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Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile
TAS Nuove tecnologie avanzate
per la sicurezza antivalanghe

Con i suoi collaudati sistemi Gazex®, DaisyBell® e OBell’x®, l’azienda francese del gruppo MND è leader nel mondo per quanto riguarda il distacco programmato di valanghe. Nell’ultimo anno si è impegnata in particolare nello sviluppo di sistemi di monitoraggio delle condizioni meteo e dei siti a rischio valanga. Parallelamente a questi sistemi è stata concepita Nivexc® la palina nivometrica elettronica per la misurazione e la trasmissione real-time dei parametri del manto nevoso nelle zone di distacco delle valanghe. Sempre attenta alle necessità degli utilizzatori dei propri sistemi, TAS ha provveduto anche ad aggiornare il software di comando a distanza e controllo dei sistemi Gazex® e OBell’x®. Con l’ultima versione, Gazex® Manager Evolution, i clienti si troveranno ad utilizzare un programma con tutte le caratteristiche delle versioni precedenti, ma più innovativo, intuitivo e veloce

Senza alcun dubbio la società francese TAS del gruppo MND è da oltre trent’anni il punto di riferimento per il distacco programmato di valanghe. Lo confermano gli oltre 2500 esploditori installati (il primo Gazex® operativo è del lontano 1989) in più di 20 Paesi nel mondo. Il segreto di questo successo si basa su alcuni fattori di per sé molto semplici. Il primo è certamente l’uso di miscele gassose per ottenere, nel luogo e nel momento voluti, l’esplosione necessaria a provocare il distacco delle valanghe; numerosi brevetti e una continua ricerca e sviluppo consentono a TAS di essere l’unico fornitore al mondo di questa tecnologia e di stare sempre un passo avanti agli altri nel campo del distacco programmato. Il secondo fattore è dato dalla passione e dalla professionalità delle persone che lavorano in TAS;  i tecnici che intervengono in fase di sopraluogo, di manutenzione o installazione, gli esperti di valanghe che affiancano i clienti nelle loro scelte, gli ingegneri che continuano a studiare nuove soluzioni per rendere sempre più affidabili i prodotti TAS, il Servizio Commerciale che sa di che cosa parla e che per giusta mentalità cerca di proporre al Cliente l’offerta più corretta dal punto di vista tecnico, economico e della sicurezza ottenuta con l’investimento. Il fatto di operare in molti Paesi e di far fronte a richieste di svariato tipo (a protezione di strade, miniere, case, piste da sci, impianti di risalita, …), ha permesso a TAS di sviluppare una filosofia basata sul concetto che staccare le valanghe è facile e rischioso, mentre staccarle bene è più difficile ma sicuro; e alla fine dei conti anche più vantaggioso in termini economici in quanto permette di risparmiare tempo e denaro.

La ricerca e lo sviluppo costanti
dei software di gestione
Partendo da questo principio, negli ultimi tempi TAS ha incrementato gli sforzi di ricerca e sviluppo nel settore del monitoraggio e del software di gestione dei suoi impianti di distacco che è diventato un vero strumento di gestione delle problematiche legate alla sicurezza valanghe. Il primo aspetto considerato è certamente lo spessore del manto nevoso che si vuole far partire; tutti sanno che staccare un metro di neve fresca è più facile che staccare 30 cm; ma nel contempo staccare un metro di neve mi porterà ad avere valanghe più grandi che raggiungono zone più a valle con conseguenti rischi e tempi di sgombero maggiori. Per conoscere l’altezza del manto nevoso prima e dopo il tiro, TAS in collaborazione con la società di ingegneria Flow-Ing S.r.l., ha avviato già da alcuni anni lo studio di una speciale palina elettronica per la misura dell’altezza del manto nevoso nelle zone di distacco valanghe, atta al posizionamento immediatamente a valle di un Gazex® o un O’Bellx® e progettata in modo tale che possa resistere all’energia dell’esplosione e della valanga nella fase iniziale del distacco. I primi esemplari della citata palina, denominata NivExcTM-GP, sono stati installati nell’autunno 2016 in 2 siti Gazex® (Soldeu ad Andorra e Val Thorens in Francia); i primi risultati relativi alle sperimentazioni ad oggi condotte sono stati senz’altro positivi sia in termini di affidabilità del dispositivo (struttura, elettronica, trasmissione) che di utilità dello stesso quale efficace supporto alle decisioni. In principio la filosofia di tale apparato è la seguente: l’operatore può interrogare a distanza via PC la palina per sapere quanta neve c’è direttamente sotto l’esploditore, decidere in base al PIDA e alla sua esperienza se tirare o aspettare, dopo l’eventuale tiro verificare, sempre da remoto, quanta neve ha staccato e quindi stabilire se la situazione di pericolo è cessata e coordinare meglio la fase di eventuale sgombero neve e riapertura.L’efficacia del monitoraggio e del controllo sui tiri dipende essenzialmente dalle performance del software di gestione e per questo motivo TAS ha sostituito lo storico Gazex® Manager con la nuova versione «Evolution».

Funzionalità dei sistemi
perfettamente sotto controllo
Il nuovo sistema operativo consente di:
• impostare facilmente tiri simultanei o tiri raggruppati, permettendo di guadagnare molto tempo; fare un controllo di tutte le funzionalità del sistema in modo automatico e con la frequenza voluta
• ricevere dei messaggi o mail di allerta in caso di micro fughe di gas o altri problemi;
• controllare la qualità delle connessioni ed individuare eventuali modifiche ai parametri;
• migliorare le statistiche d’uso e dei risultati ottenuti; consentire l’uso di schermi touch screen o tablet per una migliore mobilità.
Naturalmente, oltre a queste nuove implementazioni molto importanti, il software Gazex® Manager Evolution è stato anche migliorato nell’aspetto grafico, è molto più piacevole e facile da usare, e può essere integrato facilmente con software di terze parti per poter avere sotto controllo anche eventuali strumenti complementari come radar, paline NivExcTM, stazioni meteo, Flow-Capt e altri. Ma, al di là del rilevamento delle valanghe provocate, il monitoraggio ambientale riveste senza dubbio una notevole importanza anche in fase di analisi preventiva. Per poter studiare e tenere sotto controllo alcune grandi problematiche legate alle valanghe e al debris flow, TAS ha avviato una collaborazione con Geopraevent, una ditta svizzera specializzata nella produzione di radar e di sistemi di video sorveglianza speciali.
L’obiettivo è quello di tenere sotto controllo una determinata zona con dei radar specifici e altri strumenti in grado di rilevare sia il distacco di valanghe che di colate di terra fin dalla fase iniziale, in ogni condizione meteorologica e di visibilità, anche a grandi distanze. In questo modo l’operatore può essere informato immediatamente via mail o sms del verificarsi dell’evento e il sistema in automatico può accendere dei semafori e abbassare le barriere per chiudere l’accesso alla tratta di strada o ferrovia minacciata dalla valanga o dalla colata di terra. Il sistema è anche dotato di videocamere per riprendere l’evento e di telecamere speciali atte ad individuare la presenza eventuale di persone o animali in determinate aree a rischio (ad esempio prima di iniziare le operazioni di disgaggio).

Le stazioni meteo «facili»  che non richiedono sorveglianza
La proposta TAS per il monitoraggio ambientale si completa con altre due strumentazioni molto importanti per una corretta gestione delle problematiche. Innanzitutto le stazioni meteo della società italiana Techcom che permettono l’acquisizione di dati in maniera semplice, senza sorveglianza e a lungo termine. Altamente personalizzabili, compatte e realizzate con materiali robusti, gestiscono una vasta gamma di sensori, idonei all’utilizzo in condizioni climatiche proibitive.
TAS e Techcom hanno installato nel mondo diverse stazioni meteo, anche in zone estremamente remote e di difficile accesso, e ne controllano la continua affidabilità con un corretto piano di sorveglianza da remoto e manutenzione in situ con tecnici specializzati  Forza e direzione del vento, temperatura e umidità dell’aria e della neve, altezza del manto nevoso, altezza dei fiumi e torrenti, trasporto di neve dal vento (tramite Flow-Capt), sono solo alcuni degli elementi che le stazioni meteo Techcom possono misurare in maniera totalmente autonoma e in continuo; questi strumenti possono essere installati in stazioni complete standard oppure possono costituire delle centraline di rilevamento dati autonome «Node» più economiche e semplici da installare. Parallelamente a questi sistemi viene proposta anche la palina NivExcTM-SP della società Flow-Ing, la palina nivometrica elettronica per la misurazione e la trasmissione real-time dei parametri del manto nevoso nelle zone di distacco delle valanghe. L’ideazione di questo strumento nasce dall’esigenza di conoscere le informazioni riguardanti il profilo stratigrafico del manto nevoso nelle aree di distacco delle valanghe in maniera tempestiva, sicura e accurata ai fini di una ottimale gestione del rischio.  NivExc®-SP rileva costantemente i principali dati relativi al manto nevoso (quali altezza totale, precipitazione ed intensità della nevicata, profilo di temperatura), li trasmette al server così che possano essere analizzati dall’utente in qualsiasi momento. Questo permette di valutare con estrema precisione l’evoluzione del pericolo prima, durante e dopo il verificarsi di eventi critici. E’ uno strumento robusto, affidabile, di facile installazione e limitati costi di gestione; insomma, un complemento di fondamentale utilità alla rete di stazioni nivo-meteo tradizionali esistenti. I server di gestione delle stazioni meteo Techcom e delle paline Niv-ExcTM per la raccolta dei dati consentono l’integrazione di dati provenienti da qualsiasi rete esistente, agevolando notevolmente la consultazione e l’analisi dei dati nel loro insieme e sono entrambi consultabili anche da telefono cellulare e tablet.
www.tas-fr

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita
 

Il titolare dell’azienda di Torino specializzata da decenni nell’elaborazione di  controlli con metodi non distruttivi sugli impianti a fune illustra in questo articolo la importante messa a punto di un sistema diagnostico che consente di valutare «dall’esterno» il grado di usura dei perni senza dover smontare la rulliera: al posto del controllo a ultrasuoni con metodo tradizionale, viene utilizzata la tecnica Phased Array comunemente utilizzata per il controllo di saldature ottenendo un risultato certo, ripetibile e confrontabile.  Con questo nuovo e innovativo «strumento d’indagine» si possono evitare smontaggi inutili con la possibilità di un abbattimento dei costi nelle operazioni periodiche di controllo e, nello stesso tempo, l’opportunità di valutazioni più frequenti e fedeli

di Alessandro Rossi

I controlli ad ultrasuoni (UT) sono da sempre una delle tecniche non distruttive fra le più utilizzate nell’ambito dei controlli non distruttivi degli impianti di risalita. Il Decreto Ministeriale n°23 del 2 gennaio 1985 sancisce e delega ai costruttori degli impianti, affiancati da esperti dei controlli non distruttivi, la preparazione dell’elenco degli «elementi costruttivi, organi meccanici e relative giunzioni saldate contro la cui rottura non esistono nell’impianto efficaci accorgimenti tecnici atti a tutelare la sicurezza dei viaggiatori» (art.4.7 DM23).  Sono nati così i Piani di Controllo (PdC) dei costruttori che, oltre all’elenco degli organi da sottoporre a controllo, hanno stabilito i metodi di controllo non distruttivo e le difettosità ammissibili.
In questo ambito, come è noto, i controlli UT trovano un loro spazio nelle verifiche nelle Revisioni Speciali e in quelle Generali per i controlli di tiranti di fondazione, perni delle pulegge, alberi dei riduttori, perni delle rulliere di linea… Non è di nostra conoscenza una statistica dei difetti rilevati con il metodo UT ma, da atti di convegno, dalla nostra esperienza e dal confronto con operatori del settore, i difetti maggiormente rilevati riguardano gli alberi dei riduttori, i tiranti di fondazione e i perni di linea. Con il recepimento della direttiva europea sugli impianti di risalita, i controlli UT previsti nei manuali di uso e manutenzione (MUM) sono stati molto ridimensionati e spesso sostituiti con controlli visivi (VT) a componenti smontati.Se prendiamo il caso delle rulliere di linea i controlli previsti nel MUM sui perni e sulle saldature dei bilancieri principali e secondari prevedono una verifica con controllo MT allo stato smontato dopo 15 anni di esercizio, una seconda ispezione dopo ulteriori 10, per passare infine alle successive ogni 5 anni.  In alternativa, per gli impianti con un numero di ore elevate di esercizio, la norma prevede, in termini di ore, le seguenti scadenze: entro 22.500 ore per la prima ispezione, entro ulteriori 15.000 ore per la seconda e 7.500 dalla terza. In pratica dopo il 25° anno è previsto lo smontaggio integrale delle rulliere ogni 5 anni o ogni 7.500 ore.Queste scadenze così ravvicinate, oltre a essere molto onerose per gli esercenti, possono essere anche tecnicamente non motivate. In mancanza di degradi evidenti alla vista, come rulliere non in asse, consumi irregolari delle gomme, vistose colature di ruggine, spesso i controlli dei perni risultano di esito positivo.

La nostra tecnica diagnostica:
un controllo efficace

È per queste ragioni che abbiamo cercato una tecnica che permettesse un controllo efficace, ripetibile e confrontabile per il controllo dei perni in opera. E l’abbiamo trovata. In via sperimentale abbiamo applicato, al posto del controllo a ultrasuoni con metodo tradizionale, la tecnica Phased Array comunemente utilizzata per il controllo di saldature. Com’è noto il metodo UT tradizionale utilizza sonde con cristalli con singole frequenze che vanno generalmente da 2 a 4 Mhz ad angolo zero (sonde longitudinali). Il Phased Array utilizza invece più cristalli, che funzionano con multifrequenze e che possono essere indirizzati con opportuni angoli in direzione della superficie del perno in esame. Se prendiamo come esempio i perni di linea, è noto che in esercizio possono insorgere  due tipi di difettosità:
• consumi dovuti alla scarsa lubrificazione del perno specialmente in zona boccole;
• intagli in corrispondenza delle lame delle rulliere.
La prima difettosità si presenta alla vista con una zona più o meno estesa con cavitazioni
localizzate, dopo che lo strato protettivo di indurimento superficiale è stato compromesso. Il secondo inconveniente è responsabile di intagli localizzati nei casi in cui il perno non lavori più in maniera corretta e le lame delle rulliere incidono la superficie dello stesso.
In entrambi i casi la tecnica Phased Array riesce a individuare e a circoscrivere il difetto. Per fare pratica abbiamo fatto eseguire su perni campione degli intagli da 0,2 mm di profondità perpendicolarmente all’asse con l’elettroesosione: siamo riusciti ad individuare perfettamente questi difetti artificiali a profondità anche notevoli dalla testa del perno. Convenzionalmente un perno controllato allo stato smontato viene eliminato dal servizio quando i consumi superficiali (sia dovuto a intagli che a cavitazione) sono nell’ordine del 1%. Per un perno di diametro da 70mm i consumi devono essere inferiori a 0,7mm. Il Phased Array riesce a individuare difetti molto più piccoli.
Nel corso dell’estate, come sperimentazione, abbiamo controllato allo stato montato delle ulliere di cui era previsto lo smontaggio per le revisioni periodiche. Questo ci ha permesso di quantificare l’entità dei consumi a perni montati e verificare subito dopo, a perno smontato, il reale stato di conservazione. I risultati sono stati più che confortanti. Durante l’inverno scorso abbiamo inoltre eseguito anche delle prove su perni scartati nel tentativo di comprendere se la presenza o meno di una boccola lubrificata potesse variare i risultati. Sono quindi state fatte delle verifiche su perni smontati e puliti, individuando la taratura più efficace per mettere in luce il difetto. In seguito il perno è stato lubrificato e inserito nella sua boccola simulando una situazione reale di montaggio: utilizzando gli stessi parametri usati in precedenza, la risposta è stata pressoché identica con ecogrammi sovrapponibili. Com’è facilmente immaginabile la geometria dei particolari da sottoporre a controllo influenza l’esito dei risultati, creando zone d’ombra o difficilmente accessibili. Non tutti i perni sono controllabili poiché fori o chiavette particolarmente accentuate impediscono la propagazione delle onde ultrasonore. Ultimamente, su un impianto di recente realizzazione con 5 anni e 6730 ore di esercizio, abbiamo controllato una ventina di perni dei bilancieri a 4 rulli, con l’intenzione di seguire nel corso dei prossimi anni l’evoluzione del segnale. Riteniamo, in conclusione, che il metodo Phased Array sia interessante perché apre una  prospettiva nuova per i controlli, in quanto rappresenta una tecnica che prima non era applicata a questi componenti e può facilmente sostituire metodi di controllo che prevedono smontaggi, garantendo comunque gli standard di sicurezza. L’auspicio è che nella progettazione dei perni siano considerate le geometrie che facilitino l’applicazione di questa tecnica. Inoltre il controllo è ripetibile e confrontabile e permette di seguire l’evoluzione di anomalie per valutare l’opportunità degli smontaggi per la sostituzione dei perni.
www.satecosas.com

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita
 


Dopo la cabina Symphony 3S, Leitner ropeways presenta ora un nuovo modello: la Symphony 10.  In aggiunta al modello Diamond, viene così a crearsi un’interessante offerta di alta gamma nel segmento delle cabine a 10 posti. La nuova cabina, con prestazioni superiori in termini di spazio, comfort ed esperienza di viaggio, debutta in prima mondiale con la cabinovia Piz Seteur in Val Gardena. La novità della Symphony 10, un gioiello sul fronte del design, è che offre più comfort ai passeggeri, dal momento in cui salgono a bordo sino a quando scendono. Comodità che si percepiscono già al momento dell’imbarco, molto più ampio rispetto alla cabina 10 posti della serie Diamond. Le porte scorrevoli, inoltre, fanno sì che al momento dell’apertura il meccanismo non arrechi disturbo ai passeggeri che si trovano vicino alla porta. Le vetrate panoramiche, che arrivano fino al soffitto, garantiscono inoltre la massima ampiezza di vedute e una sensazione di particolare «ariosità» durante tutto il viaggio.  Con la Symphony 10  Leitner ropeways ha ampliato il piano dei sedili e li ha leggermente distanziati tra loro, aumentando così ulteriormente il comfort individuale. Lo spazio extra si deve principalmente al nuovo design della cabina che, essendo più larga anche verso l’alto e quindi più ampia, permette di avere più posto per ciascun passeggero. Grazie alla nuova configurazione delle strutture portanti verticali risultano migliorati anche gli allestimenti interni, come le panche e le maniglie. Le strutture portanti più piatte consentono l’applicazione di strisce a LED per l’illuminazione dei contorni della cabina. All’interno il massimo del comfort, all’esterno il non plus ultra del design: il telaio principale e il profilo esterno non si discostano dal design Pininfarina della cabina Symphony 3S, che ad oggi rappresenta un vero salto di qualità sul mercato funiviario per ciò che riguarda gli standard di progettazione. In linea con il design esterno è però anche l’interno della cabina, con sedili dal design automobilistico in vera pelle.  I passeggeri della nuova cabinovia 10 posti Piz Seteur in Val Gardena saranno i primi a ammirare dal vivo e in prima persona la cabina Symphony 10. Ai piedi del Sassolungo infatti , nella prossima stagione invernale, avverrà il debutto del nuovo prodotto di punta di Leitner ropeways. Le 77 cabine, caratterizzate da un elegante accostamento cromatico di nero e blu, trasporteranno 3450 persone all’ora .   Oltre a questa novità, il progetto della Piz de Sella S.p.A. segna anche un altro esordio in Italia: la copertura della stazione intermedia, infatti, è la prima a livello nazionale con design Pininfarina. Una particolarità sul versante tecnico sarà la zona di accesso presso la stazione a valle. Leitner ropeways ha sviluppato una soluzione personalizzata per il cliente per agevolare l’accesso in cabina: nella stazione, infatti, transitano sei cabine aperte per una durata di 65 secondi, lasciando tempo e spazio a sufficienza per salire in tutta comodità. Igor Marzola, titolare del comprensorio sciistico Piz Sella, esprime soddisfazione per la «soluzione su misura chiavi in mano»: «Siamo felicissimi – ha detto -  di aver trovato in Leitner un partner in grado di soddisfare tutte le nostre esigenze con soluzioni tecnologiche di alto livello».
www.leitner-ropeways.com

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita
 

Tra gli oltre 2000 lubrificanti speciali che la grande azienda tedesca di Monaco di Baviera produce per diversi settori industriali sono compresi prodotti studiati appositamente per il mondo funiviario, per  garantire la perfetta efficienza e la sicurezza delle diverse parti degli impianti. Ma nel pieno della quarta rivoluzione industriale che stiamo vivendo, alla fornitura di un prodotto di eccellenza deve abbinarsi un servizio di assistenza altrettanto eccellente che utilizzi strumenti innovativi e avanzati per ottenere una integrazione ideale con le esigenze della clientela

La scelta del lubrificante più idoneo per ogni applicazione è solo il punto di partenza per la creazione di un reale valore aggiunto per gli utilizzatori. L’ottimizzazione del bilancio energetico, l’implementazione di logiche di manutenzione su condizione in ottica 4.0, lo studio delle più disparate condizioni applicative sono alcuni dei punti chiave per l’incremento dell’efficienza degli impianti.  In particolare l’evoluzione tecnica negli impianti di risalita, unita all’esigenza di una sempre maggiore affidabilità e disponibilità dei macchinari sta infatti tracciando una strada ben delineata in termini di miglioramento continuo dal punto di vista della gestione della manutenzione, dei costi e dei consumi . Un partner affidabile per gli operatori del settore non può limitarsi alla fornitura di prodotti o ricambi, seppur di qualità eccelsa, ma deve portare un reale valore aggiunto e un effettivo miglioramento alla funzionalità degli impianti stessi, attraverso una stretta collaborazione e uno scambio di informazioni non solo con gli esercenti, ma anche con i principali OEM (Original Equipment Manufacturer) di impianti e i costruttori di componentistica. Spiega Andrea Dittadi, Sales Manager di Klüber Lubrication Italia: «Solo attraverso un lavoro in team e una fitta triangolazione di informazioni e competenze che coinvolge gli esercenti ed i referenti tecnici degli OEM è possibile introdurre delle soluzioni ad alto contenuto tecnologico, che prescindono dalla logica del valore economico a breve periodo (il prezzo), e introducono un effettivo miglioramento tecnico con benefici in termini di TCO (Total Cost of Ownership) e sicurezza».

Un pacchetto di servizi
per una gestione ottimale della manutenzione
Al fine di poter dialogare ad un alto livello tecnico con tutti gli attori della catena di fornitura, Klüber Lubrication, oltre a sviluppare lubrificanti speciali di alta qualità, è presente sul mercato attraverso un pacchetto di servizi collaudato da anni in diversi settori industriali: il programma KlüberEfficiencySupport affronta le più disparate problematiche manutentive con la finalità di potenziare il livello di efficienza dal punto di vista della gestione della manutenzione, della disponibilità dei macchinari e non ultimo dal punto di vista energetico. KlüberEfficiencySupport si articola tra l’altro in diversi programmi, quali KlüberMantain, KlüberEnergy, KlüberCollege e KlüberMonitor, che possono essere gestiti «a modulo»  a seconda delle esigenze dei clienti: dall’ottimizzazione dei lubrificanti all’introduzione della manutenzione 4.0.  In particolare nell'epoca della quarta rivoluzione industriale concetti come quello di Digitalizzazione, Manutenzione su Condizione, IoT (Internet of Things) e Industria 4.0 sono sempre più presenti nel vocabolario comune di chiunque abbia a che fare con la gestione e la manutenzione di macchinari e impianti.
Klüber Lubrication propone inoltre una nuova soluzione per supportare i Clienti nell’affrontare il percorso di ottimizzazione dei processi: EfficiencyManager è un software che consente di creare una rete di informazioni in grado di allineare impianti sempre più complessi. Permette alle aziende di gestire una struttura articolata, fornendo la panoramica di tutte le macchine, i componenti e le attrezzature presenti nell’impianto. EfficiencyManager è di fatto uno strumento on-line basato su cloud che, garantendo la sicurezza dei dati, attraverso avanzati protocolli di criptaggio delle informazioni, consente una gestione Multi-Sito, con importanti vantaggi in termini di scambio delle migliori pratiche gestionali, trasparenza delle informazioni in tutte le località, oltre ad una gestione delle informazioni più fluida ed efficace.

«EfficiencyManager offre molte opzioni per aumentare l’operatività degli impianti - continua Andrea Dittadi - Fornisce alle aziende una visione trasparente del loro potenziale di ottimizzazione. Le Success Stories sviluppate possono essere realmente moltiplicate, sotto forma di progetti specifici, di allungamento della vita dei componenti o di riduzione dei fermi impianto attraverso un’attività di manutenzione pianificata e ottimizzata».
www.klueber.com

 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Controllo Accessi

Soluzioni integrate di accessi
per le località montane

La stagione invernale 2016/17 ha visto Skidata Italia impegnata su più fronti, per gestire importanti ammodernamenti degli impianti installati. L’occasione infatti dell’ingresso sul mercato dei nuovi lettori Flex.Gate, e alcune importanti variazioni nelle soluzioni software, sono coincise con le necessità di aggiornamento di alcune installazioni storiche

Ne sono così derivatI importanti aggiornamenti sugli impianti dei comprensori valdostani con nuovi lettori Flex.Gate a Cervinia e aggiornamenti software in tutti i comprensori. Sostituzioni di gran parte dei lettori nel comprensorio di Folgarida Marilleva, attivazione in anteprima in Italia della nuova soluzione Operation Center a Schoeneben, nuovi lettori Flex.Gate a Barzio uniti ad un importante aggiornamento software e alla funzionalità di vendita online dei titoli anche in formato OpenPass, e tanto altro ancora. Nonostante un inverno non particolarmente abbondante nelle precipitazioni nevose, le stazioni equipaggiate con i nostri sistemi hanno avuto modo di testare con i tanti clienti, sciatori e non, tutte le novità introdotte.

Novità e contatti importanti
alle fiere di primavera
L’inverno si è poi chiuso con due importanti eventi, in Italia la Fiera Prowinter di Bolzano, e a livello europeo Interalpin di Innsbruck. In entrambe le occasioni Skidata ha avuto modo di confrontarsi con tanti clienti, esperti del settore e

Il team Skidata Italia
ad Interalpin 2017

professionisti della montagna, mostrando loro le soluzioni che il prossimo inverno potranno contribuire alla crescita della qualità dei servizi offerti dalle località montane. L’obiettivo Skidata è di garantire loro novità distintive, possibilità di integrare nuovi servizi nell’ambito del turismo montano, sicurezza degli incassi, affidabilità del servizio e riduzione al minimo delle necessità di intervento in corso di stagione.  È stato quindi in queste occasioni che sono state presentate le novità più rilevanti, fra tutte l’introduzione della cassa automatica Smart.Cash che debutterà ufficialmente il prossimo inverno sul mercato europeo (dopo alcune installazioni test di successo lo scorso inverno e di questa prossima estate). La nuova cassa automatica consentirà un ampliamento degli orari di servizio della stazione verso i suoi clienti potendo contare su un apparato che funziona H24. Inoltre visto l’ampio display touch da 21.5” potrà essere efficacemente utilizzata anche come strumento di marketing condiviso, a tutto vantaggio del turismo locale. È stata poi la volta dell’integrazione sempre più rilevante fra il sistema di gestione del controllo accessi agli impianti e il controllo accessi a pagamento dei parcheggi, che se dotati dei sistemi SKIDATA possono garantire agli operatori importanti vantaggi operativi e di immagine per il proprio cliente. E garantire altresì un incremento degli incassi per i non clienti che gradissero utilizzare il solo servizio di parcheggio. Infine le soluzioni parking consentono di segmentare l’offerta di sosta ai turisti potendo per esempio diversificare le tariffe per i posti auto più comodi agli impianti di risalita rispetto a quelli più distanti, creando in questo modo zone VIP con servizi a valore aggiunto e zone low cost a prezzo più basso o gratuite.

Controlli di gestione
in tempo reale
In un contesto di sempre crescente necessità di analizzare «live» i dati di performance della redditività degli impianti, è stata anche presentata in preview la soluzione Sweb.Analyze, parte della famiglia delle soluzioni trasversali a valore aggiunto Sweb Skidata (applicabili non solo nel contesto montano, ma anche in parcheggi, impianti tematici, musei etc.), grazie alla quale i manager delle stazioni sciistiche potranno analizzare in maniera sempre più performante l’andamento della giornata, e valutare così correttivi anche immediati a tutto vantaggio della qualità del risultato economico e di customer satisfaction. A corollario di questo, in ottica di rafforzare la partnership con i propri clienti, Skidata Italia sta rafforzando la propria struttura, dedicando maggiori risorse interne ed esterne ai clienti del settore SCI. L’obiettivo è soddisfare le sempre crescenti aspettative qualitative anche alla luce del crescente numero di clienti che si affidano alle cure dei contratti di manutenzione Care.Pack, che permettono loro di avere servizi personalizzati e dedicati, a tutto vantaggio della qualità del servizio reso ai loro clienti finali.
www.skidata.it

 

 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Osservatorio Turistico
 

Nonostante le bizzarrie meteorologiche sempre più imprevedibili, nonostante che (ad esempio) sulle Alpi Occidentali abbia nevicato tantissimo e sulle Alpi Orientali pochissimo, il bilancio dell’economia indotta dal turismo invernale trainato dallo sci registra eccellenti segnali di positività per l’inverno 2016/17 grazie (anche e soprattutto) alle tecnologie e agli investimenti ormai capaci di sostituire la neve naturale con la neve tecnica per garantire la sciabilità delle

  JFC,  professionisti
dell’indagine turistica

JFC è un’agenzia di indagini e consulenze in campo turistico che ha sede a Faenza (Ravenna). È nata nel febbraio 2006 grazie ad esperienze professionali sviluppate in ambito turistico in oltre vent’anni di attività. JFC si occupa di consulenza turistica e marketing territoriale offrendo il proprio sapere al servizio ed allo sviluppo di imprese, istituzioni ed autonomie funzionali. L’agenzia si fonda sull’apporto delle capacità maturate nel management e marketing turistico, e la sua forza consiste proprio nell’unione di competenze diverse. Grazie anche ad una fitta rete di relazioni professionali e alla collaborazione già in atto con esperti italiani ed internazionali, JFC garantisce il giusto mix di conoscenze necessarie a trovare le migliori soluzioni per coloro che operano nei settori dell’ospitalità, del leisure e del marketing territoriale. Suo fondatore e amministratore unico è Massimo Feruzzi, un professionista che svolge attività nel campo del turismo in qualità di consulente di marketing, programmazione e pianificazione territoriale, è ricercatore e Project Manager Advisor a servizio di Enti Pubblici ed Aziende Private. Responsabile di Skipass Panorama Turismo (Osservatorio Italiano del Turismo Montano)  e dell’Osservatorio Nazionale sulla Tassa di Soggiorno nonché di vari Osservatori Turistici di Destinazione. Giornalista, è direttore responsabile di Crescita Turismo Professional Tourism Book.
www.jfc.it

stazioni invernali. Lo dice l’annuale e fondamentale «Consuntivo stagione invernale» prodotto dall’Osservatorio Italiano del Turismo Montano a cura dell’agenzia JFC di cui pubblichiamo ampi stralci in queste pagine. Il centro di ricerca specializzato nell’indagine sul mercato del turismo e degli sport invernali  promosso da Modena Fiere ha monitorato i flussi di arrivi e presenze, l’andamento turistico, economico, commerciale della filiera legata alla frequentazione della montagna invernale italiana compulsando e valutando i dati provenienti dagli operatori professionali di 61 stazioni sciistiche e utilizzando, come ulteriore indicatore, l’indice EBITDA che definisce il tasso lordo di redditività di un'impresa. A conti fatti risulta evidente che in Italia il fascino della montagna bianca è intatto e continua ad attirare l’utenza sia italiana che straniera con una offerta di eccellente qualità che produce un fatturato complessivo attorno ai 10 miliardi di Euro

Soddisfazione generale per la stagione invernale che abbiamo alle spalle: questo può essere il tema predominante che emerge dal consuntivo di Skipass Panorama Turismo relativamente alla stagione invernale 2016/2017. Di certo l’elemento primario della stagione è stata la certezza (per gli sciatori) di avere sempre (e quasi ovunque) piste perfettamente innevate e sempre aperte, nonostante diverse località dell’arco alpino dell’area Nord-Est abbiano sofferto di scarse precipitazioni nevose. Si tratta, questa, di una conseguenza dettata da passate stagioni nelle quali la mancanza di neve ha obbligato molte società di gestione degli impianti ad investire in questo ambito, e che ha permesso a tutti i territori di non farsi trovare impreparati. In sostanza, sono le stesse società degli impianti a fune che rappresentano l’hardware del sistema turistico invernale, soprattutto negli ambiti dove quest’anno non ha quasi mai nevicato, vale a dire le Dolomiti venete e quelle trentine. In un contesto dunque positivo, vi sono state destinazioni che hanno segnato indici in forte crescita ed altre che hanno fatto registrare indici sostanzialmente stabili, con alcuni elementi caratteristici riscontrabili a macchia di leopardo sull’arco alpino e sul versante appenninico:
• soddisfazione in Valle d’Aosta, grazie soprattutto ad un incremento degli ospiti stranieri, con inglesi, svizzeri, francesi e russi su tutti;
• molto bene l’andamento a Sestriere e Sauze d’Oulx, con forti indici di crescita da parte degli ospiti inglesi e francesi, come pure a Bardonecchia;
• a Bormio la stagione invernale è stata la migliore dell’ultimo triennio, con Repubblica Ceca e Regno Unito quali mercati esteri che generano le maggiori presenze;
• in Alto Adige l’andamento è stato in linea con i risultati dello scorso anno, con alcune località che segnano dati in leggera riduzione rispetto allo scorso anno, con i maggiori incrementi rilevati da Svezia, Regno Unito e Russia;
• buona anche la stagione in Val di Sole, con un incremento più significativo per le piccole località (ad esempio Peio) rispetto a quelle di maggiori dimensioni (come Folgarida e Marilleva); forte incremento di ospiti provenienti dalla Polonia e dalla Repubblica Ceca;
• soddisfacenti anche i risultati – in termini sia di presenze che di fatturato – per la Val di Fiemme – dove il primo mercato estero è quello polacco, mentre in Val di Fassa si è avuto un calo di qualche punto percentuale; anche qui la Polonia rappresenta il primo mercato estero, seguita da Germania, Russia e Danimarca;
• stessa situazione anche a Madonna di Campiglio-Pinzolo, che segna leggeri indici di crescita, con i maggiori valori incrementali per gli ospiti polacchi, russi ed inglesi;
• stabilità anche per Cortina d’Ampezzo, con riduzione degli italiani ed incremento degli ospiti stranieri, come pure per le altre località venete e per quelle del Friuli Venezia Giulia;
• sostanziale stabilità per le località sciistiche dell’Appennino toscano e dell’Emilia Romagna, nonostante un inizio ritardato ed una chiusura anticipata, causa mancanza di neve;
• difficile, invece, la situazione nelle località del dorsale appenninico del centro Italia, sia quelle abruzzesi e molisane sia quelle dell’area laziale (Terminillo), dove allarmi e scarsità di neve hanno inciso pesantemente;
• bene, invece, le piccole località sciistiche della Calabria – che però hanno percentuali irrisorie di clientela straniera – e quelle siciliane.

Quando l’ospitalità fà rima con l’eccellente qualità
Per quanto riguarda il sistema ospitale, sono stati gli alberghi di qualità e di categoria superiore ad ottenere le migliori performances, anche grazie alla presenza di piscine e centri benessere interni alle strutture. Un’altra tendenza manifestatasi (da parte degli Italiani) è stata la riduzione del soggiorno ed il corrispondente «passaggio» a strutture ricettive più prestigiose. Si è notato altresì, in circa la metà delle destinazioni monitorate, un incremento sia dei week end lunghi sia delle settimane bianche. Il mese che ha dato le maggiori soddisfazioni a livello nazionale è stato febbraio. In merito all’intrattenimento, in fortissima ascesa la richiesta di ristorazione in quota, come pure si conferma l’interesse per tutto ciò che è animazione per i piccoli ospiti, sulle piste come pure nelle località e nelle strutture. In sostanza, le positive previsioni di Skipass Panorama Turismo sono state leggermente superate: quest’anno la mancanza di neve ha «colpito» solo l’area alpina Nord-Est del Paese, che però ha mantenuto le posizioni acquisite in quanto a market share, mentre tutta l’area Nord-Ovest ha ottenuto ottimi risultati, con le località piemontesi ed il comprensorio della Via Lattea su tutte.

In anni come questi, però, non ci si può limitare ad interpretare i dati relativi alle presenze ed ai fatturati: serve una riflessione ulteriore, perché il vero elemento differenziale è dato dalla redditività delle aziende che compongono la filiera turistica della montagna bianca italiana. Anche per questo motivo Skipass Panorama Turismo ha quindi voluto confermare l’indicatore utilizzato lo scorso anno, che è l’EBITDA (Earning Before Interest Taxes Depreciation and Amortization) (1), vale a dire il risultato aziendale prima degli interessi, imposte ed ammortamenti, ovviamente basato sulle vendite/fatturato della stagione invernale nella sua complessità.
Si tratta di un parametro che riteniamo di grande interesse perché, come si vedrà più avanti, se le presenze ed i fatturati sono elementi di valutazione sì interessanti ma non esaustivi circa la redditività, l’EBITDA non lascia scampo alla singola interpretazione, in quanto indica la redditività aziendale, indipendentemente dal fatturato e/o dalle presenze stesse.

L’attrazione irresistibile dello «snow appeal»
Anche quest’anno, terminata la stagione invernale, il «circo bianco italiano» tira quindi le somme: il primo risultato che emerge è quello di un settore che continua a generare appeal, spostandosi sempre di più dalla «sola vacanza attiva» al «leisure completo». A tal proposito è utile ricordare che questo comparto risulta essere, in ambito turistico, quello più complesso, in quanto si sviluppa attorno ad una filiera composta da un’enormità di servizi ed aziende, spesso molto articolate per quanto riguarda la gestione e gli investimenti, il sistema di accoglienza e dei servizi complementari, etc., incidendo fortemente anche sui servizi locali. L’inverno 2016/2017 ha chiuso pertanto con segnali in positivo, sia in termini di presenze sia di fatturato: emerge inoltre un dato positivo anche per quanto riguarda il risultato aziendale che, comparato allo scorso anno, manifesta un indice decisamente interessante. L’Osservatorio Italiano del Turismo Montano ha infatti inteso analizzare l’andamento complessivo della stagione invernale: sono state prese in considerazione non solo le presenze, i fatturati e l’EBITDA ma, in maniera più completa, tutti i fattori che hanno inciso sull’andamento stagionale. Skipass Panorama Turismo svolge questa attività grazie all’interpretazione di tutti quegli indici utili a comprendere i fenomeni che hanno condizionato (e condizioneranno in futuro) il settore più complesso del Turismo italiano che è appunto quello della montagna bianca: un settore, questo, che vede il coinvolgimento di diversi servizi; da quello ricettivo agli impianti di risalita, da quello ristorativo alle scuole di sci, dalle opzioni di divertimento e svago alle opportunità di benessere, dalle seconde case al sistema dei consorzi turistici, etc. Il modello di analisi di Skipass Panorama Turismo prende infatti in esame l’insieme degli operatori che ruotano attorno al “sistema neve”, perché solo in questa maniera è possibile avere un quadro scientifico ed attendibile di questo settore, sottoponendo ad analisi ben 61 destinazioni a livello nazionale. Per l’anno in corso è stata altresì effettuata una prima analisi tendenziale sull’andamento della prossima stagione estiva, sempre facendo riferimento alle destinazioni monitorate da Skipass Panorama Turismo durante l’inverno. In questo caso si nota ottimismo: gli stessi operatori intervistati, come pure i referenti degli IAT, dei Consorzi, delle imprese dei servizi, etc., intravvedono nell’imminente estate segnali positivi, in linea con la stagione invernale appena terminata.

Una stagione positiva con un Carnevale da record
Dopo le festività di Natale e Capodanno il periodo di Carnevale è, da sempre, il periodo che registra la maggiore percentuale di occupazione, con un conseguente incremento anche dei prezzi. Skipass Panorama Turismo ha inteso analizzare l’andamento circa la situazione in termini di prenotazioni, prezzi, offerte, indice di occupazione, etc. del sistema ricettivo operante nelle 61 destinazioni sottoposte a monitoraggio (2). Il periodo di Carnevale si conferma, anche per l’inverno 2016/2017, con ottimi indici di occupazione. Infatti, nel periodo 25 febbraio/5 marzo 2017 il sistema turistico della Montagna Bianca Italiana ha incassato circa 100 milioni di Euro al giorno, per complessivi 905 milioni 814mila Euro. Il costo di un soggiorno per la settimana di Carnevale – per una famiglia (2 adulti e 1 bambino) – è stata pari a 2.004,00 Euro (3), per il solo soggiorno, escludendo quindi i costi relativi alla pratica sportiva. Il primo dato che è emerso da questa fase di ricerca è stato chiarissimo: nel periodo di Carnevale le promozioni «si bloccano». Basti pensare che solo l’1,6% delle strutture ricettive (4) propone, in questo periodo, anche l’offerta «skipass incluso»: tutte le altre escludono l’offerta a priori. Altro dato interessante riguarda l’occupazione (5). Infatti, sempre facendo riferimento alle strutture ricettive analizzate, emerge che:
• a livello nazionale, già 15 giorni prima del periodo di Carnevale, ben il 21,2% delle strutture ricettive segnavano il «sold out» per questa settimana di vacanza;
• tale indice decresceva gradualmente spostandosi dalle località delle alpi centrali (Trentino Alto Adige: 29,3%) a quelle delle alpi occidentali (26,9%) sino a quelle delle alpi orientali (5,7%), per poi diminuire ancora di più per quanto riguarda le strutture delle località appenniniche (2,3%);
• le strutture classificate 4 stelle sono state quelle che hanno segnato le maggiori percentuali di «tutto esaurito» per il periodo (27,5%), sempre valutando la situazione 15 giorni prima della settimana di Carnevale.

Tra le località alpine, quelle che hanno segnato (con l’analisi in oggetto, quindi quindici giorni prima della data di Carnevale) gli indici di occupazione più alti per il periodo, sono state quelle della Provincia di Trento (73,1%), mentre quelle con gli indici di occupazione più bassa sono state quelle del Friuli Venezia Giulia (51,7%) (6) : qui vi era anche una delle poche località italiane – Tarvisio skipass incluso - dove era possibile trovare, per Carnevale, offerte di alloggio con skipass incluso.
Skipass Panorama Turismo ha anche analizzato la spesa che una famiglia italiana doveva sostenere per trascorrere la settimana di Carnevale (dal 25 febbraio al 4 marzo) sulle piste delle nostre località montane. Dalla rilevazione è emerso che un nucleo familiare composto dai genitori e da un figlio di età inferiore agli 8 anni ha dovuto prevedere una spesa media per il solo soggiorno (con trattamento di mezza pensione) pari ad Euro 2.004,00. Prezzo che ovviamente variava a seconda della categoria della struttura ricettiva prescelta, infatti:
• il prezzo medio, a livello nazionale, per il nucleo familiare che ha scelto un hotel 2 stelle è stato pari ad Euro 1.184,00 (sempre con trattamento di mezza pensione);
• per chi ha preferito un hotel 3 stelle, il prezzo medio – sempre a livello nazionale  si è assestato a 1.694,00 Euro (sempre con trattamento di mezza pensione);
• per un hotel di categoria 4 stelle, sempre con trattamento di mezza pensione, il prezzo per il soggiorno del nucleo familiare è salito sino a 2.908,00 Euro (media a livello nazionale). Riportando questa analisi sugli ambiti territoriali, è emerso quale sia stato il territorio regionale più costoso per dormire e quello dove si è speso di meno per la settimana di Carnevale (7):
Alto Adige e Valle d’Aosta: le strutture turistiche che operano nelle località di questi due ambiti territoriali sono quelle dove è stato necessario spendere di più per soggiornare a Carnevale: 2.381,00 Euro come media in Alto Adige e 2.282,00 Euro in Valle d’Aosta, sempre come media. Si è speso di meno della metà per soggiornare in una struttura dell’arco appenninico, mentre – tra gli ambiti alpini – le località più economiche sono risultate essere quelle della Regione Piemonte e, a seguire, quelle del Friuli Venezia Giulia sempre per il solo soggiorno in hotel con trattamento di mezza pensione (media regionale). Un’analisi, questa, che ha valutato solo il costo del soggiorno e non la qualità percepita ed offerta dalle strutture. E’ infatti utile ricordare, a tal proposito, come la «classifica delle destinazioni montane italiane» stilata da Skipass Panorama Turismo in previsione di questa stagione invernale (8) abbia indicato nelle prime 10 posizioni - come «località con i migliori alberghi» – tre località dell’Alto Adige (due delle quali in prima e seconda posizione) e 2 località della Valle d’Aosta. A questa spesa sono stati ovviamente aggiunti i costi per lo skipass, come pure eventuali costi di noleggio attrezzature, maestri di sci,
etc., ma anche le spese per attività ricreative, shopping, tassa di soggiorno (ove presente), etc. Skipass Panorama Turismo ha anche valutato «il valore» di questo periodo nella «bilancia» dell’economia turistica del settore, considerando turisti ed escursionisti, sia italiani che stranieri. Nella stagione invernale 2016/2017 la settimana di Carnevale ha «pesato» sulla bilancia turistica della Montagna Bianca Italiana per il 9,2% del totale del fatturato stagionale: nello specifico, nel periodo che da sabato 25 febbraio a domenica 5 marzo (considerando quindi anche questa domenica), Skipass Panorama Turismo ha stimato un fatturato – per la Montagna Bianca Italiana – pari a 905 Milioni 814mila Euro, così suddivisi:
• 404 milioni 950mila Euro è stato il fatturato del sistema ospitale nella sua complessità di strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere;
• 399 milioni 580mila Euro è stato il fatturato dei servizi quali noleggio attrezzature, maestri di sci, skipass ed impianti di risalita vari, etc., vale a dire i servizi collegati alla pratica delle discipline sportive sulla neve;
• 101 milioni 283mila Euro è stato l’ulteriore fatturato generato da altri servizi quali ristorazione, commercio, attività ricreative e di divertimento, etc. Quindi, in questo periodo (da sabato 25 febbraio a domenica 5 marzo) il sistema turistico nazionale della Montagna Bianca ha incassato circa 100 Milioni di Euro al giorno.

Le risultanze principale di un inverno che dà fiducia
Anche per la stagione invernale 2016/2017 Skipass Panorama Turismo – Osservatorio Italiano del Turismo Montano – presenta lo «stato dell’arte» della montagna bianca, con specifiche che fanno riferimento a vari settori quanto ad andamenti, quote di ospiti italiani e stranieri, aree di provenienza della clientela nazionale ed estera, indici di spesa, andamenti specifici per periodi (Natale e Capodanno, Settimane Bianche, Pasqua), richieste degli ospiti, investimenti previsti dagli imprenditori del settore, etc. Riteniamo importante confermare l’importanza del fatto che i dati rilevati fanno riferimento all’insieme del «sistema montagna bianca» delle destinazioni montane prese in analisi, comprendendo quindi le strutture ricettive (alberghi, residenze, villaggi, etc.), gli appartamenti per vacanze, le seconde case, gli impianti di risalita, i servizi di noleggio attrezzature, le scuole di sci, il sistema della ristorazione e del commercio, etc.
Queste informazioni sono trattate sia per il comparto nazionale complessivo come pure per le tre macro-aree, quali il nord-est, il nord-ovest e il centro-sud Italia.
L’Osservatorio Italiano del Turismo Montano sviluppa inoltre le sue risultanze su tutti gli ambiti di interesse, quali:
• l’andamento consuntivo – a livello nazionale – delle strutture ricettive;
• l’andamento consuntivo – a livello nazionale – delle Scuole di Sci;
• l’andamento consuntivo delle strutture ricettive suddivise per aree geografiche.

Vengono poi analizzati altri elementi che fanno riferimento ad ognuna delle 61 destinazioni montane complessive che si sono analizzate nell’inverno appena terminato: questo risultato si è ottenuto ampliando di anno in anno le località e gli operatori sottoposti a monitoraggio, partendo dalle iniziali 28 destinazioni della montagna bianca italiana. Tutte le destinazioni sono state quindi sottoposte ad indagine, ricavando, con tale metodologia, una serie di elementi che permettono non solo di avere una chiara visione dell’andamento della stagione appena terminata ma anche di effettuare una riflessione sul futuro della Montagna Bianca Italiana.
La stagione invernale 2016/2017 si chiude, per il comparto del «sistema neve italiano» – in tutte le sue componenti che vanno dal settore ricettivo a quello ristorativo, dagli impianti alle scuole di sci, dai servizi di noleggio al commercio sino dal divertimento, leisure, etc. – con un incremento delle presenze pari al +4,2% ed un parallelo incremento del fatturato del +4,7% rispetto ai dati dello scorso anno. Il dato più rilevante – in termini positivi – è quello che fa riferimento all’EBITDA, che per la imprese della filiera turistica nel loro complesso è cresciuto del +8,9%. Nell’inverno 2016/2017 il comparto ha quindi recuperato, nel suo complesso, una quota economica di rilievo, pari a 447 Milioni di Euro, portando il fatturato del settore a 9 Miliardi 974 Milioni di  Euro.
Tra i dati emersi dalla rilevazione, riportiamo alcuni tra quelli considerati più rilevanti:
per quanto riguarda le strutture ricettive a livello nazionale, emerge che, rispetto alla scorsa stagione invernale:
• vi è stato un incremento di presenze pari al +4,6%;
• il fatturato è anch’esso cresciuto, ma in maniera leggermente inferiore: +4,2%;
• più elevato il valore del risultato aziendale delle imprese del ricettivo: l’EBITDA ha subito infatti una crescita – rispetto ai dati negativi dello scorso anno – pari ad un +7,1%;
• complessivamente, nella stagione 2016/2017 i prezzi delle strutture ricettive sono aumentati del +2,7%;
• la clientela delle strutture ricettive è composta, a livello nazionale, dal 46,3% da clientela italiana e per il restante 53,7% da ospiti stranieri;
• la regione italiana che genera i maggiori flussi di clientela per la montagna bianca italiana è la Lombardia, seguita da Lazio e Toscana; quest’anno, rispetto alla passata stagione invernale, si sono invertite la posizione la terza e la quarta regione; al quarto posto si colloca infatti l’Emilia Romagna, che perde una posizione;
• la Nazione dalla quale provengono i maggiori flussi di ospiti stranieri è la Germania, seguita dalla Polonia e dal Regno Unito; rispetto allo scorso anno, conquista la vetta la Germania e si inserisce sul podio la Polonia, mentre il Regno Unito perde due posizioni;
• la Nazione dalla quale si sono avuti, nel corso dell’ultima stagione invernale, i maggiori incrementi di arrivi e presenze è la Polonia che quest’anno si posiziona davanti a Regno Unito e Danimarca; al quarto posto troviamo la Svizzera, davanti a Belgio e Francia;
• i clienti fedeli, che sono tornati nella stessa struttura dello scorso anno, rappresentano il 48,1% del totale della clientela (erano il 51,9% lo scorso anno ed il 40,6% due inverni fa);
• la permanenza media degli ospiti è stata di 4,8 giorni, in crescita costante rispetto allo scorso anno (4,7 giorni) ed all’anno precedente (4,6 giorni);
• il rapporto prezzo/qualità è stato – anche quest’anno – il primo elemento che ha condizionato la scelta della clientela, seguito dal solo fattore prezzo; o il prezzo medio per persona per una settimana bianca, con trattamento di mezza pensione, è stato di 628,40 euro, contro i 612,54 euro della passata stagione ed i 576,67 Euro della stagione ancora precedente;
• per la prossima stagione invernale (2017/2018) la maggior parte degli operatori del settore ricettivo intende «effettuare interventi strutturali», poi «aumentare il numero di pacchetti promozionali» e, successivamente, «aumentare le tariffe» come pure «sviluppare nuovi accordi commerciali con il sistema dell’intermediazione»;

L’analisi delle strutture ricettive: presenze in aumento o stabili
L’analisi delle presenze complessive registrate nel corso della stagione invernale 2016/2017 nelle strutture ricettive oggetto dell’indagine, evidenza una situazione in cui predomina una situazione di stabilità rispetto allo scorso anno. Infatti, il 55,6% degli intervistati conferma una situazione in linea con l’anno precedente, mentre il 24,0% degli albergatori ha notato un aumento delle presenze, il 20,4% ha registrato invece un decremento rispetto alla precedente stagione invernale.
Focalizzando ulteriormente l’analisi, l’aumento medio delle presenze è stato del 15,0% (era il 6,1% lo scorso anno), con il picco maggiore nell’intervallo «oltre il 10%», registrato dal 55,1% degli operatori. La media di diminuzione delle presenze è stata invece del 13,3% (nella stagione invernale precedente risultava il 10,7%), con il 47,5% degli operatori che segnalano un calo nell’intervallo «dal 5,1% al 10%», un 40,0% che segnala un calo «oltre il 10%» ed un 10% che indica invece una diminuzione «dal 3,1% al 5%» e un 2,5% «dallo 0,1% al 3,0%» .
Considerando quindi i due parametri sopra indicati e le quote di maggiore incidenza negativa, la stagione invernale appena trascorsa ha registrato un incremento delle presenze – a livello nazionale – pari al +4,6%: si tratta di un segnale in controtendenza rispetto all’ultima stagione invernale, che permette di migliorare anche l’andamento registrato due inverni fa (stagione 2014/2015). Analizzando l’andamento delle presenze dei turisti italiani e di quelli stranieri, si nota come i primi (italiani) continuino nel trend leggermente positivo iniziato negli scorsi anni, nonostante rimangano le presenze straniere quelle che rappresentano il «core» della montagna bianca italiana. Pertanto, la percentuale degli albergatori intervistati che dichiarano di avere registrato una riduzione delle presenze dei turisti italiani si è notevolmente ridotta rispetto alle stagioni precedenti, passando dal 67,2% dell’inverno 2012/2013 al 58,3% della stagione 2013/2014, poi riducendosi al 34,9% del 2014/2015, al 38,9% del 2015/2016 per arrivare ad una situazione attuale in cui la riduzione dei turisti italiani secondo gli albergatori è del 27,3%. Allo stesso tempo la quota di albergatori che affermano di avere avuto un aumento delle presenze di turisti stranieri continua a limarsi, passando dal 63,3% dell’inverno 2013/2014 al 48,8% dell’inverno 2014/2015, al 36,4% del 2015/2016, per arrivare infine nella stagione 2016/2017 ad un 30,5%.

Analizziamo nello specifico la situazione:
• le presenze dei turisti italiani sono stabili per il 50,7% (erano il 32,6% lo scorso inverno), segnano una diminuzione per il 27,3% degli albergatori intervistati (contro il 38,9% della passata stagione), mentre sono in aumento per il restante 22,0% (contro il 28,5% del precedente inverno);
• per quanto riguarda le presenze degli stranieri, segnala una situazione di stabilità il 53,3% dei gestori delle strutture ricettive intervistati (erano il 47,6% lo scorso anno), un incremento il 30,5% dei gestori delle strutture ricettive intervistati (contro il 36,4% della precedente stagione) mentre diminuiscono per il 16,2% (pressoché simili allo scorso anno con il 16,1%).
Analizziamo ora la situazione relativa all’andamento complessivo del fatturato delle strutture ricettive registrato nella stagione invernale 2016-2017: il 51,3% riscontra una situazione di sostanziale stabilità rispetto allo scorso anno (quando la quota era pari al 31,3%), il 28,9% registra un incremento di fatturato rispetto all’anno precedente (era il 38,1% lo scorso anno) ed il 19,7% degli operatori intervistati hanno constatato, invece, una riduzione (contro il 30,6% dello scorso inverno).
Nel dettaglio, il fatturato è diminuito, in media, dell’11,8% (lo scorso anno si segnalava una riduzione media del 9,7%) registrando il picco massimo nell’intervallo «dal 3,1% al 5%», citato infatti dal 33,3% degli operatori. Risulta invece più basso l’aumento medio, che si attesta al 9,4% (era il 6,7% lo scorso anno): in questo caso il 51,4% degli intervistati dichiara un aumento nella fascia «dal 5,1% al 10%».

Nel complesso, la stagione invernale ha registrato un incremento del fatturato complessivo a livello nazionale, per il settore delle strutture ricettive, pari al +4,2%. Per una più corretta valutazione circa la redditività delle aziende della filiera turistica della montagna bianca italiana, è stato analizzato anche il dato relativo all’EBITDA (Earning Before Interest Taxes Depreciation and Amortization), quindi il risultato aziendale prima degli interessi, imposte ed ammortamenti, ovviamente basato sulle vendite/fatturato della stagione invernale nella sua complessità. Emerge che la quota di operatori che dichiarano una diminuzione dell’EBITDA sia pari al 27,4% degli intervistati (contro il 55,9% dello scorso anno), mentre sono superiori sia coloro che affermano di avere ottenuto un’EBITDA stabile ed in aumento. Emerge così che vi è un aumento medio complessivo di questo valore pari al +7,1%.

Rivolgendosi all’analisi dei prezzi praticati nelle strutture ricettive, anche quest’anno la maggior parte degli operatori intervistati dichiara di avere lasciato i prezzi invariati rispetto alla stagione precedente: si tratta di una quota del 72,1%, superiore di oltre 10 punti rispetto alla passata stagione (era il 61,0%). Diminuisce invece la quota di coloro che dichiarano di avere aumentato le tariffe, pari al 27,0% (l’inverno scorso era il 38,4%), mentre quasi nessuno ha abbassato le tariffe (0,9%). A livello complessivo, nel corso della stagione invernale 2016/2017, i prezzi del “sistema ospitale” della Montagna Bianca Italiana sono aumentati del +2,7% (mentre la scorsa stagione erano cresciuti del +2,9%).

Passando all’analisi della composizione della clientela delle strutture ricettive oggetto dell’indagine, la montagna invernale si conferma ancora una volta un ottimo attrattore di clientela straniera: nel confronto tra le provenienze dei turisti, infatti, gli stranieri si aggiudicano ancora una volta il primo posto, con una quota percentuale del 53,7% sul totale della clientela delle strutture ricettive invernali prese in esame. Si tratta di un trend abbastanza stabile negli anni: 48,0% la quota nell’inverno 2011/2012; 50,02% nel 2012/2013; 53,4% quella dell’inverno 2013/2014; 54,6% nella stagione 2014/2015 e 51,1% in quella 2015/2016.
Pe quanto riguarda la provenienza della clientela che soggiorna nelle strutture ricettive, in l’Italia si riconferma il trend registrato nelle stagioni precedenti: al primo posto troviamo infatti la Lombardia, con una quota del 18,8% (era il 20,2% lo scorso inverno), seguono il Lazio con il 17,0% (era il 13,2%), la Toscana con il 12,5% (era il 10,3%) e l’Emilia Romagna con il 12,2% (era il 10,8%). Poi vi è il Piemonte con il 5,7%, la Puglia 5,5%, il Veneto con il 5,2%, il Trentino Alto Adige con il 4,6%. Quote minori di flussi sono state generate dalla Sicilia (3,3%), dalla Calabria (3,0%), dalla Campania (2,4%), dalle Marche (2,1%) e dalle altre regioni 7,7%).

Dall’analisi delle provenienze estere si regista un «cambio al vertice», con la Germania che supera tutti e conquista la vetta a discapito del Regno Unito, vi è poi un deciso passo in avanti anche da parte della Polonia. Gli operatori indicano infatti ai primi posti della graduatoria la Germania con il 13,1% (erano l’11,8% lo scorso anno), la Polonia con il 12,7% (un incremento deciso rispetto all’anno precedente in cui era al 6,7%), al terzo posto si trova invece il Regno Unito con il 12,3% (lo scorso anno era al 14,8%). Seguono con quote minori il Belgio con il 10,5% (lo scorso anno era al 9,5%), la Danimarca con il 6,8% (lo scorso anno rappresentava il 5,5%), poi la Repubblica Ceca con il 5,7% (lo scorso anno era al 4,0%), la Russia con il 5,5% (lo scorso anno era all’undicesima posizione con il 3,5%), gli Stati Uniti con il 4,4% (erano al 6,4%), la Svezia con il 4,0% (contro il 5,9% della passata stagione, l’Olanda al 3,3% (era al 4,5%), l’Austria al 3,0% (era al 4,8%). Poi, ancora: Slovenia 2,9%, Francia 2,8%, Svizzera 2,3% e gli altri paesi con percentuali minori.

L’analisi delle risposte relative ai Paesi stranieri che hanno registrato il maggior tasso di crescita nel corso della stagione invernale 2016-2017 segnala cambiamenti rispetto agli ultimi anni: si assiste ad un forte incremento della Polonia che sale sul “podio” con il 21,7% (lo scorso anno era in nona posizione con il 4,2%), al secondo posto con il 19,8% il Regno Unito (lo scorso anno era al primo posto con il 18,1%), mentre si classifica al terzo posto la Danimarca con il 9,3%. Recupera posizioni anche la Svizzera con l’8,1% (la stagione precedente era al 4,2%), seguita dal Belgio con il 7,0% (l’anno scorso era all’8,1%) e la Francia con il 5,0%. Perde posizioni la Germania che si trova settima in classifica con il 4,3%, (l’inverno passato era quarta con il 9,3%). A seguire Israele (3,9%), Malta (3,5%), Olanda (3,1%, l’anno scorso era ottava in classifica con il 5,4%), Russia (2,7%, contro l’1,4% precedente). Perdono punti gli Stati Uniti d’America che scendono alla dodicesima posizione con il 2,3% (l’anno precedente erano in terza posizione con il 10,6%).
Monitorando la clientela abituale ed i nuovi clienti, si capovolge la situazione dello scorso inverno, in quanto quest’anno è superiore la quota dei nuovi clienti (51,9%) rispetto ai clienti abituali (48,1%). Coloro che soggiornano nella struttura ricettiva o frequentano la località per la prima volta sono infatti passati dal 52,1% dell’inverno 2013/2014 al 59,4%del 2014/2015, per poi scendere sotto quota 50% con il 48,1% nel 2015/2016 per poi assestarsi nella stagione 2016/2017 al 51,9%. I clienti fedeli che tornano nella stessa struttura ricettiva per la propria vacanza sulla neve rappresentavano, invece, il 47,9% nella stagione invernale 2013/2014, il 40,6% nella stagione 2014/2015, per raggiungere quota 51,9% nel 2015/2016 e scendere a quota 48,1% nella stagione attuale.

Si è proceduto inoltre ad analizzare l’andamento delle presenze nei  vari periodi di vacanza, rispetto alla stagione precedente, ne risulta la seguente situazione:
• S. Ambrogio: il 57,9% delle strutture afferma di avere registrato una stabilità delle presenze rispetto alla stagione invernale precedente, per il 21,9% si è registrato un aumento, mentre il 20,1% ha visto un calo delle presenze;
• Natale: anche qui per il 47,2% la situazione è rimasta tendenzialmente invariata, il 33,4% ha registrato una diminuzione mentre il 19,3% ha visto un aumento delle presenze in questo periodo;
• Capodanno/Epifania: è stato il periodo con la maggiore stabilità rispetto alla stagione precedente, con il 70,9% degli intervistati che dichiara, infatti, lo stesso numero di presenze; il 17,6% ha registrato un aumento mentre l’11,5% parla di diminuzione di presenze rispetto alla stagione passata;
• Gennaio/Febbraio: anche in questo periodo gli albergatori hanno visto per il 39,5% una situazione di stabilità, mentre le presenze sono aumentate per il 32,4% degli intervistati e diminuite per il 28,1% di essi.
• Marzo: per il 36,4% la situazione è rimasta pressoché invariata rispetto all’anno precedente in questa stagione mentre il 33,4% ha registrato un aumento delle presenze. Il 30,2% ha registrato invece una diminuzione delle presenze.

Quest’anno si è riscontrata una generale stabilità di presenze rispetto alla stagione precedente. Capodanno/Epifania è stato il periodo che ha visto maggior stabilità, Natale il periodo con maggiore diminuzione, mentre la fine della stagione è quella che ha verificato un maggiore aumento di presenze. Anche quest’anno Skipass Panorama Turismo ha chiesto agli operatori di indicare l’andamento delle presenze, rispetto alla stagione invernale precedente, nel caso di soggiorni in settimana bianca, per week-end/long week-end ed infra-settimanali dal lunedì al venerdì. Questa la situazione:
• Settimana bianca: il 44,1% degli operatori intervistati segnala una stabilità per questa tipologia di soggiorno, il 34,1% dichiara una diminuzione, mentre il 21,7% una crescita. Alta, quindi, la quota di coloro che dichiarano sostanziale stabilità, sebbene sia ancora maggiore la percentuale degli operatori che segnalano minor richiesta rispetto a chi, invece, segnala la ripresa delle settimane bianche;
• Week-end/Long Week-end: è in aumento per il 52,9% degli operatori, stabile per il 32,2%, in diminuzione per il restante 14,9%. Si tratta della formula di soggiorno con il livello di crescita maggiore anche nelle passate stagioni invernali, sebbene con indici inferiore rispetto allo scorso anno; continua comunque il trend positivo, risultando essere la formula di vacanza più utilizzata dagli sciatori;
• Infrasettimanale lunedì/venerdì: questa tipologia di vacanza è stabile per il 55,3% degli albergatori, è in diminuzione per il 33,2% degli operatori mentre l’11,5% ha registrato un aumento di presenze per questa formula di vacanza. Un’offerta, questa, la cui diffusione è molto lenta.
Analizzando poi i dati circa la permanenza media registrata nelle strutture ricettive durante la stagione invernale 2016/2017, risulta quanto segue:
• Si è trattato di Soggiorni Brevi (fino a 5 notti) per il 42,3% dei casi;
• di Week-End e Long Week-End (soggiorni fino a 3 notti) per il 34,3% dei casi;
• di Settimane Bianche (6-7 notti) per il rimanente 23,4%.

Anche per questa stagione invernale si conferma il trend degli scorsi anni, vale a dire la preferenza per i soggiorni brevi che restano la formula di vacanza più fruita dai turisti della montagna bianca, passati dal 57,6% nella stagione 2013/2014 al 60,1% in quella 2014/201, calano però al 46,1% nel 2015/2016 e ulteriormente in questa stagione al 42,3%. Quest’anno diminuisce anche la richiesta di week end e long week-end, che incide per il 34,3% (sono passati dal 33,9% della stagione 2013/2014, al 29,6% di quella 2014/2015 al 43,3% di quella 2015/2016). Guadagnano punti invece le settimane bianche che sono passate dall’8,5% dell’inverno 2013/2014 al 10,3% della passata stagione, per giungere al 10,6% nel 2015/2016 e arrivare al 23,4% in questa stagione. La permanenza media degli ospiti delle strutture ricettive oggetto dell’indagine, nel corso della stagione invernale 2016/2017, è stata di 4,8 giorni, leggermente superiore rispetto alla stagione precedente, dove si registrava una permanenza media di 4,7 giorni.

Skipass Panorama Turismo ha inoltre analizzato l’opinione degli operatori turistici rispetto ai fattori di scelta della struttura ricettiva da parte della clientela. Secondo gli intervistati è sempre il “rapporto qualità/prezzo” il primo elemento di scelta della struttura ricettiva da parte dei turisti, con il 44,2% (era il 55,6% lo scorso inverno), al secondo posto tra le motivazioni di scelta guadagna posizioni il «prezzo» con il 16,8% (lo scorso anno era al 9,1%). La «presenza di servizi di wellness» rimane sul podio con l’11,0% delle risposte (era al 10,6% lo scorso anno). Al quarto posto guadagnano punti gli «sconti per le famiglie con i bambini» con il 9,4% (erano al 3,5% lo scorso anno) seguite dalle «offerte promozionali interessanti» (6,0%), etc.
Per quanto riguarda gli investimenti/azioni che gli albergatori pensano di intraprendere per la prossima stagione invernale le risposte ottenute sono variate rispetto allo scorso anno. Infatti, la quota maggiore, pari al 20,2%, è data da coloro che dichiarano di voler attuare «interventi strutturali» (occupava la terza posizione lo scorso anno); segue la volontà di «aumentare i pacchetti promozionali» (14,9%) e di «volere aumentare le tariffe» (11,5%). Buona la quota di chi intende «stipulare nuovi accordi commerciali con T.o, e Adv» (10,9%) e degli operatori che intendono garantire agli ospiti «maggiore flessibilità di date ed orari» (9,7.%).

È stato inoltre chiesto agli operatori di indicare il prezzo medio, per persona, per una settimana bianca, con servizio di mezza pensione, che è stato applicato durante la stagione invernale 2016/2017.
Anche quest’anno la maggior parte delle strutture ricettive (27,2%) ha applicato tariffe comprese tra 301,00 e 400,00 euro; seguono, con il 25,2% delle risposte, settimane bianche con prezzi compresi tra i 401,00 ed i 500,00 euro e con il 13,5% quelle con un prezzo oltre gli 800,00 euro. Vi è poi una quota del 10,3% degli operatori che dichiara un prezzo medio – relativo sempre alla settimana bianca – variabile tra 601,00 e i 700,00 euro, mentre il 9,9% degli operatori ha applicato una tariffa di settimana bianca tra i 501,00€ e i 600,00 euro e l’8,9% tra i 701,00 euro e gli 800,00 euro. Il 4,6% invece ha applicato tariffe tra i 201,00 euro e i 300,00 euro. Si può quindi sostenere che la maggioranza degli operatori ha applicato come tariffa per una settimana bianca un range di prezzo tra i 301,00 euro   e i 500,00 euro, crescono inoltre anche gli operatori che applicano tariffe superiori agli 800,00 euro in relazione alla qualità e varietà dei servizi forniti. Complessivamente il prezzo medio per persona per una settimana bianca in mezza pensione durante la stagione invernale 2016/2017 – a livello nazionale – è stato di 628,40 euro, in leggero aumento rispetto al prezzo medio registrato lo scorso anno (612,54 Euro), raggiungendo in questo modo il valore più alto delle ultime stagioni invernali (era infatti pari 612,54 euro lo scorso anno, 606,67 euro nella stagione invernale 2014/2015, 545,91 euro nella stagione invernale 2013/2014, 525,00 euro nella stagione 2012/2013 e 495,48 nell’inverno 2011/2012).                         n

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Fiere Convegni
 
 

Si è chiusa la vetrina,
si apre il nuovo inverno

Dal 27 al 29 ottobre la grande fiera di Modena giunta alla 24a edizione ha svolto come sempre in maniera impeccabile il ruolo prestigioso di «mossiere» ufficiale della stagione invernale. In un clima di rinnovato ottimismo, nei padiglioni di Modena Fiera si è ritrovato tutto il mondo della montagna bianca, il mondo del turismo invernale e delle attrezzature tecniche per lo sci e gli altri sport invernali che guarda con fiducia ai prossimi mesi convinto che «presenze e fatturati cresceranno in tutte le località», come ha detto Paolo Fantuzzi, amministratore  delegato di ModenaFiere

In una stagione dove il freddo sembra farsi attendere, un primo assaggio d’inverno l’hanno avuto i tantissimi visitatori di Skipass, che il 29 ottobre ha chiuso i battenti della sua 24a edizione.  Un segnale molto positivo anche per la stagione invernale alle porte, confermato anche dai dati dell’Osservatorio Skipass Panorama Turismo: «In linea con l’anno scorso, per l’inverno 2017/2018 fatturato e presenze cresceranno in tutte le località - spiega Paolo Fantuzzi, amministratore delegato di ModenaFiere - gli italiani riscoprono il piacere di andare in montagna, soprattutto d’inverno, ricercando non solo piste e impianti dove sciare, ma anche relax e benessere per tutta la famiglia». Una tendenza, quella del «white landscape», che dominerà tutta la stagione invernale e che ha trovato riscontro nel successo della manifestazione modenese, vero punto di partenza dell’inverno italiano. «È da Modena che gli appassionati della neve decidono dove andare, quale attrezzatura utilizzare, quali attività provare per la prima volta: qui si decidono le tendenze della nuova stagione ed è per questo che Skipass rimane un appuntamento irrinunciabile nell’agenda di tutti gli amanti del segmento neve, siano questi sciatori o no».  
Località sciistiche, attrezzatura per gli sport invernali e atleti e professionisti della montagna: Skipass ha regalato ai suoi visitatori tre giorni in quota, senza mai spostarsi dai padiglioni di ModenaFiere, toccando le più importanti cime italiane e alcune tra le località straniere più rinomate. Il lavoro a stretto contatto con gli operatori turistici è stato uno degli obiettivi primari di questa edizione di Skipass, anche grazie alla «Carta della Montagna Bianca», un documento programmatico che delinea i punti sui quali lavorare per il futuro della montagna italiana, che è stato redatto e presentato proprio in occasione della manifestazione.
Durante la tre giorni, spazio anche alle tante attività su neve vera tutte da provare, dove a bambini e ragazzi, come di consueto, è stata riservata un’attenzione particolare. Piste innevate per i corsi di sci e di snowboard, pista di ghiaccio, parete di arrampicata e percorsi sintetici di bici e skate sono state visitati da migliaia di aspiranti sciatori e baby-alpinisti. «Favorire l’approccio alla montagna e agli sport invernali e outdoor è uno degli obiettivi del salone - commenta Fantuzzi - Grazie alla collaborazione con la Federazione Italiana Sport Invernali e con le aziende del settore, ogni anno Skipass garantisce la prima esperienza sulla neve a più di mille ragazzi».  Lo spettacolo poi non è mancato, con le folli corse delle moto sulla pista innevata e le discese acrobatiche di snowboarder e freeskier, che hanno animato il rail pro dell’area esterna. Anche la FISI ha animato la tre giorni di Modena, con tantissimi appuntamenti importanti, come il conferimento del diploma ad honorem da maestro di sci ai quattro finanzieri che per primi sono arrivati all’Hotel Rigopiano o i premi ai 51 Sci Club «Stellati», ovvero quelli più attivi su tutto il territorio a livello giovanile. All’apertura del Salone hanno partecipato Luca Lotti, Ministro dello Sport, Giovanni Malagò, Presidente del CONI, Flavio Roda, Presidente della FISI e Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia Romagna e i numeri sono quelli di un grande evento: 80 mila visitatori in tre giorni di fiera, oltre duemila metri cubi di neve prodotta, 92 appuntamenti tra presentazioni, premiazioni, convegni e conferenze stampa. Due gare nazionali, i campionati assoluti di slackline e di paraclimb, e tre contest internazionali di snowboard e freeski che hanno avuto luogo sul rail costruito nell’area esterna.
www.skipass.it

 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio

Passione e business da tutto il mondo

La 22a edizione della più importante fiera internazionale per le tecnologie alpine si è chiusa in aprile a Innsbruck con l’ennesimo bilancio in attivo della sua prestigiosa storia, con un numero di espositori e di visitatori professionali ancora superiore rispetto alla precedente edizione del 2015. Tra gli stands affollati all’inverosimile della sede fieristica del capoluogo tirolese, si sono incontrati produttori e compratori di un mercato che sta diventando sempre più globale, come hanno dimostrato le numerose rappresentanze di Nazioni emergenti nel settore economico del turismo montano. Ed è stata come sempre l’occasione unica per riconoscersi nello stesso impegno imprenditoriale e per concludere buoni affari

L’Interalpin, principale fiera internazionale per le tecnologie alpine di cadenza biennale, si è svolta dal 25 al 28 aprile presso il «Messe Exhibition Centre» di Innsbruck decretando, ancora una volta, uno straordinario successo di partecipazione.  Bastava aggirarsi negli stand più o meno estesi della rassegna, in mezzo al formicaio di visitatori, per verificare quanto questo evento rappresenti veramente l’ombelico di un universo, il cuore pulsante di quel sistema produttivo, commerciale, turistico che vive su tutte le montagne del mondo. La rivelazione di innovazioni tecnologiche mai viste prima, un pubblico composto per la maggior parte di professionisti internazionali e uomini d’affari alla ricerca di opportunità di investimento, la partecipazione di numerosi attori-chiave nel business del turismo montano, hanno sottolineato ancora una volta il significato importante, per non dire fondamentale della fiera austriaca. Prendere visione di tutte le novità del settore e disporre di una rete di rapporti ai massimi livelli nello stesso spazio-tempo sono stati ancora una volta i segni distintivi delle tre giornate di Interalpin. Quasi 26.400 professionisti (oltre il 10% in più rispetto alla precedente edizione del 2015) provenienti da tutto il mondo hanno partecipato alla fiera per scoprire, investire ed essere informati sulle ultime tecnologie per gli impianti di risalita, i sistemi di innevamento programmato, i mezzi battipista, i servizi per le stazioni invernali, le soluzioni IT, la sicurezza industriale alpina e molto altro ancora da utilizzare sia in inverno che in estate. «La 22a edizione del Interalpin ha chiaramente dimostrato che questa fiera professionale è diventata uno degli eventi più significativi del settore - ha dichiarato Christian Mayerhofer, CEO del Congress Messe Innsbruck (CMI), commentando il successo dell'evento - Gli espositori hanno messo in mostra le loro impressionanti ultime tecnologie in questa piattaforma leader per l'innovazione. E lo svolgimento contemporaneo di Interalpin con la Conferenza austriaca degli impianti a fune ha ancora una volta sottolineato la forte collaborazione tra l’evento fieristico e l'industria delle funivie. Grazie a tutti gli espositori e ai partners».

I professionisti della filiera
sono interessati a investire
L'alto livello qualitativo della partecipazione è una componente fondamentale da sottolineare per delineare il ruolo cruciale di Interalpin all'interno del settore. Secondo i risultati della ricerca indipendente di mercato effettuata durante l'evento, circa i due terzi dei visitatori erano «decision makers», operatori professionali dotati di potere d’acquisto, e circa il 75% di loro è arrivato a Interalpin con progetti concreti di investimento da concretizzare direttamente nelle giornate della fiera o subito dopo. «L'immenso potenziale di innovazione e investimento all'interno del settore è stato incredibilmente evidente durante questa edizione di Interalpin - ha sottolineato il responsabile del progetto Stefan Kleinlercher  - Secondo le statistiche della Camera di Commercio austriaca, su base annua quasi 700 milioni di euro sono investiti solo dall'Austria. E gli espositori prevedono ritorni di business molto buoni».

Circa il 60 % dei visitatori
erano internazionali
Per quanto riguarda la composizione dei partecipanti e secondo la ricerca di mercato condotta, l'Interalpin conserva e accresce ad ogni edizione il suo profilo estremamente internazionale. I visitatori hanno partecipato provenienti da mercati storici e rinomati rinomati come Stati Uniti, Francia, Italia, Svizzera o Germania, ma anche da mercati emergenti come Argentina, Cile, Russia, Kazakistan e Cina. Secondo i risultati del questionario distribuito ed elaborato durante le tre giornate di fiera, il 60% dei visitatori commerciali erano stranieri, provenienti da 86 Paesi. «Un tale livello di internazionalizzazione è davvero unico per le fiere di tecnologia alpina», ha sottolineato Kleinlercher, che ha aggiunto come il consistente aumento del numero di visitatori provenienti dall’Asia possa essere parzialmente riconducibile all’attesa che si sta creando per le imminenti Olimpiadi invernali che si svolgeranno in Corea del Sud nel 2018.

Tutti i principali «players» globali
sotto «un unico tetto»
Secondo Kleinlercher, gli stessi espositori hanno sottolineato il carattere internazionale dell’appuntamento: «Dalle imprese già consolidate alle molte, giovanissime startup, i 650 espositori sono arrivati a Innsbruck in rappresentanza di 50 Nazioni e hanno coperto non meno di 40.000 m2 di spazio disponibile presso il centro espositivo di Innsbruck». Quando, in sede di bilancio, si è trattato di misurare la soddisfazione dei visitatori rispetto all'offerta di espositori, Interalpin non ha deluso. La fiera ha svolto perfettamente il suo compito: ha proposto tutte le novità del settore, una panoramica completa dello stato dell’arte del mondo impiantistico funiviario, una gamma completa di prodotti e la presenza di numerosi grandi «players» internazionali per un’occasione unica di incontri e di business. La ricerca di mercato conferma questi risultati: il 94% dei visitatori ha dato alla 22a edizione di Interalpin i voti più alti di gradimento. «La nostra fiera – ha concluso Christian Mayerhofer -  continua a scrivere la sua storia di successo e anche tra due anni sarà all’altezza della propria tradizione rappresentando al massimo livello tutte le novità e tutti i protagonisti del comparto industriale legato al turismo montano». L’appuntamento è fissato fi da adesso: la 23a edizione di Interalpin è il programma a Innsbruck dall’8 al 10 maggio 2019.

Secondo loro...
Ecco i commenti a Interalpin 2017
di alcuni espositori

Patrizia Pircher (TechnoAlpin): «Mi sembra che il numero dei visitatori sia aumentato di nuovo rispetto alla precedente edizione del 2015. Il nostro stand era pieno di visitatori dal primo mattino alla sera. Un numero di visitatori importanti e provenienti da tutto il mondo. Interalpin 2017 si è confermata una delle fiere più importanti del settore».
Gotthard Schöpf (Leitner Ropeways): «Interalpin è la nostra fiera più importante perché ci concentriamo sempre sulla possibilità di presentare qualcosa di speciale qui ogni due anni. L'edizione di quest'anno è stata particolarmente frequentata da visitatori internazionali. Non vediamo l'ora di concludere un sacco di rapporti commerciali dopo la fiera».
Werner Amort (Prinoth): «Interalpin è la piattaforma più importante per presentare i nostri battipista, e ci offre l'opportunità di raggiungere nuovi clienti e partner di tutto il mondo. Ogni volta che veniamo siamo davvero eccitati per l'atmosfera e l'internazionalità».
Julia Schwärzler (Doppelmayr): «Abbiamo approfittato di Interalpin per presentare i nostri ultimi prodotti a un pubblico di professionisti provenienti da tutto il mondo. Durante la fiera abbiamo ricevuto molte risposte positive e siamo stati in grado di presentare in modo ottimale le innovazioni più recenti».
Michael Peintner (Sunkid): «Per noi esporre a Interalpin è un must assoluto, è l’unico posto al mondo che raccoglie nello stesso momento tutto il settore. Abbiamo avuto così tanti visitatori internazionali al nostro stand da non credere e la fiera è stata un successo completo. Non vediamo l'ora di partecipare all’edizione del 2019!».
Oliver Suter (Axess): «Secondo le mie stime, il numero di visitatori professionisti è aumentato in modo consistente rispetto al 2015. Abbiamo anche accolto molti visitatori provenienti da Nord e Sud America, Scandinavia, Francia, Asia e soprattutto Russia. Interalpin 2017 ha portato delegazioni da tutto il mondo al nostro stand. Come produttore con un impianto industriale a Innsbruck, questo era il nostro cortile di casa, e quindi abbiamo anche avuto la possibilità di ospitare le delegazioni in visite guidate presso la nostra fabbrica»
Roderich Urschler (MND Group): «Il numero e il livello dei visitatori sono stati eccellenti. Come espositore, penso che il fatto che l'Interalpin si svolgesse in primavera sia stato particolarmente positivo perché le discussioni commerciali erano molto concrete, i progetti potevano essere presentati in tempo e le nostre offerte erano in forte domanda. Per quello che riguarda l'internazionalità dell'evento, ho osservato un aumento costante dei visitatori commerciali provenienti dall'Asia»
Thilo Vogelgsang (Kässbohrer Geländefahrzeug AG): «La qualità dei visitatori è stata molto elevata. Ci ha fornito la piattaforma perfetta per creare nuovi contatti commerciali. Come da tradizione, in un festoso clima di familiarità, abbiamo anche accolto molti addetti e operatori di battipista dalle stazioni sciistiche al nostro stand. Interalpin è la nostra fiera più importante».
Manfred Huber (Chairkit): «Interalpin 2017 è stato un punto di forza assoluto per l'intero settore. La fiera è molto ben accolta e molti professionisti altamente qualificati sono venuti a trovarci. Ho veramente notato come i visitatori commerciali sono stati particolarmente motivati nell’investire. Sono stato anche lieto di vedere che l’idea di di includere attrazioni e strutture per l'estate era in forte domanda. La fiera ha avuto  successo particolare per noi».
Arek Budas (Supersnow): «Siamo stati molto soddisfatti di aver partecipato a Interalpin, perché molti ospiti e clienti internazionali hanno visitato il nostro stand. Abbiamo avuto la possibilità di stringere molti buoni contatti e di avviare affari con nuovi clienti».

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
 

La Superclass 1.2L VVT 12 V è il nuovo gioiello di motoslitta che l’azienda vicentina dei fratelli Umberto e Paolo Vedovato presenta per questa stagione dopo averla mostrata in anteprima all’Interalpin di Innsbruck per festeggiare il ventennale dell’attività. È un mezzo bi-cingolo da lavoro agile ed eclettico che va ad affiancarsi alle già titolate, collaudatissime e affermatissime «sorelle maggiori» della serie Sherpa

Sono tante e grosse le novità per la stagione 2017/18 proposte da Alpina, in primis il rientro in grande stile dello storico modello Superclass, macchina che vide per la prima volta la luce nel lontano 1996. 1.2L VVT 12V sono i riferimenti al nuovissimo propulsore a tre cilindri, 1200 cc, con 12 valvole a fasatura variabile idraulica, ovviamente catalizzato ed Euro-5, in perfetto stile Alpina. Questa bi-cingolo che va ad affiancare le «sorelle maggiori» della serie Sherpa (1.6L Ti-VCT 16V e 1.4L 8V EFI) è un puro mezzo da lavoro in connotazione «light» (e non solo nel peso), uno strumento polivalente adatto tanto ai lavori gravosi quanto ai viaggi veloci in totale comfort. Molte le novità: il motore catalizzato è indiscussamente il “Numero 1” sia dal punto di vista dell’efficienza e dei consumi, che delle prestazioni, con strabilianti valori di coppia e potenza anche ai bassi regimi. La trasmissione di nuova generazione, estremamente precisa negli innesti, rende questa macchina scattante, e silenziosa; le nuove sospensioni del cingolo ATSS-3 e quelle frontali a bracci indipendenti con ammortizzatori idraulici a gas offrono stabilità, maneggevolezza e precisione di guida in ogni condizione, anche a pieno carico. E ancora: scarico posteriore centrale, sistema di diagnosi elettronica motore gestibile da un comunissimo smart-phone, e tutte le predisposizioni per l’ampia gamma di attrezzature e di accessori che Alpina ha appositamente sviluppato per rendere efficace e sicuro il lavoro quotidiano. Le sue applicazioni ideali sono il trasporto di persone e di materiali, la battitura di piste (da fondo, slittino,  pedonali, sled-dog), il soccorso in pista e soprattutto il fuori pista grazie alle sue doti eccellenti di galleggiamento che superano di gran lunga qualsiasi altro mezzo cingolato da neve. 

Sherpa, la star professionale
con…tutto il necessario
Minimi invece i «ritocchi» alla collaudatissima serie Sherpa, indiscussa top-model del settore professionale in grado di offrire sia prestazioni di potenza e affidabilità che di maneggevolezza e il comfort nel massimo rispetto dell’ambiente. Anche questa serie è ovviamente predisposta per l’impiego di tutte le attrezzature intercambiabili appositamente studiate per far fronte ai più tipici impieghi del settore professionale, delle quali citiamo:
• l’apparato tracciapista F-250, destinato alla battitura e alla manutenzione delle piste per lo sci da fondo, che garantisce una qualità top del binario da tecnica classica ed estrema accuratezza nell’esecuzione della corsia da skating. Il tracciatore per la tecnica classica (singolo o doppio) è dotato di sollevamento elettrico con precarico a gas, traslatore laterale e dell’esclusivo sistema Vibra-Cut in grado di realizzare un binario preciso e compatto anche in presenza di nevi particolarmente crostose e ghiacciate. I comandi della F-250 vengono azionati dalla consolle installata a bordo della motoslitta e comunicano tramite il sistema ADCN (Alpina Digital Control Network). L’apparato tracciapista è disponibile anche nella versione D-series per la preparazione di piste di slittino, piste pedonali, snowpark, ciaspole, sled-dog e piste baby di sci alpino. 
• lbarella soccorso SRK: l’ apprezzato sistema per il soccorso in pista denominato Safe Rescue Kit prevede una barella autolivellante che si installa direttamente a bordo della motoslitta per il recupero di feriti lungo piste anche molto ripide. Il sistema, che elimina i classici limiti derivanti dall’utilizzo di rimorchi o toboga al traino, si installa e si rimuove in meno di 5 minuti, rendendo la macchina immediatamente disponibile per tutti gli altri utilizzi tipici.
• l rimorchio Transalp: indiscusso leader per le sue doti di stabilità, comfort e sicurezza grazie alle sospensioni ad assorbimento progressivo, nella versione «bus» è configurabile per il trasporto di 6 o 9 passeggeri (conversione resa possibile anche successivamente all’acquisto) con l’eventuale kit-parabrezza + hard-top e portasci posteriore. Altre configurazioni prevedono l’«allestimento disabili» con rampa posteriore ribaltabile, cinghie di fissaggio e copertura integrale per il trasporto di una carrozzina da disabili e fino a tre accompagnatori. Di notevole impatto l’allestimento Ski-School destinato alle scuole-sci, con la grafica personalizzabile secondo le richieste del cliente, mentre è di sicuro interesse per tutte le ski area e i rifugi la versione Base destinata al trasporto materiali.
Maggiori informazioni sulla gamma 2018 e su tutte le novità sono disponibili sul sito ufficiale all’indirizzo: www.alpina-snowmobiles.com