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Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita

Il controllo sui perni delle rulliere:
sta arrivando… una rivoluzione

L’azienda torinese guidata da Alessandro Rossi, specializzata da decenni nell’elaborazione di controlli con metodi non distruttivi sugli impianti a fune, sta mettendo a punto un sistema di diagnostica ad ultrasuoni che consente di valutare «dall’esterno» il grado di usura dei perni senza dover smontare la rulliera. Si tratta di un’idea e di una scommessa a cui si sta lavorando da oltre un anno in laboratorio e che avrà una decisiva verifica la prossima estate con i test da effettuare direttamente su alcuni impianti. Per gli esercenti impiantistici ci sarebbe la possibilità di un abbattimento dei costi nelle operazioni periodiche di controllo e, nello stesso tempo, l’opportunità di valutazioni più frequenti e fedeli

Sta nascendo un innovativo e, per certi aspetti, rivoluzionario procedimento di «controllo non distruttivo» nella nuova sede di Corso Peschiera, a Torino, che la SATECO di Alessandro Rossi inaugurerà in aprile con «una festa tra amici».  «Stiamo sperimentando - spiega il titolare -  un nuovo sistema ad ultrasuoni per verificare lo stato di usura dei perni delle rulliere su cui scorrono le funi degli impianti di risalita senza che vi sia la necessità di smontarle per procedere a quello che rientra tra i controlli periodici obbligatori previsti dalla normativa vigente. Fino ad oggi abbiamo lavorato con prove effettuate su perni smontati. In estate procederemo alla fase successiva, trasferendo e verificando “sul campo”, direttamente su alcuni impianti di risalita, quello che si è sperimentato in laboratorio». La notizia non è da poco per il mondo dell’impiantistica funiviaria, per i costruttori e soprattutto per gli esercenti che avrebbero la possibilità di abbattere i costi derivanti dall’operazione di smontaggio pur potendo aumentare gli interventi di controllo sullo stato di salute di quel cilindro di metallo pieno che è «un pezzo» fondamentale nella sicurezza del sistema-impianto. «È una scommessa che contiamo di vincere – continua Rossi – precisando subito che il nostro sistema non pretende di sostituire integralmente lo smontaggio, sempre e assolutamente necessario qualora siano riscontrati problemi oggettivi al pezzo. Ma un conto è smontare una rulliera che ha dei problemi seri e un conto è smontarla per i controlli. A nostra conoscenza non c’è nessuno che stia facendo una sperimentazione del genere sui perni, che sono componenti specifici degli impianti a fune. E siamo incoraggiati e stimolati a procedere anche da alcuni positivi contatti come quello che abbiamo avuto con alcuni costruttori».

Nella sede – museo
tra passato e futuro
La notizia e i suoi contenuti tecnici saranno approfonditi più avanti, dopo alcune necessarie presentazioni introduttive relative al nostro interlocutore, un piemontese dagli occhi azzurri e dal sorriso arguto che ha fatto della nuova sede della sua società uno straordinario, gradevolissimo luogo d’incontro (chi può veda di non mancare assolutamente all’inaugurazione «ufficiale» di aprile) tra il passato e il futuro.  Alessandro Rossi, 52 anni il prossimo 17 maggio, sposato dal 1992 con Cristina Gazzola e padre di Ludovica (14 anni), buon sciatore da diporto («A Clavière»), coltiva («Da 15 anni circa…») una passione sempre più divorante («Sì, adesso sono partito un po’ per la tangente e la cosa sta prendendo una piega inquietante», ammette con sorridente autoironia) per una forma particolare di collezionismo che potremmo definire «antiquariato funiviario». Nei locali della SATECO, società di servizio specializzata nei controlli con metodi non distruttivi su qualsiasi tipologia di impianti a fune, non si trovano solo i computers, i macchinari e il laboratorio dove si perfezionano e si progettano nuove soluzioni tecnologiche («Per tutti i nostri tipi di intervento sulle funi stiamo completando la transizione definitiva dall’analogico al digitale») ma anche migliaia di cartoline in bianconero e copertine di giornali d’epoca che ricoprono pareti, posters d’antan, decine di vecchie targhe metalliche su cui campeggiano nomi celebri e nomi estinti di società impiantistiche, plastici-giocattolo di impianti a fune, pezzi di vecchi skilift e antiche seggiovie, oggetti, cartelli, reperti vari di un glorioso tempo che fu. Un vero e proprio minimuseo nato da una molla «che è scattata per caso, ho cominciato a vedere, a interessarmi, a prendere qua e là e adesso…». Adesso non si dice proprio che questo amore adulterino stia mettendo a rischio il matrimonio («Mia moglie in effetti è un po’ gelosa e a casa non vuol vedere niente di tutto questo») ma è lui stesso a immaginare il rischio di non riuscire più a frenare («Una specie di dipendenza? Non esageriamo, però…ho un bel po’ di altra roba in giro…»).

Trent’anni di lavoro
al servizio della sicurezza
D’altra parte la montagna bianca, gli impianti a fune sono nella sua vita e sono il suo lavoro ormai da trent’anni esatti, da quando, nel 1987, il ventiduenne giovane perito tecnico industriale reduce dal servizio civile affiancò il padre nell’attività che aveva avviato due anni prima insieme a un collega. Fulvio Rossi e il suo amico Giancarlo Berruti lavoravano negli uffici tecnici del Politecnico di Torino, già impegnati anche nell’attività di controllo sugli impianti a fune. Nel 1985 decisero di mettersi in proprio e fondarono la SATECO. Il signor Fulvio è morto prematuramente a 58 anni nel 1998 ma nel frattempo Alessandro si era impadronito del mestiere nel periodo in cui, nel frattempo, si erano imposti sul mercato i «controlli non distruttivi» che un grande esperto come Italo Piazza aveva contribuito a trasmettere nel know-how della società torinese. Oggi SATECO è una realtà di servizio composta da sette tecnici (più due impiegate) che opera nel suo settore con diversi metodi, dalla tecnica magneto-induttiva al controllo visivo, dal controllo con liquidi penetranti al controllo con magnetoscopia, al controllo con ultrasuoni. I suoi clienti sono quasi tutte le società impiantistiche del Piemonte e della Valle d’Aosta; il suo vangelo è il «piano controlli» di ognuna; il suo credito è il lavoro delicatissimo di indagine che deve valutare lo stato di salute delle funi e delle diverse componenti meccaniche dell’impianto. Ad esempio, per tornare a bomba, i perni delle rulliere.

Dall’ultrasuono tradizionale
all’ultrasuono «geniale»
«Il loro problema è l’usura progressiva della superficie su cui ruotano le boccole che fanno scorrere le funi in cima ai piloni dell’impianto. Sono previsti dei parametri di deterioramento oltre i quali il perno va sostituito. Noi stiamo sviluppando un sistema di controllo ad ultrasuoni capace di rilevare difetti che con l’ultrasuono convenzionale non si vedono» . «Abbiamo lavorato sul settaggio dei parametri di un apparecchio che opera con la tecnologia Phased Arrey studiata per il controllo delle saldature – dice l’ingegner Daniele Adamo, 35 anni, sardo di Alghero, laureato al Politecnico di Torino nel 2010, assunto in SATECO nel 2011 – e in laboratorio abbiamo ottenuto il risultato di poter passare dalla valutazione A- scan, volumetrica  da un estremo all’altro del perno, con onde longitudinali, alla valutazione settoriale capace di “sentire” anche le imperfezioni di superficie. Naturalmente è fondamentale avere i disegni in mano e riferirsi strettamente alla geometria del perno da esaminare ma con il sistema che stiamo sviluppando, attraverso la sonda che viene applicata ad una delle estremità del perno e che trasmette vibrazioni all’interno del corpo metallico, potremo avere in contemporanea la visualizzazione della valutazione convenzionale e di quella settoriale, vale a dire un check-up assolutamente completo e affidabile». Guardando avanti, l’operatore incaricato del controllo potrà svolgere il suo intervento direttamente in linea, su ognuno dei perni delle diverse rulliere dell’impianto. Se il sistema funziona non sarà più necessario ogni volta, a prescindere, smontare tutte le rulliere. «Ci stiamo lavorando da un anno e mezzo – dice Rossi – con un investimento di 30 mila Euro e un numero imprecisato ma sterminato di ore dedicate allo studio e alla sperimentazione. Vedremo come andranno i decisivi test questa estate. E poi vedremo come collocare questo nuovo tipo di controllo nel quadro della normativa vigente. Noi ci mettiamo l’idea, che non è brevettabile. Ma se se ne occupa solo la SATECO non si va avanti. Ci deve credere qualcun altro che collabori con noi per sviluppare il progetto». Amici cercansi. Per inaugurare la nuova sede della SATECO di Torino e per fare insieme un altro, piccolo salto nel futuro. E se qualcuno avesse qualche pezzo di una seggiovia del 1958 sa dove portarlo…

www.satecosas.com

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita
Il futuro corre sopra un fil di fune

L’azienda di Cinisello Balsamo, protagonista in Italia nel settore dei prodotti per sollevamento, è partner nel nostro Paese della ArcelorMittal Bourg-en-Bresse, leader mondiale nella produzione di funi di acciaio, forte di una storia centenaria e di una capacità di innovazione che ha condotto alla rivoluzionaria soluzione adottata sull’impianto della cabinovia urbana di Brest con l’integrazione tra i trefoli e la fibra ottica. Insieme propongono al mercato italiano le migliori risposte e soluzioni per qualsiasi applicazione delle funi metalliche

A Bourg-en-Bresse, cittadina francese di 40 mila abitanti capoluogo del dipartimento di Ain nella regione di Alvernia-Rodano-Alpi, c’è l’azienda che produce le funi in acciaio tecnologicamente più avanzate del mondo, capaci non solo di sostenere e portare verso l’alto in assoluta sicurezza qualsiasi impianto di risalita ma capaci di sostenere e portare avanti la sfida con il futuro con soluzioni d’avanguardia, come nel caso della cabinovia di Brest di cui parleremo più avanti. Questa azienda è stata fondata nel lontanissimo 1906 con il nome di «Câbleries de Bourg»; più tardi si è resa famosa come «Tréfileurope» prima di essere incorporata nel gruppo ArcelorMittal, colosso mondiale dell’acciaio da 58 miliardi di dollari di fatturato nato dalla fusione di due tra le più grandi aziende del settore, la Arcelor e la Mittal Steel Company, avvenuta nel 2006. Lo stabilimento di Bourg-en-Bresse ha iniziato la sua attività con la produzione di funi per miniere. Da quel tipo di produzione, costantemente migliorata negli anni in prestazioni e capacità di durata, l’azienda ha tratto le competenze e le esperienze per allargare progressivamente il proprio impegno produttivo ad altri campi di utilizzazione quali il sollevamento, i sistemi di ormeggio offshore, le strutture di ancoraggio e, appunto, il trasporto funiviario. Nel corso della sua storia secolare si è costruita una reputazione internazionale nella produzione di funi di acciaio ad alta tecnologia e oggi, con l'attuazione di una politica di gestione illuminata, strutturata su una moderna organizzazione aziendale,  forti investimenti,  continuo lavoro di ricerca e sviluppo, stretta collaborazione con i propri clienti, ArcelorMittal Bourg-en-Bresse è da considerare sicuramente leader mondiale nel settore delle funi per impianti di risalita, un riferimento obbligato per affidabilità e innovazione.  Nel 2016 è stata in grado di fare nettamente la differenza rispetto a qualsiasi concorrenza fornendo una soluzione d’avanguardia per la prima cabinovia urbana realizzata in Francia, a Brest: l’integrazione con la tecnologia in fibra ottica. Due tubi con fibre ottiche sono stati inseriti all’interno della fune portante dell’impianto del diametro di 50 mm e della lunghezza di 2 510 metri; a questa fune si è aggiunta quella traente da 25 mm di diametro lunga 1960 metri. In totale, più di 40 tonnellate di fune, su misura per questa applicazione intensiva di Brest, sono state prodotte nello stabilimento di Bourg-en-Bresse.

Interventi prestigiosi
ai quattro angoli del mondo
Le funi della ArcelorMittal Bourg-en-Bresse sono naturalmente protagoniste assolute in Francia, sugli impianti delle più famose stazioni sciistiche transalpine come L'Alpe d'Huez, La Plagne / Les Arcs, Val d'Isère, Les 3 Vallées ma il loro livello di qualità si sta imponendo sempre più ai quattro angoli del mondo, sia nell’ambiente tradizionale della montagna bianca e degli sport invernali che nel settore emergente del trasporto urbano. Dalla Cina con la preparazione dei giochi olimpici di Beijing, passando per Hong Kong e la sua spettacolare «Peak Tramway» fino al Nord America, dove ha fornito funi 6-trefoli come un modello da 52 mm. di 5200 metri a Le Mont Ste Anne o un modello 45 mm. di 4730 metri al Vancouver Olympic Stadium di Whistler Mountain, in Canada, ArcelorMittal è sempre stata presente per raggiungere le vette e trasportare milioni di persone. E sulla base della sua esperienza si propone come un forte partner per lo sviluppo delle aziende impiantistiche e nel sostegno ai progetti più impegnativi anche in Italia, dove l’ ArcelorMittal Bourg-en-Bresse ha trovato nella FAS una affidabile partner da più di vent’anni.
Protagonista attiva
sul mercato italiano

Costituita nel 1980, la FAS  S.p.A. (Funi e Attrezzature per il Sollevamento) con  sede centrale a Cinisello Balsamo (Milano) e diverse unità operative distaccate sul territorio nazionale,  in  questi anni è cresciuta costantemente sul mercato della progettazione, costruzione, commercializzazione di prodotti per sollevamento. Grazie ad un servizio di alta qualità alla clientela che comprende corsi di formazione e addestramento per la sicurezza sul lavoro e verifiche periodiche delle attrezzature di sollevamento, si è imposta come leader nel settore sul mercato italiano. Insieme a ArcelorMittal lavora per fornire anche nel nostro Paese le migliori risposte e soluzioni per qualsiasi applicazione delle funi metalliche, comprese le nuove installazioni o le sostituzioni funiviarie.
www.fasitaly.com

 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Software avanzatissimi per
l’accoglienza «chiavi in mano»

L’azienda austriaca leader nel settore dello skiservice rappresentata in Italia dalla filiale guidata da Christian Thaler ha sviluppato da tempo sistemi informatici che consentono di interfacciare perfettamente la gestione degli spazi di noleggio e deposito dell’attrezzatura con il ticketing delle società impiantistiche. In questo modo il «pacchetto completo» nelle modernissime «strutture integrate di accoglienza» proposte da Wintersteiger diventa un’offerta estremamente qualificante per le società degli impianti nei confronti della clientela turistica

L’ultimissimo gol (in ordine cronologico) è la fornitura alla Scuola Sci di Ortisei dell’esclusivo software per la gestione informatica del «traffico» e del controllo attrezzi nei cinque punti di noleggio presso i quali sono disponibili per i turisti duemila paia di sci. «Quest’ inverno i maestri di Ortisei ci hanno chiesto di sostituire il loro vecchio sistema con il nostro che è più avanzato e, oltre a gestire tutti i movimenti di prenotazione e contabilità, si interfaccia con il lavoro del laboratorio di manutenzione per il controllo e la verifica degli attacchi di sicurezza, argomento fondamentale e particolarmente sentito in Alto Adige». Christian Thaler, poco più di quarant’anni, sposato con Verena e padre di due figli  (Elias e David), ex atleta delle Fiamme Oro, è il giovane e brillante direttore della filiale italiana di Wintersteiger, l’azienda austriaca leader nel comparto dello skiservice, da quando è stata aperta, nel 2000. Da allora, lungo un percorso di costante crescita commerciale, alla distribuzione delle macchine e dei robot per il trattamento e la manutenzione dell’attrezzatura sciistica, core business originario dell’azienda,  si è aggiunta in termini sempre più consistenti e convincenti la fornitura  alle società impiantistiche  del pacchetto «chiavi in mano» per l’allestimento degli spazi di noleggio e deposito dell’attrezzatura da collocare in genere alla partenza degli impianti di arroccamento delle stazioni sciistiche. Un servizio aggiuntivo che le società impiantistiche hanno dimostrato di apprezzare sempre di più come importante fattore attrattivo nei confronti degli sciatori-clienti, tanto più importante da quando questo servizio ha potuto perfettamente integrarsi anche sul piano gestionale con i sistemi di ticketing delle diverse società. «È del 2004/2005  la nascita del  nostro esclusivo software  per il noleggio che consente di interfacciarsi con lo skipass di accesso agli impianti di risalita e quindi di collegare integralmente tutti i momenti e tutti i punti di contatto nel rapporto tra la domanda del cliente e l’offerta della società degli impianti, dalla prenotazione online al check-in: con lo skipass si entra anche nel deposito 24 ore su 24 e dal deposito si può acquistare lo skipass».  Lo sviluppo del know-how di Wintersteiger nella creazione di  software di gestione ha portato alla fornitura di cui abbiamo parlato all’inizio che apre un orizzonte di sviluppo per tutte le Scuole di Sci e sta perfezionando ulteriormente l’offerta del «pacchetto chiavi in mano» per il noleggio e il deposito che ha visto all’opera quest’inverno un’altra importante realizzazione a Barzio, alla partenza degli impianti di risalita della Valsassina,  per conto della ITB (Imprese Turistiche Barziesi) della famiglia Fossati. Un investimento di oltre 300 mila Euro per dimostrare ai turisti-sciatori quanto è migliore l’offerta del noleggio nella nuova struttura a valle e quanto è comodo integrare il pass con  il deposito della loro attrezzatura.«A Barzio – dice Thaler – abbiamo operato su una superficie di oltre 350 mq in un edificio appositamente ristrutturato dalla società degli impianti e abbiamo prodotto una fornitura completa del nostro "pacchetto" con un robot Mercury di ultima generazione per lo ski service, i sistemi di noleggio per 1200 completi, il deposito sci per 140 persone allestito con armadietti che ospitano sci, scarponi, guanti e caschi. In ognuno di loro è attivo  il meccanismo automatico di asciugatura che entra in funzione di notte contemporaneamente al sistema di disinfezione prodotto da lampade ad ozono attivate da un generatore centrale. Inoltre con il nostro gestionale Easyrent ci interfacciamo con il sistema di ticketing della località e consentiamo ai clienti di accedere al deposito e al noleggio utilizzando lo stesso skipass che usano per salire sugli impianti di risalita. La prenotazione dell'attrezzatura nonché del deposito sci può essere fatta on line o, sul posto, dove si può effettuare il check in digitale su schermo touch in oltre 20 lingue diverse».  Quello di Barzio/Valsassina è soltanto l’ultimo di una serie di interventi che negli ultimi anni Wintersteiger Italia ha realizzato in molte località dell’arco alpino affermando un nuovo, moderno, efficiente modello di accoglienza per lo sciatore-cliente. Tra le più recenti realizzazioni sono da ricordare l’importante  lavoro di Versciaco, in Alta Pusteria, dove sono stati attrezzati il deposito, il noleggio e il laboratorio nell’edificio alla partenza della telecabina del Monte Elmo, e prima ancora erano stati conclusi interventi simili a Riscone di Brunico, Val d’Aora, Corvara, Racines e in altre località. Nell’inverno 2015/16 sono diventate operative, a cura di Wintersteiger Italia, altre numerose «strutture integrate di accoglienza»: a San Vigilio di Marebbe, nello stabile realizzato alla partenza della cabinovia che sale a Plan de Corones (480 armadietti per 1200 posti) , a Selva di Valgardena nel complesso della stazione di partenza della cabinovia Dantercepies con 280 posti, a Siusi alla partenza della cabinovia dell’Alpe di Siusi,  dove al deposito per 500 posti e al noleggio sci si è aggiunto il modello Mercury della gamma di robot Wintersteiger per il trattamento e la manutenzione degli sci. E poi, lo scorso inverno si è attivato anche l’allestimento di Madonna di Campiglio di fronte alla telecabina del Grosté, ricavato in uno spazio sotto la stazione di partenza della seggiovia Fortini ristrutturato con un investimento di 200 mila Euro dalla società Funivie e dato in gestione al noleggiatore Gilberto Vidi. Anche in questo caso fornitura del «pacchetto completo» con l’allestimento di un deposito da 45 armadietti per 120 posti.
www.wintersteiger.com

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
Medaglia d’oro
nella gara della sostenibilità

Ai Campionati Mondiali di sci alpino che si sono svolti in febbraio a St.Moritz , la flotta di PistenBully supportata dalla sapienza programmatrice del sistema satellitare SNOWsat ha vinto la sfida che si era prefissa insieme ad Adrian Jordan della Engadin St. Moritz Mountains AG: dare a questo appuntamento iridato del 2017 il primato di sostenibilità nella gestione delle piste con un netto risparmio dei costi su tutti i fronti, compresa una perfetta ottimizzazione dei consumi energetici

Si dice che chi ben pianifica è a metà dell’opera. Niente di più vero: St. Moritz l’ha dimostrato con il piano di gestione delle piste che ha condotto al successo dei Campionati Mondiali di sci alpino dello scorso febbraio. Nel 2012 la prestigiosa località svizzera dell’Engadina è stato il primo cliente E+ a livello mondiale. Un impegno ambientale autentico, completato successivamente dal passaggio della flotta alla moderna tecnologia SCR, dall'acquisto di altri 2 PistenBully 600 E+ e, adesso, dall'adozione di SNOWsat su tutti i veicoli. Durante l'estate Adrian Jordan, responsabile tecnico COO presso la Engadin St. Moritz Mountains AG, ed il suo team si sono riuniti ripetutamente con Adrian Mattli, esperto svizzero di SNOWsat, e Florian Profanter, responsabile della Pro Academy, per sviluppare un complesso piano di gestione delle piste. Si è partiti da un'analisi dello «status quo» sotto tutti i principali punti di vista. I dati rilevati hanno costituito la base di partenza per tutte le proposte di ottimizzazione. Il piano si prefigge infatti molti obiettivi:

• maggiore sicurezza di innevamento e migliore qualità delle piste
• riduzione a lungo termine dello sfruttamento delle risorse e dei costi: gasolio, acqua, corrente elettrica, manutenzione e personale
• ottimizzazione di innevamento e preparazione
• definizione e osservanza di un processo di innevamento e di preparazione delle piste

• metodo di innevamento unitario
• gestione sostenibile dell'acqua
• impiego a regola d'arte e massimo sfruttamento di SNOWsat
• acquisizione e valutazione dei parametri di processo
• aumento della pianificabilità della produzione di neve tecnica
• qualificazione degli operatori (costruzione e preparazione delle piste)
• professionalizzazione del team di addetti all'innevamento e di operatori battipista


Insieme a Lisa Zimmermann
nel fantastico mondo del freestyle


Con la sponsorizzazione di Lisa Zimmermann, PistenBully dà per la prima volta il proprio sostegno ad una campionessa del mondo in carica. Per i prossimi due anni, la freestyler ventenne indosserà anche il logo di PistenBully. Accanto a Daniel Bohnacker, sci crosser olimpionico, Kässbohrer Geländefahrzeug AG sponsorizza così anche un'altra atleta che ha partecipato alle Olimpiadi di Sochi. Benché appena ventenne, la freestyler tedesca ha alle sue spalle già diversi successi: come campionessa del mondo in carica di slopestyle fa parte della squadra nazionale della Federazione Tedesca Sport Invernali per la disciplina del freestyle . Ha già vinto per tre volte la «Nine Queens» e si è aggiudicata nel 2013/14 la Coppa
del Mondo generale nello slopestyle e nel 2015 la medaglia d'oro ai Campionati del Mondo. Anche nell'ultima edizione del BigAir di Milano ha conquistato il gradino più alto del podio. È lei la prima donna al mondo ad aver eseguito un «Double 12» con doppia capovolta e tre avvitamenti e mezzo.
Ma in fondo non c'è da stupirsi, visto che le radici sportive della Zimmermann affondano nel terreno del pattinaggio artistico su ghiaccio. Le sue prestazioni sono state applaudite con entusiasmo anche in Casa Kässbohrer. Lisa, dal canto suo, è entusiasta dell'impegno di PistenBully per le nuove leve: anche lei ha molto a cuore la sponsorizzazione del settore giovanile.
Per questo, entrambe le parti sono liete della firma del contratto: con uno sponsor come PistenBully, Lisa Zimmermann è ben attrezzata per affrontare le prossime due stagioni.
Dita incrociate e i migliori auguri dal team PistenBully, soprattutto per le Olimpiadi 2018.

Confronto tra situazione «attuale»
e situazione «attuabile»

L'acquisizione di numerosi dati e la valutazione delle precedenti metodologie di lavoro ha permesso di individuare i potenziali obiettivi di ottimizzazione e di fornire utili consigli: il potenziale è consistente ovunque, dalla riduzione del regime dei motori all'accorciamento dei tempi di inattività, dalla minore sovrapposizione nella preparazione delle piste fino ai risparmi nella produzione della neve tecnica. Il confronto tra situazione attuale e situazione attuabile, realizzato e presentato nel frattempo da Adrian Mattli e Florian Profanter, è davvero impressionante. Dal 2010 ad oggi i valori di consumo di carburante e di emissione di CO2 si sono ridotti del 15%, mentre per i NOx l'abbattimento è quasi del 25%. Per quanto riguarda la produzione di neve artificiale, si punta ad un 10-15%. Adrian Jordan (nella foto sotto) è rimasto affascinato da questo progetto comune: «Il piano ci ha mostrato in modo evidente che potevamo ottenere netti miglioramenti con una profonda pianificazione del processo di innevamento e di preparazione delle piste. Abbiamo individuato i nostri punti deboli e quindi abbiamo potuto potenziarli in modo mirato. Tutto questo ha aiutato i dirigenti nella pianificazione e i miei collaboratori nel loro lavoro quotidiano. I consigli di Florian Profanter e Adrian Mattli sono stati uno strumento che, nelle mani degli operatori, ha reso il lavoro più trasparente ed efficiente. Così abbiamo raggiunto l'obiettivo di un Campionato del Mondo di sci che si è distinto per il primato di sostenibilità nella gestione delle piste. Adesso, naturalmente, continueremo sempre così».

Passo dopo passo verso l'obiettivo
con 23 PistenBully ecocompatibili
Il primo passo ha avuto inizio già nel 2012 con la modernizzazione preventiva della flotta di PistenBully esistente. Sono stati così acquistati tre PistenBully 600 E+. Un altro forte segnale è stato il passaggio al filtro antiparticolato diesel per tutti i veicoli di nuovo acquisto e la sua installazione a posteriori per le macchine già in servizio. Inoltre, per i Campionati Mondiali del 2017, tutto il parco veicoli PistenBully è stato equipaggiato con la tecnologia SCR di abbattimento delle emissioni. Adesso ci sono 23 PistenBully modernissimi ed eco-compatibili che, conclusi i Mondiali, sono a disposizione  dei turisti per creare piste perfette nel rispetto dell'ambiente.

Attenta gestione delle piste
e risparmio di risorse con SNOWsat
Il secondo tassello dell’operazione sostenibilità è costituito da SNOWsat, il sistema di gestione di piste e flotta con misurazione della profondità della neve. In vista dei  Campionati Mondiali 2017, la maggior parte dei veicoli è stata equipaggiata con SNOWsat. In breve quella di St.Moritz è diventata la flotta più eco-compatibile che si possa immaginare. L'obiettivo era quello di sfruttare con la massima efficienza la neve presente nel comprensorio sciistico. La neve artificiale è stata prodotta con molta parsimonia e in modo estremamente mirato da un impianto di innevamento modernizzato ed automatizzato. SNOWsat mostrava dove la neve era carente e quali impianti andassero attivati per integrarla. I risparmi si sono registrati su tutti i fronti: energia, acqua, tempo, carburante, NOX, CO2, ecc. Inoltre, il terreno subisce meno danni.

Preparazione professionale
dei percorsi con la ProAcademy
Florian Profanter ha elaborato infine, con le parti coinvolte, un piano per la preparazione delle piste di gara secondo gli elevati requisiti richiesti da un Campionato del Mondo: anche su questo fronte sono tante le misure attuabili efficacemente, dalla preparazione del fondo e dalle caratteristiche qualitative delle piste di gara, all'uso dei dati già esistenti sui tracciati e all'ottimizzazione dei costi.

www.pistenbully.it

 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Fiere Convegni
 

L'inverno è al cancelletto di partenza
e Prowinter è il traguardo

Si terrà dal 10 al 12 aprile Prowinter, la fiera di Bolzano dedicata agli operatori del settore neve come noleggiatori e gestori di impianti. Un appuntamento sempre più importante per tracciare il bilancio della stagione invernale che si appresta a partire con il gigante di Sölden e vedrà un forte impulso, anche grazie alle Olimpiadi in Corea. Prosegue da parte di Prowinter la volontà di allargare il proprio raggio d’azione anche alle tematiche della montagna estiva.

Proprio così: la stagione invernale è al cancelletto di partenza, e il countdown verso il primo appuntamento del calendario, il gigante di Sölden del 28 e 29 ottobre, è ormai avviato da tempo. Con la gara sulle nevi austriache si entra in pieno clima invernale e il mercato dello sci, dall’attrezzatura alle località sciistiche, è pronto per rispondere alle esigenze degli sciatori, in tutti i loro aspetti. E se la gara di Sölden apre idealmente la stagione dello sci, l’appuntamento che conclude il ciclo invernale è Prowinter, la fiera “trade” dedicata al business degli sport di montagna in programma a Fiera Bolzano dal 10 al 12 aprile 2018.
 
Prowinter è qualcosa di più di un semplice evento espositivo, perché gli organizzatori l’hanno configurata come piattaforma focalizzata nelle tematiche del noleggio per gli sport alpini e rivolta anche ai gestori di impianti che vogliono conoscere lo stato dell’arte delle infrastrutture per la montagna. 

Uno sguardo al presente e al futuro
Ma non solo, perché Prowinter viene sempre più considerata come luogo di incontro anche per associazioni e sci club, oltre ai negozi specializzati: un palcoscenico di attori che vogliono incontrare l’offerta del mercato a loro dedicata. E nel proprio spirito innovativo, Fiera Bolzano dal 2016 ha introdotto lo Startup Village, un’area riservata alla presentazione di giovani operatori pronti a lanciare nuove idee per il futuro delle discipline della montagna.
Infine Prowinter sarà anche l’occasione per tracciare un bilancio della stagione invernale sotto il profilo agonistico, accogliendo numerose premiazioni di atleti elite (la fiera si terrà due mesi dopo i Giochi Olimpici di PyeongChang in Corea) così come giovani promesse e, naturalmente, i nuovi maestri di sci.
«Siamo fortemente motivati nel voler creare un evento in grado di rispondere a specifiche esigenze del mercato del rental invernale e di tutto ciò che ruota intorno alla pratica degli sport invernali – ha commentato Geraldine Coccagna, Exhibition Manager di Prowinter – stando molto attenti ai segnali che il comparto presenta anche oltre la stagione della neve».
Infatti, da un paio di edizioni, Prowinter ha accolto anche operatori del settore ciclismo, poiché sta crescendo la sovrapposizione di noleggiatori di sci che nel periodo estivo si “convertono” al mondo delle due ruote: «Indubbiamente l’evoluzione delle e-bike ha dato un forte impulso al mercato del rental e, noi siamo sicuramente degli interlocutori in grado di cogliere le opportunità che il settore montagna è in grado di sviluppare» conclude Geraldine Coccagna.
 
Continua Prowinter LAB
Diversificazione e innovazione sono i temi chiave per soddisfare le aspettative dei clienti: i cambiamenti climatici, per esempio, impongono alle destinazioni turistiche di adeguarsi e sviluppare nuove attività da offrire alla clientela tutto l’anno, anche in assenza di neve. Con questo scenario in continuo cambiamento, le decisioni devono essere prese in tempi rapidi e con la maggiore conoscenza possibile di informazioni, ed è per questo che Fiera Bolzano riconferma la propria volontà di far crescere Prowinter LAB, l’Osservatorio sul Noleggio che vuole analizzare il pianeta del noleggio sportivo e consentire agli operatori di prendere decisioni in base a dati oggettivi di mercato.
 
Infine, nell’edizione 2018 torna Alpitec nel programma di Prowinter, il settore B2B per le tecnologie di montagna: una parte espositiva verrà dedicata ai temi delle infrastrutture alpine come gli impianti a fune e quelli per l’innevamento, ma anche agli strumenti per la realizzazione e manutenzione di piste e snowpark, fino alla accessoristica di base.
 
www.prowinter.it

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile
L’esperienza nel Grande Sci
al servizio della sicurezza

L’azienda di San Vito di Cadore mette in campo le competenze e la professionalità che il suo fondatore Silvano Vidori ha maturato in decenni di frequentazione, prima come allenatore e poi come operatore, delle più grandi piste e dei più importanti comprensori sciistici. Dal 2003 la sua attività si è fatta apprezzare in Italia e in Europa per l’eccellente livello di specializzazione nei lavori di messa in sicurezza delle piste da sci ai massimi livelli. E anche nella scorsa stagione non sono mancati numerosi interventi. Vediamo…

LLa ditta VS di San Vito di Cadore opera nell’ambito della messa in sicurezza delle piste da sci, offrendo un’ampia gamma di materiali e accessori con soluzioni personalizzate. L’ha fondata nel 2003 Silvano Vidori, 63 anni, «homme de ski» cortinese che dopo essere stato per diverse stagioni l’allenatore responsabile della squadra nazionale A di discesa al tempo della direzione agonistica di Helmuth Schmalzl, ha svolto dal 1995 al 2003 un’attività di rappresentanza per il Nord Est per la SPM di Brissago Valtravaglia. Vidori è l’allenatore che ha svezzato il talento di Kristian Ghedina da quando il fuoriclasse italiano della discesa libera aveva 14 anni e l’ha fatto crescere fino ai suoi esordi vincenti in Coppa del Mondo. In quella veste ha anche maturato sulle più mitiche piste del Grande Sci conoscenze e competenze specifiche in materia di sicurezza che ne hanno fatto uno dei massimi esperti in particolare nel campo dell’installazione delle reti fisse di protezione di tipo «A».  Forte di questo suo bagaglio di conoscenze e animato da una straordinaria passione per il proprio lavoro, Vidori ha deciso nel 2003 di avviare una sua attività imprenditoriale autonoma per fondare la VS, acronimo del proprio nome e cognome. Appoggiandosi a fornitori qualificati e intrecciando rapporti commerciali costantemente rinsaldati dalla qualità del suo lavoro, in pochi anni ha saputo costruire un «catalogo» di prodotti completo, dalle installazioni alle reti, alle delimitazioni; dalla segnaletica all’accessoristica; dai pali strumentazione di soccorso.  Ha condotto studi di sviluppo dei suoi prodotti in collaborazione con alcune università venete; ha saputo meritarsi l’ingresso tra i fornitori delle gare di Coppa del Mondo (in primis quelle femminili «in casa» a Cortina) e ha lavorato per i Mondiali di sci alpino di Val d’Isère del 2009.  La sua clientela ha potuto apprezzare in particolare i materassi della gamma VS e, soprattutto, componenti e modalità di installazione delle reti fisse di tipo A. Coperto da brevetto è il palo in acciaio a TR alto fino a 8 mt. dalla solida affidabilità e dall’ elegante forma ricurva. Ma, soprattutto e senza bisogno di brevetti, non è assolutamente a rischio di imitazione il know-how che Vidori ha maturato nel particolare e importantissimo segmento produttivo e operativo delle installazioni di tipo A.

Installazioni e materiali
di ultima generazione
Di seguito elenchiamo alcuni dei principali interventi realizzati da VS nella scorsa stagione
• A inizio estate la società Golf Pra delle Torri di Caorle ha contattato la VS per il perfezionamento delle strutture già da in atto nelle precedenti stagioni, con integrazione di due nuove linee. Queste strutture sono fondamentali a tutela dei condomini prospicienti al campo stesso e ad altre aree sportive del centro vacanze.
• Il 25 settembre a Courmayeur è stato inaugurato il nuovo «Centro Tecnico Federale», sede degli allenamenti della nazionale italiana di short track. L’impianto è uno dei pochissimi in Europa a essere dotato a bordo pista di materassi mobili di ultima generazione, senza più alcuna balaustra; un’innovazione che risponde ai più alti standard di sicurezza e che permetterà alla struttura di possedere i requisiti necessari per ospitare competizioni olimpiche.
• La ditta VS si è avvalsa della collaborazione della Dolomiticert, mettendo in campo dei test che rispecchiassero le esigenze della ISU «International Skating Union» nella «Communication 1512 e successiva 1726» in materia di sicurezza per incolumità degli atleti.  Il risultato dei valori di impatto sono stati abbondantemente inferiori agli standard attuali.
• A settembre la VS si è impegnata nel ripristino delle protezioni del comprensorio sciistico del Comune di Rhemes Notre Dame (AO).  L’intervento è consistito nello smantellamento delle vecchie strutture fisse esistenti, sostituite con nuovi pali a C posati su appositi telai affogati nel terreno, previsti con delle diverse calandrature sia per esigenze turistiche sia agonistiche.
• Nella stazione di Sesto Pusteria, la Società Drei Zinnen ha richiesto la consulenza e la progettazione per l’allargamento della pista di rientro da Monte Elmo: struttura realizzata con dei telai e sostegni a sbalzo, che ha consentito un allargamento medio della pista da 3.5 fino a 4 mt.  Sul lato esterno sono stati montati dei sostegni per il fissaggio del tavolato necessario al contenimento della neve e degli ancoraggi per i pali necessari al sostegno della rete di protezione.
• Le piste della Soc. Impianti Scoter di San Vito di Cadore hanno subito gravi danni a seguito dell’evento franoso verificatosi ad agosto 2015.  La VS è intervenuta nel ripristino delle protezioni delle piste danneggiate, posizionando una linea di protezione di circa 400 mt con pali a C e rete sulla pista «Bianca», sul lato destro del colatoio della frana; inoltre ha perfezionato la sicurezza delle piste «Serpentina» e «Caprioli» con pali in fibra Ø 50mm, alti cm 250 e 300, a sostegno di reti B.
• In autunno, in seguito a interventi di ampliamento della parte centrale della pista «Saslong» zona entrata Ciaslat in Val Gardena, sono stati smontati e riposizionati i pali TR di sostegno delle reti, installati la scorsa stagione.  Inoltre in occasione della gara di Coppa del Mondo è stato fornito un particolare tessuto accoppiato: si tratta di una lastra di polietilene ad alta densità accoppiata a un tessuto in PVC, che permette un’alta resistenza all’abrasione nonché l’assorbimento in caso di eventuali impatti. Questo prodotto ha ottenuto ottimi riscontri anche a Cortina, dove la Società Ista ha richiesto questo particolare e innovativo materiale per proteggere il rivestimento interno del tunnel sotterraneo, predisposto per il passaggio dei turisti in zona Duca D’aosta. La Società Drei Zinnen di Sesto ha individuato in questo prodotto un ottimo materiale e lo ha messo in atto a protezione del tavolato in legno della loro bellissima pista di slittino, una delle più lunghe dell’Alto Adige.
www.silvanovidori.it

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile
TAS Nuove tecnologie avanzate
per la sicurezza antivalanghe

Con i suoi collaudati sistemi Gazex®, DaisyBell® e OBell’x®, l’azienda francese del gruppo MND è leader nel mondo per quanto riguarda il distacco programmato di valanghe. Nell’ultimo anno si è impegnata in particolare nello sviluppo di sistemi di monitoraggio delle condizioni meteo e dei siti a rischio valanga. Parallelamente a questi sistemi è stata concepita Nivexc® la palina nivometrica elettronica per la misurazione e la trasmissione real-time dei parametri del manto nevoso nelle zone di distacco delle valanghe. Sempre attenta alle necessità degli utilizzatori dei propri sistemi, TAS ha provveduto anche ad aggiornare il software di comando a distanza e controllo dei sistemi Gazex® e OBell’x®. Con l’ultima versione, Gazex® Manager Evolution, i clienti si troveranno ad utilizzare un programma con tutte le caratteristiche delle versioni precedenti, ma più innovativo, intuitivo e veloce

Senza alcun dubbio la società francese TAS del gruppo MND è da oltre trent’anni il punto di riferimento per il distacco programmato di valanghe. Lo confermano gli oltre 2500 esploditori installati (il primo Gazex® operativo è del lontano 1989) in più di 20 Paesi nel mondo. Il segreto di questo successo si basa su alcuni fattori di per sé molto semplici. Il primo è certamente l’uso di miscele gassose per ottenere, nel luogo e nel momento voluti, l’esplosione necessaria a provocare il distacco delle valanghe; numerosi brevetti e una continua ricerca e sviluppo consentono a TAS di essere l’unico fornitore al mondo di questa tecnologia e di stare sempre un passo avanti agli altri nel campo del distacco programmato. Il secondo fattore è dato dalla passione e dalla professionalità delle persone che lavorano in TAS;  i tecnici che intervengono in fase di sopraluogo, di manutenzione o installazione, gli esperti di valanghe che affiancano i clienti nelle loro scelte, gli ingegneri che continuano a studiare nuove soluzioni per rendere sempre più affidabili i prodotti TAS, il Servizio Commerciale che sa di che cosa parla e che per giusta mentalità cerca di proporre al Cliente l’offerta più corretta dal punto di vista tecnico, economico e della sicurezza ottenuta con l’investimento. Il fatto di operare in molti Paesi e di far fronte a richieste di svariato tipo (a protezione di strade, miniere, case, piste da sci, impianti di risalita, …), ha permesso a TAS di sviluppare una filosofia basata sul concetto che staccare le valanghe è facile e rischioso, mentre staccarle bene è più difficile ma sicuro; e alla fine dei conti anche più vantaggioso in termini economici in quanto permette di risparmiare tempo e denaro.

La ricerca e lo sviluppo costanti
dei software di gestione
Partendo da questo principio, negli ultimi tempi TAS ha incrementato gli sforzi di ricerca e sviluppo nel settore del monitoraggio e del software di gestione dei suoi impianti di distacco che è diventato un vero strumento di gestione delle problematiche legate alla sicurezza valanghe. Il primo aspetto considerato è certamente lo spessore del manto nevoso che si vuole far partire; tutti sanno che staccare un metro di neve fresca è più facile che staccare 30 cm; ma nel contempo staccare un metro di neve mi porterà ad avere valanghe più grandi che raggiungono zone più a valle con conseguenti rischi e tempi di sgombero maggiori. Per conoscere l’altezza del manto nevoso prima e dopo il tiro, TAS in collaborazione con la società di ingegneria Flow-Ing S.r.l., ha avviato già da alcuni anni lo studio di una speciale palina elettronica per la misura dell’altezza del manto nevoso nelle zone di distacco valanghe, atta al posizionamento immediatamente a valle di un Gazex® o un O’Bellx® e progettata in modo tale che possa resistere all’energia dell’esplosione e della valanga nella fase iniziale del distacco. I primi esemplari della citata palina, denominata NivExcTM-GP, sono stati installati nell’autunno 2016 in 2 siti Gazex® (Soldeu ad Andorra e Val Thorens in Francia); i primi risultati relativi alle sperimentazioni ad oggi condotte sono stati senz’altro positivi sia in termini di affidabilità del dispositivo (struttura, elettronica, trasmissione) che di utilità dello stesso quale efficace supporto alle decisioni. In principio la filosofia di tale apparato è la seguente: l’operatore può interrogare a distanza via PC la palina per sapere quanta neve c’è direttamente sotto l’esploditore, decidere in base al PIDA e alla sua esperienza se tirare o aspettare, dopo l’eventuale tiro verificare, sempre da remoto, quanta neve ha staccato e quindi stabilire se la situazione di pericolo è cessata e coordinare meglio la fase di eventuale sgombero neve e riapertura.L’efficacia del monitoraggio e del controllo sui tiri dipende essenzialmente dalle performance del software di gestione e per questo motivo TAS ha sostituito lo storico Gazex® Manager con la nuova versione «Evolution».

Funzionalità dei sistemi
perfettamente sotto controllo
Il nuovo sistema operativo consente di:
• impostare facilmente tiri simultanei o tiri raggruppati, permettendo di guadagnare molto tempo; fare un controllo di tutte le funzionalità del sistema in modo automatico e con la frequenza voluta
• ricevere dei messaggi o mail di allerta in caso di micro fughe di gas o altri problemi;
• controllare la qualità delle connessioni ed individuare eventuali modifiche ai parametri;
• migliorare le statistiche d’uso e dei risultati ottenuti; consentire l’uso di schermi touch screen o tablet per una migliore mobilità.
Naturalmente, oltre a queste nuove implementazioni molto importanti, il software Gazex® Manager Evolution è stato anche migliorato nell’aspetto grafico, è molto più piacevole e facile da usare, e può essere integrato facilmente con software di terze parti per poter avere sotto controllo anche eventuali strumenti complementari come radar, paline NivExcTM, stazioni meteo, Flow-Capt e altri. Ma, al di là del rilevamento delle valanghe provocate, il monitoraggio ambientale riveste senza dubbio una notevole importanza anche in fase di analisi preventiva. Per poter studiare e tenere sotto controllo alcune grandi problematiche legate alle valanghe e al debris flow, TAS ha avviato una collaborazione con Geopraevent, una ditta svizzera specializzata nella produzione di radar e di sistemi di video sorveglianza speciali.
L’obiettivo è quello di tenere sotto controllo una determinata zona con dei radar specifici e altri strumenti in grado di rilevare sia il distacco di valanghe che di colate di terra fin dalla fase iniziale, in ogni condizione meteorologica e di visibilità, anche a grandi distanze. In questo modo l’operatore può essere informato immediatamente via mail o sms del verificarsi dell’evento e il sistema in automatico può accendere dei semafori e abbassare le barriere per chiudere l’accesso alla tratta di strada o ferrovia minacciata dalla valanga o dalla colata di terra. Il sistema è anche dotato di videocamere per riprendere l’evento e di telecamere speciali atte ad individuare la presenza eventuale di persone o animali in determinate aree a rischio (ad esempio prima di iniziare le operazioni di disgaggio).

Le stazioni meteo «facili»  che non richiedono sorveglianza
La proposta TAS per il monitoraggio ambientale si completa con altre due strumentazioni molto importanti per una corretta gestione delle problematiche. Innanzitutto le stazioni meteo della società italiana Techcom che permettono l’acquisizione di dati in maniera semplice, senza sorveglianza e a lungo termine. Altamente personalizzabili, compatte e realizzate con materiali robusti, gestiscono una vasta gamma di sensori, idonei all’utilizzo in condizioni climatiche proibitive.
TAS e Techcom hanno installato nel mondo diverse stazioni meteo, anche in zone estremamente remote e di difficile accesso, e ne controllano la continua affidabilità con un corretto piano di sorveglianza da remoto e manutenzione in situ con tecnici specializzati  Forza e direzione del vento, temperatura e umidità dell’aria e della neve, altezza del manto nevoso, altezza dei fiumi e torrenti, trasporto di neve dal vento (tramite Flow-Capt), sono solo alcuni degli elementi che le stazioni meteo Techcom possono misurare in maniera totalmente autonoma e in continuo; questi strumenti possono essere installati in stazioni complete standard oppure possono costituire delle centraline di rilevamento dati autonome «Node» più economiche e semplici da installare. Parallelamente a questi sistemi viene proposta anche la palina NivExcTM-SP della società Flow-Ing, la palina nivometrica elettronica per la misurazione e la trasmissione real-time dei parametri del manto nevoso nelle zone di distacco delle valanghe. L’ideazione di questo strumento nasce dall’esigenza di conoscere le informazioni riguardanti il profilo stratigrafico del manto nevoso nelle aree di distacco delle valanghe in maniera tempestiva, sicura e accurata ai fini di una ottimale gestione del rischio.  NivExc®-SP rileva costantemente i principali dati relativi al manto nevoso (quali altezza totale, precipitazione ed intensità della nevicata, profilo di temperatura), li trasmette al server così che possano essere analizzati dall’utente in qualsiasi momento. Questo permette di valutare con estrema precisione l’evoluzione del pericolo prima, durante e dopo il verificarsi di eventi critici. E’ uno strumento robusto, affidabile, di facile installazione e limitati costi di gestione; insomma, un complemento di fondamentale utilità alla rete di stazioni nivo-meteo tradizionali esistenti. I server di gestione delle stazioni meteo Techcom e delle paline Niv-ExcTM per la raccolta dei dati consentono l’integrazione di dati provenienti da qualsiasi rete esistente, agevolando notevolmente la consultazione e l’analisi dei dati nel loro insieme e sono entrambi consultabili anche da telefono cellulare e tablet.
www.tas-fr

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita
 

Il titolare dell’azienda di Torino specializzata da decenni nell’elaborazione di  controlli con metodi non distruttivi sugli impianti a fune illustra in questo articolo la importante messa a punto di un sistema diagnostico che consente di valutare «dall’esterno» il grado di usura dei perni senza dover smontare la rulliera: al posto del controllo a ultrasuoni con metodo tradizionale, viene utilizzata la tecnica Phased Array comunemente utilizzata per il controllo di saldature ottenendo un risultato certo, ripetibile e confrontabile.  Con questo nuovo e innovativo «strumento d’indagine» si possono evitare smontaggi inutili con la possibilità di un abbattimento dei costi nelle operazioni periodiche di controllo e, nello stesso tempo, l’opportunità di valutazioni più frequenti e fedeli

di Alessandro Rossi

I controlli ad ultrasuoni (UT) sono da sempre una delle tecniche non distruttive fra le più utilizzate nell’ambito dei controlli non distruttivi degli impianti di risalita. Il Decreto Ministeriale n°23 del 2 gennaio 1985 sancisce e delega ai costruttori degli impianti, affiancati da esperti dei controlli non distruttivi, la preparazione dell’elenco degli «elementi costruttivi, organi meccanici e relative giunzioni saldate contro la cui rottura non esistono nell’impianto efficaci accorgimenti tecnici atti a tutelare la sicurezza dei viaggiatori» (art.4.7 DM23).  Sono nati così i Piani di Controllo (PdC) dei costruttori che, oltre all’elenco degli organi da sottoporre a controllo, hanno stabilito i metodi di controllo non distruttivo e le difettosità ammissibili.
In questo ambito, come è noto, i controlli UT trovano un loro spazio nelle verifiche nelle Revisioni Speciali e in quelle Generali per i controlli di tiranti di fondazione, perni delle pulegge, alberi dei riduttori, perni delle rulliere di linea… Non è di nostra conoscenza una statistica dei difetti rilevati con il metodo UT ma, da atti di convegno, dalla nostra esperienza e dal confronto con operatori del settore, i difetti maggiormente rilevati riguardano gli alberi dei riduttori, i tiranti di fondazione e i perni di linea. Con il recepimento della direttiva europea sugli impianti di risalita, i controlli UT previsti nei manuali di uso e manutenzione (MUM) sono stati molto ridimensionati e spesso sostituiti con controlli visivi (VT) a componenti smontati.Se prendiamo il caso delle rulliere di linea i controlli previsti nel MUM sui perni e sulle saldature dei bilancieri principali e secondari prevedono una verifica con controllo MT allo stato smontato dopo 15 anni di esercizio, una seconda ispezione dopo ulteriori 10, per passare infine alle successive ogni 5 anni.  In alternativa, per gli impianti con un numero di ore elevate di esercizio, la norma prevede, in termini di ore, le seguenti scadenze: entro 22.500 ore per la prima ispezione, entro ulteriori 15.000 ore per la seconda e 7.500 dalla terza. In pratica dopo il 25° anno è previsto lo smontaggio integrale delle rulliere ogni 5 anni o ogni 7.500 ore.Queste scadenze così ravvicinate, oltre a essere molto onerose per gli esercenti, possono essere anche tecnicamente non motivate. In mancanza di degradi evidenti alla vista, come rulliere non in asse, consumi irregolari delle gomme, vistose colature di ruggine, spesso i controlli dei perni risultano di esito positivo.

La nostra tecnica diagnostica:
un controllo efficace

È per queste ragioni che abbiamo cercato una tecnica che permettesse un controllo efficace, ripetibile e confrontabile per il controllo dei perni in opera. E l’abbiamo trovata. In via sperimentale abbiamo applicato, al posto del controllo a ultrasuoni con metodo tradizionale, la tecnica Phased Array comunemente utilizzata per il controllo di saldature. Com’è noto il metodo UT tradizionale utilizza sonde con cristalli con singole frequenze che vanno generalmente da 2 a 4 Mhz ad angolo zero (sonde longitudinali). Il Phased Array utilizza invece più cristalli, che funzionano con multifrequenze e che possono essere indirizzati con opportuni angoli in direzione della superficie del perno in esame. Se prendiamo come esempio i perni di linea, è noto che in esercizio possono insorgere  due tipi di difettosità:
• consumi dovuti alla scarsa lubrificazione del perno specialmente in zona boccole;
• intagli in corrispondenza delle lame delle rulliere.
La prima difettosità si presenta alla vista con una zona più o meno estesa con cavitazioni
localizzate, dopo che lo strato protettivo di indurimento superficiale è stato compromesso. Il secondo inconveniente è responsabile di intagli localizzati nei casi in cui il perno non lavori più in maniera corretta e le lame delle rulliere incidono la superficie dello stesso.
In entrambi i casi la tecnica Phased Array riesce a individuare e a circoscrivere il difetto. Per fare pratica abbiamo fatto eseguire su perni campione degli intagli da 0,2 mm di profondità perpendicolarmente all’asse con l’elettroesosione: siamo riusciti ad individuare perfettamente questi difetti artificiali a profondità anche notevoli dalla testa del perno. Convenzionalmente un perno controllato allo stato smontato viene eliminato dal servizio quando i consumi superficiali (sia dovuto a intagli che a cavitazione) sono nell’ordine del 1%. Per un perno di diametro da 70mm i consumi devono essere inferiori a 0,7mm. Il Phased Array riesce a individuare difetti molto più piccoli.
Nel corso dell’estate, come sperimentazione, abbiamo controllato allo stato montato delle ulliere di cui era previsto lo smontaggio per le revisioni periodiche. Questo ci ha permesso di quantificare l’entità dei consumi a perni montati e verificare subito dopo, a perno smontato, il reale stato di conservazione. I risultati sono stati più che confortanti. Durante l’inverno scorso abbiamo inoltre eseguito anche delle prove su perni scartati nel tentativo di comprendere se la presenza o meno di una boccola lubrificata potesse variare i risultati. Sono quindi state fatte delle verifiche su perni smontati e puliti, individuando la taratura più efficace per mettere in luce il difetto. In seguito il perno è stato lubrificato e inserito nella sua boccola simulando una situazione reale di montaggio: utilizzando gli stessi parametri usati in precedenza, la risposta è stata pressoché identica con ecogrammi sovrapponibili. Com’è facilmente immaginabile la geometria dei particolari da sottoporre a controllo influenza l’esito dei risultati, creando zone d’ombra o difficilmente accessibili. Non tutti i perni sono controllabili poiché fori o chiavette particolarmente accentuate impediscono la propagazione delle onde ultrasonore. Ultimamente, su un impianto di recente realizzazione con 5 anni e 6730 ore di esercizio, abbiamo controllato una ventina di perni dei bilancieri a 4 rulli, con l’intenzione di seguire nel corso dei prossimi anni l’evoluzione del segnale. Riteniamo, in conclusione, che il metodo Phased Array sia interessante perché apre una  prospettiva nuova per i controlli, in quanto rappresenta una tecnica che prima non era applicata a questi componenti e può facilmente sostituire metodi di controllo che prevedono smontaggi, garantendo comunque gli standard di sicurezza. L’auspicio è che nella progettazione dei perni siano considerate le geometrie che facilitino l’applicazione di questa tecnica. Inoltre il controllo è ripetibile e confrontabile e permette di seguire l’evoluzione di anomalie per valutare l’opportunità degli smontaggi per la sostituzione dei perni.
www.satecosas.com

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita
 


Dopo la cabina Symphony 3S, Leitner ropeways presenta ora un nuovo modello: la Symphony 10.  In aggiunta al modello Diamond, viene così a crearsi un’interessante offerta di alta gamma nel segmento delle cabine a 10 posti. La nuova cabina, con prestazioni superiori in termini di spazio, comfort ed esperienza di viaggio, debutta in prima mondiale con la cabinovia Piz Seteur in Val Gardena. La novità della Symphony 10, un gioiello sul fronte del design, è che offre più comfort ai passeggeri, dal momento in cui salgono a bordo sino a quando scendono. Comodità che si percepiscono già al momento dell’imbarco, molto più ampio rispetto alla cabina 10 posti della serie Diamond. Le porte scorrevoli, inoltre, fanno sì che al momento dell’apertura il meccanismo non arrechi disturbo ai passeggeri che si trovano vicino alla porta. Le vetrate panoramiche, che arrivano fino al soffitto, garantiscono inoltre la massima ampiezza di vedute e una sensazione di particolare «ariosità» durante tutto il viaggio.  Con la Symphony 10  Leitner ropeways ha ampliato il piano dei sedili e li ha leggermente distanziati tra loro, aumentando così ulteriormente il comfort individuale. Lo spazio extra si deve principalmente al nuovo design della cabina che, essendo più larga anche verso l’alto e quindi più ampia, permette di avere più posto per ciascun passeggero. Grazie alla nuova configurazione delle strutture portanti verticali risultano migliorati anche gli allestimenti interni, come le panche e le maniglie. Le strutture portanti più piatte consentono l’applicazione di strisce a LED per l’illuminazione dei contorni della cabina. All’interno il massimo del comfort, all’esterno il non plus ultra del design: il telaio principale e il profilo esterno non si discostano dal design Pininfarina della cabina Symphony 3S, che ad oggi rappresenta un vero salto di qualità sul mercato funiviario per ciò che riguarda gli standard di progettazione. In linea con il design esterno è però anche l’interno della cabina, con sedili dal design automobilistico in vera pelle.  I passeggeri della nuova cabinovia 10 posti Piz Seteur in Val Gardena saranno i primi a ammirare dal vivo e in prima persona la cabina Symphony 10. Ai piedi del Sassolungo infatti , nella prossima stagione invernale, avverrà il debutto del nuovo prodotto di punta di Leitner ropeways. Le 77 cabine, caratterizzate da un elegante accostamento cromatico di nero e blu, trasporteranno 3450 persone all’ora .   Oltre a questa novità, il progetto della Piz de Sella S.p.A. segna anche un altro esordio in Italia: la copertura della stazione intermedia, infatti, è la prima a livello nazionale con design Pininfarina. Una particolarità sul versante tecnico sarà la zona di accesso presso la stazione a valle. Leitner ropeways ha sviluppato una soluzione personalizzata per il cliente per agevolare l’accesso in cabina: nella stazione, infatti, transitano sei cabine aperte per una durata di 65 secondi, lasciando tempo e spazio a sufficienza per salire in tutta comodità. Igor Marzola, titolare del comprensorio sciistico Piz Sella, esprime soddisfazione per la «soluzione su misura chiavi in mano»: «Siamo felicissimi – ha detto -  di aver trovato in Leitner un partner in grado di soddisfare tutte le nostre esigenze con soluzioni tecnologiche di alto livello».
www.leitner-ropeways.com