può trovare la giusta motoslitta adatta alla sua esigenza e al suo budget: 3 motorizzazioni 4 tempi, 2 motorizzazioni 2 tempi, cingolo da 40 – 50 o 60 cm. Interessanti le novità che affiancano il modello di punta nel settore utility delle motoslitte. Ad esempio il «69 Ranger» che oltre a poter contare sempre sul già conosciuto e collaudato motore rotax 1200 4-tec è disponibile oggi a catalogo con ulteriori 2 motorizzazioni: il quattro tempi 900 ACE, un motore tre cilindri che unisce potenza, affidabilità e bassi consumi (10l/100km in modalità ECO) e il potentissimo 2 tempi 800 E-Tec. Per indicare in breve alcune caratteristiche che rendono unico al mondo questo modello basta ricordare il cingolo con larghezza da 60 cm., l’ampio e comodo vano di carico sul posteriore, l’acceleratore elettrico (ITS) che permette di dotare il cliente di una chiave che limita la potenza e la velocità del motore alle proprie esigenze (utile anche per rendere più sicuro il mezzo dato al dipendente meno esperto), la possibilità di scelta della modalità di guida in eco, standard o sport,  il carro e il sistema di ammortizzatori studiato e costruito per uno specifico uso di lavoro «pesante». Intercom dr.Leitner invita i clienti a contattarlo per concordare una prova  direttamente sulle loro piste, il modo migliore per verificare dal vivo le qualità straordinarie del mezzo e avere direttamente «sul campo» tutte le risposte ad eventuali dubbi e domande.

Ski-doo è il marchio leader indiscusso per la neve fresca. Ogni anno riesce ad offrire ai suoi clienti qualcosa in più e dopo la presentazione nella passata stagione di un modello completamente nuovo («Summit x 850 E-Tec») che si è posto al vertice della categoria deep-snow, quest’anno si migliora ulteriormente introducendo una prima novità assoluta a livello mondiale. Parliamo di «Shot», un sistema che permette  dopo il primo avvio di accendere la motoslitta come se fosse dotata di avviamento elettrico ma con il beneficio di non avere la batteria (e di conseguenza peso!). Di alto livello qualitativo e tecnico sono le motoslitte del marchio Ski-doo dedicate al lavoro. Tra loro le performanti Expedition «Le 900 ACE» e «Expedition xtreme 800r E-Tec» oltre all’intramontabile e richiesta «Skandic WT» (900 ACE e 550F).
Capitolo a parte per un settore che ci vede predominanti grazie anche ai modelli che particolarmente si adattano allo scopo è il noleggio. Ski-doo con il modello «Grand Touring Sport 600 ACE» e Lynx con il modello «Adventure LX 600 ACE» offrono una motoslitta semplice da guidare, parsimoniosa nel consumo, con bassissimi costi di gestione/manutenzione e il tutto ad un prezzo di listino contenuto.

Yanase: non è una motoslitta ma sempre su cingoli si muove ed è la fresa neve idrostatica per uso professionale che Intercom dr. Leitner importa e distribuisce in Italia. Dotate di motorizzazioni benzina o diesel e con  cavalli che partono dai 9.5 per arrivare fino al modello di punta che ne eroga ben 42 Cv. si distinguono per efficienza ed affidabilità.
www.leitner.it

 

Created: Lunedì, 05 Giugno 2017 04:57
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Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve

La grande novità per il 2018 proposta dall'americana Arctic Cat, rappresentata in Italia dall’azienda di Balerna (Svizzera), è  una evoluzione della mitica «Bearcat 7000 XT», una motoslitta che è da anni ai vertici del mercato nel segmento dei modelli da lavoro. La nuova macchina, costruita sullo chassis e con il motore della versione precedente, vanta nuove dotazioni  e una serie di accessori che ne fanno più che mai il modello di punta prodotto negli stabilimenti del Minnesota

L’evoluzione della specie porta il marchio della famiglia Arctic Cat e il nome grintoso di Pantera. Dal classicissimo, collaudatissimo e apprezzatissimo modello Bearcat 7000 XT, da anni «ammiraglia» indiscussa della nutrita scuderia di motoslitte da lavoro e neve fresca  prodotte in Minnesota (USA) e importate in Italia dalla Snopex di Balerna (Svizzera), è derivata la nuova versione che sarà una delle più importanti novità del settore per il 2018. La nuova motoslitta Arctic Cat Pantera 7000 XT Limited è costruita sullo chassis della Bearcat 7000 XT, monta lo stesso motore C-TEC4, 4-tempi, 3 cilindri, 1049 cm³, 135 CV/ 100 KW, con sistema di raffreddamento ad acqua completamente indipendente, iniezione elettrica (EFI), nuovo cambio a 3 marce avanti e 1 retromarcia, è inoltre equipaggiata con variatori Heavy Duty Team, sospensione anteriore Arctic Race, sospensione posteriore XTRA-ACTION, cingolo ProUte largo 20” (51 cm) con profilo alto 35 mm, indicatori Power Sport, faro posteriore, paraurto anteriore robusto, poggiapiede per 3 persone, sedile per passeggero amovibile, presa posteriore 12 V, scompartimento posteriore e gancio. Non è difficile capire perché viene chiamata versione De Luxe; è l’unico modello sul mercato completamente accessoriato, con tutto quello che si può desiderare… e molto altro:
• sedile 3° passeggero incluso
• sedile conducente e passeggero riscaldabile
•  scaldamani conducente e passeggero
• deflettori vento per passeggero
• specchietti retrovisori
• portaoggetti laterali richiudibili
• borsone posteriore richiudibile

Questa nuova fuoriclasse che perfeziona e moltiplica le qualità del modello «storico» da cui è derivata è più che mai il fiore all’occhiello dell’azienda americana che vanta una gamma di motoslitte vastissima, composta da una quarantina di modelli per tutte le esigenze e i piaceri dell’inverno. La Arctic Cat si trova nel nord del Minnesota (Midwest degli Stati Uniti), a pochi chilometri dal confine canadese, dove vengono prodotte e assemblate queste motoslitte da ben 55 anni. Arctic Cat é il maggior datore di lavoro a Thief River Falls dove gli 8500 abitanti, durante i lunghi inverni gelidi con temperature che di solito toccano i -30°C, si mettono alla guida della loro motoslitta ogni giorno, anche per andare al lavoro! Nello stabilimento della Arctic Cat ogni ciclo di montaggio, ogni serraggio di un bullone, viene monitorato puntigliosamente tramite un sistema elettronico che non ammette errori: se scappa un errore il sistema blocca automaticamente la linea di produzione fino a quando l’errore non viene risolto. Questa severità nel controllo di qualità operata sui motori garantisce la quasi perfezione che supera il 99%.
Nel settembre 2016 Arctic Cat ha trasferito tutta l’amministrazione, il reparto design e la dirigenza in uno stabile totalmente ristrutturato di fine ’800 che a quei tempi era un deposito per le merci che arrivavano o partivano dal fiume Mississipi. Una parte dei motori che vengono installati nelle motoslitte vengono prodotte in uno stabilimento a 400 km più a sud, a ca. 100 km dalla capitale Minneapolis.
Qui a Saint Cloud, Arctic Cat assembla motori per quads e motoslitte da ben 10 anni in uno stabilimento considerato il più moderno del mondo. Da oltre 20 anni i mezzi Arctic Cat sono importati e distribuiti in Italia dalla Snopex SA di Balerna (Svizzera), azienda attiva da trent’anni che opera anche nei settori delle macchine agricole e dei Quad (ATV e UTV).
www.snopex.com

 

Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
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Tags: Motori Sulla Neve
Le motoslitte classiche
dell'inverno «made in USA»

Le macchine della Arctic Cat sono importate da vent’anni in Italia dalla società di Balerna (Svizzera). Vengono prodotte da cinquant’anni con rigorosi sistemi di monitoraggio industriale a Thief River Falls, un paesino del Minnesota dove  la neve non manca mai e dove i suoi abitanti le usano ogni giorno, anche per andare al lavoro. Negli anni la produzione si è allargata ad una gamma che conta ormai ben 38 modelli tra i quali spicca la «Bearcat 7000 XT», l’ammiraglia di una flotta in grado di risolvere qualsiasi problema di spostamento e di lavoro sulla neve

Arctic Cat è il marchio che per il 2017 vanta una gamma di motoslitte  vastissima, ben 38 modelli, oltre alle tante varianti e colori diversi! Nel nord del Minnesota (Midwest degli Stati Uniti), a pochi chilometri dal confine canadese vengono prodotte e assemblate queste motoslitte da ben 55 anni. Arctic Cat é il maggior datore di lavoro a Thief River Falls dove gli 8500 abitanti, durante i lunghi inverni gelidi con temperature che di solito toccano i -30°C, si mettono alla guida della loro motoslitta ogni giorno, anche per andare al lavoro! Nello stabilimento della Arctic Cat ogni ciclo di montaggio, ogni serraggio di un bullone, viene monitorato puntigliosamente tramite un sistema elettronico che non ammette errori: se scappa un errore il sistema blocca automaticamente la linea di produzione fino a quando l’errore non viene risolto. Questa severità nel controllo di qualità operata sui motori garantisce la quasi perfezione che supera il 99%. Nel settembre 2016 Arctic Cat ha trasferito tutta l’amministrazione, il reparto design e la dirigenza in uno stabile totalmente ristrutturato di fine ’800 che a quei tempi era un deposito per le merci che arrivavano o partivano dal fiume Mississipi. Una parte dei motori che vengono installati nelle motoslitte vengono prodotte in uno stabilimento a 400 km più a sud, a ca. 100 km dalla capitale Minneapolis.
Qui a Saint Cloud, Arctic Cat assembla motori per quads e motoslitte da ben 10 anni in uno stabilimento considerato il più moderno del mondo. Da oltre 20 anni i mezzi Arctic Cat sono importati e distribuiti in Italia dalla Snopex SA di Balerna (Svizzera), azienda attiva da trent’anni che opera anche nei settori delle macchine agricole e dei Quad (ATV e UTV).

Arctic Cat Bearcat 7000 XT,
la fuoriclasse nel lavoro pesante

Il nuovo motore con raffreddamento indipendente dalla neve
Il cuore del Bearcat 7000 XT è il moderno e affidabilissimo motore C-TEC 4-tempi da 1049cc che eroga ben 100 KW/ 135 CV, un tre cilindri a 12 valvole; molto silenzioso, a basse emissioni nocive e con un consumo di carburante talmente irrisorio che permette di condurre la Bearcat, con il suo serbatoio di 56 litri, per tanti chilometri. Il sistema di raffreddamento a liquido é completamente indipendente, come in un autovettura: non necessita della neve per raffreddare così da permettere il funzionamento del motore per ore senza il rischio che si surriscaldi (classico problema delle motoslitte quando la neve é poca e/o gelata). Per il gravoso traino di rimorchi a slitta  a basse velocità il raffreddamento del motore é sempre garantito. Dotato di una tripla alimentazione a iniezione elettronica (EFI) e anche di un sistema elettronico di gestione «state-of-the-art» progettato per aumentare il freno motore nelle ripide discese.

Sospensione posteriore XTRA-Action
La parte posteriore è articolata: questo permette un confort maggiore sulle piste polverose o in neve fresca, geniale quando si va a ritroso nella neve profonda perché la motoslitta non si «scava» nella neve. Ben pensato è inoltre la possibilità di bloccare la parte articolare con un semplice movimento della mano, che dà la sensazione di una sospensione standard.

Nuovi Variatori Team
Tutti i modelli con motori 9000, 8000, 7000 e 6000cc, compreso il Bearcat 7000 XT, sono dotati dai nuovi variatori Team prodotti in un azienda sempre del Minnesta Il variatore primario é a reazione rapida «Team Rapid Response», più leggero di ben 113 grammi, riduce così le masse rotanti del 5%. I cuscinetti più affi dabili e le boccole hanno il 70% in più di superfice a contatto e ciò migliora la durata di vita.

Tanti accessori
Oltre alla luce di retromarcia c’è in più una luce di sostegno (standard) per un ottima visione notturna. Per il Bearcat sono a disposizione tanti accessori, per esempio: Portapacchi anteriori e posteriori, Rollbar, porta sci e snowboard, freni elettroidraulici di sicurezza sotto le pedane, sedile per terzo passeggero per menzionarne alcuni.
www.snopex.com

Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
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Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
Una notte di luna piena, una spettacolare processione luminosa fatta di tecnologica potenza, con i quindici «gatti» Kässbohrer che compongono la flotta in forza alla Mottolino S.p.A. di Livigno ad arrampicarsi sui pendii innevati fino a raggiungere il rifugio  Camanel e  raccogliersi  a semicerchio in una sorta di religiosa intimità intorno al «protagonista» della fantastica serata, il PistenBully «600 Polar W» numero 2500 uscito dalla Casa tedesca da quando è entrato in produzione nel 2006. Un destino favorevole e intelligente ha voluto che la consegna del modello che reca con sé un numero di produzione così rotondo e importate avvenisse in Italia e in uno dei comprensori che più di altri hanno stretto negli anni con l’azienda tedesca, attraverso la filiale italiana guidata da Valter Tura, un rapporto di collaborazione che travalica l’ambito professionale e commerciale per diventare un rapporto di amicizia e di reciproca stima. La notte di luna piena del 10 gennaio scorso era carica di emozione e di commozione per la consegna del Pisten Bully «600» numero 2500. I fari dei «gatti rossi» illuminavano la scena sullo sfondo bianco della neve, nel freddo calmo e siderale dei 2000 metri. La simbolica chiave di accensione è passata con una calorosa stretta di mano da Jens Rottmair, CEO di Kässbohrer arrivato dalla sede centrale di Laupheim per la grande occasione accompagnato dal direttore commerciale  Stefan Spindler, a Luciano Rocca, il giovanotto di settant’anni (classe 1945) che è  stato il fondatore del piccolo impero del Mottolino e oggi continua ad essere il sanguigno «capotribù» di una larga famiglia costruita con il non trascurabile contributo della formidabile, simpaticissima signora Imelde, legata in uno stretto vincolo di amore e di passione con  il proprio lavoro e il proprio territorio.  

Una grande famiglia
per un grande progetto
Per celebrare l’avvenimento erano presenti, infatti, quasi tutti i componenti della famiglia Rocca, insieme a Rottmair e Spindler, insieme a Valter Tura e Barbara Pucci, direttore e assistente marketing di Kässbohrer Italia, insieme a noi di pM e  insieme a tutti i gattisti della flotta impegnati per l’evento prima di sguinzagliarsi nella notte a preparare le piste per il giorno dopo. Luciano ha cinque figli: i gemelli Davide (responsabile piste e innevamento) e Marco, amministratore delegato della Mottolino S.p.A., sono del 1970; Andrea, che ha aperto e gestisce il birrificio «1816» nel centro del paese, è del 1971; Anna, che insieme alla cognata Siria, moglie di Marco,  cura i due negozi  di abbigliamento della famiglia, è del 1974; Sara, la più «piccola», è del 1984 e collabora nel controllo di gestione della società. I nipotini (per il momento) sono sette, due i figli di Marco, tre di Andrea, due le bambine di Sara. Ecco a voi la grande famiglia Rocca che è sinonimo di Mottolino, la skiarea esposta sul versante sud della lunga valle incisa dal torrente Spöll che sigilla l’ultimo


I gemelli Marco e Davide Rocca,
il cuore commerciale
e tecnico della Mottolino Spa

lembo settentrionale della Lombardia, porzione sopraelevata della Valtellina, territorio extradoganale,  «piccolo Tibet lombardo» dalle temperature talvolta siberiane e dalle neve sempre certa. «Il suo isolamento – dice Marco Rocca – ha sempre favorito una frequentazione stanziale, da settimana bianca o week end lungo, e scoraggiato il mordi e fuggi, diventando quindi un fattore positivo per la fidelizzazione della clientela che per l’80%, ormai, è straniera». Acquistando le prime quote dalla famiglia Quadrio Curzio che aveva avviato l’attività impiantistica, Luciano Rocca è entrato nella società di gestione nel 1990, l’anno stesso in cui venne inaugurata la telecabina che ancora oggi sale dai 1816 metri del fondovalle («1816», non a caso, è anche il marchio delle preziose birre prodotte da Andrea) ai 2400 metri della stazione d’arrivo dove negli anni Novanta è stato aperto un rifugio-ristorante, il M’eating Point capace di oltre 1000 posti a sedere. Proprio quest’anno sono state acquisite le ultime quote residue sul mercato e la Mottolino S.p.A. è interamente nel portafoglio della famiglia Rocca.

Un «brand» che vuol dire sci
ma non soltanto sci
Mottolino S.p.A vuol dire sci ma non solo, come vedremo. Attualmente gestisce una telecabina, quattro seggiovie ad agganciamento automatico (di cui una a sei e tre a quattro posti) e due skilift.  Questi  impianti  servono, su un’area di 210 ettari, 70 km di piste battute («A parte quella dedicata a Giorgio Rocca, veramente molto ripida e difficile, tutte le altre piste, comprese le nere, sono in campo aperto, talmente larghe da non creare nessun problema per nessuno») di cui 80% è coperto da un impianto di produzione per la neve programmata. «Abbiamo 150 dipendenti tra addetti agli impianti, ristorazione, noleggio – dice Marco – contiamo mediamente sei milioni di passaggi a stagione e il nostro fatturato si aggira sui 16 milioni di Euro, di cui 4 provengono dall’attività di ristoro dei nostri due rifugi». Il M’eating Point, all’arrivo della cabinovia,  è stato realizzato nel 1997 e si compone, oltre agli spazi attrezzati all’esterno, di tante salette distinte «la realizzazione di ognuna della quali – ricorda papà Luciano – era stata affidata ad una impresa del posto, perché volevamo valorizzare il più possibile il lavoro locale». Il Camanel, in quota, prende il nome dialettale dello scomparto d’areazione degli antichi fienili contadini ed è un capolavoro architettonico di bellezza rustica, costruito nel 2001 con roccia, travi e assi antichi ricavati da baite del posto in demolizione, ma talmente «vero» dall’apparire autenticamente antico.  È questo un must del Mottolino che è un vero e proprio «brand» legato all’idea del fun e di una vita da vivere con gioia: la qualità, lo spirito d’iniziativa, l’invenzione. «Abbiamo allestito uno snowpark che è tra i più belli d’Europa – continua Marco -  ma ci piace fare anche altre cose. Il nostro brand è su una linea di abbigliamento giovane che proponiamo nei nostri negozi Rinascente e Galleria, abbiamo avviato l’iniziativa “Adotta un vigneto in Valtellina” con la quale ci impegnamo già da cinque anni a ritirare il raccolto di un vigneto sopra Teglio garantendo il reddito al contadino che lo coltiva per poi consegnarlo ad una casa vinicola che gestisce la vinificazione da cui ricaviamo 5000 bottiglie etichettate con il marchio Mottolino; abbiamo creato il “Mottolino the Team”, una squadra professionale di freestylers composta da quattro ragazzi dai 15 ai 20 anni, tra i quali mio figlio Jan, da avviare ad una attività di livello professionale a cui garantiamo il sostegno per quanto riguarda la preparazione atletica e mentale, l’assistenza medica, il marketing;  abbiamo anche una piccola televisione locale che si chiama “Street the voice” per comunicare e rappresentare la vita di  Livigno».

  «Le nostre macchine al lavoro
sulla neve e sulla terra»

Jens Rottmair è per la seconda volta a Livigno per la consegna del PistenBully 600 numero 2500. Simpatico, affabile, nato 49 anni fa ad Augsburg, località bavarese nota già al temo dei Romani come Augusta Vindelicorum,  Rottmair è «felicemente sposato da 25 anni con Corinna e padre di due figli maschi». Da 11 anni è anche il CEO della Kässbohrer di Laupheim dopo aver ricoperto un altro incarico dirigenziale presso la Phoenix, società di vendita e gestione dei farmaci equivalenti della Ratiopharm appartenente al gruppo Merkle. Con lui, seduto accanto al direttore commerciale Stefan Spindler a una tavola del ristorante Luciano's del M’eating Point, si snocciolano i numeri della azienda tedesca di Laupheim. «Il nostro fatturato – dice Rottmair -  si aggira sui 200 milioni di Euro. Ogni anno produciamo 600 nuovi mezzi che esportiamo in 70 Paesi del mondo che diventano 110 se si calcola la produzione BeachTech avviata nel 1991 per la costruzione dei mezzi adatti alla pulizia e alla manutenzione delle spiagge. Kässbohrer ha prodotto il suo primo battipista da neve nel 1969 e da allora sono usciti dagli stabilimenti di Laupheim 21 mila mezzi di cui 12 mila sono ancora in esercizio. Per il prossimo futuro puntiamo naturalmente sul costante perfezionamento dei nostri mezzi e dei nostri prodotti, tra i quali il sistema SNOWsat di gestione della flotta e di misurazione dell’altezza del manto nevoso delle piste. È un prodotto fortemente innovativo che ci ha portati nel futuro e su cui puntiamo molto.  Proprio  il Mottolino, dove siamo adesso, è stato il primo cliente italiano; attualmente SNOWsat è stato venduto a 90 clienti ed equipaggia 600 mezzi battipista, non soltanto i nostri PistenBully ma anche macchine della concorrenza. Un altro settore su cui puntiamo molto  nel prossimo futuro sono i mezzi utility del marchio PowerBully avviato due anni fa, mezzi da lavoro per spostamenti terra, per attività di sollevamento, rimozioni, attività di lavoro varie, base per escavatori, trivelle, gru, cestelli porta persone ecc., un  mercato particolarmente attivo negli Stati Uniti. Così Kässbohrer diventerà leader non soltanto sulla neve».


Lo sviluppo nella «Vallaccia»,
un problema da risolvere
Basta così? No. Ci sarebbe, anzi c’è, un altro argomento importante, un progetto di sviluppo dell’area sciabile che è incagliato in una vicenda «indegna di un Paese civile», come ci tiene a sottolineare Marco. «È il progetto di allargamento dello skirama nella Vallaccia – racconta l’AD della Mottolino S.p.A. – una valle vergine molto aperta che consentirebbe un aumento del 30% delle nostre potenzialità di offerta sciistica. L’iter per l’installazione di una nuova seggiovia a sei posti della lunghezza di 2000 metri sviluppati su 600 metri di dislivello è partito nel 2007.  Dopo aver superato lo scoglio dei primi ricorsi che ci erano piovuti addosso, l’autorizzazione all’avvio dei lavori è arrivato nel 2015 a firma del presidente del Consiglio Matteo Renzi e infatti noi abbiamo cominciato a lavorare posando i plinti, predisponendo la linea per l’innevamento, tenendo le componenti dell’impianto ferme in un deposito. Sembrava che non ci fossero più problemi quando ci è piovuto addosso un altro ricorso al TAR, questa volta da parte   di Legambiente, che ci ha bloccati di nuovo. A nostra volta abbiamo inoltrato un ricorso al Consiglio di Stato che sarà discusso in maggio».

Un rapporto di fiducia
consolidato negli anni
In attesa di una sentenza sperabilmente favorevole, siamo nel cuore di un’altra stagione «partita con poca neve ma con temperature propizie che ci hanno consentito di sparare neve e di offrire alla nostra clientela piste perfette». Un’altra stagione, dunque, sottobraccio a Kässbohrer e ai PistenBully, un legame esclusivo che («Salvo un rarissimo ed isolato “cornino”…», ha detto qualcuno…) dura dal 1992, quando è arrivato a Livigno il primo mezzo della Casa tedesca, un «PB43.320D».  Tanti anni dopo, nel 2010, al Mottolino è arrivato anche il primo SNOWsat, il sistema satellitare di gestione della flotta prodotto da Kässbohrer, venduto in Italia e ora montato su tutti i mezzi. Il rapporto si consolida, si rafforza di anno in anno e, con la consegna del 600 Polar W numero 2500, sono saliti a quindici i mezzi battipista della flotta Pisten Bully al Mottolino: quattro «600 Polar» con verricello, tre «600 Park Bully», un «300 Polar», quattro «600 Standard», un «100», un «300 cabinato», un «200» dotato di gru e cestello. «Sono mezzi che lavorano solo cinque mesi l’anno – dice Davide Rocca, responsabile delle piste e dell’innevamento, una roccia di giovane uomo appassionato di motori -  ma in quei cinque mesi lavorano tutti i giorni, per 25 ore al giorno se fosse possibile, per una media complessiva di 1000 ore a stagione. È chiaro che con questo carico di impegno l’affidabilità e l’efficienza dei mezzi sono fondamentali come è fondamentale poter contare su un servizio di assistenza pronto, puntuale, competente come quello che noi otteniamo dalla Essevi di Valerio Degasperi officina autorizzata Kässbohrer». «Con un parco macchine come il nostro – aggiunge Marco – il rapporto di fiducia con l’azienda fornitrice non deve avere ombre. È quel rapporto di fiducia che dura da tanti anni tra Kässbohrer e Mottolino, tra Valter Tura e me, mio padre, la nostra famiglia». E parte istintivo un bel «cinque» di ringraziamenti reciproci tra l’amministratore di Kässbohrer Italia e l’AD della Mottolino S.p.A., sedici anni di differenza anagrafica, perfetta sintonia sul piano umano e professionale.  Succede quando, dopo  la consegna ufficiale all’aperto dell’ultimo 600 Polar W e della «chiave simbolica», la compagnia si è raccolta per la cena nella bellissima sala con travi a vista del Camanel e ha già voluto prendere la parola, tradotto dal tedesco dall’ottima Barbara Pucci, Jens Rottmair, il CEO di Kässbohrer, ormai totalmente di proprietà del magnate tedesco Ludwig Merkle. «Grazie al Mottolino per questa stupenda giornata, per questa fantastica organizzazione, per il rapporto di collaborazione che ci lega da tanti anni. È stato tutto veramente molto bello ed emozionante». Confermiano: il 10 gennaio 2017 al Mottolino di Livigno si è vissuta una giornata veramente bella ed emozionante.                 


SNOWsat ... e in sei anni ha già conquistato
l'Italia con 100 sistemi di gestione

Già nelle due passate stagioni invernali SNOWsat ha fornito il proprio supporto a diversi comprensori sciistici italiani. Oltre alla garanzia di un manto nevoso uniforme, ci sono anche molti altri motivi per cui un numero sempre maggiore di comprensori sciistici sceglie SNOWsat. Quasi 50 sistemi di gestione della flotta e delle piste SNOWsat, comprensivi di misurazione della profondità della neve (V3), entreranno presto in funzione nei comprensori sciistici italiani. Di questi, circa la metà sono nuovi e saranno installati in queste settimane. Altrettanti veicoli sono già o saranno presto equipaggiati con il sistema base di gestione della flotta (V1) che serve a registrare i dati del veicolo e alla gestione della flotta.
Tutto iniziò nel 2010 a Mottolino, dove oggi ci sono 14 veicoli equipaggiati con SNOWsat. Seguirono poi altri comprensori sciistici, come Sitc Canzei, Carosello 3000 Livigno, Grandi Funivie Alta Badia, Colfosco e Madonna di Campiglio, che oggi non vogliono più rinunciare ai vantaggi di SNOWsat. Ciò che conta per loro non è soltanto il continuo perfezionamento del sistema, ma anche il fatto di ricevere tutto da un unico fornitore: Kässbohrer, che è leader del mercato. C'è poi, naturalmente, anche la rassicurante sensazione di poter garantire con SNOWsat ottime condizioni di innevamento per tutta la stagione. Per questi motivi, alcuni di questi comprensori sciistici stanno potenziando e completando la loro flotta con SNOWsat. Nel frattempo se ne sono aggiunti di nuovi: come Funivie del Boè e Sciovie Ladinia in Alta Badia, o ancora San Vigilio dove, insieme con l'area sciistica Miara, è in corso il passaggio da PowerGIS a SNOWsat. C'è anche il comprensorio di Schnalstaler Gletscherbahnen AG, che già alla fine della scorsa stagione ha iniziato a installare SNOWsat. Presto, lassù, 6 veicoli – alcuni dei quali di altra marca – saranno equipaggiati con il sistema base di gestione della flotta V1 di Kässbohrer. Un altro nuovo acquisito è il comprensorio di Obereggen, che ripone grandi speranze nel costante perfezionamento di SNOWsat. Dal canto suo, SNOWsat sta facendo di tutto, con la sua squadra di oltre venti collaboratori, per non deludere queste speranze.
Maggiori particolari e il resoconto di alcune esperienze arriveranno a fine stagione!

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Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
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Tags: Motori Sulla Neve
Nell’Area di Arexpo a Milano, di fronte all’Albero della Vita, si sono cimentanti dal 10 al 12 Novembre 2016 120 tra i più grandi campioni di sci e snowboard di tutto il mondo, di fronte a un parterre di oltre 21.000 appassionati entusiasti. Due settimane più tardi, i migliori freestyler si sono spostati a Mönchengladbach in Germania per la Coppa del Mondo dell’Arag Big Air Festival. Con acrobazie l'élite dello snowboard e del freestyle ha entusiasmato il pubblico, in entrambi le manifestazioni.
A Milano l’evento è stato allestito da Funivie al Bernina S.p.A., l'area sciistica cara ai milanesi. Una sfida importante che l'Avv. Franco Vismara, titolare del comprensorio sciistico, accarezzava da anni. «Dopo anni di considerazioni, quest'anno ho trovato i giusti partners per far decollare un tale evento», ha detto Franco Vismara. Ora può guardare indietro con orgoglio. «Abbiamo avuto 20 giorni di tempo per costruire il tutto e circa sei giorni sono stati necessari solo per il montaggio della struttura in acciaio.» Importantissimo per la riuscita della manifestazione anche il Pisten Bully 100 che ha fresato e lisciato in maniera impeccabile la parte dell’atterraggio, consentendo a tutti gli atleti di dare il meglio.La perfezione della pista, realizzata anche con le nevi della Valmalenco e magistralmente disegnata dall’ing. Antonio Noris, unita alla bellezza di saltare di notte davanti all’Albero della Vita, ha trasformato l’evento in un’esperienza unica per tutti: atleti e spettatori. La pista del Big Air and The City Milano, dedicata al Cav. Francesco Vismara, padre del patron della manifestazione, è stata giudicata da tutti, atleti, allenatori, giudici e dirigenti della F.I.S. (la Federazione Internazionale Sci), la pista più bella del mondo.  Dice ancora Vismara: «Come titolare della Schooner Viaggi, agenzia specializzata in incentive, ho realizzato eventi in tutto il mondo per i nostri clienti, ma questo li batte davvero tutti. Avendo come solo interlocutore me stesso e l’amico Noris, ho potuto dar fondo all’immaginazione realizzando qualcosa che ha entusiasmato il pubblico e reso felici gli sponsor! » Un momento da ricordare? «Il sabato immediatamente antecedente la gara, quando per un problema di collegamenti si è fermata una delle macchine per la produzione della neve. Fortunatamente pochi giorni prima era nevicato sulle nostre Alpi e siamo riusciti a far arrivare dalla Valmalenco 8 Tir di neve fresca che, velocemente spianata e fresata dal nostro PistenBully, ha salvato la manifestazione.»
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A novembre la rivista economica tedesca «WirtschaftsWoche» ha pubblicato un ranking sul tema «Le aziende di fascia media più innovative». Kässbohrer Geländefahrzeug AG ha conquistato un convincente 21esimo posto su 3.500 imprese.  La si usa molto spesso, ma quanti significati abbraccia la parola «innovazione»? Oltre a indicare inventiva, perfezionamento di qualcosa di già esistente e creazione di prodotti e funzioni sempre nuovi, il termine «innovazione» è sinonimo di coraggio, curiosità e volontà incondizionata di tradurre in realtà una buona idea e di farne un'applicazione di successo. Su incarico della rivista WirtschaftsWoche, la società di consulenza aziendale Munich Strategy Group (MSG) ha monitorato e valutato anche le nuove forme di approccio, ad esempio nel settore del marketing e dell'organizzazione. L'analisi è stata condotta su 3.500 aziende tedesche con un fatturato compreso tra dieci milioni e un miliardo.  Nella prima fase, MSG ha confrontato i dati aziendali e ha parlato con clienti, esperti del ramo nonché amministratori delegati, titolari e consiglieri. È stato così selezionato un gruppo più ristretto di 400 aziende, per le quali è stato elaborato un «punteggio innovazione». Sebastian Theopold, fondatore di MSG e responsabile di questo studio, non soltanto ha prestato particolare attenzione agli indicatori economici, come crescita del fatturato e redditività, ma ha anche valutato dinamismo, reputazione e leadership in rapporto alla capacità innovativa, chiedendosi se un'azienda si distingue perché introduce continue novità, se è considerata innovativa dalla concorrenza e se contribuisce a consolidare una cultura che promuove lo sviluppo di nuove idee.  Considerata la severità dell'analisi, approdare al 21esimo posto è stata una conferma della strategia aziendale di Kässbohrer Geländefahrzeug AG, che da sempre ha uno sguardo lungimirante e fornisce costantemente nuovi impulsi all'intero settore.
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«La prova di Coppa del Mondo di combinata nordica, a gennaio, è stata un buon banco di prova per i Campionati del Mondo!». Hannu Krouvi, responsabile delle piste di Lahti, è davvero rilassato e guarda con fiducia alle prossime settimane. «Al momento stiamo usando quattro PistenBully, un PistenBully 400, due modelli più piccoli PistenBully 100 e un PistenBully Paana. Adesso, per i Campionati del mondo, riceveremo ancora da Kässbohrer un PistenBully 300 e un PistenBully 100 4f. A quel punto avremo davvero un equipaggiamento perfetto!». Per i Campionati del Mondo dovranno essere realizzate a febbraio due diverse piste di gara, una per il pattinato e l'altra per lo stile classico. Ci vorrà inoltre un «anello di riscaldamento» lungo un chilometro. «Quando fa più caldo usiamo il PistenBully 100 con cingoli in gomma, per non rovinare il manto nevoso superficiale. Con il Paana trasportiamo la neve artificiale fin sulle piste. Il PistenBully 400, invece, si occupa di rendere più soffice lo strato superficiale per le gare di freestyle».  Normalmente le piste vengono preparate la sera, in modo tale che possano indurirsi di notte. Spesso, però, Hannu Krouvi deve decidere sul momento: «Stabiliamo se preparare le piste la sera sempre in base alle condizioni del tempo. Se il bollettino meteo promette neve per la notte, rimandiamo la preparazione al mattino. Ma normalmente usciamo alle 21.00. Lo stadio lo prepariamo sempre con le macchine grandi, le altre piste con quelle più piccole. Del tracciato dello skiathlon, invece, si occupa regolarmente il PistenBully 400, perché per questa gara servono 4 corsie».

Solo professionisti all’opera
per tracciare i binari
Sono appena otto in tutto gli operatori che preparano le piste per i Campionati del Mondo. Questo perché la pista classica presuppone un enorme know-how, in particolare con il PistenBully 400 e il tracciatore quadruplo. Durante le gare, poi, sono continuamente in funzione tutti e cinque i battipista. Nemmeno il salto con gli sci può fare a meno di PistenBully: «Il trampolino lo prepariamo sempre con il rullo. Ma per la pista di atterraggio e la zona di stacco usiamo sempre un PistenBully grande». Hannu non si occupa soltanto dei Campionati del Mondo. «Lahti ha 65 chilometri di piste per fondisti ‘normali’. Se durante i Mondiali nevicherà parecchio, non ci sarà davvero di che annoiarsi», commenta Hannu, ridendo. Un ottimo augurio per tutti i partecipanti!
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