Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate. Inoltre utilizza cookie tecnici per migliorare la navigazione. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno, accetti il servizio e gli stessi cookie.

Gallery 3 Columns - MontagnaOnline.com

About The Author

Super User

Gender: Male
Email address: amministrazione@teaweb.it

Created: Giovedì, 10 Novembre 2016 08:27
Category: Portfolio
 


Incontro con Anton Seeber, dal giugno scorso nuovo presidente e amministratore delegato del gruppo industriale di Vipiteno. Il padre Michael gli ha passato le consegne e il timone del comando nella scorsa primavera, a conclusione di vent’anni di un lavoro straordinario che ha trasformato una storica azienda in difficoltà in un Gruppo di livello internazionale impegnato in diversi settori operativi tra i quali resta rilevante quello legato alla montagna bianca e al turismo invernale. Ora tocca a lui raccogliere questa importante eredità per valorizzarla e difenderla di fronte alle sfide della contemporaneità. Ora tocca a lui guidare

L’erede non è il tipo che ami esibire il proprio status («L’umiltà è una virtù fondamentale nella vita e nel lavoro») ma non trascura certo la consapevolezza del proprio ruolo («Spero di avere la stessa forza che ha avuto lui e di dare una continuità nella gestione aziendale»). Il padre è il primo ad essere d’accordo e pare che ormai risponda sempre la stessa cosa a tutti («Io non c’entro più niente. Parlate con mio figlio») da quando ha annunciato  la decisione di ritirarsi e di cedere le redini del comando; il figlio concorda («Una nave non può avere due capitani e l’autobus non può essere guidato da due autisti. Prima guidava mio padre, adesso guido io») anche se aggiunge: «Ci confrontiamo ancora, è naturale e  ovvio; magari litighiamo e abbiamo opinioni diverse ma alla fine la decisione che scaturisce è sempre la migliore per l’interesse della società, la cosa che conta di più». Di padre in figlio il passaggio del testimone al vertice del Gruppo Leitner di Vipiteno è avvenuto nel segno della trasparenza, dell’affetto, della stima reciproca. Di padre in figlio le cariche di presidente e amministratore delegato di quel colosso di dimensioni internazionali che nel 2015 ha fatturato 726 milioni di Euro si sono trasferite con la naturalezza di un sorriso e il calore di un abbraccio.

Una storia di successi tra acquisizioni,
diversificazioni e invenzioni
Il padre, Michael Seeber, 68 anni, è l’uomo che, partendo da solide basi costruite nell’edilizia e nel settore immobiliare, nel 1993 aveva accettato di intervenire finanziariamente per risollevare le sorti della Leitner, l’azienda fondata da Gabriel Leitner nel 1888 che per Vipiteno è sempre stata un po’ come la FIAT per Torino. In vent’anni di lavoro e di impegno costante, a colpi di ricapitalizzazioni, acquisizioni, diversificazioni produttive e processi di internazionalizzazione, questo padre ha portato un’azienda in crisi a trasformarsi in una holding che produce impianti a fune per il trasporto di persone sulla neve del turismo invernale e nelle aree urbane (Leitner e Poma), mezzi battipista e utility veichles per la montagna bianca (Prinoth), impianti e sistemi per l’innevamento programmato (Demaclenko), impianti per la produzione di energia eolica (Leitwind), veicoli e impianti per il trasporto su rotaia (Minimetro), nastri di trasporto materiali e teleferiche (Agudio). Un Gruppo dalle radici ben conficcate tra le montagne altoatesine dell’elegante Sterzing, un Gruppo che occupa ben 3240 dipendenti nei nove siti produttivi sparsi per il mondo tra Vipiteno, l’Europa (Austria, Francia), il Nord America, l’India e la Cina, che conta 70 succursali  per l’assistenza e la vendita nel mondo, che nel 2015 ha speso 12 milioni circa in investimenti produttivi e 20 milioni solo per la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti. Da questo costante impegno imprenditoriale sono nati tanti nuovi successi accanto all’originaria attività impiantistica (dal trasporto urbano viene ormai circa il 30% del fatturato nel settore funiviario); quindici anni fa è nato il DirectDrive, innovativa e rivoluzionaria tecnologia di azionamento impianti senza riduttori, che molto recentemente è diventata la chiave di volta per nuove applicazioni e nuove prospettive di lavoro, come l’attivazione della cabina di osservazione panoramica prodotta dalla consociata Sigma Composite in cima alla torre Britsh Airways i360 alta 160 mt. inaugurata il 4 agosto a Brighton (Inghilterra) o la produzione di onde artificiali per la pratica del surf come è avvenuto nel parco acquatico di Snowdonia nel Galles britannico in collaborazione con la società spagnola Wavegarden. Il padre, Michael Seeber, ha intrapreso, rischiato, inventato, ha battuto nuove strade, ha sviluppato l’azienda, l’ha portata dov’è oggi e  l’8 aprile scorso, davanti a 500 collaboratori riuniti a Vipiteno per la tradizionale festa di fine stagione, ha annunciato l’intenzione di ritirarsi, di cedere lo scettro al figlio. La decisione è stata ratificata nell’assemblea degli azionisti del Gruppo in  giugno.

Via Brennero, Vipiteno:
il bello dell’arte, il bello del lavoro, il bello dell’impresa
Il figlio, Anton Seeber, 43 anni, ha raccolto il testimone di un patrimonio così importante da consolidare e condurre nel futuro ma non ha paura. Dice che «adesso mio padre può finalmente dedicarsi alla sua passione per l’arte, segue e organizza mostre sempre più importanti, ha prodotto un bellissimo volume sulla vita e le opere di Eduard Thöny, il pittore caricaturista sudtirolese di cui una mostra a Bressanone ha celebrato il 150° anniversario della nascita». Non a caso  la  sede centrale, la «cabina di regia» della Leitner in via Brennero a Vipiteno, è un edificio costruito e arredato secondo linee armoniche eleganti, popolato da opere d’arte, quadri e sculture che ne fanno un piccolo museo di arte contemporanea. Avevamo visto  e vissuto qualcosa del genere visitando gli uffici  della Barilla a Parma, dove un olio di Dino Buzzati stava alle spalle di Guido Barilla, neo presidente del gruppo dopo la morte del fondatore Pietro, oppure negli stabilimenti di Casnigo e Villa d’Ogna nella bergamasca Val Gandino, dove Fausto Radici, l’ex slalomista della Valanga Azzurra morto suicida nel 2002,  era diventato il leader di Radici Group, colosso dei filati sintetici e della plastica oltre che raffinato collezionista di arte contemporanea.  Imprenditoria colta e illuminata, capace di coniugare il valore del coraggio  con il valore della bellezza (la nuova cabina Symphony realizzata in collaborazione con Pininfarina è un capolavoro di design),  il bisogno della continua ricerca di perfezionamento dell’artista con la necessità della continua innovazione nella produzione industriale, la costruzione della ricchezza con la sua distribuzione nella socialità. Salteranno fuori questi concetti dalla conversazione con il nuovo leader del Gruppo Leitner che adesso è seduto accanto a noi di pM nella sala riunioni dove campeggia una grande «Ultima cena» di un famoso artista contemporaneo «che dipingeva usando anche sangue di maiale. Mio padre voleva esporla sotto, all’ingresso degli uffici; visto l’argomento l’abbiamo sconsigliato in molti, compreso io, e lui ci ha detto “voi non capite niente”». 

La vocazione umanistica e
una vita segnata dal destino
Anton Seeber sorride, quasi intenerito nel raccontare l’episodio («L’arte piace molto anche a me ma non ho sviluppato la sua stessa forte passione da collezionista»). È nato a Vipiteno il 2 febbraio 1973, tre anni prima della sorella Johanna. È cresciuto con la sua indole riservata («Ero un ragazzo molto timido») e ha  studiato al Liceo Classico coltivando una vocazione umanistica («Volevo studiare letteratura») insieme a una certa propensione allo sport («Tra lo sci e l’hockey su ghiaccio avevo scelto il secondo per l’impegno agonistico e ho giocato alcune stagioni nel campionato di serie B come difensore»). Dopo l’esame di maturità il padre lo convince però ad iscriversi alla Bocconi («Ricordo la prova di ammissione in due giorni di agosto a Milano, un caldo atroce, ero talmente rilassato e distaccato dalla cosa che sono riuscito a superarla»). Prima di tuffarsi totalmente sui testi di economia chiede di dedicarsi ancora, almeno per il primo anno («Avevo fatto solo tre esami»), alle sue letture preferite.  Poi si butta nello studio delle materie economiche, dal 1992 al 1999, quando si laurea con una tesi in  organizzazione aziendale. Ma in quel periodo non c’erano stati soltanto libri ed esami: «Avevo 24 anni, stavo partendo per una stage all’Università di Harvard. Era metà giugno. Durante una passeggiata in montagna si era scatenato un fortissimo temporale. Un fulmine mi ha sfiorato, sono caduto in un burrone distruggendo quasi il mio corpo con fratture dovunque, al cranio, agli arti inferiori e superiori. Sono rimasto 18 ore immobile e  solo. Alle sei del mattino seguente sono stato individuato e  soccorso da un elicottero. Sono rimasto 15 giorni in coma. Ricordo che quando mi sono svegliato ho cominciato a recitare passi del “De Bello Gallico” di Cesare in latino e a ripetere l’ingiunzione di Catilina “Cartago delenda est”, bisogna distruggere Cartagine. Che palle questo Catilina, mi dicevo. Però era un duro, non mollava mai». Lei crede nel destino, Anton Seeber? «Il destino? Non saprei come definirlo. Certo sono un sopravvissuto, mi è andata bene. Quel fatto della mia vita mi ha insegnato molto. Ho imparato quanto siamo fragili, quanto le situazioni possano cambiare e peggiorare improvvisamente anche in negativo. Ma per questo ho anche imparato a lottare,a combattere, a capire che ci si può rialzare dopo che si è caduti, a credere sempre  di poter costruire un futuro migliore. E per questo trovo che l’umiltà sia un atteggiamento fondamentale da coltivare perché è sempre sbagliato sentirsi arrivati,  migliori degli altri. Le sfide non finiscono mai, ci sono sempre rischi, pericoli, incognite in agguato e sempre si può e si deve affrontarli e migliorare. Il discorso vale per me e per l’azienda, che io preferisco chiamare società perché si tratta in effetti di una vasta comunità di persone che operano per uno scopo comune, perché il risvolto della nostra attività ha una rilevanza sociale di cui occorre farsi carico».

Da Vipiteno a New York e ritorno:
una nuova famiglia e l’impegno in azienda
Dopo la laurea, recuperata completamente la funzionalità del proprio corpo («Per molto tempo ho faticato a camminare»), Anton  decide di «voler conoscere i miei limiti e dimostrare a me stesso di potermela cavare da solo». Dice a papà Michael «me ne vado» e parte per gli Stati Uniti. Lavora a Philadelfia nel settore «private equity». Ha frequentato anche una scuola di giornalismo da studente perfezionando l’inglese, quando a più riprese era stato negli States, «anche perché mio padre mi diceva sempre che tutto quello che avrei scritto doveva essere chiaro, conciso, efficace». Poi succede che il suo amico Zack gli presenta una ragazza del New Jersey. Si chiama Beata, lavora all’Università della Pennsylvania dove si è laureata in ginecologia e si sta specializzando in fecondazione artificiale ed endocrinologia. È un classico e felicissimo colpo di fulmine.  Anton e Beata si sposano nel 2003. Dalla loro unione in America nasce Carolina il 26 gennaio 2005,  a Innsbruck nascono  Gabriel l’8 luglio del 2007 e Raphael l’11 dicembre 2010 («Dopo nonno Michael dovevo dare a loro i nomi di altri due arcangeli…»). Tra la sorellina e i fratellini nonno Michael, che intanto era incorso anche lui in un brutto incidente sugli sci, fa una puntatina in America e chiede a suo figlio «Cosa vuoi fare da grande?». È la sveglia, il richiamo alla sua posizione nel mondo e alle sue responsabilità. «Avevo già dato una mano nel 2005 per l’acquisizione di Bombardier ma quando nel 2006 sono tornato in Italia con la famiglia non ero ancora sicuro di essere la persona giusta per succedere a mio padre, ero convinto che se non fossi stato capace avrei prodotto un grosso danno all’azienda, alla famiglia, a me stesso». La famigliola nata negli Stati Uniti torna a Vipiteno e va a vivere «nelle stanze che non abitavo da 19 anni».  Beata non parlava né l’italiano né il tedesco ma in breve tempo è riuscita ad apprendere la lingua tedesca divenendo professoressa presso la clinica universitaria di Innsbruck.  E lui, Anton Seeber, non ci ha messo molto a convincersi di essere capace. Diventa responsabile del  progetto Minimetro, quella diversificazione concentrata sui veicoli di trasporto urbano su rotaia il cui primo intervento si è realizzato a Perugia nel 2008. Sono poi seguiti gli impegni a Pisa (con penosi ostacoli da superare in materia di ricorsi e giustizia amministrativa), a Miami, a Francoforte, a Detroit e a New York con il rifacimento ex novo dello storico Roosvelt Island Tramway. Anton ha a che fare con gli appalti pubblici e sperimenta come in Italia sia tutto troppo macchinoso, burocratico, difficile («In America è l’ente pubblico che ti chiama e ti agevola; da noi il privato deve quasi mendicare per lavorare e combattere con la burocrazia»). I risultati però arrivano, la sua presenza in azienda è sempre più consapevole e autorevole, si impadronisce di tutte le problematiche di tutti i settori in cui opera il Gruppo. Il resto è la storia recente del passaggio di  consegne, l’insediamento al vertice affiancato da Martin Leitner nel ruolo di  vicepresidente, da Marco Goss, Werner Amort e Markus Senn nel ruolo di consiglieri.

Domande e risposte
in esclusiva al cospetto… dell’ «Ultima cena»

E adesso è qui, nella sala riunioni della sede centrale Leitner di Via Brennero a Vipiteno,  di fronte all’«Ultima cena» di Hermann Nitsch, a raccontarsi in esclusiva a noi di pM e a rispondere alle nostre domande.

Qual è stato il sentimento prevalente che l’ha coinvolta assumendo le redini operative del Gruppo Leitner?
«Un insieme di sentimenti. Il senso della responsabilità per una funzione dirigenziale impegnativa; sicuramente l’orgoglio di ricevere il testimone di una vicenda imprenditoriale molto importante come quella di cui è stato protagonista mio padre; il timore di non essere all’altezza del compito ma con la consapevolezza di dover impegnarmi con tutte le mie capacità. In azienda ognuno di noi ha un ruolo. Il mio è quello di risolvere i problemi, prendere decisioni anche non semplici sapendo comunque che la peggior decisione è quella di non decidere.  Si deve decidere sperando di essere nel giusto e si deve avere l’umiltà di capire quando si sbaglia per cambiare subito, senza piagnucolare. Abbiamo la responsabilità di garantire la sopravvivenza e lo sviluppo dell’azienda e abbiamo la responsabilità delle vite di oltre tremila nostri collaboratori con le loro famiglie».

Subito dopo l’investitura lei ha dichiarato: «Il mio stile lavorativo risulterà differente rispetto a quello di mio padre ma resteranno immutati i principi e i valori che ne hanno ispirato l’attività imprenditoriale». Vuole approfondire questi concetti?
«Sono meno paziente di mio padre. Lui è un vero idealista, scrive lunghe lettere ai politici nella convinzione che cambi qualcosa. Io non ne sono così convinto. Come imprenditore preferisco far parlare le mie azioni, i fatti. Io sono più propenso a mordere senza abbaiare. I valori comuni invece restano inalterati: l’attaccamento all’azienda e ai suoi destini, la morale e l’etica che devono accompagnare il conseguimento del profitto e degli utili, condizioni indispensabili per la salute di un’impresa».

Michael Seeber negli anni Novanta ha prima salvato e poi rilanciato Leitner con la ricapitalizzazione, la politica delle acquisizioni, la diversificazione produttiva e l’internazionalizzazione. Anton Seeber quali linee guida intende seguire per terzo millennio per consolidare e sviluppare ulteriormente il gruppo Leitner nel mondo?
«Innovare continuamente è il primo comandamento. Non aver paura di cambiare, di provare, di rischiare. Come per i figli: quando vengono al mondo diventano un problema, trasformano la vita, si ammalano, vanno educati. Sono un problema ma sono il cambiamento, sono il futuro, la vita che continua.  Ecco, l'innovazione è come un figlio. E poi bisogna continuare sul percorso della diversificazione perché il mondo è diventato piccolo e interconnesso e i cambiamenti sono estremamente radicali. È necessario continuare ad investire sulla ricerca per trovare soluzioni nuove. Ad esempio con Leitwind abbiamo sviluppato un sistema di gestione e di assistenza in remoto che consente l’attivazione e il controllo degli impianti 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno. Un concetto simile ci viene richiesto per i trasporti urbani».

Quali dei settori in cui opera Leitner presentano maggiori potenzialità di crescita?
«Il trasporto urbano con impianti a fune è in continua crescita nel mondo. Stiamo lavorando  per concludere i lavori per la telecabina che sorvolerà una zona di Berlino nel 2017.  Negli ultimi anni abbiamo consegnato impianti importanti a Città del Messico, Ankara, Cali, in Russia e in Cina. Abbiamo in programma altri interventi in Georgia e nella Repubblica Domenicana. Altri settori che danno segnali di forte vivacità sono quelli dei nastri trasportatori di materiali in cui è specializzato il marchio Agudio  e degli utility vehicle in cui è coinvolta Prinoth. Sulla neve il tema dell’innevamento programmato è diventato vitale per le stazioni invernali e vedrà  Demaclenko in prima linea nella fornitura di generatori e impianti sempre più avanzati. Si deve lavorare sul fronte della ecosostenibilità di prodotti che non offendano la natura.  La flotta dei battipista «clean motion» di Prinoth e la tecnologia silenziosa, ecosostenibile DirectDrive che non usa olio e consuma meno energia sono già stati un nostro importante contributo ma c’è altro da fare, non ci si può e non ci si deve fermare. Continuiamo anche a credere nelle energie rinnovabili ma se non c’è chiarezza politica nelle normative non ci si muove».

Per quanto riguarda la montagna bianca in particolare e gli impianti di risalita per lo sci, come giudica l’attuale situazione anche a fronte della sfida dei mutamenti climatici e come crede si possa e si debba operare per consentire nuovi margini di sviluppo?
«Il trend è al momento stabile ma io vedo la possibilità di ulteriori sviluppi in collegamenti integrati tra diverse aree sciistiche che ancora mancano. Anche sulla neve è vietato fermarsi. Creare paure eccessive nei confronti dei mutamenti climatici è terribile, vorrebbe dire arrendersi senza combattere come possiamo fare con prodotti sempre più avanzati ed ecosostenibili. È importantissimo continuare a credere nella vitalità del turismo invernale trainato dallo sci che ha portato benessere in moltissimi territori montani. Se non lo facessimo sarebbe un disastro, intere vallate ricadrebbero nella povertà e si spopolerebbero. Dobbiamo lavorare tutti per impedire questa prospettiva.  Dobbiamo riuscire ad attirare le nuove generazioni,  a riportare i giovani sulla neve per sciare, a fargli  conoscere ed apprezzare la bellezza della montagna»

Nel 2014 suo padre scrisse una lettera al presidente del Consiglio Matteo Renzi per denunciare la lentezza della giustizia amministrativa in Italia. Due anni dopo lei che cosa scriverebbe in una lettera al Premier?
«Ho già detto che non sono particolarmente portato a scrivere lettere ai politici. Farei un copia-incolla per non aggiungere altro ed evitare incidenti diplomatici. Farei un’eccezione soltanto per ricordargli ancora  le nostre responsabilità di imprenditori nei confronti dei nostri dipendenti che io preferisco sempre definire collaboratori, la necessità assoluta di creare condizioni di competitività nel sistema Italia senza le quali l’attività imprenditoriale rischia di spegnersi».
Stop. Le sollecitazioni a chiudere l’incontro arrivano perentorie da qualche segretaria e da tutte le parti, orologio compreso. Il nuovo presidente e amministratore delegato del gruppo Leitner ci ha regalato addirittura un’oretta buona della sua giornata strapiena di impegni. Ci saluta confermando che ovviamente tutta la famiglia, compresi i piccoli Gabriel e Raphael, vive con gioia la passione per lo sci tra il casalingo Monte Cavallo, Racines, la Val Badia e che Carolina, la figlia maggiore, è bravissima ma non se la sente di fare agonismo. Pazienza. In compenso, determinato a gareggiare e a vincere sulle piste accidentate dei mercati mondiali, c’è lui, Anton Seeber figlio di Michael, il continuatore di una storia di successo che non vuole e non deve finire.            
www.leitner-ropeways.com

 

Created: Giovedì, 10 Novembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Tags: Servizi alla clientela
Una grande azienda
a misura di piccole realtà

Michele e Stefano Finotello hanno recentemente diversificato e potenziato la propria attività imprenditoriale con l’apertura della divisione Costruzioni Meccaniche nello  stabilimento di Bricherasio che ha aperto nuovi orizzonti operativi per il futuro ma continuano a non dimenticare l’impegno nel settore impiantistico. Seguendo sempre la filosofia tecnica dell’ammorsamento fisso e relazionandosi positivamente con gli Enti Locali, dal Piemonte alla Sardegna stanno contribuendo a rilanciare la pratica dello sci in molti Comuni che puntano sugli impianti da loro realizzati per valorizzare il proprio territorio

La tabella pubblicata in queste pagine è il riassunto analitico di tutti gli impegni per  l’installazione di nuovi impianti che la CCM Finotello sta realizzando sulle nevi italiane. È un riassunto sintetico ma estremamente dettagliato e tecnico delle caratteristiche di seggiovie e sciovie che andranno ad arricchire numerose località sciistiche «minori» rispetto ai più grandi comprensori ma come tali importanti perché  contribuiscono a valorizzare territori spesso dimenticati con una positiva ricaduta sull’economia locale e consentono di avvicinarsi allo sci a una fascia di utenza che altrimenti sarebbe smarrita. Molti, in troppi congressi, hanno sempre pontificato sulla necessità di non disperdere la funzione delle piccole località come serbatoi, come basi locali di «reclutamento» di nuovi sciatori ma poi, nei fatti, pochi hanno fatto e fanno qualcosa, concentrando in genere ogni attenzione sui grandi comprensori. Il lavoro che sta compiendo la CCM in collaborazione con molti Comuni è invece una iniziativa concreta per andare in quella direzione, contribuendo addirittura in alcuni casi a far rinascere attività sciistiche spente da anni. I rapporti di committenza con gli Enti Locali non sono così complicati e difficili come si tende a far credere quando esiste da ambo le parti correttezza e pulizia di comportamenti. I Comuni sanno che l’azienda di Pianezza è un fornitore affidabile e puntuale; Michele e Stefano Finotello sanno di  avere le capacità produttive per offrire impianti efficienti e sicuri, fedeli alla filosofia tecnica dell’ammorsamento fisso (dalla maggiore semplicità d’uso e di minore problematicità in termini di costi e di manutenzione) e ai valori di un’esperienza quarantennale che recentemente si è aperta nuovi orizzonti. La CCM di Pianezza ad inizio 2016 ha infatti compiuto un grande «salto in alto» nella propria dimensione industriale varando l’apertura della divisione CCM Costruzioni Meccaniche nella nuova sede di Bricherasio, una struttura tecnologicamente avanzata specializzata nella carpenteria e nella costruzione di parti meccaniche di grandi dimensioni. L’azienda ha diversificato la produzione conferendo un superiore peso specifico alla propria operatività ma non ha certo trascurato l’impegno nel campo dell’impiantistica. La tabella di queste pagine ne è la dimostrazione, una specie di «giro d’Italia» a tappe su nevi e in territori che magari non andranno sulle prime pagine dei depliants turistici ma per il movimento dello sci e del turismo invernale sono molto importanti. Seguiamo anche noi le tracce di questo impegno, da Nord a Sud, dalle Alpi agli Appennini ma non solo…

Nuovi impianti in Piemonte
A Sauze d’Oulx (Torino), nell’ottica del potenziamento del comprensorio sciistico, il Comune di Sauze d’Oulx ha individuato nella sostituzione della sciovia Moncrons mediante riposizionamento della seggiovia triposto denominata «Gran Comba» la soluzione definitiva al problema legato alla stagionalità di utilizzo di una parte consistente del comprensorio sciistico di Sauze  (aree Genevris e Tuassieres). La seggiovia sarà adibita a trasporto di soli sciatori in salita ed il tracciato dell’impianto sarà approssimativamente parallelo alla direzione Est-Ovest. L’impianto sarà adibito al trasporto di soli sciatori sul solo ramo di risalita, con portata oraria di 1603 sciatori/ora a 2,3 m/s.
Nel  Comune di Viola (Cuneo) è in corso di realizzazione la nuova sciovia «Vallone»  in sostituzione/ricostruzione della omonima sciovia ormai smantellata dopo essere giunta a scadenza di vita tecnica. Si tratta di un impianto di sciovia monoposto, con stazione di rinvio tenditrice a monte (tenditrice del tipo a gravità con blocco contrappeso) e motrice ancoraggio a valle, ed è caratterizzato da 9 sostegni; l’impianto garantisce una portata oraria 720 sciatori / ora alla velocità massima di 2,80 m/sec.

Nuovi impianti in Veneto
Il Comune di Ferrara di Monte Baldo (Verona)  ha deciso di partecipare, in accordo e in collaborazione con la società Novezzafutura s.r.l., alla realizzazione di una sciovia a fune alta con traini monoposto in località Novezza, la stazione invernale sorta nella seconda metà degli anni ’60 e purtroppo chiusa negli anni ’90. La nuova sciovia denominata «Marocco» alimenta la rinascita del centro invernale concepita nel 2011 e che ha preso avvio con la realizzazione di un’area destinata alla pratica di diverse attività invernali (primi passi sugli sci, campo scuola, etc.), rese possibili nel 2013 con l’installazione di due tappeti mobili da parte della Novezzafutura s.r.l. amministrata da Luigi Ballini. La nuova sciovia «Marocco» sostituisce, sull’identico tracciato, l’omonima dismessa sciovia monoposto. Essa funge da ricircolo per la pista che corre parallela e risulta integrativa ai nastri trasportatori recentemente installati nelle adiacenze.

Nuovi impianti nel Lazio
A Cittareale (Rieti) si sta provvedendo alla realizzazione di due sciovie parallele aventi l’obiettivo del raggiungimento e del mantenimento nel tempo di elevati livelli qualitativi dell’offerta turistica e sportiva invernale, in grado di costituire una reale ed efficace alternativa, soprattutto per la clientela dell’Italia centrale, alle proposte provenienti da altre strutture situate nello stesso bacino di utenza. L’impianto a linea doppia è di medie dimensioni, con stazioni di rinvio fisse a monte e motrici e tenditrici a tensionamento idraulico a valle. È caratterizzato da 11 sostegni (per ogni linea) e garantisce una portata oraria di 742 sc/h (per linea) alla velocità massima di 3.30 m/s.

Nuovi impianti nelle Marche
Nel comune di Frontone (Pesaro/Urbino) è in corso un ammodernamento della cabinovia «Caprile - Monte Catria» al fine di migliorarne il comfort di servizio con la sostituzione dei veicoli biposto aperti con altri di tipo chiuso, così da mitigare l’esposizione alle condizioni atmosferiche avverse. Contestualmente alla sostituzione dei veicoli, si intende anche agevolare le operazioni di imbarco e sbarco dell'utenza che, condotte agli attuali 1,50m/s di velocità, risultano difficoltose soprattutto per certe fasce di utenza (bambini ed anziani) e costringono a continui rallentamenti con inevitabile perdita di portata. L’ammodernamento voluto dall'Amministrazione prevede dunque la trasformazione dell'attuale impianto a moto uniforme continuativo in un impianto a moto uniforme intermittente (pulsè), in modo tale che le operazioni di imbarco e sbarco nelle stazioni avvengano ad una velocità ridotta e con caratteristiche tali da continuare a garantire la portata teorica attuale di almeno 300p/h.

Nuovi impianti in Abruzzo
Nel comune di Campo di Giove (L’Aquila) la CCM sta provvedendo alla sostituzione della sciovia a fune alta con traini monoposto esistente, denominata «Quartarana» e destinata al trasporto pubblico di persone, con un impianto di caratteristiche analoghe che ne ripete il tracciato di linea. La finalità dell’intervento, proposto dall’Amministrazione Comunale di Campo di Giove, risiede nella necessità di rimettere in funzione la sciovia che fornisce servizio per principianti all’interno dell’esistente area sciabile completando così, o meglio ripristinando, la fruibillità turistica invernale della zona. L’impianto in oggetto andrà a sostituire l’omonimo impianto, di cui è previsto lo smantellamento in quanto in scadenza di vita tecnica, ripercorrendone esattamente il tracciato esistente. Si tratta di un impianto di medie dimensioni con stazione di rinvio fissa a monte e motrice tenditrice, a tensionamento idraulico, a valle. È caratterizzato da 6 sostegni e garantisce una portata oraria di 720 sc/h alla velocità massima di 2.10 m/s. Sempre in provincia dell’Aquila, precisamente nel comune di Scanno , si sta provvedendo alla Revisione Generale della seggiovia biposto ad attacchi fissi RM42  «Scanno- Colle Rotondo» finalizzata all’ottenimento delle autorizzazioni necessarie alla continuazione dell’esercizio pubblico.Trattasi di un impianto ad attacchi fissi con veicoli biposto, con partenza in località Scanno, a quota 1018.45 m ed arrivo a monte a quota 1579.30 m in località Colle Rotondo.

Nuovi impianti in Calabria
Innanzitutto a Gambarie d’Aspromonte (RC) è completato l’intervento iniziato lo scorso anno con la realizzazione di due seggiovie biposto. Quest’anno sono in corso di realizzazione una pista per il bob estivo e la sciovia Mare-Neve. Si tratta di un impianto a fune alta di piccole dimensioni, con stazione di rinvio fissa a monte e motrice tenditrice con tensionamento idraulico a valle. È caratterizzato da 4 sostegni e garantisce una portata oraria di 480 sc/h alla velocità massima di 2.00 m/s.

Nuovi impianti in Sardegna
Nel comune di Fonni (Nuoro), la CCM sta realizzando una seggiovia biposto con attiguo rifugio polifunzionale. L’impianto in progetto denominato «Brucuspina» andrà a sostituire l’attuale sciovia omonima, di cui è previsto lo smantellamento. Si tratta di una seggiovia biposto ad ammorsamento fisso caratterizzata da una stazione a valle del tipo motrice fissa e una stazione a monte del tipo rinvio e tensione. La nuova seggiovia viene dimensionata per una portata oraria di 1440 sc/h, ed è adibita al trasporto di sciatori solo in salita nel periodo invernale alla velocità di 2,80 m/s, e di pedoni nel periodo estivo con portata oraria di 770 p/h alla velocità di regime di 1,5m/s.
www.ccmfinotello.com

 

 

Created: Giovedì, 10 Novembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Tags: Servizi alla clientela
Fluido Dinamica,
un mercato sempre più esigente

L’azienda di Grisignano di Zocco (Vicenza) fondata nel 1998 è  tra le più avanzate nel campo dei lubrificanti industriali.  Facendo tesoro di esperienze innovative in altri settori e di prestigiose partnerships, ha messo a punto una serie di nuovi prodotti e nuove tecnologie per ottimizzare il funzionamento delle diverse componenti degli impianti di risalita anche nelle condizioni meteorologiche più critiche e per la loro perfetta efficienza in termini di funzionalità e sicurezza

di Mauro Pandocchi


L’innovazione introdotta da AVIA-Consutec nel mondo neve prosegue anche nel settore degli impianti di risalita. La Partnership con Liebherr, nelle sue molteplici divisioni, dalle Macchine Movimento Terra alla Divisione Aerospace ed il “know how” acquisito nello sviluppo di nuovi fluidi per la Divisione Oil Control del gruppo Bosch sull’innovazione del programma “Valvole Servopilotate e Proporzionali Oleodinamiche”, ha consentito ad AVIA d’innovare con nuove tecnologie un settore spesso condizionato dalle abitudini. Queste esperienze permettono ad AVIA-Consutec di interfacciarsi direttamente con l’engineering e/o tecnici sul campo condividendo ad esempio le loro esigenze ed aspettative verso; l’ambiente, la garanzia del corretto funzionamento di un azionamento in condizioni climatiche molto rigide, i tempi di risposta e l’affidabilità nel tempo, illustrando a loro che tutti questi punti non sono poi così lontani da quanto richiesto nelle applicazioni sulle macchine movimento terra, in un deflettore - carrello di un aeromobile o il rispetto e costanza dei tempi di risposta richiesti in una valvola proporzionale oltre alla loro affidabilità.
Pertanto, in un gruppo “Freni Emergenza” dove, la conversione dell’energia “meccanica” in energia “idraulica”, il suo controllo e regolazione in tempi decisamente ristretti può fare la differenza in termini di sicurezza oppure una “Tenditrice”, dove delle valvole proporzionali garantiscono il costante allineamento dei parametri di carico predefiniti nell’impianto, rappresentano delle applicazioni dove AVIA-Consutec ha delle proposte che vanno oltre al semplice impiego di un “Olio Idraulico”.
Oppure la fune, elemento di collegamento, sostegno e trasmissione, dove spesso assieme alle; rulliere, scarpe, morse, etc. ci possono essere delle esigenze diverse dettate ad esempio dalla collocazione geografica dell’impianto, nel senso che due impianti “gemelli” installati a quote differenti, esposti o meno al sole hanno esigenze di lubrificazione abbastanza diverse tra loro.
A supporto della costante attività di manutenzione svolta costantemente in questi sistemi AVIA-Consutec propone un’attività di “Monitoring” con specifiche analisi svolta nel proprio laboratorio per dare al cliente dei parametri “Oggettivi” sui quali poter valutare e/o pianificare le corrette attività d’intervento per garantire, mantenere elevato lo stato/efficienza delle varie unità. Concludendo, AVIA-Consutec può affiancare il cliente con proprio personale tecnico direttamente nel campo specifiche attività di “Revamping, Flussaggio” con proprie attrezzature di sistemi idraulici ed attività di “ReFluid” mirate a creare e/o mantenere stabili nel tempo le migliori condizioni operative/funzionali dei componenti del circuito e le caratteristiche chimico/fisiche del fluido impiegato.

Presenti a Interalpin 2017
www.consutec.it

 

 

Created: Mercoledì, 09 Novembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Tags: Fiere Chiusura Stagione 2018


Comincia un inverno all’insegna
del rilancio e dell’ottimismo

La 23a edizione della grande fiera modenese che si è svolta tra il 29 ottobre e il 1° novembre ha confermato il proprio ruolo di vetrina ufficiale per gli operatori dell’attrezzo tecnico e del turismo invernale nell’imminenza di una nuova stagione. Battuto il record di visitatori dell’edizione precedente; positivo il clima di fiducia che ha attraversato gli stands distribuiti sulla superficie espositiva di 45 mila metri quadrati e le molte iniziative collaterali. Il  mondo della montagna bianca e degli sport invernali attrae sempre e più che mai. Sulla neve soffia sempre forte il vento di una passione che alimenta un comparto economico fondamentale per molti territori montani

A ModenaFiere è calato il sipario sulla 23esima edizione di Skipass. E mentre il salone del turismo e degli sport invernali più longevo d’Italia chiude i battenti, per la Montagna Bianca comincia una nuova stagione all’insegna dell’ottimismo. «L’osservatorio di Skipass segnala un incremento di fatturato e presenze per l’inverno 2016/17», spiega Paolo Fantuzzi, amministratore delegato di ModenaFiere. «Le vacanze in montagna conquistano nuovi clienti dall’estero e le famiglie italiane che preferiscono l’alta quota e la neve alle città europee e alle mete internazionali» 
A confermare il rinnovato interesse per la montagna sono i 90 mila visitatori del Salone (86 mila nel 2015) che hanno affollato il quartiere fieristico di Modena nel ponte di Ognissanti. Skipass, con i suoi 45 mila metri quadrati di superficie, ha tagliato dunque il nastro della stagione invernale. Nei quattro giorni di fiera, il mondo della neve, tra località sciistiche, attrezzatura per gli sport invernali, atleti e professionisti della montagna (dai maestri di sci ai direttori di stazioni invernali, fino alle guide alpine), si è ritrovato a Modena. L’edizione 2016 ha puntato i riflettori su un settore importante dell’economia turistica nazionale favorendo il confronto tra operatori e il dialogo diretto con gli appassionati della montagna a cui sono state dedicate decine di presentazioni e attività gratuite. Ai bambini e ai ragazzi, come di consueto, è stata riservata un’attenzione particolare. Piste innevate per i corsi di sci e di snowboard, pista di ghiaccio, parete di arrampicata e percorsi sintetici di snowboard, bici e skate sono state visitati da migliaia di aspiranti sciatori e baby-alpinisti. «Favorire l’approccio alla montagna e agli sport invernali e outdoor è uno degli obiettivi del salone - commenta Fantuzzi -  Grazie alla collaborazione con la Federazione Italiana Sport Invernali e con le aziende fornitrici delle squadre nazionali, ogni anno Skipass garantisce la prima esperienza sulla neve a più di mille ragazzi». Tante famiglie in visita a ModenaFiere nella quattro giorni di Skipass che ha consolidato anche l’offerta per il target giovane con la musica e l’animazione del Puff Stage, il padiglione trasparente che ha ospitato le esibizioni de Lo Zoo di 105.
I numeri del salone sono quelli di un grande evento: più di centottanta persone in staff, oltre mille metri cubi di neve prodotta, 94 appuntamenti tra presentazioni, premiazioni, convegni e conferenze stampa. Due gare nazionali, i campionati assoluti di slackline e di boulder, e quattro contest internazionali di snowboard e freeski che hanno avuto luogo sul rail costruito nell’area esterna.

www.skipass.it


 

Created: Mercoledì, 09 Novembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Tags: Servizi alla clientela
Il successo
tra innovazione e affidabilità

La Funitek di Montecchio Maggiore (Vicenza) consolida, grazie alla partnership con Doppelmayr Italia, la propria leadership di mercato nel settore dell’ attivazione e dell’ automazione degli impianti a fune con una serie di nuove realizzazioni molto importanti nel panorama italiano. Ricordiamo gli ultimi prestigiosi impianti realizzati quali:  Funivie Monte Bianco,  Funifor ad Alba Canazei, nonché la 15 posti Belvedere a Plan de Corones. Funitek negli ultimi anni si è specializzata, inoltre, nelle revisioni elettriche di impianti esistenti, con particolare attenzione ai costi di intervento. Tutto ciò deriva da una attenta analisi delle apparecchiature elettriche da sostituire, valutando con consapevolezza le parti che ancora possono essere riutilizzate. Molte volte, infatti, è possibile recuperare parti di impianto ed effettuare una revisione, anche «in loco», riducendo notevolmente l’entità degli investimenti da effettuare.  Funitek applica sulle nuove apparecchiature in produzione le nuove norme Europee EN 13243:2015, includendo nell’up-grade, l’installazione di componenti certificati facilmente  reperibili sul mercato e non di proprietà. Sui nuovi impianti propone la novità del circuito di sicurezza selettivo, con possibilità di escludere ogni singolo sostegno (con guasto) e proseguire il servizio. Il radiocomando in linea per il servizio di manutenzione è oramai una installazione di serie visti i notevoli vantaggi dal punto di vista della sicurezza e risparmio economico durante l’utilizzo. Anche i messaggi vocali multilingue in linea hanno riscosso il previsto successo, con applicazione su tutti gli impianti oltre all’up-grade su esistenti. L’andamento dell’anno in corso si presenta sicuramente positivo con una lunga serie di ordini in essere e altri in attesa di definizione. A consolidare la fiducia da parte dei clienti una serie di commesse già in ordine per il 2017. Il merito è senz’altro della elevata affidabilità del prodotto e il servizio di assistenza clienti pronto, professionale ed affidabile, nonché la grande disponibilità di ricambi anche di impianti esistenti. Nel mese di giugno 2016, in collaborazione con la regione Valle D’Aosta e organizzato dall’Ingegner Zoppo, i tecnici Funitek sono stati relatori a un convegno in merito ai cambiamenti elettrici relativi alla nuova norma 13243:2015; norma che già Funitek applica già sugli impianti di nuova realizzazione.
www.funitek.com

IMPIANTI IN REALIZZAZIONE NEL 2016
l4 CLD Residenza (Pampeago) Soc. ITAP
l10 MGD Klausberg (Valle Aurina)
l8 MGD Pradel Salei (SITC)
l6 MGD Buffaure (Funivie Buffaure)
l4 CLD Paolina + intermedia (Carezza)
lSA 4Bontadini (Cervino Spa)
l4 CLD Fontane-Vetta (SITAS Livigno)
lSA 4 Blesaccia 2 (Carosello 3000 Livigno)
l4 CLF Campo Scuola <(Livigno)
lSA 6Plateau (Valdaora)
l4 CLD Vallaccia (Mottolino Livigno)
lFunicolare Rocca di Papa
lFunivia Fondovalle
lFunivia Bar Cenisio  lFunivia Verano
lFunivia Gorraz-Grand Grimod (Pila Spa)
lFunivia San Marino
l1SL Belamont (Civetta)
l3CLF Lac Salin (Carosello 3000 Livigno)
l1 SL Franzin (Carezza)
l1SL Antermoia  l1SL Anger
l3CLF Mastellina-Bassetta del Vigo (Folgarida)  l 4CLF Saroden (Pejo)

 

 

Created: Sabato, 24 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita


Una cabinovia strategica
nel cuore del Sellaronda

Dal prossimo inverno il nuovo impianto ad agganciamento automatico con cabine da otto posti  salirà da Arabba in direzione Portados centrando diversi obiettivi: eviterà di salire fino a Punta Vescovo e di affrontare l’impegnativo «muro» iniziale della discesa; consentirà così un’alternativa accessibile a tutti, soprattutto agli sciatori meno esperti, nell’immissione al celeberrimo circuito sciistico del Superski Dolomiti nella sua versione «in senso orario»; snellirà notevolmente il «traffico» sciistico consentendo un ricircolo più fluido nella zona. Intervista ad Attilio Gorza, amministratore delegato della SOFMA Spa che si è affidata alla professionalità e all’esperienza dell’azienda di Vipiteno per realizzare un impianto che contribuirà a valorizzare ancora di più uno dei comprensori sciistici più famosi al mondo

Grazie agli investimenti della Società SOFMA Spa, dalla stagione 2016/2017 non sarà più necessario per i neofiti dello sci giungere in vetta a Porta Vescovo e confrontarsi con la pendenza del «muro» iniziale per intraprendere il panoramico giro del Sella. Tramite una comoda cabinovia automatica otto posti a firma Leitner si risalirà in direzione Portados per poi scendere verso la CD6 Carpazza ed immettersi in rotta verso il Pordoi. Grazie alla bassa velocità nei giri-stazione, l’imbarco e lo sbarco sono particolarmente facilitati, garantendo un’agevole accesso agli utenti più o meno esperti.  L’impianto consente una portata di 2400 p/h per una risalita in pieno comfort a 6 m/s verso le vette patrimonio dell’umanità. Novità importanti confermate anche da Attilio Gorza (nella foto), amministratore delegato di SOFMA Spa, che ha gentilmente riposto ad alcune nostre domande.

- Sellaronda più accessibile e meno affollamento in pista. Il «muro» iniziale non sarà più «obbligatorio» per gli sciatori del senso orario del giro dei quattro passi. Avete dunque anche migliorato l’offerta per gli utenti meno provetti?
«Rendere accessibile a tutti il Sellaronda orario. Questo è un nostro obiettivo. Con gli interventi intrapresi il contributo è certamente sostanziale».

- Quali le migliorie in termini d’offerta con il nuovo intervento?
«Si sono dedicate risorse a migliorare il percorso Sellaronda volendo dividere i flussi ad esso destinati da quelli degli sciatori diretti verso la Marmolada e da quelli che intendono replicare le discese ricircolando sugli impianti di Porta Vescovo».

- Si metterà mano anche alle piste?
«Certamente, non basta aver tolto il “muro” iniziale ma già da quest’anno si è provveduto ad allargare la pista “Salere” utilizzata nel giro orario dei quattro passi. Purtroppo per questioni di tempo non riusciremo a realizzare già da quest’anno la pista di collegamento da cima Portados alla partenza della seggiovia Carpazza».
- Grande sfida dal punto di vista progettuale! Ci sono stati momenti tecnici «difficili»?
«L’impianto sembra semplice ma in realtà non lo è. La linea ci ha fatto tribolare non poco. Il tracciato è stato modificato “in itinere”, in seguito a quanto riscontrato sul campo, spostandolo verso la linea della vecchia seggiovia biposto. Purtroppo l’aver abbandonato il primo tracciato ha penalizzato la realizzazione di una possibile nuova pista particolarmente interessante».

- Ci sono state prescrizioni gravose imposte dalle Autorità?
«Più che prescrizioni, ritardi. C’è stata una estrema lentezza degli organi competenti nella gestione documentale per i certificati in merito alla stabilità del terreno. Finalmente, dopo tanta attesa, il nulla osta tecnico è giunto senza peraltro alcuna prescrizione.  Abbiamo sofferto in quanto il tempo è per noi prezioso dal momento che abbiamo pochi mesi per intervenire».

- Avete riscontrato difficoltà a livello locale? Quale è stata la reazione dell’ opinione pubblica all’intervento? La gente di valle ha risposto bene al progetto?
«A livello locale nessuna opposizione. Sia localmente che nelle valli che gravitano nel giro del Sella il valore di questi interventi è chiaro e condiviso. Ricordiamoci infatti che ogni miglioramento apportato al Sellaronda porta un vantaggio turistico a tutto il sistema delle 4 valli centrali del Superski».

- Anche dal punto di vista ambientale l’opera è impegnativa. Che peso ha avuto il cambiamento di programma esecutivo?
«Dal punto di vista ambientale ci siamo sempre mossi per garantire un minor impatto possibile seguendo il “bello” del contesto stesso in cui siamo inseriti. La nuova linea permetterà inoltre un miglior inserimento delle infrastrutture in quanto la stazione di monte non sarà più “in cresta” ma celata in una valletta naturale. Per il taglio già eseguito sul tracciato abbandonato è stato approvato ed è in fase d’attuazione un progetto di rimboschimento delle zone già oggetto d’intervento».

- I cambiamenti in corso d’opera del tracciato sono certamente stati un onere importante. Un’ulteriore sfida per la società esercente?
«Il progetto delle stazioni è stato rivisto per inserire armoniosamente le strutture in un nuovo ambiente rispetto a quanto approvato inizialmente sulla carta. Dal punto di vista della protezione valanghe e consolidamento i due interventi risultano equipollenti. La soluzione finale certamente riduce notevolmente il margine d’imprevisti».

- Siete una delle punte di diamante del Dolomiti Superski veneto e la chiave di volta del Sellaronda orario. Da quanto avevate in serbo questo progetto?
«Il progetto è in ballo da molti anni. Parte del sistema è anche la seggiovia esaposto Carpazza (realizzata nel 2011) che permette la chiusura del nuovo percorso preferenziale del Sellaronda orario. Il prossimo anno con la realizzazione della nuova pista che collegherà l’arrivo della cabinovia Portados con la partenza della seggiovia Carpazza si concluderà l’intervento nel suo insieme».

- Pensate la nuova cabinovia influirà sui passaggi degli impianti che salgono “in vetta” a Porta Vescovo?
«Sì, certamente. Porta Vescovo sarà privato del flusso del giro del Sella e questo migliorerà decisamente l’offerta di ricircolo per i più ferrati dello sci. L’investimento è stato infatti pensato anche per offrire discese meno affollate e soprattutto senza l’incrocio dei flussi del Sellaronda. L’auspicio è che a lungo termine tale investimento venga ripagato da chi vorrà ricircolare sulle piste di Arabba-Porta Vescovo».

TECNICAMENTE PARLANDO... LA SICUREZZA E' ASSICURATA
L’impianto inizialmente presentava un tracciato diverso che è poi stato abbandonato causa questioni di stabilità del terreno e riportato verso quello della vecchia seggiovia biposto ormai dismessa. A prima vista la linea sembra semplice ma in realtà così non è. Presenta infatti un andamento altimetrico piuttosto irregolare con diverse depressioni e pendenze trasversali che hanno portato alla scelta di un impianto a veicoli chiusi. Le cabine permettono un confortevole viaggio senza alcun disagio per gli utenti nonostante i franchi siano in alcuni punti, benché a norma, notevoli. Comfort e sicurezza garantiti con il massimo della tecnologia. Lo sdoppiamento tra albero torcente e perno cavo del gruppo motore garantisce la possibilità di movimentare l’impianto con l’azionamento di recupero anche in caso di guasto al riduttore principale di giri. Scalettando la puleggia ed ingranando il pignone del motore idraulico (azionato da una pompa accoppiata ad un motore diesel) alla corona dentata solidale alla puleggia motrice, l’anello di fune può essere azionato riportando in stazione i veicoli occupati. In caso di rottura di un cuscinetto di una delle due pulegge principali si ha l’intervento di un controllo elettrico che arresta l’impianto. Ambedue i mozzi, inserendo degli spinotti predisposti a monte e movimentando una leva dedicata a valle, sono in grado di girare, grazie alle speciali bronzine di cui sono dotati, attorno ai supporti previsti - perno cavo alla motrice e perno alla rinvio - per una “rotazione d’emergenza”. Il sistema è lubrificato a bagno d’olio e monitorato elettricamente. E’ altresì prevista la possibilità di effettuare un controllo di funzionamento durante i diversi momenti ispettivi. Si ha così la possibilità di scaricare la linea in tranquillità scongiurando ulteriormente l’attuazione del piano di soccorso con la calata a terra dei passeggeri. Un grande magazzino interrato presso la stazione di rinvio a valle permette una pratica gestione dell’esercizio e facilita le attività di manutenzione. Un ulteriore importante investimento per ottimizzare l’offerta al massimo della tecnica in uno dei più spettacolari teatri naturali del mondo.
www.leitner-ropeways.com

 

Created: Sabato, 24 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita
Due impianti che sanno di futuro
a Obereggen e sulla Plose

Sa di futuro il moderno e innovativo «Telemix» dotato di seggiole a sei posti e cabine da otto posti che entrerà in funzione nella prossima stagione invernale nella località dove l’azienda di Vipiteno torna ad operare dopo trent’anni di assenza. E sa di futuro per la sua concezione multifunzionale pensata anche per valorizzare l’estate con il trasporto di bici la nuova cabinovia da 10 posti che sostituirà due vecchie seggiovie  sulle piste del nobile attico sopraelevato di Bressanone

Due delle stazioni sciistiche più amate e ricche di tradizione dell’Alto Adige puntano sull’innovativa tecnologia di Leitner ropeways. Dall’inizio della stagione invernale 2016/17 a Obereggen gli ospiti potranno viaggiare più comodamente grazie alla sostituzione di una seggiovia con un impianto Telemix. La località sciistica della Plose di Bressanone si doterà invece di una cabinovia 10 posti che sostituirà due seggiovie e offrirà nuove e più ampie possibilità di trasporto. Non si tratta di una funivia qualsiasi: per la stazione sciistica di Obereggen e per Leitner ropeways il nuovo impianto Telemix ha un grande valore simbolico. L’azienda altoatesina produttrice di impianti a fune torna infatti nella popolare località sciistica vicino a Bolzano dopo circa 30 anni di assenza. Entro l’inizio della prossima stagione invernale l’attuale seggiovia fissa da quattro posti sarà sostituita da un moderno impianto Telemix. Dotato di seggiole da sei posti e cabine da otto posti, non solo migliorerà la qualità del trasporto, ma offrirà anche una maggiore funzionalità. Insieme al nuovo impianto sarà realizzata inoltre una pista da slittino lunga 750 metri tra la malga Epircher-Laner e la stazione a valle. In futuro gli appassionati di slittino potranno quindi raggiungere comodamente la loro meta grazie al nuovo impianto flessibile e spazioso. Allo stesso tempo verrà ampliata la pista da sci Laner, che offrirà discese panoramiche ancora più belle. Un ulteriore vantaggio del nuovo impianto è che renderà più confortevole ed efficiente il collegamento con la stazione sciistica di Pampeago. Maggiore comfort e sicurezza saranno inoltre garantiti da numerosi accorgimenti tecnici, come le seggiole con poggiasci singoli e le stazioni lunghe per un accesso più agevole. Con una lunghezza inclinata di 469 metri e quattro sostegni, l’impianto supererà un dislivello di 96 metri raggiungendo 1.834 metri di altitudine e potrà trasportare 3.000 persone l’ora. Georg Weissensteiner, presidente di Obereggen Spa, vede un notevole potenziale strategico nel ritorno di Leitner ropeways: «Siamo felici di collaborare con un’altra prestigiosa azienda altoatesina che vanta una grande competenza tecnica e soprattutto una profonda conoscenza dell’ambiente alpino».

Cabine spaziose
e confortevoli per passeggeri invernali ed estivi
Anche sulla Plose, la montagna di Bressanone, appare evidente come la multifunzionalità sia ormai un elemento sempre più importante per gli impianti a fune. Con la prossima stagione invernale al posto delle seggiovie Skihutte e Pfannspitze entrerà in funzione l’impianto GD10 Pfannspitze. In estate nelle grandi cabine da 10 posti i passeggeri con bicicletta al seguito, le famiglie con passeggino e i portatori di sedia a rotelle troveranno spazio a sufficienza e maggiore comfort di viaggio. Anche gli appassionati di sport, sia estivi sia invernali, potranno trasportare più facilmente la loro attrezzatura. La cabinovia, provvista di undici sostegni, salirà da 1.918 a 2.472 metri di altitudine su una lunghezza inclinata di 1.715 metri. Potrà trasportare 1.800 persone l’ora. L’impianto è dotato dell’innovativo DirectDrive di Leitner ropeways, un sistema di azionamento senza riduttore di velocità che presenta numerosi vantaggi. Tra questi figurano consumi ridotti, minore usura e minori costi di manutenzione, ma anche una migliore compatibilità ambientale e un maggiore comfort di viaggio grazie alla rumorosità contenuta. Plose Ski AG è cliente di Leitner ropeways già da molti anni. «Leitner ropeways si è dimostrato un partner serio e affidabile con il quale abbiamo realizzato con successo molti impianti. Siamo lieti di rinnovare la collaborazione anche sulla Plose», dichiara Alessandro Marzola, amministratore delegato di Plose Ski Spa.
www.leitner-ropeways.com

 

Created: Sabato, 24 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita
Il nastro trasportatore su funi di Barroso
Il più lungo al mondo; lavora come 40 camion

Progettato, realizzato e brevettato dal glorioso marchio Agudio, il nuovo «FlyngBelt» installato nella cittadina localizzata nel Sud-Est del Brasile è un impianto record per le sue caratteristiche costruttive e per le prestazioni di cui è capace. Si sviluppa  su oltre 7 km, trasporta 1.500 tonnellate di pietra calcarea l’ora da una cava alla fabbrica,  sostituisce colonne di camion e garantisce così un trasporto materiali ecologico e sostenibile con grandi benefici per le comunità locali e maggiore capacità operativa

Nel comune brasiliano di Barroso (Stato di Minas Gerais) è entrato in servizio il nastro trasportatore sospeso su funi (FlyingBelt) più lungo al mondo. L’impianto, lungo 7,2 chilometri, sorvola ostacoli e terreni difficili minimizzando l’impatto sull’ambiente circostante, con una sensibile riduzione dei gas di scarico, dei rumori e del traffico. Il nuovo FlyngBelt, realizzato nel Brasile sud-orientale per una fabbrica di cemento, trasporta il materiale in modo particolarmente efficiente ed ecologico. L’impianto è in grado di trasportare dalla cava alla fabbrica circa 1.500 tonnellate di pietra calcarea all’ora, impresa che, nello stesso lasso di tempo, richiederebbe l’impiego di oltre 40 camion, e contribuisce così in maniera decisiva all’alleggerimento della rete stradale e alla salvaguardia dell’ambiente. Nel nastro trasportatore sospeso su funi più lungo del mondo vengono impiegati un unico nastro in gomma, della lunghezza complessiva di 14,4 chilometri, 60.000 metri di funi e 25.000 rulli. Committente di questo progetto, dal costo di circa 25 milioni di euro, è il colosso franco-svizzero LafargeHolcim, il più grande produttore al mondo di materiale di costruzione.
Il FlyingBelt è sostanzialmente un impianto a fune su cui viaggia un nastro trasportatore concavo, che combina i vantaggi dei moderni impianti di trasporto materiale con quelli degli impianti a fune: il materiale può sorvolare ogni tipo di ostacolo sottostante. Questa soluzione di trasporto, sviluppata e brevettata da Agudio, si rivela particolarmente adatta in caso di terreni difficilmente raggiungibili o di tragitti particolarmente lunghi e costosi. Il contatto tra il Flyingbelt e il terreno si limita ad alcuni punti lungo la linea, pertanto l’impatto ambientale dell’infrastruttura risulta molto meno invasivo rispetto ad un sistema di trasporto materiali tradizionale a terra. La costruzione e l’esercizio sono inoltre decisamente ecologici, mentre il montaggio risulta particolarmente semplice, e quindi anche veloce ed economico.
Con il marchio Agudio il produttore di impianti a fune Leitner ropeways offre ai propri clienti soluzioni innovative per il trasporto materiale su funi, frutto di un’attenta e continua ricerca e di uno sviluppo che si basa su oltre 150 anni di esperienza.

La scheda tecnica
FlyingBelt
Lunghezza: 7,2 km
Dislivello: 158,5 m
Velocità: 4 m/sec
Portata: 1.500 tonnellate
di materiale/ora
Sostegni: 18
www.leitner-ropeways.com

 

Created: Sabato, 24 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita
Protagonisti in Francia
e nella capitale russa

In Val Thorens, la stazione sciistica «più alta» d’Europa, l’azienda svizzera sta ultimando i lavori per una nuova seggiovia a sei posti ad agganciamento automatico che contribuirà ad incrementare ulteriormente l’offerta di una località già prestigiosa e pluripremiata a livello internazionale. A Mosca un impianto misto scavalca il fiume Moscova  e conduce i passeggeri dallo Stadio Olimpico, dove si giocherà la finale dei Mondiali di calcio nel 2018, fino alla «Collina dei passeri», il punto più alto della città dove sorge una nuova area di svago

Presso la stazione sciistica di Val Thorens, in Francia, i riconoscimenti da parte di professionisti e clienti non si contano più. Uno di questi è il premio per il miglior comprensorio sciistico del mondo nel 2013 e nel 2014. Bartholet Ropeways è quindi molto orgogliosa di essersi aggiudicata, nel febbraio 2016, l'incarico per la costruzione della seggiovia a 6 posti ad ammorsamento automatico di Boismint. Con la sua altitudine di base di 2300 mt., Val Thorens è la stazione sciistica più alta in Europa. Quest’anno la stagione si è conclusa l’8 maggio. Le condizioni meteo a maggio e giugno hanno reso difficile l’inizio della costruzione del nuovo impianto. Tuttavia, è stato possibile recuperare il ritardo e i lavori di costruzione ora procedono nuovamente secondo i piani. Dopo essere stati in grado di risolvere alcuni problemi presenti nei primi impianti BMF in Francia degli anni 2000, l'impianto Boismint rappresenta un passo decisivo per lo sviluppo di BMF Francia. Ora Bartholet può offrire ai clienti un impianto sviluppato con successo e affidabile.

Val Thorens
Seggiovia a 6 posti ad ammorsamento automatico
Altezza fune valle:    2081 m
Altezza fune monte:    2671 m
Dislivello:    590 m
Lunghezza inclinata:     1834 m
Numero veicoli:    97
Velocità di corsa:     0 – 5.5 m/s
Portata:    3000 p/h
Potenza:     770 kW
Fune:    48 mm
Numero sostegni:     15 Pz.
Comando dell'impianto:    SEIREL
Mosca
Tipo impianto:
Téléporté-Mixte con seggiole a 4 posti e cabine a 8 posti
Cabine «Design by Porsche Design Studio»
Altezza fune valle:     133 m s.l.m.
Altezza fune monte:     193 m s.l.m.
Dislivello:     60 m
Lunghezza inclinata:     703 m
Numero veicoli:    1^ sezione: 19 cabine
2^ sezione:    Estate: 16 cabine Inverno: 10 cabine + 10 seggiole
Velocità di corsa:     0 – 3,0 m/s
Portata:     1600 p/h
Potenza:     80 kW / 120 kW
Sistema di agganciamento:    automatico
Fune:     46 mm / 6 x 36 Warrington-Seale
Numero sostegni:    9 Pz.


Anche in Russia, Bartholet Ropeways sta costruendo un nuovo impianto. Si tratta di un impianto misto (TPM), con gondole «Design by Porsche Design Studio», che porta i passeggeri dallo Stadio Olimpico fino al punto più alto della città, Vorobyovy Gory (la Collina dei passeri) dove sorge una nuova area di svago. Nella sua prima sezione l’impianto scavalca il fiume Moscova e presenta due sostegni impressionanti, a forma di Y, e alti 30 m, posizionati lungo le rive. Nella seconda sezione, grazie ad uno scambio rapido, vengono introdotte in aggiunta dieci seggiole a 4 posti. La seconda sezione sostituisce una seggiovia a 2 posti fissa, che finora portava a un trampolino per il salto con gli sci.  Affinché il nuovo impianto soddisfi le elevate esigenze dei moscoviti, le cabine sono dotate di Wi-Fi, monitor, lettori MP3, nonché illuminazione interna ed esterna. Due delle complessive 35 gondole, presentano una dotazione cabina di classe VIP e, all'occorrenza, possono essere introdotte in servizio in breve tempo. Inoltre, in inverno, le cabine sono dotate di portasci, mentre in estate di supporto per biciclette. Tra le altre cose, l'impianto funge da navetta per lo Stadio Olimpico di Lužniki dove nel 2018 si giocherà la finale del campionato del mondo FIFA 2018.
www.bmf-ag.com