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Super User

Gender: Male
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Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
 

Con un gruppo di partners innovativi e qualificati, l’azienda di Vipiteno sta ampliando ulteriormente la propria competenza nel settore della progettazione e della realizzazione di snowpark e piste speciali. I suoi modelli di battipista New Bison X a Leitwolf X, prodotti appositamente per la costruzione dei parchi, sono il «braccio operativo» di grande efficienza e precisione che realizza sulla neve progetti di funslopes e pipe ispirati alla tecnicità e alla fantasia

Non vi è nulla in grado di rendere perfetto uno snowpark come il gioco di squadra tra uomo e macchinario. Nessun park è uguale all’altro, le condizioni di innevamento variano costantemente e gli impianti si fanno sempre più complessi. Know-how e precisione nella realizzazione giocano quindi un ruolo estremamente importante per la sicurezza e le prestazioni degli atleti, come anche per il divertimento di chi si dedica a questa attività nel tempo libero. Sono inoltre necessari professionisti esperti dotati dell’attrezzatura tecnica adatta. Prinoth punta su collaborazioni a lungo termine con professionisti di provata esperienza, facendo così crescere la «community X». In tutto il mondo e con grande passione. I nostri partner possono contare sul supporto della nuovissima generazione di veicoli X di Prinoth: da New Bison X a Leitwolf X, entrambi realizzati appositamente per la costruzione dei parchi. Leica Geosystems assicura una misurazione precisa della profondità della neve e tutta l’efficienza necessaria.

F-Tech: gli altoatesini
sulla strada del successo in Europa 
La partnership con l’altoatesina F-Tech, professionista nella costruzioni di snowpark, è all'insegna della crescita reciproca. Ad inaugurare la collaborazione è stato un evento internazionale con molte «legends» come il primo appuntamento di Coppa del Mondo FIS italiano di slopestyle che si è svolto dal 23 al 28 gennaio 2017 all’Alpe di Siusi. E quest'anno si sarà il bis: infatti dal 14 al 17 marzo 2018 i migliori sciatori e freestyler del mondo gareggeranno ancora all’Alpe di Siusi. Per il futuro sono in serbo tanti progetti comuni in Europa con F-Tech.

Snowpark Consulting:
competenza top per i Paesi scandinavi

Il team Snowpark Consulting AB, guidato dallo shaper d’eccellenza Anders Forsell, è composto da ex riders con pluriennale esperienza nell’ambito dei battipista. Nel 2014, gli specialisti nella costruzione dei parchi e tracciati di gara hanno realizzato il primo «course slopestyle» olimpionico della storia. La collaborazione agevola lo scambio di esperienze e lo sviluppo continuo di tecnologie e strumenti da applicare all’interno degli snowpark.
Development Snowparks:

il meglio del freestyle
per la regione Asia-Pacifico
Development Snowparks, con sede in Nuova Zelanda, offre una gamma eccezionale di servizi di altissimo livello per park e pipe oltre a strutture il cui prestigioso calibro è riconosciuto in tutto il mondo, siano esse per half pipe, slopestyle o altre importanti gare di evoluzioni aeree. Sotto i riflettori della collaborazione ci sono diversi progetti nella regione Asia-Pacifico, in cui saranno impiegati il New Bison X e il Global Cutter, un accessorio per battipista per realizzare half pipe con una transizione di 6,7 mt., sviluppato appositamente da Development Snowparks.

White Industries:
i professionisti che arrivano dagli USA
White Industries Ltd opera nel settore sci e snowboard, con particolare attenzione per snowboardcross e skicross e in questi ambiti l’azienda si occupa della gestione di alcuni importanti eventi. L’obiettivo della collaborazione è incrementare la qualità e la consapevolezza per le discipline di skicross e snowboardcross, rivalutare le nuove location delle competizioni e degli allenamenti e proseguire nello sviluppo di questi sport.

Snow Operating:
al lavoro per diffondere sci e snowvboard
L’obiettivo di Snow Operating è quello di incrementare il numero di principianti di sci e snowboard con l’ausilio del programma «Terrain Based Learning»: si tratta di un metodo di apprendimento collaudato che consente un impiego molto ampio e che supporta l’esperienza di apprendimento, permettendo a sciatori e snowboarder di praticare questi sport con passione anche in futuro.

Young Mountain Marketing:
l’eccellenza di Qparks & Funslopes
Gli esperti austriaci sono i maggiori costruttori di snowpark in Europa e solo nel 2016/17 hanno realizzato quasi 100 progetti in Francia, Germania, Austria e Svizzera. I celebri concept di snowpark firmati «YMM» vengono pubblicizzati con il nome di QParks e Funslopes. Con i Funslopes il divertimento è assicurato per sciatori e snowboarder di ogni livello. I QParks sono snowpark di massima qualità rinomati nella scena internazionale del freestyle.

Uniquepark:
i professionisti della Zillertal  per impianti veramente unici

Il team di Uniquepark è composto da ex professionisti di snowboard e freeski e quindi sanno bene ciò che fanno e per chi lo fanno! Halfpipe, megakicker, boardercross, snakerun e bagjump ovviamente sono tutti impianti in linea con le elevate aspettative dei clienti. Il loro stesso nome (Uniquepark) è tutto un programma: per ogni desiderio di un cliente viene progettato un concept su misura.

Hi-tech, conoscenze tecniche e creatività
al FIS Course Builder & Designer Clinic
FIS (Fédération Internationale de Ski) è la federazione internazionale di sci con sede in Svizzera e riunisce diverse federazioni di tutto il mondo dedicate allo sport agonistico e amatoriale. Nell’ambito del freestyle, la FIS convoca ogni anno il convegno FIS Course Builder & Designer Clinic. In tale occasione vengono discussi i trend più recenti, nonché le opportunità nel campo dell'ideazione di snowpark e di corsi, che poi vengono messe in pratica l'ultimo giorno dell'evento. Prinoth organizza già dal 2015 questa prestigiosa manifestazione nella sede centrale dell’azienda a Vipiteno.

Created: Domenica, 29 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Osservatorio Turistico
Sta per cominciare una nuova avventura, un nuovo inverno che coinvolge interessi imprenditoriali, economie di interi territori, miliardi di impegni finanziari e fatturati. Il tutto mosso dal fascino irresistibile della montagna bianca, dalla passione di un popolo di turisti e appassionati delle diverse possibilità di sport e vacanza proposte dalla stagione invernale.
Come ogni anno, da diversi anni, le incognite delle bizzarrie meteorologiche incombono sugli esiti della stagione ma il mondo professionale della neve ha dimostrato di possedere ormai le risorse per affrontare (salvo cataclismi epocali…) anche le contingenze più critiche. Ed ecco dunque con quali proposte, con quali novità e con quali obiettivi i più importanti comprensori sciistici italiani si sono preparati anche quest’anno per vivere un altro inverno di passione

VALLE D’AOSTA

Monte Bianco, Rosa, Cervino: lo sci al cospetto dei «quattromila»

Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino: sulla Valle d’Aosta si affacciano i «quattromila» delle Alpi e al loro cospetto si scia tra panorami di imponente bellezza. La stagione invernale dello sci in Valle d’Aosta è già partita, con l’apertura completa dal 28 ottobre del comprensorio di Cervinia e si concluderà, sempre nel medesimo comprensorio il 6 maggio 2018. Le altre stazioni sciistiche valdostane stanno invece preparando e attrezzando i loro comprensori per poter garantire l’apertura il 25 novembre prossimo. Nel suo insieme la Valle d’Aosta mette in campo 23 stazioni, 800 chilometri di piste, 160 impianti di risalita, 10 snowpark, un unico skipass elettronico internazionale. Anche nella stagione 2017-2018, le tariffe dello skipass «stagionale regionale», che permette di sciare in tutti i comprensori di sci valdostani, inclusi quelli di fondo, non subiranno aumenti. Infatti, quest’inverno si potrà sciare in tutte le 23 stazioni valdostane, compresi il comprensorio di La Rosière, sul territorio Francese, e quello di Alagna, su quello Piemontese, acquistando lo stagionale «rosso» al prezzo invariato di 998,00 Euro, mentre lo stagionale «rosso+ Zermatt», che permette di sciare anche sull’intero comprensorio della località Svizzera, sarà disponibile al prezzo invariato di 1.179,00 Euro. Con l’acquisto dello «stagionale regionale» è inoltre confermata, per l’inverno prossimo, la possibilità di sciare, nell’ambito dello «Ski découverte», nel comprensorio sciistico delle «4 Vallées», in territorio Svizzero; tale opportunità, sarà nuovamente estesa anche ai possessori degli «stagionali di stazione» validi sulle principali stazioni valdostane (Pila, Courmayeur, La Thuile, Cervinia, Monterosa-ski). Inoltre, con lo stagionale a validità regionale, sarà possibile accedere alle nuove Funivie Skyway del Monte Bianco a Courmayeur sia per godere degli splendidi panorami sia per affrontare emozionanti discese in fuoripista sui pendii innevati ai piedi della vetta più alta d’Europa oltre alla possibilità di beneficiare di molte altre occasioni e agevolazioni in convenzione: l’accesso gratuito alle piscine regionali, al Casinò di Saint-Vincent, oppure l’accesso scontato a musei e castelli della Valle d’Aosta, al Forte di Bard, alle terme di Pré-Saint-Didier, all’osservatorio astronomico e al planetario di Saint Barthélemy, a voli in mongolfiera, e tante altre opportunità.
Continua poi l’impegno dei comprensori valdostani per facilitare l’accesso diretto agli impianti di risalita ed evitare così le fastidiose code di attesa alle biglietterie. il servizio «Pick Up» si affianca all’acquisto on line con tessera magnetica e alla possibilità di acquistare lo skipass direttamente in hotel. A partire dalla stagione invernale 2017/2018 sarà possibile acquistare lo skipass on line senza essere in possesso della tessera magnetica. Dopo aver selezionato il biglietto desiderato e effettuato il pagamento verrà rilasciato un voucher da presentare alle casse dedicate per il ritiro dello skipass. Accedere alle piste diventa sempre più veloce!
Un altro servizio molto apprezzato dagli sciatori è il Teleskipass. Valido in tutte le stazioni sciistiche della Valle d’Aosta, il teleskipass consente di accedere direttamente agli impianti di risalita senza dover acquistare lo skipass alle biglietterie. A fine giornata verrà calcolato automaticamente l’importo della giornata di sci in base alla tipologia di skipass fruito (giornaliero o mezzo giornaliero), alla tariffa relativa alla stazione sciistica interessata, eventuale sconto legato all’età (junior < 8 anni, junior < 14 anni , giovane < 18 anni o senior > 65 anni). E’ possibile attivare il servizio presso tutte le biglietterie della stazioni sciistiche valdostane.

Nuovi impianti e più piste con l’innevamento programmato
Per quanto riguarda i singoli comprensori, gli investimenti e gli adeguamenti realizzati nel periodo della pausa estiva, hanno riguardato diversi ambiti sia con rinnovi tecnologici degli impianti (funiviari e per l’innevamento programmato) sia in materia di sicurezza (miglioramenti, livellamenti e allargamenti piste, messa in opera di reti di protezione fisse, ecc.) sia incentrati ad incrementare l’attuale offerta turistica (nuovi tracciati, implementazione della dotazione nei parchi giochi, ecc)
A Cervinia è stata predisposta un’area riservata all’esercitazione per la ricerca con l’ARTVA ed è stato potenziato l’innevamento artificiale sulla pista 3bis per il rientro sic ai piedi presso la partenza della telecabina. Nel Monterosa nasce l’offerta Monterosa Freeride Paradise per promuovere la consapevolezza dell’alta montagna. Per prepararsi adeguatamente, in località Sant’Anna a Gressoney, è stato allestito un campo ARTVA per allenarsi alla sicurezza. Per chi si diverte ad andare controcorrente e le discese più belle vuole guadagnarsele, Monterosa Ski propone tre percorsi di risalita, tracciati e battuti, da percorrere con le pelli. Interventi di ampliamento e potenziamento degli impianti di innevamento programmato sono stati realizzati nelle stazioni sciistiche del Monterosa, di Pila, di Courmayeur e del Cervino mentre i lavori sulle piste per migliorare la percorribilità e aumentare le larghezze per una maggiore sicurezza degli sciatori sono stati realizzati a Cervinia, Torgnon, La Thuile e a Gressoney Saint Jean.

Arriva anche lo «Ski-Pic» per condividere le emozioni in pista
L'utilizzo dei social media per condividere in tempo reale le proprie esperienze è sempre più diffuso anche tra gli amanti di sport invernali. Questi ultimi però hanno difficoltà a registrare i momenti migliori delle proprie esperienze ed è qui che Ski-Pic entra in azione. Ski-Pic ha sviluppato un sistema unico di fotografia basato su geolocalizzazione univoca delle persone in spazi aperti. L'obiettivo è di offrire allo sciatore la possibilità di salvare i momenti migliori delle proprie vacanze e condividerli con gli amici senza interruzioni, senza la collaborazione di terzi e senza acquistare equipaggiamenti specifici. Per avere le proprie immagini sarà sufficiente scaricare l'app Ski-Pic nel proprio smartphone e sciare in prossimità delle postazioni di Ski-Pic. SKI-PIC sarà presente nelle stazioni di sci di Cervinia, Monterosa ski, La Thuile e Pila!

Una lunga stagione ricca di appuntamenti
Anche per l’inverno 2017-2018 non mancheranno importanti appuntamenti ed eventi sportivi sulla neve: Pila dal 30 novembre al 3 dicembre ospiterà una tappa di Coppa del Mondo Master. Il mese successivo, il 19 e 20 gennaio, a La Thuile, dopo il successo del 2016 con la Coppa del mondo di discesa libera femminile e le gare di Coppa del Mondo di Telemark del 2017, per la prossima stagione invernale è rientrata a pieno titolo nel circo bianco come località ufficiale per eventuali recuperi di gare di coppa di Sci Alpino. Il 3 e il 4 marzo a Courmayeur, infine, per gli amanti dello sci fuoripista farà tappa il circuito Freeride World Tour qualifier. L’emozione di una discesa in notturna si può vivere a Gressoney-Saint-Jean con l’apertura serale della pista Leonardo David: le date saranno definite nel corso della stagione considerando le migliori condizioni del tracciato per offrire un’esperienza esclusiva. Non mancheranno anche per questo inverno gli appuntamenti dedicati alla solidarietà e alla beneficenza come la fiaccolata «I Light Pila» o le gare di sci solidali non competitive come quella a supporto di «Telethon» o del «Telefono Azzurro» di La Thuile, oltre poi alle numerose occasioni più folkloristiche dedicate alle tradizionali cene e aperitivi nei numerosi rifugi/ristoranti in quota e alle numerose fiaccolate organizzate con i maestri di sci. Gli amanti dello sci di fondo e dello scialpinismo non potranno non seguire la 37° edizione della Marciagranparadiso in programma a Cogne dal 2 al 4 febbraio 2018 e nei giorni 21/22 dicembre arriva a Breuil-Cervinia la Coppa del Mondo di Boardercross
Tra le altre iniziative segnaliamo che, anche per questa stagione invernale, l’Associazione Valdostana Impianti a Fune (AVIF), l’Associazione Valdostana Maestri di sci (AVMS) e l’Associazione Sport Invernali della Valle d’Aosta (ASIVA) riproporranno l’iniziativa «Safe Ski Project» con l’obiettivo di contribuire a sviluppare una coscienza collettiva più consapevole e rispettosa, per il bene di tutti gli sciatori, della montagna e dello sci. Tramite volantini, poster e la creazione di un QR-Code, verranno divulgate all’interno dei comprensori sciistici, 12 semplici regole di condotta da tenere e rispettare nella pratica dello sci alpino. Durante la stagione invernale, inoltre, saranno allestiti dei “campi sicurezza” dove verranno esposti i cartelli e la segnaletica utilizzati nei comprensori sciistici valdostani, illustrati dal personale delle società di impianti a fune e/o dai maestri di sci.


MONTEROSASKI
Una scorpacciata di piste e di storia tra la «pétite patrie» e la Valsesia

Situato nel cuore delle Alpi Occidentali, ai piedi del secondo massiccio più alto d’Europa, Monterosa Ski è oggi un vasto sistema di stazioni sciistiche: allo storico
comprensorio che da Champoluc e Gressoney-La-Trinité permette di raggiungere, sci ai piedi, Alagna Valsesia, si affianca una costellazione di stazioni satellite. Possibilità di sci per tutti i gusti e le possibilità, fino alle discese più impegnative sul carosello principale, salendo a quote che sfiorano i 3.000 m per poi scendere fino a fondo valle, su dislivelli fino a 2.000 metri. Panorami mozzafiato, impianti efficienti e numerose alternative di piste e percorsi garantiscono divertimento ed adrenalina. Su fronte dell’impiantistica la novità più importante per la stagione 2017/2018 è la nuova seggiovia quadriposto Cimalegna-Passo Salati in Valsesia che andrà ad affiancare il funifor già in attività da qualche anno. Sul fronte della comunicazione, durante l’ultimo periodo la volontà aziendale è stata fortemente indirizzata al rafforzamento delle sinergie con il territorio: per consolidare questo legame dal luglio 2017 il sito web del comprensorio è stato dismesso e Monterosa Ski è diventata parte integrante nel nuovo portale di destinazione www.visitmonterosa.com che mira alla promozione turistica dell’area Monterosa, identificata nelle valli valdostane di Ayas, Gressoney e Champorcher e da Alagna Valsesia in Piemonte. Perché il Monterosa è un segreto da scoprire, fatto di tradizioni ancora vive e ben radicate, dominato da una natura incontaminata e selvaggia e popolato da persone che diventano amici. Il Monterosa è il luogo in cui si può  vivere la tradizione della montagna sentendosi parte della natura e, essendo raggiungibile percorrendo una distanza che non supera le due ore di auto dalle principali città di Piemonte e Lombardia, diventa luogo in cui rifugiarsi per ritrovare il contatto con ritmi più lenti e rilassati godendo di una natura senza eguali.
Compatbilmente con le condizioni di innevamento, la stagione dello sci prenderà il via venerdì 1° dicembre 2017 e proseguirà fino a domenica 15 aprile 2018. Da domenica 8 aprile rimarrà aperta la dorsale Frachey-Stafal-Alagna che garantirà il collegamento intervallivo, mentre rimarranno chiuse le sezioni del Crest in Val d’Ayas e di Punta Jolanda a Gressoney La Trinité. La prevendita degli abbonamenti stagionali è già iniziata con l’interessantissimo prezzo di prevendita, che sarà valido fino al 5 novembre e che permette un notevole risparmio. Esclusivamente nel periodo di prevendita è anche possibile abbinare il divertimento sugli sci a momenti di puro relax nei centri benessere in Val d’Ayas e in Valle di Gressoney acquistando lo ski pass insieme all’ingresso stagionale a MonterosaTerme di Champoluc ed alla SportHaus di Gressoney-Saint-Jean. Riconfermata anche per la prossima stagione la formula che differenzia il prezzo dello ski pass in feriale e festivo con suddivisione in tre stagionalit.. Il prezzo del giornaliero per lo sci in pista costerà, in base a periodo e giorno scelto, 40, 43 o 48 Euro. Per chi desidera accedere a Monterosa Freeride Paradise è  disponibile un’integrazione giornaliera di 2,00 Euro che dà accesso all’impianto che conduce al ghiacciaio ed alla freeride zone. Rimane invariata la scontistica riservata a determinate fasce d’età. Riduzioni tutti i giorni ed in tutte le stagionalità anche per la categoria Senior, nella quale rientrano tutti coloro nati prima del 31/05/1953 e ski pass gratuito per i nostri affezionati  sciatori nati prima del 01/11/1937. Anche per la prossima stagione nel Monterosa Ski sarà possibile «Sciare Gratis» prenotando la propria vacanza in Val d’Ayas o in Valle di Gressoney nei periodi di validità dell’iniziativa. Per i soggiorni dal 9 al 24 dicembre 2017, dal 6 gennaio al 4 febbraio 2018 e dal 17 marzo al 15 aprile 2018 lo ski pass è in regalo.
Il comprensorio Monterosa Ski si sviluppa a quote elevate, su un territorio complesso. La Società vuole trasmettere ad alta voce un messaggio di consapevolezza dell’alta montagna. L’impianto che dal Passo dei Salati conduce al ghiacciaio di Indren, quota 3.275 m, è la porta di accesso al Monte Rosa, meta di amanti del freeride in inverno e di alpinista in estate. Negli ultimi anni l’alta quota e gli sport estremi sono stati oggetto di una massiccia esposizione mediatica portando un numero crescente di persone ad avventurarsi sul ghiacciaio senza un’adeguata preparazione. Il funifor di Indren diventa dunque Monterosa Freeride Paradise, a disposizione di tutti coloro che si sentono pronti a fare il passo successivo, che ritengono di avere una preparazione adeguata per affrontare una discesa in fuoripista o l’ascesa ad una delle ve(e del Monte Rosa. L’accesso all’impianto non sarà più dunque compreso nello ski pass Monterosa Ski, ma lo sarà nello ski pass Monterosa Freeride Paradise, che include il passaggio ai tornelli del Funifor che porta al ghiacciaio.

La sicurezza resta sempre la nostra mission più importante
Garantire la sicurezza di chi frequenta il nostro comprensorio è il nostro obiettivo principale. Uno staff dedicato ed attento si occupa della preparazione e della battitura delle piste, tecnici addestrati e competenti verificano la loro sicurezza ed un’équipe di pisteurs aiuta coloro che si infortunano o si trovano in difficoltà in pista. Grande attenzione va sicuramente riservata a Monterosa Freeride Paradise: chi decide di acquistare l’accesso al ghiacciaio deve obbligatoriamente avere con s. gli strumenti necessari per garantire la propria sicurezza. ARTVA, pala e sonda diventano dunque parte indispensabile per l’accesso alla Freeride Zone, dove le operazioni di soccorso si fanno più complicate. Per offrire l’opportunità di allenarsi alla sicurezza è stato installato un campo di addestramento ARTVA in località Sant’Anna a Gressoney-La-Trinit. il cui utilizzo è totalmente gratuito. Il progetto, attivato da Fondazione Montagna Sicura nell’ambito del progetto n. 342 «PrévRiskHautesMontagnes», finanziato all’interno del Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg V-A Italia-Francia Alcotra 2014-2020, vuole diffondere la cultura della sicurezza in alta montagna. La pratica del fuoripista richiede profonda conoscenza del territorio, capacit. di valutazione ed esperienza nell'utilizzo dei materiali di autosoccorso.In caso di incidente da valanga é necessario saper agire in modo tempestivo ed efficace per soccorrere le eventuali vittime. Questo richiede un costante allenamento nell'utilizzo dei materiali da soccorso quali l'ARTVA, la pala e la sonda in modo tale da saper far fronte ad un evento valanghivo. Il sistema, prodotto dalla ditta svizzera Genswein, è gestito da una centrale di comando dove gli utenti possono allvare uno o più trasmettitori (5 in totale) sepoti a diverse profondità e inclinazioni simulando situazioni realistichedi ricerca, con diversi livelli di difficoltà.



PIEMONTE

Arrivano gli stagionali
differenziati per confermare una stagione record


Nel più vasto comprensorio delle Alpi Occidentali gestito dal 2007 dalla società Sestrière S.p.A. ci si prepara ad una stagione che confermi  gli ottimi risultati commerciali di quella passata, arricchita tra l’altro anche dal grande ritorno nel calendario della Coppa del Mondo femminile con le gare disputate sulla pista Kandahar Giovanni Alberto Agnelli. La sciopoli fondata dal senatore Giovanni Agnelli nel 1930 ha nel suo pedigree un pezzetto di storia dello sci con la presenza, in era pre-Coppa, tra le località ospitanti il celebre concorso dell’Arlberg Kandahar e poi con la partecipazione costante anche se intermittente al calendario della Coppa del Mondo e con l’organizzazione dei Campionati Mondiali di sci alpino del 1997. Una gara del massimo circuito dello sci alpino mancava dal 2011 ed è quindi evidente che l’evento, in attesa del replay previsto per il dicembre 2019, ha dato ulteriore lustro ad una località e a un comprensorio che guardano comunque oltre l’agonismo di vertice per consolidare la propria presenza nel Gotha delle zone sciistiche in Italia e nel mondo. Sono Sestriere, Sauze d’Oulx Cesana Sansicario, Oulx, Claviere, Pragelato, Montgenevre le località dell’alta Val Susa sul confine tra Piemonte e Francia che compongono il comprensorio sciistico della Via Lattea, un immenso skirama integrato che offre agli appassionati la possibilità di sciare su 212 piste (7 verdi, 67 blu, 97 rosse e 41 nere) con l’ausilio di 69 impianti di risalita. Il comprensorio ha chiuso la stagione scorsa con un consuntivo che il presidente della società Seistrières Spa Giovanni Brasso ha così riassunto  nella sua relazione introduttiva alla stagione 2017/18: «Prima di concludere vi invito a riflettere sui numeri che avete visto esposti sui monitor per quasi tutta la durata della conferenza: il primo (1.246.600) rappresenta il numero delle giornate sci vendute, il secondo (13.797.742) rappresenta il numero di passaggi realizzati sugli impianti, il terzo (29.951.994) gli incassi provenienti solo dalle biglietterie ed il quarto (0) l’indebitamento bancario. Non credo che in Italia ci siano, oggi, tante società del settore anche solo capaci di avvicinarsi a questi numeri e credo che anche in Europa siano poche quelle che fanno meglio di noi. Questa è la Sestrieres e questi sono i nostri numeri, più importante ancora però è il nostro potenziale di crescita, ma la crescita non dipende solo da noi, la crescita come ho già detto è una questione di sistema che parte dalla politica, passa attraverso le Istituzioni e finisce con le imprese, ovviamente non solo la nostra, più in generale la crescita è una questione di fiducia e soprattutto di certezze e le certezze, in Italia ma anche nel nostro Piemonte, oggi sono una merce rara. Purtroppo senza certezze non ci possono essere investimenti (almeno investimenti importanti) e senza investimenti non si va da nessuna parte». Per questa stagione si è studiata una soluzione diversa rispetto al passato nell’offerta degli skipass stagionali, introducendo per la prima volta tre categorie di prodotto: Open, destinata ai clienti che vogliono sciare dall’apertura alla chiusura degli impianti, Standard, destinata a coloro che vogliono sciare solo in quella che chiamiamo stagione vera e propria, dal 23 dicembre alla prima domenica di aprile, e Montiluna, destinata a chi intende sciare solo sull’area Montiluna Claviere.  Si è leggermente ritoccato il prezzo degli stagionali per armonizzarlo al nuovo progetto, mentre per quanto riguarda i settimanali e i giornalieri abbiamo mantenuto le tariffe inalterate. La politica della Sestrieres resta sempre quella di fornire il miglior prodotto possibile al minor prezzo praticabile per aumentare la base dei clienti. Ma vediamo più da vicino l’offerta 2017/18 degli stagionali che formano «lo zoccolo duro» dell’utenza.

CUNEESE
Un inverno per tutti i gusti nel paradiso della «Provincia Granda»

Le montagne di Cuneo sono un gioiello incastonato tra le Alpi ed il mare, dove ogni attività  sportiva è praticabile. Dal cicloturismo, alla MTB, dall’escursionismo all’arrampicata, sino alle attività invernali quali lo sci da discesa, il fondo, lo sci escursionismo, lo sci alpinismo, il freeride, lo snowboard e le arrampicate su ghiaccio. Un vero paradiso per gli amanti dello sport e della natura incontaminata. Dalla Valle Po, con la cima del Monviso che svetta con i suoi 3.481 m, alla Val Tanaro, venti vallate si aprono a raggiera intorno alla splendida città capoluogo, offrendo panorami mozzafiato, borghi alpini autentici ed accoglienti, centri storici e moderne strutture ricettive. Binomi perfetti caratterizzano la «provincia Granda»: Alpi e Mare, sport e benessere, arte e gastronomia.
Limone Piemonte, in inverno stazione sciistica internazionale e in estate importante centro di villeggiatura, ospita il comprensorio sciistico della Riserva Bianca, che vanta un bacino sciabile di 80 km. 19 impianti di risalita all’avanguardia (cabinovia, seggiovie, tapis roulant) e sistema manilibere servono le 41 piste sempre ben innevate, garantendo divertimento in sicurezza per tutti, grandi e piccini. Per chi non scia, oltre alle mille occasioni di divertimento con pista di pattinaggio, piste per la pratica del fondo e per l’escursionismo su neve, l’accogliente centro storico offre svago con locali alla moda e caffè ricercati, oltre alla possibilità di fare un salto nella storia visitando l’antica parrocchiale gotica e la storica «Fontana blu» dove si dissetò Papa Pio VII. L’eccellente riqualificazione del centro storico ha riportato allo splendore questo borgo alpino già conosciuto dai romani. Per i più piccini, che si avvicinano allo sci, sono presenti due kinder park con giochi gonfiabili, percorsi divertenti e 4 tapis roulant, mentre per gli amanti dello snowboard sono a disposizione due snowpark. La Valle Vermenagna è una valle di passaggio verso la vicina Francia: con poco meno di 2 ore di auto si possono raggiungere Nizza e Montecarlo, cuore pulsante della Costa Azzurra. Vicino a Limone Piemonte, il piccolo abitato di Vernante propone a grandi e piccini i Murales dedicati a Pinocchio, oltre ad un centro fondo illuminato anche in notturna.
Mondolé Ski è il secondo grande comprensorio delle Alpi di Cuneo con le stazioni sciistiche di Artesina, Frabosa Soprana e Prato Nevoso, dove gli oltre 120 km di piste sono serviti da 31 impianti di risalita tra seggiovie, skilift e tapis roulant. Tutto il dominio sciabile è accessibile con un unico biglietto. Il comprensorio propone animazioni e servizi per tutti: ristoranti, locali tipici, bar, discoteche, baite e rifugi, due musei dedicati alle tradizioni locali, le grotte del Caudano e di Bossea con le loro suggestive ambientazioni sotterranee, attività commerciali che rendono il comprensorio vivo per tutta la stagione invernale. A disposizione anche Snowpark per gli amanti della tavola e lo sci notturno a Prato Nevoso ogni martedì, venerdì e sabato e tutti i giorni durante le vacanze di Natale. Per i bambini l’offerta è variegata, con campi scuola serviti da tapis roulant, kinder park e parchi di divertimento sulla neve e più di 400 maestri di sci a disposizione. Ricchissimo il programma eventi sulla neve con più di 50 appuntamenti per l’inverno 2016/17: si parte dall’Open Season che dà ufficialmente il via alla stagione sciistica ai mercatini sulla neve ed al Market day di Frabosa Soprana, dagli eventi natalizi con il Presepe Vivente di Pianvignale al Capodanno in piazza a Frabosa ed Artesina ed in Conca a Prato Nevoso, fino alla Festa delle Mascottes di Artesina e lo Spring Splash che chiuderà la stagione sciistica.
Il Monregalese comprende le stazioni sciistiche adagiate sulle Alpi Liguri, località che permettono uno sci «a misura di Famiglia». Sangiacomo Cardini Ski, con 35 km di piste, è una stazione adatta a tutti e propone un campo scuola in paese illuminato in notturna ed un campo scuola in quota, al Monte Alpet (1.611 m) con vicina area gioco bimbi e tapis roulant. La stazione propone anche molti itinerari per il freeride. A St. Grée di Viola le piste molto tecniche per la discesa e lo snowpark sapranno far divertire gli amanti del brivido. A disposizione degli sciatori un ristorante sulle piste, un agriturismo e pizzerie. Lurisia è un paradiso a portata di mano, con le terme ed i centri benessere ottimi per il relax del doposci. 30 km di piste da discesa adatte a tutti, con vista mozzafiato delle Marittime al Cervino. Completano la stazione una pista da fondo, itinerari per lo scialpinismo e per racchette da neve. A disposizione, un baby parking sul piazzale per permettere ai genitori di sciare in tutta tranquillità.Pacchetti turistici per weekend dedicati alle famiglie, a prezzi contenuti.
Garessio, prima stazione sciistica a nascere sulle Alpi Marittime, quest’anno non attiverà gli impianti, ma sarà comunque possibile effettuare in loco escursioni con racchette da neve e sci alpinismo. Luogo ideale per la pratica dello sci di fondo e del biathlon è Chiusa di Pesio, in Valle Pesio, con il Centro Fondo Marguareis, ai piedi della Certosa fondata nel 1173 e sviluppatasi fino al XVIII secolo, visitabile anche nel periodo invernale. Il Centro Fondo è rinomato a livello nazionale ed i suoi tracciati sono aperti anche agli amici delle ciaspole. Nel 2016 è stato ristrutturato il Centro Sportivo Marguareis che offre agli sciatori la possibilità di usufruire di una sala polivalente, di nuovi servizi e spogliatoi e di un nuovo locale ristoro, con free wifi.
Entracque, in Valle Gesso, offre sia piste di discesa, sia anelli per il fondo. Il Centro Fondo Gelas, vero paradiso naturale nel cuore delle Marittime, conta un totale di 35 km di piste. Le Sciovie del Viver, a soli 20 minuti da Cuneo, sono un ottimo campo scuola per i principianti: la particolarità della stazione è che tutte le piste per lo sci alpino sono ben visibili dal solarium. L’offerta turistica ad Entracque è varia, basti pensare alla presenza del Centro Faunistico «Uomini e lupi» dove le famiglie possono «avvicinarsi» e conoscere i lupi delle Aree protette delle Alpi Marittime. Dalla passata stagione è attivo uno skilift in più, il Santa Lucia.
La Valle Stura vanta molti centri per il fondo: Festiona ed Aisone formano un anello servito anche da minibus per coloro che vogliono usufruire di un comodo mezzo per il rientro. Festiona si conferma un ottimo campo scuola per la pratica del fondo da parte di studenti e diversamente abili. Bagni di Vinadio, più in quota, garantisce panorami mozzafiato. Sarà attivo il servizio di Ski shuttle di collegamento da Vinadio a Festiona per tornare alla partenza in piena comodità. Argentera, con 4 impianti (1 seggiovia e 3 skilift) per 20 km di piste, è meta ideale per gli amanti dello sci alpino e del free ride. Qui il campo scuola è separato dagli impianti che servono gli altri sciatori, per garantire ai principianti il massimo della tranquillità. Sport praticabili ad Argentera: free ride, snowboard ed eliski.
A Castelmagno in Valle Grana, dove sorge il noto Santuario e si produce l’omonimo formaggio D.o.p., sono disponibili percorsi per escursioni con racchette da neve e sci alpinismo. Più a valle, in località Pradleves, è disponibile una pista di pattinaggio su ghiaccio coperta. Nella passata stagione invernale si è estesa di ulteriori 6 km la pista da fondo.
La Valle Maira viene annoverata tra le più affascinanti mete invernali alpine per lo sci nordico, lo sci alpinismo e le racchette da neve, ancora così selvaggia senza impianti di risalita. Numerose e spettacolari le possibili escursioni con gli sci ai piedi: in tutta la valle gli itinerari sci alpinistici sono più di 100 di cui circa la metà nel territorio di Acceglio. In alta valle sono presenti anche piste per il fondo omologate FISI. Anelli per il fondo sono presenti anche a Canosio, Marmora, Prazzo ed Elva. La valle è costellata da borgate alpine ancora autentiche e da piccole chiese che custodiscono tesori sconosciuti ai più.
La Valle Varaita offre sia impianti di risalita che anelli per il fondo: Bellino, Casteldelfino (con la sua pista omologata «La Trasà»), Chianale e Valmala sono centri specializzati per lo sci nordico con anelli praticabili sia da esperti che da principianti. A Sampeyre gli impianti portano fino a quota 1800 m e garantiscono il divertimento per grandi e piccini, grazie a 2 seggiovie e 2 tapis roulant che servono sia le piste, sia i 2 campi scuola. La stazione è dotata di 4 cannoni per la neve artificiale e propone piste per tutti, dalla verde alla nera. Sulla neve anche servizi ristoro e relax aperti a tutti. Più in quota, le piste di Pontechianale si sviluppano tra distese di pinete e di abeti, per untotale di 20 km, al cospetto del «Re di pietra», il Monviso (3841 m) che dà vita al fiume Po. 5 gli impianti di risalita attivi, di cui una seggiovia (attiva anche in estate), 3 skilift ed 1 tapis roulant. Notevoli, in alta Valle Varaita, le colate di ghiaccio sulle quali è possibile scalare, in sicurezza.


 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
 

Passo dopo passo
verso una nuova rivoluzione

Incontro con Erich Gummerer, amministratore delegato della Technoalpin di Bolzano,  azienda leader nella produzione
di impianti per l’innevamento programmato. Incontro con la storia di un’impresa artigianale nata in un piccolo laboratorio della Val d’Ega dall’intraprendenza di due dipendenti della società degli impianti di Obereggen e diventata grande in 25 anni di lavoro.
Incontro con l’uomo che ha contribuito non poco a far crescere questa azienda in Italia e nel mondo, a cui piace correre,
che punta a fare la maratona di New York e che sta programmando le nuove tappe di uno sviluppo industriale che non conosce soste

A Bolzano, nella zona industriale, tra la sede attuale di Technoalpin costruita nel 2010 in Via Piero Agostino e la vecchia sede di Via Copernico ci sono solo poche centinaia di metri ma, idealmente, montagne di neve sparate ai quattro angoli del mondo nel corso di una storia di successo lunga 25 anni che sta per inaugurare ancora nuovi capitoli. «Nel 2017 la produzione sarà trasferita là, in un’altra sede sempre qui a Bolzano, in uno stabilimento su una superficie di 15 mila metri quadrati». Erich Gummerer, lancia un’indicazione per aria alzando un braccio e intanto cammina spedito come gli permette di fare la forma fisica di uno che corre almeno una maratona all’anno («La prima l’ho fatta a Berlino 25 anni fa, il prossimo obiettivo è quella di New York»), gioca a tennis, fa impegnato ciclismo su strada («Cento, centocinquanta km a uscita, da solo o in compagnia») e naturalmente scia da quando era bambino («Ho fatto spesso settimane bianche in località che non erano ancora nostre clienti e la cosa è servita…»).  È l’amministratore delegato dell’azienda leader nel mondo («Lo eravamo già prima dell’acquisizione di York Neige nel 2012») nella produzione di sistemi per l’innevamento tecnico, un’azienda che ha chiuso il bilancio 2016 con 161 milioni fatturato di cui 85% derivanti dall’export, l’uomo che insieme ai fondatori Walter Rieder e Georg Eisath  dal 1990 ha fatto crescere un’iniziativa artigianale fino a farla diventare un’impresa dalle dimensioni di multinazionale che oggi «nei periodi di picco produttivo» dà lavoro a 550 persone. 

La presenza in tutto il mondo
ma con il cuore a Bolzano
Technoalpin vanta 1800 clienti in 50 Paesi del mondo; dalla fondazione ha prodotto più di 90 mila generatori neve, ne vende più di 5000 ogni anno; «unici al mondo, gestiamo centralmente noi, qui a Bolzano, le attività delle nostre 16 filiali sparse sul pianeta perché soltanto così si riesce a  razionalizzare perfettamente il rapporto tra le esigenze locali e i nostri standard operativi». Gummerer cammina spedito e, «en passant» dice  altre cose come il fatto che «stiamo assumendo un’altra trentina di persone, destinate ai diversi settori della nostra attività, dalla produzione all’amministrazione, dal marketing alla comunicazione», oppure «a Kranjska Gora presenteremo il nostro nuovo generatore TR8 che costituirà una nuova rivoluzione  nella tecnologia di produzione della neve tecnica», oppure «quest’anno senza il nostro intervento le gare di Coppa del Mondo ad Adelboden e a Wengen non si sarebbero potute fare». Senza la neve programmata negli ultimi vent’anni non si sarebbe potuto nemmeno sciare in molti inverni e in molte stazioni sciistiche; Technoalpin si è fatta largo fino a primeggiare tra la concorrenza nel processo che ha condotto l’innevamento tecnico ad essere la  condizione indispensabile per garantire il funzionamento della giostra economica mossa del turismo invernale trainato dallo sci ma, dice Gummerer, «l’innevamento tecnico è ormai un intervento indispensabile anche in presenza di precipitazioni naturali per garantire il massimo livello qualitativo delle piste. E comunque se nevica un po’ dal cielo è anche meglio perché la gente va più volentieri a sciare».

Il lavoro continuo
nella ricerca della qualità
Technoalpin investe circa 5 milioni l’anno  in ricerca e sviluppo «per migliorare costantemente i nostri prodotti, poter lavorare meglio sulle temperature marginali e sulla qualità della neve». Snowfactory, la macchina per la produzione di neve in condizioni di temperature sopra lo zero, «ci ha lasciati perplessi per il successo che ha avuto, per le richieste che sono arrivate, per il fatturato di cinque milioni di Euro che ha già prodotto». Il software di comando ATASSplus, progettato e realizzato dall’azienda altoatesina, garantisce prestazioni di gestione e controllo dell’impianto di innevamento chiudendo il cerchio della fornitura «chiavi in mano» di tutte le componenti del sistema, dai tubi di  condotta dell’acqua alle sale di pompaggio, dalle valvole di miscelazione acqua/aria, ai generatori, a ventola e ad asta («La formula «chiavi in mano» è stata fin dall’inizio una delle ragione del nostro successo. Solo così si può garantire la qualità e l’efficienza di tutto il sistema e solo così costruisce un rapporto di fedeltà con il cliente»).  Gummerer cammina e con lui arriviamo alla vecchia sede «dove lavorare era un delirio, con un reparto qua e uno là, uffici piccoli e senza finestre» ma dove ha lasciato  un pezzo del suo cuore perché in «quel casino» Technoalpin è diventata grande seguendo idee di sviluppo precise, concrete, illuminate. «Questo è stato per anni il mio ufficio, questa la scrivania». Scorre per un attimo un velo di nostalgia nei suoi occhi chiari. Forse ripensando alla sua storia, alla storia del legame con il cugino Georg Eisath  che l’ha coinvolto nell’impresa e con Walter Rieder, l’altro fondatore, l’attuale presidente della società, «una persona importante, cura tutto il settore ricerca e sviluppo, ha più di 60 anni ma sembra ancora il più giovane nella nostra azienda che ha un’età media di 32 anni con la sua capacità di tenere la mente sempre aperta all’innovazione e di non perdere mai né la calma né la pazienza».

L’infanzia in Val d’Ega
con il cugino Georg
Sciano insieme, «Georg meglio di me, aveva la stessa capacità di far correre gli sci che ha trasmesso a suo figlio Florian, non a caso arrivato alla Nazionale e a un podio in Coppa del Mondo», poi le strade si dividono ma per poco. Eisath lavora presso la società degli impianti di Obereggen con un compagno che si chiama Walter Rieder. Nel 1983, nei primi anni di vita della generazione di neve «artificiale» nata in America, Obereggen acquista negli Stati Uniti un generatore a bassa pressione della Hedco e lo colloca alla stazione a valle degli impianti, dove l’esposizione al sole mangiava la neve naturale. Il voluminoso macchinario produceva però una miseria di quantità di neve in troppe ore di attività.  Eisath e Rieder, che hanno  il bernoccolo dell’intelligenza e dell’intraprendenza, si chiedono: perché non proviamo noi  a farci un nostro «cannone»? Sono del tutto autodidatti ma si danno da fare e con l’aiuto di un fabbro costruiscono una macchina che funziona meglio di quella americana al punto da spingere i dirigenti di Obereggen di proporsi come primi clienti. Nel 1985 Georg Eisath e Walter Rieder fondano la WI.TE (Winter Technik). Intanto Erich Gummerer lavorava come venditore presso Sanidental, una società produttrice di  arredamento per studi dentistici. Lui invece aveva il bernoccolo del commercio, suo cugino Georg lo sapeva e aveva cominciato a chiedergli di mettersi con lui nell’avventura dell’innevamento tecnico. La primissima produzione artigianale di generatori di Georg Eisath e Walter Rieder si svolgeva ancora nella piccola officina di Ega. Gummerer decide di cambiare strada e di accettare l’invito del cugino ma «durante una cena tra noi tre che abbiamo fatto nell’ottobre 1989 avevo detto alcune cose che mi sembravano fondamentali: se vogliamo andare avanti dobbiamo cambiare mentalità e lavorare in team in maniera professionale, dobbiamo spostarci a Bolzano e guardare fin da subito all’estero, pensare in termini internazionali. Così è nata l’impresa, così è nata Technoalpin».

Un mercato che si allarga,
la famiglia che cresce
Sul mercato italiano, infatti,  gli operatori che si stavano lanciando nel nuovo settore della produzione di neve tecnica stavano aumentando sempre di più e sarebbero diventati  addirittura una quindicina nei primi anni Duemila. Per distinguersi ed emergere nella concorrenza era indispensabile coniugare la qualità e l’efficienza del prodotto con una politica commerciale incisiva, elastica, di ampio respiro. «Nel 1990 – ricorda Gummerer – il nostro primo bilancio era stato di un miliardo di lire e avevamo un solo dipendente. Quando abbiamo iniziato il 90% della produzione era ancora manuale, si attivavano i generatori uno ad uno. Poi si è introdotta l’automazione, poi l’integrazione del sistema, adesso siamo arrivati a poter innevare un intero comprensorio in 70 ore gestendo tutto il sistema con il nostro software di comando». Intanto, nella vecchia sede di Bolzano dove continua ancora oggi un pezzetto della produzione con lavori di presaldatura e dove è partita una diversificazione di cui parleremo,  Technoalpin cresce, perfeziona la sua produzione che oggi, nell’offerta del «pacchetto completo chiavi in mano», propone una gamma completa di sei diversi generatori a ventola il cui «leader», il TF10, nel 2016 è stato venduto nel numero di 1550 esemplari,  e sei lance, dal modello TL6 al modello Safyr. «Già nel 2005 – racconta Gummerer -  ci eravamo convinti che il numero di aziende operanti nel settore si sarebbe ridotto e ci eravamo chiesti cosa fare per emergere tra la concorrenza. Ci eravamo risposti indicandoci tre obiettivi: noi facciamo innanzittuto quello che interessa e serve ai nostri clienti; facciamo tutto quello che è collegato con la neve; facciamo tutto quello che ci permette di fare la tecnologia che ci siamo costruiti in casa». Vuol dire specializzazione estrema, continua innovazione, rapporto strettissimo di collaborazione con la committenza, valorizzazione del proprio know-how.

Se ne va uno dei fondatori,
arrivano nuove iniziative
Nel 2007 succede che uno dei fondatori, il cugino Georg Eisath, decida di abbandonare la società per dedicarsi  ad un’altra impresa, rilevando  la gestione del polo sciistico di Passo Carezza. Il distacco è amichevole, Eisath lascia un’impresa ormai consolidata e lanciata verso il futuro. Nel 2010 sorge dal niente la nuova, grande, modernissima sede di Via Piero Agostino con le sue ampie vetrate piene di luce, la sua officina attrezzatissima, la sua mensa interna per i dipendenti, il vasto spazio per le gioiose feste aziendali, il suo sistema di videoconferenza per poter tenere in contatto diretto tutte le presenze Technoalpin nel mondo. Nel 2012 avviene l’acquisizione della francese York Neige e della Innovag, piccola ditta tedesca che però è specializzata  nell’importante segmento dei cannoni speciali per attività indoor. Con la fondazione della consociata EmiControls parte una diversificazione che porta in nuovi ambiti di applicazione la tecnologia maturata negli anni nella produzione di neve tecnica. «Produciamo generatori che sparano acqua nebulizzata, modelli  operativi nel settore antincendio dove è molto spesso più importante raffreddare un ambiente a rischio che spegnere delle fiamme e nel settore industriale della cave o dei grandi cantieri per abbattere le polveri. È un’iniziativa che sta presentando interessanti margini di sviluppo e già produce da sola un fatturato di quattro milioni di Euro».  Neve finissima e croccante è invece quella prodotta per un’altra diversificazione sempre studiata e resa possibile con il lavoro del centro ricerca e sviluppo, vale a dire le «cabine del freddo» da abbinare  alle saune nei grandi resort e nei centri benessere per scambiare velocemente il calore corporeo in una salutare frustata di energia. Erich Gummerer ci fa vedere e ci spiega le nuove «invenzioni» prodotte dalla Technoalpin nella vecchia e gloriosa sede di via Copernico. Poi si torna nella nuova sede dove l’unica cosa che non si può fotografare sono i prototipi del nuovo generatore di neve  TR8 «che sarà una vera rivoluzione». Si cammina di buon passo alla Technoalpin di Bolzano. È sempre stato così fin dalla sua nascita. E ogni passo è una rivoluzione che guarda al futuro.                     n

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita
DirectDrive
Efficiente, silenzioso e... «risparmioso»

In quindici anni di grande successo, il sistema di azionamento senza riduttore introdotto dall’azienda di Vipiteno nel settore degli impianti di risalita ha conquistato una clientela sempre più numerosa in tutto il mondo grazie alle sue qualità operative che abbinano assoluta affidabilità di funzionamento e riduzione dell’usura con la capacità di abbattere rumorosità e consumi energetici. L’integrazione con il convertitore di frequenza LeitDrive perfeziona ulteriormente il suo funzionamento in qualsiasi condizione di carico e salvaguarda tutte le componenti del sistema

Con il sistema di azionamento senza riduttore di velocità DirectDrive e il convertitore di frequenza LeitDrive, Leitner ropeways ha fissato nuovi standard, ancora oggi ineguagliati a distanza di 15 anni. Il fatto che trovino impiego in circa 90 impianti a fune e 335 impianti eolici in 24 Paesi parla chiaro: i pregi di queste straordinarie tecnologie di azionamento convincono i clienti in tutto il mondo e soddisfano i più elevati requisiti di affidabilità, sostenibilità e silenziosità. E questo grazie anche al processo di sviluppo realizzato interamente in casa Leitner ropeways, dalla progettazione alla produzione.
Tutto ciò è inoltre garanzia di massima qualità del prodotto e costante innovazione. La lunga esperienza di Leitner ropeways assicura competenza, sia nello sviluppo del prodotto sia nel servizio di assistenza, e prestazioni d’eccellenza per qualsiasi esigenza. «Direttamente dal produttore alle piste da sci»: è questo il segno distintivo della qualità superiore che convince i clienti di tutto il mondo ormai da più di 15 anni. Grazie al processo di produzione completamente «inhouse», l’originale Leitner ropeways è sempre «up to date» e tutti i risultati del lavoro di ricerca dell’azienda confluiscono regolarmente nel DirectDrive.
I vantaggi della produzione «inhouse» sono apprezzati anche da Georg Bliem, amministratore delegato di Planai-Hochwurzen-Bahnen GmbH, la società degli impianti di Schladming (Austria): «Abbiamo adottato il DirectDrive di casa Leitner per la prima volta nella Gipfelbahn Hochwurzen di Rohrmoos. Ci sentiamo in dovere di operare in modo sostenibile e innovativo e l’esperienza con il sistema Leitner ci ha insegnato che rispettare l’ambiente non significa affatto penalizzare le prestazioni, anzi!».

Efficienza collaudata,
affidabilità imbattibile
Il cuore del Leitner DirectDrive è costituito dal motore sincrono collegato direttamente alla puleggia e formato da tre parti mobili, il rotore e due cuscinetti. Ciò permette di risparmiare completamente tutto l’olio motore richiesto dai tradizionali riduttori planetari. Poiché il Leitner DirectDrive funziona con meno componenti e a un numero di giri inferiore, l’usura e il rischio di guasti si riducono notevolmente. Oltre a una maggiore affidabilità, il sistema garantisce anche una sensibile diminuzione delle emissioni acustiche. Ecco perché anche per Igor Marzola, titolare della stazione sciistica Piz Sella in Val Gardena, la scelta non è stata difficile: «Avendo avuto un’esperienza positiva con la tecnologia di azionamento di Leitner ropeways, abbiamo deciso di adottare di nuovo il DirectDrive. Dato che a soli pochi metri dalla stazione motrice c’è un rifugio con solarium, dovevamo scegliere la soluzione più silenziosa. E la scelta è stata quella giusta: il suono sommesso del motore si sente solo fino a tre metri di distanza e poi sparisce completamente».

Georg Bliem      Igor Marzola    Manfred Krings

Le migliori destinazioni

scelgono l’affidabilità Leitner
L’efficienza del sistema di azionamento si completa con il convertitore di frequenza LeitDrive che, grazie alla perfetta sintonia con il motore, garantisce un rendimento globale elevato in tutte le condizioni di esercizio. L’effetto sinergico è potenziato inoltre dalla possibilità di sfruttare il calore recuperato dal sistema di raffreddamento per il riscaldamento o per ottenere acqua calda. Anche per quanto riguarda la sostenibilità e la tutela delle risorse naturali, il sistema di azionamento Leitner ropeways si colloca dunque ai vertici del settore e non sorprende che sia impiegato in molti dei comprensori sciistici più rinomati, come Kitzbühel, Laax e il Ghiacciaio dello Stubai. Anche per la Gebrüder Krings Bergbahnen GmbH di Obertauern questa tecnologia, grazie ai numerosi vantaggi che offre, rimane «unica e ineguagliabile». Nell’estate 2017 la società rinnoverà l’impianto Seekarspitzbahn già esistente con un nuovo prodotto Leitner ropeways: una seggiovia da 8 posti ad ammorsamento automatico dotata di DirectDrive. «Considerata la nostra lunga e proficua collaborazione - spiega l’amministratore delegato Manfred Krings - abbiamo deciso di affidarci a Leitner anche per il nuovo impianto. Un altro motivo che ci ha portati a fare questa scelta è stato il DirectDrive, che utilizziamo già in altri due impianti. I vantaggi principali riguardano la riduzione delle emissioni acustiche e dei consumi di energia elettrica e i minori costi di manutenzione rispetto ad altri impianti simili».
www.leitner-ropeways.com


Il progetto dell'impianto a fune più spettacolare delle Alpi svizzere prosegue secondo i piani

Entro la stagione invernale 2018/2019 Leitner ropeways realizzerà sul Piccolo Cervino, per Zermatt Bergbahnen, la funivia 3S (funivia trifune) più alta del mondo.
Nonostante le sfide poste dall'altitudine estrema, la prima delle tre estati previste per la costruzione si è svolta nel migliore dei modi. L’altezza e le condizioni del terreno di questo progetto in alta quota richiedono infatti
una progettazione coscienziosa, preparativi accurati e interventi molto precisi e scrupolosi da parte di tutte le persone e imprese coinvolte. Lavorare in questo contesto costituisce una sfida particolare per gli installatori. Le condizioni dell'aria in quota sollecitano l'organismo in misura decisamente maggiore rispetto a quanto accade a valle e il pericolo di crepacci nei ghiacciai richiede particolare prudenza.
Ad aggravare la situazione si aggiungono anche le condizioni meteorologiche. A settembre era già caduto un metro di neve e le temperature sono scese fino a meno 12 gradi. «Nonostante le difficilissime condizioni ambientali, la fantastica collaborazione di tutte le imprese che partecipano alla costruzione ha permesso un considerevole avanzamento dei lavori. La realizzazione del più grande progetto edilizio della nostra storia avanza nel pieno rispetto dei piani», sottolinea Markus Hasler, CEO di Zermatt Bergbahnen AG.
La nuova funivia risulta superlativa sotto molteplici punti di vista. Nell’ambiente d'alta quota è esposta a condizioni di vento e meteorologiche particolarmente estreme. Inoltre deve superare distanze considerevoli. Condizioni ideali per un impianto trifune che, tra l’altro, si distingue per un’elevata stabilità al vento. La funivia trifune più alta del mondo, a quasi 4.000 metri di quota, sarà completata per entrare in funzione nella stagione invernale 2018/2019.
L’impianto ultramoderno, che vanta l'efficiente tecnica di azionamento DirectDrive a emissioni ridotte, integrerà la funivia esistente su una distanza di circa otto chilometri. Aumenta la capacità di trasporto di 2000 persone all’ora e crea i presupposti per un funzionamento ininterrotto della funivia. Le 25 confortevoli cabine sono state progettate da Pininfarina, il famoso studio italiano di design noto tra l'altro per avere già collaborato con marchi quali Ferrari e Maserati.
Partendo dalla stazione a valle del Trockener Steg a 2.939 metri di altitudine, la funivia si svilupperà lungo il ghiacciaio del Theodul fino al Matterhorn glacier paradise (Piccolo Cervino) a 3.883 metri. L'impianto migliorerà in maniera significativa il collegamento dei comprensori sciistici tra Svizzera e Italia.
La prima fase di costruzione, svoltasi nella stagione estiva 2016, ha rispettato pienamente le previsioni. A metà ottobre sono iniziati i lavori di montaggio nella stazione a valle. La costruzione dei piloni di sostegno richiede lavori e interventi importanti. A causa delle condizioni del terreno, ripido e roccioso, è necessario scavare molto in profondità, talvolta fino a 30 metri, per realizzare fondazioni di cemento stabili. Le quattro fondazioni con basamento hanno richiesto l'impiego di circa 440 metri cubi di calcestruzzo. Il primo pilone di sostegno è stato montato a fine agosto e sono già in corso i lavori per il secondo. La prossima estate sarà avviata la realizzazione del terzo pilone. Nella stazione a monte è stato possibile, nel mese di agosto, concludere i lavori di scavo e iniziare i lavori di betonaggio.

 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita
        Franco Balada

Il 2017 sarà l’anno della costituzione e apertura della BMF ITALIA, filiale Italiana del gruppo svizzero di Flums. Bartholet Maschinenbau è l’azienda produttrice di impianti a fune per il trasporto su neve e per il trasporto urbano che negli ultimi anni, a conclusione di una ristrutturazione interna e di un processo di potenziamento operativo, ha decisamente rafforzato le sue potenzialità operative mettendo a segno una importante serie di lavori, a «casa sua», in Svizzera, e all’estero. E l’Italia è tra i mercati più ambiti

La filiale italiana della BMF, acronimo di Bartholet Maschinenbau Flums,  azienda elvetica  fondata nel 1962 da Anton Bartholet e dal 1994 guidata dal figlio Roland, produttrice di impianti di risalita o per il trasporto urbano. Dal 2014 titolare anche del prestigioso marchio e della produzione di Gangloff Cabins. BMF Italia sarà controllata al 100% dalla casa madre ma sarà guidata dall’italiano Franco Balada. Hassan Hofer sarà il più stretto collaboratore operativo di Balada per la progettazione e la cantieristica. Nei prossimi mesi saranno aperti In Trentino-Alto Adige, un ufficio dove opererà in pianta stabile un servizio di segreteria , un magazzino e un ufficio tecnico. L’idea è quella di  attrezzare fin da subito una struttura tecnico - commerciale che si raffronti con la clientela e possa interagire con i diversi fornitori  italiani dell’automazione, delle opere civili e di molti altri interventi necessari all’installazione degli impianti. La nascita della filiale italiana di BMF sarà certamente un evento importante nel panorama dell’attività impiantistica nel nostro Paese, se si vuole un altro segnale positivo del piccolo, modesto risveglio di attività imprenditoriale del settore dopo diversi anni di  stagnazione. A guidare l’iniziativa sarà lo stesso manager che dal  2011 lavora con impegno per affermare la tecnologia e i prodotti di BMF nel nostro Paese sfidando i colossi che fino ad oggi hanno dominato il nostro mercato. Franco Balada, 54 anni, è bergamasco di Lovere che ha avviato la sua storia professionale come direttore della stazione e della Scuola Sci di Montecampione. In seguito ha virato il proprio impegno verso il settore della gestione operativa delle stazioni invernali passando, come direttore vendite, in Gespi, Sufag Italia e, per oltre dieci anni amministratore, in York Neve, la società francese produttrice di impianti per l’innevamento tecnico acquisita nel 2012 da Technoalpin . «BMF Italia – dice Balada – nasce per una richiesta e una necessità del mercato. Il numero di impianti già realizzati dal 2011 ad oggi giustifica e reclama una presenza più strutturata sul nostro territorio per la necessità di essere più vicini alla clientela, garantire un’assistenza adeguata, proporre con maggiore incisività le proposte del nostro gruppo, convincere la platea degli impiantisti italiani che esiste un’alternativa altrettanto qualificata al duopolio vigente.  L’Italia è un mercato  a cui BMF guarda con molta attenzione e molto interesse. Sono convinto, anche sulla base del lavoro che abbiamo già impostato in questi anni, saremo in grado di vincere la nostra scommessa». .

I primi successi in Italia,
dal Tonale a San Domenico
Dal 2011 ad oggi si sono già installati diversi impianti BMF nel nostro Paese. Il primo è stata la seggiovia ad agganciamento automatico a sei posti realizzata per la società Sinval al Passo del Tonale, dove è stato installato anche una nuova sciovia. In Calabria, sui monti della Sila, sono state realizzate una telecabina a 8 posti e una seggiovia quadriposto ad agganciamento fisso. A San Domenico di Varzo è entrata in funzione la seggiovia sei posti Bondolero equipaggiata con seggiole Porsche Design. Nella emergente località piemontese in provincia di Verbania che ha il suo cuore sciistico nell’Alpe Ciamporino, Balada ha stretto un forte legame di reciproca fiducia con Franco Malagoni e figli, l’imprenditore italo-svizzero che con i suoi investimenti sta letteralmente trasformando l’immagine e le potenzialità turistiche di un piccolo paesino privo di importanti infrastrutture in una stazione sciistica di altissimo livello, favorita da una esposizione favorevole all’innevamento naturale e da una accessibilità stradale straordinaria. Non a caso BMF ha ottenuto l’aggiudicazione per  la costruzione a San Domenico della prima cabinovia panoramica «Design by Porsche Design Studio» in Italia. L’inizio dei lavori di montaggio dell’impianto  è previsto per il mese di luglio 2017. La cabinovia, lunga poco meno di 1,5 km, comprende due sezioni e porta da San Domenico all’Alpe Ciamporino. Il primo tronco del nuovo impianto segue un nuovo percorso, il secondo tronco sostituisce la linea dell’impianto esistente.

La presenza importante
tra i Cantoni elvetici
Il 2016 è stato  un anno importante per  Bartholet Ropewyas non soltanto in Italia.  Il gruppo svizzero che ha sede a Flums, nel Canton San Gallo, dopo essere uscito da un processo di  ristrutturazione interna e di ricambio ai vertici dell’azienda ha dispiegato le sue potenzialità produttive dotandosi di nuovi macchinari e mettendo a segno risultati importanti. Naturalmente cominciando dalla «sua» Svizzera. Già in questo inverno 2016/17 il frequentatori del comprensorio sciistico di Pizol, nel Canton San Gallo, hanno potuto vivere un notevole miglioramento in temini di comfort con la nuova, comoda seggiovia a sei posti ultramoderna che ha sostituito l’antiquato skilift di Schwamm. L’impianto utilizza le confortevoli seggiole Porsche Design con cupole di protezione contro le intemperie. Anche l’Engadina ha una nuova attrazione impiantistica firmata BMF. La seggiovia a sei posti Curtinella  è il nuovo biglietto da visita del comprensorio sciistico Corvatsch- Furtschellas a St. Moritz. L’impianto, con i suoi 2200 metri di sviluppo, è il più lungo di tutto il Canton Grigioni e sostiuisce una vecchia sciovia.La nuova seggiovia supera un dislivello di 750 mt e ha una capacità di trasporto di 2400 persone/ora alla velocità di 6 m/s. Un’altra moderna seggiovia a sei posti è stata installata tra il Canton Grigioni e il Canton Uri. Si tratta della Oberalp Calmut, seggiovia equipaggiata con seggiole Porsche dotate di riscaldamento  che rappresenta un passo importante per il collegamento tra i due comprensori sciistici di Andermatt e Sedrun. Sempre restando in Svizzera,  BMF ha realizzato la scorsa estate una nuova sciovia nel comprensorio sciistico di Oeschinensee nei pressi di Kandersteg (Canton Berna). E per l’estate 2017 è prevista l’entrata in funzione della nuova funivia Frümsen-Staubern. Si tratta di un’opera sostituiva di un vecchio impianto nella  Valle del Reno. Il nuovo impinato sarà una più veloce funivia a va e veini a due funi (1 fune portante e 1 fune trante. Staubern è un apprezzato punto di partenza per escursioni nella regione dell’Alpstein dell’Appenzello. Si è optato per due cabine da 8 posti «Design by Porsche Design Studio».  Il nuovo impianto sarà costruito parallelamente al vecchio  per non interrompere  l’attività della società che gestisce le funivie.

Nuovi interventi anche
in Francia e in Bosnia
Non solo Italia e non solo Svizzera, ovviamente. Tra le altre opere in cantiere o in fase di ultimazione, BMF conta interventi recenti anche in Francia e in Bosnia Erzegovina. La stazione sciistica di Val Thorens, in Francia, si è aggiudicata da parte di una giuria di porofessionisti e addetti ai lavori il titolo di miglior comprensorio sciistico del mondo nel 2013 e nel 2014.  Il quella località prestigiosa Bartholet Ropeways si è aggiudicata nel febbraio 2016 l’incarico per la costruzione della seggiovia a sei posti ad ammorsamento automatico di Boismint, un passo decisivo per lo sviluppo di BMF in Francia. I lavori di  costruzione delle oepre civili e di installazione delle componenti meccaniche stanno procedendo regolarmente dopo  un parziale ritardo causato da una chiusura assi posticipato (8 maggio) della stagione e l’impianto sarà presto regolarmente in funzione. Dalla Francia alla Bosnia, dove nel 2017 Bartholet costruirà due nuovi impianti a fune: una seggiovia ad ammorsamento fisso a quattro pposti e una seggiovia  ad ammorsamento automatico a sei popsti. Il comprensorio sciistico di Bjelasnica in Bosnia Erzegovina attira numerosi turisti ed è situato nelle immediate vicinanze del confine cittadino della capitale Sarajevo. Durante le Olimpiadi invernali del 1984, Bjelasnica ospitò le gare di sci alpino maschile. Gli interventi di ammodernamento nella zona saranno eseguiti in consorzio con l’azienda polacca Supersnow (innevamento programmato).

Tecnologie avanzatissime
per il trasporto urbano
Nel 2016 BMF ha riportato importanti successi anche nel settore sempre più emergente del trasporto urbano. Il 19 novembre, alla presenza della ministra per l’ambiente Ségolène Royal e del sindaco della città Francois Cuillandre, è stata inaugurata a Brest, città portuale nel nord della Francia,  la prima funivia francese integrata nella rete pubblica di trasporti. Nel primo fine settimana di esercizio si sono registrati più di 18 mila passeggeri. Durante i circa tre minuti di viaggio, l’impianto scavalca il fiume Penfeld che divide in due la città. Dato che il fiume viene utilizzato come canale di accesso al porto, è stato necessario realizzare un unico pilone di sostegno dall’altezza di 82 metri. La tecnologia sviluppata e brevettata per questa opera da Bartholet è una novità assoluta mondiale. Si basa infatti su un principioo di funzionamento secondo il quale le cabine s’incrociano una sopra l’altra anziché una di fianco all’altra. Il sistema è  costituito da due funi portanti e due funi traenti per ogni via di corsa, I diversi scartamenti delle due cabine permettono ai veicoli di incrociarsi a metà percorso uno sopra l’altro cosicché per ogni stazione è sufficiente un’unica piattaforma d’imbarco. Grazie a questa soluzione la committenza pubblica della città di Brest ha potuto ridurre notevolmente l’impatto dimesionale e i costi di costruzione delle stazioni. Essendo integrata nella rete dei traspporti pubblici, la funivia deve garantire un’operatività vicina al 100%. Per questa ragione tutti i componenti essenziali per il funzionamento dell’impianto sono ridondanti. Anche in Russia, nel centro di Mosca, Bartholet sta costruendo un nuvo impianto di trasporto urbano. Si tratta di un impianto misto  (TPM) con gondole «Design by Porsche Design Studio» che porta i passeggeri dallo stadio olimpico fino al punto più alto della città che si chiama Vorobyovy Gory («la collina dei passeri») dove sorge una nuova area di svago. Nella sua prima sezione l’impianto scavalca il fiume Moscova e presenta due sostegni impressionanti a forma di Y e alti 30 metri, posizionati lungo le rive. Nella seconda sezione, grazie ad uno scambio rapido, vengono introdotte in aggiunta dieci seggiole a 4 posti. La seconda sezione sostituisce una seggiovia a due posti fissa che finora portava a un trampolino per il salto con gli sci.  Perché il nuovo impianto soddisfi le elevte esigenze dei moscoviti, le cabine sono dotate di Wi-fi, monitor, lettori MP3, nonché illuminazione interna ed esterna, Due delle complessive 35 gondole presentano una dotazione-cabina di classe VIP e, all’occorrenza, possono essere introdotte in servizio in breve tempo. Inoltre, in inverno, le cabine sono dotate di potrtasci, mentre in estate di supporto biciclette. Tra le altre cose l’impianto funge da navetta per lo stadio olimpico di Luzniki dove nel 2018 si giocherà la finale dei Campionati Mondiali di calcio.
www.bmf-ag.ch

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita
Il 4 gennaio scorso atterra in redazione sulle moderne piste informatiche un comunicato della sezione regionale del CAI dell’Emilia Romagna con il quale il presidente Vinicio Ruggeri invita il Governo e le Regioni Toscana ed Emilia Romagna a destinare le risorse previste per la realizzazione del collegamento tra La Doganaccia e Corno alle Scale ad «uno sviluppo più appropriato della montagna». Il comunicato è una requisitoria contro il progetto, articolata su una visione della montagna che contesta l’utilizzazione degli impianti di risalita e la dominanza della cultura sciistica nella fruizione del territorio montano. Noi di pM abbiamo deciso di pubblicarlo perché quello della compatibilità tra sviluppo commerciale e conservazione ambientale è un tema a cui nemmeno gli impiantisti hanno mai voluto sottrarsi. Ecco il testo integrale del comunicato del CAI Emilia Romagna.

Contro gli impianti che
deturpano la natura
Il Club alpino italiano dell'Emilia Romagna esprime una ferma contrarietà alla realizzazione degli interventi per la sostituzione e l'ampliamento degli impianti di risalita tra il Corno alle Scale (Comune di Lizzano Belverere – BO) e il comprensorio sciistico di Doganaccia (Comune di Cutigliano – PT), nell'Appennino Tosco Emiliano. Auspica poi il dirottamento delle risorse previste sulla promozione di uno sviluppo appropriato della montagna, che ne tuteli e valorizzi le peculiarità ambientali e culturali attraverso il sostegno degli itinerari di escursionismo e la realizzazione di una adeguata rete di ricettività e di ristorazione fondata sulle eccellenze agroalimentari della montagna. La presa di posizione del CAI fa seguito all'intesa per la promozione dell'offerta turistica dell'Appennino siglata alcuni giorni fa a Sestola (MO) tra le Regioni Toscana ed Emilia Romagna, alla presenza del Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti. Un accordo che vale oltre 20 milioni di Euro, questa la cifra complessiva destinata dal Governo a sostegno del progetto, a cui la Regione Emilia Romagna aggiungerà altri 6 milioni di Euro.
«Colpisce lo strabismo della Regione Emilia Romagna, che da un lato con il sistema delle Aree protette tutela le peculiarità ambientali e culturali della montagna e promuove un turismo dolce a basso impatto ambientale (primo fra tutti il recente investimento di 1.300.000 Euro per l'Alta Via dei Parchi) e dall'altro continua a voler investire risorse su un modello di sviluppo fondato sulla monocultura dello sci da discesa, ormai in evidente crisi a causa delle mutate condizioni climatiche», afferma il Presidente del CAI Emilia Romagna Vinicio Ruggeri. «Dai dati sull'innevamento in Appennino appare evidente un calo generale delle precipitazioni e uno spostamento in avanti dell'inizio delle nevicate necessarie a garantire la sciabilità delle piste. Il balletto dei trasferimenti di proprietà degli impianti del Corno alle Scale – sempre in perdita - verificatosi negli ultimi 20 anni e l’inattività degli impianti nei periodi natalizi per mancanza di neve ne sono la prova». Dalla parte emiliana il progetto prevede un nuovo impianto nella Val di Gorgo, che parta dai bar-ristoranti alla base delle piste e salga alle spalle del bivacco invernale sul lago Scaffaiolo. Si tratta di una valle frequentata assiduamente da camminatori in ogni stagione, in inverno con le racchette da neve e da scialpinisti, per la sua bellezza non deturpata da impianti di risalita. L’impianto, inoltre, sarebbe in gran parte compreso nel SIC/ZPS (Sito di Importanza Comunitaria e Zona di Protezione Speciale) Monte Cimone, Libro Aperto, Lago di Pratignano, un'area sottoposta a «Misure Generali di Conservazione» dalla normativa regionale. Il CAI Emilia Romagna evidenzia le tendenze in atto del turismo in Appennino: dal rapporto dell'Osservatorio turismo Unioncamere Emilia Romagna «Il turismo in Emilia Romagna nel 2015» si ricava che nell'inverno 2014-2015 ci sono state 375.000 presenze (+4,7% sul 2013-2014), mentre nell'estate 2015 1.663.000 presenze (+3,7/% su estate 2014). «Da cui si deduce che se il turismo invernale aumenta un po' più del turismo estivo (e sarebbe necessario scorporare il dato tra sciatori e altri frequentatori di ambiente innevato), l'Appennino verde pesa per l'82% di presenze sul turismo montano (e per il 69% di arrivi, quindi con permanenze maggiori che in inverno)», continua Ruggeri. «Lo stesso rapporto sottolinea inoltre che l'elemento mancante per una completa declinazione turistica della montagna verde e naturale è quello dell'ospitalità, a causa della maturità del sistema ricettivo». Il CAI Emilia Romagna dunque invita le Regioni Emilia Romagna e Toscana a un confronto con le associazioni ambientaliste, gli enti locali, i GAL per la definizione di un progetto alternativo per lo sviluppo dell'economia montana.

Contro l’immobilismo
e i pregiudizi che fanno morire la montagna
A fronte di questa dura presa di posizione contraria al collegamento sciistico tra Cutigliano e Corno alle Scale, non potevano mancare le considerazioni degli operatori del mondo degli impianti di risalita coinvolti nella vicenda direttamente o a livello rappresentativo. Più che irritato è quasi sorpreso e incredulo Marco Ceccarelli, componente della famiglia che da decenni gestisce gli impianti della Doganaccia che servono 15 km di piste e che dalla prossima primavera si arricchiranno di un’altra funivia: «A parte che di questo collegamento si è cominciato a parlare addirittura negli anni Sessanta e a parte che il primo abbozzo di progetto operativo  risale al 2000,  mi sembra che quel documento del CAI dimostri come non si siano capiti per niente lo scopo e gli obiettivi dell’intervento. Il collegamento tra la Doganaccia e Corno alle Scale non nasce per servire esclusivamente la pratica dello sci da discesa ma per fornire un prezioso mezzo di accessibilità ad una bellissima zona naturalistica non da tutti raggiungibile a piedi e quindi per valorizzare quella zona dal punto di vista turistico per 365 giorni l’anno. Si tratterebbe di una infrastruttura realizzata in conformità con le direttive europee che prescrivono di  fornire la migliore accessiblità possibile ai luoghi. Sarà il primo collegamento organico tra due Regioni sugli Appennini,  un appuntamento da non mancare proprio per modificare la vocazione monoculturale della nostra montagna. Nella parte toscana non è prevista addirittura una pista da sci; nella parte emiliana la seggiovia ad agganciamento automatico razionalizzerebbe il parco impianti di Corno alle Scale e gli darebbe il profilo a tutto tondo di località all season. La progettazione dell’intervento è in fase molto avanzata. L’investimento complessivo di circa 40 milioni di Euro sarà a carico delle due Regioni che sono concordi nel voler imprimere una spinta di sviluppo ad una zona dell’Appennino altrimenti depressa. Ricordo che in montagna solo con questi tipi di interventi si ottengono sviluppo e benessere per le economie locali. Ricordo che dove gli impianti sono stati chiusi, come a Piandinovello,  l’indotto si è fermato e dai 27 esercizi commerciali che c’erano ora se ne sono sopravvissiti sei. Senza investimenti infrastrutturali l’economia di ferma. E l’immobilismo di certe persone e di certe posizioni è la rovina della nostra montagna». Dice Luigi Quattrini, presidente di Federfuni Emilia Romagna e direttore di stazione al Cimone «Non conosco bene i dettagli del progetto. Mi risulta che si tratterebbe di realizzare il collegamento installatndo due impianti, una seggiovia che sale dalla parte emiliana e un’ovovia che sale dalla parte Toscana, I due impianti si incontrerebbero all’altezza del Lago Scaffaiolo, proprio sul crinale dell’Appennino dove spesso soffiano venti forti. Questo è uno dei problemi gestionali che andrebbero attentamente valutati in un serio studio di fattibilità del progetto. Solo valutando gli aspetti tecnici dell’operazione si può stabilire se il progetto è fattibile e conveniente. E io sarei assolutamente d’accordo, salvo appunto difficoltà tecniche. Altre valutazioni di natura ideologica, invece, mi sembrano inconsistenti se rapportate all’importanza che un intervento del genere potrebbe avere sullo sviluppo di entrambe le aree. Detto terra a terra: o si può sciare o i paesi chiudono bottega. Se non si continua a far funzionare la giostra dello sci, dopo chi ci dà da mangiare a noi montanari?»


Piano di sviluppo del collegamento
Doganaccia/Corno alle Scale

Ecco il testo del progetto sposato dalle Regioni Emilia Romagna e Toscana per l’intervento infrastrutturale volto a imprimere nel medio periodo positive ricadute turistiche, economiche, commerciali sul comprensorio durante tutto l’arco dell’anno
PREMESSA

Il presente progetto di intervento è di per se la più importante realizzazione dell'Appennino Centro-settentrionale degli ultimi anni. La sua importanza deriva da quattro fattori principali, che durante la seguente analisi andremo ad analizzare prendendo spunto da diversi studi fatti in più regioni e che giustificheranno in modo esaustivo un intervento così unico. Non è da sottovalutare che il presente intervento è volto a razionalizzare in modo capillare le aree sciabili delle valli prese in considerazione. Riteniamo inoltre che per una gestione oculata del patrimonio locale si debba intervenire con nuovi modelli di gestione economica di rete volti allo sviluppo nelle sue complessità. Il costo globale dell'intervento è di € 12.000.000,00 e consiste nella creazione di una funivia di arroccamento sul versante toscano e di una seggiovia su quello emiliano. L'investimento, come di seguito evidenziato, è ampiamente sostenibile e di sicura fattibilità essendo compatibile a tutti gli strumenti urbanistici e ripropone i suggerimenti della Comunità Europea.

 I quattro fattori che intendiamo analizzare sono:
1)    Analisi del territorio dove si svolgono gli interventi,
2)    Analisi delle ricadute socio economiche sulla popolazione residente,
3)    Analisi economica degli interventi nel suo complesso sia per il tessuto economico che per le amministrazioni stesse.
4)    Rilancio di immagine per zone considerate depresse;

1.    Analisi del territorio dove si svolgono gli interventi,
Il territorio su cui insiste l'intervento è caratterizzato da un'area molto vasta ed abbraccia due regioni: Emilia Romagna e Toscana, ed in particolare  le valli principali oggetto di questo intervento sono la Valle del Reno e la Montagna Pistoiese nel suo complesso, ma non sono da sottovalutare ulteriori ricadute sul territorio che in seguito andremo ad identificare.
Partendo dal concetto unanimemente riconosciuto che gli impianti di risalita sono il maggior moltiplicatore economico che esista in montagna per il settore turistico, che le grandi stazioni mondiali hanno fatto la propria  fortuna andando a collegare numerose stazioni dando vita a caroselli che hanno da soli rilanciato l'immagine di tutte le località, che per l'Appennino sarebbe il primo nel suo genere che andrebbe a collegare addirittura due regioni, il presente progetto è di facile realizzazione, e di per se un elemento di innovazione unico e conclude un percorso iniziato con la prima ipotesi di realizzazione risalente ai primi anni Sessanta.
Lo stesso progetto che vogliamo condividere è ritenuto ideale per  le sue quattro  caratteristiche principali, sia per il versante Emiliani che Toscano:
1)    basso impatto ambientale,
2)    costi minori di manutenzione e gestione del comprensorio,
3)    ottimo equilibrio di portata oraria invernale che estiva.
4)    razionalizzazione economica degli impianti.

2.    Analisi delle ricadute socio economiche sulla popolazione residente
Le ricadute socio economiche sul territorio sono analizzabili valutando tre principali fattori che con la tabella seguente potranno evidenziare ancor meglio  la nostra ipotesi. In primis l'impatto ambientale, che è tema ricorrente nella nostra analisi permettendo un forte coinvolgimento emotivo da parte di tutti ad un progetto così ambizioso. Un altro fattore da analizzare è la ricaduta occupazionale che sarebbe veramente fondamentale in momento così difficile nelle due zone. Si pensi che per una persona assunta in un comprensorio turistico, la ricaduta sul territorio è di dieci assunzioni (fonte ISTAT), e pertanto si può tranquillamente ipotizzare oltre duecento nuove occupazioni su un territorio che negli ultimi anni ne ha perse circa 700 con la chiusura di gran parte del comparto industriale. Inoltre possiamo presumere che questa realizzazione andrebbe a riformare quel tessuto di piccoli commercianti che nel tempo si sono persi ed hanno contribuito in maniera determinante all'impoverimento economico e culturale delle zone oggetto dell'intervento, e saremmo dunque in presenza di un potenziamento della leva generazione di valore per il territorio (incoming = export), da cui ne deriverebbe la crescita del PIL locale. Ultimo aspetto da sottolineare è la ricaduta sulla nuova antropizzazione delle valli; infatti questa realizzazione oltre al forte impatto sulla stagione invernale, darebbe sviluppo concreto ad una vera destagionalizzazione del territorio dando modo alle persone di poter tornare a vivere in montagna e sviluppando in maniera seria e concreta nuovi tipi di turismo e nuove opportunità lavorative.
La sottostante tabella è complessiva e, partendo dalla situazione esistente, analizza tre fattori:
- occupati diretti nella stazione sugli impianti,
-  occupati indiretti, ma direttamente interessati dallo sviluppo della stessa;
-  operatori indiretti, non direttamente coinvolti nella stazione ma che ne  trarranno benefici
-  operatori che avranno ricaduta nei fondo valle, che però non potendo dare dati certi non saranno presi in considerazione nella tabella sottostante.

Anno 2017 2018 2019 2020 2021 2022
Occupati diretti 45 50 50 50 50 50
Occupati indiretti interessati 450 520 750 1000 1000 1000
Occupati indiretti 30 100 150 200 300 400
Operatori di fondo valle - - - - - -
Totali 525 670 950 1250 1350 1450


La soprascritta tabella è tendenzialmente molto prudenziale ma evidenzia alcuni fattori molto interessanti:
1)  Occupati diretti
Sono i lavoratori occupati attualmente nelle due stazione, per la maggior parte stagionali e cioè lavorano circa 6 mesi l'anno; con la realizzazione del progetto diventerebbero assunti in maniera permanente. Inoltre non ci sarebbe un aumento esponenziale degli assunti dovuta alla razionalizzazione ed all'efficientamento del personale che porterebbe ad equilibrio finanziario nella gestione del comprensorio.
2)  Occupati indiretti, direttamente interessati
Sono tutte quelle persone che sono direttamente coinvolte nelle attività della stazione e che trarrebbero grande beneficio da questo modello gestionale. I numeri, che peraltro sono ipotizzati, sono veramente prudenziali perché come si può ben dedurre in seguito lo sviluppo del comprensorio la sua destagionalizzazione e la conseguente realizzazione di nuovi servizi porterà sicuramente numeri ben maggiori.
3)  Occupati indiretti non direttamente interessati
Sono quelle persone che trarranno beneficio allo sviluppo della località ma che non sono direttamente collegati allo sviluppo turistico. Questi sono gli artigiani manutentori ecc. che sia nella fase di creazione che in seguito, nella fase di mantenimento della zona, trarranno beneficio dalla creazione delle infrastrutture, servizi ecc. Anche in questo caso la scala è più che prudenziale, considerando le opportunità che sono nate con collegamenti simili a quello da noi previsto.
4)  Occupati nei fondo valle
Questi non sono stati trattati perché molto difficili da quantificare, ma ricadrebbe nei fondo valle e sul territorio di provenienza del turista.

Infine, analizzando la tabella occupazionale, emerge immediatamente un dato fondamentale: circa 1500 nuove occupazioni, che si andrebbero a recuperare nel territorio;  un numero di posti di lavoro che ad oggi investimenti diversi da quello da noi proposto difficilmente potrebbero garantire, anche in considerazione del fatto che potrebbero essere recuperati in “nuovi mestieri”.

3.    Analisi economica degli interventi nel suo complesso sia per il tessuto economico che per le amministrazioni stesse
Questo aspetto risulta essere estremamente interessante in quanto ha lo scopo di far emergere alcuni fattori che andrebbero radicalmente ad invertire alcune criticità emerse negli anni e che non hanno mai trovato riscontro e nessun tipo di soluzione. Analizzando coerentemente i dati possiamo dimostrare che l'investimento è più che sostenibile ed anzi è la vera e definitiva riqualificazione della zona. La tabella che segue vuole evidenziare in particolare due dati: la sostenibilità economica da parte dell'ente pubblico, e la realizzazione di un vero equilibrio economico della stazione nel suo complesso. Le voci ed i numeri che andremo a sviluppare tengono conto di alcuni studi fatti dall'Arpiet Piemonte e dall'università di Torino e del documento nato dal convegno fatto al Senato in cui venivano prese in considerazione le aree marginali Italiane (quasi sempre corrispondenti alle zone di montagna). La tabella parte da un fattore economico esistente e si sviluppa in base all'ipotesi della nascita del nuovo comprensorio fra il 2017 ed il 2018 e mette in risalto le ricadute economiche per l'intero territorio in questione, sia per i residenti che per le istituzioni. La tabella tiene conto delle approfondite conoscenze della zona e dei dati che contraddistinguono tutte le località invernali europee. Il primo è costituito dai fruitori del comprensorio, che aumenta gradatamente di pari passo con lo sviluppo del territorio. Questo dato è stato ipotizzato in maniera precauzionale nella misura di una spesa pro capite di euro 15,00, mentre si andrebbe ad attestare ad euro 20,00 dal 2018 (anch'esso ampiamente sottostimato). Secondo queste analisi, il comprensorio nel suo complesso raggiungerebbe la autosufficienza già nel 2018. Infatti, ad più che prudenziale aumento del fatturato del 45%, corrisponderebbe un pressoché inalterato aumento dei costi complessivi rendendo il tutto autosufficiente. Questo tema, decisamente articolato, sarà analizzato con un apposito business plan aziendale. Inoltre sono fondamentali i due dati sul fatturato indiretto e sugli incassi degli enti locali che aumenterebbero in maniera quasi esponenziale. Questi dati, oltre a tener conto del territorio, utilizzano in modo sistematico gli studi fatti dalle maggiori Università italiane ed europee. Ad esempio, tengono conto di alcuni fattori fondamentali che sono alla base delle motivazioni per cui si mantengono  in vita tutte le stazioni invernali: entrambe le partenze delle due stazioni sono site oltre i 1400 metri di altitudine. Il moltiplicatore del fatturato dalla stazione rispetto all'indotto è dato da un recente studio dell'università di Torino, che evidenzia come la spesa media per una giornata sci di uno sciatore italiano va da 111 a 124 euro (dati Università di Torino),  e questa incide per circa il 20% sullo skipass; e perciò è facilmente  intuibile che il rapporto sia 1a 9-10. Nella nostra tabella peraltro abbiamo ipotizzato rapporti molto minori: infatti siamo partiti per l'anno 2017 da un rapporto di 1 a 5, fino ad arrivare ad un rapporto di 1 a 8 nel 2020; dato sempre minore da quello evidenziato dallo studio, ma più che giustificabile in quanto, con un adeguata promozione ed andando a posizionare in maniera concreta il comprensorio, si vorrebbero intercettare turismi più di permanenza sul territorio. Questo fattore diventa per noi fondamentale nello sviluppo del territorio, trasformando il comparto turistico in maniera simile a quella delle zone alpine più sviluppate. Sarebbe facilissimo far emergere che in una analisi più complessa e dettagliata della nostra zona potrebbero nascere dati molto maggiori ed incoraggianti; si pensi solo che nella stagione estiva, il lago Scaffaiolo è frequentato da oltre 50-60.000 turisti e che con la nuova razionalizzazione del comprensorio sarebbe molto più appetibile e frequentabile.

4.    Rilancio di immagine per zone considerate depresse
Questa analisi deve partire secondo noi da una valutazione complessa del territorio, è opportuno infatti fare la considerazione che segue.
Le aree abitate nei pressi dei due comprensori, sia Toscano che Emiliano, hanno visto con la chiusura delle industrie manifatturiere locali un progressivo spopolamento che ha portato ad un impoverimento sempre più marcato del PIL locale ed una sostanziale depressione strutturale, analizzata da numerosi sociologi, e che sta preoccupando in modo trasversale tutte le amministrazioni pubbliche. 
Tornando a valutare in modo concreto il nostro territorio, è facilmente intuibile che l'unico settore che sta di fatto reggendo l'economia della montagna è costituito dalle infrastrutture di trasporto aereo estive/invernali. Infatti, con le proprie aree sciabili e le attività ludico-ricreative, mantengono in modo sostanziale l'appetibilità della montagna, che altrimenti avrebbe un decadimento verticale. Caso concreto nella zona è la Valle del Sestaione, che ad esempio nel 1997 (anno di chiusura degli impianti), aveva oltre 25 esercizi commerciali di varia natura (alberghi, bar, negozi, ecc), mentre a distanza di 18 anni sono rimasti aperti solamente 9 esercizi.
Tenendo in considerazione i fattori sopra citati, questa tendenza può essere sovvertita con le infrastrutture oggetto del presente studio, moltiplicando posti di lavoro e di conseguenza condurre ad un netto ripopolamento delle valli adiacenti ai comprensori.
Comunque, prima di parlare di cifre e degli studi fatti in sede universitaria, vorremmo farvi intuire la volontà di sviluppare nuove sinergie finora impensabili sulle nostre montagne, aprendo ad un turismo a 365 giorni l'anno e basandosi sulla diversificazione delle attività che il nostro territorio può offrire.

Questo progetto non nasce da un'idea casuale e senza fondati motivi, bensì già fin dai primi anni '60 erano state ipotizzate idee di collegamento dei due comprensori e negli anni successivi si era addirittura arrivati a progetti di massima e definitivi per la realizzazione.
Successivamente purtroppo una serie di eventi diversi, non ultima la mancanza di visione prospettica, non hanno permesso di portare a compimento le varie opportunità di sviluppo che negli anni si sono susseguite. Oggi siamo qui ad illustrare e verificare la concreta possibilità di far nascere l'unico progetto di sviluppo dell'Appenino Centro-settentrionale, tenendo conto dei pareri finora dati dai vari esperti settoriali, e di rilanciare non solo i comprensori interessati, ma anche le intere aree montane e addirittura  le due Regioni interessate dall'intervento: Emilia Romagna e Toscana. Tutti siamo in grado di immaginare le possibilità che si potrebbero delineare sulle nostre montagne con queste cifre, non solo prendendo in esame esclusivamente i comprensori ma allargando il raggio d'azione anche a tutte quelle occupazioni che vanno di pari passo con l'auspicabile aumento di affluenza, non più stagionale ma annuale.


L’ACCORDO GOVERNO/REGIONI
Un’intesa comune per lo sviluppo
dell’Appennino Tosco-Emiliano

Ecco il testo del comunicato stampa diramato dopo la firma del protocollo d’intesa firmato in novembre all’Abetone e a Sestola dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti e dai presidenti delle Regioni Emilia Romagna e Toscana Bonaccini e Rossi

Un importante progetto di sviluppo di un intero crinale appenninico che unisce due regioni e diversi comprensori sciistici e che porterà investimenti, certezza nelle gestioni, sviluppo economico, occupazione e un rilancio dell'offerta turistica, Un obiettivo fortemente voluto dai Presidenti delle due Regioni, dai rispettivi Assessori al Turismo, dai Sindaci dei Comuni dei territori interessati da questo progetto a cui il Governo, ai massimi livelli, ha voluto assegnare delle risorse importanti a cui si affiancheranno risorse regionali per dare vita al Progetto Interregionale della Montagna Tosco-Emiliana. Un risultato che ha avuto avvio da una serie di interventi e di documenti prodotti nel corso dell'inverno più difficile degli ultimi anni dalle rispettive sezioni di Federfuni Italia e che sono stati immediatamente condivisi e sopra tutto elaborati da parte delle amministrazioni delle due Regioni e sostenuti con forza in modo particolare dai Sindaci di Abetone, Cutigliano, Vidiciatico e Sestola. Un progetto che Interesserà tutte le stazioni sciistiche ed i comprensori montani delle due regioni, da quelle più importanti e blasonate a quelle meno rinomate ma che comunque rappresentano un opportunità ed una fonte di ricchezza per importanti fette dei territori regionali .

Le risorse saranno utilizzate per garantire la continuità economica e tecnica delle strutture attualmente funzionanti, per il potenziamento e/o la riqualificazione delle strutture esistenti ( impianti di risalita, impianti d'innevamento programmato, battipista ecc. ) e per progetti di ampio respiro e di collegamento tra i diversi comprensori ed infine un aspetto fondamentale sarà rappresentato dalla messa a sistema delle realtà territoriali e societarie attualmente presenti nei vari comprensori e l'attivazione di nuove forme di promozione comune anche attraverso la realizzazione di una biglietteria che possa garantire la fruibilità di tutti gli impianti con uno skipass unico.

Un GRAZIE al Governo ed in particolare al Sottosegretario Luca Lotti, ai Presidenti ed agli Assessori delle due Regioni ed a tutti i Sindaci che hanno fortemente voluto la sottoscrizione di questo protocollo d'intesa che vede coinvolti centinaia di migliaia di cittadini ed una parte importante da un punto di vista economico e territoriale dell'Emilia Romagna e della Toscana. Il passo successivo sarà un forte sostegno anche alle altre attività economiche che insieme alla parte impiantistica compongono l'offerta turistica complessiva del sistema montagna a partire dalla ricettività alberghiera per passare alle attività commerciali e a tutti
coloro che partecipano a questo comparto economico.


UNA RISPOSTA AL CAI
«No a una sterile contrapposizione
tra montagna bianca e montagna verde»

Se si vuole conservare ed alimentare il tessuto economico che garantisce migliaia di posti di lavoro e la vitalità del territorio è sbagliato opporsi ad opere che favoriscono la fruibilità del territorio stesso e ne esaltano le potenzialità turistiche. In questo quadro il collegamento tra Doganaccia e Corno alle Scale è un passo avanti

di Andrea Formento
presidente Federfuni Italia

In riferimento alle varie posizioni emerse in questi periodo ribadiamo che lo sviluppo delle stazioni sciistiche dell’Appennino Tosco Emiliano è assolutamente compatibile con tutte le iniziative di sviluppo del turismo verde, anzi è necessario che vi sia una particolare attenzione da parte delle due regioni e del governo anche a questa tipologia di sviluppo economico della montagna, proposito che in ogni caso è già stato messo in campo da ambedue le regioni,  che però non può prescindere da un consolidamento delle realtà infrastrutturali  impiantistiche che possono essere utilizzate sia nel periodo invernale che in quello estivo, alla sopravvivenza di questo sistema turistico che garantisce migliaia di posti di lavoro in questo tratto di montagna italiana e che garantisce anche di conseguenza la permanenza sul territorio di tantissimi abitanti che traggono, insieme alle loro famiglie, una parte importante del proprio reddito annuale nel periodo invernale. Il Protocollo d’intesa firmato a novembre tra il Governo e le due regioni è un passo importante in questo senso ed il progetto di collegamento tra Cutigliano-Doganaccia e Corno alle Scale, propedeutico anche ad una futura altra tappa  che è rappresentata dal collegamento Abetone-Cimone al fine di realizzare il più grande comprensorio turistico montano nell’Europa del sud, ne rappresenta al meglio la filosofia. Il mantenimento dei posti di lavoro attraverso il consolidamento economico del tessuto esistente, il potenziamento dei servizi e della promozione e l’ampliamento dei collegamenti rappresentano al meglio quello che può e deve essere il percorso di sviluppo economico delle nostre montagne, quelle di tutta l’Italia ed in particolare quelle dell’Appennino e delle Regioni a Statuto Ordinario che per troppi anni hanno dovuto subire la concorrenza delle stazioni sciistiche delle vicine regioni a statuto speciale che possono utilizzare risorse fino ad oggi inimmaginabili per le nostre realtà. Se crediamo alla possibilità di mantenimento di questo tessuto economico anche nel nostro futuro è necessario dare corpo a questo protocollo d’intesa partendo dall’esistente e dallo sviluppo dei collegamenti tra le diverse stazioni turistiche oltrepassando il dogma di un turismo verde antagonista di quello bianco o viceversa. La nostra montagna ha bisogno di servizi e di sviluppo ed è per quello che noi plaudiamo alle iniziative come quelle riportate da diverse associazioni come lo sviluppo della Via dei parchi in Emilia Romagna o altre forme si sviluppo del turismo verde in toscana ma crediamo e vogliamo fortemente e fermamente anche che il progetto ipotizzato dal protocollo d’intesa prenda corpo e diventi realtà. La montagna non ha bisogno di contrapposizioni ma di progetti di sviluppo che guardino al futuro che oggi non può prescindere dal turismo del periodo invernale per la quantità di posti di lavoro che garantisce, per il PIL che produce e per l’attrattiva che ha nei confronti del movimento turistico ed in questi giorni vi è la dimostrazione più eclatante, migliaia di persone che frequentano le nostre stazioni, che utilizzano gli sci o gli snowboard per percorrere le piste la cui copertura nevosa è garantita dagli impianti di innevamento programmato, ma che vengono anche solo per slittare o per camminare sulla nostra neve. Considerare solamente i dati delle attività ricettive è riduttivo e fuorviante della realtà, un turismo come quello appenninico è composito, vi sono nel periodo invernale la maggior parte delle presenze che sono giornaliere, che non soggiornano nelle strutture ricettive ma che oltre agli impianti di risalita utilizzano le strutture di ristorazione o commerciali, i maestri di sci i noleggi, le case in affitto e quanto altro compone la filiera del bianco, cosi come invece nel periodo estivo i numeri sono anche determinati, cosi come riportato dal rapporto “ Il turismo in Emilia Romagna “ da Gruppi sportivi, da persone della Terza età e da famiglie che trovano nel soggiorno in montagna una possibile fuga al gran caldo che c’è stato nell’estate 2015 nelle città emiliane ed in tutta la pianura padana. Basarsi quindi su dati che indicano in 86.000 gli arrivi in montagna emiliana con 375.000 presenze nel periodo invernale 2015 sono necessariamente mancanti di una fetta importante di turisti e quindi non rappresentanti la vera realtà che deve considerare  le oltre400.000 giornate sci vendute solamente dal Comprensorio del Cimone per oltre 4.000.000 di passaggi complessivi, e questo è solo il dato parziale pur della maggiore stazione sciistica emiliana. Infine ma non meno importante considerazione il fatto che anche all’interno delle nuove direttive europee si tende a prevedere la fruibilità anche delle aree protette da parte del turista in quanto soggetto incluso, integrato e fruitore consapevole delle infrastrutture presenti e future. 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Una cabinovia record
nella valle dello Stubai

Si chiama Eisgratbahn il modernissimo impianto firmato  dall’azienda di Vipiteno e inaugurato quest’inverno in Austria.  Si tratta della cabinovia trifune più lunga delle Alpi che consente di salire dalla stazione a valle posta a 1697 metri fino alla stazione a monte a 2885 metri in soli 12 minuti. Realizzato in soli 16 mesi, l’ennesimo capolavoro tecnologico prodotto negli stabilimenti altoatesini, è un connubio di soluzioni tecniche innovative e di design di alta classe, ben rappresentato dalle cabine Symphony firmate da Pininfarina

È l’impianto trifune più lungo mai realizzato nell’arco alpino, il primo al mondo nel suo genere, trattandosi di una cabinovia trifune che si compone di due sezioni collegate tra di esse, che consentono al viaggiatore di raggiungere dalla stazione a valle posta a 1697 metri, in fondo alla valle dello Stubai in Tirolo, in soli 12 minuti e rimanendo comodamente seduto in cabina, la stazione a monte a quota 2.885 metri, nel cuore del più grande ghiacciaio austriaco. Un viaggio che da pochi giorni è diventato realtà e che sin dal principio sta riscuotendo grande interesse, se si considera che già nel primo giorno di apertura, oltre 7.000 persone hanno raggiunto lo Stubai. Si tratta della prima cabinovia trifune realizzata da Leitner ropeways in Austria. «Per la nostra azienda – rivela Martin Leitner, vicepresidente del Gruppo vipitenese - questo impianto assume un valore di grande prestigio. Possiamo dichiararci veramente orgogliosi di quest’opera, che costituisce di fatto una nuova generazione sul fronte funiviario, sia per la sua efficienza che per la sua sostenibilità ambientale». Realizzata in 16 mesi, la nuova cabinovia «Eisgratbahn» coniuga tecnologie innovative e premium design. Hanno fatto il loro esordio infatti sul ghiacciaio tirolese le nuove cabine «Symphony», firmate da Pininfarina. Design moderno ma anche comfort a 360 gradi, con sedili in vera pelle, ampie vetrate panoramiche, comodi accessi e Wlan in ogni cabina. Insomma un viaggio che diventa un’avventura. Inoltre sul fronte tecnologico l’impianto di Stubai costituisce la prima trifune dotata di DirectDrive, l’innovativo sistema di azionamento sviluppato dal Gruppo Leitner, che per la sua silenziosità e il suo risparmio energetico è diventato un punto di riferimento nel mondo funiviario. «Se si considera con quale velocità si è riusciti a costruire l’impianto e al contempo anche le difficili condizioni meteorologiche che hanno accompagnato i lavori e le difficoltà logistiche di un cantiere di tali dimensioni, bisogna dichiarare senza indugi che tutti coloro che hanno contribuito a quest’opera si sono resi protagonisti di una vera e propria impresa. Per il nostro team, e non ho dubbi al riguardo, questo impianto costituisce una vera e propria pietra miliare». Questo ha detto Reinhard Klier, presidente della Wintersport Tirol AG & Co Stubaier Bergbahnen KG, che per dare vita a questo nuovo prestigioso progetto ha investito ben 64 milioni. Concluso dunque con successo il progetto Stubai, Leitner ropeways è già al lavoro dalla passata estate su un’ulteriore opera di grande prestigio. Sul Piccolo Cervino, sul versante svizzero, è in via di realizzazione una nuova cabinovia trifune. Segni particolari: la stazione a monte a quota 3.883 è la più alta al mondo per un impianto trifune. Sarà pronta nell’autunno 2018.
www.leitner-ropeways.com

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Il congresso funiviario mondiale dell'OITAF, previsto ogni sei anni, si svolgerà a Bolzano, la prima volta in Italia,
dal 
6 al 9 giugno 2017.
Il programma è suddiviso nei 4 argomenti fondamentali:
• sviluppo degli impianti a fune in ambito urbano e turistico
• tecnica funiviaria pura, esercizio degli impianti a fune
• aspetti tecnici ed economici
• sostenibilità degli impianti a fune.
Sarete senz'altro attratti dalla varietà dei temi. Noi ci rallegriamo per un congresso estremamente interessante che segnerà un riferimento per il futuro del mondo funiviario. Per ulteriori informazioni, per il programma degli accompagnatori, per l'iscrizione rivolgersi al sito 
www.OITAF2017.com

Martin Leitner, presidente

Il programma completo



Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita
BMF Bartholet Maschinenbau Flums
La risalita ai vertici del mercato

Il gruppo svizzero Bartholet Maschinenbau Flums, produttore di impianti a fune per il trasporto su neve e per il trasporto urbano, è uscito da una fase di riorganizzazione interna ed ora è attrezzato per lanciare la sua sfida nella competizione concorrenziale, forte di soluzioni tecnologiche d’avanguardia e di una più capillare strutturazione commerciale che ha visto anche la nascita della filiale italiana guidata da Franco Balada. A conclusione di una stagione positiva durante la quale sono stati inaugurati diversi nuovi impianti, BMF sarà naturalmente presente all’Interalpin di Innsbruck per presentare le ultime novità in arrivo dalla Svizzera e per incontrare il grande pubblico e gli operatori del mondo funiviario italiano e internazionale

La stagione invernale 2016-2017 va in archivio. È stata una stagione avara di precipitazioni nevose un po’ su tutto l’arco alpino, ma con condizioni metereologiche gradevoli che hanno favorito i numerosi sciatori che hanno scelto di passare qualche giorno in montagna fuggendo dall’aria pesante della pianura e delle città. Anche per per Bartholet la stagione appena conclusa è stata molto positiva. Numerosi sono i nuovi impianti aperti al pubblico in diversi Paesi e in stazioni prestigiose quali  Svizzera, Francia, Polonia, Russia ecc. mentre altri importanti progetti stanno per essere completati. Il 2017, già ricco di ordini e progetti importanti, sarà l’anno dell’ apertura della BMF Italia, filiale Italiana del gruppo  Bartholet Maschinenbau rafforzato così nelle sue potenzialità operative anche in Italia, seguendo la traccia e le esperienza già fatte con le filiali operative in altri Paesi.

Insieme a un partner
affidabile come Nidec-Ansaldo
La filiale italiana della BMF (acronimo di Bartholet Maschinenbau Flums),  rappresenterà anche il prestigioso marchio di Gangloff Cabins. BMF Italia sarà controllata al 100% dalla casa madre e sarà gestita da Franco Balada che da alcuni anni si sta prodigando per far conoscere al varigato e «ingessato» mondo funiviario Italiano l’azienda BMF. Balada ha maturato un’esperienza importante per cogliere tutte le prossime sfide del difficile mercato. «La nascita della filiale italiana di BMF – dice - è certamente un evento molto atteso nel panorama impiantistico del nostro Paese. Dopo aver già realizzato in poco tempo i primi impianti, con questo stesso passo spedito vogliamo dare al più presto una nostra impronta, spinta tecnica “alternativa” ed innovativa che si differenzi dai soliti marchi “duopolistici” che da troppi anni stanno condizionando, senza non pochi errori, le scelte e le attività imprenditoriali degli esercenti funiviari italiani». Al fianco di BMF da alcuni anni opera un partner internazionale di primo piano. Si tratta della Nidec-Ansaldo, azienda che nel settore delle funi vanta un’esperienza di quarant’anni nella produzione di sistemi di automazione e controllo funiviario. Nidec-Ansaldo, nata dall’acquisizione da parte della multinazionale nipponica, è un’importante realtà vicentina fondata nel lontano 1968 con il marchio BMB. Nel corso degli anni, l’azienda ha partecipato a importanti progetti internazionali per «people movers». Oggi Nidec è un partner unico, operativo, strategico per le prossime sfide che attendono il gruppo Bartholet di cui alcune sono già in corso, quali la funicolare di Istanbul, o l’imponente ruota panoramica di Dubai di cui parleremo ampiamente nei prossimi numeri di pM.

La presenza importante
«in casa», con una crescita costante nei vari Cantoni
La scorsa estate Bartholet Ropeways ha costruito ben quattro impianti in Svizzera: tre seggiovie a 6 posti ad ammorsamento automatico con le confortevoli seggiole «Design by Porsche Design Studio» e una sciovia a Kandersteg. Le nuove seggiovie a 6 posti del Corvatch dell’Oberalb e Pizol. Con queste importanti realizzazioni, Bartholet Ropeways rafforza decisamente la sua presenza sul mercato nazionale svizzero. Per La stagione invernale 2016/17 il trasporto dei turisti nel comprensorio sciistico di Pizol (Canton S. Gallo) vedrà un notevole miglioramento in termini di comfort. Una comoda seggiovia a sei posti, ultra moderna, ha sostituito l’antiquato skilift di Schwamm. L’impianto utilizza le confortevoli seggiole Porsche Design con cupole di protezione contro le intemperie. Sia per la stazione a valle che per la stazione a monte la Bartholet Ropeways ha realizzato stazioni standard carenate. Nella stazione a valle è stato costruito un edificio in cui si trova il magazzino seggiole, completamente automatico.
Seggiovia Corvatsch Curtinella Anche l’Engadina ha una nuova attrazione impiantistica. La seggiovia a 6 posti Curtinella è il nuovo biglietto da visita del comprensorio sciistico Corvatsch-Furtschellas. L’impianto è lungo 2.200 mt. ed è quindi il più lungo di tutto il Cantone dei Grigioni. Offre un collegamento rapido tra Corvatsch e Furtschellas e l’accesso a una pista semplicemente favolosa. Fino all’anno scorso, al suo posto c’era una vecchia sciovia costruita nel 1979. La nuova seggiovia si sviluppa su un dislivello di 750 metri e vanta una capacità di portata di 2400 persone l’ora. Con la seggiovia Curtinella, la Bartholet Ropeways ha costruito un ulteriore impianto che raggiunge una velocità di 6 m/s. La stazione a valle Curtinella è stata realizzata secondo gli input progettuali ricevuti dalla committenza come una semplice struttura in acciaio e molto legno. Con il suo aspetto moderno si inserisce perfettamente nel paesaggio, nonostante le imponenti dimensioni (27 m di lunghezza e 8 m di altezza). A consuntivo della stagione appena conclusa, l’impianto ha riscosso un successo e gradimento da parte degli utenti oltre ogni aspettativa e questo e di buon auspicio per Bmf per i futuri progetti in zona.
Seggiovia di Oberalp Calmut Sul confine tra il Cantone dei Grigioni e il Cantone Uri, è stata realizzata una delle più moderne seggiovie a 6 posti. La realizzazione della seggiovia Oberalp Calmut rappresenta un passo importante per il collegamento tra i due comprensori sciistici di Andermatt e Sedrun. Con il nuovo impianto di Bartholet, la Skiarena Andermatt-Sedrun realizza il secondo progetto avveniristico sul passo dell’Oberalp. I turisti possono raggiungere il Piz Calmut godendo del massimo comfort e di un design gradevole grazie alle seggiole “Porsche” dotate di riscaldamento. Oltre ai sedili, si fanno ammirare per il loro design anche la stazione a valle e quella a monte, che lo studio di architettura Maurusfrei ha progettato ispirandosi a un diamante.
Sciovia di Kandersteg Nel comprensorio sciistico di Oeschinensee nei pressi di Kandersteg, la BMF ha costruito una nuova sciovia. Al posto della sciovia arrivata a fine vita è in funzione ora una sciovia moderna, regolabile in modo continuo. Il nuovo impianto di risalita è più facile da utilizzare anche per gli sciatori inesperti.

Svizzera ma non solo
Svizzera, ovviamente…
Tra le altre opere in cantiere o in fase di ultimazione, BMF conta interventi recenti anche in Francia e in Bosnia Erzegovina. La stazione sciistica di Val Thorens, in Francia, si è aggiudicata da parte di una giuria di porofessionisti e addetti ai lavori il titolo di miglior comprensorio sciistico del mondo nel 2013 e nel 2014.  Il questa stazione prestigiosa Bartholet Ropeways si è aggiudicata nel febbraio 2016 l’incarico per la costruzione della seggiovia a sei posti ad ammorsamento automatico di Boismint, un passo decisivo per lo sviluppo di BMF in Francia. Dalla Francia alla Bosnia, dove nel 2017 Bartholet costruirà due nuovi impianti a fune: una seggiovia ad ammorsamento fisso a quattro posti e una seggiovia  ad ammorsamento automatico a sei posti. Il comprensorio sciistico di Bjelasnica in Bosnia Erzegovina attira numerosi turisti ed è situato nelle immediate vicinanze del confine cittadino della capitale Sarajevo. Durante le Olimpiadi invernali del 1984, Bjelasnica ospitò le gare di sci alpino maschile. Gli interventi di ammodernamento nella zona saranno eseguiti in consorzio con l’azienda polacca Supersnow (innevamento programmato).

Tecnologie avanzatissime
per il trasporto urbano
Nel 2016 BMF ha riportato importanti successi anche nel settore sempre più emergente del trasporto urbano. Il 19 novembre, alla presenza della ministra per l’ambiente Ségolène Royal e del sindaco della città Francois Cuillandre, è stata inaugurata a Brest, città portuale nel nord della Francia,  la prima funivia francese integrata nella rete pubblica di trasporti. Nel primo fine settimana di esercizio si sono registrati più di 18 mila passeggeri. Durante i circa tre minuti di viaggio, l’impianto scavalca il fiume Penfeld che divide in due la città. Dato che il fiume viene utilizzato come canale di accesso al porto, è stato necessario realizzare un unico pilone di sostegno dall’altezza di 82 metri. La tecnologia sviluppata e brevettata per questa opera da Bartholet è una novità assoluta mondiale. Si basa infatti su un principio di funzionamento secondo il quale le cabine s’incrociano una sopra l’altra anziché una di fianco all’altra. Il sistema è  costituito da due funi portanti e due funi traenti per ogni via di corsa. I diversi scartamenti delle due cabine permettono ai veicoli di incrociarsi a metà percorso uno sopra l’altro cosicché per ogni stazione è sufficiente un’unica piattaforma d’imbarco. Grazie a questa soluzione la committenza pubblica della città di Brest ha potuto ridurre notevolmente l’impatto dimensionale e i costi di costruzione delle stazioni. Essendo integrata nella rete dei trasporti pubblici, la funivia deve garantire un’operatività vicina al 100%. Per questa ragione tutti i componenti essenziali per il funzionamento dell’impianto sono ridondanti.
In Russia, nel centro di Mosca, Bartholet sta costruendo un nuovo impianto di trasporto urbano. Si tratta di un impianto misto  (TPM) con gondole «Design by Porsche Design Studio» che porta i passeggeri dallo stadio olimpico fino al punto più alto della città che si chiama Vorobyovy Gory («la collina dei passeri») dove sorge una nuova area di svago. Nella sua prima sezione l’impianto scavalca il fiume Moscova e presenta due sostegni impressionanti a forma di Y alti 30 metri, posizionati lungo le rive. Nella seconda sezione, grazie ad uno scambio rapido, vengono introdotte in aggiunta dieci seggiole a 4 posti. La seconda sezione sostituisce una seggiovia a due posti fissa che finora portava a un trampolino per il salto con gli sci.  Perché il nuovo impianto soddisfi le elevate esigenze dei moscoviti, le cabine sono dotate di Wi-fi, monitor, lettori MP3, nonché illuminazione interna ed esterna, Due delle complessive 35 gondole presentano una dotazione-cabina di classe VIP e, all’occorrenza, possono essere introdotte in servizio in breve tempo. Inoltre, in inverno, le cabine sono dotate di portasci, mentre in estate di supporto biciclette. Tra le altre cose l’impianto funge da navetta per lo stadio olimpico di Luzniki dove nel 2018 si giocherà la finale dei Campionati Mondiali di calcio

www.bmf-ag.ch