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Created: Sabato, 24 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita
Protagonisti in Francia
e nella capitale russa

In Val Thorens, la stazione sciistica «più alta» d’Europa, l’azienda svizzera sta ultimando i lavori per una nuova seggiovia a sei posti ad agganciamento automatico che contribuirà ad incrementare ulteriormente l’offerta di una località già prestigiosa e pluripremiata a livello internazionale. A Mosca un impianto misto scavalca il fiume Moscova  e conduce i passeggeri dallo Stadio Olimpico, dove si giocherà la finale dei Mondiali di calcio nel 2018, fino alla «Collina dei passeri», il punto più alto della città dove sorge una nuova area di svago

Presso la stazione sciistica di Val Thorens, in Francia, i riconoscimenti da parte di professionisti e clienti non si contano più. Uno di questi è il premio per il miglior comprensorio sciistico del mondo nel 2013 e nel 2014. Bartholet Ropeways è quindi molto orgogliosa di essersi aggiudicata, nel febbraio 2016, l'incarico per la costruzione della seggiovia a 6 posti ad ammorsamento automatico di Boismint. Con la sua altitudine di base di 2300 mt., Val Thorens è la stazione sciistica più alta in Europa. Quest’anno la stagione si è conclusa l’8 maggio. Le condizioni meteo a maggio e giugno hanno reso difficile l’inizio della costruzione del nuovo impianto. Tuttavia, è stato possibile recuperare il ritardo e i lavori di costruzione ora procedono nuovamente secondo i piani. Dopo essere stati in grado di risolvere alcuni problemi presenti nei primi impianti BMF in Francia degli anni 2000, l'impianto Boismint rappresenta un passo decisivo per lo sviluppo di BMF Francia. Ora Bartholet può offrire ai clienti un impianto sviluppato con successo e affidabile.

Val Thorens
Seggiovia a 6 posti ad ammorsamento automatico
Altezza fune valle:    2081 m
Altezza fune monte:    2671 m
Dislivello:    590 m
Lunghezza inclinata:     1834 m
Numero veicoli:    97
Velocità di corsa:     0 – 5.5 m/s
Portata:    3000 p/h
Potenza:     770 kW
Fune:    48 mm
Numero sostegni:     15 Pz.
Comando dell'impianto:    SEIREL
Mosca
Tipo impianto:
Téléporté-Mixte con seggiole a 4 posti e cabine a 8 posti
Cabine «Design by Porsche Design Studio»
Altezza fune valle:     133 m s.l.m.
Altezza fune monte:     193 m s.l.m.
Dislivello:     60 m
Lunghezza inclinata:     703 m
Numero veicoli:    1^ sezione: 19 cabine
2^ sezione:    Estate: 16 cabine Inverno: 10 cabine + 10 seggiole
Velocità di corsa:     0 – 3,0 m/s
Portata:     1600 p/h
Potenza:     80 kW / 120 kW
Sistema di agganciamento:    automatico
Fune:     46 mm / 6 x 36 Warrington-Seale
Numero sostegni:    9 Pz.


Anche in Russia, Bartholet Ropeways sta costruendo un nuovo impianto. Si tratta di un impianto misto (TPM), con gondole «Design by Porsche Design Studio», che porta i passeggeri dallo Stadio Olimpico fino al punto più alto della città, Vorobyovy Gory (la Collina dei passeri) dove sorge una nuova area di svago. Nella sua prima sezione l’impianto scavalca il fiume Moscova e presenta due sostegni impressionanti, a forma di Y, e alti 30 m, posizionati lungo le rive. Nella seconda sezione, grazie ad uno scambio rapido, vengono introdotte in aggiunta dieci seggiole a 4 posti. La seconda sezione sostituisce una seggiovia a 2 posti fissa, che finora portava a un trampolino per il salto con gli sci.  Affinché il nuovo impianto soddisfi le elevate esigenze dei moscoviti, le cabine sono dotate di Wi-Fi, monitor, lettori MP3, nonché illuminazione interna ed esterna. Due delle complessive 35 gondole, presentano una dotazione cabina di classe VIP e, all'occorrenza, possono essere introdotte in servizio in breve tempo. Inoltre, in inverno, le cabine sono dotate di portasci, mentre in estate di supporto per biciclette. Tra le altre cose, l'impianto funge da navetta per lo Stadio Olimpico di Lužniki dove nel 2018 si giocherà la finale del campionato del mondo FIFA 2018.
www.bmf-ag.com

 

Created: Sabato, 24 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita
Sempre più forte e
sempre più affidabile

Con l’apertura della divisione Costruzioni Meccaniche nello  stabilimento di Bricherasio, l’azienda di Pianezza guidata da Michele e Stefano Finotello ha diversificato la produzione conferendo un superiore peso specifico alla propria operatività ma non ha certo trascurato l’impegno nel campo dell’impiantistica. Ecco una carrellata degli interventi in esecuzione o in programma tra il Piemonte e la  Sardegna, rivolte a realtà piccole ma di grande importanza per le economie locali che trovano nel costruttore piemontese un fornitore esperto e puntuale

La CCM Finotello nel corso dell’ultimo periodo sta affrontando numerose sfide per presentarsi sempre più forte e competitiva nei confronti dei propri clienti. Oltre alla diversificazione compiuta nel corso degli ultimi anni con la creazione della divisione costruzioni in acciaio, specializzata nel settore dell’edilizia e delle grandi opere, ad inizio 2016 l’azienda di Pianezza (Torino) ha varato l’apertura della divisione CCM Costruzioni meccaniche nella nuova sede di Bricherasio, una struttura tecnologicamente avanzata specializzata nella carpenteria e nella costruzione di parti meccaniche di grandi dimensioni. Per quanto riguarda l’attività imprenditoriale nel mondo dell’impiantistica funiviaria, nel corso di quest’anno la CCM è impegnata nella realizzazione di diverse commesse, alcune delle quali saranno terminate per la prossima stagione invernale ed altre per l’anno successivo.

Due seggiovie biposto
a Gambarie (Reggio Calabria)

Innanzitutto a Gambarie d’Aspromonte (RC) si sta completando l’intervento iniziato lo scorso anno con la realizzazione di due seggiovie biposto. Quest’anno sono in corso di realizzazione una pista per il bob estivo e la sciovia Mare-Neve. Si tratta di un impianto a fune alta di piccole dimensioni, con stazione di rinvio fissa a monte e motrice tenditrice con tensionamento idraulico a valle. È caratterizzato da 4 sostegni e garantisce una portata oraria di 480 sc/h alla velocità massima di 2.00 m/s.

Due sciovie parallele
a Cittareale (Rieti)

A Cittareale (RI) si sta provvedendo alla realizzazione di due sciovie parallele aventi l’obiettivo del raggiungimento e del mantenimento nel tempo di elevati livelli qualitativi dell’offerta turistica e sportiva invernale, in grado di costituire una reale ed efficace alternativa, soprattutto per la clientela dell’Italia centrale, alle proposte provenienti da altre strutture situate nello stesso bacino di utenza. L’impianto a linea doppia è di medie dimensioni, con stazioni di rinvio fisse a monte e motrici e tenditrici a tensionamento idraulico a valle. È caratterizzato da 11 sostegni (per ogni linea) e garantisce una portata oraria di 742 sc/h (per linea) alla velocità massima di 3.30 m/s.

Una seggiovia biposto
a Fonni (Nuoro)

In Sardegna, nel comune di Fonni (NU), la CCM sta realizzando una seggiovia biposto con attiguo rifugio polifunzionale. L’impianto in progetto denominato «Brucuspina» andrà a sostituire l’attuale sciovia omonima, di cui è previsto lo smantellamento. Si tratta di una seggiovia biposto ad ammorsamento fisso caratterizzata da una stazione a valle del tipo motrice fissa e una stazione a monte del tipo rinvio e tensione. La nuova seggiovia viene dimensionata per una portata oraria di 1440 sc/h, ed è adibita al trasporto di sciatori solo in salita nel periodo invernale alla velocità di 2,80 m/s, e di pedoni nel periodo estivo con portata oraria di 770 p/h alla velocità di regime di 1,5m/s.

Seggiovia triposto «Gran Comba»
a Sauze d’Oulx (Torino)
In Piemonte, e più precisamente a Sauze d’Oulx (TO), nell’ottica del potenziamento del comprensorio sciistico, il Comune di Sauze d’Oulx ha individuato nella sostituzione della sciovia Moncrons mediante riposizionamento della seggiovia triposto denominata «Gran Comba» la soluzione definitiva al problema legato alla stagionalità di utilizzo di una parte consistente del comprensorio sciistico di Sauze  (aree Genevris e Tuassieres). La seggiovia sarà adibita a trasporto di soli sciatori in salita ed il tracciato dell’impianto sarà approssimativamente parallelo alla direzione Est-Ovest. L’impianto sarà adibito al trasporto di soli sciatori sul solo ramo di risalita, con portata oraria di 1603 sciatori/ora a 2,3 m/s.

Cabinovia «Caprile – Monte Catria»
a Frontone (Pesaro/Urbino)
Nelle Marche, nel comune di Frontone (PU) è in corso un ammodernamento della cabinovia «Caprile - Monte Catria» al fine di migliorarne il comfort di servizio con la sostituzione dei veicoli biposto aperti con altri di tipo chiuso, così da mitigare l’esposizione alle condizioni atmosferiche avverse. Contestualmente alla sostituzione dei veicoli, si intende anche agevolare le operazioni di imbarco e sbarco dell'utenza che, condotte agli attuali 1,50m/s di velocità, risultano difficoltose soprattutto per certe fasce di utenza (bambini ed anziani) e costringono a continui rallentamenti con inevitabile perdita di portata. L’ammodernamento voluto dall'Amministrazione prevede dunque la trasformazione dell'attuale impianto a moto uniforme continuativo in un impianto a moto uniforme intermittente (pulsè), in modo tale che le operazioni di imbarco e sbarco nelle stazioni avvengano ad una velocità ridotta e con caratteristiche tali da continuare a garantire la portata teorica attuale di almeno 300p/h.

Sciovia a fune alta
a Campo di Giove (Aquila)

Nel comune di Campo di Giove (AQ) la CCM sta provvedendo alla sostituzione della sciovia a fune alta con traini monoposto esistente, denominata «Quartarana» e destinata al trasporto pubblico di persone, con un impianto di caratteristiche analoghe che ne ripete il tracciato di linea. La finalità dell’intervento, proposto dall’Amministrazione Comunale di Campo di Giove, risiede nella necessità di rimettere in funzione la sciovia che fornisce servizio per principianti all’interno dell’esistente area sciabile completando così, o meglio ripristinando, la fruibillità turistica invernale della zona. L’impianto in oggetto andrà a sostituire l’omonimo impianto, di cui è previsto lo smantellamento in quanto in scadenza di vita tecnica, ripercorrendone esattamente il tracciato esistente. Si tratta di un impianto di medie dimensioni con stazione di rinvio fissa a monte e motrice tenditrice, a tensionamento idraulico, a valle. È caratterizzato da 6 sostegni e garantisce una portata oraria di 720 sc/h alla velocità massima di 2.10 m/s.

Revisione seggiovia biposto
a Scanno (Aquila)

Sempre in provincia dell’Aquila, precisamente nel comune di Scanno , si sta provvedendo alla Revisione Generale della seggiovia biposto ad attacchi fissi RM42  «Scanno- Colle Rotondo» finalizzata all’ottenimento delle autorizzazioni necessarie alla continuazione dell’esercizio pubblico.Trattasi di un impianto ad attacchi fissi con veicoli biposto, con partenza in località Scanno, a quota 1018.45 m ed arrivo a monte a quota 1579.30 m in località Colle Rotondo.

Sciovia a fune alta «Marocco»
a Ferrara
di Monte Baldo (Verona)
L’azienda piemontese è impegnata nella realizzazione di una sciovia a fune alta con traini monoposto, denominata «Marocco», che il Comune di Ferrara di Monte Baldo (VE)  ha deciso di realizzare in località Novezza, la stazione invernale sorta nella seconda metà degli anni ’60 e, purtroppo, chiusa negli anni ‘90. La rinascita del centro invernale ha recentemente preso avvio con la realizzazione di un’area destinata alla pratica di diverse attività invernali (primi passi sugli sci, campo scuola, etc.), rese possibili con l’installazione di due tappeti mobili. Il nuovo impianto sostituisce, sull’identico tracciato, l’omonima dismessa sciovia monoposto. Essa funge da ricircolo per la pista che corre parallela e risulta integrativa ai nastri trasportatori recentemente installati nelle adiacenze.

Nuova sciovia «Vallone»
a Viola (Cuneo)

Infine è in corso di realizzazione la nuova sciovia «Vallone» in Comune di Viola (CN) in sostituzione/ricostruzione della omonima sciovia ormai smantellata dopo essere giunta a scadenza di vita tecnica. Si tratta di un impianto di sciovia monoposto, con stazione di rinvio tenditrice a monte (tenditrice del tipo a gravità con blocco contrappeso) e motrice ancoraggio a valle, ed è caratterizzato da 9 sostegni; l’impianto garantisce una portata oraria 720 sciatori / ora alla velocità massima di 2,80 m/sec.

www.ccmfinotello.com

 

 

Created: Sabato, 24 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile
La crescita vola con «Sniper»
e il legame stretto con la FIS

Il «drone» destinato alla bonifica e  al disgaggio valanghe è una delle molte  e più billanti novità che quest’anno l’azienda bergamasca propone al mercato  sul fronte della sicurezza e della protezione delle piste da sci dentro una vastissima produzione con cui ha conquistato la fiducia della Federazione Internazionale dello Sci e il ruolo di fornitore ufficiale di numerosi grandi eventi del Grandi Sci

L’inverno è imminente, è già tempo di ricominciare. Ma a dire la verità per Liski «la stagione» non finisce mai.  Anche quest’anno, al termine dell’ottima annata 2015/16, si è ripartiti subito  con la progettazione e lo sviluppo di nuovi impianti di protezione quali  quelli realizzati a Carosello Tonale, ad Åre in Svezia, a Narvik e Lillehammer in Norvegia, e in Corea con l’impianto sulla pista di Gigante di Yongpyong, sede delle discipline tecniche dei prossimi Giochi Olimpici Invernali PyeongChang 2018: per quell’evento i pali PRO e le relative reti di protezione (1600 mt. in totale) verranno montate in Autunno. Per restare ai Grandi Eventi, ai Mondiali di St. Moritz del 2017 (dove reti di protezione, delimitazione e transenne Limit saranno presenti grazie ai pacchetti forniti alla SwissSki), tutti i teli per discesa, superG e gigante saranno prodotti e forniti da Liski. Per i circuiti di Coppa Europa e Coppa del Mondo FIS, che si aprirà come da tradizione a Sölden con le gare di gigante sulla pista Rettenbach tracciata con i paletti Liski, sono stati rinnovati i contratti pluriennali per la fornitura dei Pacchetti Affitto nella varie località, tra le quali Alta Badia, Garmisch Partenkirchen, Kranjska Gora, e la «new entry» San Vigilio di Marebbe.  Dopo la stagione record per le vendite di puntali da slalom Rapid, se ne prevede un’altra al top: tra i vari eventi spicca il Mondiale FIS di Freestyle e Snowboard Sierra Nevada 2017, programmato per Marzo 2017, dove Liski sarà Fornitore dei Campionati. In estate è proseguita la pluriennale partnership con la FIS, che ancora una volta ha commissionato una fornitura di notevoli pacchetti per la Campagna Bring Children to the Snow (FIS Snowkidz e FIS World Snow Day) e ha voluto rinnovare l’accordo che prevede l’inserimento di Liski nella lista dei Fornitori Preferenziali FIS.

Il «catalogo» arricchito
da numerose novità
Nel nuovo catalogo 2016/17 si troveranno alcune interessanti novità, come il nuovo telo omologato FIS «Liski Competition Openable» da utilizzare in gare FIS di discesa e superG in punti particolarmente veloci e pericolosi; il telo in caso di impatto si apre nel mezzo tramite un sistema di apertura rapida in velcro. Per le attrezzature di Partenza, si aggiungono i cancelletti della ditta Settele; Liski sarà rivenditore ufficiale dei suoi prodotti, riconosciuti a livello mondiale per la qualità da sempre offerta. Nella sezione materassi ad aria, si sono aggiunti due articoli: uno per i parterres di Slalom, e uno per le competizioni di Ski-Cross/snowboard. Entrambi i prodotti sono stati testati in pista e studiati per garantire oltre alla sicurezza anche una facilità di gestione e ottimizzazione degli spazi gara. Anche la nuova bandella arancio fluo in rete di PVC antivento, e la nuova rete di delimitazione personalizzabile con tasche in PVC per inserimento dei pali di sostegno, sono state subito recepite dal mercato come importante strumento di gestione spazi e sfruttamento della visibilità per le ski-area e per i loro sponsor. Sempre per le stazioni di sci si è introdotto il pannello per zona imbarco impianti di risalita. Anche questo personalizzabile a piacimento con tecnologia digitale. Sul fronte tecnico, Liski ha introdotto a catalogo anche le punte da trapano in alluminio, e la chiave in plastica per pali slalom. I due nuovi articoli sono stati subito apprezzati dagli addetti ai lavori per la maneggevolezza e la grande praticità di utilizzo. Di grande successo anche l’offerta estiva per il Kit di preparazione atletica per gli sci club, comprendente Slackline, Conetti, Scalette, Ostacoli, bande elastiche; il tutto confezionato in una comoda sacca.

Sul fronte sicurezza il nuovo sistema brevettato «Sniper» per bonifica e disgaggio valanghe è stato presentato su tutto l’arco alpino, con diverse giornate organizzate con i gestore degli impianti di risalita, i Vigili del Fuoco e gli enti preposti alla prevenzione delle valanghe. Dopo anni di studi, progettazione e un’intensa sperimentazione con la preziosa collaborazione di Cervino Spa, ATM Srl e Liski hanno presentato il sistema Sniper, aeromobile a pilotaggio remoto (drone) e SNP, esplosivo di ultima generazione studiato per le esigenze di settore. I vantaggi, come riscontrato dai professionisti del comparto-neve nelle giornate di presentazione, sono molteplici: intervento immediato, possibilità di detenzione esplosivo, precisione nel disgaggio grazie al GPS integrato ed estrema sicurezza per il personale addetto. le prime macchine verranno consegnate da Ottobre 2016. Come ogni anno Liski esporrà nelle più importanti fiere internazionali: ISPO di Monaco di Baviera (5-8 Febbraio 2017) e Interalpin di Innsbruck (26-28 Aprile 2017).
www.liski.it

 

 

Created: Sabato, 24 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile
Far pagare il soccorso in pista:
meno interventi, miglior servizio

Con l’introduzione del pagamento per fornire la prestazione, a Plan de Corones le richieste sono diminuite del 58%. È un dato significativo che segnala chiaramente come in regime di gratuità esista un eccesso ingiustificato di domanda che grava non poco sui costi di gestione delle località e limita  forzatamente la qualità del servizio. L’obbligo di un contributo per  ottenere l’intervento si sta diffondendo in molte altre stazioni invernali e trova in Snowcare Oro, polizza che comprende anche le spese di soccorso in toboga ed elicottero sulle piste italiane dove il servizio è a pagamento, lo strumento per tutelare i clienti dalle spese impreviste

Da due anni a questa parte le regioni italiane sono sensibili alla problematica del soccorso in pista a pagamento per ovviare al problema delle richieste ingiustificate e dei conseguenti elevati costi di gestione.  La prima località ad introdurre il soccorso in pista a pagamento è stata Plan de Corones nel 2014. Come si vede dal grafico, con l’introduzione del pagamento per il servizio, le richieste di soccorso in pista sono diminuite drasticamente del 58,6%.
Andrea Del Frari,
responsabile di Plan de Corones, commenta così questi due anni di attività: «Per Plan de Corones la filiera del prodotto turistico si estende anche al soccorso in pista. Quest’ultimo segue gli altissimi standard qualitativi impostati da anni nell’intero comprensorio, il che comporta anche notevoli costi da sostenere. Ci è parso giusto quindi richiedere un corrispettivo per questo servizio solamente a coloro che ne usufruiscono, evitando un aumento generale dei prezzi. Ora le richieste di intervento si aggirano attorno allo 0,1%, mentre quelle a pagamento (che comprendono il soccorso in toboga o motoslitta) sono soltanto lo 0,066%».
Dalla stagione sciistica 2015 anche la Valle d’Aosta, per mantenere il servizio di eccellenza svolto da pisteur–secouriste opportunamente preparati per gli interventi di primo soccorso in pista, ha introdotto il pagamento di un contributo spese di 200 € per il servizio di soccorso in toboga sulle piste da sci. I risultati sono stati soddisfacenti: solo nel primo anno la frequenza delle richieste di soccorso, a livello regionale, è diminuita del 30%.
Ferruccio Fournier presidente dell’AVIF afferma: «L’introduzione del contributo spese per il servizio di soccorso sulle piste effettuato con il toboga ha permesso di razionalizzare la fruizione del servizio contribuendo a diminuire le richieste ingiustificate e nel contempo a mantenere l’alto standard qualitativo. Più che una vera contrazione dei costi di gestione, si è ottenuto una maggiore efficacia negli interventi effettuati dagli addetti al soccorso in quanto le chiamate sono state puntuali e su situazioni che effettivamente necessitavano di un intervento». E in Lombardia? Su questo tema dice  Massimo Fossati, Presidente di ANEF Lombardia: «Stiamo monitorando l'evoluzione della fornitura del servizio nei comprensori sciistici che hanno optato per una fornitura di qualità a fronte di un corrispettivo da richiedere all'assistito. Sicuramente nel prossimo futuro anche i comprensori sciistici lombardi introdurranno novità relative al soccorso sulle piste, sempre nell'ottica di un miglioramento del servizio, riducendo gli sprechi ed i costi a carico delle nostre aziende»
Un utile strumento a disposizione delle località per tutelare i clienti dalle spese impreviste è Snowcare Oro, la polizza che comprende anche le spese di soccorso in toboga ed elicottero sulle piste italiane dove il servizio è a pagamento.

www.24hassistance.com

 

 

Created: Sabato, 24 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio

La signora di GEA, produttrice
di giochi e di divertimento

Figlia di un pioniere dell’innevamento tecnico, è cresciuta tra Bormio e Livigno, ha studiato a Milano. Nel 2000 ha dato lo stesso nome di una divinità greca all’azienda di Langhirano che in sedici anni è diventata leader nel settore degli allestimenti ludici destinati ai bambini e alle famiglie, per le stazioni invernali ma non solo…

Nella mitologia greca Gea era il nome della divinità primigenia moglie di Urano e madre di Giove ma Giovanna Della Cagnoletta non pensava a lei quando nel 2000 ha battezzato la «sua» Gea Fun Specialist, oggi azienda leader nel settore di prodotti, allestimenti e servizi per il gioco, lo svago e il divertimento destinati per il 40% della produzione alla montagna bianca dell’inverno. «Quel nome è stato scelto da me così, per caso. Ho scoperto dopo che era lo stesso della dea madre terra degli antichi greci e mi è piaciuto ancora di più». A quel punto, a quella nascita ufficiale da cui si è sviluppata una attività in costante crescita che vede oggi l’azienda di Langhirano presente non solo in Italia ma in numerose Nazioni europee, era arrivata una giovane donna animata da «un forte bisogno di indipendenza», la maggiore («Dopo di me sono arrivati Francesca e Paolo») dei figli di Mario Della Cagnoletta, negli anni Ottanta intraprendente pioniere dell’innevamento tecnico («Usciva  di notte per annusare l’aria e valutare le temperature»)  con il marchio Valteco. La famiglia ha le radici in Valtellina («Mio padre, che ha 79 anni, esattamente trenta più di me, ha sempre sciato finché ha potuto e io, come mia sorella e mio fratello, ho imparato a sciare piccolissima, letteralmente con il ciuccio in bocca, tra Bormio e Livigno») ma la formazione scolastica avviene a Milano e dintorni.  Giovanna si diploma in lingue in una scuola sperimentale e Cernusco sul Naviglio e segue un corso parauniversitario in scienze turistiche alla Bocconi. Padroneggia disinvolta l’inglese, governa con una certa autorevolezza il francese,  mastica con volonteroso impegno il tedesco. E, soprattutto, vuole lavorare. «Ho cominciato subito, a 19 anni, nell’azienda di famiglia a fianco del presidente». Il «presidente», per chi non l’avesse capito, è papà Mario. Insieme a lui, dopo altre diverse esperienze lavorative («Alcuni anni in una società di morsetteria e altrettanti a Telepiù come segretaria del Direttore Tecnico dell’emittente») negli anni Novanta avvia la diversificazione orientata ad affiancare alla produzione dei «cannoni sparaneve» quella per la realizzazione di componenti, attrezzature, installazioni per lo svago e il tempo libero vedendo quanto questo tipo di attività fosse già viva negli Stati Uniti o in Francia. «Il primo prodotto – ricorda Giovanna - fu lo snowtubing che importai dagli Stati Uniti dove ero stata proprio per vedere come fosse sviluppato quel settore oltreoceano». In pochi anni il catalogo di prodotti si arricchisce, la clientela aumenta e le prospettive di crescita di quel segmento produttivo si fanno credibili. Quando, nel 2000, Della Cagnoletta cede Valteco a Sergio Lima si rende dunque necessario dare un nome proprio e autonomo all’attività. Giovanna dice Gea, e Gea sia. «All’inizio ci siamo concentrati quasi esclusivamente sulla montagna e sull’inverno, per i primi 4-5 anni il grosso del nostro fatturato proveniva dalla stazioni sciistiche. Il mio prodotto forte si chiamava  Fantaski, me lo aveva ceduto Ernesto Bassetti. In Italia non è stato facile proporre il nostro tipo di produzione perché nel nostro Paese non è radicata una cultura dello svago, del “loisir” come ad esempio in Francia».  Ma le cose stanno cambiando: i parchi-gioco, le installazioni ludiche, i  percorsi didattici, i gonfiabili e i «materiali morbidi» diventano un’attrazione sempre più rilevante per i bambini e quindi per le famiglie. Gea vanta oggi un catalogo vastissimo per outdoor e indoor, produzioni in materiali plastici ma anche in legno, per la montagna, per le città e per il mare («Anche se è sempre l’inverno a fare la parte del leone»). pharmacy Per la neve ha inventato SkiBimbo Tech, un percorso di discesa monitorata e «computerizzata» per i bambini;  a Livigno ha attrezzato «The Beach» un’area destinata a freestylers e snowboarders dove compaiono grandi sagome di squali; a Carezza è nato con Gea un parco per bambini chiamato «Naniland» dove rivivono i personaggi e le storie della saga di Re Laurino. Sono soltanto tre esempi delle mille realizzazioni che «vengono pensate, progettate e realizzate in stretto contatto con la committenza, ascoltando le sue esigenze e andando incontro alle sue aspettative».  Gea, «compatibilmente con un clima economico certamente non favorevole», in questi sedici anni è cresciuta e sta crescendo ispirandosi sempre al principio della qualità. Ma in questi sedici anni è anche successo che Giovanna, durante una fiera, ha conosciuto  Matteo Pulli e che dal loro riuscitissimo fidanzamento perenne sono nati Pietro e Giacomo, rispettivamente dieci e undici anni, sciatori provetti, appassionati e impegnati come il loro papà pur senza approdare all’agonismo.
«E io? Mai fatta una gara in vita mia. Io sono una sciatrice contemplativa – dice Giovanna – scio bene, naturalmente, ma sulla Stelvio di Bormio non mi preoccupo più di tanto se i miei tre uomini mi lasciano abbondantemente indietro.  A me la montagna bianca piace tantissimo, l’ho sempre avuta nel cuore. Ma mi piace viverla in totale relax, magari da sola, anche soltanto prendendo il sole su una sdraio. Negli ultimi anni mi sono avvicinata allo sci di fondo, di solito molto snobbato dai discesisti.  È faticoso ma merita di essere provato e apprezzato». Tanto più se da quella disciplina si impara a non mollare mai come fa Gea, che tra passo alternato e passo di pattinaggio ha sempre preferito fare un passo avanti nella creatività e nell’innovazione.

Created: Sabato, 24 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio

Da una laurea in storia
alla comunicazione di Skipass

Dal 2003 l’ufficio stampa della grande fiera modenese è guidato da una donna colta e curiosa, esperta ed efficiente che in tredici anni di lavoro ha contribuito a consolidare l’importanza dell’evento e che adesso vuole trasmettere a sua figlia un amore per la montagna bianca ancora più intenso di quello vissuto personalmente da lei

Per una che ha seguito all’Università di Bologna le mitiche lezioni di Umberto Eco («Un dono del destino per l’Italia; un genio, un  vero e grande intellettuale. Tutti gli altri fanno quello che possono…») è evidente che siano importanti  la precisione delle parole, le aree semantiche, le leggi dei segni, i linguaggi e, in sintesi, la comunicazione. Daniela Severi, profondo imprinting umanistico, lettrice onnivora, laureata in storia nella «dotta Bologna», dal 2003 è il capo ufficio stampa di Skipass, la fiera organizzata da Modena Fiere, giunta quest’anno alla 23° edizione, che di anno in anno si è conquistata il ruolo di ufficiale porta di accesso alla nuova stagione invernale. Comunicare con la parola scritta e parlata e con i linguaggi nuovi delle nuove tecnologie è per lei un lavoro condotto nello status di libera professionista su diversi fronti e per diversi committenti, tra i quali Skipass è certamente tra i più importanti. Nata a Reggio Emilia («La mia età? Non è certo un problema») il 9 dicembre 1970 nel segno del  Sagittario («Sono una donna dal carattere entusiasta, curiosa, desiderosa sempre di nuovi stimoli»), dopo la laurea Daniela ha frequentato diversi Master in scienze della comunicazione e ha cominciato presto a lavorare come freelance a livello locale. Nel 2003 Gigi Belluzzi, lo storico «patron» di Skipass, la vuole nel ruolo di governatrice dell’ufficio stampa («Lavoro con uno staff di altri liberi professionisti») per un evento che stava crescendo. «Tredici anni fa – ricorda - Skipass era più piccola di oggi e l’audience della comunicazione più limitata. Poi, nel clima di attesa  e con lo svolgimento delle Olimpiadi di Torino 2006, si è vissuta una svolta positiva, un  salto di qualità che ha fatto crescere la dimensione e il credito della Fiera». Oggi «scrivo io personalmente tutti i comunicati raccogliendo, interpretando e divulgando gli input dell’organizzazione. Lavoro a stretto contatto con Paolo Fantuzzi, Amministratore Delegato di Modena Fiere, e con Francesca Moratti, product manager di Skipass. In una organizzazione complessa come quella della fiera modenese non si otterrebbero gli ottimi risultati che abbiamo ogni anno se non ci fosse uno strettissimo rapporto di collaborazione tra tutti». Gli espositori sono circa 400, gli accrediti per i media sono circa 350, «vicini e lontani, vale a dire dalle testate tecniche specializzate come Professione Montagna al TG1. Skipass non è una fiera “business to business” ma un evento aperto al pubblico, quindi dobbiamo comunicare all’interno del mondo della montagna bianca, tra i suoi addetti ai lavori professionali, ma anche all’esterno verso un pubblico il più vasto possibile».  Se è vero che la montagna invernale è in fondo un piccolo mondo e più di tanti espositori è difficile avere, il pubblico che visita ogni anno Skipass è cresciuto costantemente fino alle cifre record dei circa 90 mila visitatori degli ultimi anni. «Se Skipass gode di buona salute nonostante i tempi non propriamente facili – dice Daniela – un merito va sicuramente dato all’affezione del suo pubblico, un pubblico prevalentemente giovane e prevalentemente maschile che ha vissuto ormai un cambio generazionale ma continua ad essere fedele. I giovani delle prime edizioni e di tredici anni fa adesso vengono con i loro figli che saranno i visitatori di domani». kamagra online A proposito di figli, dobbiamo parlare sicuramente anche di Maria Viola, due anni, un regalo della vita «confezionato» insieme a Simone Gherardi, l’uomo con cui  Daniela condivide l’esistenza da 25 anni, per il momento l’unico in famiglia ad avere sciato, almeno da ragazzo. «Io sono fisicamente imbranata – ammette – non ho mai avuto attitudine per la pratica degli sport. Non sono una sciatrice ma mi piacciono molto la montagna e la neve come luogo ed elemento di vacanza e di svago. Però vorrei che Maria Viola le assaggiasse più di quanto non abbia saputo o potuto fare io, che possa osare più di me e impari quindi a sciare bene.  Per metterle gli sci ai piedi è ancora presto, ma è certo che quest’inverno cominceremo a portarla sulla neve per fargliela conoscere e farla giocare con lei». Beninteso quando la 23° edizione di Skipass si sarà conclusa molto probabilmente con l’ennesimo successo e l’ultimo comunicato stampa e l’ultimo tweet saranno stati inviati  dall’ufficio stampa a tutti i giornalisti a tutti i media «vicini  e lontani». Firmati Daniela Severi, donna curiosa, mamma felice e professionista inappuntabile.

Created: Sabato, 24 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Alta tecnologia e innovazione
dai piccoli ai grandi impianti

Anche per l’inverno ormai imminente l’azienda di Vipiteno si presenta sulle nevi italiane con una serie di nuove realizzazioni dal Nord al Sud del nostro Paese caratterizzate da soluzioni sempre più avanzate e costantemente orientate a soddisfare al meglio le esigenze della committenza con interventi di miglioramento dell’offerta. Ma accanto alle opere più importanti e impegnative, quest’anno riveste una rilevanza particolare anche l’impegno riservato ai «dorflift», le «sciovie di paese» che possono diventare un fondamentale veicolo di base per la promozione dello sci

Dopo anni difficili sembra che il volano dell’economia abbia iniziato a girare nuovamente portando una ventata di aria fresca e di nuove opportunità anche al circo bianco italiano. L’annata 2016/17 prevede grandi novità e primati dalle Alpi agli Appennini. Forti del sostegno delle istituzioni, sulle Dolomiti si è dato, ad esempio, slancio e rinnovato fulgore agli impianti di paese, i cosìddetti «Dorflift». Incentivare i bambini e i neofiti della neve ad appassionarsi allo sci così da proiettarli fin da subito verso il mondo dei grandi comprensori è l’obiettivo a cui si punta con il rilancio di questi impianti. Ma oltre a queste installazioni strategicamente importantissime ma tecnicamente «minori», altre opere di ben altro spessore tecnologico sono pronte per il prossimo inverno. Vediamo…

Storico ritorno allo Ski
Center Latemar con«un ibrido» ultratecnologico
Era il 1984 quando ad Obereggen la ditta Leitner realizzava, ideato e prodotto al 100% a Vipiteno, il suo primo impianto a collegamento temporaneo. Dopo più di trent’anni Leitner Spa torna vincente a Nova Ponente (Bolzano) con il Telemix «TMX Laner», impianto di altissimo contenuto tecnologico dotato di seggiole a sei posti e cabine ottoposti che garantisce comfort e sicurezza per tutte le categorie d’utenti con una potenzialità di trasporto di 3000 p/h.
 
Le prime seggiovie «otto posti»
al Piz Sella e a Racines
Offrire soluzioni collaborando all’ottimizzazione dell’offerta: questo l’impegno che Leitner persegue costantemente con i suoi clienti. Ecco due casi emblematici. Per sostituire una precedente sciovia a fune alta, la società Piz de Sella Spa segna una svolta nel proprio parco impianti con la seggiovia automatica ad otto posti carenata «CD8C Gran Paradiso», la prima in Italia dotata anche di riscaldamento dei sedili. Insieme all’impianto «CD8C Enzian» fornito alla Ratschings –Jaufen GmbH comporrà una coppia di installazioni da primato: non solo sono le prime «ottoposti» nel nostro Paese bensì anche le prime dotate di seggiole ultramoderne Leitner Premium Chair, vero e proprio highlight grazie al loro design in stile automobilistico e ai rivestimenti in vera pelle.

Cabinovia dieci posti alla Plose
e tanti «dorflift» in tanti paesi
Dopo l’addio alle due seggiovie Skihuette e Pfannspitze, alla Plose si fa spazio alla nuova «GD10 Pfannspitze» che con le sue cabine da  dieci posti rinnova radicalmente l’offerta sulla montagna brissinese a guida della famiglia Marzola. Sempre in Alto Adige, tre nuove sciovie sono parte del progetto di rinnovo degli impianti di paese. Più precisamente sono in realizzazione le sciovie «SL1 Bergerlift» della Berg Lifte GmbH a Campo Tures, «SL1 Gasse» della Freizeit Sport Ridnaun – konsortial Gmbh a Racines e «SL1 Weissenbach» della Skiresort Weissenbach GmbH a Rio Bianco. La prima e quest’ultima ambedue realizzate in Valle Aurina.

Giro del Sella più facile
con la cabinovia Arabba-Portados
Giro del Sella nel senso orario più accessibile a tutti grazie all’investimento della SOFMA spa che ha incaricato Leitner di realizzare la nuova «GD8-10 Arabba Portadoss» che permetterà ai meno esperti di proiettarsi verso il Pordoi senza dover affrontare l’impegnativo tratto di pista iniziale a Porta Vescovo. L’impianto è dotato di veicoli inizialmente caratterizzati da una capienza di otto passeggeri seduti che potrà essere estesa a dieci grazie alle sedute ribaltabili.

Una staffetta di cabinovie
per la famigliare Bellamonte
Due cabinovie dieci posti in sostituzioni delle precedenti seggiovie alla S.I.T. Bellamonte: «GD10 Castelir – Le Fassane» e «GD10 Le Fassane – La Morea». Veicoli chiusi dai colori accattivanti per il giovane pubblico ad eliminazione del rischio cadute. Un comprensorio a misura di famiglia proiettato alle esigenze dei più piccoli. I due impianti saranno tecnicamente tra di loro indipendenti ma, grazie ad una stazione intermedia, sarà possibile accoppiarli per garantire un unico tragitto all’utenza da valle fino all’ultima stazione di monte. Quando inserita, la stazione intermedia prevedrà gli imbarchi e gli sbarchi sui tratti rettilinei paralleli alla linea.

In Friuli rinasce «ex novo»
la stazione di Pradibosco
Importante investimento anche per la Comunità Montana della Carnia che tramite pubblico bando ha affidato chiavi in mano al gruppo vipitenese il restyling completo della piccola stazione invernale di Pradibosco: una sciovia a fune alta, un tappeto e l’impianto d’innevamento per una soluzione all-round. Dai primi passi sulla neve alla conduzione degli sci lungo i pendii innevati quale fucina per i futuri utenti dei grandi comprensori della regione Friuli Venezia Giulia.

Nuove installazioni al Nord
ma non soltanto al Nord…
L’importante investimento del Comune di Castel di Sangro (L’Aquila) vede Leitner attore principale nella realizzazione delle due cabinovie automatiche dieci posti «GD10 Pizzalto – Macchione – Gravare» e la «GD10 Gravare – Toppe del Tesoro». La prima, collegando direttamente le tre località dalle quali prende nome, consente un sensibile miglioramento della funzionalità di trasporto locale a servizio del bacino sciistico consentendo la riduzione del traffico su gomma per gli spostamenti degli utenti e migliorando l’accessibilità complessiva. La seconda linea è invece dedicata interamente al miglioramento dell’infrastruttura funiviaria dedicata al campo sciabile.Significativo è anche il segno inciso dalla Leitner a Cappadoccia (L’Aquila) dove, dopo alcuni anni di mancato esercizio del comprensorio, il Comune investe nel rilancio con una seggiovia fissa biposto: la «CF2 Camporotondo – Monte Cesa». Prosegue poi lo storico rapporto con la famiglia Lallini che con la Campo Felice Spa investe a Rocca di Cambio in una nuova quadriposto fissa «CF4 Campo Felice – Quota». L’impianto è dotato di stazione motrice rinnovata con un new concept nella distribuzione e piazzamento dei componenti in sala macchine per un’ottimizzazione della costruzione già consolidata ed affidabile. Con la sciovia «SL1 Della Faggeta» Leitner conclude la sua offerta delle new entry sul territorio nazionale. Disponibilità e versatilità fanno sì che la ditta vipitenese possa confermarsi leader del settore: dalla semplice sciovia all’impianto ultratecnologico con le sedute riscaldate e rivestimenti in pelle per una sensazione di comfort impareggiabile.
www.leitner-ropeways.com

 

Created: Sabato, 24 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Due nuove cabine «anti traffico»
per il trasporto urbano a Città del Messico

Nella congestionata capitale del Paese centroamericano sono stati inaugurati due nuovi impianti prodotti dall’azienda di Vipiteno alla presenza del presidente  della repubblica Enrique Pena Nieto. Insieme, lungo un percorso complessivo di cinque chilometri, contribuiranno a risolvere in maniera efficace ed ecologica i problemi del caotico traffico che paralizza quotidianamente uno dei quartieri più popolosi della megalopoli di oltre otto milioni di abitanti. Saranno aperti 17 ore al giorno e consentiranno di percorrere in meno di venti minuti un tragitto che, in macchina, richiede normalmente un’ora

Il primo impianto a fune per il trasporto urbano del Messico dal 4 ottobre è realtà. A firmarlo è stato Leitner ropeways. L’impianto, lungo quasi cinque chilometri e composto da due cabinovie, contribuirà in modo determinante a risolvere i problemi di traffico a Ecatepec de Morelos, popoloso quartiere di Città del Messico. Non ha voluto mancare al primo viaggio in cabinovia il Presidente messicano Pena Nieto.
L’impianto sarà aperto tutti i giorni per ben 17 ore, e trasporterà 3.000 persone all’ora. Collegato direttamente con il sistema di trasporto urbano, semplificherà e migliorerà sensibilmente la vita di abitanti e visitatori della città. «Questi impianti rappresentano per le zone di Ecatepec e La Cañada una soluzione moderna, pulita ed ecologica. I passeggeri non perderanno più 50 minuti bloccati nel traffico, ma potranno raggiungere in meno di 19 minuti la rete di trasporto principale di Città del Messico», rivela Paul M. Abed, responsabile del progetto per il Consorcio Aristos S.A.B. de C.V., concessionario dell’impianto. «In questo modo - prosegue Abed -  le persone potranno risparmiare moltissimo tempo, ben 377 ore all’anno, che potranno dedicare alle loro famiglie. Nella zona di La Cañada, inoltre, vivono molti giovani in età scolare e molti studenti, che fino ad oggi dovevano percorrere alcuni chilometri a piedi per andare a scuola. Anche per loro l’impianto funiviario rappresenta una soluzione comoda e sicura: ai genitori basterà accompagnare i propri figli alla stazione della cabinovia per poter essere sicuri che arrivino a scuola puntuali e in assoluta sicurezza, senza rischiare di essere vittime di incidenti o addirittura di aggressioni».

Sette stazioni arricchite
da artistici murales
L’impianto, che collega la Via Morelos con San Andrès De La Cañada, si compone di due cabinovie, tra loro indipendenti ma interconnesse grazie ad una stazione di passaggio.  Lungo i due percorsi, lunghi rispettivamente 2,9 e 1,8 chilometri, si trovano sette stazioni che consentono l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri. Stazioni che grazie ai murales realizzati da artisti locali ed internazionali, regalano fantasie e colori ad un intero quartiere.  Da segnalare inoltre che durante i lavori di realizzazione, ci si è dovuti affidare a speciali ausili tecnici, poiché la zona altamente urbanizzata non permetteva l’utilizzo di elicotteri tradizionali. In un primo momento, quindi, nelle zone non accessibili ci si è affidati ad un drone, utilizzato in modo particolare nelle operazioni del tiro della fune.

Soluzioni tecnologiche
nel rispetto dell’ambiente
Con l’impianto di Città del Messico fa il suo esordio in America anche il sistema Leitner DirectDrive, l’unico azionamento che lavora senza riduttore e che, rispetto ad altri sistemi, offre notevoli vantaggi. In primo luogo infatti esso è particolarmente efficiente ed ecologico. Grazie ad un minor numero di elementi soggetti ad usura e quindi ad un ridotto rischio di guasto, si minimizzano le possibilità di interruzione dell’esercizio. Trattandosi di un servizio di trasporto pubblico locale, questa caratteristica risulta essere molto importante. Inoltre, rispetto a sistemi di azionamento convenzionali, sono notevolmente ridotte anche le emissioni sonore.
Abed confessa di essere molto soddisfatto del nuovo sistema di trasporto: «In città che devono fare i conti con strade perennemente intasate e con una crescita urbana non sempre pianificata, i sistemi di trasporto locale a fune rappresentano una soluzione efficiente e nel contempo ecologica. Siamo fieri di essere i primi a costruire un impianto urbano di questo tipo in Messico, e di essere così di esempio per chi cerca una soluzione efficiente, affidabile e di ottima qualità ai problemi di trasporto».  Per questo nuovo progetto ci si è ispirati ad altri impianti Leitner ropeways realizzati in Sudamerica, che hanno brillantemente risolto i problemi di traffico locale. Tra questi ricordiamo la cabinovia 10-posti a Manizales, in Colombia, o l’impianto della città colombiana di Cali, che da settembre 2015 collega Siloé, uno dei quartieri più poveri, con la rete dei trasporti pubblici. Attualmente Leitner ropeways sta costruendo un’ulteriore cabinovia sempre in Messico, per la precisione nella città di Torreon, che sorge nel parte settentrionale del Paese e che collegherà il centro storico con la famosa Statua di Cristo de las Noas, posta sulla sommità di una collina detta «Cerro de las Noas».

SCHEDA TECNICA

Ecatepec 1
Tipologia di impianto: GD10
Lunghezza inclinata: 2,919 m
Dislivello: 55 m
Numero di cabine: 108
Capacità delle cabine: 10 persone
Velocità: 6 m/s
Portata: 3,000 p/h
Numero di sostegni: 20
Durata del viaggio: 10 min 30 sec


Ecatepec 2
Tipologia di impianto: GD10
Lunghezza inclinata: 1,805 m
Dislivello: 62 m
Numero di cabine: 76
Capacità delle cabine: 10 persone
Velocità: 6 m/s
Portata: 3,000 p/h
Numero di sostegni: 16
Durata del viaggio: 7 min 30 sec


www.leitner-ropeways.com

 

Created: Sabato, 24 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio

A conti fatti, sciare è stupendo

Ragioniera a Feltre, laureata in lingue a Milano, cura l’amministrazione della SOFMA di Arabba negli uffici della sede legale della società a Fonzaso. Quando smette di slalomeggiare tra i numeri di un’impresa che ha chiuso bene la scorsa stagione, si trasforma nella sciatrice appassionata che condivide lo stesso amore per la montagna e per la neve con il  marito e la figlia Maria, studentessa al Liceo Classico

È una di quelle persone che ci sono sempre ma non si vedono, una di quelle rotelle che girano precise ma non fanno rumore, una di quelle colonne che sostengono ma non incombono.  Persone così ce ne sono  tante in tanti organismi, in tante società, preziosissime ma defilate, a lavorare dietro le quinte con  dedizione e impegno. Persone come la signora Dolores Corso che si schermisce («Figura storica io? Ma no… Lo è piuttosto la signora Resi D'Andrea, mia zia, attualmente un amministratore della società, che è rimasta in azienda per circa cinquant'anni; è stata la mia maestra, la mia guida e il mio riferimento; quello che ho appreso e conosco del mio lavoro l'ho imparato da lei; mi ha accompagnata ogni giorno per tanti anni»),  puntualizza e minimizza («Sono una semplice impiegata»), si scusa per il primo appuntamento telefonico saltato («Ieri ero molto impegnata») e, legittimamente, frena («Non posso fornirle certi dati contabili se non ho prima un’autorizzazione»). Modesta, riservata, correttissima, vagamente recalcitrante nei confronti dell’intervistatore, questa donna veneta che lavora per la montagna bianca è nata in pianura, a Feltre, 47 anni fa. Cura l’amministrazione della SOFMA di Arabba (otto impianti di risalita tra i quali la nuovissima cabinovia Portados) negli uffici della sede legale della società a Fonzaso, provincia di Belluno.  Quel nome così acceso e spagnoleggiante è un mistero partorito dalla mente e dall’amore di papà Antonio che se n’è già andato tanto tempo fa «e non so perché mi abbia chiamata così, con questo nome che non mi è mai piaciuto ma con il quale, ovviamente, mi è toccato convivere». Dolores non sarà, come dice lei, una figura storica proprio come la signora D’Andrea ma lavora per la SOFMA della famiglia Gorza già da ventidue anni, assunta subito dopo la laurea in lingue ottenuta a Milano nel 1992 con  una tesi che riguardava il tema dei referendum in Svizzera. «Sì – ricorda Dolores -  sono stata assunta dal Signor Luigi padre dell'attuale Consigliere Delegato. Il Signor Luigi Gorza, ottimo sciatore, rimpiangeva di non essersi mai interessato, a suo tempo, all'acquisto di un grande impianto a San Martino di Castrozza, dove d'inverno si recava sempre a sciare con i figli, ancora piccoli. L'occasione si è presentata quando gli fu chiesto di prendere in mano la Sofma, società ancora ferma alle prime pratiche dopo parecchi anni e che in poco più di un anno ha portato alla realizzazione del primo impianto e di una notevole rete di piste». Dunque: laurea in lingue («Oltre all’italiano, parlo l’inglese e il tedesco»), tesi su un tema di diritto: ma cosa c’entrano allora i conti, i numeri del suo mestiere? «Ma sono anche ragioniera, prima dell’Università mi ero diplomata a Feltre». Ah ecco…questo è  un tassello importante nel mosaico di una vita vissuta con il marito e la figlia Maria, 17 anni, studentessa di Liceo Classico («Per me resta sempre la scuola migliore per la formazione di un giovane») a Feltre. La famiglia al completo condivide la passione per la montagna e  per lo sci, praticato ovviamente e in prevalenza ad Arabba dove «è la Fodoma la mia pista preferita, una “nera” bellissima».  La figlia Maria è brava, anzi «bravissima» sugli sci quanto lo è nel leggere e decrittare gli esametri dattilici catalettici del greco antico sui banchi del Liceo Classico: «Io mi considero una sciatrice molto appassionata – dice Dolores - non ho mai praticato agonismo ma credo di possedere una buona tecnica e me la cavo bene dovunque, su qualsiasi pendenza. Mia madre Adriana mi ha messo sugli sci a tre anni sulle nevi di San Martino di Castrozza e da allora ho sempre praticato lo sci con grande piacere». Ma quando si sganciano gli attacchi e si tolgono gli scarponi, quando ci si siede alla scrivania nell’ufficio di Fonzaso, come si guarda allo sci attraverso i numeri, i costi e i ricavi, i fatturati pre e post imposte di una società impiantistica come la SOFMA di Arabba, uno degli snodi cruciali nel grande tour del Sella Ronda?  Ci può dire la signora Dolores Corso quanto valgono quei numeri? Ci può dire come è andata la scorsa stagione sul piano commerciale? «La stagione invernale 2015/16 è stata abbastanza buona. La SOFMA, che impiega in media 50 dipendenti l’anno con punte di circa 80 durante l’inverno, ha registrato un fatturato di circa 8 milioni di Euro e continua la sua politica di investimenti per rendersi sempre più competitiva nel mondo della montagna bianca. La nuova telecabina Portados ha comportato un investimento di 10 milioni di Euro ma garantirà certamente un importante ritorno in termini di presenze e passaggi oltre che di un netto miglioramento del Sella Ronda orario».