Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate. Inoltre utilizza cookie tecnici per migliorare la navigazione. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno, accetti il servizio e gli stessi cookie.

Gallery 3 Columns - MontagnaOnline.com

About The Author

Super User

Gender: Male
Email address: amministrazione@teaweb.it

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita
 
Lavori in corso per la nuova GD10 Vauz-Pordoi

Novità e progetti
con il vento in poppa

L’inverno 2017/18 terrà a battesimo molte nuove realizzazioni dell’azienda di Vipiteno in molte località italiane, tra le Alpi e gli Appennini. Il nuovo impianto al Piz Seteur con le nuove cabine e la stazione nel design di Pininfarina è un concentrato avanzatissimo di tecnologia e design. Interventi importanti anche al Pordoi, in Val Badia, a Plan de Corones e a Campo Imperatore. Cabinovie e seggiovie di grandi portate e dai contenuti tecnici sofisticati ma senza dimenticare di dedicare attenzione ai «dorflift», i piccoli impianti di paese. E pensando già agli impegni per il prossimo futuro in un clima positivo per il rilancio dell’impiantistica funiviaria

Anche quest’anno in Italia si respira una ventata di novità nel mondo degli impianti a fune. La brezza ha iniziato a spirare un paio di anni orsono e le previsioni assicurano un rinforzo grazie ai diversi aiuti provenienti dall’ambito pubblico, sia nazionale sia locale, nonché ai contributi internazionali per importanti eventi come i Mondiali di sci alpino «Cortina 2021».

Design Pininfarina per la nuova
cabinovia «Piz Seteur»
In Valgardena il Piz Seteur nel 2017 regalerà molte novità con la sostituzione della precedente CD4C: due GD10 per una super portata di 3600 p/h inizialmente prevista a 3.450 p/h. Il precedente tracciato rettilineo è stato abbandonato prevedendo una stazione ad angolo nella quale saranno installate le motrici dei due tronchi di risalita. L’impiego del Leitner DirectDrive conferma il gradimento della clientela per il know-how di Leitner ropeways. Nuove cabine nominate Symphony 10 e copertura firmata Pininfarina nella stazione intermedia con nessuno sconto al design e alla qualità d’immagine non meno importanti delle ormai affermate soluzioni tecniche impiegate. Primo impiego in Italia della copertura new style e primo a livello mondiale delle nuove cabine per un impianto da vero primato. Il major focus dell’intervento è stato lo studio progettuale della stazione terminale di valle. In considerazione del significativo numero dei passaggi, si è voluta analizzare una soluzione che potesse soddisfare nel pieno comfort la domanda di trasporto. Con la realizzazione di un girostazione innovativo «allargato», si prevedono in stazione ben 6 veicoli (con portata massima di progetto) a porte aperte. Grazie all’ampio raggio variabile studiato per il girostazione (si configurerà dall’alto come un’ampolla) si minimizzerà la velocità così da agevolare al massimo l’imbarco e lo sbarco a tutte le categorie di utenti.  Un magazzino automatico faciliterà le attività di rimessaggio dei veicoli in fase di fuori servizio.

La cabinovia del Pordoi all’insegna del risparmio energetico
Al Pordoi si salirà in cabinovia! Dopo diverse complicazioni burocratiche che hanno ritardato i tempi autorizzativi, è in fase di realizzazione per la prossima stagione invernale la nuova cabinovia GD10 con cabine Diamond X-Line: più spazio e sci direttamente in cabina. Massima attenzione al risparmio energetico e al contenimento delle emissioni acustiche grazie all’impiego del motore diretto Leitner DirectDrive. In occasione della scadenza di revisione generale della precedente CD4C Vauz – Pordoi, la Società Pordoi S.p.A. ha optato per l’investimento con la sostituzione dell’impianto a garanzia del massimo comfort di viaggio. Incremento di portata a 3200 p/h e riduzione dei tempi d’attesa sono assicurati per gli appassionati del giro del Sella e non solo.

La seggiovia esaposto come nuovo gioiello di Plan de Corones
Leitner ropeways riprende la collaborazione con la Kronplatz AG grazie alla fornitura della nuova CD6 Sonne in sostituzione della precedente seggiovia quadriposto a collegamento temporaneo. Una sei posti carenata con cupole trasparenti ed imbarco a 90° per una risalita a cinque stelle. Un ulteriore investimento per il sempre più esclusivo comprensorio del «gallo delle nevi».

Una fase del montaggio della seggiovia CD6
Biok in Val Badia

In Val Badia continua uno storico rapporto di collaborazione
71 anni di reciproca stima e 73 impianti commissionati. Anche quest’anno si è confermato lo storico legame tra la Grandi Funivie Alta Badia AG e la ditta Leitner: CD6 Biok a La Villa, new entry per il 2017. La nuova seggiovia a collegamento temporaneo esaposto garantirà una portata fino a 2800 p/h. Grande attenzione ai giovani utenti grazie all’installazione di chiusure bloccabili a limitazione del rischio di caduta dall’alto.

La seggiovia di Campo Imperatore nell’ambiente naturale del Gran Sasso
Dopo tre anni dalla gara d’appalto finalmente vedrà la luce a Campo Imperatore una nuova seggiovia a collegamento temporaneo esposto a veicoli aperti. Il Centro Turistico Gran Sasso, società controllata del Comune dell’Aquila, ha definitivamente chiuso il complesso iter burocratico d’aggiudicazione «chiavi in mano» dell’impianto alla ditta vincitrice di Vipiteno. Grande attenzione all’inserimento ambientale dell’infrastruttura che prevede le stazioni collocate in edifici chiusi dedicati che offriranno la massima protezione al vento e alla neve. Soluzione strategica che renderà più semplice la gestione e la manutenzione dell’impianto in considerazione delle particolari condizioni meteo che caratterizzano la zona.

Sciovie a misura di paesi e una funicolare da far rivivere
Anche quest’anno in Alto Adige grande attenzione agli impianti di paese: «i Dorflift». Grazie al sostegno pubblico della provincia di Bolzano, in Val Pusteria, a Dobbiaco, si realizzerà la nuova sciovia Trenker mentre a Nova Ponente l’attuale linea scioviaria Deutschnofen sarà sostituita da una di nuova costruzione. Investimenti dalle cifre contenute trattandosi di sciovie ma dal valore incommensurabile in quanto vere e proprie fucine di giovani utenti e futuri campioni. Su un altro fronte si è dato il via alla cantierizzazione del rinnovo della storica funicolare di San Pellegrino Terme. Un salto indietro nel tempo fino ai primi del ‘900: le stazioni in stile liberty rimesse a nuovo splendore celeranno il know how tecnologico a firma Leitner ropeways degli argani e sistemi di controllo. Veicoli da 25 persone per un’esperienza d’altri tempi.

2017 ma non solo: ecco alcuni progetti in cantiere per il prossimo anno
Un passo importante è previsto per l’offerta invernale del vicentino sarà il primo impianto a collegamento temporaneo nel comprensorio delle Melette. Vincitrice dell’appalto bandito dal Comune di Asiago, Leitner ropeways realizzerà nel 2018 una seggiovia automatica a sei posti: CD6C Busa Fonda a rilancio dell’altopiano dei sette comuni. Dopo anni d’assenza Leitner ropeways tornerà anche a Falcade con il rinnovo della sciovia Le Buse. In sostituzione del vecchio impianto, la nuova installazione entrerà in servizio nella stagione invernale 2018/19. Tutto ciò a confermare che il gruppo di Vipiteno si è consolidato al timone e che il vento è in assestamento nel quadrante giusto per un’imminente virata definitiva verso importanti investimenti a rinnovo del comparto funiviario italiano.
www.leitner-ropeways.com

 


 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita
 

A Gerlos (Austria) la stazione a valle della cabinovia a 10 posti, situata proprio nel centro del paese, è capace di ridurre sensibilmente le emissioni acustiche migliorando decisamente il comfort dei passeggeri. Si tratta di un «gioiello» dell'azienda di Vipiteno, fedele come sempre a una filosofia aziendale che segue costantemente i più avanzati esiti della ricerca tecnologica

Quando una stazione funiviaria riesce
ad…«abbassare il volume»
Nella scorsa stagione ha debuttato con successo in Austria la nuova cabinovia a 10 posti Dorfbahn Gerlos di Leitner ropeways. La stazione a valle, situata proprio nel centro del paese, si distingue non solo per la modernità delle dotazioni, la quantità di servizi offerti e la brevità degli spostamenti, ma soprattutto per il suo funzionamento silenzioso. La silenziosità, proprio per via dell’ubicazione della stazione, era una condizione imprescindibile, ma ha rappresentato anche una sfida tecnologica. Per David Kammerlander, amministratore delegato di Schilift Zentrum Gerlos GmbH, una cosa era chiara fin dalla fase progettuale ed ora dice: «Per raggiungere lo scopo desiderato, cioè la facilità d’accesso e la chiusura del paese al traffico automobilistico, la stazione a valle doveva essere situata nella posizione più centrale possibile. Ciò significa però che il vicino più prossimo dista appena 20 metri dalla stazione». Da qui dunque l’importanza di ridurre le emissioni acustiche. In collaborazione con Leitner ropeways è stata così concepita una stazione adatta a soddisfare le esigenze specifiche del caso. «I complessi adeguamenti tecnici e le innovazioni apportate per ciò che riguarda l’isolamento acustico – continua Kammerlander - hanno funzionato perfettamente e ne abbiamo avuto prova all’atto pratico».  Sebbene le misurazioni fossero già sotto i valori limite stabiliti dalla legge per le emissioni acustiche, Leitner ropeways e Schilift Zentrum Gerlos GmbH hanno voluto fare un passo in più. «In fin dei conti la prevenzione del rumore contribuisce notevolmente al benessere e migliora decisamente anche il comfort dei passeggeri». Con la nuova stazione a valle quest’obiettivo non solo è stato raggiunto, ma addirittura superato. «Utile in tal senso è stato sicuramente il lavoro di sviluppo condiviso, che ha prodotto il miglior risultato possibile per questo particolare progetto, come possono sentire – o meglio, non sentire – i passeggeri che utilizzano quotidianamente la cabinovia». Per la riduzione della rumorosità è stata impiegata tutta una serie di tecnologie che agiscono su diverse sorgenti di rumore. Il rullo di guida laterale sul morsetto, per esempio, non è di plastica rigida, ma di poliuretano, il che rende il morsetto nettamente più silenzioso in arrivo e in partenza. L’imbuto di arrivo e la rotaia di guida, inoltre, sono stati dotati di un pannello acustico a sandwich che, grazie a uno speciale strato isolante intermedio, riduce la propagazione del suono sia attraverso i solidi sia attraverso l’aria. Lo spessore di questi pannelli a sandwich raggiunge i sei millimetri. I provvedimenti adottati non riguardano però solo la stazione, bensì anche l’ambiente circostante. Nella Dorfbahn di Gerlos, infatti, i primi tre sostegni sono collegati tra loro e il supporto principale della rulliera sui

sostegni è anch’esso provvisto di pannello di isolamento acustico. In questo modo le vibrazioni non si trasmettono verso il basso e, quindi, verso la stazione. Conclude Kammerlander: «Abbiamo così ottenuto l’effetto che desideravamo per i nostri dipendenti e i nostri ospiti».
www.leitner-ropeways.com

 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Fiere Convegni, Osservatorio Turistico
 

I firmatari della «Carta della Montagna Bianca Italiana»

La proposta di un patto
per lo sviluppo del turismo invernale

DDalla grande fiera di Modena andata in scena dal 27 al 29 ottobre è partita una importante iniziativa che si chiama «Carta della Montagna Bianca Italiana». Patrocinato dalla Regione Emilia Romagna e promosso da Modena Fiere con il supporto dell’Osservatorio Italiano del Turismo Montano curato dall’agenzia JFC, il documento individua le linee guida sulle quali impostare nel futuro gli sforzi per valorizzare e far crescere un comparto economico che vale oltre dieci miliardi di Euro. Si parte dalle valutazioni statistiche e contabili sulla situazione attuale; ci si ispira e ci si  richiama ad altre iniziative nazionali e internazionali (come la Carta di Cortina) che vanno nella stessa direzione; si chiamano a raccolta le risorse imprenditoriali, politiche, finanziarie, umane per finalizzare gli impegni nei diversi ambiti ad un unico scopo:  garantire un prospero futuro alla Montagna Bianca nella modernità di una visione che abbia nel rispetto della natura e nella sostenibilità ambientale le sue stelle polari

La «Carta della Montagna Bianca Italiana» vuole essere uno strumento strategico contenente gli «items» primari sui quali concentrare tutte le azioni di governo per lo sviluppo turistico della Montagna Bianca Italiana. Le posizioni rilevate sono state condivise dagli stakeholders dell’intera filiera che incidono sul comparto, sia per quanto riguarda la visione e le best practices, sia per quanto attiene agli strumenti ed alle modalità attuative. Una vision che deve forzatamente considerare il contesto internazionale, le criticità del sistema, i valori sociali e culturali, le tematiche sensibili legate alla sostenibilità, la ricchezza del patrimonio materiale ed immateriale, la rete delle conoscenze rurali, etc. Si tratta di un contesto complesso che coinvolge e trova forza in elementi quali il paesaggio, l’ambiente, le tradizioni e che può limitare il calo demografico di gran parte delle aree montane ed appenniniche.
I documenti preparatori

La definizione della «Carta della Montagna Bianca Italiana» si sviluppa sulla base di documenti di verifica e valutazione degli ambiti di sviluppo e tutela del comparto, con particolare riferimento al settore turistico ed a quello della sostenibilità ed accessibilità:
• la comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo dal titolo «L’Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo» (COM(2010)0352);
• la relativa risoluzione del 27 settembre 2011 sull'Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo (GU C 56 E del 26.2.2013);
• la comunicazione della Commissione dal titolo «Legiferare meglio per ottenere risultati migliori – Agenda dell’UE» (COM(2015)0215);
• la relativa risoluzione del 25 ottobre 2011 sulla mobilità e l’inclusione delle persone con disabilità e la strategia europea in materia di disabilità 2010-2020 (GU C 131 E dell’8.5.2013);
• a risoluzione del Consiglio del 6 maggio 2003 relativa all’accessibilità alle infrastrutture e attività culturali per le persone con disabilità (GU C 134 del 7.6.2003);
• la proposta di risoluzione del Parlamento Europeo su «nuove sfide e strategie per promuovere il turismo in Europa» (2014/2241(INI));
• l’adozione della risoluzione, da parte del Parlamento Europeo, sulle «nuove sfide e strategie per la promozione del turismo in Europa» (T8-0391/2015);
• la Carta Europea del Turismo Sostenibile nelle Aree Protette della Federazione Europarc, edizione aggiornata 2010;
• la Carta di Cortina sulla Sostenibilità degli Sport Invernali del 2016;
• il PST 2017/2022 «Italia Paese per Viaggiatori», MIBACT.

La situazione congiunturale
La filiera turistica della Montagna Bianca Italiana ricopre un ruolo primario all’interno del «sistema turismo Italia»: infatti il fatturato del comparto in tutti i suoi aspetti – ricettività alberghiera ed extralberghiera, impianti di risalita, attività ricreative e di intrattenimento, ristorazione, noleggio attrezzature, corsi, etc. –rappresenta, a livello nazionale, l’11,2% del complessivo sistema del turismo italiano, generando un fatturato di 10 miliardi 515 milioni di Euro. Un comparto che occupa, in tutte le destinazioni nazionali e nelle varie attività (ricettività, impianti di risalita, scuole di sci, ristorazione, pizzerie, bar, discoteche, società di noleggio attrezzature, etc.) ben 390.675 addetti, segnando una continua crescita degli indici occupazionali. Gli alberghi/meublé italiani che offrono ospitalità sono 7.123, per un totale di disponibilità camere pari a 325.521 posti letto. A questi si aggiunge la disponibilità di 6.401 tra villaggi, b&b, rifugi, ostelli, malghe, baite, ed agriturismi e circa 12.018 alloggi – registrati – in affitto anche tramite sistemi/piattaforme on line per un totale complessivo di ulteriori 370.603 posti letto. Complessivamente, la Montagna Bianca Italiana mette a disposizione oltre 696mila posti letto, oltre a quelli presenti nelle seconde case i cui affitti non emergono dai sistemi ufficiali. Nelle località montane sono dislocati, a livello nazionale, 32.183 tra ristoranti, pizzerie, oltre a 30.216 tra bar, enoteche e pub. In Italia, a disposizione di tutti coloro che vogliono imparare a sciare, vi sono ben 407 scuole sci, la maggior parte delle quali è localizzata in Trentino Alto Adige (28,7%), in Lombardia (17,7%), in Piemonte (15,5%), in Veneto (11,3%), in Abruzzo (6,9%), in Valle d’Aosta (5,9%) ed in Emilia Romagna (4,2%). Complessivamente operano in Italia oltre 10mila maestri di sci. Il dato complessivo degli Italiani che praticano discipline sportive sulla neve ha raggiunto quota 4 Milioni: di questi, la maggior parte si dedica allo sci da discesa (2Milioni 260mila), mentre sono 515mila gli Italiani che praticano snowboard e 305mila i praticanti dello sci da fondo (SkipassPanorama Turismo - Osservatorio Italiano del Turismo Montano).

I principi fondamentali
Della Carta della Montagna Bianca
La «Carta della Montagna Bianca Italiana» intende fornire al sistema pubblico/privati gli strumenti utili per una corretta pianificazione dello sviluppo turistico della montagna invernale italiana, puntando quindi a:
• aumentare la consapevolezza e la conoscenza dei valori del territorio inteso come «patrimonio»,
• diffondere i concetti che stanno alla base di uno sviluppo turistico sostenibile;
• valorizzare i benefici riconducibili ad una corretta interrelazione tra comunità residente ed ospiti.
I «principi» rappresentano quindi un impegno strategico ben preciso, un quadro di riferimento per lo sviluppo del turismo della Montagna Bianca Italiana.

1    Garantire la tutela ed il corretto utilizzo delle risorse naturali. Considerando la crescente vulnerabilità dei territori, dovuta anche ai continui cambiamenti climatici, occorre adottare un approccio ecologico ai consumi attraverso l’utilizzo di misure e programmi di gestione dell’acqua, dell’energia, del suolo e dell’aria, finalizzate alla conservazione delle risorse naturali.

2    Assicurare landscape e stile alpino. Occorre potenziare gli elementi valoriali che rappresentano l’identità delle aree montane, attraverso una precisa pianificazione del territorio anche dal punto di vista urbanistico, nel rispetto delle tradizioni architettoniche locali e/o innovando con opere di design, dando priorità assoluta alle infrastrutture ad impatto zero.

3    Conservare e valorizzare il patrimonio esistente. Il patrimonio naturale e culturale, materiale ed immateriale, deve essere non solo tutelato ma evidenziato attraverso l’introduzione di specifiche misure in grado di sostenere la rete delle tradizioni rurali, le produzioni tipiche, la memoria storica ed i costumi del territorio, che rappresentano sempre di più fattori di interesse per gli Ospiti internazionali.

4    Favorire l’accoglienza dei residenti e la formazione per le professioni. Occorre avviare formule capaci di coinvolgere i residenti nel miglioramento del sistema di accoglienza agli Ospiti, unitamente all’attivazione di programmi di accrescimento della conoscenza e della formazione dei professionisti del comparto. E’ fondamentale il ruolo delle popolazioni locali e di una loro crescente consapevolezza.

5    Innalzare l’immagine della montagna nazionale. La Montagna Bianca Italiana necessita di essere meglio comunicata a livello nazionale ma anche di un posizionamento a livello mondiale, e ciò può avvenire all’interno di un sistema di valorizzazione complessivo, riscontrabile in un brand europeo di promozione – soprattutto sui mercati lontani – delle Alpi.

6    Valorizzare il prodotto «sport invernali». L’innalzamento dei valori economici e sociali dei territori si sviluppa di pari passo con l’incremento dei praticanti delle discipline sportive sulla neve; serve quindi implementare i concetti legati ad un sano stile di vita, riscontrabile in maniera ancora più palese con la pratica di attività sportive sulla neve, anche slow, in ambienti naturali.

7    Sponsorizzare una nuovo concetto di montagna bianca. Una nuova immagine più leisure della montagna invernale, dalla quale far emergere una fruizione legata alle tematiche del benessere, della lentezza, della bellezza e di un sano stile di vita, generando interesse nei confronti di target attualmente non presenti: attività da affiancare all’immagine di una Montagna Bianca Italiana leader per innovazione, sicurezza e competenza sulle discipline sportive, da rafforzare.

8    Supportare il sistema di conoscenza (esterno al territorio). L’avvio di nuovi programmi di educazione e sensibilizzazione al tema della Montagna Bianca Italiana come pure la definizione, in ambito nazionale, di settimane dello sport dedicate alla pratica sportiva invernale garantiscono non solo una maggiore conoscenza ed attenzione nei confronti dei territori montani ma rappresentano anche misure perl’incremento dei flussi.

9    Supportare il sistema di conoscenza (interno al territorio). Occorre ampliare la diffusione e la socializzazione delle informazioni e delle conoscenze che possono incidere positivamente sulle politiche turistiche invernali, perché l’integrazione tra informazioni, dati e tendenze deve diventare un bene comune per il comparto.

10    Favorire la correlazione inverno/estate. Le aree montane corrono il rischio dello spopolamento, e ciò porterebbe ad un effetto domino sulla socialità e sulla turisticità di questi territori; per evitare questo fenomeno si rende necessario sviluppare la doppia stagionalità, perché ciò consente ai professionisti della montagna bianca di ampliare – anche diversificando – la propria attività nel periodo estivo ed alle destinazioni di garantire benessere sociale alla comunità.

11    Identificare una montagna friendly. Si tratta di avviare politiche di accessibilità agli sport invernali ed al territorio nel suo complesso per i diversamente abili: una montagna che si fa garante della socializzazione e del soddisfacimento dei bisogni di tutti gli Ospiti con esigenze particolari. Una montagna friendly lo è anche dal punto di vista tecnologico, con una rete diffusa e funzionale di banda larga.

12    Gestire i sistemi di mobilità. Occorre favorire formule di raggiungibilità green e sistemi di collegamento intermodali, ma soprattutto si rende necessario promuovere una viabilità interna che si basi sul trasporto pubblico, favorendo pertanto il più possibile l’utilizzo di mezzi alternativi al trasporto privato.

13    Avviare programmazioni di sviluppo territoriale in maniera integrata tra pubblico e privato. Si ritiene fondamentale il coinvolgimento delle comunità locali nelle varie fasi di sviluppo e di definizione delle strategie che coinvolgono il territorio; si indica pertanto come essenziale l’avvio dei percorsi attraverso la partecipazione attiva della cittadinanza.

14    Sostenere network e governance sempre più ampi. Le limitazioni amministrative rappresentano dei limiti allo sviluppo turistico della Montagna Bianca Invernale: occorre sviluppare network e progettazione integrata non solo tra ambiti regionali diversi ma anche tra nazioni diverse, ampliando i demani sciabili dell’area alpina oltre confine.

15    Sostegno alle politiche di interesse territoriale. Lo sviluppo del comparto si attua solo se vengono definite apposite linee di finanziamento a livello governativo, che dovranno essere indirizzate alla qualificazione della filiera, all’ampliamento dei servizi ed all’innovazione dei prodotti, ai bacini di stoccaggio, perseguendo sempre obiettivi collettivi di sostenibilità.

 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Fiere Convegni, Osservatorio Turistico

I firmatari della «Carta della Montagna Bianca Italiana»

La proposta di un patto
per lo sviluppo del turismo invernale

DDalla grande fiera di Modena andata in scena dal 27 al 29 ottobre è partita una importante iniziativa che si chiama «Carta della Montagna Bianca Italiana». Patrocinato dalla Regione Emilia Romagna e promosso da Modena Fiere con il supporto dell’Osservatorio Italiano del Turismo Montano curato dall’agenzia JFC, il documento individua le linee guida sulle quali impostare nel futuro gli sforzi per valorizzare e far crescere un comparto economico che vale oltre dieci miliardi di Euro. Si parte dalle valutazioni statistiche e contabili sulla situazione attuale; ci si ispira e ci si  richiama ad altre iniziative nazionali e internazionali (come la Carta di Cortina) che vanno nella stessa direzione; si chiamano a raccolta le risorse imprenditoriali, politiche, finanziarie, umane per finalizzare gli impegni nei diversi ambiti ad un unico scopo:  garantire un prospero futuro alla Montagna Bianca nella modernità di una visione che abbia nel rispetto della natura e nella sostenibilità ambientale le sue stelle polari

La «Carta della Montagna Bianca Italiana» vuole essere uno strumento strategico contenente gli «items» primari sui quali concentrare tutte le azioni di governo per lo sviluppo turistico della Montagna Bianca Italiana. Le posizioni rilevate sono state condivise dagli stakeholders dell’intera filiera che incidono sul comparto, sia per quanto riguarda la visione e le best practices, sia per quanto attiene agli strumenti ed alle modalità attuative. Una vision che deve forzatamente considerare il contesto internazionale, le criticità del sistema, i valori sociali e culturali, le tematiche sensibili legate alla sostenibilità, la ricchezza del patrimonio materiale ed immateriale, la rete delle conoscenze rurali, etc. Si tratta di un contesto complesso che coinvolge e trova forza in elementi quali il paesaggio, l’ambiente, le tradizioni e che può limitare il calo demografico di gran parte delle aree montane ed appenniniche.
I documenti preparatori

La definizione della «Carta della Montagna Bianca Italiana» si sviluppa sulla base di documenti di verifica e valutazione degli ambiti di sviluppo e tutela del comparto, con particolare riferimento al settore turistico ed a quello della sostenibilità ed accessibilità:
• la comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo dal titolo «L’Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo» (COM(2010)0352);
• la relativa risoluzione del 27 settembre 2011 sull'Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo (GU C 56 E del 26.2.2013);
• la comunicazione della Commissione dal titolo «Legiferare meglio per ottenere risultati migliori – Agenda dell’UE» (COM(2015)0215);
• la relativa risoluzione del 25 ottobre 2011 sulla mobilità e l’inclusione delle persone con disabilità e la strategia europea in materia di disabilità 2010-2020 (GU C 131 E dell’8.5.2013);
• a risoluzione del Consiglio del 6 maggio 2003 relativa all’accessibilità alle infrastrutture e attività culturali per le persone con disabilità (GU C 134 del 7.6.2003);
• la proposta di risoluzione del Parlamento Europeo su «nuove sfide e strategie per promuovere il turismo in Europa» (2014/2241(INI));
• l’adozione della risoluzione, da parte del Parlamento Europeo, sulle «nuove sfide e strategie per la promozione del turismo in Europa» (T8-0391/2015);
• la Carta Europea del Turismo Sostenibile nelle Aree Protette della Federazione Europarc, edizione aggiornata 2010;
• la Carta di Cortina sulla Sostenibilità degli Sport Invernali del 2016;
• il PST 2017/2022 «Italia Paese per Viaggiatori», MIBACT.

La situazione congiunturale
La filiera turistica della Montagna Bianca Italiana ricopre un ruolo primario all’interno del «sistema turismo Italia»: infatti il fatturato del comparto in tutti i suoi aspetti – ricettività alberghiera ed extralberghiera, impianti di risalita, attività ricreative e di intrattenimento, ristorazione, noleggio attrezzature, corsi, etc. –rappresenta, a livello nazionale, l’11,2% del complessivo sistema del turismo italiano, generando un fatturato di 10 miliardi 515 milioni di Euro. Un comparto che occupa, in tutte le destinazioni nazionali e nelle varie attività (ricettività, impianti di risalita, scuole di sci, ristorazione, pizzerie, bar, discoteche, società di noleggio attrezzature, etc.) ben 390.675 addetti, segnando una continua crescita degli indici occupazionali. Gli alberghi/meublé italiani che offrono ospitalità sono 7.123, per un totale di disponibilità camere pari a 325.521 posti letto. A questi si aggiunge la disponibilità di 6.401 tra villaggi, b&b, rifugi, ostelli, malghe, baite, ed agriturismi e circa 12.018 alloggi – registrati – in affitto anche tramite sistemi/piattaforme on line per un totale complessivo di ulteriori 370.603 posti letto. Complessivamente, la Montagna Bianca Italiana mette a disposizione oltre 696mila posti letto, oltre a quelli presenti nelle seconde case i cui affitti non emergono dai sistemi ufficiali. Nelle località montane sono dislocati, a livello nazionale, 32.183 tra ristoranti, pizzerie, oltre a 30.216 tra bar, enoteche e pub. In Italia, a disposizione di tutti coloro che vogliono imparare a sciare, vi sono ben 407 scuole sci, la maggior parte delle quali è localizzata in Trentino Alto Adige (28,7%), in Lombardia (17,7%), in Piemonte (15,5%), in Veneto (11,3%), in Abruzzo (6,9%), in Valle d’Aosta (5,9%) ed in Emilia Romagna (4,2%). Complessivamente operano in Italia oltre 10mila maestri di sci. Il dato complessivo degli Italiani che praticano discipline sportive sulla neve ha raggiunto quota 4 Milioni: di questi, la maggior parte si dedica allo sci da discesa (2Milioni 260mila), mentre sono 515mila gli Italiani che praticano snowboard e 305mila i praticanti dello sci da fondo (SkipassPanorama Turismo - Osservatorio Italiano del Turismo Montano).

I principi fondamentali
Della Carta della Montagna Bianca
La «Carta della Montagna Bianca Italiana» intende fornire al sistema pubblico/privati gli strumenti utili per una corretta pianificazione dello sviluppo turistico della montagna invernale italiana, puntando quindi a:
• aumentare la consapevolezza e la conoscenza dei valori del territorio inteso come «patrimonio»,
• diffondere i concetti che stanno alla base di uno sviluppo turistico sostenibile;
• valorizzare i benefici riconducibili ad una corretta interrelazione tra comunità residente ed ospiti.
I «principi» rappresentano quindi un impegno strategico ben preciso, un quadro di riferimento per lo sviluppo del turismo della Montagna Bianca Italiana.

1    Garantire la tutela ed il corretto utilizzo delle risorse naturali. Considerando la crescente vulnerabilità dei territori, dovuta anche ai continui cambiamenti climatici, occorre adottare un approccio ecologico ai consumi attraverso l’utilizzo di misure e programmi di gestione dell’acqua, dell’energia, del suolo e dell’aria, finalizzate alla conservazione delle risorse naturali.

2    Assicurare landscape e stile alpino. Occorre potenziare gli elementi valoriali che rappresentano l’identità delle aree montane, attraverso una precisa pianificazione del territorio anche dal punto di vista urbanistico, nel rispetto delle tradizioni architettoniche locali e/o innovando con opere di design, dando priorità assoluta alle infrastrutture ad impatto zero.

3    Conservare e valorizzare il patrimonio esistente. Il patrimonio naturale e culturale, materiale ed immateriale, deve essere non solo tutelato ma evidenziato attraverso l’introduzione di specifiche misure in grado di sostenere la rete delle tradizioni rurali, le produzioni tipiche, la memoria storica ed i costumi del territorio, che rappresentano sempre di più fattori di interesse per gli Ospiti internazionali.

4    Favorire l’accoglienza dei residenti e la formazione per le professioni. Occorre avviare formule capaci di coinvolgere i residenti nel miglioramento del sistema di accoglienza agli Ospiti, unitamente all’attivazione di programmi di accrescimento della conoscenza e della formazione dei professionisti del comparto. E’ fondamentale il ruolo delle popolazioni locali e di una loro crescente consapevolezza.

5    Innalzare l’immagine della montagna nazionale. La Montagna Bianca Italiana necessita di essere meglio comunicata a livello nazionale ma anche di un posizionamento a livello mondiale, e ciò può avvenire all’interno di un sistema di valorizzazione complessivo, riscontrabile in un brand europeo di promozione – soprattutto sui mercati lontani – delle Alpi.

6    Valorizzare il prodotto «sport invernali». L’innalzamento dei valori economici e sociali dei territori si sviluppa di pari passo con l’incremento dei praticanti delle discipline sportive sulla neve; serve quindi implementare i concetti legati ad un sano stile di vita, riscontrabile in maniera ancora più palese con la pratica di attività sportive sulla neve, anche slow, in ambienti naturali.

7    Sponsorizzare una nuovo concetto di montagna bianca. Una nuova immagine più leisure della montagna invernale, dalla quale far emergere una fruizione legata alle tematiche del benessere, della lentezza, della bellezza e di un sano stile di vita, generando interesse nei confronti di target attualmente non presenti: attività da affiancare all’immagine di una Montagna Bianca Italiana leader per innovazione, sicurezza e competenza sulle discipline sportive, da rafforzare.

8    Supportare il sistema di conoscenza (esterno al territorio). L’avvio di nuovi programmi di educazione e sensibilizzazione al tema della Montagna Bianca Italiana come pure la definizione, in ambito nazionale, di settimane dello sport dedicate alla pratica sportiva invernale garantiscono non solo una maggiore conoscenza ed attenzione nei confronti dei territori montani ma rappresentano anche misure perl’incremento dei flussi.

9    Supportare il sistema di conoscenza (interno al territorio). Occorre ampliare la diffusione e la socializzazione delle informazioni e delle conoscenze che possono incidere positivamente sulle politiche turistiche invernali, perché l’integrazione tra informazioni, dati e tendenze deve diventare un bene comune per il comparto.

10    Favorire la correlazione inverno/estate. Le aree montane corrono il rischio dello spopolamento, e ciò porterebbe ad un effetto domino sulla socialità e sulla turisticità di questi territori; per evitare questo fenomeno si rende necessario sviluppare la doppia stagionalità, perché ciò consente ai professionisti della montagna bianca di ampliare – anche diversificando – la propria attività nel periodo estivo ed alle destinazioni di garantire benessere sociale alla comunità.

11    Identificare una montagna friendly. Si tratta di avviare politiche di accessibilità agli sport invernali ed al territorio nel suo complesso per i diversamente abili: una montagna che si fa garante della socializzazione e del soddisfacimento dei bisogni di tutti gli Ospiti con esigenze particolari. Una montagna friendly lo è anche dal punto di vista tecnologico, con una rete diffusa e funzionale di banda larga.

12    Gestire i sistemi di mobilità. Occorre favorire formule di raggiungibilità green e sistemi di collegamento intermodali, ma soprattutto si rende necessario promuovere una viabilità interna che si basi sul trasporto pubblico, favorendo pertanto il più possibile l’utilizzo di mezzi alternativi al trasporto privato.

13    Avviare programmazioni di sviluppo territoriale in maniera integrata tra pubblico e privato. Si ritiene fondamentale il coinvolgimento delle comunità locali nelle varie fasi di sviluppo e di definizione delle strategie che coinvolgono il territorio; si indica pertanto come essenziale l’avvio dei percorsi attraverso la partecipazione attiva della cittadinanza.

14    Sostenere network e governance sempre più ampi. Le limitazioni amministrative rappresentano dei limiti allo sviluppo turistico della Montagna Bianca Invernale: occorre sviluppare network e progettazione integrata non solo tra ambiti regionali diversi ma anche tra nazioni diverse, ampliando i demani sciabili dell’area alpina oltre confine.

15    Sostegno alle politiche di interesse territoriale. Lo sviluppo del comparto si attua solo se vengono definite apposite linee di finanziamento a livello governativo, che dovranno essere indirizzate alla qualificazione della filiera, all’ampliamento dei servizi ed all’innovazione dei prodotti, ai bacini di stoccaggio, perseguendo sempre obiettivi collettivi di sostenibilità.

 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Progetti Politiche, Impianti Di Risalita
 

I partecipanti alla tavola rotonda
da sinistra, seduti, Paolo Nicoletti, Valeria Ghezzi,
Flavio Roda, Andrea Corsini e Aurelio Marguerettaz

Avviso alla Montagna Bianca:
il collegamento fà la forza

Unire comprensori, collegare valli, integrare skirama: è questo lo sforzo da compiere per sviluppare ulteriormente il turismo invernale offrendo una proposta sempre più varia e articolata di opportunità sciistiche; è questo l’impegno che si devono porre le società impiantistiche, gli enti locali e la politica nazionale per potenziare la capacità di attrazione non solo dei grandi caroselli già esistenti ma soprattutto delle medie e piccole località al fine di strapparle da una evitabile emarginazione. Se ne è parlato in una tavola rotonda organizzata nelle giornate dello Skipass di Modena e a cui hanno partecipato Valeria Ghezzi (Presidente ANEF), Andrea Corsini (Assessore Regionale al Turismo Emilia Romagna), Aurelio Marguerettaz (Assessore Regionale al Turismo Valle d’Aosta), Paolo Nicoletti (Amministratore Delegato della Fondazione Cortina 2021), Flavio Roda (Presidente FISI)

Durante lo svolgimento dello Skipass di Modena si è svolta una tavola rotonda sul tema «Quota futuro: i nuovi progetti di collegamento per lo sviluppo del turismo di montagna». Tema quantomai centrato perché, guardando al futuro della Montagna Bianca,  ci si rende conto che la sua continuità e soprattutto il suo sviluppo si giocano anche sul fronte del potenziamento dell’offerta rivolta al popolo degli appassionati della neve e degli sport invernali. Se è vero che restano fondamentali la sfida ai cambiamenti climatici con il perfezionamento delle tecnologie  per la produzione di neve tecnica e un rinnovato impegno ambientalista per il sostegno ad una attività ecosostenibile, è altrettanto vero che è necessario arricchire la proposta sciistica offrendo ad un consumatore sempre più esigente e selettivo opportunità il più possibile vaste e attraenti. Non a caso le fortune dei grandi caroselli sciistici «sci ai piedi» capaci di attirare un pubblico di utenza straniera che si avvia addirittura a diventare maggioritaria nel nostro Paese è dovuta anche alla grande offerta di centinaia di chilometri di piste sciabili attraverso raccordi intervallivi che variano panorami e ambienti, trasformando una giornata sugli sci in una appagante avventura sportiva. Sono invece tempi sempre più duri per le località medio piccole che, oltre a subire le conseguenze di quote ridotte esposte alla cattiveria delle bizze meteorologiche e delle alte temperature, possono offrire all’appassionato soltanto l’esperienza delle stesse piste fatte e rifatte durante la giornata.  Anche e sopratutto per loro pensare all’ipotesi di nuovi collegamenti con l’impegno della mano pubblica a sostegno degli investimenti privati è una prospettiva su cui è il caso di impegnarsi. E comunque, più in generale, l’idea di ampliare e arricchire l’offerta sciistica con l’integrazione tra località e comprensori è un tema su cui lavorare. È appunto il tema della tavola rotonda che si è svolta a Skipass, pilotata in veste di moderatore dal giornalista Luca Ubaldeschi, vice direttore vicario de «La Stampa» di Torino. All’incontro hanno partecipato Valeria Ghezzi (presidente dell’ANEF), Andrea Corsini (Assessore Regionale al Turismo dell’Emilia Romagna), Aurelio Marguerettaz (Assessore Regionale al Turismo Valle d’Aosta), Paolo Nicoletti (Amministratore Delegato della Fondazione Cortina 2021) e Flavio Roda (presidente della Federazione Italiana Sport Invernali).

VALERIA GHEZZI, presidente dell’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari dal 2014, si è molto spesa in questi anni per qualificare l’impegno degli impiantisti sui temi della ecosostenibilità e dei risparmi energetici sottoscrivendo  la «Carta di Cortina del 2016» ma si è anche battuta per un coinvolgimento della politica e degli interventi pubblici in un settore che rappresenta un rilevante comparto economico e una fonte di benessere per  molti territori sulle Alpi e sugli Appennini. «La politica nazionale – ha detto la Ghezzi -  si sta finalmente rendendo conto della bontà dei collegamenti intervallivi come moltiplicatori dell’economia di un centro di turismo montano, come ulteriore opportunità per creare un interesse professionale ed economico alle persone che vivono sulle nostre montagne. Un aspetto non meno importante è la salvaguardia del territorio: noi impiantisti e tutti gli attori che operano in montagna siamo i primi ad averne cura perché abbiamo la piena consapevolezza del fatto che è la bellezza della natura il primo valore di attrazione per il turista, sia egli sciatore o no. E l’impianto di risalita, che sappiamo essere di gran lunga meno inquinante di qualsiasi altro mezzo di trasporto, dev’essere visto come un’opportunità per raggiungere luoghi immersi nella natura, dunque il nostro compito non è quello di offrire il «giro in giostra sull’impianto» bensì dare la possibilità di raggiungere sia in inverno che in estate ambienti immersi nella natura che la gente non potrebbe godere in nessun altro modo».

ANDREA CORSINI, Assessore Regionale al Turismo Emilia Romagna, è un testimone privilegiato di una esperienza che si sta vivendo tra la sua regione e la Toscana quell’intervento infrastrutturale che prevede di collegare Corno alle Scale con La Doganaccia tramite una seggiovia ad agganciamento automatico che sale dal versante emiliano e una funivia che sale dal versante toscano per incontrarsi sul crinale appenninico all’altezza della zona caratterizzata dalla presenza del Lago Scaffaiolo. Intervento contestato fortemente dal CAI emiliano sulla base di quell’ecologismo pregiudiziale che vede in ogni impianto di risalita un nemico ma sostenuto con forza dal Governo con un cospicuo investimento pubblico. «Il progetto – ha detto Corsini - ha già ottenuto il via libera con le delibere regionali e lo stanziamento di 10 milioni di Euro per parte dalla Toscana e dall’Emilia Romagna. Dal versante toscano sarà costruita una funivia mentre su quello emiliano una seggiovia. Attualmente sono in corso le procedure per le gare d’appalto e ancora non si conosce il nome del costruttore ma si prevede e si spera che gli impianti potranno entrare in funzione nella stagione 2019/2020. Il collegamento vedrà un ampliamento delle piste sino a circa 60 km ma soprattutto potrà godere di un bacino di utenza sia dal versante toscano che emiliano. Il finanziamento globale è destinato anche al miglioramento degli impianti di risalita esistenti. L’accordo interregionale va comunque oltre la montagna e si estenderà ad una collaborazione più ampia in ambito turistico per altre realtà attrattive delle due regioni».

AURELIO MARGUERETTAZ, Assessore Regionale al Turismo Valle d’Aosta, è un politico locale che può ragionare in grande trovandosi ad operare in un territorio come la  «pétite patrie», già privilegiato per l’esposizione geografica, le quote medio alte delle sue località e,  «last but not least», le risorse finanziarie dell’autonomia regionale: «In Val d’Aosta si discute sul progetto di collegamento tra i comprensori Monte Rosa e di Cervinia – ha detto l’assessore -  Questa realtà potrebbe diventare il terzo comprensorio più grande del mondo. I nuovi impianti sul versante svizzero che guarda Zermatt arriveranno presto in quota ad affacciarsi sul versante italiano e per noi rappresentano un’opportunità imperdibile, un’occasione per offrire alla clientela la possibilità di sciare anche sul versante italiano e per la nostra economia di valle un oggettivo aumento economico vista anche la possibilità di un utilizzo estivo degli impianti. Si ipotizza un impianto funiviario di circa 6 km di lunghezza oppure l’abbinamento di una funivia + una telecabina. Il tutto è in fase progettuale e sappiamo tutti noi addetti ai lavori che spesso è più lunga la fase progettuale di quella esecutiva».

PAOLO NICOLETTI, Amministratore Delegato della Fondazione Cortina 2021, ha davanti a sé l’obiettivo organizzativo dei Campionati Mondiali di sci alpino che andranno in scena tra quattro anni nella «Regina delle Dolomiti».  Che cosa resta da fare ancora in una delle località invernali più celebri al mondo? Cortina è entrata nel mito degli sport invernali con l’organizzazione delle Olimpiadi bianche del 1956, poi ha vissuto un lungo periodo di dorato assopimento, accontentandosi di coltivare il culto di se stessa e la meritata fama di capitale invernale della mondanità, di Mecca bianca per VIP, teste coronate e clientela «blasée». Ma quando si è accorta che questo non bastava per mantenere lucido il suo blasone e soprattutto per incrementare l’utenza italiana ed estera, si è svegliata dal suo torpore, ha riconquistato stabilmente la ribalta della Coppa del Mondo femminile dagli inizi degli anni Novanta e si è buttata a capofitto nella battaglia per la conquista dei Campionati Mondiali che già aveva organizzato nel 1932 e nel 1941, per quanto quell’edizione non fosse stata omologata dalla Federazione Internazionale. Dopo una serie di tentativi di candidatura andati a vuoto (ben quattro), finalmente è arrivato il suo momento con il quinto tentativo. Adesso la Fondazione Cortina 2021 presieduta da Alessandro Benetton è al lavoro e tutti i temi della riconversione nella modernità dei valori antichi sono all’ordine del giorno, compreso quello dell’integrazione e dei collegamenti. Ha detto Nicoletti: «I lavori di collegamento in progetto per l’evento del 2021 saranno all’insegna della mobilità integrata e dovranno servire il paese e il turismo ampezzano nel tempo e al di là dell’evento sportivo. Un primo collegamento tra le Tofane e le 5 Torri è già stato finanziato e si attendono le pratiche per dare il via esecutivo. La Freccia nel Cielo, l’impianto a più tronchi che accompagna l’ospite a scoprire un ampio settore del comprensorio partendo dal paese fino a Cima Tofana a 3244 mt., permetterà al pubblico di arrivare alla zona di arrivo di due diverse discipline».

FLAVIO RODA, presidente della Federazione Italiana Sport Invernali dal 2011, rappresenta l’istituzione sportiva che organizza l’agonismo a tutti i livelli ma non solo, che promuove anche, con l’attività di reclutamento nella base dei praticanti e con i risultati di vertice dei suoi campioni, l’immagine dello sci presso l’opinione pubblica e nei settori sociali più appassionati della montagna. «Come noto – ha detto Roda - i compiti della FISI sono rivolti all’attività agonistica in tutte le fasce d’età e per tutte le discipline sportive invernali. Organizzando oltre 7500 eventi sulla montagna bianca non possiamo che plaudire ai programmi di sviluppo del turismo della neve. Il collegamento tra singole stazioni invernali o comprensori attraverso gli impianti di risalita è sicuramente strategico a livello turistico sia invernale che estivo e la nostra Federazione non può che essere al fianco e di supporto a queste iniziative. Aiutare le stazioni minori con tali collegamenti sappiamo essere nell’interesse della promozione dello sci e automaticamente nell’interesse dei comprensori più grandi».

Dopo gli interventi degli ospiti principali, il moderatore della tavola rotonda ha coinvolto nel dibattito anche Francesco Bosco nella sua qualità di presidente di ANEF Trentino per chiedergli se il collegamento tra San Martino di Castrozza e Passo Rolle sia di attualità. La risposta, inevitabilmente succinta visto lo stato della situazione, è stata che il collegamento si trova in una primissima fase progettuale. Ma poi Bosco, dirigente bergamasco di lungo corso in numerose esperienze presso diverse società impiantistiche, ha parlato soprattutto del suo periodo di attività in alta Val Camonica dove ha vissuto «il miracolo» del collegamento atteso da decenni tra Ponte di Legno e Passo del Tonale, un fatto che ha portato il fatturato della località da 8 a 15,5 milioni di Euro in soli 5 anni, a sottolineare l’importanza strategica fondamentale di questo e di altri collegamenti. Come quello vissuto successivamente, sempre in prima persona a Madonna di Campiglio come direttore generale delle Funive Campiglio, per i lavori di collegamento con la località e le piste di Pinzolo.

Created: Giovedì, 10 Novembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Tags: Uomini e Aziende
 


Incontro con Anton Seeber, dal giugno scorso nuovo presidente e amministratore delegato del gruppo industriale di Vipiteno. Il padre Michael gli ha passato le consegne e il timone del comando nella scorsa primavera, a conclusione di vent’anni di un lavoro straordinario che ha trasformato una storica azienda in difficoltà in un Gruppo di livello internazionale impegnato in diversi settori operativi tra i quali resta rilevante quello legato alla montagna bianca e al turismo invernale. Ora tocca a lui raccogliere questa importante eredità per valorizzarla e difenderla di fronte alle sfide della contemporaneità. Ora tocca a lui guidare

L’erede non è il tipo che ami esibire il proprio status («L’umiltà è una virtù fondamentale nella vita e nel lavoro») ma non trascura certo la consapevolezza del proprio ruolo («Spero di avere la stessa forza che ha avuto lui e di dare una continuità nella gestione aziendale»). Il padre è il primo ad essere d’accordo e pare che ormai risponda sempre la stessa cosa a tutti («Io non c’entro più niente. Parlate con mio figlio») da quando ha annunciato  la decisione di ritirarsi e di cedere le redini del comando; il figlio concorda («Una nave non può avere due capitani e l’autobus non può essere guidato da due autisti. Prima guidava mio padre, adesso guido io») anche se aggiunge: «Ci confrontiamo ancora, è naturale e  ovvio; magari litighiamo e abbiamo opinioni diverse ma alla fine la decisione che scaturisce è sempre la migliore per l’interesse della società, la cosa che conta di più». Di padre in figlio il passaggio del testimone al vertice del Gruppo Leitner di Vipiteno è avvenuto nel segno della trasparenza, dell’affetto, della stima reciproca. Di padre in figlio le cariche di presidente e amministratore delegato di quel colosso di dimensioni internazionali che nel 2015 ha fatturato 726 milioni di Euro si sono trasferite con la naturalezza di un sorriso e il calore di un abbraccio.

Una storia di successi tra acquisizioni,
diversificazioni e invenzioni
Il padre, Michael Seeber, 68 anni, è l’uomo che, partendo da solide basi costruite nell’edilizia e nel settore immobiliare, nel 1993 aveva accettato di intervenire finanziariamente per risollevare le sorti della Leitner, l’azienda fondata da Gabriel Leitner nel 1888 che per Vipiteno è sempre stata un po’ come la FIAT per Torino. In vent’anni di lavoro e di impegno costante, a colpi di ricapitalizzazioni, acquisizioni, diversificazioni produttive e processi di internazionalizzazione, questo padre ha portato un’azienda in crisi a trasformarsi in una holding che produce impianti a fune per il trasporto di persone sulla neve del turismo invernale e nelle aree urbane (Leitner e Poma), mezzi battipista e utility veichles per la montagna bianca (Prinoth), impianti e sistemi per l’innevamento programmato (Demaclenko), impianti per la produzione di energia eolica (Leitwind), veicoli e impianti per il trasporto su rotaia (Minimetro), nastri di trasporto materiali e teleferiche (Agudio). Un Gruppo dalle radici ben conficcate tra le montagne altoatesine dell’elegante Sterzing, un Gruppo che occupa ben 3240 dipendenti nei nove siti produttivi sparsi per il mondo tra Vipiteno, l’Europa (Austria, Francia), il Nord America, l’India e la Cina, che conta 70 succursali  per l’assistenza e la vendita nel mondo, che nel 2015 ha speso 12 milioni circa in investimenti produttivi e 20 milioni solo per la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti. Da questo costante impegno imprenditoriale sono nati tanti nuovi successi accanto all’originaria attività impiantistica (dal trasporto urbano viene ormai circa il 30% del fatturato nel settore funiviario); quindici anni fa è nato il DirectDrive, innovativa e rivoluzionaria tecnologia di azionamento impianti senza riduttori, che molto recentemente è diventata la chiave di volta per nuove applicazioni e nuove prospettive di lavoro, come l’attivazione della cabina di osservazione panoramica prodotta dalla consociata Sigma Composite in cima alla torre Britsh Airways i360 alta 160 mt. inaugurata il 4 agosto a Brighton (Inghilterra) o la produzione di onde artificiali per la pratica del surf come è avvenuto nel parco acquatico di Snowdonia nel Galles britannico in collaborazione con la società spagnola Wavegarden. Il padre, Michael Seeber, ha intrapreso, rischiato, inventato, ha battuto nuove strade, ha sviluppato l’azienda, l’ha portata dov’è oggi e  l’8 aprile scorso, davanti a 500 collaboratori riuniti a Vipiteno per la tradizionale festa di fine stagione, ha annunciato l’intenzione di ritirarsi, di cedere lo scettro al figlio. La decisione è stata ratificata nell’assemblea degli azionisti del Gruppo in  giugno.

Via Brennero, Vipiteno:
il bello dell’arte, il bello del lavoro, il bello dell’impresa
Il figlio, Anton Seeber, 43 anni, ha raccolto il testimone di un patrimonio così importante da consolidare e condurre nel futuro ma non ha paura. Dice che «adesso mio padre può finalmente dedicarsi alla sua passione per l’arte, segue e organizza mostre sempre più importanti, ha prodotto un bellissimo volume sulla vita e le opere di Eduard Thöny, il pittore caricaturista sudtirolese di cui una mostra a Bressanone ha celebrato il 150° anniversario della nascita». Non a caso  la  sede centrale, la «cabina di regia» della Leitner in via Brennero a Vipiteno, è un edificio costruito e arredato secondo linee armoniche eleganti, popolato da opere d’arte, quadri e sculture che ne fanno un piccolo museo di arte contemporanea. Avevamo visto  e vissuto qualcosa del genere visitando gli uffici  della Barilla a Parma, dove un olio di Dino Buzzati stava alle spalle di Guido Barilla, neo presidente del gruppo dopo la morte del fondatore Pietro, oppure negli stabilimenti di Casnigo e Villa d’Ogna nella bergamasca Val Gandino, dove Fausto Radici, l’ex slalomista della Valanga Azzurra morto suicida nel 2002,  era diventato il leader di Radici Group, colosso dei filati sintetici e della plastica oltre che raffinato collezionista di arte contemporanea.  Imprenditoria colta e illuminata, capace di coniugare il valore del coraggio  con il valore della bellezza (la nuova cabina Symphony realizzata in collaborazione con Pininfarina è un capolavoro di design),  il bisogno della continua ricerca di perfezionamento dell’artista con la necessità della continua innovazione nella produzione industriale, la costruzione della ricchezza con la sua distribuzione nella socialità. Salteranno fuori questi concetti dalla conversazione con il nuovo leader del Gruppo Leitner che adesso è seduto accanto a noi di pM nella sala riunioni dove campeggia una grande «Ultima cena» di un famoso artista contemporaneo «che dipingeva usando anche sangue di maiale. Mio padre voleva esporla sotto, all’ingresso degli uffici; visto l’argomento l’abbiamo sconsigliato in molti, compreso io, e lui ci ha detto “voi non capite niente”». 

La vocazione umanistica e
una vita segnata dal destino
Anton Seeber sorride, quasi intenerito nel raccontare l’episodio («L’arte piace molto anche a me ma non ho sviluppato la sua stessa forte passione da collezionista»). È nato a Vipiteno il 2 febbraio 1973, tre anni prima della sorella Johanna. È cresciuto con la sua indole riservata («Ero un ragazzo molto timido») e ha  studiato al Liceo Classico coltivando una vocazione umanistica («Volevo studiare letteratura») insieme a una certa propensione allo sport («Tra lo sci e l’hockey su ghiaccio avevo scelto il secondo per l’impegno agonistico e ho giocato alcune stagioni nel campionato di serie B come difensore»). Dopo l’esame di maturità il padre lo convince però ad iscriversi alla Bocconi («Ricordo la prova di ammissione in due giorni di agosto a Milano, un caldo atroce, ero talmente rilassato e distaccato dalla cosa che sono riuscito a superarla»). Prima di tuffarsi totalmente sui testi di economia chiede di dedicarsi ancora, almeno per il primo anno («Avevo fatto solo tre esami»), alle sue letture preferite.  Poi si butta nello studio delle materie economiche, dal 1992 al 1999, quando si laurea con una tesi in  organizzazione aziendale. Ma in quel periodo non c’erano stati soltanto libri ed esami: «Avevo 24 anni, stavo partendo per una stage all’Università di Harvard. Era metà giugno. Durante una passeggiata in montagna si era scatenato un fortissimo temporale. Un fulmine mi ha sfiorato, sono caduto in un burrone distruggendo quasi il mio corpo con fratture dovunque, al cranio, agli arti inferiori e superiori. Sono rimasto 18 ore immobile e  solo. Alle sei del mattino seguente sono stato individuato e  soccorso da un elicottero. Sono rimasto 15 giorni in coma. Ricordo che quando mi sono svegliato ho cominciato a recitare passi del “De Bello Gallico” di Cesare in latino e a ripetere l’ingiunzione di Catilina “Cartago delenda est”, bisogna distruggere Cartagine. Che palle questo Catilina, mi dicevo. Però era un duro, non mollava mai». Lei crede nel destino, Anton Seeber? «Il destino? Non saprei come definirlo. Certo sono un sopravvissuto, mi è andata bene. Quel fatto della mia vita mi ha insegnato molto. Ho imparato quanto siamo fragili, quanto le situazioni possano cambiare e peggiorare improvvisamente anche in negativo. Ma per questo ho anche imparato a lottare,a combattere, a capire che ci si può rialzare dopo che si è caduti, a credere sempre  di poter costruire un futuro migliore. E per questo trovo che l’umiltà sia un atteggiamento fondamentale da coltivare perché è sempre sbagliato sentirsi arrivati,  migliori degli altri. Le sfide non finiscono mai, ci sono sempre rischi, pericoli, incognite in agguato e sempre si può e si deve affrontarli e migliorare. Il discorso vale per me e per l’azienda, che io preferisco chiamare società perché si tratta in effetti di una vasta comunità di persone che operano per uno scopo comune, perché il risvolto della nostra attività ha una rilevanza sociale di cui occorre farsi carico».

Da Vipiteno a New York e ritorno:
una nuova famiglia e l’impegno in azienda
Dopo la laurea, recuperata completamente la funzionalità del proprio corpo («Per molto tempo ho faticato a camminare»), Anton  decide di «voler conoscere i miei limiti e dimostrare a me stesso di potermela cavare da solo». Dice a papà Michael «me ne vado» e parte per gli Stati Uniti. Lavora a Philadelfia nel settore «private equity». Ha frequentato anche una scuola di giornalismo da studente perfezionando l’inglese, quando a più riprese era stato negli States, «anche perché mio padre mi diceva sempre che tutto quello che avrei scritto doveva essere chiaro, conciso, efficace». Poi succede che il suo amico Zack gli presenta una ragazza del New Jersey. Si chiama Beata, lavora all’Università della Pennsylvania dove si è laureata in ginecologia e si sta specializzando in fecondazione artificiale ed endocrinologia. È un classico e felicissimo colpo di fulmine.  Anton e Beata si sposano nel 2003. Dalla loro unione in America nasce Carolina il 26 gennaio 2005,  a Innsbruck nascono  Gabriel l’8 luglio del 2007 e Raphael l’11 dicembre 2010 («Dopo nonno Michael dovevo dare a loro i nomi di altri due arcangeli…»). Tra la sorellina e i fratellini nonno Michael, che intanto era incorso anche lui in un brutto incidente sugli sci, fa una puntatina in America e chiede a suo figlio «Cosa vuoi fare da grande?». È la sveglia, il richiamo alla sua posizione nel mondo e alle sue responsabilità. «Avevo già dato una mano nel 2005 per l’acquisizione di Bombardier ma quando nel 2006 sono tornato in Italia con la famiglia non ero ancora sicuro di essere la persona giusta per succedere a mio padre, ero convinto che se non fossi stato capace avrei prodotto un grosso danno all’azienda, alla famiglia, a me stesso». La famigliola nata negli Stati Uniti torna a Vipiteno e va a vivere «nelle stanze che non abitavo da 19 anni».  Beata non parlava né l’italiano né il tedesco ma in breve tempo è riuscita ad apprendere la lingua tedesca divenendo professoressa presso la clinica universitaria di Innsbruck.  E lui, Anton Seeber, non ci ha messo molto a convincersi di essere capace. Diventa responsabile del  progetto Minimetro, quella diversificazione concentrata sui veicoli di trasporto urbano su rotaia il cui primo intervento si è realizzato a Perugia nel 2008. Sono poi seguiti gli impegni a Pisa (con penosi ostacoli da superare in materia di ricorsi e giustizia amministrativa), a Miami, a Francoforte, a Detroit e a New York con il rifacimento ex novo dello storico Roosvelt Island Tramway. Anton ha a che fare con gli appalti pubblici e sperimenta come in Italia sia tutto troppo macchinoso, burocratico, difficile («In America è l’ente pubblico che ti chiama e ti agevola; da noi il privato deve quasi mendicare per lavorare e combattere con la burocrazia»). I risultati però arrivano, la sua presenza in azienda è sempre più consapevole e autorevole, si impadronisce di tutte le problematiche di tutti i settori in cui opera il Gruppo. Il resto è la storia recente del passaggio di  consegne, l’insediamento al vertice affiancato da Martin Leitner nel ruolo di  vicepresidente, da Marco Goss, Werner Amort e Markus Senn nel ruolo di consiglieri.

Domande e risposte
in esclusiva al cospetto… dell’ «Ultima cena»

E adesso è qui, nella sala riunioni della sede centrale Leitner di Via Brennero a Vipiteno,  di fronte all’«Ultima cena» di Hermann Nitsch, a raccontarsi in esclusiva a noi di pM e a rispondere alle nostre domande.

Qual è stato il sentimento prevalente che l’ha coinvolta assumendo le redini operative del Gruppo Leitner?
«Un insieme di sentimenti. Il senso della responsabilità per una funzione dirigenziale impegnativa; sicuramente l’orgoglio di ricevere il testimone di una vicenda imprenditoriale molto importante come quella di cui è stato protagonista mio padre; il timore di non essere all’altezza del compito ma con la consapevolezza di dover impegnarmi con tutte le mie capacità. In azienda ognuno di noi ha un ruolo. Il mio è quello di risolvere i problemi, prendere decisioni anche non semplici sapendo comunque che la peggior decisione è quella di non decidere.  Si deve decidere sperando di essere nel giusto e si deve avere l’umiltà di capire quando si sbaglia per cambiare subito, senza piagnucolare. Abbiamo la responsabilità di garantire la sopravvivenza e lo sviluppo dell’azienda e abbiamo la responsabilità delle vite di oltre tremila nostri collaboratori con le loro famiglie».

Subito dopo l’investitura lei ha dichiarato: «Il mio stile lavorativo risulterà differente rispetto a quello di mio padre ma resteranno immutati i principi e i valori che ne hanno ispirato l’attività imprenditoriale». Vuole approfondire questi concetti?
«Sono meno paziente di mio padre. Lui è un vero idealista, scrive lunghe lettere ai politici nella convinzione che cambi qualcosa. Io non ne sono così convinto. Come imprenditore preferisco far parlare le mie azioni, i fatti. Io sono più propenso a mordere senza abbaiare. I valori comuni invece restano inalterati: l’attaccamento all’azienda e ai suoi destini, la morale e l’etica che devono accompagnare il conseguimento del profitto e degli utili, condizioni indispensabili per la salute di un’impresa».

Michael Seeber negli anni Novanta ha prima salvato e poi rilanciato Leitner con la ricapitalizzazione, la politica delle acquisizioni, la diversificazione produttiva e l’internazionalizzazione. Anton Seeber quali linee guida intende seguire per terzo millennio per consolidare e sviluppare ulteriormente il gruppo Leitner nel mondo?
«Innovare continuamente è il primo comandamento. Non aver paura di cambiare, di provare, di rischiare. Come per i figli: quando vengono al mondo diventano un problema, trasformano la vita, si ammalano, vanno educati. Sono un problema ma sono il cambiamento, sono il futuro, la vita che continua.  Ecco, l'innovazione è come un figlio. E poi bisogna continuare sul percorso della diversificazione perché il mondo è diventato piccolo e interconnesso e i cambiamenti sono estremamente radicali. È necessario continuare ad investire sulla ricerca per trovare soluzioni nuove. Ad esempio con Leitwind abbiamo sviluppato un sistema di gestione e di assistenza in remoto che consente l’attivazione e il controllo degli impianti 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno. Un concetto simile ci viene richiesto per i trasporti urbani».

Quali dei settori in cui opera Leitner presentano maggiori potenzialità di crescita?
«Il trasporto urbano con impianti a fune è in continua crescita nel mondo. Stiamo lavorando  per concludere i lavori per la telecabina che sorvolerà una zona di Berlino nel 2017.  Negli ultimi anni abbiamo consegnato impianti importanti a Città del Messico, Ankara, Cali, in Russia e in Cina. Abbiamo in programma altri interventi in Georgia e nella Repubblica Domenicana. Altri settori che danno segnali di forte vivacità sono quelli dei nastri trasportatori di materiali in cui è specializzato il marchio Agudio  e degli utility vehicle in cui è coinvolta Prinoth. Sulla neve il tema dell’innevamento programmato è diventato vitale per le stazioni invernali e vedrà  Demaclenko in prima linea nella fornitura di generatori e impianti sempre più avanzati. Si deve lavorare sul fronte della ecosostenibilità di prodotti che non offendano la natura.  La flotta dei battipista «clean motion» di Prinoth e la tecnologia silenziosa, ecosostenibile DirectDrive che non usa olio e consuma meno energia sono già stati un nostro importante contributo ma c’è altro da fare, non ci si può e non ci si deve fermare. Continuiamo anche a credere nelle energie rinnovabili ma se non c’è chiarezza politica nelle normative non ci si muove».

Per quanto riguarda la montagna bianca in particolare e gli impianti di risalita per lo sci, come giudica l’attuale situazione anche a fronte della sfida dei mutamenti climatici e come crede si possa e si debba operare per consentire nuovi margini di sviluppo?
«Il trend è al momento stabile ma io vedo la possibilità di ulteriori sviluppi in collegamenti integrati tra diverse aree sciistiche che ancora mancano. Anche sulla neve è vietato fermarsi. Creare paure eccessive nei confronti dei mutamenti climatici è terribile, vorrebbe dire arrendersi senza combattere come possiamo fare con prodotti sempre più avanzati ed ecosostenibili. È importantissimo continuare a credere nella vitalità del turismo invernale trainato dallo sci che ha portato benessere in moltissimi territori montani. Se non lo facessimo sarebbe un disastro, intere vallate ricadrebbero nella povertà e si spopolerebbero. Dobbiamo lavorare tutti per impedire questa prospettiva.  Dobbiamo riuscire ad attirare le nuove generazioni,  a riportare i giovani sulla neve per sciare, a fargli  conoscere ed apprezzare la bellezza della montagna»

Nel 2014 suo padre scrisse una lettera al presidente del Consiglio Matteo Renzi per denunciare la lentezza della giustizia amministrativa in Italia. Due anni dopo lei che cosa scriverebbe in una lettera al Premier?
«Ho già detto che non sono particolarmente portato a scrivere lettere ai politici. Farei un copia-incolla per non aggiungere altro ed evitare incidenti diplomatici. Farei un’eccezione soltanto per ricordargli ancora  le nostre responsabilità di imprenditori nei confronti dei nostri dipendenti che io preferisco sempre definire collaboratori, la necessità assoluta di creare condizioni di competitività nel sistema Italia senza le quali l’attività imprenditoriale rischia di spegnersi».
Stop. Le sollecitazioni a chiudere l’incontro arrivano perentorie da qualche segretaria e da tutte le parti, orologio compreso. Il nuovo presidente e amministratore delegato del gruppo Leitner ci ha regalato addirittura un’oretta buona della sua giornata strapiena di impegni. Ci saluta confermando che ovviamente tutta la famiglia, compresi i piccoli Gabriel e Raphael, vive con gioia la passione per lo sci tra il casalingo Monte Cavallo, Racines, la Val Badia e che Carolina, la figlia maggiore, è bravissima ma non se la sente di fare agonismo. Pazienza. In compenso, determinato a gareggiare e a vincere sulle piste accidentate dei mercati mondiali, c’è lui, Anton Seeber figlio di Michael, il continuatore di una storia di successo che non vuole e non deve finire.            
www.leitner-ropeways.com

 

Created: Giovedì, 10 Novembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Una grande azienda
a misura di piccole realtà

Michele e Stefano Finotello hanno recentemente diversificato e potenziato la propria attività imprenditoriale con l’apertura della divisione Costruzioni Meccaniche nello  stabilimento di Bricherasio che ha aperto nuovi orizzonti operativi per il futuro ma continuano a non dimenticare l’impegno nel settore impiantistico. Seguendo sempre la filosofia tecnica dell’ammorsamento fisso e relazionandosi positivamente con gli Enti Locali, dal Piemonte alla Sardegna stanno contribuendo a rilanciare la pratica dello sci in molti Comuni che puntano sugli impianti da loro realizzati per valorizzare il proprio territorio

La tabella pubblicata in queste pagine è il riassunto analitico di tutti gli impegni per  l’installazione di nuovi impianti che la CCM Finotello sta realizzando sulle nevi italiane. È un riassunto sintetico ma estremamente dettagliato e tecnico delle caratteristiche di seggiovie e sciovie che andranno ad arricchire numerose località sciistiche «minori» rispetto ai più grandi comprensori ma come tali importanti perché  contribuiscono a valorizzare territori spesso dimenticati con una positiva ricaduta sull’economia locale e consentono di avvicinarsi allo sci a una fascia di utenza che altrimenti sarebbe smarrita. Molti, in troppi congressi, hanno sempre pontificato sulla necessità di non disperdere la funzione delle piccole località come serbatoi, come basi locali di «reclutamento» di nuovi sciatori ma poi, nei fatti, pochi hanno fatto e fanno qualcosa, concentrando in genere ogni attenzione sui grandi comprensori. Il lavoro che sta compiendo la CCM in collaborazione con molti Comuni è invece una iniziativa concreta per andare in quella direzione, contribuendo addirittura in alcuni casi a far rinascere attività sciistiche spente da anni. I rapporti di committenza con gli Enti Locali non sono così complicati e difficili come si tende a far credere quando esiste da ambo le parti correttezza e pulizia di comportamenti. I Comuni sanno che l’azienda di Pianezza è un fornitore affidabile e puntuale; Michele e Stefano Finotello sanno di  avere le capacità produttive per offrire impianti efficienti e sicuri, fedeli alla filosofia tecnica dell’ammorsamento fisso (dalla maggiore semplicità d’uso e di minore problematicità in termini di costi e di manutenzione) e ai valori di un’esperienza quarantennale che recentemente si è aperta nuovi orizzonti. La CCM di Pianezza ad inizio 2016 ha infatti compiuto un grande «salto in alto» nella propria dimensione industriale varando l’apertura della divisione CCM Costruzioni Meccaniche nella nuova sede di Bricherasio, una struttura tecnologicamente avanzata specializzata nella carpenteria e nella costruzione di parti meccaniche di grandi dimensioni. L’azienda ha diversificato la produzione conferendo un superiore peso specifico alla propria operatività ma non ha certo trascurato l’impegno nel campo dell’impiantistica. La tabella di queste pagine ne è la dimostrazione, una specie di «giro d’Italia» a tappe su nevi e in territori che magari non andranno sulle prime pagine dei depliants turistici ma per il movimento dello sci e del turismo invernale sono molto importanti. Seguiamo anche noi le tracce di questo impegno, da Nord a Sud, dalle Alpi agli Appennini ma non solo…

Nuovi impianti in Piemonte
A Sauze d’Oulx (Torino), nell’ottica del potenziamento del comprensorio sciistico, il Comune di Sauze d’Oulx ha individuato nella sostituzione della sciovia Moncrons mediante riposizionamento della seggiovia triposto denominata «Gran Comba» la soluzione definitiva al problema legato alla stagionalità di utilizzo di una parte consistente del comprensorio sciistico di Sauze  (aree Genevris e Tuassieres). La seggiovia sarà adibita a trasporto di soli sciatori in salita ed il tracciato dell’impianto sarà approssimativamente parallelo alla direzione Est-Ovest. L’impianto sarà adibito al trasporto di soli sciatori sul solo ramo di risalita, con portata oraria di 1603 sciatori/ora a 2,3 m/s.
Nel  Comune di Viola (Cuneo) è in corso di realizzazione la nuova sciovia «Vallone»  in sostituzione/ricostruzione della omonima sciovia ormai smantellata dopo essere giunta a scadenza di vita tecnica. Si tratta di un impianto di sciovia monoposto, con stazione di rinvio tenditrice a monte (tenditrice del tipo a gravità con blocco contrappeso) e motrice ancoraggio a valle, ed è caratterizzato da 9 sostegni; l’impianto garantisce una portata oraria 720 sciatori / ora alla velocità massima di 2,80 m/sec.

Nuovi impianti in Veneto
Il Comune di Ferrara di Monte Baldo (Verona)  ha deciso di partecipare, in accordo e in collaborazione con la società Novezzafutura s.r.l., alla realizzazione di una sciovia a fune alta con traini monoposto in località Novezza, la stazione invernale sorta nella seconda metà degli anni ’60 e purtroppo chiusa negli anni ’90. La nuova sciovia denominata «Marocco» alimenta la rinascita del centro invernale concepita nel 2011 e che ha preso avvio con la realizzazione di un’area destinata alla pratica di diverse attività invernali (primi passi sugli sci, campo scuola, etc.), rese possibili nel 2013 con l’installazione di due tappeti mobili da parte della Novezzafutura s.r.l. amministrata da Luigi Ballini. La nuova sciovia «Marocco» sostituisce, sull’identico tracciato, l’omonima dismessa sciovia monoposto. Essa funge da ricircolo per la pista che corre parallela e risulta integrativa ai nastri trasportatori recentemente installati nelle adiacenze.

Nuovi impianti nel Lazio
A Cittareale (Rieti) si sta provvedendo alla realizzazione di due sciovie parallele aventi l’obiettivo del raggiungimento e del mantenimento nel tempo di elevati livelli qualitativi dell’offerta turistica e sportiva invernale, in grado di costituire una reale ed efficace alternativa, soprattutto per la clientela dell’Italia centrale, alle proposte provenienti da altre strutture situate nello stesso bacino di utenza. L’impianto a linea doppia è di medie dimensioni, con stazioni di rinvio fisse a monte e motrici e tenditrici a tensionamento idraulico a valle. È caratterizzato da 11 sostegni (per ogni linea) e garantisce una portata oraria di 742 sc/h (per linea) alla velocità massima di 3.30 m/s.

Nuovi impianti nelle Marche
Nel comune di Frontone (Pesaro/Urbino) è in corso un ammodernamento della cabinovia «Caprile - Monte Catria» al fine di migliorarne il comfort di servizio con la sostituzione dei veicoli biposto aperti con altri di tipo chiuso, così da mitigare l’esposizione alle condizioni atmosferiche avverse. Contestualmente alla sostituzione dei veicoli, si intende anche agevolare le operazioni di imbarco e sbarco dell'utenza che, condotte agli attuali 1,50m/s di velocità, risultano difficoltose soprattutto per certe fasce di utenza (bambini ed anziani) e costringono a continui rallentamenti con inevitabile perdita di portata. L’ammodernamento voluto dall'Amministrazione prevede dunque la trasformazione dell'attuale impianto a moto uniforme continuativo in un impianto a moto uniforme intermittente (pulsè), in modo tale che le operazioni di imbarco e sbarco nelle stazioni avvengano ad una velocità ridotta e con caratteristiche tali da continuare a garantire la portata teorica attuale di almeno 300p/h.

Nuovi impianti in Abruzzo
Nel comune di Campo di Giove (L’Aquila) la CCM sta provvedendo alla sostituzione della sciovia a fune alta con traini monoposto esistente, denominata «Quartarana» e destinata al trasporto pubblico di persone, con un impianto di caratteristiche analoghe che ne ripete il tracciato di linea. La finalità dell’intervento, proposto dall’Amministrazione Comunale di Campo di Giove, risiede nella necessità di rimettere in funzione la sciovia che fornisce servizio per principianti all’interno dell’esistente area sciabile completando così, o meglio ripristinando, la fruibillità turistica invernale della zona. L’impianto in oggetto andrà a sostituire l’omonimo impianto, di cui è previsto lo smantellamento in quanto in scadenza di vita tecnica, ripercorrendone esattamente il tracciato esistente. Si tratta di un impianto di medie dimensioni con stazione di rinvio fissa a monte e motrice tenditrice, a tensionamento idraulico, a valle. È caratterizzato da 6 sostegni e garantisce una portata oraria di 720 sc/h alla velocità massima di 2.10 m/s. Sempre in provincia dell’Aquila, precisamente nel comune di Scanno , si sta provvedendo alla Revisione Generale della seggiovia biposto ad attacchi fissi RM42  «Scanno- Colle Rotondo» finalizzata all’ottenimento delle autorizzazioni necessarie alla continuazione dell’esercizio pubblico.Trattasi di un impianto ad attacchi fissi con veicoli biposto, con partenza in località Scanno, a quota 1018.45 m ed arrivo a monte a quota 1579.30 m in località Colle Rotondo.

Nuovi impianti in Calabria
Innanzitutto a Gambarie d’Aspromonte (RC) è completato l’intervento iniziato lo scorso anno con la realizzazione di due seggiovie biposto. Quest’anno sono in corso di realizzazione una pista per il bob estivo e la sciovia Mare-Neve. Si tratta di un impianto a fune alta di piccole dimensioni, con stazione di rinvio fissa a monte e motrice tenditrice con tensionamento idraulico a valle. È caratterizzato da 4 sostegni e garantisce una portata oraria di 480 sc/h alla velocità massima di 2.00 m/s.

Nuovi impianti in Sardegna
Nel comune di Fonni (Nuoro), la CCM sta realizzando una seggiovia biposto con attiguo rifugio polifunzionale. L’impianto in progetto denominato «Brucuspina» andrà a sostituire l’attuale sciovia omonima, di cui è previsto lo smantellamento. Si tratta di una seggiovia biposto ad ammorsamento fisso caratterizzata da una stazione a valle del tipo motrice fissa e una stazione a monte del tipo rinvio e tensione. La nuova seggiovia viene dimensionata per una portata oraria di 1440 sc/h, ed è adibita al trasporto di sciatori solo in salita nel periodo invernale alla velocità di 2,80 m/s, e di pedoni nel periodo estivo con portata oraria di 770 p/h alla velocità di regime di 1,5m/s.
www.ccmfinotello.com

 

 

Created: Giovedì, 10 Novembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Fluido Dinamica,
un mercato sempre più esigente

L’azienda di Grisignano di Zocco (Vicenza) fondata nel 1998 è  tra le più avanzate nel campo dei lubrificanti industriali.  Facendo tesoro di esperienze innovative in altri settori e di prestigiose partnerships, ha messo a punto una serie di nuovi prodotti e nuove tecnologie per ottimizzare il funzionamento delle diverse componenti degli impianti di risalita anche nelle condizioni meteorologiche più critiche e per la loro perfetta efficienza in termini di funzionalità e sicurezza

di Mauro Pandocchi


L’innovazione introdotta da AVIA-Consutec nel mondo neve prosegue anche nel settore degli impianti di risalita. La Partnership con Liebherr, nelle sue molteplici divisioni, dalle Macchine Movimento Terra alla Divisione Aerospace ed il “know how” acquisito nello sviluppo di nuovi fluidi per la Divisione Oil Control del gruppo Bosch sull’innovazione del programma “Valvole Servopilotate e Proporzionali Oleodinamiche”, ha consentito ad AVIA d’innovare con nuove tecnologie un settore spesso condizionato dalle abitudini. Queste esperienze permettono ad AVIA-Consutec di interfacciarsi direttamente con l’engineering e/o tecnici sul campo condividendo ad esempio le loro esigenze ed aspettative verso; l’ambiente, la garanzia del corretto funzionamento di un azionamento in condizioni climatiche molto rigide, i tempi di risposta e l’affidabilità nel tempo, illustrando a loro che tutti questi punti non sono poi così lontani da quanto richiesto nelle applicazioni sulle macchine movimento terra, in un deflettore - carrello di un aeromobile o il rispetto e costanza dei tempi di risposta richiesti in una valvola proporzionale oltre alla loro affidabilità.
Pertanto, in un gruppo “Freni Emergenza” dove, la conversione dell’energia “meccanica” in energia “idraulica”, il suo controllo e regolazione in tempi decisamente ristretti può fare la differenza in termini di sicurezza oppure una “Tenditrice”, dove delle valvole proporzionali garantiscono il costante allineamento dei parametri di carico predefiniti nell’impianto, rappresentano delle applicazioni dove AVIA-Consutec ha delle proposte che vanno oltre al semplice impiego di un “Olio Idraulico”.
Oppure la fune, elemento di collegamento, sostegno e trasmissione, dove spesso assieme alle; rulliere, scarpe, morse, etc. ci possono essere delle esigenze diverse dettate ad esempio dalla collocazione geografica dell’impianto, nel senso che due impianti “gemelli” installati a quote differenti, esposti o meno al sole hanno esigenze di lubrificazione abbastanza diverse tra loro.
A supporto della costante attività di manutenzione svolta costantemente in questi sistemi AVIA-Consutec propone un’attività di “Monitoring” con specifiche analisi svolta nel proprio laboratorio per dare al cliente dei parametri “Oggettivi” sui quali poter valutare e/o pianificare le corrette attività d’intervento per garantire, mantenere elevato lo stato/efficienza delle varie unità. Concludendo, AVIA-Consutec può affiancare il cliente con proprio personale tecnico direttamente nel campo specifiche attività di “Revamping, Flussaggio” con proprie attrezzature di sistemi idraulici ed attività di “ReFluid” mirate a creare e/o mantenere stabili nel tempo le migliori condizioni operative/funzionali dei componenti del circuito e le caratteristiche chimico/fisiche del fluido impiegato.

Presenti a Interalpin 2017
www.consutec.it

 

 

Created: Mercoledì, 09 Novembre 2016 08:27
Category: Portfolio


Comincia un inverno all’insegna
del rilancio e dell’ottimismo

La 23a edizione della grande fiera modenese che si è svolta tra il 29 ottobre e il 1° novembre ha confermato il proprio ruolo di vetrina ufficiale per gli operatori dell’attrezzo tecnico e del turismo invernale nell’imminenza di una nuova stagione. Battuto il record di visitatori dell’edizione precedente; positivo il clima di fiducia che ha attraversato gli stands distribuiti sulla superficie espositiva di 45 mila metri quadrati e le molte iniziative collaterali. Il  mondo della montagna bianca e degli sport invernali attrae sempre e più che mai. Sulla neve soffia sempre forte il vento di una passione che alimenta un comparto economico fondamentale per molti territori montani

A ModenaFiere è calato il sipario sulla 23esima edizione di Skipass. E mentre il salone del turismo e degli sport invernali più longevo d’Italia chiude i battenti, per la Montagna Bianca comincia una nuova stagione all’insegna dell’ottimismo. «L’osservatorio di Skipass segnala un incremento di fatturato e presenze per l’inverno 2016/17», spiega Paolo Fantuzzi, amministratore delegato di ModenaFiere. «Le vacanze in montagna conquistano nuovi clienti dall’estero e le famiglie italiane che preferiscono l’alta quota e la neve alle città europee e alle mete internazionali» 
A confermare il rinnovato interesse per la montagna sono i 90 mila visitatori del Salone (86 mila nel 2015) che hanno affollato il quartiere fieristico di Modena nel ponte di Ognissanti. Skipass, con i suoi 45 mila metri quadrati di superficie, ha tagliato dunque il nastro della stagione invernale. Nei quattro giorni di fiera, il mondo della neve, tra località sciistiche, attrezzatura per gli sport invernali, atleti e professionisti della montagna (dai maestri di sci ai direttori di stazioni invernali, fino alle guide alpine), si è ritrovato a Modena. L’edizione 2016 ha puntato i riflettori su un settore importante dell’economia turistica nazionale favorendo il confronto tra operatori e il dialogo diretto con gli appassionati della montagna a cui sono state dedicate decine di presentazioni e attività gratuite. Ai bambini e ai ragazzi, come di consueto, è stata riservata un’attenzione particolare. Piste innevate per i corsi di sci e di snowboard, pista di ghiaccio, parete di arrampicata e percorsi sintetici di snowboard, bici e skate sono state visitati da migliaia di aspiranti sciatori e baby-alpinisti. «Favorire l’approccio alla montagna e agli sport invernali e outdoor è uno degli obiettivi del salone - commenta Fantuzzi -  Grazie alla collaborazione con la Federazione Italiana Sport Invernali e con le aziende fornitrici delle squadre nazionali, ogni anno Skipass garantisce la prima esperienza sulla neve a più di mille ragazzi». Tante famiglie in visita a ModenaFiere nella quattro giorni di Skipass che ha consolidato anche l’offerta per il target giovane con la musica e l’animazione del Puff Stage, il padiglione trasparente che ha ospitato le esibizioni de Lo Zoo di 105.
I numeri del salone sono quelli di un grande evento: più di centottanta persone in staff, oltre mille metri cubi di neve prodotta, 94 appuntamenti tra presentazioni, premiazioni, convegni e conferenze stampa. Due gare nazionali, i campionati assoluti di slackline e di boulder, e quattro contest internazionali di snowboard e freeski che hanno avuto luogo sul rail costruito nell’area esterna.

www.skipass.it