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Tag: Osservatorio Turistico

Created: Domenica, 29 Gennaio 2017 08:27
Hits: 491
Category: Portfolio
Tags: Osservatorio Turistico
Sta per cominciare una nuova avventura, un nuovo inverno che coinvolge interessi imprenditoriali, economie di interi territori, miliardi di impegni finanziari e fatturati. Il tutto mosso dal fascino irresistibile della montagna bianca, dalla passione di un popolo di turisti e appassionati delle diverse possibilità di sport e vacanza proposte dalla stagione invernale.
Come ogni anno, da diversi anni, le incognite delle bizzarrie meteorologiche incombono sugli esiti della stagione ma il mondo professionale della neve ha dimostrato di possedere ormai le risorse per affrontare (salvo cataclismi epocali…) anche le contingenze più critiche. Ed ecco dunque con quali proposte, con quali novità e con quali obiettivi i più importanti comprensori sciistici italiani si sono preparati anche quest’anno per vivere un altro inverno di passione

VALLE D’AOSTA

Monte Bianco, Rosa, Cervino: lo sci al cospetto dei «quattromila»

Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino: sulla Valle d’Aosta si affacciano i «quattromila» delle Alpi e al loro cospetto si scia tra panorami di imponente bellezza. La stagione invernale dello sci in Valle d’Aosta è già partita, con l’apertura completa dal 28 ottobre del comprensorio di Cervinia e si concluderà, sempre nel medesimo comprensorio il 6 maggio 2018. Le altre stazioni sciistiche valdostane stanno invece preparando e attrezzando i loro comprensori per poter garantire l’apertura il 25 novembre prossimo. Nel suo insieme la Valle d’Aosta mette in campo 23 stazioni, 800 chilometri di piste, 160 impianti di risalita, 10 snowpark, un unico skipass elettronico internazionale. Anche nella stagione 2017-2018, le tariffe dello skipass «stagionale regionale», che permette di sciare in tutti i comprensori di sci valdostani, inclusi quelli di fondo, non subiranno aumenti. Infatti, quest’inverno si potrà sciare in tutte le 23 stazioni valdostane, compresi il comprensorio di La Rosière, sul territorio Francese, e quello di Alagna, su quello Piemontese, acquistando lo stagionale «rosso» al prezzo invariato di 998,00 Euro, mentre lo stagionale «rosso+ Zermatt», che permette di sciare anche sull’intero comprensorio della località Svizzera, sarà disponibile al prezzo invariato di 1.179,00 Euro. Con l’acquisto dello «stagionale regionale» è inoltre confermata, per l’inverno prossimo, la possibilità di sciare, nell’ambito dello «Ski découverte», nel comprensorio sciistico delle «4 Vallées», in territorio Svizzero; tale opportunità, sarà nuovamente estesa anche ai possessori degli «stagionali di stazione» validi sulle principali stazioni valdostane (Pila, Courmayeur, La Thuile, Cervinia, Monterosa-ski). Inoltre, con lo stagionale a validità regionale, sarà possibile accedere alle nuove Funivie Skyway del Monte Bianco a Courmayeur sia per godere degli splendidi panorami sia per affrontare emozionanti discese in fuoripista sui pendii innevati ai piedi della vetta più alta d’Europa oltre alla possibilità di beneficiare di molte altre occasioni e agevolazioni in convenzione: l’accesso gratuito alle piscine regionali, al Casinò di Saint-Vincent, oppure l’accesso scontato a musei e castelli della Valle d’Aosta, al Forte di Bard, alle terme di Pré-Saint-Didier, all’osservatorio astronomico e al planetario di Saint Barthélemy, a voli in mongolfiera, e tante altre opportunità.
Continua poi l’impegno dei comprensori valdostani per facilitare l’accesso diretto agli impianti di risalita ed evitare così le fastidiose code di attesa alle biglietterie. il servizio «Pick Up» si affianca all’acquisto on line con tessera magnetica e alla possibilità di acquistare lo skipass direttamente in hotel. A partire dalla stagione invernale 2017/2018 sarà possibile acquistare lo skipass on line senza essere in possesso della tessera magnetica. Dopo aver selezionato il biglietto desiderato e effettuato il pagamento verrà rilasciato un voucher da presentare alle casse dedicate per il ritiro dello skipass. Accedere alle piste diventa sempre più veloce!
Un altro servizio molto apprezzato dagli sciatori è il Teleskipass. Valido in tutte le stazioni sciistiche della Valle d’Aosta, il teleskipass consente di accedere direttamente agli impianti di risalita senza dover acquistare lo skipass alle biglietterie. A fine giornata verrà calcolato automaticamente l’importo della giornata di sci in base alla tipologia di skipass fruito (giornaliero o mezzo giornaliero), alla tariffa relativa alla stazione sciistica interessata, eventuale sconto legato all’età (junior < 8 anni, junior < 14 anni , giovane < 18 anni o senior > 65 anni). E’ possibile attivare il servizio presso tutte le biglietterie della stazioni sciistiche valdostane.

Nuovi impianti e più piste con l’innevamento programmato
Per quanto riguarda i singoli comprensori, gli investimenti e gli adeguamenti realizzati nel periodo della pausa estiva, hanno riguardato diversi ambiti sia con rinnovi tecnologici degli impianti (funiviari e per l’innevamento programmato) sia in materia di sicurezza (miglioramenti, livellamenti e allargamenti piste, messa in opera di reti di protezione fisse, ecc.) sia incentrati ad incrementare l’attuale offerta turistica (nuovi tracciati, implementazione della dotazione nei parchi giochi, ecc)
A Cervinia è stata predisposta un’area riservata all’esercitazione per la ricerca con l’ARTVA ed è stato potenziato l’innevamento artificiale sulla pista 3bis per il rientro sic ai piedi presso la partenza della telecabina. Nel Monterosa nasce l’offerta Monterosa Freeride Paradise per promuovere la consapevolezza dell’alta montagna. Per prepararsi adeguatamente, in località Sant’Anna a Gressoney, è stato allestito un campo ARTVA per allenarsi alla sicurezza. Per chi si diverte ad andare controcorrente e le discese più belle vuole guadagnarsele, Monterosa Ski propone tre percorsi di risalita, tracciati e battuti, da percorrere con le pelli. Interventi di ampliamento e potenziamento degli impianti di innevamento programmato sono stati realizzati nelle stazioni sciistiche del Monterosa, di Pila, di Courmayeur e del Cervino mentre i lavori sulle piste per migliorare la percorribilità e aumentare le larghezze per una maggiore sicurezza degli sciatori sono stati realizzati a Cervinia, Torgnon, La Thuile e a Gressoney Saint Jean.

Arriva anche lo «Ski-Pic» per condividere le emozioni in pista
L'utilizzo dei social media per condividere in tempo reale le proprie esperienze è sempre più diffuso anche tra gli amanti di sport invernali. Questi ultimi però hanno difficoltà a registrare i momenti migliori delle proprie esperienze ed è qui che Ski-Pic entra in azione. Ski-Pic ha sviluppato un sistema unico di fotografia basato su geolocalizzazione univoca delle persone in spazi aperti. L'obiettivo è di offrire allo sciatore la possibilità di salvare i momenti migliori delle proprie vacanze e condividerli con gli amici senza interruzioni, senza la collaborazione di terzi e senza acquistare equipaggiamenti specifici. Per avere le proprie immagini sarà sufficiente scaricare l'app Ski-Pic nel proprio smartphone e sciare in prossimità delle postazioni di Ski-Pic. SKI-PIC sarà presente nelle stazioni di sci di Cervinia, Monterosa ski, La Thuile e Pila!

Una lunga stagione ricca di appuntamenti
Anche per l’inverno 2017-2018 non mancheranno importanti appuntamenti ed eventi sportivi sulla neve: Pila dal 30 novembre al 3 dicembre ospiterà una tappa di Coppa del Mondo Master. Il mese successivo, il 19 e 20 gennaio, a La Thuile, dopo il successo del 2016 con la Coppa del mondo di discesa libera femminile e le gare di Coppa del Mondo di Telemark del 2017, per la prossima stagione invernale è rientrata a pieno titolo nel circo bianco come località ufficiale per eventuali recuperi di gare di coppa di Sci Alpino. Il 3 e il 4 marzo a Courmayeur, infine, per gli amanti dello sci fuoripista farà tappa il circuito Freeride World Tour qualifier. L’emozione di una discesa in notturna si può vivere a Gressoney-Saint-Jean con l’apertura serale della pista Leonardo David: le date saranno definite nel corso della stagione considerando le migliori condizioni del tracciato per offrire un’esperienza esclusiva. Non mancheranno anche per questo inverno gli appuntamenti dedicati alla solidarietà e alla beneficenza come la fiaccolata «I Light Pila» o le gare di sci solidali non competitive come quella a supporto di «Telethon» o del «Telefono Azzurro» di La Thuile, oltre poi alle numerose occasioni più folkloristiche dedicate alle tradizionali cene e aperitivi nei numerosi rifugi/ristoranti in quota e alle numerose fiaccolate organizzate con i maestri di sci. Gli amanti dello sci di fondo e dello scialpinismo non potranno non seguire la 37° edizione della Marciagranparadiso in programma a Cogne dal 2 al 4 febbraio 2018 e nei giorni 21/22 dicembre arriva a Breuil-Cervinia la Coppa del Mondo di Boardercross
Tra le altre iniziative segnaliamo che, anche per questa stagione invernale, l’Associazione Valdostana Impianti a Fune (AVIF), l’Associazione Valdostana Maestri di sci (AVMS) e l’Associazione Sport Invernali della Valle d’Aosta (ASIVA) riproporranno l’iniziativa «Safe Ski Project» con l’obiettivo di contribuire a sviluppare una coscienza collettiva più consapevole e rispettosa, per il bene di tutti gli sciatori, della montagna e dello sci. Tramite volantini, poster e la creazione di un QR-Code, verranno divulgate all’interno dei comprensori sciistici, 12 semplici regole di condotta da tenere e rispettare nella pratica dello sci alpino. Durante la stagione invernale, inoltre, saranno allestiti dei “campi sicurezza” dove verranno esposti i cartelli e la segnaletica utilizzati nei comprensori sciistici valdostani, illustrati dal personale delle società di impianti a fune e/o dai maestri di sci.


MONTEROSASKI
Una scorpacciata di piste e di storia tra la «pétite patrie» e la Valsesia

Situato nel cuore delle Alpi Occidentali, ai piedi del secondo massiccio più alto d’Europa, Monterosa Ski è oggi un vasto sistema di stazioni sciistiche: allo storico
comprensorio che da Champoluc e Gressoney-La-Trinité permette di raggiungere, sci ai piedi, Alagna Valsesia, si affianca una costellazione di stazioni satellite. Possibilità di sci per tutti i gusti e le possibilità, fino alle discese più impegnative sul carosello principale, salendo a quote che sfiorano i 3.000 m per poi scendere fino a fondo valle, su dislivelli fino a 2.000 metri. Panorami mozzafiato, impianti efficienti e numerose alternative di piste e percorsi garantiscono divertimento ed adrenalina. Su fronte dell’impiantistica la novità più importante per la stagione 2017/2018 è la nuova seggiovia quadriposto Cimalegna-Passo Salati in Valsesia che andrà ad affiancare il funifor già in attività da qualche anno. Sul fronte della comunicazione, durante l’ultimo periodo la volontà aziendale è stata fortemente indirizzata al rafforzamento delle sinergie con il territorio: per consolidare questo legame dal luglio 2017 il sito web del comprensorio è stato dismesso e Monterosa Ski è diventata parte integrante nel nuovo portale di destinazione www.visitmonterosa.com che mira alla promozione turistica dell’area Monterosa, identificata nelle valli valdostane di Ayas, Gressoney e Champorcher e da Alagna Valsesia in Piemonte. Perché il Monterosa è un segreto da scoprire, fatto di tradizioni ancora vive e ben radicate, dominato da una natura incontaminata e selvaggia e popolato da persone che diventano amici. Il Monterosa è il luogo in cui si può  vivere la tradizione della montagna sentendosi parte della natura e, essendo raggiungibile percorrendo una distanza che non supera le due ore di auto dalle principali città di Piemonte e Lombardia, diventa luogo in cui rifugiarsi per ritrovare il contatto con ritmi più lenti e rilassati godendo di una natura senza eguali.
Compatbilmente con le condizioni di innevamento, la stagione dello sci prenderà il via venerdì 1° dicembre 2017 e proseguirà fino a domenica 15 aprile 2018. Da domenica 8 aprile rimarrà aperta la dorsale Frachey-Stafal-Alagna che garantirà il collegamento intervallivo, mentre rimarranno chiuse le sezioni del Crest in Val d’Ayas e di Punta Jolanda a Gressoney La Trinité. La prevendita degli abbonamenti stagionali è già iniziata con l’interessantissimo prezzo di prevendita, che sarà valido fino al 5 novembre e che permette un notevole risparmio. Esclusivamente nel periodo di prevendita è anche possibile abbinare il divertimento sugli sci a momenti di puro relax nei centri benessere in Val d’Ayas e in Valle di Gressoney acquistando lo ski pass insieme all’ingresso stagionale a MonterosaTerme di Champoluc ed alla SportHaus di Gressoney-Saint-Jean. Riconfermata anche per la prossima stagione la formula che differenzia il prezzo dello ski pass in feriale e festivo con suddivisione in tre stagionalit.. Il prezzo del giornaliero per lo sci in pista costerà, in base a periodo e giorno scelto, 40, 43 o 48 Euro. Per chi desidera accedere a Monterosa Freeride Paradise è  disponibile un’integrazione giornaliera di 2,00 Euro che dà accesso all’impianto che conduce al ghiacciaio ed alla freeride zone. Rimane invariata la scontistica riservata a determinate fasce d’età. Riduzioni tutti i giorni ed in tutte le stagionalità anche per la categoria Senior, nella quale rientrano tutti coloro nati prima del 31/05/1953 e ski pass gratuito per i nostri affezionati  sciatori nati prima del 01/11/1937. Anche per la prossima stagione nel Monterosa Ski sarà possibile «Sciare Gratis» prenotando la propria vacanza in Val d’Ayas o in Valle di Gressoney nei periodi di validità dell’iniziativa. Per i soggiorni dal 9 al 24 dicembre 2017, dal 6 gennaio al 4 febbraio 2018 e dal 17 marzo al 15 aprile 2018 lo ski pass è in regalo.
Il comprensorio Monterosa Ski si sviluppa a quote elevate, su un territorio complesso. La Società vuole trasmettere ad alta voce un messaggio di consapevolezza dell’alta montagna. L’impianto che dal Passo dei Salati conduce al ghiacciaio di Indren, quota 3.275 m, è la porta di accesso al Monte Rosa, meta di amanti del freeride in inverno e di alpinista in estate. Negli ultimi anni l’alta quota e gli sport estremi sono stati oggetto di una massiccia esposizione mediatica portando un numero crescente di persone ad avventurarsi sul ghiacciaio senza un’adeguata preparazione. Il funifor di Indren diventa dunque Monterosa Freeride Paradise, a disposizione di tutti coloro che si sentono pronti a fare il passo successivo, che ritengono di avere una preparazione adeguata per affrontare una discesa in fuoripista o l’ascesa ad una delle ve(e del Monte Rosa. L’accesso all’impianto non sarà più dunque compreso nello ski pass Monterosa Ski, ma lo sarà nello ski pass Monterosa Freeride Paradise, che include il passaggio ai tornelli del Funifor che porta al ghiacciaio.

La sicurezza resta sempre la nostra mission più importante
Garantire la sicurezza di chi frequenta il nostro comprensorio è il nostro obiettivo principale. Uno staff dedicato ed attento si occupa della preparazione e della battitura delle piste, tecnici addestrati e competenti verificano la loro sicurezza ed un’équipe di pisteurs aiuta coloro che si infortunano o si trovano in difficoltà in pista. Grande attenzione va sicuramente riservata a Monterosa Freeride Paradise: chi decide di acquistare l’accesso al ghiacciaio deve obbligatoriamente avere con s. gli strumenti necessari per garantire la propria sicurezza. ARTVA, pala e sonda diventano dunque parte indispensabile per l’accesso alla Freeride Zone, dove le operazioni di soccorso si fanno più complicate. Per offrire l’opportunità di allenarsi alla sicurezza è stato installato un campo di addestramento ARTVA in località Sant’Anna a Gressoney-La-Trinit. il cui utilizzo è totalmente gratuito. Il progetto, attivato da Fondazione Montagna Sicura nell’ambito del progetto n. 342 «PrévRiskHautesMontagnes», finanziato all’interno del Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg V-A Italia-Francia Alcotra 2014-2020, vuole diffondere la cultura della sicurezza in alta montagna. La pratica del fuoripista richiede profonda conoscenza del territorio, capacit. di valutazione ed esperienza nell'utilizzo dei materiali di autosoccorso.In caso di incidente da valanga é necessario saper agire in modo tempestivo ed efficace per soccorrere le eventuali vittime. Questo richiede un costante allenamento nell'utilizzo dei materiali da soccorso quali l'ARTVA, la pala e la sonda in modo tale da saper far fronte ad un evento valanghivo. Il sistema, prodotto dalla ditta svizzera Genswein, è gestito da una centrale di comando dove gli utenti possono allvare uno o più trasmettitori (5 in totale) sepoti a diverse profondità e inclinazioni simulando situazioni realistichedi ricerca, con diversi livelli di difficoltà.



PIEMONTE

Arrivano gli stagionali
differenziati per confermare una stagione record


Nel più vasto comprensorio delle Alpi Occidentali gestito dal 2007 dalla società Sestrière S.p.A. ci si prepara ad una stagione che confermi  gli ottimi risultati commerciali di quella passata, arricchita tra l’altro anche dal grande ritorno nel calendario della Coppa del Mondo femminile con le gare disputate sulla pista Kandahar Giovanni Alberto Agnelli. La sciopoli fondata dal senatore Giovanni Agnelli nel 1930 ha nel suo pedigree un pezzetto di storia dello sci con la presenza, in era pre-Coppa, tra le località ospitanti il celebre concorso dell’Arlberg Kandahar e poi con la partecipazione costante anche se intermittente al calendario della Coppa del Mondo e con l’organizzazione dei Campionati Mondiali di sci alpino del 1997. Una gara del massimo circuito dello sci alpino mancava dal 2011 ed è quindi evidente che l’evento, in attesa del replay previsto per il dicembre 2019, ha dato ulteriore lustro ad una località e a un comprensorio che guardano comunque oltre l’agonismo di vertice per consolidare la propria presenza nel Gotha delle zone sciistiche in Italia e nel mondo. Sono Sestriere, Sauze d’Oulx Cesana Sansicario, Oulx, Claviere, Pragelato, Montgenevre le località dell’alta Val Susa sul confine tra Piemonte e Francia che compongono il comprensorio sciistico della Via Lattea, un immenso skirama integrato che offre agli appassionati la possibilità di sciare su 212 piste (7 verdi, 67 blu, 97 rosse e 41 nere) con l’ausilio di 69 impianti di risalita. Il comprensorio ha chiuso la stagione scorsa con un consuntivo che il presidente della società Seistrières Spa Giovanni Brasso ha così riassunto  nella sua relazione introduttiva alla stagione 2017/18: «Prima di concludere vi invito a riflettere sui numeri che avete visto esposti sui monitor per quasi tutta la durata della conferenza: il primo (1.246.600) rappresenta il numero delle giornate sci vendute, il secondo (13.797.742) rappresenta il numero di passaggi realizzati sugli impianti, il terzo (29.951.994) gli incassi provenienti solo dalle biglietterie ed il quarto (0) l’indebitamento bancario. Non credo che in Italia ci siano, oggi, tante società del settore anche solo capaci di avvicinarsi a questi numeri e credo che anche in Europa siano poche quelle che fanno meglio di noi. Questa è la Sestrieres e questi sono i nostri numeri, più importante ancora però è il nostro potenziale di crescita, ma la crescita non dipende solo da noi, la crescita come ho già detto è una questione di sistema che parte dalla politica, passa attraverso le Istituzioni e finisce con le imprese, ovviamente non solo la nostra, più in generale la crescita è una questione di fiducia e soprattutto di certezze e le certezze, in Italia ma anche nel nostro Piemonte, oggi sono una merce rara. Purtroppo senza certezze non ci possono essere investimenti (almeno investimenti importanti) e senza investimenti non si va da nessuna parte». Per questa stagione si è studiata una soluzione diversa rispetto al passato nell’offerta degli skipass stagionali, introducendo per la prima volta tre categorie di prodotto: Open, destinata ai clienti che vogliono sciare dall’apertura alla chiusura degli impianti, Standard, destinata a coloro che vogliono sciare solo in quella che chiamiamo stagione vera e propria, dal 23 dicembre alla prima domenica di aprile, e Montiluna, destinata a chi intende sciare solo sull’area Montiluna Claviere.  Si è leggermente ritoccato il prezzo degli stagionali per armonizzarlo al nuovo progetto, mentre per quanto riguarda i settimanali e i giornalieri abbiamo mantenuto le tariffe inalterate. La politica della Sestrieres resta sempre quella di fornire il miglior prodotto possibile al minor prezzo praticabile per aumentare la base dei clienti. Ma vediamo più da vicino l’offerta 2017/18 degli stagionali che formano «lo zoccolo duro» dell’utenza.

CUNEESE
Un inverno per tutti i gusti nel paradiso della «Provincia Granda»

Le montagne di Cuneo sono un gioiello incastonato tra le Alpi ed il mare, dove ogni attività  sportiva è praticabile. Dal cicloturismo, alla MTB, dall’escursionismo all’arrampicata, sino alle attività invernali quali lo sci da discesa, il fondo, lo sci escursionismo, lo sci alpinismo, il freeride, lo snowboard e le arrampicate su ghiaccio. Un vero paradiso per gli amanti dello sport e della natura incontaminata. Dalla Valle Po, con la cima del Monviso che svetta con i suoi 3.481 m, alla Val Tanaro, venti vallate si aprono a raggiera intorno alla splendida città capoluogo, offrendo panorami mozzafiato, borghi alpini autentici ed accoglienti, centri storici e moderne strutture ricettive. Binomi perfetti caratterizzano la «provincia Granda»: Alpi e Mare, sport e benessere, arte e gastronomia.
Limone Piemonte, in inverno stazione sciistica internazionale e in estate importante centro di villeggiatura, ospita il comprensorio sciistico della Riserva Bianca, che vanta un bacino sciabile di 80 km. 19 impianti di risalita all’avanguardia (cabinovia, seggiovie, tapis roulant) e sistema manilibere servono le 41 piste sempre ben innevate, garantendo divertimento in sicurezza per tutti, grandi e piccini. Per chi non scia, oltre alle mille occasioni di divertimento con pista di pattinaggio, piste per la pratica del fondo e per l’escursionismo su neve, l’accogliente centro storico offre svago con locali alla moda e caffè ricercati, oltre alla possibilità di fare un salto nella storia visitando l’antica parrocchiale gotica e la storica «Fontana blu» dove si dissetò Papa Pio VII. L’eccellente riqualificazione del centro storico ha riportato allo splendore questo borgo alpino già conosciuto dai romani. Per i più piccini, che si avvicinano allo sci, sono presenti due kinder park con giochi gonfiabili, percorsi divertenti e 4 tapis roulant, mentre per gli amanti dello snowboard sono a disposizione due snowpark. La Valle Vermenagna è una valle di passaggio verso la vicina Francia: con poco meno di 2 ore di auto si possono raggiungere Nizza e Montecarlo, cuore pulsante della Costa Azzurra. Vicino a Limone Piemonte, il piccolo abitato di Vernante propone a grandi e piccini i Murales dedicati a Pinocchio, oltre ad un centro fondo illuminato anche in notturna.
Mondolé Ski è il secondo grande comprensorio delle Alpi di Cuneo con le stazioni sciistiche di Artesina, Frabosa Soprana e Prato Nevoso, dove gli oltre 120 km di piste sono serviti da 31 impianti di risalita tra seggiovie, skilift e tapis roulant. Tutto il dominio sciabile è accessibile con un unico biglietto. Il comprensorio propone animazioni e servizi per tutti: ristoranti, locali tipici, bar, discoteche, baite e rifugi, due musei dedicati alle tradizioni locali, le grotte del Caudano e di Bossea con le loro suggestive ambientazioni sotterranee, attività commerciali che rendono il comprensorio vivo per tutta la stagione invernale. A disposizione anche Snowpark per gli amanti della tavola e lo sci notturno a Prato Nevoso ogni martedì, venerdì e sabato e tutti i giorni durante le vacanze di Natale. Per i bambini l’offerta è variegata, con campi scuola serviti da tapis roulant, kinder park e parchi di divertimento sulla neve e più di 400 maestri di sci a disposizione. Ricchissimo il programma eventi sulla neve con più di 50 appuntamenti per l’inverno 2016/17: si parte dall’Open Season che dà ufficialmente il via alla stagione sciistica ai mercatini sulla neve ed al Market day di Frabosa Soprana, dagli eventi natalizi con il Presepe Vivente di Pianvignale al Capodanno in piazza a Frabosa ed Artesina ed in Conca a Prato Nevoso, fino alla Festa delle Mascottes di Artesina e lo Spring Splash che chiuderà la stagione sciistica.
Il Monregalese comprende le stazioni sciistiche adagiate sulle Alpi Liguri, località che permettono uno sci «a misura di Famiglia». Sangiacomo Cardini Ski, con 35 km di piste, è una stazione adatta a tutti e propone un campo scuola in paese illuminato in notturna ed un campo scuola in quota, al Monte Alpet (1.611 m) con vicina area gioco bimbi e tapis roulant. La stazione propone anche molti itinerari per il freeride. A St. Grée di Viola le piste molto tecniche per la discesa e lo snowpark sapranno far divertire gli amanti del brivido. A disposizione degli sciatori un ristorante sulle piste, un agriturismo e pizzerie. Lurisia è un paradiso a portata di mano, con le terme ed i centri benessere ottimi per il relax del doposci. 30 km di piste da discesa adatte a tutti, con vista mozzafiato delle Marittime al Cervino. Completano la stazione una pista da fondo, itinerari per lo scialpinismo e per racchette da neve. A disposizione, un baby parking sul piazzale per permettere ai genitori di sciare in tutta tranquillità.Pacchetti turistici per weekend dedicati alle famiglie, a prezzi contenuti.
Garessio, prima stazione sciistica a nascere sulle Alpi Marittime, quest’anno non attiverà gli impianti, ma sarà comunque possibile effettuare in loco escursioni con racchette da neve e sci alpinismo. Luogo ideale per la pratica dello sci di fondo e del biathlon è Chiusa di Pesio, in Valle Pesio, con il Centro Fondo Marguareis, ai piedi della Certosa fondata nel 1173 e sviluppatasi fino al XVIII secolo, visitabile anche nel periodo invernale. Il Centro Fondo è rinomato a livello nazionale ed i suoi tracciati sono aperti anche agli amici delle ciaspole. Nel 2016 è stato ristrutturato il Centro Sportivo Marguareis che offre agli sciatori la possibilità di usufruire di una sala polivalente, di nuovi servizi e spogliatoi e di un nuovo locale ristoro, con free wifi.
Entracque, in Valle Gesso, offre sia piste di discesa, sia anelli per il fondo. Il Centro Fondo Gelas, vero paradiso naturale nel cuore delle Marittime, conta un totale di 35 km di piste. Le Sciovie del Viver, a soli 20 minuti da Cuneo, sono un ottimo campo scuola per i principianti: la particolarità della stazione è che tutte le piste per lo sci alpino sono ben visibili dal solarium. L’offerta turistica ad Entracque è varia, basti pensare alla presenza del Centro Faunistico «Uomini e lupi» dove le famiglie possono «avvicinarsi» e conoscere i lupi delle Aree protette delle Alpi Marittime. Dalla passata stagione è attivo uno skilift in più, il Santa Lucia.
La Valle Stura vanta molti centri per il fondo: Festiona ed Aisone formano un anello servito anche da minibus per coloro che vogliono usufruire di un comodo mezzo per il rientro. Festiona si conferma un ottimo campo scuola per la pratica del fondo da parte di studenti e diversamente abili. Bagni di Vinadio, più in quota, garantisce panorami mozzafiato. Sarà attivo il servizio di Ski shuttle di collegamento da Vinadio a Festiona per tornare alla partenza in piena comodità. Argentera, con 4 impianti (1 seggiovia e 3 skilift) per 20 km di piste, è meta ideale per gli amanti dello sci alpino e del free ride. Qui il campo scuola è separato dagli impianti che servono gli altri sciatori, per garantire ai principianti il massimo della tranquillità. Sport praticabili ad Argentera: free ride, snowboard ed eliski.
A Castelmagno in Valle Grana, dove sorge il noto Santuario e si produce l’omonimo formaggio D.o.p., sono disponibili percorsi per escursioni con racchette da neve e sci alpinismo. Più a valle, in località Pradleves, è disponibile una pista di pattinaggio su ghiaccio coperta. Nella passata stagione invernale si è estesa di ulteriori 6 km la pista da fondo.
La Valle Maira viene annoverata tra le più affascinanti mete invernali alpine per lo sci nordico, lo sci alpinismo e le racchette da neve, ancora così selvaggia senza impianti di risalita. Numerose e spettacolari le possibili escursioni con gli sci ai piedi: in tutta la valle gli itinerari sci alpinistici sono più di 100 di cui circa la metà nel territorio di Acceglio. In alta valle sono presenti anche piste per il fondo omologate FISI. Anelli per il fondo sono presenti anche a Canosio, Marmora, Prazzo ed Elva. La valle è costellata da borgate alpine ancora autentiche e da piccole chiese che custodiscono tesori sconosciuti ai più.
La Valle Varaita offre sia impianti di risalita che anelli per il fondo: Bellino, Casteldelfino (con la sua pista omologata «La Trasà»), Chianale e Valmala sono centri specializzati per lo sci nordico con anelli praticabili sia da esperti che da principianti. A Sampeyre gli impianti portano fino a quota 1800 m e garantiscono il divertimento per grandi e piccini, grazie a 2 seggiovie e 2 tapis roulant che servono sia le piste, sia i 2 campi scuola. La stazione è dotata di 4 cannoni per la neve artificiale e propone piste per tutti, dalla verde alla nera. Sulla neve anche servizi ristoro e relax aperti a tutti. Più in quota, le piste di Pontechianale si sviluppano tra distese di pinete e di abeti, per untotale di 20 km, al cospetto del «Re di pietra», il Monviso (3841 m) che dà vita al fiume Po. 5 gli impianti di risalita attivi, di cui una seggiovia (attiva anche in estate), 3 skilift ed 1 tapis roulant. Notevoli, in alta Valle Varaita, le colate di ghiaccio sulle quali è possibile scalare, in sicurezza.


 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Hits: 675
Category: Portfolio
Tags: Osservatorio Turistico
 

Nonostante le bizzarrie meteorologiche sempre più imprevedibili, nonostante che (ad esempio) sulle Alpi Occidentali abbia nevicato tantissimo e sulle Alpi Orientali pochissimo, il bilancio dell’economia indotta dal turismo invernale trainato dallo sci registra eccellenti segnali di positività per l’inverno 2016/17 grazie (anche e soprattutto) alle tecnologie e agli investimenti ormai capaci di sostituire la neve naturale con la neve tecnica per garantire la sciabilità delle

  JFC,  professionisti
dell’indagine turistica

JFC è un’agenzia di indagini e consulenze in campo turistico che ha sede a Faenza (Ravenna). È nata nel febbraio 2006 grazie ad esperienze professionali sviluppate in ambito turistico in oltre vent’anni di attività. JFC si occupa di consulenza turistica e marketing territoriale offrendo il proprio sapere al servizio ed allo sviluppo di imprese, istituzioni ed autonomie funzionali. L’agenzia si fonda sull’apporto delle capacità maturate nel management e marketing turistico, e la sua forza consiste proprio nell’unione di competenze diverse. Grazie anche ad una fitta rete di relazioni professionali e alla collaborazione già in atto con esperti italiani ed internazionali, JFC garantisce il giusto mix di conoscenze necessarie a trovare le migliori soluzioni per coloro che operano nei settori dell’ospitalità, del leisure e del marketing territoriale. Suo fondatore e amministratore unico è Massimo Feruzzi, un professionista che svolge attività nel campo del turismo in qualità di consulente di marketing, programmazione e pianificazione territoriale, è ricercatore e Project Manager Advisor a servizio di Enti Pubblici ed Aziende Private. Responsabile di Skipass Panorama Turismo (Osservatorio Italiano del Turismo Montano)  e dell’Osservatorio Nazionale sulla Tassa di Soggiorno nonché di vari Osservatori Turistici di Destinazione. Giornalista, è direttore responsabile di Crescita Turismo Professional Tourism Book.
www.jfc.it

stazioni invernali. Lo dice l’annuale e fondamentale «Consuntivo stagione invernale» prodotto dall’Osservatorio Italiano del Turismo Montano a cura dell’agenzia JFC di cui pubblichiamo ampi stralci in queste pagine. Il centro di ricerca specializzato nell’indagine sul mercato del turismo e degli sport invernali  promosso da Modena Fiere ha monitorato i flussi di arrivi e presenze, l’andamento turistico, economico, commerciale della filiera legata alla frequentazione della montagna invernale italiana compulsando e valutando i dati provenienti dagli operatori professionali di 61 stazioni sciistiche e utilizzando, come ulteriore indicatore, l’indice EBITDA che definisce il tasso lordo di redditività di un'impresa. A conti fatti risulta evidente che in Italia il fascino della montagna bianca è intatto e continua ad attirare l’utenza sia italiana che straniera con una offerta di eccellente qualità che produce un fatturato complessivo attorno ai 10 miliardi di Euro

Soddisfazione generale per la stagione invernale che abbiamo alle spalle: questo può essere il tema predominante che emerge dal consuntivo di Skipass Panorama Turismo relativamente alla stagione invernale 2016/2017. Di certo l’elemento primario della stagione è stata la certezza (per gli sciatori) di avere sempre (e quasi ovunque) piste perfettamente innevate e sempre aperte, nonostante diverse località dell’arco alpino dell’area Nord-Est abbiano sofferto di scarse precipitazioni nevose. Si tratta, questa, di una conseguenza dettata da passate stagioni nelle quali la mancanza di neve ha obbligato molte società di gestione degli impianti ad investire in questo ambito, e che ha permesso a tutti i territori di non farsi trovare impreparati. In sostanza, sono le stesse società degli impianti a fune che rappresentano l’hardware del sistema turistico invernale, soprattutto negli ambiti dove quest’anno non ha quasi mai nevicato, vale a dire le Dolomiti venete e quelle trentine. In un contesto dunque positivo, vi sono state destinazioni che hanno segnato indici in forte crescita ed altre che hanno fatto registrare indici sostanzialmente stabili, con alcuni elementi caratteristici riscontrabili a macchia di leopardo sull’arco alpino e sul versante appenninico:
• soddisfazione in Valle d’Aosta, grazie soprattutto ad un incremento degli ospiti stranieri, con inglesi, svizzeri, francesi e russi su tutti;
• molto bene l’andamento a Sestriere e Sauze d’Oulx, con forti indici di crescita da parte degli ospiti inglesi e francesi, come pure a Bardonecchia;
• a Bormio la stagione invernale è stata la migliore dell’ultimo triennio, con Repubblica Ceca e Regno Unito quali mercati esteri che generano le maggiori presenze;
• in Alto Adige l’andamento è stato in linea con i risultati dello scorso anno, con alcune località che segnano dati in leggera riduzione rispetto allo scorso anno, con i maggiori incrementi rilevati da Svezia, Regno Unito e Russia;
• buona anche la stagione in Val di Sole, con un incremento più significativo per le piccole località (ad esempio Peio) rispetto a quelle di maggiori dimensioni (come Folgarida e Marilleva); forte incremento di ospiti provenienti dalla Polonia e dalla Repubblica Ceca;
• soddisfacenti anche i risultati – in termini sia di presenze che di fatturato – per la Val di Fiemme – dove il primo mercato estero è quello polacco, mentre in Val di Fassa si è avuto un calo di qualche punto percentuale; anche qui la Polonia rappresenta il primo mercato estero, seguita da Germania, Russia e Danimarca;
• stessa situazione anche a Madonna di Campiglio-Pinzolo, che segna leggeri indici di crescita, con i maggiori valori incrementali per gli ospiti polacchi, russi ed inglesi;
• stabilità anche per Cortina d’Ampezzo, con riduzione degli italiani ed incremento degli ospiti stranieri, come pure per le altre località venete e per quelle del Friuli Venezia Giulia;
• sostanziale stabilità per le località sciistiche dell’Appennino toscano e dell’Emilia Romagna, nonostante un inizio ritardato ed una chiusura anticipata, causa mancanza di neve;
• difficile, invece, la situazione nelle località del dorsale appenninico del centro Italia, sia quelle abruzzesi e molisane sia quelle dell’area laziale (Terminillo), dove allarmi e scarsità di neve hanno inciso pesantemente;
• bene, invece, le piccole località sciistiche della Calabria – che però hanno percentuali irrisorie di clientela straniera – e quelle siciliane.

Quando l’ospitalità fà rima con l’eccellente qualità
Per quanto riguarda il sistema ospitale, sono stati gli alberghi di qualità e di categoria superiore ad ottenere le migliori performances, anche grazie alla presenza di piscine e centri benessere interni alle strutture. Un’altra tendenza manifestatasi (da parte degli Italiani) è stata la riduzione del soggiorno ed il corrispondente «passaggio» a strutture ricettive più prestigiose. Si è notato altresì, in circa la metà delle destinazioni monitorate, un incremento sia dei week end lunghi sia delle settimane bianche. Il mese che ha dato le maggiori soddisfazioni a livello nazionale è stato febbraio. In merito all’intrattenimento, in fortissima ascesa la richiesta di ristorazione in quota, come pure si conferma l’interesse per tutto ciò che è animazione per i piccoli ospiti, sulle piste come pure nelle località e nelle strutture. In sostanza, le positive previsioni di Skipass Panorama Turismo sono state leggermente superate: quest’anno la mancanza di neve ha «colpito» solo l’area alpina Nord-Est del Paese, che però ha mantenuto le posizioni acquisite in quanto a market share, mentre tutta l’area Nord-Ovest ha ottenuto ottimi risultati, con le località piemontesi ed il comprensorio della Via Lattea su tutte.

In anni come questi, però, non ci si può limitare ad interpretare i dati relativi alle presenze ed ai fatturati: serve una riflessione ulteriore, perché il vero elemento differenziale è dato dalla redditività delle aziende che compongono la filiera turistica della montagna bianca italiana. Anche per questo motivo Skipass Panorama Turismo ha quindi voluto confermare l’indicatore utilizzato lo scorso anno, che è l’EBITDA (Earning Before Interest Taxes Depreciation and Amortization) (1), vale a dire il risultato aziendale prima degli interessi, imposte ed ammortamenti, ovviamente basato sulle vendite/fatturato della stagione invernale nella sua complessità.
Si tratta di un parametro che riteniamo di grande interesse perché, come si vedrà più avanti, se le presenze ed i fatturati sono elementi di valutazione sì interessanti ma non esaustivi circa la redditività, l’EBITDA non lascia scampo alla singola interpretazione, in quanto indica la redditività aziendale, indipendentemente dal fatturato e/o dalle presenze stesse.

L’attrazione irresistibile dello «snow appeal»
Anche quest’anno, terminata la stagione invernale, il «circo bianco italiano» tira quindi le somme: il primo risultato che emerge è quello di un settore che continua a generare appeal, spostandosi sempre di più dalla «sola vacanza attiva» al «leisure completo». A tal proposito è utile ricordare che questo comparto risulta essere, in ambito turistico, quello più complesso, in quanto si sviluppa attorno ad una filiera composta da un’enormità di servizi ed aziende, spesso molto articolate per quanto riguarda la gestione e gli investimenti, il sistema di accoglienza e dei servizi complementari, etc., incidendo fortemente anche sui servizi locali. L’inverno 2016/2017 ha chiuso pertanto con segnali in positivo, sia in termini di presenze sia di fatturato: emerge inoltre un dato positivo anche per quanto riguarda il risultato aziendale che, comparato allo scorso anno, manifesta un indice decisamente interessante. L’Osservatorio Italiano del Turismo Montano ha infatti inteso analizzare l’andamento complessivo della stagione invernale: sono state prese in considerazione non solo le presenze, i fatturati e l’EBITDA ma, in maniera più completa, tutti i fattori che hanno inciso sull’andamento stagionale. Skipass Panorama Turismo svolge questa attività grazie all’interpretazione di tutti quegli indici utili a comprendere i fenomeni che hanno condizionato (e condizioneranno in futuro) il settore più complesso del Turismo italiano che è appunto quello della montagna bianca: un settore, questo, che vede il coinvolgimento di diversi servizi; da quello ricettivo agli impianti di risalita, da quello ristorativo alle scuole di sci, dalle opzioni di divertimento e svago alle opportunità di benessere, dalle seconde case al sistema dei consorzi turistici, etc. Il modello di analisi di Skipass Panorama Turismo prende infatti in esame l’insieme degli operatori che ruotano attorno al “sistema neve”, perché solo in questa maniera è possibile avere un quadro scientifico ed attendibile di questo settore, sottoponendo ad analisi ben 61 destinazioni a livello nazionale. Per l’anno in corso è stata altresì effettuata una prima analisi tendenziale sull’andamento della prossima stagione estiva, sempre facendo riferimento alle destinazioni monitorate da Skipass Panorama Turismo durante l’inverno. In questo caso si nota ottimismo: gli stessi operatori intervistati, come pure i referenti degli IAT, dei Consorzi, delle imprese dei servizi, etc., intravvedono nell’imminente estate segnali positivi, in linea con la stagione invernale appena terminata.

Una stagione positiva con un Carnevale da record
Dopo le festività di Natale e Capodanno il periodo di Carnevale è, da sempre, il periodo che registra la maggiore percentuale di occupazione, con un conseguente incremento anche dei prezzi. Skipass Panorama Turismo ha inteso analizzare l’andamento circa la situazione in termini di prenotazioni, prezzi, offerte, indice di occupazione, etc. del sistema ricettivo operante nelle 61 destinazioni sottoposte a monitoraggio (2). Il periodo di Carnevale si conferma, anche per l’inverno 2016/2017, con ottimi indici di occupazione. Infatti, nel periodo 25 febbraio/5 marzo 2017 il sistema turistico della Montagna Bianca Italiana ha incassato circa 100 milioni di Euro al giorno, per complessivi 905 milioni 814mila Euro. Il costo di un soggiorno per la settimana di Carnevale – per una famiglia (2 adulti e 1 bambino) – è stata pari a 2.004,00 Euro (3), per il solo soggiorno, escludendo quindi i costi relativi alla pratica sportiva. Il primo dato che è emerso da questa fase di ricerca è stato chiarissimo: nel periodo di Carnevale le promozioni «si bloccano». Basti pensare che solo l’1,6% delle strutture ricettive (4) propone, in questo periodo, anche l’offerta «skipass incluso»: tutte le altre escludono l’offerta a priori. Altro dato interessante riguarda l’occupazione (5). Infatti, sempre facendo riferimento alle strutture ricettive analizzate, emerge che:
• a livello nazionale, già 15 giorni prima del periodo di Carnevale, ben il 21,2% delle strutture ricettive segnavano il «sold out» per questa settimana di vacanza;
• tale indice decresceva gradualmente spostandosi dalle località delle alpi centrali (Trentino Alto Adige: 29,3%) a quelle delle alpi occidentali (26,9%) sino a quelle delle alpi orientali (5,7%), per poi diminuire ancora di più per quanto riguarda le strutture delle località appenniniche (2,3%);
• le strutture classificate 4 stelle sono state quelle che hanno segnato le maggiori percentuali di «tutto esaurito» per il periodo (27,5%), sempre valutando la situazione 15 giorni prima della settimana di Carnevale.

Tra le località alpine, quelle che hanno segnato (con l’analisi in oggetto, quindi quindici giorni prima della data di Carnevale) gli indici di occupazione più alti per il periodo, sono state quelle della Provincia di Trento (73,1%), mentre quelle con gli indici di occupazione più bassa sono state quelle del Friuli Venezia Giulia (51,7%) (6) : qui vi era anche una delle poche località italiane – Tarvisio skipass incluso - dove era possibile trovare, per Carnevale, offerte di alloggio con skipass incluso.
Skipass Panorama Turismo ha anche analizzato la spesa che una famiglia italiana doveva sostenere per trascorrere la settimana di Carnevale (dal 25 febbraio al 4 marzo) sulle piste delle nostre località montane. Dalla rilevazione è emerso che un nucleo familiare composto dai genitori e da un figlio di età inferiore agli 8 anni ha dovuto prevedere una spesa media per il solo soggiorno (con trattamento di mezza pensione) pari ad Euro 2.004,00. Prezzo che ovviamente variava a seconda della categoria della struttura ricettiva prescelta, infatti:
• il prezzo medio, a livello nazionale, per il nucleo familiare che ha scelto un hotel 2 stelle è stato pari ad Euro 1.184,00 (sempre con trattamento di mezza pensione);
• per chi ha preferito un hotel 3 stelle, il prezzo medio – sempre a livello nazionale  si è assestato a 1.694,00 Euro (sempre con trattamento di mezza pensione);
• per un hotel di categoria 4 stelle, sempre con trattamento di mezza pensione, il prezzo per il soggiorno del nucleo familiare è salito sino a 2.908,00 Euro (media a livello nazionale). Riportando questa analisi sugli ambiti territoriali, è emerso quale sia stato il territorio regionale più costoso per dormire e quello dove si è speso di meno per la settimana di Carnevale (7):
Alto Adige e Valle d’Aosta: le strutture turistiche che operano nelle località di questi due ambiti territoriali sono quelle dove è stato necessario spendere di più per soggiornare a Carnevale: 2.381,00 Euro come media in Alto Adige e 2.282,00 Euro in Valle d’Aosta, sempre come media. Si è speso di meno della metà per soggiornare in una struttura dell’arco appenninico, mentre – tra gli ambiti alpini – le località più economiche sono risultate essere quelle della Regione Piemonte e, a seguire, quelle del Friuli Venezia Giulia sempre per il solo soggiorno in hotel con trattamento di mezza pensione (media regionale). Un’analisi, questa, che ha valutato solo il costo del soggiorno e non la qualità percepita ed offerta dalle strutture. E’ infatti utile ricordare, a tal proposito, come la «classifica delle destinazioni montane italiane» stilata da Skipass Panorama Turismo in previsione di questa stagione invernale (8) abbia indicato nelle prime 10 posizioni - come «località con i migliori alberghi» – tre località dell’Alto Adige (due delle quali in prima e seconda posizione) e 2 località della Valle d’Aosta. A questa spesa sono stati ovviamente aggiunti i costi per lo skipass, come pure eventuali costi di noleggio attrezzature, maestri di sci,
etc., ma anche le spese per attività ricreative, shopping, tassa di soggiorno (ove presente), etc. Skipass Panorama Turismo ha anche valutato «il valore» di questo periodo nella «bilancia» dell’economia turistica del settore, considerando turisti ed escursionisti, sia italiani che stranieri. Nella stagione invernale 2016/2017 la settimana di Carnevale ha «pesato» sulla bilancia turistica della Montagna Bianca Italiana per il 9,2% del totale del fatturato stagionale: nello specifico, nel periodo che da sabato 25 febbraio a domenica 5 marzo (considerando quindi anche questa domenica), Skipass Panorama Turismo ha stimato un fatturato – per la Montagna Bianca Italiana – pari a 905 Milioni 814mila Euro, così suddivisi:
• 404 milioni 950mila Euro è stato il fatturato del sistema ospitale nella sua complessità di strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere;
• 399 milioni 580mila Euro è stato il fatturato dei servizi quali noleggio attrezzature, maestri di sci, skipass ed impianti di risalita vari, etc., vale a dire i servizi collegati alla pratica delle discipline sportive sulla neve;
• 101 milioni 283mila Euro è stato l’ulteriore fatturato generato da altri servizi quali ristorazione, commercio, attività ricreative e di divertimento, etc. Quindi, in questo periodo (da sabato 25 febbraio a domenica 5 marzo) il sistema turistico nazionale della Montagna Bianca ha incassato circa 100 Milioni di Euro al giorno.

Le risultanze principale di un inverno che dà fiducia
Anche per la stagione invernale 2016/2017 Skipass Panorama Turismo – Osservatorio Italiano del Turismo Montano – presenta lo «stato dell’arte» della montagna bianca, con specifiche che fanno riferimento a vari settori quanto ad andamenti, quote di ospiti italiani e stranieri, aree di provenienza della clientela nazionale ed estera, indici di spesa, andamenti specifici per periodi (Natale e Capodanno, Settimane Bianche, Pasqua), richieste degli ospiti, investimenti previsti dagli imprenditori del settore, etc. Riteniamo importante confermare l’importanza del fatto che i dati rilevati fanno riferimento all’insieme del «sistema montagna bianca» delle destinazioni montane prese in analisi, comprendendo quindi le strutture ricettive (alberghi, residenze, villaggi, etc.), gli appartamenti per vacanze, le seconde case, gli impianti di risalita, i servizi di noleggio attrezzature, le scuole di sci, il sistema della ristorazione e del commercio, etc.
Queste informazioni sono trattate sia per il comparto nazionale complessivo come pure per le tre macro-aree, quali il nord-est, il nord-ovest e il centro-sud Italia.
L’Osservatorio Italiano del Turismo Montano sviluppa inoltre le sue risultanze su tutti gli ambiti di interesse, quali:
• l’andamento consuntivo – a livello nazionale – delle strutture ricettive;
• l’andamento consuntivo – a livello nazionale – delle Scuole di Sci;
• l’andamento consuntivo delle strutture ricettive suddivise per aree geografiche.

Vengono poi analizzati altri elementi che fanno riferimento ad ognuna delle 61 destinazioni montane complessive che si sono analizzate nell’inverno appena terminato: questo risultato si è ottenuto ampliando di anno in anno le località e gli operatori sottoposti a monitoraggio, partendo dalle iniziali 28 destinazioni della montagna bianca italiana. Tutte le destinazioni sono state quindi sottoposte ad indagine, ricavando, con tale metodologia, una serie di elementi che permettono non solo di avere una chiara visione dell’andamento della stagione appena terminata ma anche di effettuare una riflessione sul futuro della Montagna Bianca Italiana.
La stagione invernale 2016/2017 si chiude, per il comparto del «sistema neve italiano» – in tutte le sue componenti che vanno dal settore ricettivo a quello ristorativo, dagli impianti alle scuole di sci, dai servizi di noleggio al commercio sino dal divertimento, leisure, etc. – con un incremento delle presenze pari al +4,2% ed un parallelo incremento del fatturato del +4,7% rispetto ai dati dello scorso anno. Il dato più rilevante – in termini positivi – è quello che fa riferimento all’EBITDA, che per la imprese della filiera turistica nel loro complesso è cresciuto del +8,9%. Nell’inverno 2016/2017 il comparto ha quindi recuperato, nel suo complesso, una quota economica di rilievo, pari a 447 Milioni di Euro, portando il fatturato del settore a 9 Miliardi 974 Milioni di  Euro.
Tra i dati emersi dalla rilevazione, riportiamo alcuni tra quelli considerati più rilevanti:
per quanto riguarda le strutture ricettive a livello nazionale, emerge che, rispetto alla scorsa stagione invernale:
• vi è stato un incremento di presenze pari al +4,6%;
• il fatturato è anch’esso cresciuto, ma in maniera leggermente inferiore: +4,2%;
• più elevato il valore del risultato aziendale delle imprese del ricettivo: l’EBITDA ha subito infatti una crescita – rispetto ai dati negativi dello scorso anno – pari ad un +7,1%;
• complessivamente, nella stagione 2016/2017 i prezzi delle strutture ricettive sono aumentati del +2,7%;
• la clientela delle strutture ricettive è composta, a livello nazionale, dal 46,3% da clientela italiana e per il restante 53,7% da ospiti stranieri;
• la regione italiana che genera i maggiori flussi di clientela per la montagna bianca italiana è la Lombardia, seguita da Lazio e Toscana; quest’anno, rispetto alla passata stagione invernale, si sono invertite la posizione la terza e la quarta regione; al quarto posto si colloca infatti l’Emilia Romagna, che perde una posizione;
• la Nazione dalla quale provengono i maggiori flussi di ospiti stranieri è la Germania, seguita dalla Polonia e dal Regno Unito; rispetto allo scorso anno, conquista la vetta la Germania e si inserisce sul podio la Polonia, mentre il Regno Unito perde due posizioni;
• la Nazione dalla quale si sono avuti, nel corso dell’ultima stagione invernale, i maggiori incrementi di arrivi e presenze è la Polonia che quest’anno si posiziona davanti a Regno Unito e Danimarca; al quarto posto troviamo la Svizzera, davanti a Belgio e Francia;
• i clienti fedeli, che sono tornati nella stessa struttura dello scorso anno, rappresentano il 48,1% del totale della clientela (erano il 51,9% lo scorso anno ed il 40,6% due inverni fa);
• la permanenza media degli ospiti è stata di 4,8 giorni, in crescita costante rispetto allo scorso anno (4,7 giorni) ed all’anno precedente (4,6 giorni);
• il rapporto prezzo/qualità è stato – anche quest’anno – il primo elemento che ha condizionato la scelta della clientela, seguito dal solo fattore prezzo; o il prezzo medio per persona per una settimana bianca, con trattamento di mezza pensione, è stato di 628,40 euro, contro i 612,54 euro della passata stagione ed i 576,67 Euro della stagione ancora precedente;
• per la prossima stagione invernale (2017/2018) la maggior parte degli operatori del settore ricettivo intende «effettuare interventi strutturali», poi «aumentare il numero di pacchetti promozionali» e, successivamente, «aumentare le tariffe» come pure «sviluppare nuovi accordi commerciali con il sistema dell’intermediazione»;

L’analisi delle strutture ricettive: presenze in aumento o stabili
L’analisi delle presenze complessive registrate nel corso della stagione invernale 2016/2017 nelle strutture ricettive oggetto dell’indagine, evidenza una situazione in cui predomina una situazione di stabilità rispetto allo scorso anno. Infatti, il 55,6% degli intervistati conferma una situazione in linea con l’anno precedente, mentre il 24,0% degli albergatori ha notato un aumento delle presenze, il 20,4% ha registrato invece un decremento rispetto alla precedente stagione invernale.
Focalizzando ulteriormente l’analisi, l’aumento medio delle presenze è stato del 15,0% (era il 6,1% lo scorso anno), con il picco maggiore nell’intervallo «oltre il 10%», registrato dal 55,1% degli operatori. La media di diminuzione delle presenze è stata invece del 13,3% (nella stagione invernale precedente risultava il 10,7%), con il 47,5% degli operatori che segnalano un calo nell’intervallo «dal 5,1% al 10%», un 40,0% che segnala un calo «oltre il 10%» ed un 10% che indica invece una diminuzione «dal 3,1% al 5%» e un 2,5% «dallo 0,1% al 3,0%» .
Considerando quindi i due parametri sopra indicati e le quote di maggiore incidenza negativa, la stagione invernale appena trascorsa ha registrato un incremento delle presenze – a livello nazionale – pari al +4,6%: si tratta di un segnale in controtendenza rispetto all’ultima stagione invernale, che permette di migliorare anche l’andamento registrato due inverni fa (stagione 2014/2015). Analizzando l’andamento delle presenze dei turisti italiani e di quelli stranieri, si nota come i primi (italiani) continuino nel trend leggermente positivo iniziato negli scorsi anni, nonostante rimangano le presenze straniere quelle che rappresentano il «core» della montagna bianca italiana. Pertanto, la percentuale degli albergatori intervistati che dichiarano di avere registrato una riduzione delle presenze dei turisti italiani si è notevolmente ridotta rispetto alle stagioni precedenti, passando dal 67,2% dell’inverno 2012/2013 al 58,3% della stagione 2013/2014, poi riducendosi al 34,9% del 2014/2015, al 38,9% del 2015/2016 per arrivare ad una situazione attuale in cui la riduzione dei turisti italiani secondo gli albergatori è del 27,3%. Allo stesso tempo la quota di albergatori che affermano di avere avuto un aumento delle presenze di turisti stranieri continua a limarsi, passando dal 63,3% dell’inverno 2013/2014 al 48,8% dell’inverno 2014/2015, al 36,4% del 2015/2016, per arrivare infine nella stagione 2016/2017 ad un 30,5%.

Analizziamo nello specifico la situazione:
• le presenze dei turisti italiani sono stabili per il 50,7% (erano il 32,6% lo scorso inverno), segnano una diminuzione per il 27,3% degli albergatori intervistati (contro il 38,9% della passata stagione), mentre sono in aumento per il restante 22,0% (contro il 28,5% del precedente inverno);
• per quanto riguarda le presenze degli stranieri, segnala una situazione di stabilità il 53,3% dei gestori delle strutture ricettive intervistati (erano il 47,6% lo scorso anno), un incremento il 30,5% dei gestori delle strutture ricettive intervistati (contro il 36,4% della precedente stagione) mentre diminuiscono per il 16,2% (pressoché simili allo scorso anno con il 16,1%).
Analizziamo ora la situazione relativa all’andamento complessivo del fatturato delle strutture ricettive registrato nella stagione invernale 2016-2017: il 51,3% riscontra una situazione di sostanziale stabilità rispetto allo scorso anno (quando la quota era pari al 31,3%), il 28,9% registra un incremento di fatturato rispetto all’anno precedente (era il 38,1% lo scorso anno) ed il 19,7% degli operatori intervistati hanno constatato, invece, una riduzione (contro il 30,6% dello scorso inverno).
Nel dettaglio, il fatturato è diminuito, in media, dell’11,8% (lo scorso anno si segnalava una riduzione media del 9,7%) registrando il picco massimo nell’intervallo «dal 3,1% al 5%», citato infatti dal 33,3% degli operatori. Risulta invece più basso l’aumento medio, che si attesta al 9,4% (era il 6,7% lo scorso anno): in questo caso il 51,4% degli intervistati dichiara un aumento nella fascia «dal 5,1% al 10%».

Nel complesso, la stagione invernale ha registrato un incremento del fatturato complessivo a livello nazionale, per il settore delle strutture ricettive, pari al +4,2%. Per una più corretta valutazione circa la redditività delle aziende della filiera turistica della montagna bianca italiana, è stato analizzato anche il dato relativo all’EBITDA (Earning Before Interest Taxes Depreciation and Amortization), quindi il risultato aziendale prima degli interessi, imposte ed ammortamenti, ovviamente basato sulle vendite/fatturato della stagione invernale nella sua complessità. Emerge che la quota di operatori che dichiarano una diminuzione dell’EBITDA sia pari al 27,4% degli intervistati (contro il 55,9% dello scorso anno), mentre sono superiori sia coloro che affermano di avere ottenuto un’EBITDA stabile ed in aumento. Emerge così che vi è un aumento medio complessivo di questo valore pari al +7,1%.

Rivolgendosi all’analisi dei prezzi praticati nelle strutture ricettive, anche quest’anno la maggior parte degli operatori intervistati dichiara di avere lasciato i prezzi invariati rispetto alla stagione precedente: si tratta di una quota del 72,1%, superiore di oltre 10 punti rispetto alla passata stagione (era il 61,0%). Diminuisce invece la quota di coloro che dichiarano di avere aumentato le tariffe, pari al 27,0% (l’inverno scorso era il 38,4%), mentre quasi nessuno ha abbassato le tariffe (0,9%). A livello complessivo, nel corso della stagione invernale 2016/2017, i prezzi del “sistema ospitale” della Montagna Bianca Italiana sono aumentati del +2,7% (mentre la scorsa stagione erano cresciuti del +2,9%).

Passando all’analisi della composizione della clientela delle strutture ricettive oggetto dell’indagine, la montagna invernale si conferma ancora una volta un ottimo attrattore di clientela straniera: nel confronto tra le provenienze dei turisti, infatti, gli stranieri si aggiudicano ancora una volta il primo posto, con una quota percentuale del 53,7% sul totale della clientela delle strutture ricettive invernali prese in esame. Si tratta di un trend abbastanza stabile negli anni: 48,0% la quota nell’inverno 2011/2012; 50,02% nel 2012/2013; 53,4% quella dell’inverno 2013/2014; 54,6% nella stagione 2014/2015 e 51,1% in quella 2015/2016.
Pe quanto riguarda la provenienza della clientela che soggiorna nelle strutture ricettive, in l’Italia si riconferma il trend registrato nelle stagioni precedenti: al primo posto troviamo infatti la Lombardia, con una quota del 18,8% (era il 20,2% lo scorso inverno), seguono il Lazio con il 17,0% (era il 13,2%), la Toscana con il 12,5% (era il 10,3%) e l’Emilia Romagna con il 12,2% (era il 10,8%). Poi vi è il Piemonte con il 5,7%, la Puglia 5,5%, il Veneto con il 5,2%, il Trentino Alto Adige con il 4,6%. Quote minori di flussi sono state generate dalla Sicilia (3,3%), dalla Calabria (3,0%), dalla Campania (2,4%), dalle Marche (2,1%) e dalle altre regioni 7,7%).

Dall’analisi delle provenienze estere si regista un «cambio al vertice», con la Germania che supera tutti e conquista la vetta a discapito del Regno Unito, vi è poi un deciso passo in avanti anche da parte della Polonia. Gli operatori indicano infatti ai primi posti della graduatoria la Germania con il 13,1% (erano l’11,8% lo scorso anno), la Polonia con il 12,7% (un incremento deciso rispetto all’anno precedente in cui era al 6,7%), al terzo posto si trova invece il Regno Unito con il 12,3% (lo scorso anno era al 14,8%). Seguono con quote minori il Belgio con il 10,5% (lo scorso anno era al 9,5%), la Danimarca con il 6,8% (lo scorso anno rappresentava il 5,5%), poi la Repubblica Ceca con il 5,7% (lo scorso anno era al 4,0%), la Russia con il 5,5% (lo scorso anno era all’undicesima posizione con il 3,5%), gli Stati Uniti con il 4,4% (erano al 6,4%), la Svezia con il 4,0% (contro il 5,9% della passata stagione, l’Olanda al 3,3% (era al 4,5%), l’Austria al 3,0% (era al 4,8%). Poi, ancora: Slovenia 2,9%, Francia 2,8%, Svizzera 2,3% e gli altri paesi con percentuali minori.

L’analisi delle risposte relative ai Paesi stranieri che hanno registrato il maggior tasso di crescita nel corso della stagione invernale 2016-2017 segnala cambiamenti rispetto agli ultimi anni: si assiste ad un forte incremento della Polonia che sale sul “podio” con il 21,7% (lo scorso anno era in nona posizione con il 4,2%), al secondo posto con il 19,8% il Regno Unito (lo scorso anno era al primo posto con il 18,1%), mentre si classifica al terzo posto la Danimarca con il 9,3%. Recupera posizioni anche la Svizzera con l’8,1% (la stagione precedente era al 4,2%), seguita dal Belgio con il 7,0% (l’anno scorso era all’8,1%) e la Francia con il 5,0%. Perde posizioni la Germania che si trova settima in classifica con il 4,3%, (l’inverno passato era quarta con il 9,3%). A seguire Israele (3,9%), Malta (3,5%), Olanda (3,1%, l’anno scorso era ottava in classifica con il 5,4%), Russia (2,7%, contro l’1,4% precedente). Perdono punti gli Stati Uniti d’America che scendono alla dodicesima posizione con il 2,3% (l’anno precedente erano in terza posizione con il 10,6%).
Monitorando la clientela abituale ed i nuovi clienti, si capovolge la situazione dello scorso inverno, in quanto quest’anno è superiore la quota dei nuovi clienti (51,9%) rispetto ai clienti abituali (48,1%). Coloro che soggiornano nella struttura ricettiva o frequentano la località per la prima volta sono infatti passati dal 52,1% dell’inverno 2013/2014 al 59,4%del 2014/2015, per poi scendere sotto quota 50% con il 48,1% nel 2015/2016 per poi assestarsi nella stagione 2016/2017 al 51,9%. I clienti fedeli che tornano nella stessa struttura ricettiva per la propria vacanza sulla neve rappresentavano, invece, il 47,9% nella stagione invernale 2013/2014, il 40,6% nella stagione 2014/2015, per raggiungere quota 51,9% nel 2015/2016 e scendere a quota 48,1% nella stagione attuale.

Si è proceduto inoltre ad analizzare l’andamento delle presenze nei  vari periodi di vacanza, rispetto alla stagione precedente, ne risulta la seguente situazione:
• S. Ambrogio: il 57,9% delle strutture afferma di avere registrato una stabilità delle presenze rispetto alla stagione invernale precedente, per il 21,9% si è registrato un aumento, mentre il 20,1% ha visto un calo delle presenze;
• Natale: anche qui per il 47,2% la situazione è rimasta tendenzialmente invariata, il 33,4% ha registrato una diminuzione mentre il 19,3% ha visto un aumento delle presenze in questo periodo;
• Capodanno/Epifania: è stato il periodo con la maggiore stabilità rispetto alla stagione precedente, con il 70,9% degli intervistati che dichiara, infatti, lo stesso numero di presenze; il 17,6% ha registrato un aumento mentre l’11,5% parla di diminuzione di presenze rispetto alla stagione passata;
• Gennaio/Febbraio: anche in questo periodo gli albergatori hanno visto per il 39,5% una situazione di stabilità, mentre le presenze sono aumentate per il 32,4% degli intervistati e diminuite per il 28,1% di essi.
• Marzo: per il 36,4% la situazione è rimasta pressoché invariata rispetto all’anno precedente in questa stagione mentre il 33,4% ha registrato un aumento delle presenze. Il 30,2% ha registrato invece una diminuzione delle presenze.

Quest’anno si è riscontrata una generale stabilità di presenze rispetto alla stagione precedente. Capodanno/Epifania è stato il periodo che ha visto maggior stabilità, Natale il periodo con maggiore diminuzione, mentre la fine della stagione è quella che ha verificato un maggiore aumento di presenze. Anche quest’anno Skipass Panorama Turismo ha chiesto agli operatori di indicare l’andamento delle presenze, rispetto alla stagione invernale precedente, nel caso di soggiorni in settimana bianca, per week-end/long week-end ed infra-settimanali dal lunedì al venerdì. Questa la situazione:
• Settimana bianca: il 44,1% degli operatori intervistati segnala una stabilità per questa tipologia di soggiorno, il 34,1% dichiara una diminuzione, mentre il 21,7% una crescita. Alta, quindi, la quota di coloro che dichiarano sostanziale stabilità, sebbene sia ancora maggiore la percentuale degli operatori che segnalano minor richiesta rispetto a chi, invece, segnala la ripresa delle settimane bianche;
• Week-end/Long Week-end: è in aumento per il 52,9% degli operatori, stabile per il 32,2%, in diminuzione per il restante 14,9%. Si tratta della formula di soggiorno con il livello di crescita maggiore anche nelle passate stagioni invernali, sebbene con indici inferiore rispetto allo scorso anno; continua comunque il trend positivo, risultando essere la formula di vacanza più utilizzata dagli sciatori;
• Infrasettimanale lunedì/venerdì: questa tipologia di vacanza è stabile per il 55,3% degli albergatori, è in diminuzione per il 33,2% degli operatori mentre l’11,5% ha registrato un aumento di presenze per questa formula di vacanza. Un’offerta, questa, la cui diffusione è molto lenta.
Analizzando poi i dati circa la permanenza media registrata nelle strutture ricettive durante la stagione invernale 2016/2017, risulta quanto segue:
• Si è trattato di Soggiorni Brevi (fino a 5 notti) per il 42,3% dei casi;
• di Week-End e Long Week-End (soggiorni fino a 3 notti) per il 34,3% dei casi;
• di Settimane Bianche (6-7 notti) per il rimanente 23,4%.

Anche per questa stagione invernale si conferma il trend degli scorsi anni, vale a dire la preferenza per i soggiorni brevi che restano la formula di vacanza più fruita dai turisti della montagna bianca, passati dal 57,6% nella stagione 2013/2014 al 60,1% in quella 2014/201, calano però al 46,1% nel 2015/2016 e ulteriormente in questa stagione al 42,3%. Quest’anno diminuisce anche la richiesta di week end e long week-end, che incide per il 34,3% (sono passati dal 33,9% della stagione 2013/2014, al 29,6% di quella 2014/2015 al 43,3% di quella 2015/2016). Guadagnano punti invece le settimane bianche che sono passate dall’8,5% dell’inverno 2013/2014 al 10,3% della passata stagione, per giungere al 10,6% nel 2015/2016 e arrivare al 23,4% in questa stagione. La permanenza media degli ospiti delle strutture ricettive oggetto dell’indagine, nel corso della stagione invernale 2016/2017, è stata di 4,8 giorni, leggermente superiore rispetto alla stagione precedente, dove si registrava una permanenza media di 4,7 giorni.

Skipass Panorama Turismo ha inoltre analizzato l’opinione degli operatori turistici rispetto ai fattori di scelta della struttura ricettiva da parte della clientela. Secondo gli intervistati è sempre il “rapporto qualità/prezzo” il primo elemento di scelta della struttura ricettiva da parte dei turisti, con il 44,2% (era il 55,6% lo scorso inverno), al secondo posto tra le motivazioni di scelta guadagna posizioni il «prezzo» con il 16,8% (lo scorso anno era al 9,1%). La «presenza di servizi di wellness» rimane sul podio con l’11,0% delle risposte (era al 10,6% lo scorso anno). Al quarto posto guadagnano punti gli «sconti per le famiglie con i bambini» con il 9,4% (erano al 3,5% lo scorso anno) seguite dalle «offerte promozionali interessanti» (6,0%), etc.
Per quanto riguarda gli investimenti/azioni che gli albergatori pensano di intraprendere per la prossima stagione invernale le risposte ottenute sono variate rispetto allo scorso anno. Infatti, la quota maggiore, pari al 20,2%, è data da coloro che dichiarano di voler attuare «interventi strutturali» (occupava la terza posizione lo scorso anno); segue la volontà di «aumentare i pacchetti promozionali» (14,9%) e di «volere aumentare le tariffe» (11,5%). Buona la quota di chi intende «stipulare nuovi accordi commerciali con T.o, e Adv» (10,9%) e degli operatori che intendono garantire agli ospiti «maggiore flessibilità di date ed orari» (9,7.%).

È stato inoltre chiesto agli operatori di indicare il prezzo medio, per persona, per una settimana bianca, con servizio di mezza pensione, che è stato applicato durante la stagione invernale 2016/2017.
Anche quest’anno la maggior parte delle strutture ricettive (27,2%) ha applicato tariffe comprese tra 301,00 e 400,00 euro; seguono, con il 25,2% delle risposte, settimane bianche con prezzi compresi tra i 401,00 ed i 500,00 euro e con il 13,5% quelle con un prezzo oltre gli 800,00 euro. Vi è poi una quota del 10,3% degli operatori che dichiara un prezzo medio – relativo sempre alla settimana bianca – variabile tra 601,00 e i 700,00 euro, mentre il 9,9% degli operatori ha applicato una tariffa di settimana bianca tra i 501,00€ e i 600,00 euro e l’8,9% tra i 701,00 euro e gli 800,00 euro. Il 4,6% invece ha applicato tariffe tra i 201,00 euro e i 300,00 euro. Si può quindi sostenere che la maggioranza degli operatori ha applicato come tariffa per una settimana bianca un range di prezzo tra i 301,00 euro   e i 500,00 euro, crescono inoltre anche gli operatori che applicano tariffe superiori agli 800,00 euro in relazione alla qualità e varietà dei servizi forniti. Complessivamente il prezzo medio per persona per una settimana bianca in mezza pensione durante la stagione invernale 2016/2017 – a livello nazionale – è stato di 628,40 euro, in leggero aumento rispetto al prezzo medio registrato lo scorso anno (612,54 Euro), raggiungendo in questo modo il valore più alto delle ultime stagioni invernali (era infatti pari 612,54 euro lo scorso anno, 606,67 euro nella stagione invernale 2014/2015, 545,91 euro nella stagione invernale 2013/2014, 525,00 euro nella stagione 2012/2013 e 495,48 nell’inverno 2011/2012).                         n

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
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Category: Portfolio
Tags: Fiere Convegni, Osservatorio Turistico
 

I firmatari della «Carta della Montagna Bianca Italiana»

La proposta di un patto
per lo sviluppo del turismo invernale

DDalla grande fiera di Modena andata in scena dal 27 al 29 ottobre è partita una importante iniziativa che si chiama «Carta della Montagna Bianca Italiana». Patrocinato dalla Regione Emilia Romagna e promosso da Modena Fiere con il supporto dell’Osservatorio Italiano del Turismo Montano curato dall’agenzia JFC, il documento individua le linee guida sulle quali impostare nel futuro gli sforzi per valorizzare e far crescere un comparto economico che vale oltre dieci miliardi di Euro. Si parte dalle valutazioni statistiche e contabili sulla situazione attuale; ci si ispira e ci si  richiama ad altre iniziative nazionali e internazionali (come la Carta di Cortina) che vanno nella stessa direzione; si chiamano a raccolta le risorse imprenditoriali, politiche, finanziarie, umane per finalizzare gli impegni nei diversi ambiti ad un unico scopo:  garantire un prospero futuro alla Montagna Bianca nella modernità di una visione che abbia nel rispetto della natura e nella sostenibilità ambientale le sue stelle polari

La «Carta della Montagna Bianca Italiana» vuole essere uno strumento strategico contenente gli «items» primari sui quali concentrare tutte le azioni di governo per lo sviluppo turistico della Montagna Bianca Italiana. Le posizioni rilevate sono state condivise dagli stakeholders dell’intera filiera che incidono sul comparto, sia per quanto riguarda la visione e le best practices, sia per quanto attiene agli strumenti ed alle modalità attuative. Una vision che deve forzatamente considerare il contesto internazionale, le criticità del sistema, i valori sociali e culturali, le tematiche sensibili legate alla sostenibilità, la ricchezza del patrimonio materiale ed immateriale, la rete delle conoscenze rurali, etc. Si tratta di un contesto complesso che coinvolge e trova forza in elementi quali il paesaggio, l’ambiente, le tradizioni e che può limitare il calo demografico di gran parte delle aree montane ed appenniniche.
I documenti preparatori

La definizione della «Carta della Montagna Bianca Italiana» si sviluppa sulla base di documenti di verifica e valutazione degli ambiti di sviluppo e tutela del comparto, con particolare riferimento al settore turistico ed a quello della sostenibilità ed accessibilità:
• la comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo dal titolo «L’Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo» (COM(2010)0352);
• la relativa risoluzione del 27 settembre 2011 sull'Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo (GU C 56 E del 26.2.2013);
• la comunicazione della Commissione dal titolo «Legiferare meglio per ottenere risultati migliori – Agenda dell’UE» (COM(2015)0215);
• la relativa risoluzione del 25 ottobre 2011 sulla mobilità e l’inclusione delle persone con disabilità e la strategia europea in materia di disabilità 2010-2020 (GU C 131 E dell’8.5.2013);
• a risoluzione del Consiglio del 6 maggio 2003 relativa all’accessibilità alle infrastrutture e attività culturali per le persone con disabilità (GU C 134 del 7.6.2003);
• la proposta di risoluzione del Parlamento Europeo su «nuove sfide e strategie per promuovere il turismo in Europa» (2014/2241(INI));
• l’adozione della risoluzione, da parte del Parlamento Europeo, sulle «nuove sfide e strategie per la promozione del turismo in Europa» (T8-0391/2015);
• la Carta Europea del Turismo Sostenibile nelle Aree Protette della Federazione Europarc, edizione aggiornata 2010;
• la Carta di Cortina sulla Sostenibilità degli Sport Invernali del 2016;
• il PST 2017/2022 «Italia Paese per Viaggiatori», MIBACT.

La situazione congiunturale
La filiera turistica della Montagna Bianca Italiana ricopre un ruolo primario all’interno del «sistema turismo Italia»: infatti il fatturato del comparto in tutti i suoi aspetti – ricettività alberghiera ed extralberghiera, impianti di risalita, attività ricreative e di intrattenimento, ristorazione, noleggio attrezzature, corsi, etc. –rappresenta, a livello nazionale, l’11,2% del complessivo sistema del turismo italiano, generando un fatturato di 10 miliardi 515 milioni di Euro. Un comparto che occupa, in tutte le destinazioni nazionali e nelle varie attività (ricettività, impianti di risalita, scuole di sci, ristorazione, pizzerie, bar, discoteche, società di noleggio attrezzature, etc.) ben 390.675 addetti, segnando una continua crescita degli indici occupazionali. Gli alberghi/meublé italiani che offrono ospitalità sono 7.123, per un totale di disponibilità camere pari a 325.521 posti letto. A questi si aggiunge la disponibilità di 6.401 tra villaggi, b&b, rifugi, ostelli, malghe, baite, ed agriturismi e circa 12.018 alloggi – registrati – in affitto anche tramite sistemi/piattaforme on line per un totale complessivo di ulteriori 370.603 posti letto. Complessivamente, la Montagna Bianca Italiana mette a disposizione oltre 696mila posti letto, oltre a quelli presenti nelle seconde case i cui affitti non emergono dai sistemi ufficiali. Nelle località montane sono dislocati, a livello nazionale, 32.183 tra ristoranti, pizzerie, oltre a 30.216 tra bar, enoteche e pub. In Italia, a disposizione di tutti coloro che vogliono imparare a sciare, vi sono ben 407 scuole sci, la maggior parte delle quali è localizzata in Trentino Alto Adige (28,7%), in Lombardia (17,7%), in Piemonte (15,5%), in Veneto (11,3%), in Abruzzo (6,9%), in Valle d’Aosta (5,9%) ed in Emilia Romagna (4,2%). Complessivamente operano in Italia oltre 10mila maestri di sci. Il dato complessivo degli Italiani che praticano discipline sportive sulla neve ha raggiunto quota 4 Milioni: di questi, la maggior parte si dedica allo sci da discesa (2Milioni 260mila), mentre sono 515mila gli Italiani che praticano snowboard e 305mila i praticanti dello sci da fondo (SkipassPanorama Turismo - Osservatorio Italiano del Turismo Montano).

I principi fondamentali
Della Carta della Montagna Bianca
La «Carta della Montagna Bianca Italiana» intende fornire al sistema pubblico/privati gli strumenti utili per una corretta pianificazione dello sviluppo turistico della montagna invernale italiana, puntando quindi a:
• aumentare la consapevolezza e la conoscenza dei valori del territorio inteso come «patrimonio»,
• diffondere i concetti che stanno alla base di uno sviluppo turistico sostenibile;
• valorizzare i benefici riconducibili ad una corretta interrelazione tra comunità residente ed ospiti.
I «principi» rappresentano quindi un impegno strategico ben preciso, un quadro di riferimento per lo sviluppo del turismo della Montagna Bianca Italiana.

1    Garantire la tutela ed il corretto utilizzo delle risorse naturali. Considerando la crescente vulnerabilità dei territori, dovuta anche ai continui cambiamenti climatici, occorre adottare un approccio ecologico ai consumi attraverso l’utilizzo di misure e programmi di gestione dell’acqua, dell’energia, del suolo e dell’aria, finalizzate alla conservazione delle risorse naturali.

2    Assicurare landscape e stile alpino. Occorre potenziare gli elementi valoriali che rappresentano l’identità delle aree montane, attraverso una precisa pianificazione del territorio anche dal punto di vista urbanistico, nel rispetto delle tradizioni architettoniche locali e/o innovando con opere di design, dando priorità assoluta alle infrastrutture ad impatto zero.

3    Conservare e valorizzare il patrimonio esistente. Il patrimonio naturale e culturale, materiale ed immateriale, deve essere non solo tutelato ma evidenziato attraverso l’introduzione di specifiche misure in grado di sostenere la rete delle tradizioni rurali, le produzioni tipiche, la memoria storica ed i costumi del territorio, che rappresentano sempre di più fattori di interesse per gli Ospiti internazionali.

4    Favorire l’accoglienza dei residenti e la formazione per le professioni. Occorre avviare formule capaci di coinvolgere i residenti nel miglioramento del sistema di accoglienza agli Ospiti, unitamente all’attivazione di programmi di accrescimento della conoscenza e della formazione dei professionisti del comparto. E’ fondamentale il ruolo delle popolazioni locali e di una loro crescente consapevolezza.

5    Innalzare l’immagine della montagna nazionale. La Montagna Bianca Italiana necessita di essere meglio comunicata a livello nazionale ma anche di un posizionamento a livello mondiale, e ciò può avvenire all’interno di un sistema di valorizzazione complessivo, riscontrabile in un brand europeo di promozione – soprattutto sui mercati lontani – delle Alpi.

6    Valorizzare il prodotto «sport invernali». L’innalzamento dei valori economici e sociali dei territori si sviluppa di pari passo con l’incremento dei praticanti delle discipline sportive sulla neve; serve quindi implementare i concetti legati ad un sano stile di vita, riscontrabile in maniera ancora più palese con la pratica di attività sportive sulla neve, anche slow, in ambienti naturali.

7    Sponsorizzare una nuovo concetto di montagna bianca. Una nuova immagine più leisure della montagna invernale, dalla quale far emergere una fruizione legata alle tematiche del benessere, della lentezza, della bellezza e di un sano stile di vita, generando interesse nei confronti di target attualmente non presenti: attività da affiancare all’immagine di una Montagna Bianca Italiana leader per innovazione, sicurezza e competenza sulle discipline sportive, da rafforzare.

8    Supportare il sistema di conoscenza (esterno al territorio). L’avvio di nuovi programmi di educazione e sensibilizzazione al tema della Montagna Bianca Italiana come pure la definizione, in ambito nazionale, di settimane dello sport dedicate alla pratica sportiva invernale garantiscono non solo una maggiore conoscenza ed attenzione nei confronti dei territori montani ma rappresentano anche misure perl’incremento dei flussi.

9    Supportare il sistema di conoscenza (interno al territorio). Occorre ampliare la diffusione e la socializzazione delle informazioni e delle conoscenze che possono incidere positivamente sulle politiche turistiche invernali, perché l’integrazione tra informazioni, dati e tendenze deve diventare un bene comune per il comparto.

10    Favorire la correlazione inverno/estate. Le aree montane corrono il rischio dello spopolamento, e ciò porterebbe ad un effetto domino sulla socialità e sulla turisticità di questi territori; per evitare questo fenomeno si rende necessario sviluppare la doppia stagionalità, perché ciò consente ai professionisti della montagna bianca di ampliare – anche diversificando – la propria attività nel periodo estivo ed alle destinazioni di garantire benessere sociale alla comunità.

11    Identificare una montagna friendly. Si tratta di avviare politiche di accessibilità agli sport invernali ed al territorio nel suo complesso per i diversamente abili: una montagna che si fa garante della socializzazione e del soddisfacimento dei bisogni di tutti gli Ospiti con esigenze particolari. Una montagna friendly lo è anche dal punto di vista tecnologico, con una rete diffusa e funzionale di banda larga.

12    Gestire i sistemi di mobilità. Occorre favorire formule di raggiungibilità green e sistemi di collegamento intermodali, ma soprattutto si rende necessario promuovere una viabilità interna che si basi sul trasporto pubblico, favorendo pertanto il più possibile l’utilizzo di mezzi alternativi al trasporto privato.

13    Avviare programmazioni di sviluppo territoriale in maniera integrata tra pubblico e privato. Si ritiene fondamentale il coinvolgimento delle comunità locali nelle varie fasi di sviluppo e di definizione delle strategie che coinvolgono il territorio; si indica pertanto come essenziale l’avvio dei percorsi attraverso la partecipazione attiva della cittadinanza.

14    Sostenere network e governance sempre più ampi. Le limitazioni amministrative rappresentano dei limiti allo sviluppo turistico della Montagna Bianca Invernale: occorre sviluppare network e progettazione integrata non solo tra ambiti regionali diversi ma anche tra nazioni diverse, ampliando i demani sciabili dell’area alpina oltre confine.

15    Sostegno alle politiche di interesse territoriale. Lo sviluppo del comparto si attua solo se vengono definite apposite linee di finanziamento a livello governativo, che dovranno essere indirizzate alla qualificazione della filiera, all’ampliamento dei servizi ed all’innovazione dei prodotti, ai bacini di stoccaggio, perseguendo sempre obiettivi collettivi di sostenibilità.

 

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I firmatari della «Carta della Montagna Bianca Italiana»

La proposta di un patto
per lo sviluppo del turismo invernale

DDalla grande fiera di Modena andata in scena dal 27 al 29 ottobre è partita una importante iniziativa che si chiama «Carta della Montagna Bianca Italiana». Patrocinato dalla Regione Emilia Romagna e promosso da Modena Fiere con il supporto dell’Osservatorio Italiano del Turismo Montano curato dall’agenzia JFC, il documento individua le linee guida sulle quali impostare nel futuro gli sforzi per valorizzare e far crescere un comparto economico che vale oltre dieci miliardi di Euro. Si parte dalle valutazioni statistiche e contabili sulla situazione attuale; ci si ispira e ci si  richiama ad altre iniziative nazionali e internazionali (come la Carta di Cortina) che vanno nella stessa direzione; si chiamano a raccolta le risorse imprenditoriali, politiche, finanziarie, umane per finalizzare gli impegni nei diversi ambiti ad un unico scopo:  garantire un prospero futuro alla Montagna Bianca nella modernità di una visione che abbia nel rispetto della natura e nella sostenibilità ambientale le sue stelle polari

La «Carta della Montagna Bianca Italiana» vuole essere uno strumento strategico contenente gli «items» primari sui quali concentrare tutte le azioni di governo per lo sviluppo turistico della Montagna Bianca Italiana. Le posizioni rilevate sono state condivise dagli stakeholders dell’intera filiera che incidono sul comparto, sia per quanto riguarda la visione e le best practices, sia per quanto attiene agli strumenti ed alle modalità attuative. Una vision che deve forzatamente considerare il contesto internazionale, le criticità del sistema, i valori sociali e culturali, le tematiche sensibili legate alla sostenibilità, la ricchezza del patrimonio materiale ed immateriale, la rete delle conoscenze rurali, etc. Si tratta di un contesto complesso che coinvolge e trova forza in elementi quali il paesaggio, l’ambiente, le tradizioni e che può limitare il calo demografico di gran parte delle aree montane ed appenniniche.
I documenti preparatori

La definizione della «Carta della Montagna Bianca Italiana» si sviluppa sulla base di documenti di verifica e valutazione degli ambiti di sviluppo e tutela del comparto, con particolare riferimento al settore turistico ed a quello della sostenibilità ed accessibilità:
• la comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo dal titolo «L’Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo» (COM(2010)0352);
• la relativa risoluzione del 27 settembre 2011 sull'Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo (GU C 56 E del 26.2.2013);
• la comunicazione della Commissione dal titolo «Legiferare meglio per ottenere risultati migliori – Agenda dell’UE» (COM(2015)0215);
• la relativa risoluzione del 25 ottobre 2011 sulla mobilità e l’inclusione delle persone con disabilità e la strategia europea in materia di disabilità 2010-2020 (GU C 131 E dell’8.5.2013);
• a risoluzione del Consiglio del 6 maggio 2003 relativa all’accessibilità alle infrastrutture e attività culturali per le persone con disabilità (GU C 134 del 7.6.2003);
• la proposta di risoluzione del Parlamento Europeo su «nuove sfide e strategie per promuovere il turismo in Europa» (2014/2241(INI));
• l’adozione della risoluzione, da parte del Parlamento Europeo, sulle «nuove sfide e strategie per la promozione del turismo in Europa» (T8-0391/2015);
• la Carta Europea del Turismo Sostenibile nelle Aree Protette della Federazione Europarc, edizione aggiornata 2010;
• la Carta di Cortina sulla Sostenibilità degli Sport Invernali del 2016;
• il PST 2017/2022 «Italia Paese per Viaggiatori», MIBACT.

La situazione congiunturale
La filiera turistica della Montagna Bianca Italiana ricopre un ruolo primario all’interno del «sistema turismo Italia»: infatti il fatturato del comparto in tutti i suoi aspetti – ricettività alberghiera ed extralberghiera, impianti di risalita, attività ricreative e di intrattenimento, ristorazione, noleggio attrezzature, corsi, etc. –rappresenta, a livello nazionale, l’11,2% del complessivo sistema del turismo italiano, generando un fatturato di 10 miliardi 515 milioni di Euro. Un comparto che occupa, in tutte le destinazioni nazionali e nelle varie attività (ricettività, impianti di risalita, scuole di sci, ristorazione, pizzerie, bar, discoteche, società di noleggio attrezzature, etc.) ben 390.675 addetti, segnando una continua crescita degli indici occupazionali. Gli alberghi/meublé italiani che offrono ospitalità sono 7.123, per un totale di disponibilità camere pari a 325.521 posti letto. A questi si aggiunge la disponibilità di 6.401 tra villaggi, b&b, rifugi, ostelli, malghe, baite, ed agriturismi e circa 12.018 alloggi – registrati – in affitto anche tramite sistemi/piattaforme on line per un totale complessivo di ulteriori 370.603 posti letto. Complessivamente, la Montagna Bianca Italiana mette a disposizione oltre 696mila posti letto, oltre a quelli presenti nelle seconde case i cui affitti non emergono dai sistemi ufficiali. Nelle località montane sono dislocati, a livello nazionale, 32.183 tra ristoranti, pizzerie, oltre a 30.216 tra bar, enoteche e pub. In Italia, a disposizione di tutti coloro che vogliono imparare a sciare, vi sono ben 407 scuole sci, la maggior parte delle quali è localizzata in Trentino Alto Adige (28,7%), in Lombardia (17,7%), in Piemonte (15,5%), in Veneto (11,3%), in Abruzzo (6,9%), in Valle d’Aosta (5,9%) ed in Emilia Romagna (4,2%). Complessivamente operano in Italia oltre 10mila maestri di sci. Il dato complessivo degli Italiani che praticano discipline sportive sulla neve ha raggiunto quota 4 Milioni: di questi, la maggior parte si dedica allo sci da discesa (2Milioni 260mila), mentre sono 515mila gli Italiani che praticano snowboard e 305mila i praticanti dello sci da fondo (SkipassPanorama Turismo - Osservatorio Italiano del Turismo Montano).

I principi fondamentali
Della Carta della Montagna Bianca
La «Carta della Montagna Bianca Italiana» intende fornire al sistema pubblico/privati gli strumenti utili per una corretta pianificazione dello sviluppo turistico della montagna invernale italiana, puntando quindi a:
• aumentare la consapevolezza e la conoscenza dei valori del territorio inteso come «patrimonio»,
• diffondere i concetti che stanno alla base di uno sviluppo turistico sostenibile;
• valorizzare i benefici riconducibili ad una corretta interrelazione tra comunità residente ed ospiti.
I «principi» rappresentano quindi un impegno strategico ben preciso, un quadro di riferimento per lo sviluppo del turismo della Montagna Bianca Italiana.

1    Garantire la tutela ed il corretto utilizzo delle risorse naturali. Considerando la crescente vulnerabilità dei territori, dovuta anche ai continui cambiamenti climatici, occorre adottare un approccio ecologico ai consumi attraverso l’utilizzo di misure e programmi di gestione dell’acqua, dell’energia, del suolo e dell’aria, finalizzate alla conservazione delle risorse naturali.

2    Assicurare landscape e stile alpino. Occorre potenziare gli elementi valoriali che rappresentano l’identità delle aree montane, attraverso una precisa pianificazione del territorio anche dal punto di vista urbanistico, nel rispetto delle tradizioni architettoniche locali e/o innovando con opere di design, dando priorità assoluta alle infrastrutture ad impatto zero.

3    Conservare e valorizzare il patrimonio esistente. Il patrimonio naturale e culturale, materiale ed immateriale, deve essere non solo tutelato ma evidenziato attraverso l’introduzione di specifiche misure in grado di sostenere la rete delle tradizioni rurali, le produzioni tipiche, la memoria storica ed i costumi del territorio, che rappresentano sempre di più fattori di interesse per gli Ospiti internazionali.

4    Favorire l’accoglienza dei residenti e la formazione per le professioni. Occorre avviare formule capaci di coinvolgere i residenti nel miglioramento del sistema di accoglienza agli Ospiti, unitamente all’attivazione di programmi di accrescimento della conoscenza e della formazione dei professionisti del comparto. E’ fondamentale il ruolo delle popolazioni locali e di una loro crescente consapevolezza.

5    Innalzare l’immagine della montagna nazionale. La Montagna Bianca Italiana necessita di essere meglio comunicata a livello nazionale ma anche di un posizionamento a livello mondiale, e ciò può avvenire all’interno di un sistema di valorizzazione complessivo, riscontrabile in un brand europeo di promozione – soprattutto sui mercati lontani – delle Alpi.

6    Valorizzare il prodotto «sport invernali». L’innalzamento dei valori economici e sociali dei territori si sviluppa di pari passo con l’incremento dei praticanti delle discipline sportive sulla neve; serve quindi implementare i concetti legati ad un sano stile di vita, riscontrabile in maniera ancora più palese con la pratica di attività sportive sulla neve, anche slow, in ambienti naturali.

7    Sponsorizzare una nuovo concetto di montagna bianca. Una nuova immagine più leisure della montagna invernale, dalla quale far emergere una fruizione legata alle tematiche del benessere, della lentezza, della bellezza e di un sano stile di vita, generando interesse nei confronti di target attualmente non presenti: attività da affiancare all’immagine di una Montagna Bianca Italiana leader per innovazione, sicurezza e competenza sulle discipline sportive, da rafforzare.

8    Supportare il sistema di conoscenza (esterno al territorio). L’avvio di nuovi programmi di educazione e sensibilizzazione al tema della Montagna Bianca Italiana come pure la definizione, in ambito nazionale, di settimane dello sport dedicate alla pratica sportiva invernale garantiscono non solo una maggiore conoscenza ed attenzione nei confronti dei territori montani ma rappresentano anche misure perl’incremento dei flussi.

9    Supportare il sistema di conoscenza (interno al territorio). Occorre ampliare la diffusione e la socializzazione delle informazioni e delle conoscenze che possono incidere positivamente sulle politiche turistiche invernali, perché l’integrazione tra informazioni, dati e tendenze deve diventare un bene comune per il comparto.

10    Favorire la correlazione inverno/estate. Le aree montane corrono il rischio dello spopolamento, e ciò porterebbe ad un effetto domino sulla socialità e sulla turisticità di questi territori; per evitare questo fenomeno si rende necessario sviluppare la doppia stagionalità, perché ciò consente ai professionisti della montagna bianca di ampliare – anche diversificando – la propria attività nel periodo estivo ed alle destinazioni di garantire benessere sociale alla comunità.

11    Identificare una montagna friendly. Si tratta di avviare politiche di accessibilità agli sport invernali ed al territorio nel suo complesso per i diversamente abili: una montagna che si fa garante della socializzazione e del soddisfacimento dei bisogni di tutti gli Ospiti con esigenze particolari. Una montagna friendly lo è anche dal punto di vista tecnologico, con una rete diffusa e funzionale di banda larga.

12    Gestire i sistemi di mobilità. Occorre favorire formule di raggiungibilità green e sistemi di collegamento intermodali, ma soprattutto si rende necessario promuovere una viabilità interna che si basi sul trasporto pubblico, favorendo pertanto il più possibile l’utilizzo di mezzi alternativi al trasporto privato.

13    Avviare programmazioni di sviluppo territoriale in maniera integrata tra pubblico e privato. Si ritiene fondamentale il coinvolgimento delle comunità locali nelle varie fasi di sviluppo e di definizione delle strategie che coinvolgono il territorio; si indica pertanto come essenziale l’avvio dei percorsi attraverso la partecipazione attiva della cittadinanza.

14    Sostenere network e governance sempre più ampi. Le limitazioni amministrative rappresentano dei limiti allo sviluppo turistico della Montagna Bianca Invernale: occorre sviluppare network e progettazione integrata non solo tra ambiti regionali diversi ma anche tra nazioni diverse, ampliando i demani sciabili dell’area alpina oltre confine.

15    Sostegno alle politiche di interesse territoriale. Lo sviluppo del comparto si attua solo se vengono definite apposite linee di finanziamento a livello governativo, che dovranno essere indirizzate alla qualificazione della filiera, all’ampliamento dei servizi ed all’innovazione dei prodotti, ai bacini di stoccaggio, perseguendo sempre obiettivi collettivi di sostenibilità.

 

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Created: Martedì, 26 Aprile 2016 08:31
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Category: Portfolio
Tags: Osservatorio Turistico