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Created: Sabato, 24 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile
 

Anche in questo inverno l’azienda di Brissago Valtravaglia consolida il suo ruolo di partner privilegiato delle più prestigiose tappe della Coppa del Mondo per quanto riguarda la  fornitura di installazione per la sicurezza e i pali da gara. E intanto ha spedito in Corea del Sud molti containers pieni delle reti, dei materassi, dei pali e di tutte le altre attrezzature che saranno utilizzate durante la disputa delle gare olimpiche di sci alpino e di sci nordico. Senza trascurare gli interventi per la sicurezza in diverse località sciistiche e guardando già ai Mondiali di sci alpino del 2019…

Dopo le forniture al POCOG (PyeongChang Organizing Committee for the 2018 Olympic & Paralympic Winter Games) per gli eventi pre-olimpici 2016 e 2017 SPM, l’azienda varesina leader di settore, è stata scelta nuovamente per la fornitura di enormi quantità di materiali per le Olimpiadi di Pyeongchang 2018, confermandosi così come «supplier preferito» del grande evento sportivo. Il Team dell’azienda di Brissago Valtravaglia ha lavorato duramente e con precisione per soddisfare la richiesta che, come succede abitualmente per i grandissimi eventi, richiede massima efficienza in tempi strettissimi. I risultati sono numerosissimi containers stipati di materiali SPM: 5 km di reti di protezione di «tipo B», 1 km di materassi di protezione e mezzo km di materassi ad aria, teli per le porte e oltre 20.00 pettorali utilizzati per la totalità delle discipline sono partiti per la Corea del Sud tra dicembre e gennaio. Queste ultime spedizioni vanno quindi ad aggiungersi a tutti i materiali già forniti per le scorse stagioni: materassi air pads e in gommapiuma, reti di tipo «B», «BC» e «C», pali da slalom ma anche pannelli, V-board per lo sci di fondo, punte e chiavi Orange Fox, e molti altri ancora. Anche la maggior parte dei Comitati Organizzatori di Coppa del Mondo hanno scelto la collaborazione dell ’azienda varesina: durante questa stagione invernale 2017/18 SPM può vantare la fornitura delle tappe di Killington, Beaver Creek, St Moritz, Val Gardena, Madonna di Campiglio, Kranjska Gora, Adelboden, Wengen, Cortina in collaborazione con VS di Vidori Silvano, Kitzbühel, Schladming, Lenzerheide, Stoccolma, Crans Montana, Kvitfjell, Ofterschwang e le Finali che si terranno ad Åre. Ma non si parla solo di sci alpino: anche le gare italiane di Coppa del Mondo Snowboard di Cortina (per il secondo anno consecutivo) e di Cervinia hanno utilizzato i materiali e il servizio noleggio SPM. Però l’azienda guidata da ll’ingegner Giovanni Berutti non si concentra solo sui grandi eventi: durante la stagione estiva ha lavorato, in collaborazione con il partner VS Vidori Silvano, a numerose strutture di «tipo A» in territorio italiano, oltre che in Kurdistan e Svizzera. Il Safety Team si è poi diretto più a nord, ad Åre, in Svezia, dove ha assicurato le due piste (maschile e femminile) che serviranno per lo svolgimento dei Mondiali di sci alpino del 2019. Il comitato organizzatore svedese del prossimo appuntamento iridato si è dimostrato soddisfatto dell’efficienza di SPM e dell’ottima qualità dei prodotti forniti. Dopo il successo registrato con la fornitura di materiale per i Giochi Olimpici di Sochi 2014 e il titolo di «Official Supplier» per i Mondiali di St Moritz 2017, SPM incrementa dunque la sua presenza nel modo della neve, confermandosi così come partner preferito per lo svolgimento dei grandi eventi.

www.spm-sport.com

 

 

Created: Sabato, 24 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio

Il trionfo del
«ghiaccio tecnico» e… bollente di passione

L’azienda di Campo di Trens ha aggiunto un’altra perla nel suo ricco palmarès conquistato in anni di lavoro ed esperienze nel settore della produzione di piste di pattinaggio. Quella recente di Riccione, la più lunga d’Europa e dedicata alla memoria del campione di motociclismo Marco Simoncelli, si aggiunge a molte altre installate nel recente passato, tra le quali ricordiamo la «patinoire» di «Notti sul ghiaccio», spettacolo di prima serata su RAI 1 andato in onda nel 2015

Intercom Dr. Leitner si è messa un altro bel fiore all’occhiello installando nel pieno centro di Riccione la pista di pattinaggio su ghiaccio più lunga d’Europa, 163 metri di ghiaccio perfetto. La pista di pattinaggio, denominata «SIC58 on ICE», è stata intitolata alla memoria dell’indimenticabile Marco Simoncelli, il giovane campione che stava diventando una stella della MotoGP prima di perdere prematuramente la vita in un incidente in pista a Sepang (Malesia) il 23 ottobre 2011 a soli 24 anni. Gli incassi derivanti dalla fruizione della pista da parte del pubblico saranno devoluti in beneficenza all’associazione a lui intitolata. Migliaia di persone erano presenti all’inaugurazione di questa pista dei record su Viale Ceccarini a Riccione. Tra le tante persone presenti, oltre a Paolo Simoncelli papà di Marco, i sindaci di Riccione e Coriano (città Natale di Simoncelli), Renata Tosi e Domenica Spinelli. Inoltre era presente anche l’assessore al turismo dell’Emilia Romagna, Andrea Corsini. Coinvolta nel progetto e responsabile per tutta la parte tecnica per il ghiaccio è stata la ditta Intercom dr. Leitner di Campo di Trens dove trovano occupazione circa 35 persone. Dice il responsabile Lorenzo Bonato della divisione «mondo ghiaccio» della Intercom dr. Leitner: «Abbiamo impiegato più di 20 km di tubi per la refrigerazione, 700 paia di pattini e corrente elettrica sufficiente a coprire i fabbisogni di un piccolo paese. Questo per garantire il funzionamento della pista anche con alte temperature. Non ci dobbiamo dimenticare che sono attesi più di 3000 pattinatori al giorno e quindi non è permesso sbagliare». «È stata una grande nuova sfida che abbiamo accettato con orgoglio – aggiunge Christof Leitner, AD di Intercom Dr. Leitner - Grazie alla nostra esperienza nei grandi eventi, conosciamo le esigenze e pretese dei nostri clienti. Accontentarli è il nostro principale obiettivo. Quest’anno solo in Italia abbiamo più di 95 piste di pattinaggio installate. Inoltre altri mercati in Europa stanno crescendo». Intercom Dr. Leitner ha oltre 40 anni di esperienza nei settori della tecnologia del ghiaccio, veicoli ricreazionali, macchine comunali e attrezzature per aeroporti.
www.leitner.it

Created: Venerdì, 23 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
Le motorizzazioni offerte, tutte di casa Rotax, sono cinque: tre con motore a 4 tempi (con cilindrate 600, 900 e 1200) e due con motore a 2 tempi (con cilindrate 600 e 800).  Tra le novità di tutte le motoslitte equipaggiate dai motori quattro tempi troviamo che:
1.    saranno tutte dotate di chiave a radiofrequenza per evitare ogni problema di contatto
2.    è in dotazione l’acceleratore elettrico (ITS) che come diretta conseguenza offre due grossi vantaggi:
a)    fornire il cliente di una chiave programmata nella velocità e potenza secondo sue indicazioni
b)    poter selezionare l’erogazione del motore su tre modalità (eco, sport e standard).

Ancora più apprezzato quest’anno il motore 900 ACE un tre cilindri 4 tempi che unisce potenza, affidabilità e bassi consumi (10l/100km in modalità ECO).
Il modello Lynx Commander 600 E-Tec si ripropone come valida alternativa ai 4 tempi: bassi costi di manutenzione, alta maneggevolezza e potenza, caratteristiche che solo un 2 tempi riesce a dare. Rimane la prerogativa del cingolo con larghezza 60 cm che solo Lynx offre nel mercato mondiale di motoslitte; montato sul modello lavorativo per eccellenza, la «69 Ranger Alpine» con motorizzazione 1200 4-tec, sarà chiodato di serie e sul modello «69 Yeti» il cliente potrà scegliere tra tre motorizzazioni 900 ACE, 600 E-tec e 800 e-tec.

Ski-doo Summit 850 E-tec:
per dominare la neve fresca
«Summit 850 E-tec» è un ulteriore passo in avanti per gli amanti della neve fresca. La nuova motorizzazione 850 E-tec vuol dire non solo più potenza ma anche una risposta pronta e reattiva a tutti i regimi. È nuovo il motore centrale e stretto che rende la guida agevole e divertente, così come nuove sono le carene sagomate per ridurre l’attrito nella neve fresca, nuova è  piattaforma REV gen.4, nuovo il sistema di radiatori tutt’uno con il telaio, nuova la posizione di guida ulteriormente avanzata di 8 cm. …Un inedito cingolo 165” e una altezza dei «denti» da 3” che consente di arrivare dove prima non si poteva neanche immaginare.
Non ci sono parole per descrivere la nuova Summit x 850 e-tec; per capirlo Intercom Dr. Leitner consiglia di visitare uno dei concessionari, una rete di operatori preparati e professionali pronti a consigliarvi il mezzo più idoneo al vostro utilizzo. Degno di nota per il rapporto qualità, prezzo e affidabilità è lo «Skandic WT 550». Un modello lavorativo che continua ad avere il suo seguito di richieste ad un prezzo più che competitivo.

Yanase: le frese neve
per i professionisti
Anche se nella passata stagione la neve si è fatta attendere, buoni risultati sono arrivati anche dalle frese neve. Intercom dr. Leitner è distributore in Italia del marchio Yanase che quest’anno ripropone il modello di punta con un doppio tamburo anteriore, motorizzazione diesel da 42 CV e 1,2 m. di larghezza fresa. L’intera gamma è caratterizzata dall’idrostatica, dall’allestimento con i cingoli e si concentra su un pubblico professionale o comunque molto esigente. Chiamate per avere maggiori informazioni sull’intera vasta gamma di frese offerte.
www.leitner.it

 

 

Created: Venerdì, 23 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
Sulla neve senza problemi,
con la forza di uno Sherpa

Il modello 1.6L Ti-VCT a 16 valvole è l’ammiraglia della flotta di motoslitte prodotte dall’azienda vicentina dei fratelli Vedovato, la macchina più avanzata della gamma bi-cingolo dotata di caratteristiche uniche, prestazioni d’eccellenza, stabilità e guidabilità garantite anche sulle pendenze più impegnative. A questo nesso altamente professionale si possono abbinare attrezzature intercambiabili che offrono agli operatori molteplici possibilità di utilizzo

Anche per l’inverno 2016/17 Alpina conferma al vertice della gamma bi-cingolo il modello Sherpa 1.6L Ti-VCT 16-valvole, una motoslitta professionale dalle caratteristiche uniche e dalle prestazioni impareggiabili. I suoi punti di forza sono il doppio cingolo da 500 mm. x 3968 mm. e lo sterzo a due pattini, capaci di garantire la massima trazione e stabilità su tutte le nevi pur con insuperabili doti di manovrabilità e agilità. Il baricentro basso e ben posizionato le conferisce un’ottima stabilità sulle pendenze più impegnative, sui passaggi in diagonale e in neve fresca, assicurandole in fase di traino un comportamento neutro con un’ottima manovrabilità. Il motore 4-tempi / 4-cilindri da 1600 cc eroga la considerevole potenza di 115 cv. in tutta rilassatezza grazie alla distribuzione a 16 valvole con fasatura variabile (VCT) con conformità alle norme automotive Euro-5 / EPA. Dunque, Alpina Sherpa 1.6L Ti-VCT 16V si propone come la più qualificata macchina polivalente nel settore professionale in grado di offrire sia le doti di potenza e affidabilità di un moderno battipista che la maneggevolezza e il comfort di una motoslitta veloce nel massimo rispetto dell’ambiente. La macchina è ovviamente predisposta per l’impiego di diverse attrezzature intercambiabili, che ricordiamo qui sotto di seguito, appositamente studiate per far fronte ai più tipici impieghi del settore professionale.

Apparato fresa-tracciapista F-250 :
per lo sci di fondo ma non solo  
Si tratta di un accessorio appositamente studiato per i modelli Sherpa 1.4L e 1.6L Ti-VCT destinato alla battitura e alla manutenzione delle piste per lo sci di fondo (ma estremamente efficace anche per la preparazione delle piste naturali di slittino, piste pedonali e piste baby da sci alpino) che garantisce qualità top del binario da tecnica classica ed estrema accuratezza nell’esecuzione della corsia da skating. Il tracciatore per la tecnica classica, dotato di sollevamento elettrico con precarico a gas e di traslatore laterale, è una delle grosse novità di Alpina, la quale per questo progetto ha messo a punto un esclusivo sistema (Vibra-Cut) in grado di realizzare un binario preciso e compatto con ogni condizione di neve. La macchina è predisposta per il montaggio di uno o due tracciatori indipendenti, per doppi binari paralleli. I comandi della F-250 vengono azionati dalla consolle retroilluminata installata a bordo della SHERPA che comunica tramite il sistema ADCN (Alpina Digital Control Network).

Barella per soccorso SRK:
interventi possibili sempre e dovunque
È l’apprezzato sistema per il soccorso in pista (Safe Rescue Kit), con barella autolivellante che si installa direttamente a bordo della SHERPA per il recupero di feriti lungo piste anche molto ripide, che elimina i rischi derivanti dall’utilizzo di rimorchi o toboga al traino. Il sistema si installa e si rimuove in meno di 5 minuti, rendendo la Sherpa immediatamente disponibile per tutti gli altri utilizzi tipici.

Rimorchio Transalp Bus:
da sei a nove posti in compagnia
Al vertice per le sue doti di sicurezza e comfort (grazie alle sospensioni ad assorbimento progressivo, al sistema anti-dive, ai sedili anatomici con cinture di sicurezza e alle protezioni Rops) è configurabile in versione a 6 o a 9 posti (conversione resa possibile anche successivamente all’acquisto), e può essere equipaggiato con kit parabrezza + hard-top in policarbonato trasparente e portasci posteriore con capienza fino a 9 paia. Simpatico e di notevole impatto l’allestimento «Ski-School» dedicato alle scuole-sci, con la grafica personalizzabile secondo le richieste del cliente, mentre è di sicuro interesse per tutte le ski area e i rifugi la versione destinata al trasporto dei disabili.

Ulteriori informazioni sulla gamma 2017 e su tutte le novità sono disponibili sul sito ufficiale ALPINA all’indirizzo:
www.alpina-snowmobiles.com

 

Created: Venerdì, 23 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
           
La meraviglia della neve. Il fascino dell'avventura. L'emozione di affrontare la sfida. E la sensazione confortevole, da toccare con mano, di una tecnologia comprovata e della massima affidabilità tecnica offerta da una gamma di modelli straordinari.  Anche per l’imminente inverno il mondo delle motoslitte prodotte dalla Casa nipponica aspetta di essere esplorato

Da solo o in compagnia, alla guida di una motoslitta Yamaha i luoghi naturali più straordinari diventeranno il tuo campo da gioco personale. Nessun altro mezzo è in totale simbiosi con il pilota. Il suo equipaggiamento è così completo da trasmettere il tuo comando più impercettibile alla neve. La sua tecnologia è così innovativa da essere sempre all’altezza delle aspettative, in ogni situazione.

SIDEWINDER M-TX LE 162
Look mozzafiato. Prestazioni estreme.
Questo è tutto!
Una motoslitta estrema, capace di arrampicarsi ovunque, anche su neve fresca: il sogno di chi ha fatto della guida in montagna una scelta di vita. Il vertice della tecnologia per motoslitte, impreziosita dalle magnifiche grafiche 50° Anniversario. L'ammiraglia della gamma Sidewinder sembra ancora più in forma quest'anno e mantiene davvero le promesse, spinta dal rivoluzionario motore turbo Genesis 180 da 998 cc. Il mezzo vanta un’unità motrice più avanzata e potente mai prodotta dall’industria delle motoslitte, un tricilindrico dall’erogazione progressiva ed elastica, che si trova a proprio agio in ogni situazione e a qualsiasi altitudine. La coppia corposa e la spinta potente sono assicurate in tutto l’arco di erogazione.  Posizione di guida pensata per la montagna: la sella corta, alta e affusolata nella zona anteriore, lavora insieme alla posizione rialzata del manubrio, dotato di maniglia Mountain che garantisce il massimo comfort e il pieno controllo del mezzo.  Il controsterzo anche su pendii ripidi è facile e naturale, grazie all’arco di rotazione piatto del manubrio. Se aggiungiamo l'innovativo design del telaio Mountain, delle sospensioni, del cingolo e degli sci, il risultato è una motoslitta impressionante e divertente.

VK PROFESSIONAL II
Dominatrice della neve.
Per professionisti veri.
L'ultimo modello VK, famoso per le prestazioni e il comfort da primato, è da oggi dotato del servosterzo elettrico EPS. In più la geometria delle sospensioni anteriori è stata rivista, per confermare la leadership mondiale nelle motoslitte utility. Il motore da 1.049, grande nella cubatura, nelle prestazioni e nella coppia, lavora con la trasmissione CVT specificamente messa a punto per un funzionamento fluido, facilità nei trasporti e un trasferimento di potenza che sembra infinito. La configurazione unica di motore e airbox ha permesso di adottare un design che, dal cofano anteriore al serbatoio e fino al parabrezza, ottimizza l'ergonomia e la comodità del rider.  Grazie al sistema dual-shock, poi, ciascuno dei due massicci ammortizzatori posteriori (diametro 40 mm) agisce in modo indipendente, e consente al pilota di utilizzare il peso del corpo per una guida aggressiva su terreni difficili. Le prestazioni su neve profonda sono eccezionali e le rotaie “flip-up” rappresentano un vantaggio in accelerazione e in retromarcia. Yamaha offre come gamma colori il Black ed il Matt Silver. Scegli la guida sicura e stabile dell'ultimo VK Professional II, e domina la neve.

VENTURE MULTI PURPOSE
Quando il gioco si fa duro,
è il momento di Venture Multi Purpose!
L'ampia piattaforma di carico e il portapacchi rendono Venture Multi Purpose la scelta ideale per il trasporto su neve. Puoi viaggiare comodamente in due, ma se rimuovi la sella del passeggero guadagni altro spazio per i bagagli. Il cingolo 406 mm semi-wide assicura trazione anche nella neve più profonda, e gli sci a elevato galleggiamento sono studiati per scivolare senza sforzo su ogni superficie. Ideale nei viaggi più lunghi e più impegnativi, la sospensione posteriore ProComfort 144 assorbe le buche e assicura una guida confortevole, mentre il parabrezza alto protegge dal vento e dagli schizzi di neve. Questa motoslitta è dotata di Motore Genesis Sport Performance da 499 cc, 2 cilindri a 4 tempi, leggero e vivace per garantire una rapida accelerazione. L’accensione digitale e il sistema a iniezione elettronica consentono una miscela di carburante/aria ideale che permette di ottenere prestazioni eccezionali, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche.  Dove e quando c’è neve affrontala con Yamaha.

Finalmente la neve
cadrà dove desiderate!
Gli spazzaneve Yamaha vi consentiranno di aprire percorsi più ampi e togliere la neve ancora più accuratamente, il tutto in un modo agevole, silenzioso, facile ed efficiente che vi sorprenderà e diletterà. Quindi quando nevica, Yamaha è lì per aiutarvi a spostare la neve dove desiderate.
www.yamaha-motor.it

 

Created: Venerdì, 23 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
Cingoli nuovi
per nuove emozioni

Dalla canadese Camso (ex Camoplast) di cui l’azienda di San Vendemiano è esclusivista per l’Italia, giungono due nuovi prodotti: il «4S1», destinato in particolare al miglioramento delle prestazioni dei mezzi UTV Side x Side, e il «DTS 129» per snowbikes che garantisce guidabilità perfetta nella neve alta e sui sentieri innevati non soltanto ai conducenti professionali e più esperti

L’azienda di San Vendemiano (Treviso)  fondata nel 2000 da Piero Toffolatti  offre di tutto e di più in materia di ATV (All Terrain Vehicle) e UTV (Utility Task Vehicle), quad, side bye side, macchine nuove di pacca o usate o da noleggiare, di tutte le migliori marche. Non c’è che l’imbarazzo della scelta anche per quanto riguarda gli accessori, sia per i veicoli da lavoro che per i modelli racing. Senza dimenticare, naturalmente, la qualità assoluta dei cingoli della ex Camoplast che oggi è diventata Camso, approdati in Italia dal Canada nei primi anni 2000 proprio grazie alla competenza, al fiuto e allo spirito di iniziativa di Toffolatti. Proprio grazie a questi cingoli destinati a mezzi ATV e UTV si sono ottenuti buoni risultati commerciali nella stagione scorsa nonostante la poca neve naturale caduta dal cielo. I clienti e tutto il personale addetto ai lavori in comprensori montani  hanno potuto constatare meglio quanto sia importante e mirato questo accessorio anche in mancanza di neve. Infatti, quad o Side x Side dotati di cingoli Camso «4 stagioni» hanno potuto muoversi bene e senza problemi anche in queste condizioni. Sappiamo bene che quad e SxS si possono utilizzare con le ruote nel periodo estivo e sono ancora più sfruttabili nel periodo invernale con i cingoli, in tutte le condizioni.. Come abbiamo già accennato, la Camoplast ha cambiato nome in Camso. La collaborazione di RF Moto con l’azienda canadese perdura nel tempo e si rafforza sempre più grazie ad un ottimo team da entrambe le parti e ad una stima reciproca costruita sulla  correttezza dei rapporti e sulla competenza maturata in tanti anni. Leader nel mondo dell’off road a 360°,  la Camso propone due grandi novità per la nuova stagione. Mentre i cingoli ATV T4S rimangono invariati, la Camso ha modificato il cingolo per Side x Side creandone uno nuovo, specifico e ancora migliore. Il risultato di tali modifiche è aver creato un cingolo completamente nuovo in tutte le parti fondamentali per una resa maggiore. Il nuovo cingolo si chiama 4S1 sostituirà il cingolo UTV T4S.

Ecco alcune delle sue
caratteristiche peculiari:
• sono state modificate le ruote ed i tappi  per una durata maggiore, manutenzione semplificata ed una più efficienza in caso di scarsa lubrificazione.
• è stata rivista e modificata la geometria dei telai aumentando la performance,  il galleggiamento e la trazione. Si è ottenuto anche un miglior comfort di guida, di durata e non da meno, il nuovo telaio  previene il disallineamento delle parti critiche durante il montaggio o l’utilizzo.
• il tenditore ha ora un  design più robusto, bloccato quando regolato. Non richiede l’allineamento ed ha una più ampia gamma di regolazione.
• utilizzati mozzi cuscinetti e guide più robusti ed impermeabili.

La seconda (ma non certo per ordine di importanza…) grande novità di questa stagione è la creazione del cingolo DTS 129 che offre prestazioni migliori sulla neve alta rispetto ai prodotti  attualmente sul mercato ma soprattutto prestazioni decisamente migliori sui sentieri ed un prezzo attraente per il mercato. Questo prodotto non è soltanto un prodotto rocky mountain o per guide esperte ed utilizzo aggressivo! Esso richiede una buona base di neve per godersi la guida ma è accessibile a persone di tutte le età. I piloti più anziani che vanno tranquilli si divertiranno un sacco in condizioni di sicurezza. Con DTS129 la snowbike è più facile di una motoslitta da guidare nei sentieri. Le principali caratteristiche tecniche e l’integrazione col veicolo mantengono la dinamica generale di guida migliore rispetto a un mezzo su ruote permettendo una guida stabile su terreno duro ed irregolare con alto assorbimento degli urti. Telaio semplice robusto ma leggero. Il miglior prodotto oggi sul mercato. Questo kit di conversione «dirt-to-snow bike» sarà disponibile a dicembre 2016 per i modelli dei migliori marchi sul mercato.  Presentato a livello mondiale a metà settembre potrete visionarlo alle fiere Intermot Colonia,  Eicma Milano, Interalpin Innsbruck  presso lo stand R.F. Moto o direttamente in sede RF Moto a San Vendemiano.
www.rfmoto.com

 

Created: Venerdì, 23 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
Il trionfo di SNOWsat,  il «regista»
che non sbaglia mai e fa risparmiare

Il sistema satellitare di gestione delle flotte di battipista e di misurazione dell’altezza del manto nevoso prodotto dall’azienda tedesca sta conoscendo un successo straordinario, moltiplicando in poco tempo clienti e fatturati, conquistando i favori di sempre più numerosi comprensori sciistici. Perché? Perché in questi tempi di crisi, di inverni difficili e di neve programmata che impone investimenti cospicui è fondamentale economizzare sui costi di preparazione delle piste pur senza rinunciare alla loro qualità, indispensabile per soddisfare gli utenti. È questo il «mestiere» che SNOWsat sa svolgere a meraviglia, garantendo informazioni sicure, sicurezza sulla neve e redditività alle società di gestione delle skiarea

Nel campo della gestione delle piste e della flotta dei «gatti», il vero potenziale si rivela quando le condizioni si fanno difficili. La neve scarsa e le temperature elevate dell'ultima stagione hanno fornito a molti comprensori sciistici l'impulso definitivo a investire in SNOWsat. Il risultato è un rapidissimo sviluppo del mercato: 30 nuovi clienti, 170 sistemi di gestione della flotta e 85 sistemi di misurazione della profondità della neve di nuova installazione sono le cifre della scorsa stagione, che possiamo citare con orgoglio. Nel frattempo sono diventati 60 i comprensori sciistici e circa 350 i veicoli equipaggiati con SNOWsat in 11 Paesi di tutto il mondo. I numerosi feedback positivi, che ci arrivano dai comprensori sciistici, parlano da sé.

La facilità di utilizzo
e le molte funzioni utili
Da quasi 50 anni Kässbohrer è riconosciuta come il partner affidabile nel settore della preparazione e della gestione delle piste. Per questo, per l’azienda era importante poter offrire, accanto alla scuderia di battipista PistenBully, anche un sistema convincente di gestione delle piste e della flotta. SNOWsat è una tecnologia matura, dal funzionamento semplice e dall'uso intuitivo. Naturalmente viene dato ascolto agli utenti, si tengono sempre presenti le esigenze specifiche e variegate dei comprensori sciistici e si perfeziona di conseguenza il sistema. Perché non ci si ferma mai: dalla scorsa stagione i veicoli possono scambiarsi i dati in tempo reale, inclusi i dati su profondità della neve, verricello, posizione della macchina e traccia. Per la gestione della flotta è ora disponibile una nuova generazione hardware, compatibile con tutti i veicoli del comprensorio, incluse le motoslitte. Ciò significa, ovviamente, che il sistema può acquisire e valutare anche i dati relativi a motore o CAN di tutti i battipista, indipendentemente dal marchio. Inoltre, sono ora supportate alcune nuove funzioni statistiche. L'utente può, ad esempio, generare, valutare ed esportare prospetti ottimizzati in base alle proprie esigenze. Va da sé che i progettisti  di SNOWsat lavorano costantemente per rendere il sistema sempre più intuitivo.

Supporto tecnico
e assistenza sempre vicini al cliente
Oltre ad un prodotto di alta qualità, i clienti si aspettano anche un'assistenza e un supporto tecnico di pari livello, come sono abituati a ricevere per PistenBully. Anche queste strutture sono costantemente in espansione. L’azienda ormai conta più di 20 dipendenti che si occupano di SNOWsat. L'ultimo arrivato è Peter Senn, che è passato da Mazzetta-Menegon a PistenBully e che dice: «In SNOWsat io vedo il futuro. Vogliamo offrire ai nostri clienti un prodotto che consenta di realizzare in modo efficace ed efficiente un’ottimale preparazione delle piste». Il suo compito è assistere le squadre locali del servizio di assistenza lungo l'arco alpino di lingua tedesca e, in qualità di esperto di SNOWsat, aiutare i progettisti nella sperimentazione di nuove funzioni. Benvenuto e buon lavoro!  Al momento viaggiano a pieno regime i lavori di installazione per la nuova stagione, come ad esempio a Gstaad, a St. Moritz, nei comprensori sciistici di Skistar AB e, ultime novità: a Sölden sarà equipaggiata l'intera flotta con SNOWsat, così come a Funivie San Vigilio Marebbe Spa, Skiarea Miara Srl, Obereggen Spa, mentre proseguono gli ampliamenti della flotta a Grandi Funivie Alta Badia Spa, Sciovie Ladinia Spa, Funivie del Boè Spa e Società Incremento Turistico Canazei Spa. In questi posti, con SNOWsat, si sta aspettando l'inverno con molte meno preoccupazioni!
www.pistenbully.it

 

Created: Venerdì, 23 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
St. Moritz 2017 vuole vincere
la prova della sostenibilità

Nel prossimo inverno la prestigiosa località svizzera del Canton Grigioni da sempre sensibile ai temi dello sviluppo compatibile ospiterà per la quarta volta la rassegna iridata di sci alpino, evento clou della stagione agonistica, con l’obiettivo ambizioso di entrare negli annali della storia come «il Campionato del Mondo con il primato di sostenibilità nella gestione delle piste». Non a caso, per raggiungerlo, la società Engadin St. Moritz Mountains AG ha scelto come partner l’azienda tedesca produttrice dei battipista Pisten Bully e del sistema SNOWsat

Riconosciuta da tempo Città dell'energia, St. Moritz è una località all’avanguardia sul fronte della tutela ambientale e fissa sempre nuovi standard nelle attività di gestione del comprensorio sciistico. Oggi tutti i progetti nuovi vengono esaminati accuratamente sotto il profilo dell'efficienza energetica e della sostenibilità. Questo impegno si riflette anche negli sport invernali. Tutto è iniziato già nel 2008, con la candidatura ai Campionati del Mondo di sci alpino. Da quando la città dell’alta Engadina (Cantone dei Grigioni) si è aggiudicata l'organizzazione del grande evento, tutte le decisioni che la riguardano sono state prese all'insegna della sostenibilità e della tutela dell'ambiente. Engadin St. Moritz Mountains AG è stato il primo comprensorio sciistico a dotare tutti i battipista di filtro anti-particolato, lanciando un chiaro segnale ambientalista. L'intero parco veicoli PistenBully per i Campionati del Mondo disporrà della tecnologia SCR per l'abbattimento delle emissioni e del filtro anti-particolato. Per l'inizio dei Campionati entreranno in servizio tre PistenBully 600 E+. Inoltre, durante la manifestazione sportiva tutta la flotta sarà equipaggiata con SNOWsat. In breve, sarà la flotta più eco-compatibile che si possa immaginare.

SNOWsat e la ProAcademy
ottimizzano la preparazione delle piste
Anche un approccio eco-compatibile cela in sé un potenziale enorme: una preparazione efficiente delle piste, uno stile di guida attento all'ambiente e una gestione efficace della neve possono tradursi in una riduzione di costi e risorse di proporzioni inattese.
Questo è un lavoro per Adrian Mattli, l'esperto svizzero per tutto ciò che riguarda SNOWsat, e per Florian Profanter, l'esperto in materia di gestione delle piste efficiente ed attenta alle risorse della ProAcademy. Su richiesta di Adrian Jordan, (nella foto) responsabile tecnico COO presso la Engadin St. Moritz Mountains AG, il loro compito a St. Moritz consiste nell'accompagnare e sostenere concretamente l'iter che condurrà al primato di sostenibilità nei prossimi Campionati del Mondo.  Florian Profanter, della ProAcademy, mostra in che modo e in quali condizioni i PistenBully lavorano con la massima eco-compatibilità, spiegando anche quali differenze si ottengono rispetto al tradizionale modo di lavorare. Parallelamente, Adrian Mattli ricava dai dati della stagione passata i margini di ottimizzazione. Con SNOWsat è possibile definire l'esatta quantità di neve disponibile nei vari tratti di pista e, quindi, produrre la neve artificiale in modo mirato. Nel processo si tiene sempre conto della neve naturale. Dopo aver ascoltato la proposta di ottimizzazione, Reto Bieri (responsabile piste ed innevamento) è convinto che, rispetto alla stagione passata, sarà possibile risparmiare un 20% di acqua per l'innevamento artificiale. Lo dice con la coscienza pulita, perché con SNOWsat gli interventi di ottimizzazione si basano su dati reali.

Servono regole chiare
per un’attività eco-compatibile
L'idea del Campionato del Mondo più sostenibile di tutti i tempi viene da Adrian Jordan. Spettava quindi anche a lui, insieme con i suoi colleghi della Direzione, definire le regole da rispettare. Ad esempio: se l'obiettivo è puntare su ritmi di lavoro sostenuti, per mantenere bassi i costi del personale, oppure adottare una modalità di lavoro eco-compatibile. Questi sono parametri importanti per i tecnici: alta velocità significa alti regimi e quindi forti consumi – e viceversa. Tuttavia, spiega Florian Profanter, anche ottimizzando la strategia di guida si ottengono risparmi considerevoli (vale a dire meno consumo di carburante e meno emissioni) e quindi, ancora una volta, meno costi.

La sostenibilità
è una filosofia
Durante l'estate tutte le proposte di ottimizzazione sono state messe nero su bianco e presentate alla società Engadin St. Moritz Mountains AG. Da questi suggerimenti, uniti alle idee di Adrian Jordan, scaturirà ora una strategia comune, a cui dovranno poi fare riferimento tutte le parti coinvolte. Sarà però qualcosa di più di una semplice strategia, piuttosto una filosofia, uno strumento di guida. Adrian Jordan sa che il suo obiettivo potrà concretizzarsi solo se riuscirà a trasmettere a tutti i suoi collaboratori la sua visione, secondo il motto dei Campionati del Mondo 2017 «Live the Future». Gli operatori dovranno inoltre realizzare che ciò che conta non è unicamente il tempo che impiegano, ma anche il modo in cui guidano. Anche loro dovranno interiorizzare i presupposti fondamentali.

I numeri parlano da soli
Il confronto tra situazione attuale e situazione attuabile, realizzato e presentato nel frattempo da Adrian Mattli e Florian Profanter, è davvero impressionante. «I numeri parlano da soli - commenta Adrian Jordan - Lo staff di PistenBully ci ha fornito la prova definitiva che i risparmi preventivati, in termini di risorse e denaro, li otterremo davvero». Ora si tratta di organizzare per tutti gli operatori corsi di addestramento intensivi (al PC e sulle piste)  non solo per fornire la necessaria competenza tecnica, ma anche per entusiasmarli all'idea del Campionato del Mondo con il primato di sostenibilità. Siamo ai blocchi di partenza! I Campionati del Mondo 2017 possono arrivare.
www.pistenbully.it

 

Created: Venerdì, 23 Settembre 2016 08:27
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
Motoslitta in pista, incidente:
«caso fortuito» o colpa del gestore?

La presenza di mezzi meccanici sulle piste battute è regolata da un articolo della legge 363 del 2003 ma il caso a cui fa riferimento il nostro collaboratore esula dal dettato formale di quella norma e configura una situazione particolare, complessa ma «ripetibile» che non a caso ha dato adito ad un percorso processuale controverso. Il fatto risale al 2004. Uno sciatore si schianta  con gravi conseguenze contro una motoslitta  delle forze dell’ordine ferma a bordopista per adiuvare l’intervento di un battipista impegnato a valle nello sgombero di una slavina e fa causa per risarcimento alla società di gestione del comprensorio. In primo grado e in appello i giudici di merito rigettano la richiesta addebitando allo sciatore il comportamento colposo di una velocità eccessiva di discesa . Lo sciatore impugna le sentenze e ricorre a sua volta in Cassazione che, anche in forza dell’art. 2051 del Codice Civile sulla «responsabilità di cose in custodia», riforma il giudizio e attribuisce la responsabilità dell’evento alla società di gestione per non aver messo in atto le condizioni di sicurezza perché il fatto non avvenisse

di Marco Del Zotto
avvocato e maestro di sci

La nuova stagione invernale è alle porte e la situazione di difficoltà che da anni investe il nostro Paese, con ripercussioni in alcuni casi irrecuperabili, sta mettendo a dura prova gli operatori del settore montagna che devono confrontarsi con la contrazione del mercato da una parte e, dall’altra, con la necessità di essere sempre all’avanguardia nell’approntamento delle misure di sicurezza. La raccolta giurisprudenziale in materia di infortunistica sciatoria si è fatta negli ultimi anni piuttosto ricca in quanto il contenzioso è aumentato; la Suprema Corte è intervenuta più volte per sancire i principi che regolano l’accertamento e l’attribuzione di responsabilità in capo ai gestori dei comprensori sciistici, a volte ribaltando le decisioni dei giudici di merito. Con particolare riferimento alla circolazione delle motoslitte e al loro utilizzo all’interno dell’area sciabile attrezzata, ricordiamo che l’art.16 della legge n.363/2003 recita espressamente che «è inibito ai mezzi meccanici l’utilizzo delle piste da sci, salvo quanto previsto dal presente articolo». In particolare «i mezzi meccanici adibiti al servizio e alla manutenzione delle piste e degli impianti possono accedervi solo fuori dall’orario di apertura, salvo i casi di necessità e urgenza e, comunque, con l’utilizzo di appositi congegni di segnaletica luminosa e acustica». Gli sciatori, in queste situazioni, «devono dare la precedenza ai mezzi meccanici adibiti al servizio e alla manutenzione delle piste e degli impianti e devono consentire la loro agevole e rapida circolazione». Al fine di esaminare la posizione del gestore con riferimento all’utilizzo delle motoslitte all’interno dell’area sciabile è interessante riprendere la ricostruzione in fatto e in diritto di un incidente avvenuto nel lontano 2004 deciso da una sentenza della Corte di Cassazione nell’anno 2014.

Lo svolgimento del processo
dal primo grado alla Cassazione
I fatti di causa possono così essere sintetizzati. Uno sciatore conveniva in giudizio una società di gestione di un comprensorio sciistico del centro Italia esponendo che mentre con alcuni amici percorreva l'impianto sciistico dalla stessa gestito, era andato a scontrarsi contro una motoslitta in dotazione alle Forze dell’Ordine, ferma sul margine sinistro della pista, in senso perpendicolare alla discesa; che nelle immediate vicinanze del mezzo si trovava il conducente il quale, al passaggio di uno sciatore, aveva cominciato a sbracciarsi e a urlare, cercando di fermare quelli che lo seguivano;  che tale comportamento era stato determinato dal fatto che, a valle, era in azione un gatto delle nevi per sgombrare la pista da una slavina;  che lo sciatore aveva iniziato a frenare ma, perso il controllo degli sci, era andato a sbattere contro la motoslitta, riportando gravi lesioni che avevano interessato la testa e il volto e avevano determinato tra l’altro, la frattura di uno zigomo, la perdita di vari elementi dentari nonché quella definitiva dell'occhio destro; che in relazione a tali conseguenze lesive sussisteva la responsabilità sia contrattuale che extracontrattuale del gestore.
La società si costituiva e resisteva alla domanda. Con sentenza di primo grado il Tribunale rigettava la domanda. Lo sciatore ricorreva in appello ma anche in tale secondo grado di giudizio la domanda risarcitoria veniva respinta.  Per la riforma della sentenza al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti, lo sciatore ricorreva avanti la Corte di Cassazione.

I motivi addotti dai Giudici
di merito per rigettare la domanda
Il giudice di merito aveva motivato il suo convincimento rilevando che nessuna responsabilità, né contrattuale, né extracontrattuale, poteva addebitarsi alla società di gestione nella causazione dell'incidente, essendo lo stesso stato determinato per colpa esclusiva del danneggiato, equiparabile al cosiddetto «caso fortuito».  Il contratto di ski-pass (che consente allo sciatore l'accesso, dietro corrispettivo, ad un complesso sciistico al fine di utilizzarlo liberamente ed illimitatamente per il tempo convenzionalmente stabilito) presenta i caratteri propri di un contratto atipico nella misura in cui il gestore dell'impianto assume anche, come di regola, il ruolo di gestore delle piste, con conseguente obbligo a suo carico di provvedere alla manutenzione delle stesse e alla possibilità di essere chiamato a rispondere dei danni determinati dall'inadempimento di tale obbligazione, salvo il caso fortuito.  Nella situazione oggetto di causa, i Giudici di merito avevano accertato che la società di gestione era tempestivamente e opportunamente intervenuta: in particolare, verificatasi una slavina, aveva azionato il gatto delle nevi al fine di assicurare lo spianamento della pista, contestualmente posizionando, lungo l'imbocco, reti rifrangenti di colore rosso che la chiudevano parzialmente;  che oltre venti metri più a valle, rispetto al punto in cui queste erano allocate, si trovavano le Forze dell’Ordine, il cui compito era, appunto, quello di impedire agli sciatori il passaggio;  che le risultanze istruttorie avevano evidenziato l'esclusiva responsabilità dello sciatore nella causazione dell'incidente, posto che lo stesso sciava a velocità particolarmente elevata e non si era accorto né delle reti né della presenza del milite; che tale ricostruzione della vicenda emergeva dal rapporto di incidente redatto dallo stesso pubblico ufficiale che aveva cercato di segnalare allo sciatore il pericolo e che, quindi, aveva assistito direttamente alla dinamica della caduta dello sciatore; che, in definitiva, ponendosi la condotta colposa dello sciatore come causa esclusiva dell'evento, di questo non poteva essere chiamata a rispondere la società, né sul piano contrattuale, né su quello extracontrattuale.

I motivi di impugnazione
da parte dello sciatore
Lo sciatore insisteva nel sostenere che aveva specificamente addebitato le gravissime lesioni riportate alla negligenza e all'imperizia della società di gestione che, non solo non aveva chiuso a monte la pista, ma neppure aveva predisposto segnalazioni acustiche o visive ad hoc, deducendo che l'esclusivo affidamento fatto dalla società stessa sulle forze dell'ordine era stata precauzione insufficiente. Ricordava di aver invocato anche la responsabilità extracontrattuale della società di gestione ex art. 2051 del codice civile. Era infatti stato eccepito che ai militi non poteva certamente riconoscersi la qualità di preposti o ausiliari dell'imprenditore e che la società doveva rispondere quale custode della pista, in quanto soggetto dotato dei poteri di gestione e di controllo dell'area. Evidenziava quindi che la pista non era stata transennata, che nessun addetto era presente all'imbocco della stessa; che la presenza della motoslitta dei militi era un ostacolo insidioso, al pari di quella del gatto delle nevi; che la condotta dello sciatore non poteva considerarsi causa autonoma dell'evento, né rivestiva i caratteri della imprevedibilità e della inevitabilità.

La riforma della sentenza di Appello
da parte della suprema corte
La Corte ha ritenuto le critiche alla sentenza di appello sollevate dallo sciatore fondate per le ragioni che seguono. È risultata circostanza pacifica che la pista interessata dalla caduta della slavina e sulla quale erano quindi in corso lavori di sbancamento, non era stata completamente transennata.  Lo stesso giudice di merito, infatti, dopo aver dato atto che sull'imbocco della stessa erano state posizionate delle reti rifrangenti di colore rosso provviste di bandierine che la chiudevano parzialmente, aveva rimarcato che lo sciatore non aveva mai lamentato nell'atto introduttivo del giudizio la responsabilità della società di gestione sotto questo profilo. Sotto il profilo della responsabilità contrattuale del gestore delle piste, spettava allo sciatore solo provare la fonte del suo diritto, limitandosi a lamentare l’inadempimento o il non esatto adempimento della controparte all'obbligo di mantenerle in sicurezza.  Era invece onere della società di gestione dimostrare il fatto estintivo dell'altrui pretesa e cioè, nello specifico, di avere puntualmente assolti tutti gli obblighi inerenti alla corretta manutenzione delle piste ovvero che l'inadempimento o il non esatto adempimento era stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa non imputabile alla società di gestione. Essendo applicabile a quest’ultima la responsabilità quale custode delle piste, ex art. 2051 cod. civ., le modalità attraverso le quali aveva ovviato alla situazione di pericolo, ivi compresa, dunque, l'ostruzione totale o parziale dell'imbocco, dovevano essere dedotte e provate dal gestore e non dallo sciatore secondo la corretta applicazione del principio dell’onere della prova. Accertato che la chiusura della pista praticata dalla società di gestione non era tale da sbarrarne totalmente l'imbocco, precludendo agli sciatori di entravi, la ricorrenza o meno di un caso fortuito rilevante ex art.2051 cod. civ., andavano accertate tenendo anche conto che tra il momento della caduta della slavina e quello in cui ebbe a verificarsi l'incidente intercorse comunque un lasso temporale sufficiente a consentire alla società di gestione l'adozione delle migliori misure di sicurezza possibili.  Secondo la consolidata giurisprudenza di legittimità, la responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia prevista dall'art. 2051 cod. civ., prescinde dall'accertamento del carattere colposo dell'attività o del comportamento del custode e ha natura oggettiva, necessitando, per la sua configurabilità, del mero rapporto causale tra cosa ed evento; che la responsabilità ex art. 2051 cod. civ. è esclusa solamente dal caso fortuito.  Infine, ancorché la legge 24 dicembre 2003, n. 363, contenente norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo, sia stata emanata in un momento appena successivo ai fatti di causa, l'obbligo dei gestori di proteggere gli utenti da ostacoli presenti lungo le piste mediante l'utilizzo di adeguate protezioni degli stessi e segnalazioni della situazione di pericolo, segnatamente raccomandato nell'art. 3, è esplicativo di un dovere già enucleabile alla stregua di principi di carattere generale.
In conclusione l’erronea applicazione da parte dei Giudici di merito degli oneri probatori in materia di responsabilità contrattuale e dei principi giuridici che governano la responsabilità da cosa in custodia, hanno portato la Corte di Cassazione a decidere per la riforma della sentenza impugnata con accertamento della responsabilità in capo alla società di gestione.