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Snowfactory, la rivoluzione dell’innevamento artificiale - MontagnaOnline.com

Snowfactory, la rivoluzione dell’innevamento artificiale

Category: Portfolio Created: Giovedì, 17 Maggio 2018 16:26 Hits: 245
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A Grenoble, l’azienda di Bolzano leader mondiale nel settore dell’innevamento tecnico ha presentato il suo sistema di generazione-neve capace di operare con efficacia anche in situazioni con temperature sopra lo zeroTechnoAlpin propone impianti e soluzioni su misura che soddisfano le esigenze specifiche dei gestori di comprensori sciistici in Europa, Nord America, Asia e Oceania. A oggi sono circa 100.000 gli innevatori TechnoAlpin, tra generatori a ventola e lance, installati in circa 2.200 siti clienti in 50 paesi diversi. In occasione del salone internazionale Mountain Planet 2018 il gruppo ripropone la sua ultima innovazione di successo: il generatore Snowfactory.

TechnoAlpin propone impianti e soluzioni su misura che soddisfano le esigenze specifiche dei gestori di comprensori sciistici in Europa, Nord America, Asia e Oceania. A oggi sono circa 100.000 gli innevatori TechnoAlpin, tra generatori a ventola e lance, installati in circa 2.200 siti clienti in 50 paesi diversi. In occasione del salone internazionale Mountain Planet 2018 il gruppo ripropone la sua ultima innovazione di successo: il generatore Snowfactory.

La possibilità di produrre neve in condizioni climatiche critiche
Alcuni comprensori sciistici all’inizio della stagione sono esposti a condizioni meteorologiche sempre più difficili: all’apertura delle piste, l'assenza di neve naturale o le temperature sfavorevoli non consentono la generazione la neve artificiale; TechnoAlpin propone pertanto una tecnologia inedita e rivoluzionaria che assicura l’innevamento anche con temperature sopra lo zero: lo Snowfactory. Grazie a una tecnica di raffreddamento performante, la temperatura dell'acqua viene abbassata al di sotto del punto di congelamento: l’acqua gela unicamente grazie a tale tecnica di refrigerazione, senza l’aiuto di additivi chimici. I refrigeranti impiegati rimangono confinati all’interno di un circuito chiuso, senza contaminare la pista. Snowfactory produce neve a tutte le temperature sotto forma di piccole lamelle di neve secca, congelate al 100%. Snowfactory è quindi l’unico impianto in grado di fornire un prodotto finale privo di umidità residua. La temperatura all’interno delle lamelle di neve è di -5°C. Grazie a questo accumulo supplementare di energia frigorifera il processo di scioglimento risulta notevolmente rallentato, offrendo un’eccellente qualità e una grande durata della neve generata. Per ottenere tale risultato, il progetto Snowfactory fa affidamento esclusivamente a componenti di alta qualità.

Un impianto «integrativo», dall’installazione semplice e immediata
Snowfactory non è concepito per sostituire gli impianti di innevamento classici; è piuttosto pensato come integrazione per i generatori di neve tradizionali. Si presta in particolare all’innevamento di aree di dimensioni contenute nei comprensori sciistici, o per l’innevamento dei tratti di pista situati nelle zone più basse, per eventi di varia natura, quali ad esempio manifestazioni di snowboard, o gare di sci in città; Anche le località più a nord si trovano spesso in zone troppo miti per l’innevamento. In questo caso Snowfactory può garantire una programmazione più sicura della stagione sciistica. Per l’installazione non sono richiesti dispendiosi lavori di costruzione. L’impianto viene fornito pronto all’uso a prescindere dall’ambiente, in un container da 40 piedi. Dopo l’allacciamento a corrente e acqua, è possibile produrre neve 24 ore su 24, indipendentemente dalle condizioni esterne o dalla temperatura dell’acqua in loco. Snowfactory risponde pertanto perfettamente alle esigenze di un utilizzo temporaneo. Grazie alla produzione in serie e alla comprovata tecnologia di questo generatore, è possibile realizzare vari modelli di diverse capacità e adattarli alle peculiarità di un sito o di un progetto. Innumerevoli sono anche le possibilità di distribuzione della neve. Si va dai nastri trasportatori al convogliatore alla distribuzione pneumatica, a seconda delle esigenze. Grazie al sistema di trasporto pneumatico, la neve può essere distribuita per un tratto di 200 m in presenza di un dislivello in altezza di 50 m.

Una opportunità che sta conquistando il mondo
Dalla sua implementazione, nulla smentisce il successo della tecnologia Snowfactory. Solo nel 2017, sono stati realizzayi 16 progetti Snowfactory in siti di tutto il mondo: a partire dall’Austria passando per la Polonia, la Repubblica Ceca, la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, l’Italia, la Svezia e fino alla Norvegia o ancora la Croazia, le unità fisse o mobili Snowfactory vanno sia a rinforzare l’innevamento convenzionale che a produrre integralmente la neve necessaria per manifestazioni sportive o eventi. Ad oggi, Snowfactory viene utilizzato in 16 diversi Paesi. A prescindere dall’ambiente in cui il generatore Snowfactory viene usato, apporta un reale vantaggio concorrenziale alle stazioni sciistiche per la gestione delle piste. Alcune federazioni nazionali di sci fanno affidamento alla tecnologia Snowfactory: è il caso in particolare della DSV, la Federazione tedesca di sci o ancora la CRO Ski, la Federazione croata di sci. Queste due entità utilizzano Snowfactory per assicurare l’innevamento del trampolino, della pista da sci nordico per la Germania o per produrre neve per le piste da slalom in Croazia, come quella della prova di Sljeme. Ogni volta, i generatori Snowfactory permettono agli organizzatori delle gare di avvicinarsi alle competizioni in modo sempre più sereno.

L’esordio di successo nella francese Châtel
Prima stazione francese a impiegare questa tecnologia, Châtel, stazione sciistica dell’Alta Savoia, ha inaugurato il suo Snowfactory, il 18 ottobre 2017, con una particolarità: è stato ribattezzato «Snow Farmer»! Come altre stazioni delle Alpi, Châtel aveva incontrato negli ultimi inverni problematiche di gestione, in particolare all’inizio della stagione, a causa di temperature sfavorevoli al funzionamento dei classici innevatori o per mancanza di neve su alcuni settori del comprensorio sciistico, ad esempio all’inizio delle risalite, sugli ultimi metri di pista, in alcune giunzioni di piste, o ancora sul fronte della neve. Per provi rimedio la stazione di Châtel si è dotata dello Snowfactory. L’obiettivo, tra gli altri, prevedeva un uso per creare corsie di neve e quindi ripartire tale materia prima indispensabile sui settori del comprensorio sciistico che la richiedevano. Questa tecnologia ha dimostrato tutto il suo valore all’inizio della stagione 2017/2018 quando ha assicurato ai gestori di Châtel la stagione sciistica che desideravano proporre ai propri clienti. Inoltre, le informazioni sugli inizi di stazione passati indicano che un tale impianto ha senso e incide sia sull’economia che sull’impiego locale, come spiega Nicolas Rubin, sindaco di Châtel: «È un impianto complementare ai nostri 320 innevatori, che coprono il 60% del comprensorio sciistico della stazione. Oggi, con inverni meno innevati, abbiamo bisogno di questo tipo di innovazione per dare certezze ai nostri clienti e garantire l’attività invernale. È nostro dovere e responsabilità garantire ai nostri clienti questa attenzione nei loro confronti e verso il futuro. In montagna e sui comprensori sciistici i posti di lavoro sono garantiti e mantenuti grazie alla neve e in particolare alla neve artificiale. Non ci sarebbe economia senza lo sci. E senza neve non è possibile sciare»

L’esperienza «down under» nella stazione sciistica sul Monte Buller
Molto più a sud, la stazione australiana del Monte Buller si è dotata di un generatore Snowfactory, il modello SF220. Si tratta di un’unità a postazione fissa, la cui capacità di produzione è doppia rispetto a quella della versione mobile SF100. Con questo investimento, il gestore del Monte Buller persegue obiettivi simili a quelli di Châtel, in particolare nell’assicurare l’offerta sciistica all’inizio di stagione, ma con un limite supplementare per la stazione australiana: essere aperta fino a giugno per il tradizionale week-end lungo del Queen’s Birthday, un evento popolare in Australia! Laurie Blampied, direttrice generale del Monte Buller conferma inoltre che «In passato il week-end di apertura è sempre stato il momento per celebrare l’avvio della stagione invernale, sfortunatamente, la mancanza di neve non ha sempre permesso di garantire il piacere dello sci ai nostri clienti. Vogliamo premunirci contro tale rischio e quindi offrire ai nostri clienti l’opportunità certa di godere delle nostre piste». Dopo una prima stagione di gestione, i risultati sono estremamente positivi per il Monte Buller: lo Snowfactory SF220 ha contribuito a un eccellente inizio di stagione per la stazione. M. Blampied riferisce: “Non solo abbiamo potuto raggiungere il nostro obiettivo di apertura per il week-end lungo del Queen’s Birthday, ma è stato possibile anche aprire con una settimana di anticipo. La frequentazione della stazione nel mese di giugno 2017 è superiore al 48% con 38.000 visitatoti in più della media degli ultimi 5 mesi di giugno. “ Si noti che proprio come Châtel, lo Snowfactory del Monte Buller non va a sostituire i 126 innevatori classici presenti sulle piste del complesso sciistico. Si tratta di un impianto complementare che integra i generatori esistenti nei periodi chiave della stagione, ma anche in settori particolari.