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Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
Le motoslitte classiche
dell'inverno «made in USA»

Le macchine della Arctic Cat sono importate da vent’anni in Italia dalla società di Balerna (Svizzera). Vengono prodotte da cinquant’anni con rigorosi sistemi di monitoraggio industriale a Thief River Falls, un paesino del Minnesota dove  la neve non manca mai e dove i suoi abitanti le usano ogni giorno, anche per andare al lavoro. Negli anni la produzione si è allargata ad una gamma che conta ormai ben 38 modelli tra i quali spicca la «Bearcat 7000 XT», l’ammiraglia di una flotta in grado di risolvere qualsiasi problema di spostamento e di lavoro sulla neve

Arctic Cat è il marchio che per il 2017 vanta una gamma di motoslitte  vastissima, ben 38 modelli, oltre alle tante varianti e colori diversi! Nel nord del Minnesota (Midwest degli Stati Uniti), a pochi chilometri dal confine canadese vengono prodotte e assemblate queste motoslitte da ben 55 anni. Arctic Cat é il maggior datore di lavoro a Thief River Falls dove gli 8500 abitanti, durante i lunghi inverni gelidi con temperature che di solito toccano i -30°C, si mettono alla guida della loro motoslitta ogni giorno, anche per andare al lavoro! Nello stabilimento della Arctic Cat ogni ciclo di montaggio, ogni serraggio di un bullone, viene monitorato puntigliosamente tramite un sistema elettronico che non ammette errori: se scappa un errore il sistema blocca automaticamente la linea di produzione fino a quando l’errore non viene risolto. Questa severità nel controllo di qualità operata sui motori garantisce la quasi perfezione che supera il 99%. Nel settembre 2016 Arctic Cat ha trasferito tutta l’amministrazione, il reparto design e la dirigenza in uno stabile totalmente ristrutturato di fine ’800 che a quei tempi era un deposito per le merci che arrivavano o partivano dal fiume Mississipi. Una parte dei motori che vengono installati nelle motoslitte vengono prodotte in uno stabilimento a 400 km più a sud, a ca. 100 km dalla capitale Minneapolis.
Qui a Saint Cloud, Arctic Cat assembla motori per quads e motoslitte da ben 10 anni in uno stabilimento considerato il più moderno del mondo. Da oltre 20 anni i mezzi Arctic Cat sono importati e distribuiti in Italia dalla Snopex SA di Balerna (Svizzera), azienda attiva da trent’anni che opera anche nei settori delle macchine agricole e dei Quad (ATV e UTV).

Arctic Cat Bearcat 7000 XT,
la fuoriclasse nel lavoro pesante

Il nuovo motore con raffreddamento indipendente dalla neve
Il cuore del Bearcat 7000 XT è il moderno e affidabilissimo motore C-TEC 4-tempi da 1049cc che eroga ben 100 KW/ 135 CV, un tre cilindri a 12 valvole; molto silenzioso, a basse emissioni nocive e con un consumo di carburante talmente irrisorio che permette di condurre la Bearcat, con il suo serbatoio di 56 litri, per tanti chilometri. Il sistema di raffreddamento a liquido é completamente indipendente, come in un autovettura: non necessita della neve per raffreddare così da permettere il funzionamento del motore per ore senza il rischio che si surriscaldi (classico problema delle motoslitte quando la neve é poca e/o gelata). Per il gravoso traino di rimorchi a slitta  a basse velocità il raffreddamento del motore é sempre garantito. Dotato di una tripla alimentazione a iniezione elettronica (EFI) e anche di un sistema elettronico di gestione «state-of-the-art» progettato per aumentare il freno motore nelle ripide discese.

Sospensione posteriore XTRA-Action
La parte posteriore è articolata: questo permette un confort maggiore sulle piste polverose o in neve fresca, geniale quando si va a ritroso nella neve profonda perché la motoslitta non si «scava» nella neve. Ben pensato è inoltre la possibilità di bloccare la parte articolare con un semplice movimento della mano, che dà la sensazione di una sospensione standard.

Nuovi Variatori Team
Tutti i modelli con motori 9000, 8000, 7000 e 6000cc, compreso il Bearcat 7000 XT, sono dotati dai nuovi variatori Team prodotti in un azienda sempre del Minnesta Il variatore primario é a reazione rapida «Team Rapid Response», più leggero di ben 113 grammi, riduce così le masse rotanti del 5%. I cuscinetti più affi dabili e le boccole hanno il 70% in più di superfice a contatto e ciò migliora la durata di vita.

Tanti accessori
Oltre alla luce di retromarcia c’è in più una luce di sostegno (standard) per un ottima visione notturna. Per il Bearcat sono a disposizione tanti accessori, per esempio: Portapacchi anteriori e posteriori, Rollbar, porta sci e snowboard, freni elettroidraulici di sicurezza sotto le pedane, sedile per terzo passeggero per menzionarne alcuni.
www.snopex.com

Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
Una notte di luna piena, una spettacolare processione luminosa fatta di tecnologica potenza, con i quindici «gatti» Kässbohrer che compongono la flotta in forza alla Mottolino S.p.A. di Livigno ad arrampicarsi sui pendii innevati fino a raggiungere il rifugio  Camanel e  raccogliersi  a semicerchio in una sorta di religiosa intimità intorno al «protagonista» della fantastica serata, il PistenBully «600 Polar W» numero 2500 uscito dalla Casa tedesca da quando è entrato in produzione nel 2006. Un destino favorevole e intelligente ha voluto che la consegna del modello che reca con sé un numero di produzione così rotondo e importate avvenisse in Italia e in uno dei comprensori che più di altri hanno stretto negli anni con l’azienda tedesca, attraverso la filiale italiana guidata da Valter Tura, un rapporto di collaborazione che travalica l’ambito professionale e commerciale per diventare un rapporto di amicizia e di reciproca stima. La notte di luna piena del 10 gennaio scorso era carica di emozione e di commozione per la consegna del Pisten Bully «600» numero 2500. I fari dei «gatti rossi» illuminavano la scena sullo sfondo bianco della neve, nel freddo calmo e siderale dei 2000 metri. La simbolica chiave di accensione è passata con una calorosa stretta di mano da Jens Rottmair, CEO di Kässbohrer arrivato dalla sede centrale di Laupheim per la grande occasione accompagnato dal direttore commerciale  Stefan Spindler, a Luciano Rocca, il giovanotto di settant’anni (classe 1945) che è  stato il fondatore del piccolo impero del Mottolino e oggi continua ad essere il sanguigno «capotribù» di una larga famiglia costruita con il non trascurabile contributo della formidabile, simpaticissima signora Imelde, legata in uno stretto vincolo di amore e di passione con  il proprio lavoro e il proprio territorio.  

Una grande famiglia
per un grande progetto
Per celebrare l’avvenimento erano presenti, infatti, quasi tutti i componenti della famiglia Rocca, insieme a Rottmair e Spindler, insieme a Valter Tura e Barbara Pucci, direttore e assistente marketing di Kässbohrer Italia, insieme a noi di pM e  insieme a tutti i gattisti della flotta impegnati per l’evento prima di sguinzagliarsi nella notte a preparare le piste per il giorno dopo. Luciano ha cinque figli: i gemelli Davide (responsabile piste e innevamento) e Marco, amministratore delegato della Mottolino S.p.A., sono del 1970; Andrea, che ha aperto e gestisce il birrificio «1816» nel centro del paese, è del 1971; Anna, che insieme alla cognata Siria, moglie di Marco,  cura i due negozi  di abbigliamento della famiglia, è del 1974; Sara, la più «piccola», è del 1984 e collabora nel controllo di gestione della società. I nipotini (per il momento) sono sette, due i figli di Marco, tre di Andrea, due le bambine di Sara. Ecco a voi la grande famiglia Rocca che è sinonimo di Mottolino, la skiarea esposta sul versante sud della lunga valle incisa dal torrente Spöll che sigilla l’ultimo


I gemelli Marco e Davide Rocca,
il cuore commerciale
e tecnico della Mottolino Spa

lembo settentrionale della Lombardia, porzione sopraelevata della Valtellina, territorio extradoganale,  «piccolo Tibet lombardo» dalle temperature talvolta siberiane e dalle neve sempre certa. «Il suo isolamento – dice Marco Rocca – ha sempre favorito una frequentazione stanziale, da settimana bianca o week end lungo, e scoraggiato il mordi e fuggi, diventando quindi un fattore positivo per la fidelizzazione della clientela che per l’80%, ormai, è straniera». Acquistando le prime quote dalla famiglia Quadrio Curzio che aveva avviato l’attività impiantistica, Luciano Rocca è entrato nella società di gestione nel 1990, l’anno stesso in cui venne inaugurata la telecabina che ancora oggi sale dai 1816 metri del fondovalle («1816», non a caso, è anche il marchio delle preziose birre prodotte da Andrea) ai 2400 metri della stazione d’arrivo dove negli anni Novanta è stato aperto un rifugio-ristorante, il M’eating Point capace di oltre 1000 posti a sedere. Proprio quest’anno sono state acquisite le ultime quote residue sul mercato e la Mottolino S.p.A. è interamente nel portafoglio della famiglia Rocca.

Un «brand» che vuol dire sci
ma non soltanto sci
Mottolino S.p.A vuol dire sci ma non solo, come vedremo. Attualmente gestisce una telecabina, quattro seggiovie ad agganciamento automatico (di cui una a sei e tre a quattro posti) e due skilift.  Questi  impianti  servono, su un’area di 210 ettari, 70 km di piste battute («A parte quella dedicata a Giorgio Rocca, veramente molto ripida e difficile, tutte le altre piste, comprese le nere, sono in campo aperto, talmente larghe da non creare nessun problema per nessuno») di cui 80% è coperto da un impianto di produzione per la neve programmata. «Abbiamo 150 dipendenti tra addetti agli impianti, ristorazione, noleggio – dice Marco – contiamo mediamente sei milioni di passaggi a stagione e il nostro fatturato si aggira sui 16 milioni di Euro, di cui 4 provengono dall’attività di ristoro dei nostri due rifugi». Il M’eating Point, all’arrivo della cabinovia,  è stato realizzato nel 1997 e si compone, oltre agli spazi attrezzati all’esterno, di tante salette distinte «la realizzazione di ognuna della quali – ricorda papà Luciano – era stata affidata ad una impresa del posto, perché volevamo valorizzare il più possibile il lavoro locale». Il Camanel, in quota, prende il nome dialettale dello scomparto d’areazione degli antichi fienili contadini ed è un capolavoro architettonico di bellezza rustica, costruito nel 2001 con roccia, travi e assi antichi ricavati da baite del posto in demolizione, ma talmente «vero» dall’apparire autenticamente antico.  È questo un must del Mottolino che è un vero e proprio «brand» legato all’idea del fun e di una vita da vivere con gioia: la qualità, lo spirito d’iniziativa, l’invenzione. «Abbiamo allestito uno snowpark che è tra i più belli d’Europa – continua Marco -  ma ci piace fare anche altre cose. Il nostro brand è su una linea di abbigliamento giovane che proponiamo nei nostri negozi Rinascente e Galleria, abbiamo avviato l’iniziativa “Adotta un vigneto in Valtellina” con la quale ci impegnamo già da cinque anni a ritirare il raccolto di un vigneto sopra Teglio garantendo il reddito al contadino che lo coltiva per poi consegnarlo ad una casa vinicola che gestisce la vinificazione da cui ricaviamo 5000 bottiglie etichettate con il marchio Mottolino; abbiamo creato il “Mottolino the Team”, una squadra professionale di freestylers composta da quattro ragazzi dai 15 ai 20 anni, tra i quali mio figlio Jan, da avviare ad una attività di livello professionale a cui garantiamo il sostegno per quanto riguarda la preparazione atletica e mentale, l’assistenza medica, il marketing;  abbiamo anche una piccola televisione locale che si chiama “Street the voice” per comunicare e rappresentare la vita di  Livigno».

  «Le nostre macchine al lavoro
sulla neve e sulla terra»

Jens Rottmair è per la seconda volta a Livigno per la consegna del PistenBully 600 numero 2500. Simpatico, affabile, nato 49 anni fa ad Augsburg, località bavarese nota già al temo dei Romani come Augusta Vindelicorum,  Rottmair è «felicemente sposato da 25 anni con Corinna e padre di due figli maschi». Da 11 anni è anche il CEO della Kässbohrer di Laupheim dopo aver ricoperto un altro incarico dirigenziale presso la Phoenix, società di vendita e gestione dei farmaci equivalenti della Ratiopharm appartenente al gruppo Merkle. Con lui, seduto accanto al direttore commerciale Stefan Spindler a una tavola del ristorante Luciano's del M’eating Point, si snocciolano i numeri della azienda tedesca di Laupheim. «Il nostro fatturato – dice Rottmair -  si aggira sui 200 milioni di Euro. Ogni anno produciamo 600 nuovi mezzi che esportiamo in 70 Paesi del mondo che diventano 110 se si calcola la produzione BeachTech avviata nel 1991 per la costruzione dei mezzi adatti alla pulizia e alla manutenzione delle spiagge. Kässbohrer ha prodotto il suo primo battipista da neve nel 1969 e da allora sono usciti dagli stabilimenti di Laupheim 21 mila mezzi di cui 12 mila sono ancora in esercizio. Per il prossimo futuro puntiamo naturalmente sul costante perfezionamento dei nostri mezzi e dei nostri prodotti, tra i quali il sistema SNOWsat di gestione della flotta e di misurazione dell’altezza del manto nevoso delle piste. È un prodotto fortemente innovativo che ci ha portati nel futuro e su cui puntiamo molto.  Proprio  il Mottolino, dove siamo adesso, è stato il primo cliente italiano; attualmente SNOWsat è stato venduto a 90 clienti ed equipaggia 600 mezzi battipista, non soltanto i nostri PistenBully ma anche macchine della concorrenza. Un altro settore su cui puntiamo molto  nel prossimo futuro sono i mezzi utility del marchio PowerBully avviato due anni fa, mezzi da lavoro per spostamenti terra, per attività di sollevamento, rimozioni, attività di lavoro varie, base per escavatori, trivelle, gru, cestelli porta persone ecc., un  mercato particolarmente attivo negli Stati Uniti. Così Kässbohrer diventerà leader non soltanto sulla neve».


Lo sviluppo nella «Vallaccia»,
un problema da risolvere
Basta così? No. Ci sarebbe, anzi c’è, un altro argomento importante, un progetto di sviluppo dell’area sciabile che è incagliato in una vicenda «indegna di un Paese civile», come ci tiene a sottolineare Marco. «È il progetto di allargamento dello skirama nella Vallaccia – racconta l’AD della Mottolino S.p.A. – una valle vergine molto aperta che consentirebbe un aumento del 30% delle nostre potenzialità di offerta sciistica. L’iter per l’installazione di una nuova seggiovia a sei posti della lunghezza di 2000 metri sviluppati su 600 metri di dislivello è partito nel 2007.  Dopo aver superato lo scoglio dei primi ricorsi che ci erano piovuti addosso, l’autorizzazione all’avvio dei lavori è arrivato nel 2015 a firma del presidente del Consiglio Matteo Renzi e infatti noi abbiamo cominciato a lavorare posando i plinti, predisponendo la linea per l’innevamento, tenendo le componenti dell’impianto ferme in un deposito. Sembrava che non ci fossero più problemi quando ci è piovuto addosso un altro ricorso al TAR, questa volta da parte   di Legambiente, che ci ha bloccati di nuovo. A nostra volta abbiamo inoltrato un ricorso al Consiglio di Stato che sarà discusso in maggio».

Un rapporto di fiducia
consolidato negli anni
In attesa di una sentenza sperabilmente favorevole, siamo nel cuore di un’altra stagione «partita con poca neve ma con temperature propizie che ci hanno consentito di sparare neve e di offrire alla nostra clientela piste perfette». Un’altra stagione, dunque, sottobraccio a Kässbohrer e ai PistenBully, un legame esclusivo che («Salvo un rarissimo ed isolato “cornino”…», ha detto qualcuno…) dura dal 1992, quando è arrivato a Livigno il primo mezzo della Casa tedesca, un «PB43.320D».  Tanti anni dopo, nel 2010, al Mottolino è arrivato anche il primo SNOWsat, il sistema satellitare di gestione della flotta prodotto da Kässbohrer, venduto in Italia e ora montato su tutti i mezzi. Il rapporto si consolida, si rafforza di anno in anno e, con la consegna del 600 Polar W numero 2500, sono saliti a quindici i mezzi battipista della flotta Pisten Bully al Mottolino: quattro «600 Polar» con verricello, tre «600 Park Bully», un «300 Polar», quattro «600 Standard», un «100», un «300 cabinato», un «200» dotato di gru e cestello. «Sono mezzi che lavorano solo cinque mesi l’anno – dice Davide Rocca, responsabile delle piste e dell’innevamento, una roccia di giovane uomo appassionato di motori -  ma in quei cinque mesi lavorano tutti i giorni, per 25 ore al giorno se fosse possibile, per una media complessiva di 1000 ore a stagione. È chiaro che con questo carico di impegno l’affidabilità e l’efficienza dei mezzi sono fondamentali come è fondamentale poter contare su un servizio di assistenza pronto, puntuale, competente come quello che noi otteniamo dalla Essevi di Valerio Degasperi officina autorizzata Kässbohrer». «Con un parco macchine come il nostro – aggiunge Marco – il rapporto di fiducia con l’azienda fornitrice non deve avere ombre. È quel rapporto di fiducia che dura da tanti anni tra Kässbohrer e Mottolino, tra Valter Tura e me, mio padre, la nostra famiglia». E parte istintivo un bel «cinque» di ringraziamenti reciproci tra l’amministratore di Kässbohrer Italia e l’AD della Mottolino S.p.A., sedici anni di differenza anagrafica, perfetta sintonia sul piano umano e professionale.  Succede quando, dopo  la consegna ufficiale all’aperto dell’ultimo 600 Polar W e della «chiave simbolica», la compagnia si è raccolta per la cena nella bellissima sala con travi a vista del Camanel e ha già voluto prendere la parola, tradotto dal tedesco dall’ottima Barbara Pucci, Jens Rottmair, il CEO di Kässbohrer, ormai totalmente di proprietà del magnate tedesco Ludwig Merkle. «Grazie al Mottolino per questa stupenda giornata, per questa fantastica organizzazione, per il rapporto di collaborazione che ci lega da tanti anni. È stato tutto veramente molto bello ed emozionante». Confermiano: il 10 gennaio 2017 al Mottolino di Livigno si è vissuta una giornata veramente bella ed emozionante.                 


SNOWsat ... e in sei anni ha già conquistato
l'Italia con 100 sistemi di gestione

Già nelle due passate stagioni invernali SNOWsat ha fornito il proprio supporto a diversi comprensori sciistici italiani. Oltre alla garanzia di un manto nevoso uniforme, ci sono anche molti altri motivi per cui un numero sempre maggiore di comprensori sciistici sceglie SNOWsat. Quasi 50 sistemi di gestione della flotta e delle piste SNOWsat, comprensivi di misurazione della profondità della neve (V3), entreranno presto in funzione nei comprensori sciistici italiani. Di questi, circa la metà sono nuovi e saranno installati in queste settimane. Altrettanti veicoli sono già o saranno presto equipaggiati con il sistema base di gestione della flotta (V1) che serve a registrare i dati del veicolo e alla gestione della flotta.
Tutto iniziò nel 2010 a Mottolino, dove oggi ci sono 14 veicoli equipaggiati con SNOWsat. Seguirono poi altri comprensori sciistici, come Sitc Canzei, Carosello 3000 Livigno, Grandi Funivie Alta Badia, Colfosco e Madonna di Campiglio, che oggi non vogliono più rinunciare ai vantaggi di SNOWsat. Ciò che conta per loro non è soltanto il continuo perfezionamento del sistema, ma anche il fatto di ricevere tutto da un unico fornitore: Kässbohrer, che è leader del mercato. C'è poi, naturalmente, anche la rassicurante sensazione di poter garantire con SNOWsat ottime condizioni di innevamento per tutta la stagione. Per questi motivi, alcuni di questi comprensori sciistici stanno potenziando e completando la loro flotta con SNOWsat. Nel frattempo se ne sono aggiunti di nuovi: come Funivie del Boè e Sciovie Ladinia in Alta Badia, o ancora San Vigilio dove, insieme con l'area sciistica Miara, è in corso il passaggio da PowerGIS a SNOWsat. C'è anche il comprensorio di Schnalstaler Gletscherbahnen AG, che già alla fine della scorsa stagione ha iniziato a installare SNOWsat. Presto, lassù, 6 veicoli – alcuni dei quali di altra marca – saranno equipaggiati con il sistema base di gestione della flotta V1 di Kässbohrer. Un altro nuovo acquisito è il comprensorio di Obereggen, che ripone grandi speranze nel costante perfezionamento di SNOWsat. Dal canto suo, SNOWsat sta facendo di tutto, con la sua squadra di oltre venti collaboratori, per non deludere queste speranze.
Maggiori particolari e il resoconto di alcune esperienze arriveranno a fine stagione!

www.pistenbully.it

 

Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
Nell’Area di Arexpo a Milano, di fronte all’Albero della Vita, si sono cimentanti dal 10 al 12 Novembre 2016 120 tra i più grandi campioni di sci e snowboard di tutto il mondo, di fronte a un parterre di oltre 21.000 appassionati entusiasti. Due settimane più tardi, i migliori freestyler si sono spostati a Mönchengladbach in Germania per la Coppa del Mondo dell’Arag Big Air Festival. Con acrobazie l'élite dello snowboard e del freestyle ha entusiasmato il pubblico, in entrambi le manifestazioni.
A Milano l’evento è stato allestito da Funivie al Bernina S.p.A., l'area sciistica cara ai milanesi. Una sfida importante che l'Avv. Franco Vismara, titolare del comprensorio sciistico, accarezzava da anni. «Dopo anni di considerazioni, quest'anno ho trovato i giusti partners per far decollare un tale evento», ha detto Franco Vismara. Ora può guardare indietro con orgoglio. «Abbiamo avuto 20 giorni di tempo per costruire il tutto e circa sei giorni sono stati necessari solo per il montaggio della struttura in acciaio.» Importantissimo per la riuscita della manifestazione anche il Pisten Bully 100 che ha fresato e lisciato in maniera impeccabile la parte dell’atterraggio, consentendo a tutti gli atleti di dare il meglio.La perfezione della pista, realizzata anche con le nevi della Valmalenco e magistralmente disegnata dall’ing. Antonio Noris, unita alla bellezza di saltare di notte davanti all’Albero della Vita, ha trasformato l’evento in un’esperienza unica per tutti: atleti e spettatori. La pista del Big Air and The City Milano, dedicata al Cav. Francesco Vismara, padre del patron della manifestazione, è stata giudicata da tutti, atleti, allenatori, giudici e dirigenti della F.I.S. (la Federazione Internazionale Sci), la pista più bella del mondo.  Dice ancora Vismara: «Come titolare della Schooner Viaggi, agenzia specializzata in incentive, ho realizzato eventi in tutto il mondo per i nostri clienti, ma questo li batte davvero tutti. Avendo come solo interlocutore me stesso e l’amico Noris, ho potuto dar fondo all’immaginazione realizzando qualcosa che ha entusiasmato il pubblico e reso felici gli sponsor! » Un momento da ricordare? «Il sabato immediatamente antecedente la gara, quando per un problema di collegamenti si è fermata una delle macchine per la produzione della neve. Fortunatamente pochi giorni prima era nevicato sulle nostre Alpi e siamo riusciti a far arrivare dalla Valmalenco 8 Tir di neve fresca che, velocemente spianata e fresata dal nostro PistenBully, ha salvato la manifestazione.»
www.pistenbully.it

 

Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
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Tags: Motori Sulla Neve
A novembre la rivista economica tedesca «WirtschaftsWoche» ha pubblicato un ranking sul tema «Le aziende di fascia media più innovative». Kässbohrer Geländefahrzeug AG ha conquistato un convincente 21esimo posto su 3.500 imprese.  La si usa molto spesso, ma quanti significati abbraccia la parola «innovazione»? Oltre a indicare inventiva, perfezionamento di qualcosa di già esistente e creazione di prodotti e funzioni sempre nuovi, il termine «innovazione» è sinonimo di coraggio, curiosità e volontà incondizionata di tradurre in realtà una buona idea e di farne un'applicazione di successo. Su incarico della rivista WirtschaftsWoche, la società di consulenza aziendale Munich Strategy Group (MSG) ha monitorato e valutato anche le nuove forme di approccio, ad esempio nel settore del marketing e dell'organizzazione. L'analisi è stata condotta su 3.500 aziende tedesche con un fatturato compreso tra dieci milioni e un miliardo.  Nella prima fase, MSG ha confrontato i dati aziendali e ha parlato con clienti, esperti del ramo nonché amministratori delegati, titolari e consiglieri. È stato così selezionato un gruppo più ristretto di 400 aziende, per le quali è stato elaborato un «punteggio innovazione». Sebastian Theopold, fondatore di MSG e responsabile di questo studio, non soltanto ha prestato particolare attenzione agli indicatori economici, come crescita del fatturato e redditività, ma ha anche valutato dinamismo, reputazione e leadership in rapporto alla capacità innovativa, chiedendosi se un'azienda si distingue perché introduce continue novità, se è considerata innovativa dalla concorrenza e se contribuisce a consolidare una cultura che promuove lo sviluppo di nuove idee.  Considerata la severità dell'analisi, approdare al 21esimo posto è stata una conferma della strategia aziendale di Kässbohrer Geländefahrzeug AG, che da sempre ha uno sguardo lungimirante e fornisce costantemente nuovi impulsi all'intero settore.
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Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
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Tags: Motori Sulla Neve
«La prova di Coppa del Mondo di combinata nordica, a gennaio, è stata un buon banco di prova per i Campionati del Mondo!». Hannu Krouvi, responsabile delle piste di Lahti, è davvero rilassato e guarda con fiducia alle prossime settimane. «Al momento stiamo usando quattro PistenBully, un PistenBully 400, due modelli più piccoli PistenBully 100 e un PistenBully Paana. Adesso, per i Campionati del mondo, riceveremo ancora da Kässbohrer un PistenBully 300 e un PistenBully 100 4f. A quel punto avremo davvero un equipaggiamento perfetto!». Per i Campionati del Mondo dovranno essere realizzate a febbraio due diverse piste di gara, una per il pattinato e l'altra per lo stile classico. Ci vorrà inoltre un «anello di riscaldamento» lungo un chilometro. «Quando fa più caldo usiamo il PistenBully 100 con cingoli in gomma, per non rovinare il manto nevoso superficiale. Con il Paana trasportiamo la neve artificiale fin sulle piste. Il PistenBully 400, invece, si occupa di rendere più soffice lo strato superficiale per le gare di freestyle».  Normalmente le piste vengono preparate la sera, in modo tale che possano indurirsi di notte. Spesso, però, Hannu Krouvi deve decidere sul momento: «Stabiliamo se preparare le piste la sera sempre in base alle condizioni del tempo. Se il bollettino meteo promette neve per la notte, rimandiamo la preparazione al mattino. Ma normalmente usciamo alle 21.00. Lo stadio lo prepariamo sempre con le macchine grandi, le altre piste con quelle più piccole. Del tracciato dello skiathlon, invece, si occupa regolarmente il PistenBully 400, perché per questa gara servono 4 corsie».

Solo professionisti all’opera
per tracciare i binari
Sono appena otto in tutto gli operatori che preparano le piste per i Campionati del Mondo. Questo perché la pista classica presuppone un enorme know-how, in particolare con il PistenBully 400 e il tracciatore quadruplo. Durante le gare, poi, sono continuamente in funzione tutti e cinque i battipista. Nemmeno il salto con gli sci può fare a meno di PistenBully: «Il trampolino lo prepariamo sempre con il rullo. Ma per la pista di atterraggio e la zona di stacco usiamo sempre un PistenBully grande». Hannu non si occupa soltanto dei Campionati del Mondo. «Lahti ha 65 chilometri di piste per fondisti ‘normali’. Se durante i Mondiali nevicherà parecchio, non ci sarà davvero di che annoiarsi», commenta Hannu, ridendo. Un ottimo augurio per tutti i partecipanti!
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Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
Un battipista del tutto nuovo e speciale, capace di arrampicarsi dovunque sulla neve e che, quando «si apre», diventa una straordinaria cucina superattrezzata da cui escono prelibatezze di ogni genere proprio lì, in alta quota, direttamente sulle piste. Si chiama Snowlicious, è il binomio di successo nato dalla collaborazione tra l’azienda di Vipiteno del gruppo Leitner e lo starkoch italiano Andrea Campi, di casa presso l’Osteria al Dosso di Aprica. L’idea si è trasformata in un grande successo che ha attirato una partnership prestigiosa come quella di Audi

La straordinaria idea di una cucina mobile è venuta ad Andrea Campi, giovane e intraprendente cuoco valtellinese dell’Aprica, desideroso di ridare slancio al fiacco flusso di lavoro dell’ora di pranzo: i clienti preferivano infatti rimanere fuori a quell’ora, trascorrendo il tempo in montagna o all’interno dei comprensori sciistici. Ecco quindi la decisione: se le persone non vengono nel mio ristorante, allora sarò io a portare il mio ristorante da loro. Quello che all’inizio era solo una postazione mobile esterna, si è presto trasformata in una vera e propria visione, ovvero creazioni culinarie servite nei luoghi più affascinanti del mondo, il tutto preparato e impiattato sul momento a bordo di un battipista. Nasce così l’esclusiva collaborazione tra Prinoth e l’ingegnoso chef. I ruoli sono così suddivisi: uno fornisce l’idea gastronomica, l’altro trasforma i battipista e li allestisce con una cucina degna di un vero professionista e tutta la dotazione tecnica necessaria.

Con il marchio Audi
alle gare di Coppa del Mondo
Il feedback da parte del pubblico è stato talmente positivo che ora sulle Alpi viaggia una piccola armata di battipista gourmet, presenti presso diverse location dei comprensori sciistici, con l’intento di fare comunicazione utilizzando esperienze coinvolgenti. Perché il battipista gourmet può essere personalizzato con il proprio marchio, assicurando così massima visibilità anche durante gli eventi più caotici. Proprio per questo, per l’inverno 2016/17, Audi ha realizzato una partnership con Snowlicious, rafforzando così la propria presenza sul territorio in qualità di sponsor degli sport invernali. La prima occasione si è presentata lo scorso dicembre in occasione della Coppa del mondo di sci FIS Audi a Sestriere, per proseguire poi con gli eventi di Coppa del mondo in Val Gardena e in Alta Badia. E nel 2017 il food truck Snowlicious marchiato Audi continuerà ad entusiasmare il pubblico!

Hard Rock Café
sulla neve dei Pirenei
Con oltre 200 chilometri di piste, Grandvalira è il più grande comprensorio sciistico dei Pirenei ed è situato nell’area orientale di Andorra. Si compone di sei settori (Encamp, Canillo, El Tarter, Soldeu, Grau Roig und Pas de la Casa) tutti collegati tra di loro e che fungono da punto di accesso all’area. Il comprensorio è apprezzato da famiglie in cerca di relax come anche da freeskier amanti della neve. Il truck Snowlicious richiama gli sportivi che dopo mangiato desiderano tornare subito sulle piste, ma anche chi non vuole proprio slacciare gli scarponi durante il giorno, il tutto godendosi tanta aria fresca e un meraviglioso panorama a 360 gradi. Qui Snowlicious è stato scelto da Hard Rock Cafè.

Il successo senza segreti
di un’idea che piace a tutti
Anche sul versante francese dei Pirenei, nel piccolo e familiare comprensorio sciistico Formiguères, gira un food truck Prinoth. I responsabili del comprensorio sono convinti di aver arricchito l’offerta gastronomica tradizionale a disposizione all’interno della zona sciistica grazie a questo investimento. «Per rimanere al passo con la concorrenza, negli ultimi anni abbiamo effettuato alcuni interventi di ammodernamento agli impianti di risalita. Snowlicious è la ciliegina sulla torta, un dono che dedichiamo ai nostri clienti più affezionati in occasione del Natale 2016 - dichiara il direttore del resort Gianni Ragona - Chi si ferma a provare Snowlicious ha l’opportunità di assaggiare le nostre specialità regionali e riparte con un pieno di energie per divertirsi sulle piste».Il successo di Snowlicious non ha segreti, è semplice, l’idea piace a tutti: al cliente perché è una soluzione nuova, semplice e autentica e al gestore perché è flessibile e altamente personalizzabile. La conquista dei battipista gourmet è iniziata!
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Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve

L’azienda del gruppo Leitner che produce mezzi battipista ha partecipato alla fiera Interalpin 2017 di Innsbruck con una novità molto speciale: una fune sintetica per verricelli sviluppata insieme a Teufelberger. Horst Haller, responsabile della strategia di prodotto e dell'assistenza post-vendita, e Andreas Muigg, direttore del product management, spiegano nell’intervista che pubblichiamo le particolarità di questa fune

Parlando di questa fune sintetica per verricelli, di che cosa si tratta precisamente?
Horst Haller
«In questa fune per verricelli rinunciamo completamente al metallo. All'interno della nuova fune vi sono fibre sintetiche ad alta resistenza contornate da una guaina protettiva, anch'essa sintetica. In tal modo, si garantisce la stessa forza di trazione fino a 4,5 t che troviamo nelle funi in acciaio».

Quali sono i vantaggi di questa fune?
Andreas Muigg
«Uno dei vantaggi è il suo peso ridotto. Se paragoniamo il peso di una fune sintetica lunga 1.200 m con quello di una fune in acciaio della stessa lunghezza, riscontriamo una differenza di oltre 500 kg. Questo ha sicuramente effetti positivi sul battipista in termini di comportamento di marcia, consumi ed efficienza. Inoltre, la movimentazione risulta molto più agevole. A livello di manutenzione, la fune è più facile da trasportare e da sostituire. Grazie alla fune sintetica, abbiamo anche eliminato l'abrasione nei componenti, nonché la ruggine e le tracce di grasso, insomma lo sporco nel veicolo».
Horst Haller
«A conti fatti, riteniamo che il concetto della fune sintetica sia un'alternativa avvincente per il cliente, a cui viene offerta così la possibilità di scelta in determinati terreni».

Per quanto riguarda eventuali rotture o deformazioni della fune?
Andreas Muigg
«Gli studi di laboratorio e i testi di stracannaggio del produttore Teufelberger attestano una vita utile della fune sintetica notevolmente più lunga rispetto alla fune in acciaio. Ovviamente, questi risultati non hanno un riscontro 1:1 nelle diverse applicazioni pratiche dei verricelli. Vanno infatti considerati vari fattori, come il contatto diretto con il terreno o con le pietre, nonché la relativa sollecitazione o reazione del materiale. Pertanto, la fune sintetica non è adatta a tutti i clienti e a tutti i tipi di terreni. Ma là dove la topografia delle piste presenta le condizioni adeguate, essa può essere impiegata con buoni risultati».

State già testando la fune nel suo uso pratico?
Andreas Muigg
«Stiamo testando le funi di alcuni clienti, alcune delle quali già nel loro secondo anno di utilizzo. Quanto alla vita utile, stiamo già raggiungendo i valori medi di una fune in acciaio e le condizioni sono ancora buone. Non vediamo l'ora di avere dei dati definitivi tra una o due stagioni e poter finalmente documentare in cifre i nostri calcoli di una vita utile molto più lunga. Sappiamo anche che Teufelberger ha avuto ottime esperienze con tali funi in ambito forestale e nelle gru».

In quali battipista si può impiegare la fune sintetica?
Horst Haller
«In linea di massima, la fune sintetica può essere utilizzata solo nei verricelli a tamburo. Tuttavia, qui il suo ambito di applicazione non trova limiti, potendo essere impiegata in tutti i verricelli configurati per funi di 11 mm. È quindi adatta a tutti i nuovi modelli di Leitwolf, Bison o Beast».

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La tecnologia 3 D e Leica Geosystem
per snowpark più belli e più sicuri

L'hi-tech è fondamentale per definire la costruzione dei parchi moderni, anche perché non sarebbe possibile altrimenti creare uno snowpark perfetto a partire da un terreno accidentato. Prima di tutto, il territorio viene misurato tramite GPS, poi i dati raccolti vengono trasferiti in un programma 3D. In seguito, si passa alla progettazione del parco, che inizia a prendere forma con i rendering. Niente è lasciato al caso, tutto può essere calcolato. Questi dati possono essere trasferiti nel sistema per la misurazione della profondità della neve iCON alpine di Leica Geosystems. Così, il conducente del battipista visualizza i dati direttamente nel display installato nel veicolo. Tutto il resto funziona proprio come se si dipingesse con la matematica. Con grande precisione ed efficienza, il conducente può plasmare gli elementi del parco secondo il progetto che deve rispondere alle domande di divertimento ma anche di sicurezza. È infatti opportuno divertirsi rischiando?  Meglio di no, la gestione dello snowpark deve puntare sulla sicurezza. E la modellazione 3D contribuisce anche alla sicurezza dell'impianto. Gli esperti di snowpark conoscono le relazioni tra velocità di arrivo, slancio e atterraggio, nonché le distanze di sicurezza tra gli ostacoli. «Si tratta di un mix tra esperienza pluriennale e conoscenze derivanti da simulazioni al computer», spiega Alex Berger, CEO dell'altoatesina F-Tech, attiva nella progettazione di snowpark. Anche solo una dinamica di atterraggio mal riuscita causa lesioni nei freestyler. Pertanto, è importante seguire i progetti calcolati sia a livello di costruzione che di manutenzione di snowpark. Prinoth ha scelto l'affermata tecnologia Leica Geosystems, che consente la misurazione della profondità della neve con la massima precisione. Il software si chiama iCON alpine, la profondità della neve e il profilo del terreno vengono visualizzati in tempo reale nel monitor del battipista. Ciò non solo permette di risparmiare tempo e costi, ma contribuisce anche al risparmio energetico e idrico, nel pieno rispetto dell'ambiente.  Tirando le somme: grazie alla digitalizzazione, si raggiungono tre obiettivi fondamentali. 1. il parco è più bello. 2. il parco è più sicuro. 3. il parco è più produttivo. Così non si divertono solo i freestyler, ma anche i controllori.


La flotta Prinoth in pista
per i Mondiali di sci alpino 2019

I fan dello sci alpino nei prossimi mesi avranno gli occhi puntati su Åre (Svezia), che nel 2018 ospiterà la finale della Coppa del Mondo e nel 2019 i campionati mondali. I preparativi sono già iniziati e prima ancora che vengano resi noti gli atleti in gara, tre nomi sono già sicuri: Husky, BisonX e Leitwolf. Saranno questi i rappresentanti della nuova generazione di battipista all'estremo nord, visto che Prinoth è il fornitore ufficiale per la preparazione delle piste nei due imporanti eventi sportivi. Si sono qualificati come la flotta più potente e pulita al mondo, infatti tutti i veicoli soddisfano la normativa sui gas di scarico «Stage IV / Tier 4 final» e sono equipaggiati con il sistema di gestione delle flotte nonché «snow depth measurement», l’innovativo sistema di misurazione del livello di innevamento iCON alpine di Leica Geosystems. Basato sul sistema collaudato Leica iCON alpine, il software è stato appositamente progettato per soddisfare le esigenze di chi lavora con la neve. Un modello 3D del terreno non innevato costituisce il parametro di riferimento per la misurazione del livello di innevamento. Il tutto è stato conquistato grazie a un accordo biennale tra Prinoth e Skistar che prevede la fornitura di battipista nelle aree sciistiche operate da Skistar in Norvegia, Svezia e Austria. Peraltro, ai mondiali di febbraio 2019, Prinoth sarà doppiamente rappresentata: come Official Supplier per la preparazione delle piste e come partner di TirolBerg, proprio come ai mondiali 2017 a St. Moritz. E allora: «Hjärtliga hälsningar från Åre!»

 

Created: Domenica, 29 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Osservatorio Turistico
Salvo eccezioni, da fine novembre a inizio gennaio l’innevamento naturale non è stato particolarmente favorevole su buona parte dell’arco alpino. Dopo le precoci precipitazioni di metà novembre una cappa di alta pressione si è stabilizzata per circa due mesi ma, per fortuna, le basse temperature hanno consentito agli impianti di innevamento tecnico di «sparare» a pieno regime fin da subito garantendo l’apertura degli impianti e la fruizioni di piste perfettamente innevate fin dagli inizi di dicembre.  Grazie agli enormi investimenti sulla tecnologia per la produzione di neve tecnica anche quest’anno, per gli impiantisti e gli operatori dell’indotto turistico, il fatidico «collo di bottiglia» delle feste di fine anno si è potuto riempire con un bilancio quasi per tutti positivo o, nella peggiore delle ipotesi, «non del tutto negativo». Vediamo come sono andate le cose nelle maggiori aree sciistiche dell’arco alpino

VALLE D’AOSTA
Passaggi e presenze in rialzo da Cervinia a Courmayeur
Ferruccio Fournier, presidente dell’Associazione valdostana impianti a fune (AVIF) precisa che la stagione invernale dello sci in Valle d’Aosta ha preso avvio il 17 ottobre con l’apertura della parte alta del comprensorio di Cervinia-Zermatt e grazie alle abbondanti nevicate di fine novembre tutte le principali stazioni sciistiche valdostane hanno potuto aprire, con comprensori pressoché integralmente praticabili, già dal 26 novembre. Le piogge e le temperature in rialzo che hanno caratterizzato l’inizio dicembre hanno, in parte, compromesso i tracciati alle quote più basse e le piste di rientro; tuttavia con l’arrivo di una successiva perturbazione di aria fredda e l’utilizzo dei sistemi di innevamento programmato è stato possibile ovviare e recuperare tali criticità garantendo agli sciatori, già a partire dal periodo pre-Natalizio, condizioni perfette dei tracciati con i comprensori aperti per il 95% della loro estensione. Grazie all'ottimo innevamento dei 22 comprensori valdostani, nel periodo compreso tra l'apertura delle piste e l'Epifania, l’affluenza degli sciatori è stata considerevole. Infatti, rispetto alla media degli ultimi tre anni, si sono registrati un +24% delle giornate sci e un +33% del fatturato; in merito ai maggiori incassi va tuttavia segnalato che, in questo avvio di stagione, le stazioni hanno potuto applicare la tariffa piena in quanto i comprensori fin da subito sono stati interamente agibili mentre, nelle stagioni precedenti, a causa di una generale carenza di neve i comprensori erano parzialmente aperti e le società avevano adottato una riduzione del costo dello skipass. Fournier evidenzia infine che, nei primi giorni dell’anno, la pista del Ventina di Cervinia è stata premiata come la terza pista di sci più bella del mondo (meglio ci sono solo « The Stash » ad Avoriaz (Francia) e « Dave Murray Downhill » a Whistler (British Columbia, Canada). È quanto emerge dalla classifica stilata dall'emittente televisiva Cnn, che ha giudicato le migliori 100 piste di sci a livello internazionale. La graduatoria finale si basa sulle opinioni di Andrew Weibrecht, membro della Nazionale statunitense di sci alpino e medaglia olimpica, di John Stifter, redattore della rivista statunitense 'Powder', del freerider Mike Douglas, e di Nicola Iseard, direttore della rivista Fall Line.

PIEMONTE/VIA LATTEA
Cresce la fiducia dopo un dicembre da record
Un innevamento eccellente delle piste, un paesaggio prettamente invernale e il successo, con annessa vetrina mediatica internazionale, della Coppa del Mondo di sci alpino a Sestriere. Questi gli ingredienti che hanno fatto la differenza a livello di stazioni turistiche invernali per il comprensorio sciistico della Vialattea, letteralmente preso d’assalto durante le festività natalizie da decine di migliaia di turisti. E che differenza! «Era almeno un ventennio che non si registrava un inizio di stagione come questo - ha commentato soddisfatto dopo l’Epifania l’Ing. Giovanni Brasso, Presidente della Sestrieres Spa -  Ad oggi abbiamo venduto circa mezzo milione di giornate di giornate sci, tra giornalieri, plurigiornalieri e stagionali». Le vacanze natalizie hanno segnato a Sestriere e nel comprensorio sciistico della Vialattea un’affluenza da record con il tutto esaurito in molte località. Durante il giorno i rifugi sulle piste sono stati meta di tantissimi sciatori come anche bar, ristornati, pub, pizzerie in centro hanno lavorato a pieno regime con le prenotazioni per la cena in overbooking durante l’intero periodo. Successo anche per i locali notturni, dove il divertimento è proseguito sino all’alba, e per gli appuntamenti proposti a Casa Olimpia e al Rifugio La Stampa. Buona affluenza anche a Pragelato, destinazione dello sci nordico di Turismovialattea, con 35 km di piste da sci di fondo ben innevati, complici le temperature polari (-16°C il giorno dell’Epifania per la Pradzalunga) che si sono registrate a partire dai primi giorni del 2017. Sole e cielo azzurro hanno accompagnato il soggiorno dei turisti arrivati da ogni parte del mondo. Ad essi si sono aggiunti i proprietari di seconde case, tornati in massa a frequentare le montagne olimpiche durante il periodo natalizio. Adesso è tempo di tirare un po’ il fiato, giusto per qualche giorno. Passate le feste il contro esodo ha riportato la gente al lavoro ed i giovani sui banchi di scuola: tutti con ancora impresse nella memoria queste fantastiche giornate trascorse sulle piste della Vialattea. In molti hanno promesso di tornare presto, già il prossimo weekend, per calzare nuovamente gli scarponi e concedersi ancora emozionanti discese sulle piste del comprensorio olimpico. Cesana Torinese, Claviere, Pragelato, Sauze di Cesana, Sauze d’Oulx e Sestriere, ovvero le località che compongono il Consorzio Turistico dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, sono pronte per proseguire alla grande la stagione invernale.
Dopo l’Epifania, dall’8 al 29 gennaio 2017, il Consorzio Turistico Via Lattea ha proposto la formula Hotel/Residence+ Skipass. È il momento migliore della stagione, quello con le piste meno affollate e interessanti promozioni da 4 a 7 giorni a prezzi particolarmente convenienti a partire da 4 notti e 4 giorni di skipass a 228 euro a persona (in hotel a 2 stelle in bed & breakfast con sistemazione in camera doppia). Per il Capodanno ortodosso, nella notte fra il 13 ed il 14 gennaio, sono arrivati turisti dalla Russia da altri Paesi dell’Europa dell’Est. Dal 14 gennaio hanno preso il via le settimane bianche di privati e tour operator con i charter della neve che atterreranno a Caselle e in altri aeroporti del nord-ovest. C’è attesa anche per la settimana di Carnevale con il calendario scolastico della Regione Piemonte che apre allo sport con cinque giorni di riposo, dal 25 febbraio al 1 marzo, che possono essere dedicati allo sci come accade per molti studenti provenienti da altri Paesi. L’ultima proposta stagionale del Consorzio Turistico Via Lattea è «Neve Primavera», per sciare sino alle porte di Pasqua, con pacchetti turistici particolarmente convenienti dall’1 al 9 aprile 2017.

PIEMONTE/CUNEESE
Neve ottima e abbondante caduta dal cielo
Anche il Cuneese ha beneficiato di quelle abbondanti nevicate che hanno fatto delle Alpi Occidentali l’unica porzione delle Alpi dove, a fine anno 2016, la copertura nevosa degli skirama era prevalentemente naturale. Questa favorevole circostanza ha naturalmente incentivato la passione dei turisti sciatori che hanno contribuito a far segnare dei numeri record come il + 38% di passaggi che si è fatto registrare a Frabosa Soprana nella prima settimana del 2017 di gennaio rispetto alla prima settimana del 2016. Ecco una carrellata di testimonianze sull’andamento del primo scorcio di stagione nelle diverse località sciistiche del Cuneese:
Sergio Ferrando (Artesina)
Ad Artesina si è registrato un Natale senza grossa affluenza, un post-vacanza dal 26 di dicembre con un po’ più di gente, con proiezione di un tutto esaurito sul Capodanno (con forte richiesta per pernottamenti). Sorprendentemente, sono pervenute tantissime richieste di pernottamenti dal 2 all’8 di gennaio, richieste che vanno in controtendenza rispetto agli anni passati quando, dopo il Capodanno, si andava in flessione. Nella settimana dell’Epifania  si è prospettato il tutto esaurito.
Gianluca Oliva (Prato Nevoso)
A Prato Nevoso nelle vacanze di Natale si sono avuti almeno 200mila persone con buone presenze anche nelle seconde case. Particolarmente incoraggianti i numeri legati agli impianti con mezzo milione di passaggi accumulati tra la vigilia di Natale e l'Epifania che hanno contribuito in maniera decisiva anche al successo del Mondole, il più grande comprensorio sciistico del Cuneese. «Siamo molto soddisfatti per i risultati ottenuti. il modo migliore per festeggiare un compleanno importante come quello dei 50 anni - dice Gianluca Oliva amministratore di Prato Nevoso spa -. Mi piace in particolare ricordare la notte di Capodanno che ha richiamato in Conca più di ventimila persone confermandosi l'evento più seguito sulle montagne del Nord Ovest».
Luca Defilippi (Hotel Miramonti-Frabosa Soprana)
Per il weekend di Capodanno abbiamo registrato il tutto esaurito. Straordinariamente, dal 1° all’8 di gennaio, abbiamo registrato un significativo +38% rispetto alla stessa settimana del 2016.
Francesco Ferrari (Hotel La Piazzetta - Limone Piemonte)
Fino al 27/28 di dicembre, le prenotazioni erano poche; poi, all’ultimo, l’Hotel si è riempito per il capodanno. La tendenza pare sia quella di prenotare l’albergo all’ultimo, tenendo in considerazione meteo e disponibilità economiche di fine anno/mese. (Intervista telefonica del 29 dicembre).
Costantino Catto (Residence Limone e Hotel Principe-Limone Piemonte)
Per il periodo delle vacanze di Natale siamo molto migliorati rispetto all’anno passato, grazie alla presenza della neve ed all’apertura degli impianti sciistici. All’Hotel Principe abbiamo registrato un tutto esaurito fino all’8 gennaio, mentre il Residence Limone Palace era completamente prenotato fino a Capodanno, con un 80% di occupazione nella settimana dal 1° all’8 gennaio 2017.
Giulia Robaldo (San Giacomo di Roburent) Alla stazione sciistica di Sangiacomo-Cardini Ski si è registrata una buona affluenza di sciatori nel fine settimana. La speranza è che l’afflusso si possa spalmare per lo meno la prossima settimana, fino all’8 di gennaio.

VALTELLINA
Il bicchiere mezzo pieno a costo di alti costi
Neve naturale poca, impegno organizzativo tantissimo. In tutta la Valtellina, da Ovest a Est, dalla Val Chiavenna a Livigno passando per la Valmalenco, le precipitazioni naturali sono state avare ma, anche a costo di enormi sforzi, non è stata fatta mancare la neve programmata per consentire ai turisti invernali la pratica del loro sport preferito. A Madesimo la stagione è partita bene con piste preparate già dal 19 novembre grazie alla prima nevicata della stagione, fatto che ha permesso agli appassionati di sciare presto sulle piste del Groppera. Però da quella data in poi, purtroppo, il meteo non ha aiutato, come è successo per la quasi la totalità dell’arco alpino, e solo grazie al buon lavoro della società degli impianti si è comunque riusciti a mantenere ed offrire piste in condizioni perfette. I turisti hanno molto apprezzato la qualità dello sci che unita alle belle giornate di sole hanno prodotto una nuova forma di vacanza che prevedeva sia lo sci che  escursioni sugli Andossi o pedalate in fat bike.  Gli alberghi che avevano registrato il tutto esaurito per le feste di Natale e Capodanno hanno subito qualche cancellazione principalmente dovuta alle condizioni di scarso innevamento generale. Ma sono positivi i numeri previsti per febbraio.
Bicchiere mezzo pieno in Valmalenco nonostante sull’Alpe Palù e dintorni la neve naturale sia scesa dal cielo soltanto tra il 7 e l’8 novembre imbiancando però con un buon strato le quote sopra i 2000 mt. Poi, come altrove, le temperature certo non rigide come quelle che sarebbero giunte agli inizi di gennaio ma comunque sufficienti a consentire le condizioni per sparare neve artificiale hanno consentito l’accensione degli impianti di innevamento e l’apertura di tutti e dieci gli impianti per servire i 50 km di piste dello skirama (tranne la «Gustavo Thöni») già a Sant’Ambrogio. «Non ci possiamo lamentare – dice  Lino Lenatti, direttore della società Funivie al Bernina – perché le temperature favorevoli e il bel tempo hanno spinto la clientela ad una frequentazione stabile della nostra località senza gli alti e bassi che si verificano quando il tempo è variabile. Tra l’Immacolata e l’Epifania è andata comunque decisamente meglio rispetto all’anno scorso con un 20% in più di passaggi, ma il dato è relativo solo a questo rapporto con il periodo disastroso di fine 2015. Se dovessimo fare una relazione con altre stagione più normali saremmo sotto di qualche punto».
A Bormio ha nevicato solo a metà novembre e solo a partire da quota 2000, in maniera insufficente per preparare le piste. Nonostante questo, grazie all’innevamento tecnico, gli impianti sul Vallecetta sono stati aperti il 3 di dicembre, quelli di San Colombano il 20 dicembre.  A Bormio l’impianto di innevamento programmato, che conta 170 generatori di neve, ha prodotto 680 mila metri cubi di neve tecnica dagli inizi di dicembre all’Epifania coprendo i due milioni di metri quadrati della skiarea su cui sono state preparate i 50 km di piste battute, tra le quali la mitica «Stelvio».  Le temperature non particolarmente favorevoli e il forte vento che ha caratterizzato alcune giornate soprattutto alle quote più alte non hanno certamente aiutato ma nel complesso il bilancio è stato positivo, soprattutto se rapportato alla drammatica situazione della stagione precedente, anche se a costo di elevati impegni economici. «Buono il periodo dell’Immacolata – dice Valeriano Giacomelli della Società SIB  Bormio – discreto anche il periodo prenatalizio con un incremento  di passaggi del 15% rispetto al dicembre 2015. Questa è una stagione tutta da inventare, da vivere giorno dopo giorno, con costi di gestione molto elevati.  Noi non abbiamo ad esempio un grande bacino di acqua che garantisca la risorsa idrica necessaria per  innevare artificialmente lo skirama in tempi brevi. Dobbiamo pompare il 70% dell’acqua necessaria dal fondovalle. Ad oggi (15 gennaio n.d.r.) solo in energia elettrica abbiamo speso un milione di Euro, di cui il 60% destinato all’alimentazione dell’innevamento programmato».

ADAMELLO SKI
Inizio con il «segno più» tra Lombardia e Trentino
Positivo il bilancio di Adamello Ski a conclusione del periodo delle feste di fine anno, dal ponte dell’Immacolata all’Epifania. I dati ed il confronto in percentuale rispetto allo stesso periodo della stagione invernale 2015/2016 dicono che si è realizzato un + 13%  relativamente ai primi ingressi,  si sono contati 2,8 milioni di passaggi sulle nostre piste (+15%), si è ottenuto il + 16% Skipass venduti. In particolare gli skipass da 1 e da 2 giorni hanno fatto registrare un aumento del 22%, dovuto sicuramente alla promozione dello skipass online che fino al 23 dicembre era in vendita a 25 Euro e alla massiccia affluenza di turisti italiani provenienti dalle città di prossimità.  La prima parte della stagione 2016/2017 è stata caratterizzata (come pure la stagione precedente, dove la prima nevicata è stata quella del 10 gennaio 2016) dall’assenza di precipitazioni nevose, alla quale si è sopperito grazie ai sistemi d’innevamento programmato, dei quali l’intera ski area Pontedilegno-Tonale è dotata. All’Immacolata il 50% delle piste era aperto e si è avuto un ottimo Natale con il 70% delle piste aperte; a metà gennaio sono aperte 38 piste su un totale di 41.  Oltre ai grandi sforzi messi in campo per garantire al più presto la sciabilità sul maggior numero possibile di piste e alle speciali promozioni sugli skipass, Adamello Ski sta suscitando l’interesse degli sciatori anche grazie a nuovi ed importanti investimenti: la cabinovia Presena ha sostituito una vecchia seggiovia e due sciovie e collega Passo Paradiso (2.585 m) a Passo Presena (3.000 m) in soli 7 minuti e due nuovi rifugi, sempre sul ghiacciaio, che apriranno a breve. Capanna Presena, a quota 2.700 m, sostituisce il rifugio precedente e ospita al suo interno anche 5 camere con servizi ed un piccolo ma grazioso centro benessere, mentre Panorama 3.000 Glacier è uno speciale sky bar a 3.000 m dove si potranno gustare le bollicine delle cantine Ferrari di Trento, ammirando il Presena da un lato e il Pian di neve dall’altro, da una posizione davvero privilegiata.


VENETO
CORTINA/RA VALLES-COL DRUSCIÈ
La stagione è iniziata con poca neve naturale ma almeno un po' di freddo che ha permesso di innevare le piste. Pertanto si è potuta garantire l’apertura al  6 dicembre, la stagione è andata bene fino ad ora, anche perché il turista incomincia a vedere la montagna in inverno non soltanto per lo sci, ma anche per la possibilità di stare all’aria aperta, godersi le giornate di sole, passeggiare e rilassarsi. La sfida è stata colta aprendo durante le vacanze natalizie la funivia che porta fino a Cima Tofana e il cliente invernale ha risposto positivamente! A Cortina si augurano che la neve arrivi presto e che i turisti, specie quelli stranieri, privilegino la località per trascorrere sulla neve le settimane o weekend bianchi. Sta comunque venendo avanti una riflessione che anche nel settore impianti è abbastanza evidente.  Il futuro dovrà essere ripensato  in termini di ulteriori opportunità di svago, sport e divertimento in montagna al di là dello sci.

CIVETTA
Un superlavoro per un bilancio di luci e ombre
Dopo una prima parte di novembre caratterizzata da clima molto freddo, il successivo repentino innalzamento delle temperature ci ha fatto temere per l’ennesimo inizio di stagione in salita. Tuttavia, grazie all’enorme sforzo di uomini e mezzi messo in campo dallo Ski Civetta, la stagione invernale 2016/17 è partita bene con l’apertura di tutti i collegamenti già dal ponte dell’Immacolata. Rispetto alla scorsa stagione abbiamo quindi potuto far registrare, sin da subito, un segno positivo che è rimasto tale sino ad oggi sia per quanto riguarda la vendita di skipass Ski Civetta che Dolomiti Superski. Tuttavia la mancanza di neve naturale, nonostante le ottimali condizioni delle piste, ha un effetto assai negativo sulle presenze sia stanziali che pendolari. Questo è ancor più vero per quanto riguarda il mercato italiano che, anche in periodi chiave come le vacanze di Natale o dell’Immacolata, ha ridotto sia la durata che la frequenza delle presenze e si caratterizza per una schiera sempre più nutrita di non sciatori. Detto questo, tenendo dunque in debita considerazione l’aumento prezzi che si attesta mediamente al 3% ogni anno e confrontando gli attuali incassi con quelli di una stagione «normale» il risultato non può essere considerato entusiasmante. Se a questo aggiungiamo il costo esorbitante sostenuto dalle società impianti per l’innevamento, diventa obbligatoria una seria riflessione per l’intero comparto funiviario in merito a quello che potrà essere il futuro del settore.

ALPE LUSIA/SAN PELLEGRINO
Nonostante le difficoltà evidenti la stagione invernale 2016/17 ha avuto una partenza importante grazie al super lavoro realizzato sulle piste dalle società impianti e già per il Ponte dell’ Immacolata il consorzio Alpe Lusia San Pellegrino è riuscito ad aprire i collegamenti sci ai piedi garantendo così delle entrate positive sugli anni precedenti. La mancanza di neve poi, per le vacanze di Natale, ha condizionato le presenze alberghiere e soprattutto i pendolari, portando così i fatturati a fine vacanze Natalizie in linea con quelli della scorsa stagione. Se consideriamo che il prezzo dello skipass è aumentato del 3% possiamo dire che i fatturati ad oggi sono in negativo. Inoltre dobbiamo aggiungere gli alti costi dell'innevamento che incidono in modo importantissimo sui bilanci.

ARABBA MARMOLADA
L’inizio della stagione invernale 2016/2017 ha visto un importante dispiegamento dell’innevamento programmato e, nonostante la mancanza di neve naturale, le piste erano tutte pronte per il Ponte dell’Immacolata. Fatto che sicuramente ha dato una bella immagine del comprensorio e ha portato a registrare alla fine delle vacanze Natalizie un + 6% di incassi e un + 12.8% di passaggi. Ovviamente questi dati non devono far dimenticare i considerevoli costi necessari a mantenere le piste perfettamente innevate. Inoltre, si è notato una diminuzione netta dei giorni di permanenza nelle strutture alberghiere di Arabba e Marmolada e una sensibile riduzione del n. di giorni consecutivi di acquisto skipass.

DOLOMITI SUPERSKI
Partenza alla grande con «apertura» anticipata
Dal 26 novembre 2016, giorno d'inizio ufficiale della stagione invernale di Dolomiti Superski, al 6 gennaio 2017, festività dell'Epifania, si è registrato un +4% in termini di giornate skipass vendute con un +5% di passaggi complessivi, relazionati allo stesso periodo dell'anno precedente, che si era concluso con risultati da record per il comprensorio sciistico delle Dolomiti. Grande è la soddisfazione dei responsabili di Dolomiti Superski, che, analizzando questi risultati parziali, identificano una serie di fattori e motivi che hanno contribuito in maniera decisiva al loro raggiungimento, pur essendo stato un inizio di stagione difficile, senza neve naturale e con le date delle vacanze di Natale e Capodanno non proprio ottimali:
• grazie alle numerose giornate e nottate di freddo ad inizio novembre 2016, si è potuto iniziare presto e bene con l'innevamento programmato delle piste, raggiungendo così un buon indice di copertura per l'inizio di stagione il 26 novembre 2016 (40 impianti di risalita e 73 km di piste aperti), permettendo anche l’apertura anticipata di numerosi impianti e piste
• apertura del Sellaronda già nel primo weekend di dicembre 2016, fatto storico mai accaduto da quando esiste il Dolomiti Superski. E ciò è ascrivibile in gran parte alla costanza negli investimenti per sviluppare, potenziare e ottimizzare gli impianti di innevamento programmato, che ad oggi garantiscono la copertura del 97% dei 1.200 km di piste di Dolomiti Superski. Per la sola stagione 2016-17 sono stati investiti 20 milioni di Euro in innevatori, condotte, sale macchine, impianti elettrici e bacini di raccolta idrica in diverse zone sciistiche di Dolomiti Superski
• il ponte dell'Immacolata, che in questa stagione è caduto a pennello, ha invogliato tanta gente a concedersi qualche giorno sulle piste da sci. Tra il 26/11 e l’11/12 si registrano +11,5% di passaggi complessivi e +7,4% di primi ingressi complessivi, a dimostrazione dell’ottima sciabilità fin dall’inizio di stagione. Ha sicuramente contribuito a ciò anche la gettonata promozione di inizio stagione „Dolomiti Super Première“, da quest'anno digitalizzata al 100%, con una giornata di alloggio e skipass in omaggio e condizioni particolari per il noleggio dell'attrezzatura e per la scuola sci, da 4 giorni di vacanza prenotati in poi, valida da inizio stagione al 24/12
• le piste innevate alla perfezione hanno riscosso tanto riconoscimento da parte della clientela, che ha potuto fruire di ben 1.000 km di piste e quasi 400 impianti di risalita aperti sotto Natale, in combinazione con tempo soleggiato e mite che ha reso le sciate e le soste in terrazza dei 400 rifugi a bordo pista particolarmente invitanti e piacevoli
• l'offerta di piste perfette in notevole quantità ha invogliato la clientela all'acquisto di skipass stagionali, in aumento sia come tessere Dolomiti Superski che di valle, il che si traduce anche in un maggiore numero di passaggi ai tornelli realizzati dagli appassionati
• il marketing mix capillare implementato prima e durante l'inizio di stagione, con servizi televisivi in diretta dalle piste delle Dolomiti, andati in onda sui maggiori TG nazionali, la comunicazione internazionale a mezzo stampa, la pubblicità online, le campagne sui Social Media, alla radio e sugli altri canali di comunicazione di massa, ha contribuito a lanciare il messaggio «si scia perfettamente sulle piste di Dolomiti Superski», recepito dalla clientela
• le ben quattro gare di Coppa del Mondo di sci in Val Gardena e in Alta Badia, nonché altre competizioni di sport invernali trasmesse dalle stazioni televisive internazionali e nazionali, hanno messo in luce il grande lavoro di innevamento messo in atto dagli operatori per garantire lo svolgimento di tali eventi e di conseguenza anche per la fruizione delle piste da parte degli appassionati di sci
•  il grande ed importante lavoro svolto dagli oltre 3.000 collaboratori e collaboratrici di Dolomiti Superski in tutti i settori dell'attività e da quello dei ben 10.000 esercizi alberghieri e gastronomici, che concorrono a creare il prodotto e l'emozione unica di una vacanza sulle Dolomiti, assieme alle scuole di sci, ai noleggi sci, ai rifugi e a tutti gli altri attori della filiera turistica
• e non da ultimo l'appeal naturale delle montagne più belle del mondo, le Dolomiti, dal 2009 Patrimonio Mondiale UNESCO e da sempre ambite dall'uomo come meta
Dopo le festività inizia tradizionalmente il periodo delle cosiddette «settimane bianche», che si protrarranno fino a metà marzo e le nevicate di metà gennaio hanno portato un po'di sollievo dal punto di vista panoramico, il che invoglia ancora di più a passare qualche giornata immersi nella natura imbiancata e godersi la vasta offerta di piste nelle 12 valli delle Dolomiti. E che questa voglia ci sia lo dimostrano anche i 45.000 appassionati che si sono iscritti gratuitamente alla sezione personale MYDOLOMITI del sito internet di Dolomiti Superski, dove possono personalizzare e gestire la propria esperienza sulle piste, condividere le emozioni con familiari ed amici e utilizzare servizi online utili e dilettevoli, come per esempio il Performance Check e il Wellbeing Factor.

 

 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Passo dopo passo
verso una nuova rivoluzione

Incontro con Erich Gummerer, amministratore delegato della Technoalpin di Bolzano,  azienda leader nella produzione
di impianti per l’innevamento programmato. Incontro con la storia di un’impresa artigianale nata in un piccolo laboratorio della Val d’Ega dall’intraprendenza di due dipendenti della società degli impianti di Obereggen e diventata grande in 25 anni di lavoro.
Incontro con l’uomo che ha contribuito non poco a far crescere questa azienda in Italia e nel mondo, a cui piace correre,
che punta a fare la maratona di New York e che sta programmando le nuove tappe di uno sviluppo industriale che non conosce soste

A Bolzano, nella zona industriale, tra la sede attuale di Technoalpin costruita nel 2010 in Via Piero Agostino e la vecchia sede di Via Copernico ci sono solo poche centinaia di metri ma, idealmente, montagne di neve sparate ai quattro angoli del mondo nel corso di una storia di successo lunga 25 anni che sta per inaugurare ancora nuovi capitoli. «Nel 2017 la produzione sarà trasferita là, in un’altra sede sempre qui a Bolzano, in uno stabilimento su una superficie di 15 mila metri quadrati». Erich Gummerer, lancia un’indicazione per aria alzando un braccio e intanto cammina spedito come gli permette di fare la forma fisica di uno che corre almeno una maratona all’anno («La prima l’ho fatta a Berlino 25 anni fa, il prossimo obiettivo è quella di New York»), gioca a tennis, fa impegnato ciclismo su strada («Cento, centocinquanta km a uscita, da solo o in compagnia») e naturalmente scia da quando era bambino («Ho fatto spesso settimane bianche in località che non erano ancora nostre clienti e la cosa è servita…»).  È l’amministratore delegato dell’azienda leader nel mondo («Lo eravamo già prima dell’acquisizione di York Neige nel 2012») nella produzione di sistemi per l’innevamento tecnico, un’azienda che ha chiuso il bilancio 2016 con 161 milioni fatturato di cui 85% derivanti dall’export, l’uomo che insieme ai fondatori Walter Rieder e Georg Eisath  dal 1990 ha fatto crescere un’iniziativa artigianale fino a farla diventare un’impresa dalle dimensioni di multinazionale che oggi «nei periodi di picco produttivo» dà lavoro a 550 persone. 

La presenza in tutto il mondo
ma con il cuore a Bolzano
Technoalpin vanta 1800 clienti in 50 Paesi del mondo; dalla fondazione ha prodotto più di 90 mila generatori neve, ne vende più di 5000 ogni anno; «unici al mondo, gestiamo centralmente noi, qui a Bolzano, le attività delle nostre 16 filiali sparse sul pianeta perché soltanto così si riesce a  razionalizzare perfettamente il rapporto tra le esigenze locali e i nostri standard operativi». Gummerer cammina spedito e, «en passant» dice  altre cose come il fatto che «stiamo assumendo un’altra trentina di persone, destinate ai diversi settori della nostra attività, dalla produzione all’amministrazione, dal marketing alla comunicazione», oppure «a Kranjska Gora presenteremo il nostro nuovo generatore TR8 che costituirà una nuova rivoluzione  nella tecnologia di produzione della neve tecnica», oppure «quest’anno senza il nostro intervento le gare di Coppa del Mondo ad Adelboden e a Wengen non si sarebbero potute fare». Senza la neve programmata negli ultimi vent’anni non si sarebbe potuto nemmeno sciare in molti inverni e in molte stazioni sciistiche; Technoalpin si è fatta largo fino a primeggiare tra la concorrenza nel processo che ha condotto l’innevamento tecnico ad essere la  condizione indispensabile per garantire il funzionamento della giostra economica mossa del turismo invernale trainato dallo sci ma, dice Gummerer, «l’innevamento tecnico è ormai un intervento indispensabile anche in presenza di precipitazioni naturali per garantire il massimo livello qualitativo delle piste. E comunque se nevica un po’ dal cielo è anche meglio perché la gente va più volentieri a sciare».

Il lavoro continuo
nella ricerca della qualità
Technoalpin investe circa 5 milioni l’anno  in ricerca e sviluppo «per migliorare costantemente i nostri prodotti, poter lavorare meglio sulle temperature marginali e sulla qualità della neve». Snowfactory, la macchina per la produzione di neve in condizioni di temperature sopra lo zero, «ci ha lasciati perplessi per il successo che ha avuto, per le richieste che sono arrivate, per il fatturato di cinque milioni di Euro che ha già prodotto». Il software di comando ATASSplus, progettato e realizzato dall’azienda altoatesina, garantisce prestazioni di gestione e controllo dell’impianto di innevamento chiudendo il cerchio della fornitura «chiavi in mano» di tutte le componenti del sistema, dai tubi di  condotta dell’acqua alle sale di pompaggio, dalle valvole di miscelazione acqua/aria, ai generatori, a ventola e ad asta («La formula «chiavi in mano» è stata fin dall’inizio una delle ragione del nostro successo. Solo così si può garantire la qualità e l’efficienza di tutto il sistema e solo così costruisce un rapporto di fedeltà con il cliente»).  Gummerer cammina e con lui arriviamo alla vecchia sede «dove lavorare era un delirio, con un reparto qua e uno là, uffici piccoli e senza finestre» ma dove ha lasciato  un pezzo del suo cuore perché in «quel casino» Technoalpin è diventata grande seguendo idee di sviluppo precise, concrete, illuminate. «Questo è stato per anni il mio ufficio, questa la scrivania». Scorre per un attimo un velo di nostalgia nei suoi occhi chiari. Forse ripensando alla sua storia, alla storia del legame con il cugino Georg Eisath  che l’ha coinvolto nell’impresa e con Walter Rieder, l’altro fondatore, l’attuale presidente della società, «una persona importante, cura tutto il settore ricerca e sviluppo, ha più di 60 anni ma sembra ancora il più giovane nella nostra azienda che ha un’età media di 32 anni con la sua capacità di tenere la mente sempre aperta all’innovazione e di non perdere mai né la calma né la pazienza».

L’infanzia in Val d’Ega
con il cugino Georg
Sciano insieme, «Georg meglio di me, aveva la stessa capacità di far correre gli sci che ha trasmesso a suo figlio Florian, non a caso arrivato alla Nazionale e a un podio in Coppa del Mondo», poi le strade si dividono ma per poco. Eisath lavora presso la società degli impianti di Obereggen con un compagno che si chiama Walter Rieder. Nel 1983, nei primi anni di vita della generazione di neve «artificiale» nata in America, Obereggen acquista negli Stati Uniti un generatore a bassa pressione della Hedco e lo colloca alla stazione a valle degli impianti, dove l’esposizione al sole mangiava la neve naturale. Il voluminoso macchinario produceva però una miseria di quantità di neve in troppe ore di attività.  Eisath e Rieder, che hanno  il bernoccolo dell’intelligenza e dell’intraprendenza, si chiedono: perché non proviamo noi  a farci un nostro «cannone»? Sono del tutto autodidatti ma si danno da fare e con l’aiuto di un fabbro costruiscono una macchina che funziona meglio di quella americana al punto da spingere i dirigenti di Obereggen di proporsi come primi clienti. Nel 1985 Georg Eisath e Walter Rieder fondano la WI.TE (Winter Technik). Intanto Erich Gummerer lavorava come venditore presso Sanidental, una società produttrice di  arredamento per studi dentistici. Lui invece aveva il bernoccolo del commercio, suo cugino Georg lo sapeva e aveva cominciato a chiedergli di mettersi con lui nell’avventura dell’innevamento tecnico. La primissima produzione artigianale di generatori di Georg Eisath e Walter Rieder si svolgeva ancora nella piccola officina di Ega. Gummerer decide di cambiare strada e di accettare l’invito del cugino ma «durante una cena tra noi tre che abbiamo fatto nell’ottobre 1989 avevo detto alcune cose che mi sembravano fondamentali: se vogliamo andare avanti dobbiamo cambiare mentalità e lavorare in team in maniera professionale, dobbiamo spostarci a Bolzano e guardare fin da subito all’estero, pensare in termini internazionali. Così è nata l’impresa, così è nata Technoalpin».

Un mercato che si allarga,
la famiglia che cresce
Sul mercato italiano, infatti,  gli operatori che si stavano lanciando nel nuovo settore della produzione di neve tecnica stavano aumentando sempre di più e sarebbero diventati  addirittura una quindicina nei primi anni Duemila. Per distinguersi ed emergere nella concorrenza era indispensabile coniugare la qualità e l’efficienza del prodotto con una politica commerciale incisiva, elastica, di ampio respiro. «Nel 1990 – ricorda Gummerer – il nostro primo bilancio era stato di un miliardo di lire e avevamo un solo dipendente. Quando abbiamo iniziato il 90% della produzione era ancora manuale, si attivavano i generatori uno ad uno. Poi si è introdotta l’automazione, poi l’integrazione del sistema, adesso siamo arrivati a poter innevare un intero comprensorio in 70 ore gestendo tutto il sistema con il nostro software di comando». Intanto, nella vecchia sede di Bolzano dove continua ancora oggi un pezzetto della produzione con lavori di presaldatura e dove è partita una diversificazione di cui parleremo,  Technoalpin cresce, perfeziona la sua produzione che oggi, nell’offerta del «pacchetto completo chiavi in mano», propone una gamma completa di sei diversi generatori a ventola il cui «leader», il TF10, nel 2016 è stato venduto nel numero di 1550 esemplari,  e sei lance, dal modello TL6 al modello Safyr. «Già nel 2005 – racconta Gummerer -  ci eravamo convinti che il numero di aziende operanti nel settore si sarebbe ridotto e ci eravamo chiesti cosa fare per emergere tra la concorrenza. Ci eravamo risposti indicandoci tre obiettivi: noi facciamo innanzittuto quello che interessa e serve ai nostri clienti; facciamo tutto quello che è collegato con la neve; facciamo tutto quello che ci permette di fare la tecnologia che ci siamo costruiti in casa». Vuol dire specializzazione estrema, continua innovazione, rapporto strettissimo di collaborazione con la committenza, valorizzazione del proprio know-how.

Se ne va uno dei fondatori,
arrivano nuove iniziative
Nel 2007 succede che uno dei fondatori, il cugino Georg Eisath, decida di abbandonare la società per dedicarsi  ad un’altra impresa, rilevando  la gestione del polo sciistico di Passo Carezza. Il distacco è amichevole, Eisath lascia un’impresa ormai consolidata e lanciata verso il futuro. Nel 2010 sorge dal niente la nuova, grande, modernissima sede di Via Piero Agostino con le sue ampie vetrate piene di luce, la sua officina attrezzatissima, la sua mensa interna per i dipendenti, il vasto spazio per le gioiose feste aziendali, il suo sistema di videoconferenza per poter tenere in contatto diretto tutte le presenze Technoalpin nel mondo. Nel 2012 avviene l’acquisizione della francese York Neige e della Innovag, piccola ditta tedesca che però è specializzata  nell’importante segmento dei cannoni speciali per attività indoor. Con la fondazione della consociata EmiControls parte una diversificazione che porta in nuovi ambiti di applicazione la tecnologia maturata negli anni nella produzione di neve tecnica. «Produciamo generatori che sparano acqua nebulizzata, modelli  operativi nel settore antincendio dove è molto spesso più importante raffreddare un ambiente a rischio che spegnere delle fiamme e nel settore industriale della cave o dei grandi cantieri per abbattere le polveri. È un’iniziativa che sta presentando interessanti margini di sviluppo e già produce da sola un fatturato di quattro milioni di Euro».  Neve finissima e croccante è invece quella prodotta per un’altra diversificazione sempre studiata e resa possibile con il lavoro del centro ricerca e sviluppo, vale a dire le «cabine del freddo» da abbinare  alle saune nei grandi resort e nei centri benessere per scambiare velocemente il calore corporeo in una salutare frustata di energia. Erich Gummerer ci fa vedere e ci spiega le nuove «invenzioni» prodotte dalla Technoalpin nella vecchia e gloriosa sede di via Copernico. Poi si torna nella nuova sede dove l’unica cosa che non si può fotografare sono i prototipi del nuovo generatore di neve  TR8 «che sarà una vera rivoluzione». Si cammina di buon passo alla Technoalpin di Bolzano. È sempre stato così fin dalla sua nascita. E ogni passo è una rivoluzione che guarda al futuro.                     n